LA POTENTE DIRIGENTE DEL MINISTERO DEI TRASPORTI, ELISABETTA PELLEGRINI, BRACCIO DESTRO DEL LEADER LEGHISTA, È INDAGATA PER TURBATIVA D’ASTA NELL’INCHIESTA SULLE OLIMPIADI MILANO-CORTINA
È COINVOLTA NEL FILONE D’INCHIESTA SULL’APPALTO PER LA COSTRUZIONE DELLA CABINOVIA SOCREPES A CORTINA D’AMPEZZO … PELLEGRINI, DAL 2022 È COORDINATRICE DELLA STRUTTURA TECNICA DI MISSIONE DEL MIT. TALMENTE ESPERTA, DICONO I SUOI PIÙ STRETTI COLLABORATORI, CHE SALVINI NEGLI ULTIMI ANNI LE HA AFFIDATO TUTTI I DOSSIER PIÙ SCOTTANTI
C’è anche una dirigente del ministero dei Trasporti tra gli indagati nell’inchiesta della
Procura di Belluno per turbativa d’asta su presunte irregolarità nell’affidamento della realizzazione della cabinovia ‘Apollonio Socrepes’ a Cortina d’Ampezzo.
Secondo quanto si apprende si tratta di Elisabetta Pellegrini, coordinatrice della struttura tecnica di missione del dicastero di Porta Pia e braccio destro del ministro Matteo Salvini.
Il suo nome si aggiunge ai tre già iscritti nel registro degli indagati, tra cui quello dell’ad di Società infrastrutture Milano Cortina (Simico), Fabio Massimo Saldini. La procura bellunese non smentisce la notizia, senza altri commenti.
La Procura della repubblica di Belluno “non smentisce” la notizia dell’iscrizione della dirigente del Mit nell’indagine sulla cabinovia Apollonio-Socrepes. Lo ha precisato senza fornire ulteriori elementi, interpellato dall’ANSA, il procuratore capo Massimo De Bortoli.
Mentre il Capitano leghista è indaffarato nelle sue battaglie sovraniste, i dossier più scottanti del dicastero li sbroglia la sua brava ed esperta dirigente. Nata a Pescia, 63 anni, è una campionessa del deep state. Ha destato perciò sorpresa il pasticcio che ha fatto sulla gara per l’assegnazione della concessione della A22. Chi è la super burocrate del Mit.
Lei si chiama Elisabetta Pellegrini e dal 2022 presta servizio al ministero dei Trasporti come coordinatrice della struttura tecnica di missione, che detto in soldoni vuol dire coadiuvare il titolare del dicastero sbrogliandogli la matassa normativa in tema di infrastrutture e concessioni. Ma l’ingegner Pellegrini (laurea all’Università di Padova e Master al Cuoa) è molto di più di quel che il suo job title dice.
Nata a Pescia, 63 anni, la professionista ha alle spalle una lunga carriera in Veneto, prima come dirigente alla Provincia di Verona poi, Luca Zaia regnante, in Regione come direttrice della struttura di progetto della Pedemontana veneta.
Talmente brava ed esperta, dicono i suoi più stretti collaboratori, che non solo Matteo Salvini l’ha voluta con sé al Mit ma, essendo lui impegnato nelle sue battaglie sovraniste, le ha affidato tutti i dossier più scottanti. Insomma, una campionessa del deep state, tanto che alla fine il vero ministro dei Trasporti è lei.
Ha destato perciò sorpresa l’ultima questione di cui si è occupata, ossia la gara per l’assegnazione della concessione della A22, più comunemente conosciuta come Autostrada del Brennero.
Il bando di gara ha fatto storcere il naso ad alcuni dei soggetti interessati come Aspi e il concessionario uscente, la Società Autostrada del Brennero, che hanno fatto ricorso al Tar del Lazio.
La richiesta è quella di un annullamento del bando e revisione delle procedure di gara per distorsione della concorrenza e infrazione delle regole comunitarie. Un indiretto rimbrotto alla super burocrate del Mit, cui si imputano le falle del bando.
(da agenzie)
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