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IL FRECCIAROSSA “SFRECCIA” LENTAMENTE: IL 70% ACCUMULA RITARDI

Gennaio 10th, 2010 Riccardo Fucile

SECONDO LA PROCURA DI TORINO, SU 420 TRENI MONITORATI BEN 300 HANNO AVUTO RITARDI… I RILIEVI EFFETTUATI NEL PERIODO PRECEDENTE AL MALTEMPO… LE FERROVIE PARLANO DI DATI INFERIORI E DI “GUAI GIOVANILI” DOVUTI AL RODAGGIO

Nel periodo di avviamento della rivoluzione dell’alta velocità , i treni Frecciarossa non sono stati all’altezza delle promesse e degli impegni, e non solo per colpa del maltempo.
Lo testimoniano i primi dati elaborati nell’ambito dell’inchiesta conoscitiva aperta a Torino, epicentro di proteste e dissesti, dal procuratore Guariniello.
Il magistrato ha dato alla Polfer il compito di raccogliere i dati relativi a un congruo campione di treni veloci, relativi a dieci giorni di servizio, prima delle feste natalizie.
Sono stati monitorati 400 Frecciarossa e solo   20 treni hanno rispettato la tabella di marcia.
Un centinaio è approdato a destinazione con meno di 15 minuti di ritardo e oltre trecento invece hanno accumulato ritardi superiori ai 15 minuti.
Tra questi, 50 hanno sforato i tempi di ben 60 minuti, 30 sono andati oltre le due ore di ritardo, arrivando a picchi anche di 5 ore.
E tutto, ripetiamo, prima che neve e ghiaccio flagellassero la penisola, praticamente due giorni dopo l’inaugurazione in pompa magna.
Da ciò è derivato che centinaia di clienti hanno perso coincidenze e hanno mancato appuntamenti importanti.
In pratica le ferrovie superveloci hanno istituzionalizzato il quarto d’ora accademico di ritardo.   Continua »

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AD HARLEM GLI AFROAMERICANI NON SONO PIU’ MAGGIORANZA

Gennaio 9th, 2010 Riccardo Fucile

LO STORICO QUARTIERE NERO DI NEW YORK STA CAMBIANDO FISIONOMIA…. I BIANCHI OGGI SONO IL 60% DEI RESIDENTI, MENTRE GLI ISPANICI IN 10 ANNI SONO CRESCIUTI DEL 27%…. IL MONDO E’ PIENO DI TRANSIZIONI: NEGLI ANNI ’50 IL QUARTIERE CONTAVA 250.000 RESIDENTI, TUTTI DI COLORE

Ad Harlem, lo storico quartiere nero di New York, la popolazione bianca ha ufficialmente superato quella di colore.
In base alle ultime rilevazioni, riportate dal New York Times, i residenti bianchi nell’ultimo anno hanno superato quelli neri, mentre sono dati in forte crescita gli ispanici, aumentati del 27% dal 2000 ad oggi.
Quello che tra gli anni Cinquanta e Settanta era una sorte di simbolo del mondo, ora sta velocemente cambiando fisionomia, come hanno rilevato gli urbanisti e gli studiosi di antropologia americana.
Nel 2008 la popolazione di colore e quella bianca erano in proporzioni analoghe: su dieci residenti ad Harlem, cinque erano bianchi e cinque neri. Dal 2009 la proporzione è cambiata: per la prima volta nell’ultimo mezzo secolo, oggi su dieci residenti, i neri sono quattro, i bianchi sei.
Ancora una volta Harlem si trova sospesa nel bel mezzo di una transizione cruciale.
Sorto intorno al 1650 come insediamento olandese (prende infatti il nome dalla città  di Haarlem),   il quartiere in origine era bianco.
Cominciò ad accogliere i primi cittadini di colore nel 1910 e in 40 anni Harlem divenne quasi esclusivamente nera, arrivando negli anni Cinquanta a superare i 250.000 residenti, tutti di colore. Continua »

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ORA IL PDL SCOPRE CHE LA LEGA AL NORD VA PER CONTO SUO: IN VENETO ZAIA FA L’AUTONOMISTA

Gennaio 9th, 2010 Riccardo Fucile

NEL TREVIGIANO IN TRE COMUNI PERO’ LA LEGA GOVERNA COL PD….A MANTOVA IL CARROCCIO   NON VUOLE ALLEARSI COL PDL, GRANE ANCHE A LECCO, COMO, GALLARATE… IN VENETO, DOPO IL TRADIMENTO DI GALAN, MOLTI ELETTORI DEL PDL STARANNO A CASA

Il Pdl si sta accorgendo di quello che sottoliniamo da tempo: la Lega usa gli alleati per estendere il proprio potere, per acchiappare poltrone e posti nei consigli di amministrazione di banche e fondazioni.
Ovviamente in nome di valori ideali del federalismo da sbandierare ai pirla. Come Veneto e Piemonte sono stati regalati alla Lega, in cambio della fedeltà  salva-processi, ecco scatenarsi una serie di contrasti locali tra classe dirigente leghista e pidiellina da restare nella storia.
Diamo un’occhiata al Veneto dove la Lega è il secondo partito dietro al Pdl. Due giorni fa, Zaia ha snocciolato un programma suo personale: precedenza ai veneti, dialetto nelle scuole e autonomia.
A parte che verrebbe da ridere pensando che, con questo programma, si possano risolvere i problemi della regione ( non era meglio meno tasse e più infrastrutture?),   il Pdl ha già  storto il naso, sia perchè Zaia parla senza aver concordato nulla con gli alleati, sia perchè il Pdl ritiene vi siano ben altre priorità  che le carnevalate leghiste.
D’altronde ve lo siete voluto, ora ve lo tenete.
I mal di pancia aumentano a dismisura proprio in Veneto, dove il leader pidiellino locale, Giorgetti, sottolinea che “senza paletti e convergenze di posizioni si rischia una competizione troppo accesa”.
I ben informati sostengono che sarà  guerra, anche perchè, dopo il tradimento di Galan che ha rinunciato a presentarsi in alternativa a Zaia, saranno molti i pidiellini che staranno a casa, piuttosto che votare l’ex animatore di feste paesane.
Sempre in Veneto si tornerà  a votare a Portogruaro, causa impasse tra sindaco di centrosinistra e maggioranza consiliare al centrodestra.
La Lega tuona che è colpa del Pdl che ha praticato il voto disgiunto, tesi assai originale perchè presupporrebbe un potere di controllo che il Pdl non ha di certo. Continua »

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A ROSARNO SCOPPIA LA RIVOLTA: TROPPA TOLLERANZA NON CON I DISEREDATI, MA CON CHI LI SFRUTTA

Gennaio 8th, 2010 Riccardo Fucile

I LAVORATORI EXTRACOMUNITARI RACCOLGONO ARANCE LAVORANDO 14 ORE AL GIORNO PER 20 EURO… E NE DEVONO DARE 5 AI CAPORALI CHE LI SFRUTTANO…MARONI PARLA DI TROPPA TOLLERANZA VERSO I CLANDESTINI, MA NON HA FATTO NULLA PER COMBATTERE I CRIMINALI CHE LI SFRUTTANO DA ANNI

Centinaia di auto distrutte, cassonetti divelti, scene di guerriglia urbana, arresti e feriti tra i dimostranti e le le forze dell’ordine: questo il bilancio del clima di tensione che ancora questa mattina sta attraversando la cittadina di Rosario, in Calabria, dopo una notte di fuoco.
Si è scatenata la rivolta di alcune centinaia di lavoratori extracomunitari impegnati in agricoltura e accampati, nella indifferenza delle istituzioni, in condizioni disumane in una vecchia fabbrica in disuso e in altre strutture abbandonate.
A far scoppiare la rivolta è stato il ferimento di due immigrati da parte di alcuni giovani che li hanno presi a bersaglio con le loro pistole, pare per divertimento, e che, ridendo, gridavano: “Oggi non si lavora”.
Nessuno si è fermato per aiutare i due feriti ed è montata una rabbia latente: “non siamo bestie, siamo qua per lavorare”.
La situazione è rapidamente uscita da ogni controllo e ci sono stati scontri e atti di teppismo, mentre gli immigrati chiedevano l’intervento delle autorità  per assicurare loro protezione contro le scorribande dei balordi.
Si è creata una forte tensione anche stamani tra gli immigrati e i cittadini di Rosario che sono circa15.000, contro almeno 3.000 extracomunitari che vivono da diseredati, in condizioni igenico sanitarie devastanti.
Solo ora il commissario prefettizio ha promesso container per dormire e bagni chimici, per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori immigrati, invitandoli alla calma.
Maroni da Roma ha ripetuto la solita litania, frutto della povertà  di analisi culturale e sociale della Lega: “Troppa tolleranza verso i clandestini”.
Non sa dire altro purtroppo il centrodestra, incapace di vedere oltre il proprio naso.
In realtà  le responsabilità  di quanto accaduto sono dello Stato e di chi lo rappresenta.
E vi spieghiamo perchè.
Questa massa di 3-4.000 lavoratori immigrati (qualcuno regolare, molti clandestini) viene fatta spostare da una parte all’altra del sud a seconda delle esigenze. Continua »

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LA LEGA A TRENTO, IN PROVINCIA, NON VUOLE L’IMPRESA DI PULIZIA CON DIPENDENTI ARABI: “ABBIAMO DATI SENSIBILI”

Gennaio 8th, 2010 Riccardo Fucile

LA FARSA LEGHISTA NON HA LIMITI: PENSANO DI ESSERE AL PENTAGONO E CHE GLI ISLAMICI RUBINO QUALCHE LORO SEGRETO DALLE SCRIVANIE….CHE NASCONDANO NEI COMPUTER QUALCHE IMMAGINE PADANOPORNOGRAFICA?… MANDATECI I RIS, ANZI CHIAMATE IL 118, REPARTO PSICHIATRIA

La Lega a Trento, dopo un riunione al   reparto neurologico, ha ufficializzato la richiesta: che si dia il benservito alla ditta di pulizia che ha in appalto il lavoro negli uffici del consiglio provinciale di Trento.
Il tremendo rischio che sta correndo l’istituzione è che ” quei lavoratori abbiano accesso ai nostri computer, carpendone le informazioni”.
La soluzione è “via quegli islamici dai nostri uffici; sulle nostre scrivanie ci sono dei dati sensibili e loro possono mettere le mani ovunque”.
La richiesta di licenziamento è stata fatta attraverso una lettera ufficiale che il caponeuro Alessandro Savoi ha indirizzato al presidente del consiglio provinciale, Giovanni Kessler, che ne ha preso subito le distanze chiarendo che “discriminazioni non se ne fanno”.
Nella lettera si fanno pure considerazioni di alto livello geopolitico: “Siamo un partito che ha una posizione chiara nei confronti dell’Islam. Non ci pare opportuno, nè sicuro, che dei lavoratori di quella religione possano muoversi indisturbati nei nostri uffici e avere accesso ai computer. Devono essere presi dei provvedimenti, con questa impresa di pulizie non vogliamo avere più a che fare”.
Parole di condanna a questa proposta sono arrivate dal Pdl locale che stigmatizza che “il problema è che un’impresa faccia bene il proprio lavoro e non la religione di chi lo fa”, mentre la comunità  islamica locale la definisce “una iniziativa propagandistica ridicola sulle spalle dei musulmani. Quando un musulmano va in ospedale non chiede al medico di quale religione sia o se vota Lega”. Continua »

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E’ TORNATO IL GRANDE FREDDO ANCHE TRA FINI E BERLUSCONI

Gennaio 8th, 2010 Riccardo Fucile

IL PREMIER SI INTERESSA DI TUTTO, MA SE FINI VUOL FARE POLITICA NEL PDL “CHE LASCI LA PRESIDENZA DELLA CAMERA”…. FINI VUOLE BOCCHINO AL POSTO DI LA RUSSA E HA PRONTO UN GRUPPO DI 50 DEPUTATI E 30 SENATORI… BERLUSCONI DIFENDE FELTRI PERCHE’ “FA VENDERE COPIE” E HA UN SOLO OBIETTIVO: EVITARE I PROCESSI

Siamo in periodi di temperature polari e che il grande freddo stia tornando anche tra Berlusconi e Fini non è poi una notizia “fuori stagione”.
Nel corso del pellegrinaggio votivo in quel di Arcore, in cui si avvicendano i visitatori miracolati di corte, da quelli della prima ora agli ultimi suonatori di cornamusa, Storace e Santanchè, il premier è sempre più critico verso il presidente della Camera, reo di voler dire la sua nella gestione del partito. Come se il premier non mettesse becco su tutto, persino sulle candidature del Pdl a Roccacannuccia.
Forse, trasportato dall’enfasi del partito dell’amore contro quello dell’odio (intellettuale di riferimento, Perdente Feltri), Silvio trova una contraddizione tra chi, rivestendo un ruolo istituzionale, come Fini, non dovrebbe svolgere un ruolo “politico” nel partito.
Come se i vari Lupi, Bondi, Gasparri e compagni di merende, non entrassero spesso a gamba tesa sulle altrui affermazioni (peraltro con successo proporzionato al loro ruolo di ripetitori tv).
La Sicilia è allo sfascio, il sud è incazzato, il nord è stato regalato alla Lega, non si riesce a trovare un candidato credibile in tante regioni, ma il problema è Fini.
Verrebbe quasi da ridere, considerando che il Gianfri è uomo pragmatico e reclama il suo 30% del Pdl.
Se La Russa non lo rappresenta più e se Gasparri ha preso la tessera a dis-honorem della Lega, ovvio che voglia un suo uomo (leggi Italo Bocchino) nel triumvirato.
Qualcuno pensa di avere forse il diritto di imporre il proprio pensiero a tutti?
Il patto davanti a Gianni Letta di qualche settimana fa prevedeva cose ben diverse.
Che i forzaitalioti si mettano l’anima in pace, sembra dire Fini, siamo entrati nel Pdl con le nostre idee, non per ingoiare tutto.
E i suoi stanno lavorando a un gruppo parlamentare autonomo di almeno 50 deputati e 30 senatori, in grado di far saltare il banco in qualsiasi momento. Quello che i berlusconiani di stretta osservanza non vogliono ammettere è che della linea originaria del Pdl rimane ben poco: si vive di spot e di slogan, si dà  spazio alle stronzate leghiste a uso dei gonzi, persino ai loro pessimi imitatori, sui temi sociali non si è fatto nulla, in politica estera siamo patetici e ininfluenti col solito servilismo filoamericano, di moralizzazione della vita pubblica non se parla. Continua »

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SIAMO RIUSCITI AD ARRESTARE UN CLANDESTINO CHE VOLEVA TORNARE IN SENEGAL A SUE SPESE

Gennaio 7th, 2010 Riccardo Fucile

COLPO GROSSO DI MARONI: SENEGALESE BLOCCATO A FIUMICINO MENTRE TORNAVA A CASA, DOPO AVER TRASCORSO OTTO ANNI IN ITALIA DA CLANDESTINO… ORA RESTERA’ IN CARCERE SETTE MESI E POI L’ITALIA GLI DOVRA’ PAGARE ANCHE   IL BIGLIETTO AEREO… EVVIVA IL PACCO SICUREZZA

Questa è una storia assurda, ma purtroppo vera, che vede protagonisti un immigrato clandestino, le forze dell’ordine e le leggi italiane.
Il signor Khadim si era presentato all’aereoporto di Fiumicino per ritornare in Senegal, suo paese di origine, con in tasca un regolare biglietto di sola andata, acquistato con i suoi pochi risparmi e l’aiuto di qualche amico italiano. Khadim era ansioso di riabbracciare la sua famiglia a Dakar, dopo aver trascorso in Italia otto anni da clandestino nella speranza che un datore di lavoro lo mettesse in regola e gli consentisse pertanto di emergere dalla clandestinità .
Invece ha accumulato anni e anni di lavoro in nero, pur non avendo mai commesso reati, tenendosi lontano sempre da giri pericolosi, cambiando tanti lavori, ma tutti svolti onestamente.
Ma ecco che le norme maroniane si abbattono su di lui poco prima di prendere il volo (per Dakar) : adesso potrà  figurare nelle statistiche che Maroni sbandiererà  nei suoi spot televisivi.
Khadim viene infatti arrestato sul posto perchè era rimasto in Italia senza documenti.
In quanto irregolare, era stato colpito da alcuni decreti di espulsione di cui lui non ha mai conosciuto l’esistenza, non essendogli mai stati notificati.   Continua »

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DANNO FUOCO AL BARBONE: ERANO DI PURA RAZZA PADANA

Gennaio 7th, 2010 Riccardo Fucile

A VENEZIA, SEI MINORENNI PADANI HANNO COSPARSO DI BENZINA IL GIACIGLIO DI UN SENZATETTO…. FOSSERO STATI STRANIERI, CHISSA’ QUANTI LEGHISTI   OGGI SAREBBERO IN PIAZZA PER INVOCARE LA FORCA…. E’ IL FRUTTO DEL CLIMA DI ODIO VERSO I DIVERSI E GLI EMARGINATI: SI CERCHINO I MANDANTI MORALI

Hanno tentato di dare fuoco a un clochard veneziano di nome Marino, 61 anni, che ormai vive in una scatola di cartone in corte Badoera, a due passi dalla basilica dei Frari.
Due sere fa, un gruppo di giovani si è presentato con liquido infiammabile e accendini.
Ragazzini sotto i 18 anni, in che rende la cosa ancor più inquietante, hanno versato il liquido prima tra i cartoni, poi nella corte, fino alla calle d’uscita.
Quasi per segnarsi una via di fuga, da veri criminali.
A quel punto hanno acceso la miccia e il fuoco ha iniziato a svilupparsi tra i cartoni ricoperti di plastica, dietro cui si riparava l’uomo.
Le fiamme hanno intaccato il giaccone dell’uomo che è riuscito fortunatamente a spegnerle, mentre i giovani fuggivano.
Abitanti della zona confermano che si trattava di quattro maschi e due femmine, tutti giovanissimi: dalle finestre hanno assistito all’orrore dell’uomo con l’abito in fiamme, alla stradina di fuoco.
Una tragedia sfiorata, un tentato omicidio che lascia pesanti interrogativi su come dei giovani possano arrivare a tanto.
Si tratterebbe di giovani che da tempo lo avevano preso di mira, che frequentano la zona.
Giovani di pura razza padana, come confermato sia dal clochard che da numerosi testimoni.
Gente conosciuta che nessuno ha   mai provveduto a fermare prima e che, ancora oggi, non risultano arrestati o fermati.
Marino stazionava in quei cartoni da ben otto anni, da quando   venne sfrattato dalla casa in cui abitava a Cannaregio, un colpo da cui non si è mai più ripreso.
Ha iniziato così la sua povera vita da clochard: sotto il porticato si è costruito la sua casa di cartoni, si lava alla fontana, mangia quello che trova tra i rifiuti, svuota vasi di urina e di feci nei tombini vicini.
Gli abitanti della corte ne parlano bene, non aveva mai dato fastidio a nessuno: qualcuno sostiene che i servizi sociali del Comune lo seguivano, altri che sarebbe bastato dargli una casa e un po’ di aiuto, invece che ignorare il problema.
Anche alla luce del fatto che un gruppetto di giovani lo aveva preso di mira.
Ma nessuno ha fatto qualcosa, fino al tentato omicidio di qualche sera fa.
Se gli autori del gesto fossero stati stranieri, oggi ci sarebbe la feccia leghista in piazza a reclamare la forca per quei delinquenti. Continua »

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CLASS ACTION ALL’AMATRICIANA: RISPETTO AGLI USA, SANZIONI MENO SEVERE E LA P.A. NON RIMBORSERA’ UN EURO

Gennaio 7th, 2010 Riccardo Fucile

LA LEGGE SALVA-CONSUMATORI E’ PIENA DI BUCHI, COME IL GRUVIERA… NON E’ RETROATTIVA, QUINDI NON VALE PER PARMALAT, CIRIO, ALITALIA….IL RISARCIMENTO ESCLUDE IL “DANNO PUNITIVO” E NEI CONFRONTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE NON CI SARA’ IL RISARCIMENTO DEL DANNO

Sono passati quasi due anni di rinvii, attese, polemiche e ora finalmente la class action all’amatriciana è in partenza.
Si tratta della possibilità  per i consumatori di intraprendere un’azione collettiva contro l’azienda che lo ha danneggiato.
Nulla a che vedere, tanto per mettersi subito l’animo in pace, con il modello americano, in quanto la nostra è molto meno severa perchè ammette solo il risarcimento per il torto subito e non prevede il cosuddeto “danno punitivo”, ovvero la super sanzione che i giudici americani possono attribuire all’azienda per indurla a non ripetere più   il comportamento incriminato.
Quella approvata in Italia poi non è retroattiva e può essere quindi applicata solo agli illeciti commessi dal 16 agosto 2009 in poi.
Un bel colpo di spugna sui casi più scottanti, dal caso Parmalat alla Cirio, dall’Alitalia alla Lehman Brothers, dai bond argentini alla rivalsa sull’aumento delle tariffe assicurative.
In pratica il consumatore danneggiato può agire in proprio o dare mandato ad una associazione e le altre vittime potranno decidere se aderire o meno all’azione promossa, senza dover ciascuno di loro ricorrere a un singolo legale.
Se uno vuole agire per conto proprio, lo potrà  fare, ma in tal caso verrà  escluso dal risarcimento ottenuto collettivamente.
In quali casi si potrà  intraprendere una class action?
Solo in alcuni ben definiti. Continua »

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