Marzo 6th, 2010 Riccardo Fucile
PDL E LEGA SI SONO ASSUNTI UNA GRAVE RESPONSABILITA’ DISTRIBUENDO CARTE TRUCCATE…IL TAR NON AVEVA BISOGNO DI DECRETI INTERPRETATIVI O CONSIGLI INTERESSATI, LA NORMA ERA GIA’ CHIARA
Definirlo colpo di stato significherebbe dare anche un minimo di dignità ad una classe politica che non la merita.
Ci troviamo, molto più semplicemente, di fronte a dei bari.
Naturalmente ci stiamo riferendo al vergognoso decreto legge salva liste, firmato dal presidente Giorgio Napolitano, che praticamente rimette in corsa quelle di Roberto Formigoni in Lombardia e di Renata Polverini nel Lazio, estromesse, con motivazioni diverse, ma comunque sulla base di tutta una serie di irregolarità ed illegalità rilevate dai giudici.
Il PDL non è stato in grado, per manifesta incapacità , di presentare le liste secondo le modalità fissate per legge.
Allora, a bocce ferme, ha modificato le “regole del gioco”, riaprendo i termini per la presentazione delle stesse.
Già da lunedì, hanno fatto sapere i vertici del centrodestra, la documentazione verrà depositata presso le sedi competenti.
Il problema però, è che i termini sono scaduti da più di una settimana e che evidentemente ci troviamo di fronte ad una vera e propria truffa, messa in atto per aggirare le leggi.
Siamo di fronte a una politica drogata che nel nome della democrazia se ne infischia di leggi e regole, stirandole ed adattandole a seconda delle diverse occasioni a proprio piacimento.
Non è la prima volta che, in Italia, delle liste vengono escluse in una delle diverse competizioni elettorali, sia locali che nazionali.
Che sta significare questo? Che i partiti caduti sotto la mannaia della legge fino ad oggi, hanno subito delle ingiuste esclusioni? Continua »
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Marzo 6th, 2010 Riccardo Fucile
PER UNA OPERAZIONE DI BUON SENSO CI SONO VOLUTI UN ANNO E LE CARRIOLE IN PIAZZA… INTERVERRA’ L’ESERCITO IN UNA PRIMA FASE, SI INIZIERA’ TRA UN MESE (SPERIAMO) …AMPLIAMENTO DEL SITO DI PAGANICA, DUE NUOVI A BARISCIANO E A BAZZANO
C’è voluta la rivolta delle carriole perchè qualcuno capisse che era assurdo
, a distanza di un anno, che quattro milioni di macerie continuassero a far bella mostra di sè e che nessuno muovesse un dito, rimediando una brutta figura di fronte all’Italia intera.
Forse ha inciso più il secondo aspetto rispetto al primo e adesso le autorità competenti hanno improvvisamento trovato anche i siti per accogliere i detriti, quei siti che fino a ieri parevano non esistere.
Miracolo degli aquilani, insomma.
Secondo i programmi, si inizierà non prima di un mese: questo è stato deciso al termine di un summit al Ministero dell’Ambiente, cui hanno preso parte Stefania Prestigiacomo, il presidente dell’Abruzzo, Stefano Chiodi, nella sua qualità anche di delegato all’emergenza terremoto, ol sindaco,il presidente della Provincia e il vicecapo della Protezione civile.
Come auspicato da tempo su questo sito, a provvedere alla rimozione delle macerie saranno in una prima fase l’esercito e i vigili del fuoco.
In attesa dell’espletamento della gara per l’affidamento del servizio di trasporto. Continua »
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Marzo 5th, 2010 Riccardo Fucile
“LA VENDETTA VA SERVITA FREDDA” DICE POI IL PRESENTATORE DELLA LISTA DEL PDL NEL LAZIO: SIAMO AI MESSAGGI IN CODICE…QUATTRO PAGINE, NOVE PUNTI E UNA RELAZIONE DA QUESTURINO, CONSEGNATA IERI A PALAZZO GRAZIOLI… LA PAUSA PANINO E’ SPARITA
Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe davvero da ridere: sono trascorsi quattro giorni da quando il prode Alfredo Milioni ha tentato di giustificare la figuraccia della estromissione nella consegna delle liste elettorali del Pdl nel Lazio con l’esigenza di andare a “magnà un panino”.
Dopo essere sopravvissuto alle maledizioni dei candidati in lista, ecco che con comodo ha ora stilato per il premier la “Relazione presentazione liste Lazio”, consegnata ieri a Palazzo Grazioli.
I dilettanti allo sbaraglio o gli “incapaci” (versione ministro Rotondi) hanno così messo nero su bianco la loro versione dei fatti, dopo averci pensato quattro notti. Si tratta di quattro paginette, in corpo 16 e in 9 punti, più simile a un rapporto della Questura che a un promemoria politico.
“Nella giornata di sabato 27 febbraio 2010, i nostri delegati di lista (Milioni e Polesi) entravano nel tribunale di piazzale Clodio per consegnare agli uffici preposti la documentazione relativa. Giunti in prossimità dgli uffici competenti, le forze dell’ordine comunicavano ai sovramenzionati delegati la possibilità di stare all’interno del’area adibita alla consegna delle liste nel numero di uno per volta. Intorno alle 12,35 Milioni si è avvicinato a Polesi per dargli il cambio, all’interno dell’area nella quale stazionavano i delegati delle liste e a quel punto alcuni di questi, urlando e invocando non meglio precisati brogli, creavano un forte clima di tensione e confusione”.
A quel punto sarebbe nato un parapiglia e Polesi & Milioni sarebbero stati espulsi dalla spazio verso l’area che solo dopo “verrà circoscritta e indicata come di attesa lista. Il tutto comportando uno spostamento di 5-10 metri e per pochi minuti in ambiente circostante”.
In pratica i due sarebbero prima stati spinti e poi si sarebbe disegnato il limite di accesso, roba da cartoni animati. Continua »
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Marzo 5th, 2010 Riccardo Fucile
ERRORI NELLE LISTE PERCHE’ FINO ALL’ULTIMO C’ERA CHI VOLEVA AGGIUNGERE UN NOME E TOGLIERNE UN ALTRO… VA VIA DI GIROLAMO E ARRIVA UN ALTRO CHIACCHIERATO…NON C’E’ SELEZIONE, NE’ POLITICA, NE’ ETICA: OGGI SE NE PAGANO LE CONSEGUENZE
Ora nel Pdl ci sono i reciproci scambi di accuse, il rimbalzo delle responsabilità , la
sensazione che “comandano tutti per non comandare nessuno”.
Alla fine i colpevoli sono i tecnici delle liste, quelli che hanno materialmente sbagliato un timbro o una firma, ma se prevalesse tale tesi non si comprenderebbe a fondo il “male oscuro” di un partito verticista che vive sulla figura carismatica di un leader, amato o odiato che sia, senza dibattito interno, senza confronto, senza idee, nascosti in un unanimismo di facciata. Dove si formano e si sciolgono correnti, come nella peggiore Dc, motivate non da “concetti politici” diversi, ma da interessi e ambizioni.
A parte Fini, che pone questione politiche, a torto o a ragione che siano, il resto è paludoso ristagno, in attesa di spartirsi i voti che il leader porterà .
Le scadenze elettorali sono occasione di scambi di coltellate e gomitate verso la poltrona, nel resto dell’anno si vivacchia come al bar sport.
Chi commenta veline, chi maledice i finiani, chi parla di incarichi futuri.
La politica resta fuori dalla porta delle poche sedi, peraltro scarsamente frequentate.
Il rapporto dirigenti-base è di dieci a uno.
Il Pdl è diventato un partito degli eletti e degli aspiranti tali, il contatto con i milioni di elettori è affidato ai media sotto controllo, il gusto del “porta a porta” è considerato fatica sprecata, il dissenso un tradimento.
Poi ci si chiede come si fanno a sbagliare i documenti delle liste.
Ve lo spieghiamo con un esempio.
La lista a Milano è stata presentata all’ultimo minuto perchè da due giorni si litigava: grazie anche a Berlusconi che ha imposto igienista, fisioterapista e geometra personale, riducendo quindi i posti di altri.
Per 48 ore si sono accapigliati Bondi da un lato, che voleva in lista tale Cagnoni e il coordinatore Podestà che voleva tale Riparbelli.
Lite terminata la notte prima della consegna delle liste: come si fa ad autenticare con attenzione le firme sotto un listino che cambia in continuazione?
L’errore ci sta, se il tecnico è continuamente sotto pressione. Continua »
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Marzo 4th, 2010 Riccardo Fucile
UNA SCOTTANTE TELEFONATA TRA DE SANTIS E L’ARCHITETTO FACCHINI PER FERMARE IL SERVIZIO SULLA SCUOLA DEI CARABINIERI… L’APPUNTO FU CONSEGNATO A PAOLO BERLUSCONI: IL SERVIZIO NON ANDO’ MAI IN ONDA
Lo rivela stamani il “Secolo XIX”, quotidiano genovese: gli uomini della cricca della Protezione civile erano riusciti a fermare un servizio confezionato dal Gabibbo sullo scandalo della Scuola Marescialli e Carabinieri di Firenze, attraverso un appunto di dieci righe fatto pervenire da Fabio De Santis nelle mani di Paolo Berlusconi.
E’ quanto emerge dal deposito di nuove carte da parte della Procura di Firenze, in merito all’inchiesta sugli appalti che ruotavano intorno alla Protezione civile.
Alle ore 15.37 del 15 dicembre 2009, De Santis chiama allarmato l’architetto Giovanni Facchini: ha appena saputo dal capo cantiere della Astaldi che il Gabibbo si aggirava da due giorni nell’area del Castello, dove da un decina di anni si dovrebbe costruire una enorme scuola per i sottufficiali dell’Arma, con tanto di stadio da 8.000 persone, alla modica cifra di 180 milioni di euro.
Nel frattempo era sparita la leva obbligatoria e gli aspiranti marescialli si erano ridotti a meno di 400 l’anno, ma poco importava.
Le voci su presunte mazzette e una inchiesta in corso su un paio di ex assessori di sinistra della giunta fiorentina nonchè il coinvolgimento nell’utilizzo dell’area da parte di Ligresti, già preoccupavano De Santis, attualmente in carcere per associazione a delinquere e truffa ai danni dello Stato. Continua »
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Marzo 4th, 2010 Riccardo Fucile
LA BOCCIATURA DELLA LISTA FORMIGONI SCATENA IL REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO: LA LEGA CHE IRONIZZAVA ORA SE LA FA SOTTO… MA IL PRECEDENTE DI UNA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO DEL 7 NOVEMBRE 2006 ALLA FINE DARA’ RAGIONE AL PDL CHE RIMARRA’ ESCLUSO SOLO IN LAZIO
In attesa delle decisioni del Tar, il centrodestra avrà qualche giorno per riflettere
sula strategia da adottare in merito alla vicenda “liste bocciate”, ma è indubbio che se prima esistevano “dissensi sopiti” nel Pdl, questi stanno ora emergendo a tutto tondo.
Sia sulla linea politica (“in questo partito, così com’è, non mi ci riconosco”, dichirazione di Fini di due giorni fa) sia sulla sua organizzazione (“Qui non sanno presentare neanche le liste e pensano a litigare con me che non sono sono d’accordo sui temi etici e sulla cittadinanza” affermazione di Fini di ieri), mentre il premier invoca la piazza e la solita soluzione da cummenda “rifaccio Forza Italia e comando solo io”.
La Lega poi è passata dallo sberleffo verso il Pdl (“sono dei dilettanti, noi non sbagliamo mai”) al capire che, se salta Formigoni, saltano anche le liste collegate, Lega compresa.
Ci hanno messo un paio di giorni, poi alla fine l’hanno compreso persino loro. Peccato che nessuno della Lega abbia spiegato come mai si erano impegnati a raccogliere 1.700 firme per la lista Formigoni e poi ne hanno consegnato solo 300, e pure taroccate, visto che se ne sono salvate solo 30.
Misteri dei furbetti del quartierino della padagna del magna magna.
In ogni caso, a nostro parere, alla fine il centrodestra rimarrà escluso solo dal Lazio, dove il vizio è evidente.
La lista non è stata neanche presentata, non risulta agli atti e i filmati smentiscono la versione della “minaccia fisica” che avrebbe impedito la consegna (l’unica che potrebbe rimettere in gioco la lista).
Per quanto riguarda la Lombardia invece, cosa dice la la motivazione con cui è stato respinto il ricorso di Formigoni?
Che “se Formigoni non corre per le regionali, non c’è pregiudizio giuridicamente rilevante all’interesse pubblico”.
Certamente vero che non esista un interesse pubblico che sia la persona di Formigoni il candidato del Pdl, ma è tale che vi sia “un candidato” del Pdl: se Formigoni non ha un incontestabile diritto, in quanto Formigoni, a essere candidato, ce l’ha nel momento in cui è lui il designato a rappresentare quanti si riconoscono nel Pdl. Continua »
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Marzo 4th, 2010 Riccardo Fucile
UN SITO NATO DAL NULLA HA RAGGIUNTO MEZZO MILIONE DI ITALIANI, PARLANDO IL LINGUAGGIO DELLA TOLLERANZA, DELLA LEGALITA’, DELLA SOLIDARIETA’, DEI VALORI, DELLA COERENZA… IN UN GIORNO ABBIAMO PIU’ RAPPORTI CON GLI ITALIANI CHE UN SEGRETARIO DI PARTITO IN UN NORMALE COMIZIO: GRAZIE A VOI
Forse è la dimostrazione che anche a Destra qualcosa può cambiare o forse sta già cambiando, nella coscienza e nella mentalità dell’elettore.
Meno sicuramente nei vertici dei partiti, presi da beghe interne, arrivismo, ambizioni, corruzione delle anime, prima ancora che delle persone.
Abbiamo traguardato i 500.000 contatti, marciamo giornalmente su livelli superiori alle presenze degli elettori a un normale comizio dei massimi esponenti di un partito, riusciamo a parlare e confrontarci serenamente con tutti.
Non amiamo divise e reggimenti, chiamate alle armi e trombettieri: esponiamo fatti, dati, cifre per dimostrare le nostre tesi, argomentiamo le nostre opinioni.
Abbiamo anticipato notizie e accadimenti, non fermandoci alle apparenze e agli spottoni.
Se siamo critici verso il governo è perchè riteniamo un dovere, per un uomo e una donna di destra militante, vigilare sull’applicazione delle idee che si amano.
A destra non si sta per convenienza o per evitare processi, non si sta coi poteri forti, ma con i più deboli, con coloro che non hanno voce, con i milioni di italiani a basso reddito che hanno visto nella destra una speranza di vita, di cambiamento, un progetto di società , un modello di sviluppo che tuteli l’ambiente, la legalità , la giustizia.
E se un governo latita, non è solo un diritto, ma è un preciso dovere esprimere dissenso.
Abbiamo fatto spesso una opposizione sui contenuti che neanche la sinistra è stata capace di fare, perennemente presa dalle divisioni interne.
Un Paese si regge anche sul controllo dell’opposizione e attualmente non c’è nè chi governa nè chi si oppone: solo una palude di conformismo, dove emergono solo le verità o le obiezioni precostituite.
Ben vengano gruppi critici e osservatori imparziali sia a destra che a sinistra, il Paese ha bisogno di questo. Continua »
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Marzo 3rd, 2010 Riccardo Fucile
TRE CANDIDATI SOSPETTATI DI RAPPRESENTARE DEI CLAN MAFIOSI NELLE LISTE PER LE REGIONALI….ALTRI, SIA DI DESTRA CHE DI SINISTRA, SOTTO PROCESSO PER TRUFFA, CONCUSSIONE, ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, TANGENTI, APPALTI TRUCCATI… NON DOVEVANO ESSERE LISTE PULITE?
Tra neanche un mese qualcuno di loro potrebbe essere seduto in un consiglio
regionale e gestire, magari come assessore, appalti pubblici e fondi europei o presiedere commissioni e determinare piani regolatori.
Parliamo in particolare di tre candidati più che “chiaccherati”, messi in lista per le prossime regionali dai partiti di appartenenza.
Il primo è Tommaso Signorelli (Pdl) in Calabria, sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa: sarebbe il politico di riferimento del clan Gentile che avrebbe favorito negli appalti dal 2004 al 2007.
Il secondo è Luigi Scaglione (Popolari uniti) in Basilicata, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, in merito alla Calciopoli lucana.
Il terzo è Roberto Conte (Pdl) in Campania, arrestato già due volte, coinvolto in quattro inchieste per rapporti con i clan.
Il fenomeno è talmente esteso e trasversale che il presidente della Commissione Antimafia, Beppe Pisanu, ha lanciato ieri l’allarme sugli intrecci tra criminalità organizzata e politica e sul pericolo che si crei nei Palazzi delle istituzioni una rete di collaboratori che aiutano le cosche ad alimentare i propri affari.
Pisanu vede le mafie impegnate in un progetto di governo “alternativo” del territorio, attraverso rapporti tra economia, finanza e potere politico.
Ma al di là dei candidati in odor di mafia, è lungo l’elenco dei personaggi che hanno conti aperti con la giustizia e precedenti poco rassicuranti.
In Calabria viene candidato Sergio Stancato (Nuovo Psi) con una brutta storia alle spalle, relativa al traffico di rifiuti. Continua »
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Marzo 3rd, 2010 Riccardo Fucile
RENATA PERDE DUE PUNTI, EMMA RESTA FERMA, GUADAGNANO UN 2% A TESTA STORACE E UDC, LA LISTA POLVERINI SALE AL 14%…LE DUE COALIZIONI ALLA PARI: CENTRODESTRA AL 48,5%, CENTROSINISTRA AL 48,2%… GLI INDECISI SALGONO IN UN GIORNO DAL 20,7% AL 33,4%
“Non c’è stato il temporale che mi aspettavo” ha commentato Luigi Crespi, esaminando i risultati dell’ultimo sondaggio, realizzato dal suo istituto di ricerca 48 ore fa, dopo l’esclusione della lista del Pdl dalla competizione elettorale regionale nel Lazio.
Il dato più rilevante è che la Polverini ha perso solo due punti rispetto alla candidata radicale, scendendo dal 40% al 38%, mentre la Bonino è rimasta stabile al suo 39%.
Il problema a questo punto è tutto interno alla coalizione del centrodestra: senza la lista principale del Pdl, aumentano gli indecisi che passano dal 20,7% al 33,4%, salgono le quotazioni de La Destra di Storace (dal 3% al 4,9%) e dell’Udc (dal 5,5% al 7,8%), cresce la lista personale della Polverini che supera il 14%. Ovviamente la ricerca di Crespi si basa sulla possibilità che la lista Polverini venga alla fine ammessa (come da logica e da numerosi precedenti giurisprudenziali in materia), mentre considera fuorigioco quella del Pdl.
Diamo un’occhiata alle coalizioni.
Quella di centrodestra che appoggia la leader del’Ugl scende dal 51,5% al 48,5% (con ampia fascia di nuovi indecisi), ma quella di centrosinistra che appoggia la Bonino non riesce a fare il sorpasso, pur salendo dal 46,4% al 48,2%.
Chi voterà centrodestra potrà avere quattro alternative: o votare solo la Polverini o una delle tre liste che la appoggiano, compresa quella civica. Continua »
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