Marzo 3rd, 2010 Riccardo Fucile
ECCO IL TESTO DELL’ORDINANZA N. 3797 DEL LUGLIO 2009 CHE DELEGA BERTOLASO E LO AUTORIZZA (ART. 17) PERSINO A FAR INTERVENIRE L’ESERCITO… INVECE LE MACERIE SONO ANCORA LI’ E LA PROTESTA DEGLI ABITANTI E’ FONDATA…ORA TOCCHERA’ ALLA REGIONE, MA SENZA NUOVE REGOLE CI VORRANNO ANNI
Domenica è andata in scena l’ennesima protesta degli abitanti dell’Aquila,
stanchi di vedere giacenti 4 milioni di tonnellate di macerie nella loro città , senza che nessuna autorità si prenda l’incombenza di iniziarne la rimozione. La “rivolta delle carriole” ha stavolta “bucato” gli schermi dei media, nessuno ha potuto far finta di ignorare una protesta che sta assumendo proporzioni sempre più consistenti.
E domenica prossima si replica.
A fronte delle considerazioni degli abitanti, più che giustificate, abbiamo ascoltato da parte delle autorità il solito scaricabarile su chi avrebbe dovuto intervenire.
In particolare il capo della Protezione civile, l’onnipresente Bertolaso, ha detto che è normale che vi siano delle proteste (ma non erano tutti felici, contenti e intenti a stappare lo spumante?), che il compito della Protezione civile è terminato e che ora devono provvedere Regione e Comune (con che soldi non è dato sapere).
Bertolaso ha precisato che la rimozione delle macerie non rientrava comunque tra i suoi compiti.
Peccato che le cose non stiano così e lo dimostriamo, documenti alla mano. Perchè spettava invece proprio alla Protezione civile rimuovere le macerie del terremoto ed individuare i siti dove trasferirli e smaltirli.
Bertolaso, nella sua qualità di capodipartimento, aveva ricevuto incarico formale con un’ordinanza urgente del luglio scorso della Presidenza del Consiglio, la numero 3797, esattamente sette mesi fa.
Non solo: l’art. 17 del dispositivo ministeriale consentiva alla Protezione civile anche l’uso dell’esercito.
Se in una prima fase infatti, con l’ordinanza 3767, il governo aveva affidato il compito ai comuni , con la seconda aveva delegato Bertolaso come supplente.
Anche perchè ci si era resi conto che i comuni erano in ginocchio e non avrebbero certo potuto organizzare lo sgombero delle macerie.
Si legge nel’ordinanza: “Il commissario delegato può provvedere, in sostituzione dei Comuni che non abbiano adottato tempestivamente i provvedimenti, alla individuazione dei siti da adibire a deposito temporaneo e selezione dei materiali derivanti dal crollo degli edifici”. Continua »
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Marzo 2nd, 2010 Riccardo Fucile
SILVIO IMPONE I DUE FIDANZATI A CAPO DEI GIOVANI PDL, LA SUA IGIENISTA, IL SUO GEOMETRA E IL SUO FISIOTERAPISTA… BOSSI SISTEMA IL FIGLIO, PRESENTI ANCHE I FIGLI DI CRAXI, GAVA E SBARDELLA…IL RITORNO DI COSIMO MELE, LA METEORINA DI FEDE, UNA SHOW GIRL IN CALABRIA, LA SEGRETARIA DI VERDINI, MENTRE LA PASCALE ASPETTA UN ASSESSORATO AL TURISMO
Iniziamo da una che non ce l’ha fatta: la collaboratrice del ministro Scajola, Fabiana Santini, capo della segreteria che avrebbe dovuto essere accreditata nel listino della Polverini.
Silvio ha invece imposto il capo dei giovani del Pdl, Francesco Pasquali, e pure la sua compagna, Veronica Cappellaro, per fare doppio stipendio.
In Lombardia , nel listino bloccato di Formigoni, altro colpo del premier che sistema la show girl Nicole MInetti, attualmente sua igienista dentale, Giorgio Puricelli, fisioterapista del Milan, e Francesco Magnano, noto per essere il suo geometra di fiducia.
Tra i figli di “cotanti padri” ecco il salario garantito a Renzo Bossi, candidato a Brescia e ai figli di Craxi, Sbardella e Gava.
Premiato anche Cosimo Mele, ex deputato Udc, coinvolto nei festini a luci rosse in via Veneto, che trova spazio nella lista “Io Sud” in Puglia.
Sempre in Puglia, in una lista di appoggio al Pdl creata dal ministro Fitto, troviamo Tato Greco, indagato a Bari assieme a Tarantino del quale è ritenuto socio occulto.
In Campania ritorna Lady Mastella, alias Sandra Lonardo, in quota Udeur, alleato del Pdl.
Altri colpi del premier in Campania dove ha imposto Giovanna Del Giudice, ex meteorina di Fede, da poco segretaria del senatore Ghigo, Emanuela Romano, psicologa e a capo del comitato “Silvio ci manchi”.
Famosa anche perchè il padre Romano, quando la sua Emanuela venne esclusa dalla lista per le Europee, prese tanto male la cosa da minacciare di cospargersi di benzina davanti a Palazo Grazioli, dove fu bloccato in tempo. Non va in lista Francesca Pascale, colei che disse “o posto sicuro nel listino o nulla”: nel caso Caldoro vincesse però, senza colpo ferire, ha già prenotato l’assessorato al Turismo. Continua »
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Marzo 2nd, 2010 Riccardo Fucile
L’ASSENZA DEL LOGO DEL PDL RENDE QUASI IMPOSSIBILE LA VITTORIA DEL CENTRODESTRA, SALVO UNA REAZIONE IMPREVEDIBILE DELL’ELETTORATO…IN REGIONE SALTEREBBERO POLITICI E RE DELLE TESSERE, ENTREREBBERO RAPPRESENTANTI DELLA SOCIETA’ CIVILE
Il pasticcio in sede di presentazione delle liste da parte del Pdl romano dovrebbe
spianare la strada alla vittoria di Emma Bonino: troppo grande appare sula carta l’handicap rappresentato dall’assenza del logo del partito.
I sondaggisti si stanno da ieri esercitando sull’influenza che la novità avrà sul voto: c’è chi quantifica in 160.000 voti l’emorragia che subirà la candidata alla presidenza, Renata Polverini.
La gara che sembrava mettersi bene, dopo un avvio stentato, sembra di nuovo compromessa per la candidata del centrodestra.
Diamo un’occhiata ai dati: nel 2008, alle ultime provinciali nello stesso lembo di territorio dove ora gli elettori non troveranno il simbolo del Pdl, il partito aveva toccato la percentuale del 37,1%, tradotto in voti circa 842.000 consensi.
Secondo i sondaggisti se è vero che le Regionali sono tradizionalmente legate alla valutazione del candidato presidente, non si può nascondere che queste hanno una forte valenza politica.
Una parte di chi vota Pdl convergerà quindi ugualmente sulla Polverini, utilizzando le altre liste collegate, ma viene anche meno l’effetto bandiera di chi votava più che altro il simbolo.
Senza considerare un altro aspetto potenziale: Renata potrebbe fare il miracolo e vincere, ma con il rischio che la maggioranza dei consensi dei partiti vada al centrosinistra.
Luigi Crespi invece non crede a un successo della Polverini: una botta del genere a 30 giorni dal voto è quantificabile almeno nella perdita del 4% dei consensi.
Rimane un’incognita: la capacità di reazione dell’elettorato di centrodestra. Continua »
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Marzo 2nd, 2010 Riccardo Fucile
SCONFITTA LA LINEA DEL “CODICE ETICO” PROMOSSA DA BOCCHINO E DALLA CARFAGNA: ENTRA QUALCHE AMICO DI COSENTINO… DENTRO GAMBINO, CONDANNATO PER PECULATO E ZARA, PER CORRUZIONE… NELLE LISTE DI SOSTEGNO A CALDORO SPICCA CONTE, ACCUSATO DI CAMORRA
Addio codice etico e candidati con la fedina penale immacolata, tra le file del centrodestra: nell’ultima notte in cui si decidevano le liste, Nicola Cosentino, coordinatore regionale campano del Pdl, è riuscito a imporre le sue scelte, vincendo il braccio di ferro con Italo Bocchino e Mara Carfagna.
Il ministro e il capogruppo alla Camera da tempo si erano battuti per la limpidezza dei candidati, ma non sono riusciti a evitare qualche sconfitta.
E’ in lista Alberico Gambino, sindaco più votato d’Italia (a Pagani, in provincia di Salerno), sospeso dal prefetto lo scorso anno per una condanna a un anno e mezzo per peculato, fortemente appoggiato anche dal presidente della Commissione Difesa di Montecitorio, nonchè presidente della provincia di Salerno, Edmondo Cirielli.
Proprio venerdi era atteso il verdetto dei giudici d’Appello: se fosse stato assolto non ci sarebbero stati problemi, così erano gli accordi.
Il verdetto dei giudici ha però confermato la condanna di primo grado e dunque sarebbe stato fuorigioco.
A questo punto qualcuno ha sbarrato la strada al consigliere regionale uscente Pietro Diodato, voluto dalla Carfagna, nonostante la sede regionale del partito fosse stata occupata dai suoi sostenitori per tutto il giorno. Continua »
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Marzo 1st, 2010 Riccardo Fucile
LE PARTITE MEGLIO VINCERLE SUL CAMPO, NON A TAVOLINO…VEDERE EMMA CON LA BAVA ALLA BOCCA PER LA SQUALIFICA DELLA RENATA E’ STATA UNA BRUTTA PAGINA DELLA POLITICA ITALIANA… SAREBBE BASTATA UN PO’ DI CLASSE E UN PO’ DI CORAGGIO
Inutile dire che del pasticcio fatto dal centrodestra a Roma, con relativa
esclusione del Pdl dalla competizione regionale in Lazio, pensiamo tutto il male possibile e lo abbiamo scritto nell’articolo precedente.
Inutile aggiungere che a nulla servono le manifestazioni di protesta quando si ha palesemente torto e quando si dovrebbero semmai appurare le reali ragioni che hanno portato a questa apparente “figuraccia”, non ultime analizzarne da subito le conseguenze interne e i riflessi nazionali che porterà .
Se la lista, come è quasi certo, non verrà riammessa, i casi sono due: o si verificherà , per reazione, il miracolo di elettori di centrodestra che trascineranno ugualmente la Renata sul podio, nonostante i vertici del Pdl, votando la sua lista personale, o si arriverà , più probabilmente, alla vittoria della Emma a mani basse per “squalifica” dell’avversario.
“Sopportata” più che “supportata” dal Pd, autocandidatasi alla presidenza della Regione e divenuta quindi soluzione di ripiego del centrosinistra in perenne lite interna, la Bonino ha risvegliato le coscienze di una sinistra data per “persa per strada”, annoverando firme progressiste della cultura e dello spettacolo tra i suoi sostenitori.
Quella che si prospettava una bella partita tra due candidate donne, ora rischia di non giocarsi per impraticabilità del campo, con vittoria a tavolino di colei che da una vita fa “battaglie per le libertà civili e la libera espressione del popolo”. Avevamo un rispetto e una stima notevole per Emma, anche se non abbiamo apprezzato i suoi cambi di fronte in passato, alleata ora della sinistra ora del centrodestra, a seconda troppo spesso della convenienza.
Di fronte alla debacle del Pdl e alla sua insulsaggine, ci saremmo aspettati un atteggiamento di “distacco aristocratico”: una dichiarazione soft, di fronte all’esclusione delle liste del Pdl, rinviando semplicemente alle decisioni dei giudici di dirimere il merito della questione.
“Starne fuori” sarebbe stata una soluzione.
Un’altra ancora più di classe sarebbe stata quella di proporre un ritiro dalla competizione anche del centrosinistra e la richiesta di un rinvio della votazione con un semplice motivazione: “Per rispetto di tutti i romani e della mia avversaria, voglio governare questa regione per merito mio, non demerito altrui. Voglio battere Renata sul campo, non godendo del vantaggio della sua squalifica”. Continua »
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Marzo 1st, 2010 Riccardo Fucile
NON C’E STATO NESSUN “PANINO”, IL DELEGATO E’ USCITO PER MODIFICARE LA LISTA SU INDICAZIONI DALL’ALTO…NON SI CONSEGNANO LE LISTE 20 MINUTI PRIMA DELLA SCADENZA E NON SI ASSEGNA IL COMPITO A UN PERSONAGGIO FORZISTA CHE ERA GIA’ SPARITO CON LE LISTE NEL 2006… NEL LAZIO QUALCUNO NON VOLEVA UNA DESTRA DIVERSA E HA OTTENUTO IL SUO SCOPO
Se si dovesse seguire o commentare l’aneddottica relativa alla mancata consegna delle liste elettorali del Pdl per la provincia di Roma, sarebbero sufficienti le dichiarazioni del ministro Rotondi sulla “banda di incapaci” che ha in mano la struttura organizzativa del partito.
O gli urlacci della Polverini quando, venuta a conoscenza del fatto, ha sbottato: “Che manica di imbecilli”.
Un’analisi di questo tipo porterebbe ad evidenziare solo il caos organizzativo in cui versa il Pdl, ma rischierebbe di avvalorare la tesi patetica del “panino” che avrebbe indotto ad assentarsi, dalle 11.45 alle 12.45, chi aveva la delega di presentare una lista che raccoglie il 40% dei consensi in provincia di Roma. Per esperienza, possiamo dire che non si presenta una lista negli ultimi 20 minuti utili se non ci sono problemi e pressioni, cambiamenti di nomi e documenti sbagliati.
Per consegnare gli atti relativi a soli 40 candidati, i relativi documenti saranno stati pronti da tempo.
Soprattutto non si lascia un compito così delicato in esclusiva a una persona come Milioni.
Scendiamo nel dettaglio: la storia del panino è una balla: Milioni, quando stava per consegnare la lista, ha ricevuto una telefonata dai vertici del Pdl per cambiare almeno un nome: a quel punto, non potendolo fare davanti a tutti è uscito.
Tutto trae origine da pressioni e faide interne che nelle ultime 48 ore hanno segnato il destino della lista.
E’ risaputo che Berlusconi in persona non fosse soddisfatto dei 40 nomi, avesse ventilato addirittura di porsi lui come capolista, e ieri abbia confidato non a caso, a fatto avvenuto: “Avevo chiesto di migliorare la lista, non di boicottarla, sono dei dilettanti”, dando la colpa alla componente di An. Continua »
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Marzo 1st, 2010 Riccardo Fucile
LA RELAZIONE ISPETTIVA DELLA RAGIONERIA DI STATO LO AVEVA DENUNCIATO GIA’ NEL 2008…IRREGOLARITA’ CHE AUMENTAVANO I COSTI, INDEBITE EROGAZIONI, ABUSI NEL CONFERIMENTO DEGLI INCARICHI, PAGAMENTI IN ASSENZA DI DOCUMENTAZIONE, SPESE INAMMISSIBILI, ILLECITO UTILIZZO DELLE AUTO DI SERVIZIO
Il documento cui facciamo riferimento è quello della Ragioneria generale dello
Stato, guidato da Stefano Canzio, e si chiama “Relazione annuale 2008 sull’attività svolta dall’Ispettorato Generale di Finanza”: si tratta di una ispezione contabile alla Protezione civile, sulla base di un protocollo di intesa tra le due parti per un controllo dei conti.
Nell’analisi vi sono tre capitoli che vengono alla luce.
Il primo fronte è quello che gli ispettori definiscono “irregolarità e carenze che comportano incrementi del costo degli interventi”.
Sono stati rilevati “l’utilizzo improprio di somme destinate agli interventi, ma girate al rimborso spese dei dipendenti”, “spese inammissibili” per interventi non urgenti”, “eccessiva lentezza nella revoca dei contributi in caso di somme non dovute”, “erogazione di contributi per alloggi a favore di soggetti che non ne avevano diritto”.
Il secondo capitolo affrontato è quello relativo alle “irregolarità concernenti il funzionamento degli uffici Commissariali, degli organi consultivi e delle strutture delegate alla realizzazione degli interventi”.
Qui la lista delle censure è imbarazzante: “erogazione di compensi plurimi ai responsabili delle strutture”, “illeggittimo utilizzo delle auto di servizio”, “indebita corresponsione dell’indennità di missione”, “sovrabbondante numero di personale comandato presso strutture commissariali”, anche proveniente da aziende private e “spesso privo di competenze specifiche”.
In pratica clientelismo puro. Continua »
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