Ottobre 25th, 2010 Riccardo Fucile
NELLA ROCCAFORTE DELLA “BELLONA” NUNZIA, , DIECI CONSIGLIERI SE NE VANNO… “ORMAI C’E’ SOLO UNA OLIGARCHIA ARROGANTE CHE HA TRADITO LO SPIRITO DEL PDL, AL POSTO DEL PARTITO SI E’ IMPOSTO UN VERTICISMO PADRONALE”
Colpo grosso dei finiani a Benevento.
Dieci consiglieri comunali lasciano il Pdl berlusconiano per approdare a Futuro e Libertà e di fatto ne svuotano il gruppo che era composto da 14 consiglieri.
A condurre in porto l’operazione è stato il presidente dei senatori di Futuro e LIbertà , Pasquale Viespoli, che di Benevento è originario.
Ma la città campana è anche la roccaforte di una delle deputate più vicine al premier, quella Nunzia De Girolamo, coordinatrice provinciale, che proprio a Benevento organizza da qualche tempo la festa del partito.
Diciamo anche colei cui il premier aveva indirizzato pizzini alla Camera con scritto “baci”, cosa che l’ha resa sicuramente più nota di quanto non le sia derivato dalla sua attività politica.
Lunedi scorso la De Girolamo, con un diktat, aveva rimosso il coordinatore cittadino, vicino a Viespoli, determinando l’insurrezione finale con conseguente addio di ben 10 consiglieri comunali su 14.
La nuova formazione finiana al Comune si chiamerà “Territorio e libertà ” e i consiglieri che la compongono vantano tutti una lunga militanza nel centrodestra (An, Forza Italia e Udc).
La loro decisione, hanno spiegato nel corso di una conferenza stampa, nasce dal fatto che “al posto di un partito si era ormai imposto un verticismo padronale e un’oligarchia arrogante e ritorsiva che ha tradito il senso profondo del Pdl”.
Viespoli, da parte sua, ha tenuto a sottolineare che ora “la politica riacquista credibilità : in questa iniziativa emerge più che l’appartenenza di schieramento, la dimensione della’appartenenza comunitaria”
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Ottobre 25th, 2010 Riccardo Fucile
ACCUSE DI CONFLITTO DI INTERESSI NEI CASI DELL’EVASIONE CONTESTATA A GNUTTI NELL’AFFARE TELECOM E DEL CONTENZIOSO CON IL FISCO DI MONDADORI: IL RUOLO DELL’EX STUDIO DI TREMONTI….UNA MAXI PARCELLA DI 25 MILIONI DI EURO E LA TELEFONATA INTERCETTATA A FIORANI
Dopo le ville del premier ad Antigua, i conflitti di interesse attribuiti al ministro
Tremonti nella lotta all’evasione.
Milena Gabanelli manda in onda una nuova inchiesta a “Report” destinata a fare discutere perchè indaga sugli affari dello studio tributario fondato dal ministro dell’Economia, il Vitali-Romagnoli-Piccardi e associati.
Nel mirino della trasmissione televisiva finisce l’evasione contestata a Emilio Gnutti nell’affare Telecom e il contenzioso con il fisco di Mondadori, chiuso grazie a una legge che permette alle società che hanno vinto in primo e secondo grado contro lo Stato di chiudere il contenzioso, evitando la Cassazione, tramite il pagamento di una multa.
Entrambe le società , sottolinea la trasmissione, sono state difese dallo studio lasciato da Tremonti quando questi è diventato ministro e, nel caso di Gnutti, lo studio avrebbe ricavato una maxi parcella di 25 milioni di euro.
Questa la storia Telecom: a Gnutti nel 2003 il fisco aveva contestato, nella vendita di Telecom del 1999, un’evasione da 680 milioni di euro, imputabile alla Bell, sede nel Lussemburgo.
Nel 2003, con Tremonti ministro, Gnutti decide di farsi difendere dall’avvocato ed ex ufficiale del, Guardia di Finanza Dario Romagnoli, dello studio Vitali-Romagnoli-Piccardi.
L’uomo che per l’Agenzia delle Entrate si occupava del caso, Villiam Rossi, fu rimosso dal suo incarico.
Rossi, intervistato da Report, ha affermato di credere di essere stato penalizzato per aver portato avanti le indagini su una società difesa dall’ex studio di Tremonti.
Il contenzioso si è poi chiuso anni dopo con il pagamento di 256 milioni di euro. Nel 2006, in una telefonata intercettata, il banchiere Fiorani sosteneva che Gnutti dovesse “un grosso favore” a Tremonti e il suo interlocutore rispose canticchiando “Jingle Bell”, chiaro riferimento alla società in Lussemburgo.
Lo studio in questione non ha voluto rispondere alle domande di Report circa l’entità della parcella pagata da Gnutti allo studio (25 milioni di euro secondo Fiorani).
Tra le società che hanno contratti di consulenza con lo studio, anche la Tirrenia, su cui il ministro ha l’ultima parola nel processo di privatizazione.
Ma ci sono anche Mps, Wind e Capitalia.
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Ottobre 25th, 2010 Riccardo Fucile
INTERVISTA AD AGOSTINO MILANI, CONSIGLIERE COMUNALE DI SIENA, BANDIERA STORICA DELLA DESTRA SOCIALE SENESE.. “NESSUNA NOSTALGIA, MA UN CAMMINO PER COSTRUIRE UNA NUOVA STORIA: LIBERTA’, SOCIALITA’, COMUNITA’ LE LINEE GUIDA
Allora Milani, lei se ne è andato dal PDL per confluire nel nuovo partito di Fini, Futuro e Libertà per l’Italia. Nessun rimpianto? Nessuna perplessità ?
Considero Futuro e Libertà il partito di tutti coloro che aderiscono ad un progetto politico che vada al di là di capi più o meno carismatici: per me FLI non è solamente “il partito di Fini”.
Nessun rimpianto e nessuna perplessità : andarmene dal PDL è stata una liberazione, la fuoriuscita da un incubo, all’interno del quale non intendevo più rimanere.
Non sia così eccessivo nei confronti del suo ex partito…
No, non sono eccessivo e non nutro neppure del risentimento. Ma il permanere nel PDL contrastava con la mia storia politica e soprattutto con quei valori di partecipazione che di tale storia politica sono stati nel tempo uno dei punti fermi. A proposito di eccessivo, si figuri che qualcuno dei miei amici ha paragonato l’uscita dal PDL alla fuga di Ulisse dall’isola della maga Circe.
Paragonarsi ad Ulisse è un’immagine affascinante e al tempo stesso presuntuosa. Lei si ritrova in questa immagine?
No. Innanzitutto il PDL non è l’isola di Eeana e tanto meno Berlusconi può essere paragonato alla maga Circe che comunque possedeva un suo fascino ed una dignità tragica. L’unica similitudine è che nel PDL gli uomini dopo essere stati invitati ad un banchetto, non appena assaggiate le vivande, vengono trasformati in maiali, cani, a seconda del proprio carattere e della propria natura. E’ chiaro che la trasformazione cui faccio riferimento è puramente allegorica, ma lo spogliare qualcuno -anche se consenziente- della propria dignità corrisponde per me a spogliarlo del suo essere uomo.
Vada avanti.
Non mi ritrovo nell’immagine di Ulisse. Ho amato, come tutti credo, la sua figura, ma non ne ho mai condiviso la scaltrezza elevata a valore. L’Odissea è la storia di un uomo, che attraversa il mondo per tornare alla propria piccola isola, a consumare vendetta nei confronti di coloro che gli hanno insidiato la sposa e ripristinare l’ordine che precedeva la sua partenza per Troia.
E allora cosa c’è che non va bene?
Credo che l’immagine più calzante sia fornita dall’Eneide: la storia di un popolo che abbandona la patria, distrutta ed incendiata dagli eserciti nemici, e attraversa il mare, portando sulle spalle i propri vecchi e nel cuore i propri dei, per incontrare e contaminarsi con nuovi popoli ed infine fondare Roma e costruire una nuova storia. Senza nessuna nostalgia e senza mai voltarsi indietro.
Tradotto in termini politici?
Nessuno di noi ha intenzione di ricostruire nè AN nè Forza Italia. Vorremmo costruire uno spazio dove ognuno porti il meglio della propria storia, pronto a contaminarsi con esperienze differenti. Dal passato porto addosso la volontà di costruire una comunità politica, incardinata sui valori di partecipazione e solidarietà , con una identità plurale dove le diversità costituiscono una ricchezza e le idee sono strumento di analisi e non di confronto.
Fini ha più volte ribadito la sua volontà di costruire un partito liberale europeo. Non le sembra che le sue idee, sociali e comunitarie confliggano con tale volontà ?
No! Non c’è conflitto, perchè socialità e comunità non confliggono con libertà . Non vorrei citare Gaber, ma anch’io sono convinto che “libertà è partecipazione” e la partecipazione può esistere solo in una dimensione comunitaria. L’importante è che la comunità sia aperta, inclusiva e sopra tutto disponibile al confronto ed al rispetto reciproco.
(intervista a cura di Luca Mosè Sanna)
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Ottobre 24th, 2010 Riccardo Fucile
I SINDACI DI TERZIGNO, BOSCOREALE E TRECASE NON HANNO FIRMATO IL DOCUMENTO PRESENTATO DA BERTOLASO: VOGLIONO UN VERO DECRETO CHE IMPEGNI IL GOVERNO A NON APRIRE LA SECONDA DISCARICA DI CAVA VITIELLO E CHE CHIUDA QUELLA DI TERZIGNO… OGGI MIGLIAIA DI PERSONE IN PIAZZA, NELLA NOTTE SCONTRI TRA MANIFESTANTI E POLIZIA
I sindaci di Boscareale, Terzigno, Trecase e Boscotrecase non hanno firmato il
documento presentato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Guido Bertolaso, giunto a Napoli per tentare di risolvere la crisi rifiuti che si è determinata nell’area vesuviana.
Nell’incontro di oggi i sindaci campani hanno mantenuto la posizione presa ieri sera negli uffici della Prefettura napoletana, in cui è stata illustrata la manovra del governo.
L’intesa, stilata da Bertolaso, dal presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, dal prefetto di Napoli Andrea De Martino e dal presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro, prevedeva la sospensione, per tre giorni, dei conferimenti nella cava Sari a partire dalla giornata di sabato 23, per consentire non solo la copertura del terreno, ma anche l’avvio dei prelievi tecnici necessari per gli accertamenti di natura sanitaria e ambientale disposti dalle istituzioni.
Un tempo necessario per attendere, inoltre, il responso delle analisi alla presenza di specialisti individuati dagli enti locali.
Dopo questa temporanea sospensione, nella cava Sari potrebbero essere sversati unicamente i rifiuti della “zona rossa”, ossia quelli dei comuni vesuviani. Il bacino, salvo particolari criticità , dovrebbe essere riempito fino ad esaurimento. Per quanto riguarda, invece, la cava Vitiello, che dovrebbe essere il secondo sito da realizzare nel territorio di Terzigno, è previsto il congelamento di ogni decisione fino a quando non ci sarà la possibilità di garantire la difesa dei cittadini.
Nell’incontro di oggi i sindaci hanno chiesto maggiori garanzie non solo per la non apertura di cava Vitiello, ma anche per una maggiore sicurezza della discarica Sari di Terzigno.
«Dobbiamo avvertire i nostri cittadini se cava Sari sia sicura o meno – ha spiegato il sindaco di Boscoreale, Gennaro Langella lasciando il Palazzo della Prefettura – c’è necessità di fare gli opportuni controlli e riscontri con tecnici di nostra fiducia e capire quale sia il reale stato della discarica».
Langella ha poi confermato la possibilità di avanzare denuncia all’Asìa per la presunta cattiva gestione della cava, così come avevamo segnalato in un esposto alla Procura di Nola.
La protesta ha però oggi avuto anche un volto “pacifico”, come dimostra il corteo che si è snodato in mattinata fra Terzigno e Boscoreale.
Sulle note dell’inno nazionale il corteo pacifico dei cittadini di Terzigno, Boscoreale e Boscotrecase contro l’apertura della nuova discarica nel Napoletano è partito dalla rotonda dei Passanti per raggiungere rigorosamente a piedi, come chiesto dagli organizzatori, la rotonda di via Panoramica, luogo del presidio permanente della protesta.
Un vero e proprio corteo «funebre» con tanto di carro delle onoranze e corona di fiori firmata: «I cittadini del parco nazionale del Vesuvio».
Alle finestre sono appese le lenzuola bianche e sugli striscioni si legge: «Voi mangiate i nostri soldi, noi mangiano camorra e rifiuti», e ancora: «Berlusconi e Bertolaso anche l’Europa vi ha schifato».
Sventolano bandiere dell’Italia con su scritto: «Abbbiamo la stessa bandiera ma non siamo italiani». In testa al corteo mamme e bambini di Boscoreale.
Si avvicina probabilmente un’altra notte di scontri, mentre una nuova riunione tra sindaci e Bertolaso è stata fissata per martedi.
Ma il governo è troppo vago: gli abitanti temono che la proposta di Bertolaso sia solo finalizzata a prendere tempo, non a risolvere i problemi reali.
E visto i precedenti, difficile dar loro torto.
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Ottobre 24th, 2010 Riccardo Fucile
DENUNCIA DELLA CISL: BOOM DI RICHIESTE PER ACCEDERE ALLE “CORSIE PREFERENZIALI” CREATE DALLA STESSA GELMINI COME SALVAGENTE… PUO’ FARE DOMANDA SOLO CHI AVEVA UNA CATTEDRA ED E’ RIMASTO DISOCCUPATO
Boom di precari della scuola appiedati dalla riforma Gelmini.
Quasi 42 mila, tra docenti e Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari), coloro che dopo anni di precariato sono rimasti a casa senza lavoro e stipendio.
E che adesso cercano di acciuffare qualche supplenza attraverso il cosiddetto “salva-precari”: un decreto che dà ai supplenti “tagliati” la priorità negli incarichi d’istituto e, di fatto, anticipa loro soltanto l’indennità di disoccupazione.
A fornire i dati è la Cisl scuola, che parla di “emergenza occupazionale”.
Il sindacato, in questo modo, smentisce le ultime dichiarazioni del ministro Gelmini circa l’impatto sull’occupazione della riforma avviata da due anni.
La Gelmini di fronte agli attacchi dell’opposizione e alle proteste aveva minimizzato gli effetti della riforma sul personale della scuola: alle 67 mila cattedre tagliate, secondo il ministro, occorreva sottrarre i 55 mila pensionamenti degli ultimi due anni.
In totale: “appena” 12 mila posti in meno.
“Non pochi” aveva dichiarato ma “frutto di una manovra assolutamente sopportabile e indispensabile per invertire il trend di crescita della pianta organica non proporzionato al numero di posti richiesto dalla scuola italiana”.
Neppure una parola invece sui 30 mila posti di bidello, assistente di laboratorio e assistente amministrativo tagliati in 24 mesi.
Purtroppo, però, i conti non tornano.
I docenti che quest’anno sono rimasti senza incarico e hanno presentato domanda per il salva-precari sono quasi 30 mila.
Il decreto dello scorso 15 settembre parla chiaro: poteva presentare domanda “il personale inserito nelle graduatorie ad esaurimento”, che nel corso del 2009/2010 aveva avuto una “nomina a tempo determinato di durata annuale o sino al termine delle attività didattiche o, attraverso le graduatorie d’istituto, una supplenza di almeno 180 giorni in un’unica istituzione scolastica” e che si sia “trovato nella condizione di non poter ottenere, per l’anno scolastico 2010/2011, nomina o di averla ottenuta per un numero di ore inferiore a quello di cattedra o posto in assenza di disponibilità di cattedre o posti interi”.
Si tratta, quindi, di persone che fino all’anno scorso lavoravano e quest’anno sono precipitate nel baratro della disoccupazione.
Anche coloro che in mancanza di altro sono disposti ad accettare uno degli incarichi previsti dagli accordi tra il ministero dell’Istruzione e le regioni sono aumentati: da 5.600 si passa a 13.800.
E se ai docenti sommiamo il personale amministrativo, tecnico e ausiliario scaricato dal ministero, si tocca quota 41.477 precari appiedati.
Per tutti si apre una stagione di incertezza anche perchè nel 2011/2012 è prevista un’altra sforbiciata pari a 35 mila posti (20 mila docenti e 15 mila Ata) che aggraverà certamente la situazione.
Non era il caso di raccontare l’ennesima balla insomma.
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Ottobre 24th, 2010 Riccardo Fucile
PLUSVALENZA RECORD PER LA OFF-SHORE DEI MISTERI, DUE MILIONI DI DOLLARI PER I TERRENI…I DETTAGLI DEL CONTRATTO E DEI PAGAMENTI: TRASFERITI DAL 2006 AL 2008 BEN 22 MILIONI DI EURO
Dovrà evitare di stendere i panni all’aperto oppure di rovinare il verde comune e
non potrà nemmeno issare una parabola o un’antenna sul tetto per ricevere i suoi canali televisivi preferiti, il premier Silvio Berlusconi quando andrà in vacanza ad Antigua.
Il regolamento che ha firmato comprando il terreno di quattro acri nell’isola caraibica è molto stringente e come in qualsiasi altro condominio lascia poco spazio alla creatività architettonica dei suoi occupanti.
Per quei quattro acri, Berlusconi ha versato 2,3 milioni di dollari.
Se il terreno è lo stesso, è un pezzo di costa nella parte occidentale di Antigua, nella zona di Nonsuch Bay, sulla quale ha costruito la sua villa. Secondo gli accordi, i suoi capomastri dovevano iniziare le opere a 18 mesi dalla stipula del contratto e finire il tutto entro 40 mesi.
Visto che la data della vendita è il 15 gennaio 2007, i tre anni e quattro mesi sono belli che passati e la villa, manco a dirlo, svetta sopra tutta la baia.
L’atto di trasferimento del terreno è stato siglato il 20 settembre 2007 al Land Register di St John’s, la capitale di Antigua.
Le clausole architettoniche sembrano essere state rispettate.
Berlusconi non ha dipinto i muri esterni come voleva, non ha tende diverse da quelle degli altri vicini, non ha appeso il motore del condizionatore alla facciata della villa, le finestre e le porte sono dei colori giusti.
Se avesse voluto fare qualche modifica avrebbe dovuto chiedere il permesso a Gianni Gamondi, l’architetto che si occupa del progetto, che, per ironia della sorte, è anche il suo architetto, quello che ha creato Villa Certosa.
Ora dovrà solo stare attento a non disturbare i vicini, a non portare con sè animali noiosi e a non usare la proprietà per nessuno scopo commerciale o di business, nemmeno per qualsiasi altra “libera professione”.
Sono le regole di convivenza che il premier ha accettato acquistando insieme al terreno un’azione dell’Emerald Cove Consortium, una sorta di club che riunisce tutti gli inquilini del Resort, costruito dalla Flat Point Development, una società offshore di Antigua.
Da chi realmente abbia acquistato poi non è dato saperlo, perchè a monte della catena di controllo della Flat Point siedono altre due scatole vuote la Emerald Cove Engineering e la Kappomar Holding, entrambe di Curacao (Antille Olandesi).
Uno dei fiduciari di queste società , l’avvocato Carlo Postizzi (gli altri sono il commercialista Giuseppe Poggioli e il dirigente di Banca Arner Flavio De Paulis) ha detto che è tutta roba sua, ma la sua stessa attività di fiduciario ha fatto storcere il naso ai malpensanti.
In ogni caso, la Flat Point, e chi c’è dietro di lei, sembra aver fatto davvero un grande affare vendendo il terreno al nostro premier.
I 29 acri sui quali la Flat Point sta sviluppando il suo progetto turistico sono iscritti in bilancio a fine dicembre 2006 al costo storico di 2,7 milioni di dollari caraibici che ai cambi attuali equivalgono grosso modo a un milione di dollari (poco più di 700 mila euro).
Trasformando il tutto in metri quadri, Berlusconi avrebbe pagato 143 dollari al metro quadro contro gli 8,6 dollari del valore originario.
Una lauta plusvalenza che andrà in tasca alla Flat Point e ai suoi proprietari che risiedono in un Paese stupendo, ma pur sempre offshore.
Peccato che come non torna il proprietario della Flat Point così non torna nemmeno la corrispondenza tra i versamenti del premier e le date, nonchè le cifre, dei contratti.
Il contratto è di gennaio, il trasferimento del terreno è di settembre 2007, ma i versamenti di Berlusconi alla Flat Point iniziano già l’anno prima, nel 2006.
Il 2 febbraio 2007 il premier versa 2,5 milioni di euro, non esattamente la cifra del contratto, mentre tra settembre e ottobre, a ridosso del trasferimento presso il Land Register, paga prima una tranche da 1,7 milioni di euro e poi un’altra da 3,6 milioni.
A cosa si riferiscono quei pagamenti?
Complessivamente in quell’anno sono oltre 13 milioni che Berlusconi trasferisce alla Flat Point e ai suoi proprietari. In tre anni, dal 2006 al 2008, salgono a 22 milioni di euro.
Soldi che dall’Italia, attraverso Banca Arner sono finiti in una cassaforte offshore.
Insomma i numeri generali non quadrano molto, ma, stando al contratto, quel che è certo è che entro il 31 luglio di ogni anno Berlusconi riceverà il bollettino con le spese da pagare, elencate rigorosamente nel preventivo che la Emerald Cove invia ai proprietari ogni primo di giugno.
Alla fine di agosto, invece, arriverà puntualmente il resoconto. A seguire, se serve, la fattura.
Walter Galbiati
(da “la Repubblica”)
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Ottobre 24th, 2010 Riccardo Fucile
“IL PARTITO CARISMATICO PUO’ FARE VINCERE LE ELEZIONI, MA NON SERVE A GOVERNARE: SE L’ESECUTIVO CADESSE SI APRIRA’ UNA FASE NUOVA”…. “BERLUSCONI NON DICA CIO’ CHE FARA’ QUANDO SI VOTERA’, MA COSA VUOLE FARE ORA”…”IL LODO ALFANO NON PUO’ ESSERE REITERABILE”
Gianfranco Fini torna a proporre i suoi distinguo da Silvio Berlusconi e dal Pdl e, a più riprese nel corso di diversi interventi attacca il “partito carismatico”, avverte il Cavaliere che se il suo governo cade “si apre una fase nuova” e precisa: “Un nuovo esecutivo non sarebbe un colpo di Stato”.
Poi chiede “un aumento delle tasse sulle rendite finanziare del 25%”.
Colpi in sequenza contro i capisaldi del berlusconismo: il partito, il governo e la battaglia antifisco.
Su quello che chiama “il partito carismatico” Fini è chiarissimo: “E’ il miglior strumento per vincere le elezioni, ma il peggiore per governare perchè deriva dal fatto che il cosiddetto partito carismatico forse non è ‘cosiddetto’, essendo basato su un rapporto diretto tra il leader e il popolo, essendo spesso senza intermediari, senza un dibattito interno e una democrazia”.
Quanto al governo, il presidente della Camera ricorda che Fli “è determinante per tenere in vita la maggioranza “, si tratta di vedere se il governo “è in grado di cambiare passo, di aggiustare il tiro” su alcuni temi, come sud, povertà , la stessa riforma della giustizia.
Se non accadesse, “su alcune leggi potremmo votare contro.
E se ciò portasse alla caduta del governo, allora si aprirebbe una fase nuova”.
Fase nuova che, specifica il leader di Fli, non significa immediate elezioni.
In caso di crisi dell’esecutivo, spiega “è del tutto evidente che con la Costituzione vigente il presidente della Repubblica ha il diritto dovere di verificare se può nascere un altro governo, chi dice il contrario in qualche modo si pone contro la Costituzione, fuori dalla Costituzione. Poi, del tutto diverso è il discorso dell’opportunità politica”.
Fini ha aggiunto che “Berlusconi ha il diritto di governare, ma anche il dovere di governare. Non dica ciò che farà quando si voterà ma cosa vuole fare ora che il voto non c’è” per risolvere i “problemi che gli italiani affrontano quotidianamente”.
Poi annuncia che Futuro e libertà presenterà in parlamento un emendamento per alzare l’aliquota di tassazione delle rendite finanziarie dal 12,5 al 24-25%, in linea con la media europea.
“La tassazione delle rendite finanziarie – ha detto il fondatore di Fli – non è nè di destra nè di sinistra e con le nuove entrate si può finanziare la riforma dell’università “.
Quanto al tema della giustizia, secondo il presidente della Camera, lo scudo processuale per le alte cariche dello Stato non può essere reiterabile.
«Se la filosofia è tutelare la funzione quale che sia la persona – spiega – non credo che il Lodo possa essere reiterabile perchè non sarebbe una tutela di una persona per un periodo di tempo, ma un privilegio garantito ad una persona».
Per questo motivo, aggiunge Fini, Futuro e Libertà chiederà che il testo sia modificato.
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Ottobre 23rd, 2010 Riccardo Fucile
PAOLO ORESTE, IN POLIZIA DA 13 ANNI, E’ ANCHE CONSIGLIERE COMUNALE DI BOSCOREALE: “HANNO MANGANELLATO GENTE INERME PER TERRA, A UNA RAGAZZINA SEDUTA SU UN MURETTO HANNO SPACCATO IL NASO”…”CHI PROTESTA HA RAGIONE: LA SECONDA DISCARICA E’ ILLEGALE E CRIMINALE”
C’è un poliziotto tra i blocchi stradali di Terzigno. Un poliziotto che sta dalla parte
dei manifestanti.
E’ in prima linea al fianco dei comitati civici contro l’apertura della seconda discarica nel Parco Nazionale del Vesuvio.
E critica severamente “l’uso sproporzionato della forza da parte dei miei colleghi: ho assistito coi miei occhi a scene di violenza inenarrabili”.
L’agente anti-discarica si chiama Francesco Paolo Oreste, ha 37 anni ed è in polizia dal 1997. Attualmente lavora nei servizi investigativi e di polizia giudiziaria del commissariato di Pompei. Da due anni e mezzo è consigliere comunale del a Boscoreale. Ha fondato un’associazione, ‘Eureka’, che organizza iniziative culturali e presentazioni di libri.
Che giornate sta vivendo?
“Vivo da barricato”.
Qui è pieno di barricate.
“Le barricate ce le hanno create intorno lentamente. Un muro di gomma formato in due anni di silenzio. Le proteste non sono iniziate ora: accogliemmo il decreto del 2008 con responsabilità , senza scendere in piazza, ma cercando di dialogare, di esporre le nostre ragioni.
La gran parte dei sindaci di questo territorio è del Pdl. Dovevano essere loro a tradurre le nostre istanze, ma si sono fidati delle promesse verbali del governo del Pdl.
Il governo, attraverso i suoi rappresentanti come Guido Bertolaso, diceva loro informalmente che aprire uno sversatoio nel Parco era una soluzione temporanea, che non sarebbe stato conferito il tal quale ma solo rifiuto trattato, che Cava Vitiello non sarebbe stata aperta.
Con questo governo ci volevano invece impegni scritti”.
Ora la protesta si è inasprita, ci sono stati degli scontri, dei feriti: di chi è la colpa?
“Da poliziotto dico che i cittadini stanno manifestando correttamente il loro dissenso. Se dieci facinorosi qualificano migliaia di dimostranti come facinorosi, allora anche un massone nel governo qualificherebbe il governo come massone… Quanto ai feriti, non ho visto da parte della polizia un uso della forza proporzionale alla resistenza dei manifestanti”.
Ha letto le dichiarazioni del capo della polizia Manganelli? “Siccome si deve sversare, faremo in modo che sia possibile anche se dovesse costare l’uso della forza”.
“Parole che sono benzina sul fuoco. Come fa un tutore della legge a non partire dal presupposto giuridico di un uso proporzionale della forza? Se si manganellano le persone sedute per terra… Non si può usare la violenza contro la resistenza passiva, altrimenti si diventa uno strumento del governo incapace di risolvere i problemi attraverso le soluzioni politiche. Invece si preferisce accomunare dieci facinorosi a mille dimostranti pacifici per poter così reprimere tutto il dissenso, violando il diritto costituzionale alla protesta”.
La seconda discarica è prevista dalla legge
“La seconda discarica è comunque illegale e criminale. Lo dicono la commissione europea e la Costituzione. Piazzarla vicina ai centri abitati è un attentato al diritto alla salute. Anche il lodo Alfano era una legge. Ma era incostituzionale ed è stata bocciata”.
Le è mai capitato di dover obbedire a ordini che riteneva ingiusti? In fondo i poliziotti in tenuta antisommossa a Terzigno stanno eseguendo degli ordini.
“Ho lavorato allo sgombero di piazze occupate. Se mi chiedessero di interrompere una manifestazione della quale condivido i valori, obbedirei comunque. Perchè sono un servitore dello Stato. Ma non un servo. E sgombererei secondo i crismi della legge e della Costituzione. Quindi se trovo persone sedute, le sollevo e le sposto: non potrei certo caricare ragazzine inermi e sedute su un muretto come ho visto fare durante le proteste di Terzigno: a una ragazzina hanno spaccato il naso”.
Lei ha assistito anche a questo?
“Ho assistito, abbiamo assistito a cose inenarrabili. Ho visto, abbiamo visto lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo, uno poche ore fa ha colpito alla testa il mio dentista che passava da lì, hanno suturato la ferita alla nuca con dieci punti. Se da poliziotto nel corso di un arresto lasciassi un livido sulla coscia di uno spacciatore di droga, quello mi denuncerebbe e rischierei di passare un guaio. Qui invece si sta derogando a tutto. Come amministratore comunale ho aderito a un documento col quale chiediamo che cessino le violenze contro le popolazioni, che sono intollerabili”.
(da “il Fatto Quotidiano“)
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Ottobre 23rd, 2010 Riccardo Fucile
UN’ALTRA NOTTE DI GUERRIGLIA A TERZIGNO CON CINQUE AGENTI FERITI: LA PROTESTA E I BLOCCHI SI ESTENDONO ORA NEL NAPOLETANO… BERTOLASO RISPONDE CON LA SOLITA ARROGANZA: “INVECE CHE DARE GIUDIZI, TROVINO UNA SOLUZIONE”: MA LUI E’ PAGATO SOLO PER FARSI FARE MASSAGGI?
Ancora una notte di tensione e incidenti a Terzigno per la battaglia contro la discarica dei rifiuti.
A mezzanotte è iniziata l’ennesima guerriglia urbana con lanci di molotov, pietre, bottiglie, razzi e petardi.
La polizia ha risposto con un nutrito lancio di lacrimogeni verso la parte più violenta dei dimostranti.
Dopo tre ore di scontri il bilancio è di due poliziotti e tre carabinieri feriti, un operatore televisivo aggredito e la telecamera danneggiata.
La situazione si aggrava anche nella città di Napoli dove in nottata ci sono state decine di roghi di spazzatura da giorni non rimossi. Una nube di fumo si è alzata al corso Amedeo di Savoia, nei pressi del Museo Nazionale.
Incendi si registrano in via Foria, via Miracoli, via Duomo e via San Domenico. Sempre nella notte ignoti hanno incendiato la cabina di guida di un compattatore della società Enerambiente. Hanno fatto scendere il conducente dal mezzo e hanno dato fuoco alla cabina di guida.
A terra ci sono ben 2000 tonnellate di rifiuti. Ed è di nuovo emergenza.
“Sono molto preoccupato per quanto succede attualmente in Campania”, scrive in una nota il commissario Ue all’Ambiente, Janez Potocnik. “La Commissione sta ancora valutando la documentazione che ci è stata trasmessa dalle autorità italiane all’inizio di ottobre, ma la situazione odierna ci fa pensare che le misure adottate dal 2007 in poi sono insufficienti”. Secondo Bruxelles, “la situazione odierna non è cambiata rispetto a quando la Commissione decise di bloccare i finanziamenti europei”.
Già il 5 ottobre scorso, dopo un incontro con una delegazione della Campania guidata dal governatore Stefano Caldoro, Potocnik aveva giudicato la situazione “seria” e aveva sottolineato come ci fosse bisogno di un’azione “determinata, sistematica e strutturale”.
Il 4 marzo scorso la Corte europea di giustizia giudicò che l’Italia era in infrazione rispetto al diritto comunitario in quanto non aveva realizzato in Campania una rete di impianti atta a garantire lo smaltimento dei rifiuti urbani in maniera sicura per la salute dei cittadini e per l’ambiente.
Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, è critico sulle perplessità espresse dall’Ue in merito alla possibilità di attivare una seconda discarica nel Parco nazionale del Vesuvio. “L’Unione europea – ha detto Bertolaso- farebbe bene a fare il proprio mestiere e invece di dare giudizi dovrebbe dare una mano a trovare alternative”.
Come se non fosse lui che doveva pensarci.
Immediata la replica dell’Ue: la Commissione europea è sempre pronta ad “aiutare gli Stati” ha detto Joseph Hennon, portavoce del commissario Ue all’Ambiente Janez Potocnik. “Siamo pronti a fare il necessario nei contatti con lo Stato membro” perchè si adegui alle normative comunitarie, ha aggiunto il portavoce.
Alle prime luci dell’alba le strade adiacenti il teatro delle violenze nelle due aree circostanti la rotonda di via Panoramica, a metà tra i comuni di Boscoreale e Terzigno, sono piene dei segni della guerriglia che ha fatto da epilogo ai blocchi stradali, agli incendi e alle occupazioni della ferrovia della giornata di ieri.
La strada d’accesso al sito di Terzigno è sempre presidiata e sono arrivati una ventina tra blindati, camionette e auto di carabinieri, polizia e guardia di finanza .
Intanto alcune centinaia di persone continuano a presidiare l’ingresso della cava Sari nel comune di Terzigno (Napoli). In mattinata davanti all’ingresso dello sversatorio sono arrivati numerosi studenti della zona.
I manifestanti attendono l’esito del nuovo vertice convocato nel pomeriggio in prefettura tra il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, e i sindaci di Boscoreale, Terzigno, Trecase e Boscotrecase.
Sul tappeto c’è la bonifica della cava Sari ma soprattutto la richiesta di scongiurare l’apertura di un secondo invaso nella cava Vitiello.
In mattinata al presidio non ci sono state tensioni tra le forze di polizia e i manifestanti. A rendere il clima più sereno è stato anche il fatto che non sono giunti gli autocompattatori.
I primi cittadini si sono presentati al tavolo dicendo un no secco alle compensazioni economiche prospettate dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
E nello stesso ribadendo l’opposizione totale alla apertura della seconda discarica.
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