Novembre 27th, 2012 Riccardo Fucile
SCALZATA BOLOGNA, SECONDA E TERZA PIAZZA A SIENA E TRENTO, MAGLIA NERA A TARANTO
È Bolzano la provincia dove si vive meglio in Italia. 
Lo ha sancito la tradizionale ricerca annuale del «Sole 24 Ore» giunta quest’anno alla 23esima edizione e pubblicata sul quotidiano in edicola.
Bolzano strappa la prima posizione a Bologna, classificatasi quest’anno solo decima. Maglia nera per vivibilità è invece Taranto, ancora una provincia del Sud come nel 2011, che scalza dal fondo della classifica un’altra pugliese, Foggia.
LE MIGLIORI
La ricerca – svolta ancora sulle 107 province – si articola su sei settori (tenore di vita, affari e lavoro, servizi ambiente e salute, popolazione, ordine pubblico, tempo libero) costruiti a loro volta su sei indicatori (per un totale di 36), che danno luogo a sei graduatorie di tappa e quindi alla classifica finale. La vincitrice dello scorso anno, Bologna, scende di ben nove posizioni e arriva decima, mentre argento e bronzo vanno a Siena e Trento.
Completano la top ten Rimini, Trieste, Parma, Belluno, Ravenna, Aosta, tutte presenze costanti anche in passato.
LE PEGGIORI
Come detto, si posiziona in fondo alla classifica Taranto che raggiunge il proprio risultato migliore nell’ordine pubblico (54° posto grazie all’incidenza modesta di scippi, borseggi e rapine e di truffe) mentre si ferma al 94° posto in tenore di vita e in servizi-ambiente-salute e al 95° posto nella voce affari e lavoro per registrare i risultati peggiori nel tempo libero e nel settore popolazione (104° e 103° posto).
Ad esempio è messa male sul fronte giovani, visto che la quota sul totale degli abitanti è scesa del 6% in dieci anni ed è al 105esimo posto per l’imprenditorialità¡ dei 18-29enni.
Le due più grandi realtà metropolitane, Milano e Roma, salgono entrambe un paio di scalini (in 17 ª e 21 ª posizione). Il capoluogo lombardo, tra l’altro primeggia nella classifica del tenore di vita.
Ma anche altri territori con più di un milione di abitanti registrano qualche progresso: è il caso di Brescia e Torino (nella prima metà della classifica generale) o di Catania e Palermo (nella parte bassa).
(da “il Corriere della Sera“)
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Novembre 27th, 2012 Riccardo Fucile
“I CONNAZIONALI CHE SI SPOSTANO QUI LO FANNO PER INVESTIMENTO, PER AMORE O PERCHE’ SI FERMANO DOPO L’ERASMUS
“Mi hanno vista arrivare proprio come una disperata con la mia valigetta, catapultata in Ungheria quasi per caso”.
Virginia Puglisi, 31 anni, è un chiacchierona, e racconta la sua storia con ironia e schiettezza.
Qualche anno fa ha chiuso l’università in bellezza con un semestre a Cuba per la sua tesi in scienze politiche a indirizzo storico, tema “Uso dei mezzi di comunicazione di massa nei primi anni della rivoluzione cubana”.
Poi, all’ufficio orientamento al lavoro dell’università Statale di Milano, ha chiesto di continuare ad occuparsi di storia, preferibilmente all’estero, meglio se in un paese di lingua spagnola.
Il giorno dopo, la proposta: “Mi hanno chiamato ridendo, avevano un’offerta di lavoro assurda dall’Ungheria, da una città sconosciuta dove chiedevano qualcuno che fosse così matto da volersi trasferire lì per insegnare storia in italiano in un liceo pubblico”.
Detto fatto, Virginia si è trasferita a Debrecen, nella Grande Pianura Settentrionale, 200mila abitanti.
“All’inizio è stata dura, nonostante i miei colleghi fossero diventati come una seconda famiglia. Freddo, buio, altro che Cuba. A scuola un disastro, gli unici testi di storia in italiano erano fermi al 1989. Mi sono messa a riscriverli io, anche a seconda del livello linguistico delle classi”.
Dopo due anni, il trasferimento a Budapest: “Non ero andata via da Verona per fermarmi a Debrecen, anche se è stata un’esperienza utilissima, lì ho conosciuto la vera Ungheria”.
L’aria della capitale, più vivace e dinamica, propone a Virginia una nuova sfida: “I primi sei mesi ho insegnato italiano nelle aziende, all’istituto italiano di cultura e all’università calvinista. Lì mi è successa una cosa strana: l’università offriva la possibilità di fare un esame di lingua italiana per ottenere una certificazione in italiano religioso, — racconta ridendo — quindi ho dovuto preparare gli esami cercando materiale religioso, registrando anche i brani per le prove audio in cui io ho fatto la suora e il mio fidanzato il papa…”.
Ora Virginia ha un lavoro stabile presso una grande multinazionale con sedi in tutto il mondo: “Ho trovato questo lavoro tramite un’agenzia interinale. Ho iniziato con il servizio clienti dedicato a Italia e Spagna, per la conoscenza delle lingue. Ora, grazie ad un concorso interno, sono nel team di supporto al centro, mi occupo di efficienza, di progetti: se c’è un’idea nuova per lavorare in modo più veloce cerco di scoprire cos’è, oppure se una procedura è troppo lunga cerco di capire come farla più corta”. La multinazionale per cui lavora Virginia si occupa di chimica, ma in Ungheria non ha centri di produzione, solo assistenza clienti.
In un paese dove la vita e il lavoro costano relativamente poco è più facile investire, e non è raro che le aziende si spostino nell’est Europa.
“Gli stranieri sono quasi parte del paesaggio, tanti sono. Gli italiani che si spostano qui sono al 90% maschi, e lo fanno per tre ragioni: per investimento, per amore, o perchè si fermano dopo l’Erasmus”.
In un paese dove i contratti a tempo indeterminato esistono ancora e il costo della vita è abbordabile, gli stranieri trovano nuove chances: “Il fatto di sapere inglese, spagnolo e italiano qui è un valore aggiunto. Non so come sia per un ungherese, ma per un italiano le possibilità ci sono eccome. Alla fine, l’importante è non avere paura, andare all’estero non è impossibile. E poi, Budapest è lontana da Milano quanto Lecce, quindi…”
Lanciarsi, osare, anche senza grossi agganci o garanzie. Virginia coltiva la sua esperienza e progetta nuovi viaggi: “Mi piacerebbe provare a cambiare paese, però non escludo neppure di fermarmi qui, insomma mi piace pensare che la porta sia sempre aperta. Dall’Italia non sono fuggita, non ho neppure provato a cercare lavoro lì, nè contemplo di tornarci, almeno per ora. Del resto italiano lo sei per sempre: è un modo di pensare, di fare, che ti porti dentro. Nel frattempo, è bello conoscere qualche altro angolo di mondo”.
Mariangela Maturi
(da “il Fatto Quotidiano“)
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Novembre 27th, 2012 Riccardo Fucile
A CROTONE TASSI MEDI ALL’ 8,21% CONTRO IL 3,91% DI BOLZANO… IN CALO ANCHE LA QUANTITA’ COMPLESSIVA DEI FINANZIAMENTI
Il costo del denaro non è lo stesso in tutta Italia. Una realtà facilmente
sperimentabile e che ora è stata «certificata» da una ricerca della Confartigianato.
Al Sud infatti un prestito può costare fino al doppio che al Nord.
SPREAD
Confartigianato ha calcolato infatti lo spread dei tassi d’interesse legato alla geografia: più penalizzate le aziende del Sud (a Crotone i tassi medi proposti ai piccoli imprenditori svettano all’8,21%, con un aumento di 161 punti base tra giugno 2011 e giugno 2012), rispetto al Nord. A Bolzano i tassi si fermano al 3,91% (+76 punti base annui).
Non va bene neppure agli imprenditori di Vibo Valentia (a pari merito dei crotonesi con tassi d’interesse dell’8,21% ma cresciuti addirittura di 257 punti base in un anno) o di Cosenza, con tassi al 6,97% aumentati di 199 punti base.
All’opposto invece Trento, con un costo del denaro al 4,52% cresciuto di 105 punti base tra il 2011 e il 2012, e anche a Cuneo (4,60%, + 107 punti base in un anno).
A Crotone, quindi il credito per un’impresa è due volte più costoso rispetto a Bolzano, con un divario di 430 punti base.
A conferma di uno spread sempre più elevato tra le diverse aree del nostro Paese.
FINANZIAMENTI
Il rapporto di Confartigianato mette anche in evidenza il calo della quantità di finanziamenti alle imprese, diminuita del 4,5% tra agosto 2011 e agosto 2012.
Le più penalizzate sono le piccole imprese con meno di 20 addetti, i cui finanziamenti si sono ridotti del 4,9%.
A «soffrire» ancora di più il razionamento del credito sono le imprese artigiane: da giugno 2011 a giugno 2012 lo stock dei finanziamenti è diminuito del 7,2% e si attesta a 53,3 miliardi.
A livello regionale, la maggiore flessione di finanziamenti alle imprese tra agosto 2011 e agosto 2012 si è verificata in Sardegna (-10,8%), Molise (-7,7%) e Calabria (-71,%).
MAGLIA NERA
Se il credito cala, i tassi di interesse sono sempre più alti.
A settembre 2012 il tasso medio alle imprese applicato in Italia si è attestato al 3,46%, ma sale al 4,42% per i prestiti fino a 1 milione di euro e arriva al 4,86% per i prestiti fino a 250.000 euro.
Con questi valori, l’Italia è al primo posto per i più alti tassi d’interesse sui finanziamenti registrati nell’area Euro a 17, dove la media dei tassi si ferma al 2,56%, con uno spread di 80 punti base tra il nostro Paese e la media Ue.
Siamo maglia nera in Europa anche per il maggiore rialzo dei tassi: 28 punti base in più tra aprile 2011 e settembre 2012.
Nello stesso periodo, invece, nel resto d’Europa il denaro è diventato meno costoso: i tassi d’interesse sono infatti diminuiti in media di 56 punti base, e addirittura in Germania il calo è stato di 95 punti base.
(da “il Corriere della Sera“)
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Novembre 27th, 2012 Riccardo Fucile
LA GIORNALISTA MONICA RAUCCI DI “L’ULTIMA PAROLA” DI RAI DUE HA FATTO DOVERSE SCOPERTE CON UAN TELECAMERA NASCOSTA
Incursione video della giornalista de “L’Ultima parola”, Monica Raucci, nella Camera dei deputati.
Con una telecamera nascosta, l’inviata del programma di Rai Due scopre una realtà sinora ignota nei meandri del Palazzo di Montecitorio.
Il viaggio della Raucci svela, ad esempio, l’esistenza di un’agenzia viaggi dedicata alle trasferte dei deputati e ricorda che i costi per i soggiorni dei parlamentari in questa legislatura ammontano a 26milioni di euro, dei quali 8milioni e mezzo per i rimborsi viaggio.
I lussuosi bagni, invece, sono presidiati dai commessi ventiquattro ore su ventiquattro. Quelli per le donne, in particolare, sono dotati di dispenser caricati di profumo Chanel.
L’esplorazione della giornalista prosegue fino alla grande sala del “barbiere della Camera”, dotata di marmi e poltroni in pelle: qui anche le donne possono usufruire del servizio con appositi bonus.
La scoperta più incredibile riguarda il sistema sanitario: non solo esistono un numero verde di consulenza e un’assistenza domiciliare gratuite, ma le cure mediche per i parlamentari sono completamente rimborsate da una cassa speciale, il “Fondo di solidarietà ”.
I rimborsi includono voci come la fangoterapia, grotte termali e bagnoterapia, servizi a cui i deputati possono accedere persino con la propria famiglia o col proprio convivente “more-uxorio”.
E infatti la Raucci scopre un super-presidio sanitario, che conta un’infermeria, una sala per fisioterapia e cinque studi medici.
A questo si aggiunge un’area relax dotata di attrezzi ginnici e saune, presidiata da due commessi.
A riguardo sono stati chiesti lumi al Presidente della Camera Fini, che però ha risposto di non saperne nulla.
Il giorno dopo quella stanza è stata chiusa .
Gisella Ruccia
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Novembre 27th, 2012 Riccardo Fucile
CALCI, PUGNI E URLA TRA NECROFORI CONCORRENTI SOTTO GLI OCCHI DEI PARENTI CHE GRIDAVANO “VERGOGNA”
Calci, pugni, colpi di lettiga e urla fra addetti di agenzie funebri concorrenti in lite per
accaparrarsi i corpi dei sei braccianti morti nell’auto investita dal treno a Rossano.
La scena è andata in onda la notte, a poche ore dall’incidente, sotto gli occhi esterrefatti delle forze dell’ordine e soprattutto di amici e parenti delle vittime – tre uomini e tre donne di nazionalità romena – che gridavano “Vergogna” e chiedevano rispetto per quelle povere salme.
La scena da sciacalli è stata raccontata in parte da un video pubblicato dal “Quotidiano della Calabria”.
Protagonisti i titolari e i dipendenti di alcune agenzie di pompe funebri dei paesi vicini, accorsi sul luogo della tragedia una volta allertati dalle forze dell’ordine e dai sanitari.
Uno spettacolo sconfortante, scrive sulla testata calabrese il giornalista Valerio Panettieri. “Quelli sono tutti miei – si sente urlare davanti alla carcassa dell’auto – . Sono stato avvisato dall’ospedale, sono arrivato per primo, se qui viene qualcuno che non è di Rossano succede un casino. Questa è roba nostra, non vogliamo gente da Corigliano o da Mirto”.
Dall’altra parte la replica: “No, facciamo uno a testa”.
Poi gli spintoni e la rissa. Quando lo scontro sembrava essersi placato, mentre si trasportava una delle salme, il titolare di una delle agenzie ha dato nuovamentea in escandescenze.
I portantini hanno perso l’equilibrio, facendo cadere a terra dalla barella il corpo che vi era adagiato.
A quel punto, gli amici e i parenti delle vittime hanno cominciato ad urlare. “Vergognatevi, questo è il mio sangue, non sono dei cani questi sono esseri umani”.
La situazione è rimasta tesa fin quando le auto con a bordo i corpi dei sei lavoratori non si sono allontanate, inseguite ancora dalle grida: “Sciacalli, sciacalli!”.
Giuseppe Baldessarro
(da “la Repubblica“)
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