Giugno 20th, 2013 Riccardo Fucile
SI SONO RESI CONTO DI NON AVER PIU’ LA MAGGIORANZA DEI PARLAMENTARI E ALLORA GRILLO RECITA LA PARTE DELL’AGNELLO: TELEFONA A CURRO’ E A “PINNA CHI?” PER PROPORRE LA PACE IN TERRA… COSA NON FA FARE L’INTERESSE
La strategia è quella della falange. Il mantra è il ritorno alla compattezza. 
Gli scricchiolii, le tensioni, le dichiarazioni (e ovviamente anche gli allontanamenti e le espulsioni) hanno lasciato il segno anche sui leader del Movimento, che hanno deciso di prendere in mano di persona la situazione.
Un giro di telefonate con i dissidenti per tastare il polso dei Cinque Stelle, capire quanto ci sia di vero nei progetti di scissione.
Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio sono intervenuti in prima persona con senatori e deputati.
Lo stratega nei giorni scorsi dovrebbe avere contattato direttamente Lorenzo Battista, ieri invece il capo politico dei pentastellati ha telefonato a Tommaso Currò e a Paola Pinna
Colloqui lunghi, per tranquillizzare e sondare gli animi. Specie nel caso della deputata sarda, duramente attaccata sul web dopo le prese di posizioni contro i fedelissimi bollati come «talebani».
Proprio Pinna racconta: «Abbiamo parlato di dinamiche interne al gruppo». E aggiunge: «Beppe era abbastanza sereno, c’è voglia di risolvere i problemi».
Un primo passo in vista del summit con i parlamentari che si dovrebbe tenere la prossima settimana. Un passo decisivo.
«C’è un tentativo di evitare altri strappi e tenere unita anche la base degli attivisti», commentano nei Cinque Stelle.
Una strategia che dovrebbe rafforzarsi ancor di più dopo l’esito del voto su Adele Gambaro, con gli attivisti spaccati in una proporzione di due a uno.
«I timori che al prossimo voto si arrivi a una maggioranza stiracchiata sono elevati», spiegano nel Movimento. «Beppe ritiene – fanno sapere i pentastellati – che, finita la campagna elettorale, sarà più presente perchè ai suoi manca un confronto con lui, altrimenti si rischia di parlare attraverso comunicati stampa»
Anche l’ala dei fedelissimi segue l’esempio di Grillo e Casaleggio. Ieri sarebbe stata ritirata la richiesta di espulsione per Pinna.
Alcuni parlamentari sostengono che sia solo uno stratagemma per incastrare chi è interessato, a loro avviso, a tenere solo la diaria. «Noi la vogliamo mettere spalle al muro con i fatti», affermano.
Intanto, la deputata sarda – che si definisce «sempre ottimista» – ha ribadito la presa di posizione nei confronti della Gambaro: «Il voto? Era prevedibile che finisse così. Ho difeso Adele – ha dichiarato – come avrei difeso chiunque».
Una posizione, quella del no all’epurazione, che vede schierato sulla stessa linea anche Federico Pizzarotti.
Il sindaco di Parma ha ritwittato il voto di un militante contrario all’espulsione della senatrice. È il tweet di Davide Valeriani, ingegnere informatico, attivista di Reggio Emilia, collaboratore della senatrice emiliana Maria Mussini: «Ho appena votato NO all’espulsione di Adele Gambaro. C’è tempo fino alle 17.00…».
Anche altri parlamentari hanno esternato il loro dissenso. «La rete non aveva elementi per giudicare correttamente. L’espulsione di Adele Gambaro è per il Movimento Cinque Stelle un danno d’immagine enorme – ha dichiarato Roberto Cotti –. Una cosa assurda espellere una persona che fa una dichiarazione che non condividiamo».
In Parlamento, comunque, i Cinque Stelle si avvicinano al momento della verità sulla diaria.
Da venerdì in poi deputati e senatori potranno restituire le eccedenze con bonifici bancari.
Nel caso di mancate restituzioni scatterebbero però nuovi guai e crepe all’interno del gruppo: in quel caso ci sarebbero una violazione palese dello Statuto e, forse, nuove possibili espulsioni.
Emanuele Buzzi
(da “il Corriere della Sera”)
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Giugno 20th, 2013 Riccardo Fucile
E IN SICILIA DEFLAGRA LO SCANDALO ESCORT AI POLITICI PAGATI CON I FONDI PER I DISOCCUPATO
Arresti, furti di denaro pubblico e donne barattate, sostiene Battiato: “Come cammelli in un suk”.
Dalla stretta grondaia dell’“illustre e onorata società ”, l’ex assessore al Turismo della giunta Crocetta è evaso con un paio d’ali.
Il foglio di via, una frase pronunciata a Bruxelles a marzo e ritagliata a margine di un lungo ragionamento sui percorsi culturali: “Queste troie che si trovano in Parlamento farebbero qualsiasi cosa, dovrebbero aprire un casino”.
La puntuale riprovazione ipocrita dell’intero arco costituzionale, governatore in testa, la controfirma all’espulsione.
Ora che in meno di 90 giorni il decreto Battiato è diventato legge e nell’isola i finanzieri scardinano la trasversale impalcatura di escort e regalìe, l’asceta di Milo non si aspetta scuse terrene: “Questo Paese è una barzelletta, Il tempo è stato galantuomo, ma sei onesto e dici la verità non c’è smentita possibile. A poco a poco cadono le maschere. Dopo i 30 anni ognuno ha la faccia che si merita e la farina, come si dice, va in crusca”.
È andata in crusca, in effetti.
Avevano deciso di farmi fuori ben prima di Bruxelles. Ma non importa. È una storia chiusa. Come dicono i francesi: “Je m’en fous, à§a ne me dèrange pas”. Al potere piace travestire i sudditi da idioti, ma gli italiani non sono scemi. Hanno già visto tutto, compreso ogni cosa. Non le nascondo che da allora non posso più andare in giro. Il musicista Battiato è passato in terz’ordine, mi fanno dei complimenti che non ho mai avuto in vita mia.
Nel cacciarla dalla Regione, destra, sinistra e centro dissero che ce l’aveva con le donne. Boldrini, Grasso, Fornero, mezzo parlamentino siciliano. Santanchè anche: “Ignoranza becera senza confini”
L’elegantissima cantrice del “lui ci vuole tutte in orizzontale, ma io non gliela do”? Donna di rara finezza, sì. Mi hanno accusato di misogìnia, ma l’hanno fatto in evidente malafede. Io non ce l’ho con le prostitute. Non riconosco proprio il genere come categoria. Per me maschile, femminile e animale nuotano nello stesso insieme. Qui il fatto grave e inaccettabile è che le escort vanno in Parlamento, diventano politici e usano i soldi con cui paghiamo le tasse. Ma ripeto, le ragazze non hanno colpe. I frustrati che le vendono al mercato, invece sì. Sono dappertutto, è incredibile, come il cacio sui maccheroni. A Bruxelles parlai anche di Lusi. Non c’è uno che l’abbia scritto. Tutti a sparare sul dito, mentre indicavo la luna. Domina l’ipocrisia. Non sarebbe più facile dichiarare che la tassa occulta per le escort è una specie di Imu aggiuntiva? In fondo, nell’interpretazione di questi signori, la donna è solo una merce di scambio.
L’idea del mercimonio è antichissima
Ricorda Bandiera bianca? “Siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maestà il denaro”. Finchè in Parlamento rimarranno 100 deputati funzionali al mantenimento dello status quo, non gireremo pagina. Prenda il governo Letta. Fa venire il dubbio che gli ultimi 20 anni di barricate siano stati una finzione. Che se certi uccellini non avessero avvisato al momento giusto Berlusconi, anche gli Scilipoti e i Razzi non avrebbero avuto un loro ruolo.
Se Berlusconi viene interdetto, il Pdl lascerà il Parlamento.
Oggi ho sentito distrattamente uno scemo che lo sosteneva. Robe da matti. Farse terribili. Forza, andate via. Magari lo facessero davvero.
Lei rifarebbe l’assessore?
Non lo volevo fare neanche prima. Dissi “vengo a patto che non debba dialogare con i politici e possa confrontarmi con le intelligenze”. Crocetta insistette. È finita come è finita. Diciamo che lui non era il rivoluzionario che mi aspettavo e io ero quello che sono sempre stato.
Si dice si sia pentito e abbia provato a organizzare una carrambata pacificatoria a uso e consumo delle telecamere.
E questo come l’ha saputo? Lui continua a dire con un certo coraggio a chiunque, alle Iene l’ultima volta, 10 giorni fa, che i nostri rapporti sono splendidi e ci sentiamo spessissimo. Non ci parliamo da mesi.
Antidoti all’orrore?
Seguire la propria coscienza. Sono un fan di Jack Sarfatti, uno studioso che la mette al centro della sua ricerca. Che ce ne facciamo di una fisica quantistica che ignora l’amore e il cervello? Se non sei in grado di individuare i pensieri di un uomo, è meglio che tu faccia il geometra.
Dell’uomo nuovo del suo ultimo disco però non c’è ancora traccia .
Ma è pieno di gente in gamba, consapevole. Giorni fa ero a Roma, avrò preso il taxi 20 volte. Non c’è stato conducente che non mi abbia rivelato il desiderio di buttare Alemanno nel Tevere. Ovviamente è una metafora, non vorrei che l’ex sindaco si risentisse. (Sorride)
E il caos dei grillini
Li ho incontrati. Entusiasti, volevano devolverci i loro stipendi, mi sono piaciuti. Ma, purtroppo, mi pare stia franando tutto perchè i lupi romani, felici, approfittano dell’ingenuità naà¯f per sbranarne le ragioni.
Malcom Pagani
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Giugno 20th, 2013 Riccardo Fucile
ARRESTATE 17 PERSONE TRA POLITICI, FUNZIONARI E MANAGER…TRA GLI INDAGATI IL SENATORE PDL SCOMA
I fondi pubblici destinata ai disoccupati siciliani finivano in viaggi, cene eleganti e serate con
escort, per politici e faccendieri.
È quanto accertato dall’ultima inchiesta della Guardia di Finanza che a Palermo ha notificato 17 ordinanze di custodia cautelare richieste dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e da un pool di altri 5 sostituti.
Tra le persone finite in manette anche il manager Faustino Giacchetto, definito il «re della pubblicità ».
L’ennesima inchiesta sull’uso dei fondi pubblici alla Regione Siciliana ha portato alla scoperta di un vero e proprio comitato d’affari che, con la complicità di politici e funzionari, avrebbe pilotato gli appalti per grandi eventi intascando anche i fondi comunitari destinati a progetti per la formazione professionale di giovani disoccupati.
GLI ARRESTI
A 5 delle 17 persone arrestate sono stati concessi gli arresti domiciliari mentre per gli altri si sono aperte le porte del carcere.
Contestualmente è stato disposto il sequestro del capitale sociale e dei beni aziendali di 5 società e dei beni degli indagati per un valore complessivo di oltre 28 milioni di euro.
Le accuse vanno dall’associazione a delinquere, alla corruzione, alla truffa e false fatturazioni. In manette sono finiti anche due ex assessori e alcuni burocrati regionali. Complessivamente ci sono poi altri quaranta indagati, tra cui molti politici. I loro nomi probabilmente si conosceranno nel corso della conferenza stampa convocata per la tarda mattinata.
GLI INDAGATI –
Circolano comunque le prime indiscrezioni. T
ra i 40 indagati «eccellenti» ci sarebbe anche il senatore del Pdl Francesco Scoma, ex assessore al Lavoro.
Stando all’accusa, dovrà rispondere di corruzione, avrebbe ricevuto 26.000 euro da Giacchetto in viaggi, contributi per spese elettorali e biglietti per lo stadio.
La procura ha già inviato la richiesta di autorizzazione al Senato per il sequestro dei 26 mila euro.
Un altro politico, l’ex presidente dell’assemblea regionale Francesco Cascio, dovrà invece difendersi dall’accusa di finanziamento illecito ai partiti.
Indagati pure gli ex assessori Santi Formica (Pdl) e Carmelo Incardona, all’epoca dei fatti di Grande Sud, come pure l’ex consigliere comunale di Palermo, Gerlando Inzerillo.
Per tutti si ipotizza il reato di corruzione, eccetto che per Cascio, indagato per finanziamento illecito dei partiti, come pure l’ex deputato regionale del Pd, Gaspare Vitrano, che era già imputato di corruzione in un’inchiesta sugli appalti dell’eolico.
E ancora l’ex assessore al lavoro Lino Leanza, prima dell’Mpa e poi dell’Udc, l’ex deputato regionale del Pdl, Salvino Caputo e Salvatore Sanfilippo candidato sindaco a Santa Flavia.
LE ESCORT
Le indagini hanno passato al setaccio l’utilizzo di quindici milioni di euro di fondi pubblici finalizzati a favorire l’apprendistato di circa 1.500 giovani disoccupati.
Ma, appunto, parte di questi fondi finivano nelle tasche di politici e manager con viaggi, cene e anche escort.
Solo le briciole finiva al reinserimento dei disoccupati.
Stando sempre all’accusa tutto il sistema ruotava attorno alla figura di Faustino Giacchetto, ritenuto un grande in materia di fondi europei.
IL CIAPI
Nell’inchiesta l’attività del Ciapi, un ente di formazione già al centro di molte polemiche e inchieste giornalistiche.
Tra gli arrestati anche la moglie di Giacchetto, Concetta Argento.
Tra l’altro Giacchetto avrebbe gestito anche Taormina Fashion Award, il torneo internazionale di golf organizzato a Castiglione di Sicilia, i mondiali di scherma di Catania.
(da “il Corriere della Sera“)
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Giugno 20th, 2013 Riccardo Fucile
DOPO IL «NO» DELLA CONSULTA AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO NON SI POTRA’ ARRIVARE ALLA PRESCRIZIONE
La parola passa adesso alla Corte di Cassazione, ma di fronte a quei giudici Silvio Berlusconi non potrà giocare la carta del legittimo impedimento.
La Consulta chiude la strada a un motivo di nullità che si basi su un errore o peggio sull’intromissione abusiva dei giudici nella sua attività di presidente del Consiglio durante il processo per diritti tv Mediaset.
L’8 maggio scorso, in appello, Berlusconi è stato condannato a 4 anni di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.
Se la Consulta avesse lasciato aperto uno spiraglio in motivazione, il Cavaliere poteva sperare in un nuovo processo e quindi di arrivare alla prescrizione che scadrà nel luglio 2014, esattamente fra un anno.
Adesso si avvicina invece il pronunciamento dei supremi giudici, previsto per novembre prossimo.
E la parola definitiva sul destino giudiziario di Berlusconi.
Fiorenza Sarzanini
(da “il Corriere della Sera“)
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Giugno 19th, 2013 Riccardo Fucile
IL COMUNE: NON HA VERSATO L’ICI SULL’IMMOBILE… IL MARITO: “E’ STATO SOLO UNA DIMENTICANZA”….LEI IN SERATA: “MI ASSUMERO’ LE MIE RESPONSABILITA'”
È il ministro più tedesco che abbiamo, eppure sembra essersi adattata bene agli italici costumi. 
Josefa Idem, l’imbattibile olimpionica con otto edizioni dei Giochi alle spalle, ha forse un tallone d’Achille: la casa.
In quel di Ravenna, ed esattamente a Santerno dove abita con il marito-allenatore Guglielmo Guerrini e i due figli, il ministro alle Pari Opportunità , Sport e Gioventù aveva in realtà un’altra residenza: una casa-palestra.
Una residenza fittizia giocata a scopi fiscali?
La grana è esplosa proprio il giorno in cui il premier Letta a Lough Erne, al termine del G8, dichiarava: «Il problema dell’Italia è soprattutto dare l’idea di uno Stato di diritto che funzioni, con una giustizia che dia risposte, senza che ci sia la possibilità facile di eludere il fisco, che trionfi la logica per cui se sei amico dell’amico puoi avere le scorciatoie».
A 1500 miglia di distanza, intanto, uno dei suoi ministri subiva un accertamento da parte degli uffici comunali.
Che stabiliva una cosa: negli anni dal 2008 al 2011 Josefa Idem e il marito non hanno versato un euro di Ici risultando, la prima, abitante in una palestra di sua proprietà in carraia Bezzi, il secondo, nella loro abitazione di via Argine Destro Lamone. Entrambe indicate come abitazione principale.
Una situazione «aggiustata» solo il 4 febbraio scorso quando, con una dichiarazione Imu, il ministro è «tornata in famiglia» in via Argine Destro Lamone, indicando la palestra come seconda casa.
E poi il 5 giugno, non subito ma comunque entro i termini di legge, con un ravvedimento operoso e il versamento della parte mancante dell’Imu.
Perchè solo adesso? Le chiavi di lettura sono due.
La prima è quella del marito del ministro, Guerrini, che in un’intervista ha parlato di un «errore» trascinato avanti negli anni e di cui ci si è accorti tempo dopo.
La famiglia ha abitato per quattro anni in carraia Bezzi 104.
Poi, quando ci si è trasferiti, ci si è «dimenticati» di spostare anche la residenza del ministro.
Oppure c’è un’altra lettura, più italica.
Tra il 2008 e il 2011 l’esenzione dall’Ici ha giocato la sua parte, ma poi è arrivata l’Imu che – a differenza della precedente tassa – obbliga i coniugi a dichiarare una stessa residenza a meno che non si dimostri diversamente.
L’Imu, introdotta da Berlusconi, doveva entrare in vigore dal 2014, ma un decreto Monti del dicembre 2011 l’ha anticipata al 2012.
Anche il ravvedimento operoso è boccone ghiotto per i maliziosi: operato il 5 giugno, a tre giorni dai primi dubbi mossi sulla stampa locale.
Il ministro, secondo quanto dichiarato dal suo addetto stampa, «non ha alcuna intenzione di commentare questa polemica locale».
Tuttavia gli accertamenti non sembrano terminati.
Oltre al fronte fiscale si è aperto quello edilizio: al Comune, infatti, non risulta esserci una palestra in quell’edificio, bensì un’abitazione e dunque bisognerà valutare la conformità della palestra.
Il ministro ha nominato un avvocato perchè si occupi della faccenda.
Luca Di Raimondo si è già recato a Ravenna per visionare le carte e dichiara: «Stiamo valutando la situazione, ma è ovvio che è in atto una speculazione, peraltro fisiologica nella dialettica politica, e della quale ciascuno si assumerà le sue responsabilità ».
Ma il rischio ora è che la «polemica locale» diventi la prima vera tegola sul governo Letta, un governo che ha fatto del rigore e delle regole uno dei suoi cavalli di battaglia.
In serata la Idem emette un comunicato: “Dalle prime verifiche fatte dal mio avvocato — si legge — sembrano emergere alcuni profili di irregolarità e, ovviamente, sono pronta come qualunque cittadina ad assumermi ogni responsabilità , versando le eventuali sanzioni amministrative conseguenti, se dovessero essere confermate, sulla base degli accertamenti disposti, delle irregolarità di tipo amministrativo per quanto riguarda il pagamento dell’Ici, o edilizio e urbanistico per quanto riguarda il cambio di destinazione d’uso della palestra che occupa una parte dell’immobile dove risiedo”.
“Anche in questo contesto, continuerò a ispirarmi a un principio fondamentale della mia esistenza che è il rispetto delle regole e l’assunzione di responsabilità in caso di loro violazione” conclude il ministro.
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Giugno 19th, 2013 Riccardo Fucile
UN MISERABILE POST DI ANNA GIULIA GIOVACCHINI, NON ELETTA PER POCHI VOTI IN CONSIGLIO COMUNALE A MONZA, SCATENA LA SOLITA BUFERA POLITICA
“Quindi le gabbie dei tonni non solo uccidono i poveri pesci, ma danneggiano direttamente anche gli italiani, vegetariani o onnivori! Un motivo in più per non mangiare tonno!”
Con questo post apparso sulla propria pagina Facebook la leghista Anna Giulia Giovacchini, a capo della commissione Tutela animali del Comune di Monza, ha commentato la tragedia nel Canale di Sicilia, dove alcuni migranti sono annegati tentavano di aggrapparsi a una gabbia per l’allevamento dei tonni.
Candidata del Carroccio per un posto in consiglio comunale, Giovacchini non era stata eletta per un pugno di voti.
A trasferire il caso dal web al dibattito politico è stato Paolo Piffer, consigliere comunale di CambiaMonza, che parla di “frase stupida e razzista” e commenta così il caso: “Sulla rete ognuno è libero di scrivere ciò che vuole, ma se ne assume tutte le responsabilità ; esattamente come accade nella vita”.
Il sindaco pd di Monza, Roberto Scanagatti, ha subito preso provvedimenti e sollevato dall’incarico la leghista: “Quando ho visto quello che c’era scritto sul post, non ho avuto il minimo dubbio. Una persona che esprime quei concetti non può ricoprire alcun incarico nell’amministrazione che rappresento”.
Quello di Giovacchini non è il primo caso in cui esponenti della Lega a Monza e circondario si lasciano andare ad atteggiamenti di questo genere.
Nel settembre del 2012 il segretario del Carroccio di Bovisio Masciago si rammaricava che non fossero morti cinesi nell’incendio scoppiato in una magazzino di Monza.
E nel novembre dello stesso anno una consigliera provinciale della Lega aveva incitato i vulcani del Sud Italia a spazzare via quella parte d’Italia.
(da “il Corriere della Sera“)
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Giugno 19th, 2013 Riccardo Fucile
TRA MEDIOCRI GENDARMI E PARODIA DI DITTATORI
Grillo, aiutato dal mediocre gendarme Bugani (uno di quelli che ha tramato nell’ombra, colpito
da invidia penis, per la mia espulsione) mi attacca evidentemente infastidito dalle verità che sto raccontando sulla gestione delirante del m5s.
Preciso che la scelta di dimissioni dal Consiglio Regionale è solo ed esclusivamente mia: Tavolazzi, Salsi, Pirini, ecc.. pur espulsi continuano, com’è normale che sia, a lavorare per i cittadini.
Io ho scelto (nonostante sia in regione con quasi 10.000 preferenze personali e 160.000 voti come presidente), come si deduce dalla notizia linkata da loro stessi, di lasciare il consiglio (avrei ancora due anni) una volta terminate le mie principali battaglie, dal nuovo piano rifiuti a quello regionale della mobilità .
Non regalerò a chi governa il piacere di fare inceneritori e nuove autostrade senza colpo ferire, specie dopo tre anni di attesa e di dura opposizione che si concluderanno con queste importanti leggi.
Ma ormai Grillo pare aver perso di vista il bene comune.
È vero che in alcune interviste ho fatto una stima dei tempi, ma sempre ribadendo che il nocciolo era la conclusione di leggi e battaglie in corso.
E come Grillo sa i tempi dipendono da presidenza d’assemblea e commissioni: non da me.
Chiedo al blog beppegrillo.it l’immediata pubblicazione di questa mia replica.
Visti anche i commenti che sto leggendo. Grillo deve finirla di diffamare senza contraddittorio le persone scomode.
In caso contrario farò scrivere dal mio avvocato affinchè venga reso un servizio di verità e completa informazione, parole che lui ormai non conosce più.
Detto questo:
1) Grillo è l’ultimo che può parlare di coerenza, dall’uno vale uno, al cerchio magico dei fedelissimi ed alle espulsioni.
2) Rivoluzione civile non era un partito, ma un comitato di scopo nato per le elezioni e privo del tempo necessario per organizzarsi democraticamente. Ora lo stiamo facendo, senza i partiti e da semplici cittadini. Il 22 a Roma avremo la nostra prima assemblea. Grillo potrà venire a prendere lezioni di democrazia se vorrà , lo invito.
3) Vera coerenza ed etica: sono nel movimento da prima del successo. Ho lanciato per primo l’autoriduzione dello stipendio, quando ancora non esisteva la regola. Autoriduzione che ancora oggi faccio esattamente come il mio collega Andrea Defranceschi.
4) Se avessi voluto un posto in Parlamento (le proposte non sono mancate), sarei andato con un partito robusto, non con una lista fuori dalle alleanze e con lo sbarramento del quorum. Lista che con tutte le critiche che gli si poteva riservare, aveva un programma completo, chiaro e per molti aspetti uguale a quello del m5s.
5) Vorrei un confronto tra il lavoro che svolge ogni giorno il sottoscritto e quello del gendarme Bugani. Sono certo che i cittadini sapranno discernere tra chi lavora per un brand e chi per loro.
6) Aspetto Bugani in assemblea, io non ho niente da nascondere, lui qualcosina si.
Cari ex amici, affilate le frecce quando volete colpire qualcuno e smettete di vedere complotti ovunque.
Fatevene una ragione, state facendo tutto da soli.
Giovanni Favia
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Giugno 19th, 2013 Riccardo Fucile
NELLA VOTAZIONE FARSA SUL BLOG VOTA PER CACCIARE LA GAMBARO SOLO IL 65,8% MA SI ESPRIME APPENA IL 40% DEGLI AVENTI DIRITTO, 19.790 PRESUNTI ISCRITTI SU 48.292 PRESUNTI AVENTI DIRITTO
Adele Gambaro è fuori dal Movimento Cinque Stelle, ma Grillo sta peggio di lei.
La prima è stata espulsa da quattro gatti: 13.029 iscritti al blog su 48.292 aventi diritto, in pratica ha votato solo il 40,1% dei presunti iscritti.
E all’interno di questa minoranza si sono così espressi : il 65,8% (pari a 13.029 Voti) ha votato per l’espulsione, il restante 34,2% (pari a 6.761 Voti) ha votato per il no.
Ovviamente “si presume” perchè il sito è gestito da Grillo e Casaleggio e non certo da ente esterno neutrale.
Voto che, allo stesso tempo, certifica la disaffezione della base, vito che il destino della senatrice è stato deciso da meno della metà degli aventi diritto a partecipare alla consultazione online.
Ma che stia peggio Grillo è certificato dal sondaggio Swg da cui emerge che la maggioranza degli attuali votanti del Movimento 5 Stelle (56%) si è dichiarata contraria all’espulsione della senatrice Adele Gambaro e solo il 36% è invece favorevole.
E per quanto riguarda le intenzioni di voto i Cinquestelle sono in caduta libera: dal 25,5% delle politiche sono crollati al 17,5% di oggi.
In pratica ha perso un elettore su tre in pochi mesi.
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Giugno 19th, 2013 Riccardo Fucile
LO SVELA IL SECOLO XIX: LEI SI SAREBBE DOVUTA DIMETTERE, POI TRA DUE-TRE MESI, A BUFERA PASSATA, L’IMPEGNO DI CRIMI, PER CONTO DI GRILLO, A RIACCOGLIERLA… MA LA GAMBARO CON DIGNITA’ HA RIFIUTATO L’INCIUCIO
Questa sera la senatrice Gambaro sarà espulsa dalle milizie talebane: per quel che vale il
tarocco del voto on line di non si sa chi.
Decisione che qualsiasi giudice della Repubblica italiana (e non talebana) ci metterebbe un minuto a dichiarare nulla, tanto è illegittima, oltre che ridicola.
Lo Statuto grillino registrato prevede infatti che non esista vincolo di mandato tra eletto e partito, in sintonia con la Costituzione: se è quindi legittimo dissentire in aula, figuriamoci se non lo è esprimere critiche ai vertici per l’esito elettorale nefasto. §
E anche richiamarsi al regolamento interno del gruppo al Senato è un autogol: in primis perchè l’eventuale allontanamento prevede la metà più uno dei voti dei membri del gruppo (ovvero 81 parlamentari su 160) .
E hanno votato per l’espulsione solo in 79.
In subordine perchè dovevano votare solo i senatori e non i i deputati (nel qual caso non sarebbe neanche passata la proposta).
Ma per coloro che credevano che i talebani non fossero dei pataccari e degli ipocriti, ecco che il “Secolo XIX”, sempre ben informato sulle vicende grilline, svela un interessante retroscena.
L’incontro segreto tra Crimi, Morra e la Gambaro, nel corso del quale i vertici Cinquestelle avevano proposto una exit strategy: dimissioni immediate della Gambaro, per salvare la faccia a Grillo, e tra due-tre mesi, a bufera mediatica passata, sarebbe stata riaccolta.
La Gambaro ha ritenuto offensiva della sua dignità la proposta e l’ha respinta.
Questa è la coerenza dei vertici Cinquestelle, i duri e puri dell’inciucio.
Per chi non avesse ancora compreso con chi ha a che fare.
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