Gennaio 30th, 2017 Riccardo Fucile
ORA POSSONO RECLUTARE PIU’ SEGUACI SULLA BASE DELL’ODIO… BLOCCATI GLI INGRESSI DEI CITTADINI AMERICANI: IL PARLAMENTO IRACHENO RESTITUISCE LO SCHIAFFONE, ERA IL MIGLIORE ALLEATO DEGLI USA
Il Parlamento iracheno ha votato una legge che blocca per tre mesi gli ingressi di tutti i cittadini americani, anche già in possesso del visto.
La misura è una ritorsione contro il decreto di Donald Trump che ha sospeso gli ingressi negli Usa dei cittadini iracheni.
Le misure sono state proposte dai partiti sciiti che sostengono il premier Haider al-Abadi, un alleato chiave degli Stati Uniti nella lotta contro l’Isis, e sono state vote a larga maggioranza.
Secondo il “Washington Post”, l’ambasciata Usa a Baghdad aveva avvertito la Casa Bianca delle possibili conseguenze negative del decreto.
In Iraq sono presenti 5 mila militari statunitensi, che però non hanno bisogno del visto per entrare. Difficilmente la misura potrà essere applicata anche a loro.
Intanto l’Isis ha ribattezzato la legge Trump “il decreto benedetto”, perchè, secondo gli islamisti, mette in luce il vero atteggiamento dell’Occidente contro i musulmani, al di là delle alleanze di comodo.
I jihadisti stanno già sfruttando sul web il bando nei confronti dei cittadini di sette Paesi islamici per reclutare nuovo adepti della “guerra santa”.
(da “La Stampa”)
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Gennaio 30th, 2017 Riccardo Fucile
DECINE DI DIPLOMATICI USA CONTRO IL MUSLIM BAN… BUSH SOLO DOPO TRE ANNI SUPERO’ LA SOGLIA DI DISAPPROVAZIONE, L’EVASORE RAZZISTA CI HA MESSO UNA SETTIMANA
Il grado di disapprovazione dei cittadini Usa per Donald Trump ha toccato un nuovo record: il 51% della
popolazione ritiene che il presidente non dovrebbe essere il loro leader, mentre il 42% approva il suo operato.
È quanto emerge da un sondaggio Gallup.
Un risultato, questo, raggiunto dopo poco più di una settimana dal suo insediamento – commentano i media internazionali – mentre George W. Bush ha superato la soglia del 50% di disapprovazione nell’arco di tre anni.
Intanto le associazioni musulmane in America hanno annunciato una causa federale contro il bando sui musulmani firmato da Donald Trump. Lo ha annunciato in conferenza stampa Nihad Awad, leader del Council on American-Islamic Relations
AbcNews: “Decine di diplomatici Usa contrari al Muslim Ban”.
Decine di diplomatici americani e di funzionari del Dipartimento di Stato Usa sono pronti a firmare un cosiddetto memorandum di dissenso, perchè in disaccordo e preoccupati dalla decisione del presidente Donald Trump di proibire per 90 giorni l’ingresso a cittadini di sette paesi a maggioranza islamica, tra cui la Siria.
Secondo AbcNews, una bozza di documento sta circolando da diversi giorni: si sostiene che la decisione di Trump sia contraria ai valori americani e soprattutto dannosa per la lotta al terrorismo.
Secondo AbcNews, il fatto di inviare al Dipartimento di Stato obiezioni formali ad una decisione presidenziale è inusuale.
“Questa proibizione – recita una delle bozze del documento, consultato dall’emittente – non sarà in grado di perseguire l’obiettivo dichiarato di proteggere i cittadini americani dagli attacchi terroristici opera di stranieri ammessi negli Stati Uniti”. Invece, l’ordine esecutivo accrescerà i sentimenti anti-americani “peggiorando immediatamente le relazioni” con alleati chiave nelle lotta contro il terrorismo, in particolare quei Paesi ai cui cittadini viene ora impedito di viaggiare verso gli Stati Uniti.
Onu: “Il bando è illegale e meschino”.
Le Nazioni Unite hanno bollato come illegale e “meschino” il bando di Donald Trump nei confronti dei profughi e dei cittadini provenienti da sette paesi a maggioranza islamica. La dura dichiarazione è del capo della commissione per la tutela dei diritti dell’uomo, Zeid bin Rà ad Zeid al-Hussein, notoriamente restio a comunicare con twitter e generalmente molto riservato. Oggi invece anche lui ha fatto ricorso al social medium per affermare che “la discriminazione sulla base della nazionalità è vietata dalle leggi sui diritti dell’uomo” e che “il bando americano è una cosa meschina nonchè uno spreco di risorse che potrebbero essere destinate alla lotta contro il terrorismo”.
(da “La Repubblica”)
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Gennaio 30th, 2017 Riccardo Fucile
I CATTIVI MAESTRI GENERANO MOSTRI: ARRESTATO LO STUDENTE ALEXANDRE BISSONNETTE, 27 ANNI… AVVISATE SALVINI E LA MELONI CHE PUTIN HA ESPRESSO LE CONDOGLIANZE AL PREMIER CANADESE, COSI’ HANNO IL PERMESSO DI SCRIVERE DUE RIGHE DI CORDOGLIO ANCHE LORO SU FB, COSA CHE FINO AD ORA NON HANNO AVUTO LA DIGNITA’ DI FARE
Sei persone sono state uccise e altre quindici sono rimaste ferite (cinque sono gravi) in una moschea di Quebec City, investite da colpi d’arma da fuoco mentre erano riunite per la preghiera della sera.
Un’azione che il primo ministro canadese Justin Trudeau ha definito “un attacco terroristico contro i musulmani”.
Dopo aver fermato due giovani, la polizia ha reso noto che soltanto uno è ritenuto “sospetto”: si tratta di Alexandre Bissonnette, franco-canadese di 27 anni.
“E niente lascia ritenere che vi siano altri sospetti” dietro l’azione criminosa, fa sapere la portavoce della Sà»retè del Quebec, Christine Coulombe.
Il secondo fermato, Mohamed el Khadir, trentenne di discendenza marocchina ma la cui nazionalità non è nota, è solo considerato un “testimone”. La polizia ha precisato che nessuno dei due era già noto agli inquirenti. §
Bissonette era stato fermato dalla polizia nei minuti successivi alla sparatoria sul luogo dell’attacco.
Secondo i media canadesi, Bissonette vive a Cap-Rouge e studia antropologia e scienze politiche presso la locale università Laval, la più antica in lingua francese del Nord America, con sede vicino alla moschea.
L’analista Rita Katz, direttrice di SITE, sito di intelligence specializzato sulle attività dei jihadisti, rivela che su Facebook “Alex B (Bissonette, ndr)” inneggiava a “Trump, Marine Le Pen e le forze di difesa israeliane”.
Prende ormai piede il movente della xenofobia.
Il presidente degli Usa, idolatrato dal presunto stragista del Quebec, nelle ore successive all’accaduto aveva telefonato al premier canadese Justin Trudeau, esprimendo vicinanza e offrendo sostegno e assistenza.
Successivamente, la Casa Bianca ha condannato ufficialmente l’atto terroristico. Papa Francesco ha espresso le sue condoglianze al cardinale Gerald Cyprien LaCroix, arcivescovo del Quebec, che si trova in visita a Roma.
Trudeau ha rivolto un sentito messaggio alla comunità musulmana del Quebec. “Il crimine orribile della scorsa notte è stato un atto di terrorismo commesso contro il Canada e tutti i canadesi: 36 milioni di cuori battono con i vostri. Piangeremo con voi, vi difenderemo, vi ameremo, e resteremo al vostro fianco”.
In serata il premier e il capo dell’opposizione Rona Ambrose saranno a Quebec City per una veglia.
(da “la Repubblica”)
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Gennaio 30th, 2017 Riccardo Fucile
LE DIFFERENZE CON LEGA E FDI? SE TI ASPETTI “CONTENUTI DIVERSI” RESTI DELUSO, LA RISPOSTA DI ALEMANNO E’: “NOI SIAMO PIU’ RADICATI AL SUD E PARTIAMO DAL BASSO”… MA FORSE SI RIFERIVA ALLA PERCENTUALE DI VOTI
Hanno annunciato per la seconda volta in un mese il congresso fondativo a febbraio (il 18 e 19) e un sondaggio sul web per scegliere il nome e il simbolo del nuovo partito, che nascerà dalla fusione di Azione nazionale di Gianni Alemanno e de La Destra di Francesco Storace.
L’ex sindaco di Roma si dice pronto per dare vita al “Polo sovranista”, “un presidio in difesa dell’identità italiana contro la minaccia di poteri sovranazionali”.
Se si fosse interessato ad amministrare seriamente Roma, forse sarebbe stato meglio per tutti e non dovremmo oggi sorbettarci le liti quotidiane tra Cinquestelle, ma fa nulla.
Insieme a Storace, che è ricomparso dopo essersi ripreso dalla figuraccia rimediata alle ultime amministrative romane, Alemanno informa che resta aperta solo una questione in merito al simbolo: “Se dobbiamo metterci la parola ‘destra’ oppure no”.
Fate un po’ voi, meno vi fate riconoscere e meglio è, il nostro consiglio…
A chi si rivolgeranno? “A Direzione Italia di Raffaele Fitto, la Lega e Fratelli d’Italia. Il grande tema che ci accomuna è il sovranismo responsabile, fatto di proposte concrete”. Originali…
“Quindi Forza Italia è fuori dal vostro schema di alleanze?” chiede il giornalista. “Per il momento si” è la risposta. Per il momento, poi non si sa, mai dire mai…
Fino alla domanda cruciale: “Se fate un partito, in cosa vi differenziate da Fdi e Lega?”.
Che ci sia qualche differenza sui contenuti? L’illusione dura poco: “la differenza rispetto alla Lega è che noi siamo maggiormente radicati nel Centro-Sud”…(un fatto geopolitico, capito…n.d.r.).
E da Fdi? “Rispetto a Fdi abbiamo un approccio che punta a riunire soggetti diversi dalla base di una destra diffusa nel Paese”. (questione di come approcciarsi, capito, come nel corteggiamento…)
Ovviamente sono favorevoli a un sistema maggioritario, tipico di chi è consapevole che con il proporzionale non arriverebbero al quorum.
Ultima domanda del giornalista: ” E il premio al 40%? E chi ce la fa a prenderlo?
Risposta: “Bisogna essere molto bravi”.
Ecco, appunto.
Meglio “approcciarsi” al seguito del sovrano “sovranista”, magari ci esce un cadreghino.
Ma forse è tutta colpa della Ue.
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Gennaio 30th, 2017 Riccardo Fucile
GRILLO DEFERISCE IL CONSIGLIERE REGIONALE DELLA LIGURIA AI PROBIVIRI: L’ANNUNCIO SUL BLOG, MA SI DIMENTICA LA MOTIVAZIONE
Beppe Grillo ha pubblicato oggi un post sul suo blog intitolato #effetticadrega in cui accusa chi si
allontana dal MoVimento 5 Stelle di farlo, appunto, per la poltrona e i soldi.
La parte più interessante del post è, come spesso succede, il P.S. finale nel quale Grillo annuncia che «è stata avviata la procedura per far valutare al collegio dei probi viri la condotta del consigliere regionale M5S in Liguria Battistini».
In omaggio alla trasparenza che da sempre è la luce del cammino del M5S, Grillo non spiega cosa abbia fatto di male questo Battistini.
Per cercare di ipotizzare qualcosa conviene fare un passo indietro: la settimana scorsa Paolo Putti, ex candidato sindaco e consigliere del M5S a Genova ha lasciato il MoVimento insieme a Emanuela Burlando e Mauro Muscarà .
Che Putti fosse in uscita si era capito dallo scorso ottobre, quando attaccò “la politica dei selfie” e disse che non gli interessava «sostituire un potere di qualcuno con un potere inconsapevole di molti»: l’obiettivo era Alice Salvatore, considerata l’astro nascente dopo la candidatura alle Regionali e pronta a suggerire un nome per le Comunarie in città , dove tra poco si vota.
Battistini ha avuto la grande idea di salutare Putti dalla sua pagina Facebook, parlandone bene mentre la Salvatore lo accusava di poltronismo: «vedo che chi cambia idea rispetto al Movimento sta poi bene attento a tenersi stretta la poltrona. Addirittura, invece di lasciare si crea un nuovo gruppo con i voti presi dagli elettori del Movimento 5 stelle».
In più, Battistini a metà gennaio aveva criticato la “riunione carbonara” del M5S a Genova con una sessantina di attivisti dove a prendere la parola per primo è stato Luca Pirondini, professore d’orchestra al Carlo Felice e papabile candidato sindaco a Genova.
In più c’è la faccenda dei cantieri navali: in un’interrogazione alla Giunta qualche tempo fa la Salvatore chiedeva se, in virtù dell’alto contributo all’inquinamento atmosferico del porto dato dalle Riparazioni Cantieri Navali di Genova non fosse il caso di trasferire quell’attività lontano dalla zona.
Un’«ideona» che ha scatenato la protesta del lavoratori navali, che hanno ovviamente scioperato e si sono presentati in Consiglio Regionale per contestare, fischiare e interrompere l’intervento della Salvatore.
La contestazione ha provocato due velocissimi dietrofront in seno ai 5 Stelle: quello della Salvatore, che ha detto che “L’M5S da sempre si schiera a fianco lavoratori da parte nostra non c’è stata nessuna richiesta formale di spostare i cantieri a 5 km, solo un’interrogazione per chiedere alla giunta Toti se si sta muovendo per trovare una soluzione all’inquinamento atmosferico evitando la contrapposizione tra lavoro e salute dei cittadini e dei lavoratori stessi”.
Nell’occasione Battistini osò addirittura dire che: “Io sono della Spezia e non conosco bene la situazione delle riparazioni navali genovesi, ma evidentemente abbiamo sbagliato interrogazione perchè non esiste salute senza lavoro. Sono qui per chiedere scusa a tutti voi, uno per uno”.
E alla fine votò in maniera opposta rispetto al gruppo sulla mozione per i cantieri.
(da “NextQuotidiano“)
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Gennaio 30th, 2017 Riccardo Fucile
E’ UN NOTO FONDAMENTALISTA RELIGIOSO CRISTIANO DEL “BIBLE BELIEVERS” CHE ODIA MUSULMANI, CATTOLICI, SPOGLIARELLISTE E IL FOOTBALL AMERICANO… COLPITO DOPO CHE AVEVA INSULTATO E PRESO A PUGNI ALTRI MANIFESTANTI
La decisione del Presidente degli Stati Uniti di firmare un ordine esecutivo che impedisce ai cittadini di alcuni paesi di ottenere il visto d’ingresso negli USA (o anche solo di fare scalo in un aeroporto statunitense) ha scatenato forti proteste da parte degli attivisti dei diritti civili in tutto il Paese.
A Portland, in Oregon, per due giorni centinaia di manifestanti si sono radunati di fronte all’ingresso dell’aeroporto internazionale della città per protestare contro quello che è stato già definito “muslim ban”, dal momento che colpisce i cittadini di sette paesi a maggioranza musulmana, che Trump ha firmato proprio il giorno della giornata internazionale dedicata alla memoria delle vittime dell’Olocausto nazista.
Mentre circa seicento persone protestavano contro la decisione di Trump un gruppo di quattro persone, attivisti del gruppo Bible Believers, ha messo in scena una contro manifestazione a sostegno del Presidente.
L’intento era probabilmente quello di provocare una reazione da parte degli oppositori di Trump.
A quanto pare la polizia però ha fatto ben poco per tenere separati i due gruppi man mano che la tensione continuava a salire e così Grant Chisholm (l’uomo con la camicia a quadri), trentanovenne membro del gruppo di fanatici religiosi a favore del divieto d’accesso per i cittadini dei paesi musulmani, è stato colpito alla testa.
L’uomo è stato inseguito all’interno del terminal aeroportuale, il cui accesso evidentemente non era stato presidiato adeguatamente ed è stato fatto cadere a terra.
In particolare i quattro fondamentalisti cristiani (uno di loro indossava una felpa fosforescente con proclami contro l’aborto e preghiere a Gesù) si sono detti preoccupati che i manifestanti, con il loro sostegno a favore dei rifugiati cristiani, stessero in realtà dando una mano ai terroristi.
Stando ai reportage sono stati i quattro Bible Believers a seguire inizialmente il corteo all’interno dell’aeroporto continuando a provocare verbalmente alcuni membri della fazione opposta e insultandoli dall’alto di una balaustra.
Doug Brown, che era sul posto per conto del giornale locale Portland Mercury riferisce che la polizia in assetto antisommossa è intervenuta solo dopo l’aggressione ai danni di Chisholm e riporta alcune testimonianze, tra cui quella del Reverendo Chuck Currie che era lì per protestare contro il “muslim ban”, secondo le quali Chisolm avrebbe preso alla gola uno dei manifestanti e che in precedenza i “Bible Belivers” avevano preso a pugni altre persone.
Chisholm è stato portato in ospedale in ambulanza e dopo è stato dimesso.
A quanto pare si tratta di un personaggio noto nell’ambiente per essere intervenuto a disturbare altre proteste.
Qualche anno fa The Daily Beast aveva dedicato a questo hipster (ha un negozio di arredamento vintage e antichità ) fondamentalista cristiano (è un predicatore di strada) un articolo dove venivano riportati alcuni dei concetti fondamentali della sua personale teologia.
Ad esempio il fatto che secondo Chisholm Dio odia gli omosessuali, i cattolici, i locali di spogliarelli e il football americano.
Una delle sue attività preferite era andare fuori dai locali per adulti ad insultare le ballerine chiamandole prostitute e urlano che Dio non avrebbe avuto pietà di loro.
Dopo gli attacchi di Parigi Chisholm e il suo gruppo avevano inscenato una protesta davanti ad una moschea di Portland per spiegare che tutti i musulmani sono assassini. Al momento la polizia di Portland non ha effettuato alcun arresto in seguito alle proteste di ieri .
(da “NextQuotidiano”)
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Gennaio 30th, 2017 Riccardo Fucile
WORLD OF FIREFIGHTERS: ORGOGLIO ITALIANO NELLA CERIMONIA IN GERMANIA… L’ITALIA DEL CORAGGIO, DELLA SOLIDARIETA’ E DELL’ALTRUISMO ESEMPIO PER TUTTI… MA RESTANO I MENO PAGATI
I Vigili del fuoco italiani si sono classificati al primo posto del World of Firefighters – Conrad Dietrich
Magirus Award 2016.
Il concorso premia ogni anno a livello mondiale le squadre dei Vvf che si sono contraddistinte nel loro lavoro per efficienza e coraggio.
Il team italiano è stato scelto per l’attività svolta a seguito del sisma che ha colpito l’Italia centrale il 24 agosto 2016.
In rappresentanza di tutto il Corpo, a ritirare il premio durante la cerimonia tenuta a Ulm, in Germania, quattro membri dei Vigili del fuoco: Raimondo Montana Lampo, Antonio Di Malta, Oronzo Passabi e Giovanni Salzano .
E’ motivo di orgoglio che i nostri “eroi” del terremoto e della slavina di Rigopiano abbiano avuto un riconoscimento a livello mondiale. In un’epoca dove viene propagandato l’egoismo, l’indifferenza verso i più deboli e l’odio verso i diversi, è importante che chi si dedica con passione e coraggio a salvare vite umane non si senta solo nella sua opera umanitaria.
E’ anche l’occasione per ricordare che i nostri vigili del fuoco saranno sicuramente i più bravi, ma certamente i meno pagati, in confronto a tanti colleghi europei.
Facile, per i vari governi di destra e di sinistra che si sono succeduti, congratularsi per i risultati, ma quando si è trattato di adeguarne gli stipendi ai livelli europei, se ne sono fregati tutti.
Non ultima la polemica sugli 80 euro in meno nella busta paga di gennaio, una vergogna planetaria.
E’ ora di porvi rimedio, senza se e senza ma.
(da agenzie)
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Gennaio 30th, 2017 Riccardo Fucile
IL CURRICULUM NON E’ CERTO MIGLIORE DI CENTINAIA DI MIGLIAIA DI ALTRI GIOVANI…LA SELEZIONI DEI CANDIDATI DEL M5S
Non ho niente contro Luigi Di Maio. Parla bene, è disinvolto, ma non sappiamo esattamente chi sia davvero. Il problema è proprio questo: si può affidare un Paese di sessanta milioni di abitanti a una persona di cui si sa poco o niente?
Il curriculum dice che si è iscritto alle facoltà di Ingegneria e Giurisprudenza senza laurearsi, che è giornalista pubblicista.
Come centinaia di migliaia di giovani italiani che stentano a trovare lavoro oggi. Ancora: si ricorda che nel 2010 si era candidato come consigliere comunale nel suo paese ottenendo 59 preferenze e non risultando eletto. Poi nel 2013 ecco che si presenta alle parlamentarie grilline e ottiene 189 preferenze.
Così viene presentato alla Camera dove è eletto. Insomma, partendo da nemmeno duecento preferenze iniziali potrebbe diventare Primo Ministro.
Ripeto, niente contro il leader M5S, ma il dubbio resta: chi è Luigi Di Maio? Non è una critica, è una semplice domanda.
Ma intorno a questo interrogativo rischia di giocarsi la sorte di tutto il Movimento: rivoluzione o fallimento? Il momento decisivo è adesso.
La questione non riguarda soltanto Di Maio, ma anche i tanti candidati sindaci cui dovremmo affidare le nostre città , luoghi che ci stanno tanto a cuore. Che rappresentano la nostra identità e il nostro futuro.
Perchè dovremmo affidare Verona, Parma, la mia Genova a persona che non conosciamo?
Badate bene. Non intendo dire che si debba ricorrere a volti noti.
Ci sono migliaia di persone che hanno un’esperienza di lavoro e di vita che testimonia e garantisce per loro.
Mi è capitato giorni fa di partecipare in una grande scuola a un incontro di ex studenti: ho incontrato persone che lavorano in ong impegnate in processi di pace, medici che costruiscono ospedali in Africa, ragazzi che combattono davvero le mafie, ingegneri che inventano i computer del futuro, manager che guidano imprese con centinaia di dipendenti, avvocati impegnati nella difesa di minori abbandonati.
E mi è venuto istintivo chiedermi se i cinquestelle siano riusciti a intercettare queste forze che in Italia ci sono.
Ho confrontato l’esperienza e i curricula di questi ex studenti con quelli di alcuni candidati M5S che si candidano ad amministrare città da centinaia di migliaia di abitanti.
Vengono dei dubbi, soprattutto sui criteri di selezione: confronti online, graticole. Così si decide chi è un uomo degno di guidare una città o chi può diventare concorrente per un reality?
Era la grande scommessa del Movimento, creare una nuova classe dirigente. Ma questa sfida è stata vinta oppure sono state troppo spesso premiate persone senza un passato che, proprio per questo, sono più facilmente controllabili?
Le idee hanno bisogno di carne, sangue. Persone, insomma. E tanti candidati del Movimento non sappiamo chi sono. E nemmeno loro, mi verrebbe da dire, a volte si conoscono davvero.
Perchè quando ti trovi a contatto con il potere scopri aspetti di te stesso che non immaginavi. Di fronte a una prova tanto difficile emergono talvolta qualità inaspettate, ma spesso anche debolezze e miserie.
Questa è l’esperienza (che è cosa diversa dall’età ): essersi messi alla prova, conoscersi.
La selezione dei candidati sarà probabilmente la prova decisiva del Movimento che dovrà dimostrare se premia le capacità , se sa riconoscerle oppure se predilige fedeltà , obbedienze o ambizioni di bassa lega.
Non si può cominciare a fare politica dal potere. Per capire dove va una persona, bisogno sapere da dove viene. Non basta l’autocertificazione.
Altrimenti si rischia di premiare donne e uomini che non lo meritano. E soprattutto di lasciare in disparte — come purtroppo in Italia avviene da decenni — chi invece lo merita davvero.
Questo sarebbe il fallimento dei Cinque Stelle e il tradimento delle speranze che ha suscitato.
Ferruccio Sansa
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Gennaio 30th, 2017 Riccardo Fucile
“L’ANIMA NERA” DEI POTERI FORTI E’ L’ISPIRATORE DEL MUSLIM BAN… ORA E’ ENTRATO NEL CONSIGLIO DI SICUREZZA …COORDINA L’INTERNAZIONALE RAZZISTA BREITBART CON UFFICI IN EUROPA E APPOGGIA I LEADER XENOFOBI EUROPEI
Ancor prima di una frettolosa nomina ad hoc per inserirlo nel tavolo delle decisioni, Steve Bannon
aveva già preso parte alle riunioni del Consiglio per la Sicurezza nazionale.
Con un peso non da poco: sarebbe stato lui, secondo fonti raccolte da Washington Post e altri giornali degli States, ha indicare la via maestra a Donald Trump sull’immigrazione, e prendere le tanto criticate decisioni sul “ban” ai paesi musulmani, in particolare quella relativa alla green card, scelta su cui è poi stato fatto un passo indietro.
Così, l’imprenditore delle news dei conservatori, l'”anima nera” dell’amministrazione Trump, è riuscito a spingere per una radicalizzazione dei sistemi di sicurezza interna.
Dopo aver messo in bocca a Donald Trump le parole del discorso dell’insediamento, Steve Bannon ha infatti scavalcato il ministero della Sicurezza Interna, che aveva sconsigliato di includere i possessori di ‘green card’ dall’ordine esecutivo sull’immigrazione dal Medio Oriente e l’Africa varato venerdì scorso.
Mossa sulla quale l’amministrazione ha poi dovuto fare come detto un passo indietro. Chiamato tra mille polemiche alla Casa Bianca come consigliere strategico dopo l’elezione del tycoon, lo stratega da ieri siede ora in permanenza nel nuovo Consiglio per la Sicurezza Nazionale, da cui sono stati invece esclusi il capo degli Stati Maggiore e il direttore dell’Intelligence Nazionale. Una scelta senza precedenti.
63 anni, ex Ceo della campagna elettorale di Trump, Bannon è la vera eminenza grigia della nuova presidenza Usa.
Nato in Virginia in una famiglia democratica, il ‘Richelieu’ di Donald Trump si fa le ossa nel mondo dell’alta finanza. Negli anni Ottanta, dopo aver fatto il servizio militare nella Navy, lavora a Goldman Sachs, la banca d’affari che in campagna elettorale era stata messa sul banco degli imputati da Trump come simbolo dell’avidità ‘ di Wall Street, poi passa a Hollywood.
Lì, nel 1990, si mette in affari con un compagno di studi a Harvard, Scot Vorse, e tra i clienti dello studio di consulenza Bannon & Co ci sono Silvio Berlusconi e il principe saudita Talal al Waleed.
Ma è a Breitbart, il giornale online di estrema destra creato nel 2007 durante una visita in Israele dal defunto commentatore conservatore Andrew Breitbart, che Bannon trova la sua identità .
Ne prende le redini nel 2012 alla morte del proprietario e fondatore, trasformandolo in un punto di incontro per la ‘alt-right’ e per i movimenti nazionalisti bianchi che includono l’antisemitismo e la xenofobia nella loro agenda.
Nemico della stampa mainstream, qualche giorno fa Bannon ha definito i media tradizionali “il vero partito di opposizione” e ha intimato loro di “tenere la bocca chiusa”. “Ci chiamiamo il Fight Club”, aveva detto nel 2016 al Washington Post l’allora stratega definendosi “viralmente anti-establishment”. Intanto, con lui al timone, Breitbart dilagava in Europa con uffici a Berlino, Londra e Parigi (dove erano e saranno in corso elezioni cruciali) a sostegno di leader populisti e di destra come Marine Le Pen.
Bannon ha aperto qualche anno fa anche un ufficio a Roma guidato da Thomas Williams, un ex sacerdote.
La decisione di inserirlo nella riorganizzazione del consiglio nazionale per la sicurezza (Nsc), arrivata tramite un ordine esecutivo, ha scatenato non poche polemiche. Ora Bannon parteciperà a tutte le discussioni di alto livello, mentre gli altri due dirigenti “allontanati”, a differenza del passato, saranno ammessi solo quando si tratteranno questioni legate alle loro aree di competenza.
Va ricordato che il National security Council, guidato dal generale Mike Flynn, è l’organo principale che consiglia il presidente sulla sicurezza nazionale e sugli affari esteri.
(da “Huffingtonpost“)
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