Aprile 9th, 2017 Riccardo Fucile
RENZI: “CHI PERDE NON BOMBARDI IL PARTITO”… ORLANDO:: “RIFORME SENZA POPOLO”… EMILIANO: “STOP ALL’OSTRACISMO A MS5”
È in corso all’hotel Ergife di Roma la Convenzione Nazionale del Pd che apre la seconda fase del
congresso del partito, con l’ufficializzazione dei risultati del voto tra gli iscritti, e il via alla volata verso le primarie del 30 aprile.
Presenti Andrea Orlando e Matteo Renzi mentre Michele Emiliano, operato al tendine di Achille, interviene in collegamento video, perchè ancora ricoverato.
L’ entourage del governatore della Puglia ha chiesto il rinvio delle primarie a causa dell’infortunio di Emiliano (secondo i dottori dovrebbe rimanere a letto per due settimane per poi cautamente riprendere a muoversi con le stampelle).
In platea siede il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, accolto da un applauso. Prima dell’inizio dei lavori è stato osservato un minuto di raccoglimento per le vittime di San Pietroburgo, Stoccolma e Siria.
Sul palco della presidenza siedono Silvia Fregolent per la mozione Renzi, Nadia Romeo per la mozione Emiliano, Emma Petitti per la mozione Orlando, accanto a Roberto Montanari, che presiede la commissione congresso, Matteo Orfini, reggente del partito e Gianni Dal Moro, presidente della commissione di garanzia.
Scontro sullo slittamento delle primarie
Favorevole a questa ipotesi si è detto il candidato alla segreteria Pd, Andrea Orlando: «Sono assolutamente d’accordo. Se un competitor è impossibilitato a fare campagna elettorale, sarebbe sensato» rinviare le primarie.
Diversa la posizione espressa, invece, da Lorenzo Guerini, coordinatore della mozione Renzi: «Facciamo tanti auguri a Michele, ma la macchina è ormai in moto».
Replica il deputato dem Dario Ginefra sostenitore di Emiliano: «Confidiamo sul fatto che Renzi stesso possa sconfessare i suoi e decidere di dar la possibilità di gareggiare a Michele Emiliano».
Emiliano: “Non voglio condizionare le primarie”
Dal canto suo Emiliano non chiede rinvii: «Ringrazio di cuore coloro che si stanno ponendo il problema di un rinvio delle primarie a seguito del mio infortunio – ha detto Emiliano -.
In particolare ringrazio Andrea Orlando per le sue parole e per la sua immediata disponibilità . Ci tengo anche a dire che non voglio assolutamente condizionare i tempi delle primarie, non ho chiesto nulla in tal senso, ringrazio ancora chi ha mostrato spontaneamente sensibilità e immedesimazione».
Orlando: “Uscire dall’isolamento”
«Usciamo dalla presunzione di bastare a noi stessi – ha detto Orlando -. Non c’entra nulla con la vocazione maggioritaria, porta all’isolamento politico. Se le riforme non le fai con gli altri non durano. Dobbiamo uscire dall’isolamento politico, la vocazione maggioritaria non significa “isolamento”. Il fallimento del referendum – ha aggiunto – apre una fase nuova della politica italiana. Dobbiamo fare tutti uno sforzo”.
Renzi: “Chi perde non bombardi il Quartier generale”
«Le regole si rispettano, valgono per tutti. Dopo le primarie non si passano quattro anni a bombardare il Quartier generale».
E dice di accettare la sfida del M5S: «Proviamo a immaginare il futuro. Il M5S a Ivrea ha lanciato un’ Opa sul futuro dell’Italia, ha raccontato l’orizzonte e se l’è intestato. Il futuro lo rivendichiamo da questa parte del campo: la sfida la accettiamo a viso aperto, non ci fanno paura, non abbiamo timidezza o disagio».
«I l Pd si differenzia dal M5s in tre punti – ha aggiunto -: il primo riguarda la modalità di esercizio democratico, loro scelgono il leader attraverso la dinastia noi con il voto. Poi noi crediamo nella scienza non nella paura e c’è l’assistenzialismo contro il lavoro».
Emiliano: “ Stop a questo rapporto difficile con il M5S”
Intervenendo in video il governatore della Puglia ha proposto un cambio di atteggiamento del Pd verso il M5S: «Io sono anche dell’idea che noi dobbiamo chiudere con questo rapporto così difficile con tutto l’elettorato del Movimento 5 stelle».
«Noi insistiamo, e ci facciamo tirare dentro anche numerose provocazioni – ha proseguito – nel tenere un rapporto molto duro nei toni, nelle espressioni; ma la stragrande maggioranza di quegli elettori sono nostri elettori che sono ancora lì, a metà , che pensano ancora che noi reagiremo di fronte alla minaccia che loro ci manifestano: di votare il Movimento 5 stelle. Che noi saremo capaci di tornare ad essere trasparenti, chiari, coerenti, capaci di dire una cosa anche se non è conveniente, di affermare principi, di non fare scambi parlamentari, come è successo di recente in un importante voto sulla decadenza di un senatore», ha concluso Emiliano.
Al termine dell’evento il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni si è detto soddisfatto del dibattito e dei discorsi dei tre candidati alla segreteria: «Bene. Ho sentito anche Michele molto affezionato al Pd» ha concluso.
(da “Huffingtonpost”)
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Aprile 9th, 2017 Riccardo Fucile
TESTA A TESTA TRA PD E GRILLINI, NEL CENTRODESTRA FORZA ITALIA DAVANTI ALLA LEGA
Il Partito democratico recupera e si avvicina al MoVimento 5 stelle in una sfida tra i due partiti che ha sempre più l’aspetto di un lungo testa a testa che continuerà fino alle prossime elezioni politiche previste al più tardi nella primavera del 2018.
Secondo un nuovo sondaggio di ScenariPolitici per HuffPost infatti, il Pd si attesta al 26,8%, recuperando lo 0,7% rispetto alla scorsa settimana. M5s, che si conferma al primo posto tra le preferenze degli elettori, perde lo 0,2% e registra il 27,3%.
Più o meno stabili i partiti di centrodestra che uniti in un’unica lista potrebbero competere per la vittoria.
Forza Italia passa dal 13,2% al 12,4%, mentre la Lega Nord guadagna qualcosa passando dall’11,2% all’11,3%. Cresce di poco anche Fratelli d’Italia: dal 5% al 5,2%.
Mdp, il nuovo partito creato dagli ex Pd, rimane stabile con una leggera flessione dal 4,2% al 4%. Alternativa Popolare di Angelino Alfano invece cresce leggermente, passando dal 3,3% al 3,5%.
(da “HUffingtonpost”)
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Aprile 9th, 2017 Riccardo Fucile
POCHI GIOVANI IN PLATEA… GLI ATTIVISTI: “E LE DONNE?”
È stata una partita bloccata a centrocampo, in cui è mancato il colpo del fuoriclasse. Francesco
Greco alla fine non è venuto, quel tipo di legittimazione, culturalmente definitiva, per la Casaleggio ancora non c’è. Ma siamo vicini.
Un format costruito come fossimo a La7, e non nella Olivetti di Ivrea, ma un problema ancora irrisolto: la Srl milanese che controlla il Movimento si allarga alla società , la società è tentata (sono i probabili vincitori), ma anche preoccupata, non si fida fino in fondo.
E così alla fine il procuratore di Milano non viene. L’astronauta Paolo Nespoli non viene. Altri magistrati hanno rifiutato l’invito.
Casaleggio senior amava fare, in azienda, un giochino, lo chiamava la «mappa del potere italiano», consigli di amministrazione, poteri, pezzi di Stato.
Ecco: qui c’è per ora una tentata, mappa del potere M5S.
Gianluigi Nuzzi, uno dei due speaker ufficiali di questa giornata per ricordare Gianroberto Casaleggio (l’altro è Franco Bechis), dice la verità , forse stizzito: «Abbiamo invitato tanti magistrati: qualcuno ha detto sì, qualcuno ha detto no, qualcuno ha detto prima sì e poi no».
E sulla defezione dell’astronauta Nespoli: «Non vorrei che qualcuno gli avesse detto che se fosse salito su questo palco, poi non sarebbe più salito su una navicella».
Non è chiaro a chi si riferisse, ma esprime frustrazione: per ora l’operazione di entrare in mondi nuovi riesce solo a metà .
Viene Sebastiano Ardita, un fuoriclasse della magistratura. Alla fine, grande il contributo di Enrico Mentana («non sono diventato casaleggiano», ripete, e fa un discorso contro gli alternative facts dei social network, un po’ come parlare di corda in casa dell’impiccato,) e Marco Travaglio a tener su la cosa, con ritmo più televisivo, evita l’afflosciamento.
La platea non è semplicemente grillina. Ci sono tanti pensionati, per esempio Luciano Mion, 70 anni, ex della Olivetti: «Sono venuto qui perchè conobbi Gianroberto, qui lo chiamavamo l’ombroso».
Oppure queste due ragazze, studentesse di ingegneria, Greta di Novara e Lucrezia Tascini di Milano, che domandano: «Ma è possibile non ci sia una donna una sul palco?».
Niente musica, a parte quella iniziale, un po’ alla Goblin di Profondo rosso. Le uniche evocazioni sono le frasi di Casaleggio messe su delle pile di fogli, casomai qualcuno proprio volesse strapparle e portarsele a casa.
Ci sono due movimenti, qui.
La Casaleggio, che parla e sceglie chi deve parlare, e il Movimento dei parlamentari, che devono ascoltare.
Non resta loro ormai che rivolgersi ai giornalisti. Roberto Fico dice a Sky che «la riunione del Bilderberg continuiamo a contestarla, ben venga che queste persone escano allo scoperto e le vediamo».
Alessandro Di Battista fa battute («Se parlate di Leopolda querelo»). Di Maio è in seconda fila: la sua investitura non pare così scontata, oggi.
Chiara Appendino nel frattempo è salutata affettuosamente da Davide Casaleggio. Ripete: «Faccio il sindaco di Torino, e farò questo i prossimi anni». Vedremo.
C’è il capo di Google in Italia, Fabio Vaccarono, evoca le «enormi possibilità di accesso all’informazione» (nessun riferimento però alla questione fake news e blog di Grillo). Nicola Bedin, il managing director del San Raffaele, un tempo considerato un istituto berlusconiano: sic transit gloria mundi. Oppure Paolo Magri, il direttore dell’Ispi.
Nicola Morra riflette, «la libertà si conquista, anche dentro il M5S, e io me la prendo», a chi gli chiede delle cose che non vanno.
Gli interventi filano via un po’ soporiferi, più speech aziendali che politici. Carlo Freccero, sempre franco: «Il Movimento dev’essere una cosa più stropicciata, meno leccata, ci vorrebbe anche gente critica, su quel palco, e loro dovrebbero accettarla». Alle sei di sera Aldo Giannuli, la mente più antiveggente di quelle legate a Gianroberto Casaleggio, sorride disincantato: «Ogni tanto li faccio arrabbiare. Ma mi accettano. E se accettano me vuol dire che non sono così antidemocratici».
Poi si allontana, immagine di un Movimento elegante e professorale, che probabilmente non c’è mai stato.
Jacopo Iacoboni
(da “La Stampa”)
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Aprile 9th, 2017 Riccardo Fucile
AL CONVEGNO DI CASALEGGIO A PARLARE DI LAVORO IL TEORICO DELL’OZIO
Nel film Manhattan c’è una scena in cui Woody Allen irrompe nella classe di un suo amico professore e quello gli chiede: “Tu qui? Ma come hai superato i bidelli?“. E Woody: “Sul piano culturale, che domande“.
La stessa battuta viene in mente a leggere la rubrica di Aldo Grasso, oggi dedicata nientemeno che a Domenico De Masi, quello del “lavorare gratis, lavorare tutti (e smettere di sniffare trielina)“, di recente — e giustamente — assurto a ideologo del M5S dopo i rifiuti di Jimmy Il fenomeno e Gianluigi Bombatomica.
E così, fantaniamente, rieccolo, il De Masi, a colpire ancora e ancora:
Ieri, per esempio, era ospite d’onore a Ivrea per spiegare il futuro del lavoro alla Casaleggio Ass. e a Beppe Grillo. Il M5S gli aveva commissionato una ricerca: «Lavoro 2025». Lavoro, sempre lavoro. Strano destino per uno studioso che da anni teorizza l’ozio. Ozio creativo, s’intende, qualcosa di molto diverso dalla pigrizia o dalla nullafacenza, ma pur sempre ozio: meno ore di fatica, libero e piacevole uso delle proprie forze, soprattutto spirituali, all’infuori da ogni bisogno o scopo pratico (è l’otium dei Latini). L’inazione nasce dagli dei.
Nel romanzo «La lentezza», Milan Kundera scrive una cosa importante: «Nel nostro mondo l’ozio è diventato inattività , che è tutt’altra cosa: chi è inattivo è frustrato, si annoia, è costantemente alla ricerca del movimento che gli manca».
L’intuizione di Casaleggio padre è stata proprio quella di mettere in connessione sulla Rete persone «inattive e frustrate», dando loro il movimento che gli mancava, il M5S. Adesso però finiscono per essere troppo attivi.
Lavorando sodo, De Masi potrebbe spiegare loro (e a noi) che «l’attività del cretino è molto più dannosa dell’ozio dell’intelligente» (Mino Maccari).
Ora, se questo è il maestro voi vi stupite se l’allievo Luigi Di Maio sostiene che basti dare quattro spicci a gente in guerra civile per comprarsela e far fare loro la pace?
(da “NextQuotidiano“)
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Aprile 9th, 2017 Riccardo Fucile
IN REALTA’ IL CODICE DI CONDOTTA DELL’ESA PREVEDE LA PARTECIPAZIONE A EVENTI DI CARATTERE SCIENTIFICO, NON A QUELLI CHE ASSUMONO CARATTERE POLITICO
Il forfait dell’astronauta Paolo Nespoli al convegno Sum 01 — Capire il Futuro ha consentito di fare
un po’ di cinema durante la kermesse.
Ad annunciarlo dal palco è stato infatti il giornalista Gianluigi Nuzzi, uno degli anchorman della giornata. Che ne ha approfittato per gridare al complotto: “Non voglio pensar male — ha detto Nuzzi — non voglio pensare che qualcuno gli abbia detto: ‘Se sali sui gradini non sali sulla navicella spaziale’. A luglio deve partire per la sua ultima missione. Avevamo tutti gli ok poi ci è arrivata la comunicazione ufficiale”.
E il giornalista ha continuato la sceneggiata lasciando sul palco un casco sulla poltrona che avrebbe dovuto occupare l’astronauta “perchè vorrei che oggi e sempre ci fosse libertà perchè una persona ha diritto di venire e riempire la sua poltrona. Io non ce l’ho con Nespoli- chiarisce il giornalista- aveva talmente voglia di venire che aveva preparato un regalo”.
Il regalo è un video che viene proiettato in sala.
Ovviamente non c’era nessun complotto. “La mia partecipazione all’evento ‘Sum #01. Capire il futuro’ era stata inizialmente autorizzata dall’Agenzia Spaziale Europea, ma poi revocata facendo riferimento alle regole dell’Esa e al Codice di Condotta degli astronauti assegnati a una missione sulla Stazione Spaziale Internazionale”, ha detto all’ANSA l’astronauta.
“Ci siamo trovati altre volte in situazioni simili, non è certamente la prima volta”, ha spiegato il Capo di Gabinetto del direttore generale dell’Esa, Elena Grifoni Winters. “Ad esempio, è accaduto recentemente anche con l’astronauta tedesco Alexander Gerst”, ha aggiunto.
L’evento di Ivrea era stato inizialmente approvato sulla base del sistema automatico utilizzato dall’Esa per gestire le richieste relative alla partecipazione degli astronauti ad eventi, ha detto ancora.
“Inizialmente l’evento era stato definito come scientifico, ma poi è diventato evidente il suo carattere politico e il Codice di Condotta prevede che gli astronauti assegnati a missioni spaziali non possano partecipare a eventi che possano favorire un’entità ”, ha spiegato ancora Grifoni Winters.
“Un astronauta assegnato a una missione, come è in questo momento Paolo Nespoli, è una figura pubblica — ha proseguito — e la sua partecipazione a un convegno come quello di Ivrea avrebbe dato pubblicità a un’iniziativa che aveva un carattere politico”.
(da “NextQuotidiano”)
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Aprile 9th, 2017 Riccardo Fucile
M5S, METODO “QUIRINARIE” PER PALAZZO CHIGI… UN PEZZO DEL MOVIMENTO VUOLE LUI PER LA PREMIERSHIP
Il battesimo di Davide Casaleggio è un evento immaginifico che comincia con le parole del padre e parla di tutto, tranne che di politica.
Eppure, dopo ieri, è il figlio del cofondatore il nuovo volto del Movimento 5 stelle. Quasi sempre in piedi, a margine del palco, a seguire gli interventi protetto da due uomini del servizio d’ordine e da un cordone di sicurezza bianco che sembra essere stato messo lì solo per lui.
La compagna Paola gira in mezzo agli altri, irriconoscibile con una maglietta bianca da volontaria.
I cronisti che si avvicinano sono respinti con un gelido “state disturbando l’evento”. Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista, le sindache Chiara Appendino e Virginia Raggi, rilasciano dichiarazioni a taccuini e telecamere, ma appaiono improvvisamente fuori fuoco. Il centro, a Ivrea, è Davide.
Nell’immenso capannone delle Officine H dell’Olivetti, va in scena il mondo che cerca di attrarre nel nome del futuro. Beppe Grillo osserva tutti serio e silente.
I due parlano con gli ospiti solo nel backstage, dietro pesanti tendoni neri e misure di sicurezza al limite della paranoia.
“Com’è andato il debutto di Davide in tv? Io l’ho trovato ipnotico”, dice ammirata la senatrice Paola Taverna.
E la deputata Carla Ruocco: “C’era chi diceva non fosse all’altezza di Gianroberto, e invece qui ha dimostrato il contrario. E’ in grado di prendere il suo posto”.
Roberta Lombardi vede in lui “la stessa solidità e lo stesso rigore. Ha spinto su Rousseau e sulla democrazia diretta accelerando processi che attendevamo da anni. E’ sempre stato il motore dell’organizzazione del Movimento. Semplicemente, aveva scelto di stare nell’ombra”.
Qualcuno lamenta che – disciplina a parte – a Davide Casaleggio del padre manchi totalmente la capacità di visione. Ma un senatore si lancia: “Come candidato premier, sarebbe dieci volte meglio di molti altri…”.
E la standing ovation che segue al suo intervento sembra interpretare questa convinzione.
Chi vorrebbe un rivale per Di Maio, in effetti, vede in lui una nuova speranza. Apolitico, schivo fino a diventare ruvido, eppure in grado di mettere al lavoro i parlamentari sul programma e di intessere con loro un rapporto più continuo di quanto non abbia mai fatto l’empatico Grillo.
A sentire chi lo conosce bene, i ruoli elettivi non gli interessano.
“La politica la sto lasciando ad altri” ha detto a Lilli Gruber, giovedì, usando i tempi verbali di chi potrebbe cambiare idea. Ma in autunno il Movimento voterà per scegliere candidato premier e squadra di governo.
E il metodo sarà quello delle “quirinarie”, con alcuni paletti che dovrebbero riservarle solo ad esponenti del Movimento. Se così fosse, tra i desiderata degli attivisti – in mezzo a Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista, Roberto Fico – è probabile che venga fuori il suo nome. A Ivrea in molti – davanti al bar, sotto un immenso quadro di Guttuso – scommettono che sarà così.
Cosa accadrà dopo, nel ballottaggio finale, è impossibile dirlo.
Perchè Di Battista non ha mai sciolto la riserva sulla sua corsa (o sul suo endorsement al “fratello” Di Maio), Fico non ha più parlato delle sue ambizioni e gli altri non hanno ancora capito se farsi avanti sarebbe visto come una risorsa, perchè il Movimento metta in piedi una gara e non un’incoronazione, o un fastidio per colui che oggi sembra il prescelto.
Di certo, la comunicazione ha lavorato meticolosamente alle uscite mediatiche di Casaleggio e non esclude possano essercene altre.
“Ha il piglio del manager, è l’amministratore delegato del M5S”, dice di lui Carlo Freccero, che tuttavia si permette di seminare qualche dubbio.
“Casaleggio crede che la tecnologia sia innocente, come Rousseau credeva lo fosse la natura. Io sono cartaceo, novecentesco, non sono convinto”.
Enrico Mentana va oltre: “Ci sono due tipi di politici: chi parla troppo e chi parla poco. Questi ultimi vanno seguiti con più attenzione. A me l’esordio in tv di Casaleggio ricorda il ’95, quando la discesa in campo di Prodi fu sancita da un’intervista tv nel salotto di Costanzo”.
(da “La Repubblica”)
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