Aprile 23rd, 2017 Riccardo Fucile
UN SONDAGGIO DI TRE GIORNI FA TRA GLI AGRICOLTORI DAVA FILLON AL 41% E LA LE PEN SCESA DAL 35% AL 20%: “UN PAESE ESPORTATORE DI CEREALI COME LA FRANCIA SE CHIUDE LE FRONTIERE DOVE VA A FINIRE?”
Siamo a Sens, un centinaio di km a sud-est da Parigi. Ma qui nell’Alta Borgogna è un altro mondo. Una città antica intorno alla sua cattedrale. E subito fuori campi gialli di colza e terra di quella buona per i cereali.
Le acque dello Yonne scorrono dolci come il mito della «douce France».
Due mesi fa un sondaggio Cevipof indicava che la Le Pen era la prima scelta (35%) tra i contadini, «che sono sempre meno numerosi, ma rappresentano i votanti di riferimento di tutte le zone rurali, l’8% dell’elettorato nazionale», spiega Franà§ois Purseigle, sociologo specialista delle campagne.
Allora, però, il 51% diceva che voleva astenersi, «mentre gli agricoltori vanno sempre a votare e sono spesso militanti della destra ».
Non è chiaro oggi quanti vogliano davvero rinunciare, ma pochi giorni fa un sondaggio di Bva riportava Franà§ois Fillon, il candidato della destra, in testa al 41,5%, mentre la Le Pen si fermava al 20%.
«La tentazione Fn esiste — conclude Purseigle -, ma ci sono anche resistenze: i contadini sono sempre stati europeisti convinti. Beneficiano ancora degli aiuti comunitari. E tanti sono influenzati da un cattolicesimo sociale, intollerante alla famiglia Le Pen».
A Saint-Clèment, vicino a Sens, Michel Jouan, 65 anni, è già in pensione e ha ceduto i suoi ettari al nipote. Lui voterà Fillon, ma ritiene che «avrebbero dovuto sostituirlo, dopo che sono scoppiati gli scandali».
Secondo Michel, «la Le Pen trionfa sull’ignoranza. Un Paese esportatore di cereali come la Francia, se chiude le frontiere, dove va a finire ? E se usciamo dall’euro, visto come sono indebitati i contadini, chi pagherà gli interessi che gonfieranno?».
Di Fillon non sopporta neppure «i cattolici estremisti che si è messo accanto. Per me i preti dovrebbero sposarsi». Ma si turerà il naso.
Pochi chilometri più in là , Franck Thibault, 55 anni, produce cereali bio. Fa parte della Confèdèration Paysanne, quella di Josè Bovè, e «oggi voterò Jean-Luc Mèlenchon, per la sua attenzione al sociale e ai servizi pubblici».
Non crede che alla fine uscirà dall’Europa. E non lo vuole. Ma una cosa Frank l’ha decisa. «Al secondo turno, se ci saranno la Le Pen e Fillon, io lui non lo voto. Nel 2012 votai Hollande contro Nicolas Sarkozy. E nel 2002 Jacques Chirac contro Jean-Marie Le Pen. Ma questa volta non mi fregano».
(da “La Stampa”)
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Aprile 23rd, 2017 Riccardo Fucile
CHIUSURA DEI SEGGI ALLE 20, SECONDO TURNO IL 7 MAGGIO
Alle 8 di questa mattina sono state aperte le urne che attendono 47 milioni di cittadini francesi, di cui
1 milione e 300mila registrati presso ambasciate e consolati all’estero, chiamati a votare per il primo turno delle elezioni presidenziali.
Il primo dato relativo all’affluenza, alle 12, si è attestata al 28,54%, in lieve aumento rispetto al 2012 (28,29%) al primo turno delle presidenziali francesi.
Una sostanziale stabilità che sgombera il campo dalle ipotesi che ventilavano un astensionismo record, fra distacco dalla politica e voto in un clima di paura.
La consultazione avviene in un clima senza precedenti, con lo stato d’emergenza dopo l’assassinio di un agente di polizia nel cuore di Parigi, i servizi segreti in allarme e i seggi considerati obiettivi “vulnerabili”. Cinquantamila i poliziotti che sorvegliano i 66.000 seggi.
La chiusura dei seggi è prevista per le 19, tranne che nelle grandi città , dove resteranno aperti fino alle 20.
Il secondo turno è fissato per il 7 maggio. Il presidente – il cui mandato dura 5 anni – deve essere eletto a maggioranza assoluta dei voti espressi. Un secondo turno elettorale è in programma per il prossimo 7 maggio. La supervisione del voto è curata dal Consiglio Costituzionale, lo stesso che annuncia il risultato del voto.
I CANDIDATI AI SEGGI
La candidata del Front national alle presidenziali francesi, Marine Le Pen, ha votato intorno alle 11 a Hènin-Beaumont, nel dipartimento di Passo di Calais. È qui che la leader dell’estrema destra francese ha allestito il suo quartier generale, dove attenderà l’esito del primo turno delle presidenziali, per le quali si vota oggi in Francia. Le Pen non ha rilasciato dichiarazioni all’uscita. All’interno della scuola, gremito di giornalisti, ha salutato con un bacio gli scrutatori del seggio, ha sorriso alle telecamere ed è uscita a bordo di un suv seguita da un’altra auto di scorta.
Emmanuel Macron ha votato al municipio di Le Touquet, nel dipartimento di Nord-Passo di Calais. insieme alla moglie Brigitte. Il leader del movimento En Marche! ed ex ministro dell’economia si era sposato nella cittadina di mare a nord di Parigi quasi dieci anni fa.
HOLLANDE: LA DEMOCRAZIA È PIU’ FORTE DI TUTTI
«Siamo stati messi a dura prova nell’ultimo periodo, ma siamo pronti alle presidenziali e alle legislative. Questo è il messaggio che possiamo dare; la democrazia è più forte di tutto». Lo ha detto il presidente francese Francois Hollande subito dopo aver votato per il primo turno delle presidenziali.
TWEET IRONICO DEL MINISTERO DELL’INTERNO PER INVITARE AL VOTO
Il ministero dell’Interno francese invita i cittadini ad andare a votare, e lo fa con un po’ di humour, pubblicando su Twitter una foto in cui si vede un giovane in posa divertente e ostentata, che con occhiali da sole e una maglietta bianca su cui si legge «Sì, io voto», mette la scheda elettorale nell’urna. «È il giorno! Avete fino alle 19 o alle 20 a seconda delle città per andare a votare», si legge nel tweet del ministero.
Forte appello contro l’astensionismo in Francia: sul Journal du Dimanche personalità come Carla Bruni-Sarkozy (cantante), Christine Lagarde (direttrice del Fmi), Jean d’Ormesson (scrittore), Laurence Parisot (ex presidente del Medef, la Confindustria francese) si rivolgono ai connazionali affinchè oggi si rechino in massa alle urne. «Votez!», «Votate!», è scritto a caratteri cubitali nella prima pagina del Jdd che pubblica l’appello, davanti ai rischi di un’astensione record.
11 CANDIDATI, 4 I FAVORITI
I candidati in lizza sono 11, quattro i favoriti secondo i sondaggi: Emmmanuel Macron, candidato di “En marche”, Marine Le Pen, leader del Front National, Franà§ois Fillon, vincitore delle primarie di centrodestra, esponente di Les Rèpublicains, Jean-Luc Chèvenement, che incarna la sinistra ribelle del movimento `La France insoumise’, protagonista di una forte rimonta nei sondaggi nella fase finale della campagna.
Segue ad una certa distanza Benoit Hamon, vincitore delle primarie del Partito socialista. Gli altri candidati sono Nathalie Artaud, Franà§ois Asselineau, Jacques Cheminade, Nicolas Dupont-Aignan, Jean Lassalle, Philippe Poutou.
(da agenzie)
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