Agosto 21st, 2017 Riccardo Fucile
I TITOLARI: “NEL 2017 ANCORA VEDI QUESTE COSE, SIAMO VICINI AI NOSTRI RAGAZZI CHE LAVORANO CON IMPEGNO E SORRIDONO A TUTTI, SENZA DISTINZIONI”
«Si mangia bene, sono gentili ed efficienti. La pizza è buona ma il servizio ai tavoli, svolto da
uomini di colore, non mi piace», questa la recensione choc lasciata da una donna ad un ristorante di Palermo, «Sikulo Bistrot» che, tra i camerieri, ha anche giovani ragazzi provenienti da altri paesi, Ghana e Bangladesh soprattutto.
Uno squallido commento che il titolare ha giudicato gravemente offensivo tanto da che chiedere a Google (la recensione è stata pubblicata sulla piattaforma del motore di ricerca e non su TripAdvisor) di oscurarlo.
La reazione del titolare
«Nel 2017 ancora vedi queste cose. Noi prendiamo le distanze da certi commenti e da certe persone. Siamo vicini ai nostri ragazzi che ogni giorno lavorano con impegno e sorridono a tutti senza distinzioni» ha scritto su Facebook il “Sikulo Bistrot” prendendo le distanze da una recensione che offende lo staff del ristorante in base al colore della pelle.
(da agenzie)
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Agosto 21st, 2017 Riccardo Fucile
ALLA FACCIA DELLA FOGNA RAZZISTA: “IL DIRITTO ALLA NAZIONALITA’ VA RICONOSCIUTO DALLA NASCITA”… “NO A ESPULSIONI COLLETTIVE E ARBITRARIE DEI MIGRANTI”
Accogliere, proteggere, promuovere e integrare: quattro verbi che sintetizzano la “comune risposta” alla sfida del fenomeno migratorio secondo Papa Francesco. Quattro verbi che costituiscono le direttrici contenute nel messaggio che Bergoglio invierà il prossimo 14 gennaio in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato e di cui sono state rese note alcune anticipazioni.
“Durante i miei primi anni di pontificato – scrive Bergoglio – ho ripetutamente espresso speciale preoccupazione per la triste situazione di tanti migranti e rifugiati che fuggono dalle guerre, dalle persecuzioni, dai disastri naturali e dalla povertà . Si tratta indubbiamente di un ‘segno dei tempi’ che ho cercato di leggere, invocando la luce dello Spirito Santo sin dalla mia visita a Lampedusa l’8 luglio 2013”.
Accogliere.
Accogliere i migranti significa offrire loro “più ampie di ingresso sicuro e legale nei paesi di destinazione”, per esempio attraverso “corridoi umanitari”, e “una prima sistemazione adeguata e decorosa”, spiega il Pontefice. Per il Papa occorre anche “un impegno concreto affinchè sia incrementata e semplificata la concessione di visti umanitari e per il ricongiungimento familiare”. “Sarebbe opportuno, inoltre, prevedere visti temporanei speciali per le persone che scappano dai conflitti nei paesi confinanti. Non sono una idonea soluzione le espulsioni collettive e arbitrarie di migranti e rifugiati, soprattutto quando esse vengono eseguite verso paesi che non possono garantire il rispetto della dignità e dei diritti fondamentali”.
Proteggere.
Bergoglio ricorda che la Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo “offre una base giuridica universale per la protezione dei minori migranti. “A essi – dice il Papa – occorre evitare ogni forma di detenzione in ragione del loro status migratorio, mentre va assicurato l’accesso regolare all’istruzione primaria e secondaria. Parimenti è necessario garantire la permanenza regolare al compimento della maggiore età e la possibilità di continuare degli studi. Per i minori non accompagnati o separati dalla loro famiglia è importante prevedere programmi di custodia temporanea o affidamento. Nel rispetto del diritto universale a una nazionalità , questa va riconosciuta e opportunamente certificata a tutti i bambini e le bambine al momento della nascita”. Secondo Francesco, “il principio della centralità della persona umana, fermamente affermato dal mio amato predecessore Benedetto XVI, ci obbliga ad anteporre sempre la sicurezza personale a quella nazionale. Di conseguenza, è necessario formare adeguatamente il personale preposto ai controlli di frontiera”.
Il verbo proteggere si traduce, secondo il Papa, “nell’offerta di informazioni certe e certificate prima della partenza e nella loro salvaguardia dalle pratiche di reclutamento”, una protezione da continuare, “per quanto possibile, in terra d’immigrazione, assicurando ai migranti un’adeguata assistenza consolare, il diritto di conservare sempre con sè i documenti di identità personale, un equo accesso alla giustizia, la possibilità di aprire conti bancari personali e la garanzia di una minima sussistenza vitale”.
Promuovere.
“Ogni forestiero che bussa alla nostra porta è un’occasione di incontro con Gesù Cristo, il quale si identifica con lo straniero accolto o rifiutato di ogni epoca. Il Signore affida all’amore materno della Chiesa ogni essere umano costretto a lasciare la propria patria alla ricerca di un futuro migliore. Tale sollecitudine deve esprimersi concretamente in ogni tappa dell’esperienza migratoria: dalla partenza al viaggio, dall’arrivo al ritorno”, sottolinea il Papa. “È una grande responsabilità che la Chiesa intende condividere con tutti i credenti e gli uomini e le donne di buona volontà , i quali sono chiamati a rispondere alle numerose sfide poste dalle migrazioni contemporanee con generosità , alacrità , saggezza e lungimiranza, ciascuno secondo le proprie possibilità “, aggiunge.
Integrare.
L’integrazione, sottolinea il Papa, prevede che al momento della nascita vada “riconosciuta e certificata” la nazionalità e a tutti i bambini vada “assicurato l’accesso regolare all’istruzione primaria e secondaria”.
(da agenzie)
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Agosto 21st, 2017 Riccardo Fucile
“L’HO RIVISTO SCORTATO, E’ STATO UN COLPO”
Non chiamatelo Martino, il santo che divise in due il suo mantello con un mendicante
infreddolito.
E non solo perchè lui ci tiene al suo nome di battesimo, ma perchè di santità non vuole sentire neppure parlare.
«Per carità , ho solo dato un po’ di pane a chi non ce l’aveva e non gli ho mica chiesto il passaporto», dice con un sorriso Paolo Filippini, 48 anni, toscanaccio di Piandiscò, paese del Valdarno, terra liminale della Toscana tra Firenze a Arezzo, macellaio creativo, padre di due figli e «felicemente sposato» con Laura, estetista disoccupata.
Se glielo avesse chiesto, il passaporto, Paolo avrebbe capito subito chi era quel signore americano che proprio nel giorno di Ferragosto era entrato nel suo negozio per chiedergli appunto un po’ di pane.
E invece lui, senza neppure chiedersi chi avesse di fronte, aveva deciso di dividere in due l’ultima pagnotta che gli era rimasta, e che già pensava di portare a casa per la sua famiglia, con quell’uomo.
E non gli aveva chiesto neppure un centesimo. «Free, gratis, regalo di Paolo e famiglia, by by friend», gli aveva detto dandogli una pacca sulle spalle e salutando con sorriso.
Il ritorno 3 giorni dopo
Ma tre giorni dopo quel signore sconosciuto lo ha rivisto mentre usciva da un auto blindata argentata con finestrini oscurati, targa diplomatica della Città del Vaticano e accompagnato da due auto di scorta.
«Quando ho visto quella carovana mi è quasi venuto un colpo, i vicini sono scesi in strada, la gente è uscita dai negozi – racconta Paolo – . Maremma che ho combinato, sarà mica la Guardia di Finanza? Mi sono chiesto. Poi, siccome le tasse le ho sempre pagate tutte, ho detto che forse era successo qualcos’altro. Prima è entrato un signore che mi ha chiesto se poteva bonificare il mio negozio, sì come fanno quando arrivano personaggi importanti. Poi dall’auto argentata è sceso lui, l’uomo del pane. E io sono rimasto a bocca aperta».
L’uomo del pane ha anche un nome e cognome, di quelli che contano.
Si chiama Louis Lawrence Bono, ambasciatore americano presso la Santa Sede, una raffica di titoli accademici, importanti incarichi politici e diplomatici.
Stava trascorrendo alcuni giorni di vacanza in Toscana, tra le province di Arezzo, Firenze e Siena, ed era voluto tornare in quel negozio per ringraziare Paolo.
Il regalo e la spesa
«Quando si è presentato, lasciandomi un biglietto da visita – continua Paolo Filippini – credevo di essere su “Scherzi a parte”. Sono rimasto immobile, incredulo. Lui mi ha detto che avevo fatto una grande cosa a rinunciare a metà del pane per donarlo a lui.
“Ne avevi poco anche per la tua famiglia eppure non hai esitato ad aiutarmi. Sei una brava persona”, mi ha detto.
Poi mi ha chiesto il mio indirizzo per mandarmi un pensierino una volta rientrato a Roma. E infine mi ha presentato la sua bellissima moglie e i figli».
La signora Bono ha salutato Paolo e la moglie e ha deciso di fare un po’ di spesa.
«Altro che un po’ di spesa – continua Paolo – ha comprato otto chili di bistecche alla fiorentina e mi ha fatto pure i complimenti. Ha detto che erano bellissime e si vedeva che questo lavoro lo facevo con passione».
Il macellaio da parte sua avrebbe voluto ricambiare a tanta gentilezza e fare un regalo ai figli dell’ambasciatore, ma stavolta lui è stato inflessibile.
«Hai già dato Paolo», gli ha detto in inglese e lo ha salutato con un abbraccio.
(da “il Corriere della Sera”)
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Agosto 21st, 2017 Riccardo Fucile
PECCATO, SPERAVAMO CI DESSE NOTIZIE DEL SUO PRESUNTO ATTENTATORE… IL CALDO FA BRUTTI SCHERZI AI RAZZISTI
È estate, fa caldo.
Nella redazione de La Verità , il quotidiano indipendente scritto diretto e interpretato da Maurizio Belpietro, probabilmente fa molto più caldo del normale.
Forse è questa la spiegazione del titolo a tutta pagina dell’edizione del 20 agosto: “Vogliono drogarci con l’ossitocina per farci accogliere chi ci uccide“.
Il che fa presupporre che a breve, grazie ad un piano organizzato a base di “droga” e condizionamento mentale i governi europei sconfiggeranno la xenofobia.
Con il risultato che i cittadini dell’Unione saranno ben felici di farsi invadere dagli stranieri.
Invadere nel vero senso della parola perchè l’autore dell’articolo, Francesco Borgonovo, già autore di un libro nel quale spiega come gli stranieri ci stanno invadendo senza che nessuno faccia nulla per fermarli.
Qualche tempo fa l’Autore ci spiegava come i flussi migratori fossero manovrati dai signori della finanza, dai vari Goldman Sachs a Soros, tutti impegnati a cospirare contro l’Europa per sostituire i cittadini europei con manovalanza e persone di origine straniera.
Siamo quindi dalle parti delle teorie del fantomatico Piano Kalergi. Condite però con ipotesi fantascientifiche degne di un romanzo di William Borroughs o dei deliri alla psilocibina dei racconti del giornalista gonzo di Hunter S. Thompson.
La notizia vera è questa, ma alla Verità hanno deciso di dare spazio all’Immaginazione (l’inserto domenicale).
Le cose non migliorano andando a leggere l’articolo vero e proprio.
L’occidente è sotto attacco e ci sono scienziati che hanno scoperto “la droga per curare chi non si rassegna all’invasione”.
Perchè come sempre razzisti e xenofobi non sono poveretti da compatire ma valorosi patrioti che lottano per difendere i confini della nostra civiltà .
Grazie a questa “nuova droga” gli europei potranno essere resi “disponibili all’accoglienza”.
Siamo all’annullamento della volontà per mezzo di sostanze chimiche e una gloriosa opera di propaganda.
Resta solo da spiegare come i governi (o, perchè no, le ONG e i Poteri Forti) riusciranno a drogarci con l’ossitocina.
Ci sono cibi che sono naturalmente ricchi di ossitocina (l’Autore cita ad esempio il melograno) ma è improbabile che sia proprio quello il vettore della propagazione della droga. Avete mai visto un migrante assumere dell’ossitocina?
Forse utilizzeranno il dentifricio?
Oppure “arricchiranno” l’acqua potabile con l’ossitocina?
L’ipotesi che vengano usate le scie chimiche non sembra essere stata presa in considerazione perchè troppo costosa.
Razzisti fantastici e dove trovarli
Fortunatamente il piano è stato svelato prima ancora che possa essere messo in atto. Anche perchè il grandioso piano ai danni degli europei si scopre essere un piccolo esperimento scientifico condotto dall’Università di Bonn.
Uno dei tanti esperimenti che vengono creati per comprendere i meccanismi psicologici che spingono gli individui a compiere una scelta al posto di un’altra.
Ma per Borgonovo le cose stanno diversamente: “gli studiosi hanno cercato un modo per indurre i popoli a suicidarsi, a dissolvere la propria cultura d’appartenenza”.
Perchè evidentemente il razzismo è un fattore culturale, così come lo è la volontà innata di resistere all’invasione.
Ma c’è un problema: non c’è nessuna invasione.
E c’è anche un altro dettaglio: i razzisti sono tali anche se i migranti rimangono a casa loro.
Nel finale le cose diventano ancora più chiare. L’ossitocina infatti è un ormone particolarmente importante durante il parto.
Ed è proprio da questa informazione che Borgonovo trae la sua conclusione: l’ossitocina provoca una “femminilizzazione forzata” della nostra società rendendoci più restii “alla chiusura”.
Perchè tutti sanno che le donne sono anatomicamente più “aperte” degli uomini. E come non vedere in questo programma per renderci tutti più femminili un riferimento al gender, alle Unioni Civili e alla crisi d’identità di genere della nostra società che ha dimenticato già tutto quello che la caratterizza per diventare troppo “aperta” e accogliente?
Quindi se si vuole davvero combattere l’invasione non solo bisogna essere razzisti ma anche misogini e maschilisti.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 21st, 2017 Riccardo Fucile
ECCO I COMMENTI SU FB, CON NOMI E COGNOMI, SU CUI MINNITI E LA MAGISTRATURA ITALIANA NON INTERVENGONO CONTESTANDO IL REATO DI ISTIGAZIONE ALL’ODIO RAZZIALE, MINACCE E DIFFAMAZIONE
Massimo Biancalani è un sacerdote, parroco di Vicofaro a Pistoia, che è finito nel mirino di
Matteo Salvini e dei soliti razzisti da tastiera per il suo impegno a favore dei migranti.
Il leader della Lega Nord è da anni a caccia di tutti i “traditori” del popolo italiano, ovvero di quegli italiani che invece che aiutare i nostri connazionali aiutano gli stranieri che vivono in Italia.
A causare il cortocircuito leghista anche il fatto che Massimo Biancalani abbia ospitato un gruppo di migranti nella sua parrocchia, in ossequi all’invito leghista “perchè non te li ospiti a casa tua?”.
Quel bagno in piscina che offende Lega Nord e Fratelli d’Italia
A Salvini non va giù che il parroco di Vicofaro abbia deciso, come “premio” per aver lavorato come cuochi e camerieri per la Onlus parrocchiale “Gli amici di Francesco”, di portare un gruppo di migranti a godersi una giornata in piscina.
Tutto questo è inaccettabile, come si permette un prete di portare un gruppo di migranti a fare il bagno nelle “nostre” piscine?
Quei ragazzi dovrebbero essere rispediti a casa loro non portati a divertirsi e a rilassarsi. Tanto più che Biancalani ha rivendicato con orgoglio il suo “tradimento” scrivendo che la sua patria sono quei ragazzi e non “i razzisti” Inaudito.
Salvini — non si sa per quale motivo visto che ha sempre sostenuto di non essere razzista — si è sentito profondamente offeso dalle foto, dalle parole del parroco e forse dal fatto che i migranti non stiano affogando.
Magra consolazione: negli scatti non si vedono imbarcazioni delle ONG e nemmeno inviati di Soros.
Da quando Salvini ha pubblicato il suo post contro il prete che è “razzista nei confronti degli italiani” ecco tanti delinquenti vomitare odio e insulti nei confronti di don Biancalani.
Un commento apprezzatissimo di Mariano Di Domenico prevede “una gangbang che gli cambierà il cognome in SBIANCALANO”.
Salvatore Corda è convinto che essendo un prete non è che si batte per quel “tipo di gentaglia”, piuttosto “se li sbatte”. Un commento da 600 like.
Alfonso Trillo colleziona solo un misero mi piace perchè il suo commento forse non è abbastanza esplicito.
Ma ci pensano Gianluca Coccia, Marcello Ferramosca e Marco Simoni ad andare direttamente sul profilo del sacerdote a ribadire il concetto “della mazza nera” e delle pulsioni sessuali del parroco nei confronti dei migranti.
Qualcuno ha deciso di passare all’azione: nella notte sono state tagliate tutte le gomme delle biciclette dei migranti di Vicofaro.
La cosa però non fa altro che aumentare l’eccitazione di chi come Marina Stoppani sperava che lo “corcassero di botte”.
Marco Simoni invece è deluso perchè non gli hanno tagliato la gola.
Luca Zannoni commenta: “Vergognati pederasta”
Salvo Felice aggiunge: “Preti di merda vi piace il cazzo, ma la festa sta per finire”.
In tutti questi commenti (taglio delle gomme a parte) ci sono gli elementi perchè la magistratura proceda alla denuncia per una serie di reati che vanno dall’istigazione all’odio razziale, minacce e diffamazione.
Minniti faccia sapere se intende applicare la legge e denunciare i responsabili.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 21st, 2017 Riccardo Fucile
NON BASTAVANO GLI ZERBINI ROSSI DISASTRATI SU CUI INCIAMPARE, TOTI ORA IMPORTUNA I BAGNANTI CON AEREI CHE PUBLICIZZANO LA SUA MEGALOMANIA… TANTO PAGATE VOI, CON IL SOLITO GIOCHETTO DI “LIGURIA DIGITALE”
Siamo i primi a parlarne (le opposizioni farlocche in Regione Liguria notoriamente dormono da in piedi), ma non certo i primi ad essersi accorti che il governatore Toti è volato in cielo.
Non nel senso funebre, per carità , anzi gli auguriamo lunga vita, anche perchè un comico come lui che garantisce risate a volontà conviene tenerselo stretto: dopo Totò e Sordi e Benigni, l’Italia non è che se la passi bene.
Certo, non come governatore della Liguria dove ha fatto più danni delle alluvioni, ma magari tornando al teatrino Mediaset, sempre alla ricerca di talenti comici per la prima serata.
Come sapete il governatore ha disseminato la Liguria di chilometri di “red carpet”, spendendo decine di migliaia di euro dei contribuenti per “piazzare” tappeti rossi ovunque, sostenendo che è una grande operazione turistica.
Per quello l’ha affidata a una società della Regione che ha nel suo statuto il fine di promuovere la digitalizzazione degli uffici pubblici, alias che non c’entra una mazza: Liguria Digitale.
E chi era ad di questa società ? L’attuale sindaco leghista di Genova Bucci, manager di multinazionale farmaceutica che, guarda caso, era anche fornitrice delle Asl liguri.
Un classico del conflitto di interessi, specializzazione del centrodestra italiano.
Solo il tappeto rosso tra Rapallo e Santa Margherita è costato ufficialmente 60.000 eurini e chiaramente (come da servizi fotografici che abbiamo già pubblicato) non solo non è servito ad attirare turisti, ma è a pezzi, lercio, zozzo e rotto, tanto che il sindaco di Santa l’ha buttato in discarica.
Un’immagine deleteria per il turista che arriva in Liguria, desolante immagine del senso di abbandono.
Ma pensate che Toti si sarebbe fermato? Lui che sogna di sculettare sul red carpet di Cannes (quello vero), come le grandi star del cinema, non solo non lascia, ma raddoppia.
Red Carpet ovunque, piantando chodi per fissarlo, fino al monito della Sovrintendenza che gli contesta il danno a pavimentazioni storiche e artistiche.
E allora Toti decide di volare in cielo.
Decide (sempre tramite Liguria Digitale che non c’entra una mazza) di affidare a una società specializzata Europemedia, la pubblicità aerea del Red Carpet, attraverso voli a bassa quota sulle spiagge liguri.
Stai facendo il bagno in santa pace?
Arriva Toti in volo a bassa quota e ti ricorda “emozioni da star con il red carpet”.
Se sopravvivi allo shock e ti sdrai sul lettino, riecco Toti rombante di ritorno.
Ti chiedi a che cazzo serve pubblicizzare la Liguria del red carpet in Liguria, quando Toti potrebbe sorvolare la padagna per convogliare i vacanzieri della bassa bergamasca?
Ma quelli mica votano in Liguria, cazzo gliene frega.
Esasperato dai sorvoli, qualcuno comincia a chiedersi: visto che la tariffa commerciale di un volo di alcune ore di questo tipo costa da 5.000 eurini in su, quanto costa complessivamente questo spottone totiano?
E domanda ancora più fine: perchè la Regione Liguria non paga direttamente il fornitore Europemedia?
Perchè è Liguria Digitale a pagare le fatture di Europemedia e poi emette un’altra fattura alla Regione Liguria per lo stesso servizio?
Forse per ricaricare di una provvigione il servizio?
In attesa di un nuovo passaggio della TotiAirLine fatevi un bagno con i tappi alle orecchie: è ormai l’unico antidoto all’invasione (dei furbetti del camerino).
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Agosto 21st, 2017 Riccardo Fucile
FATICA AD ESPRIMERE UNA DIVERSITA’ CULTURALE E POLITICA
A «guardarlo» il solito Meeting. Fiumi di gente nei corridoi della Fiera, volontari ad ogni angolo, un programma ricchissimo di ospiti prestigiosi, tantissimi giovani, un «passo» da grande kermesse politico-culturale, la più grande dopo il tramonto delle Feste dell’Unità .
Eppure, sotto la pelle immutabile, non scorre più il sangue «ribelle» che in tanti anni ha reso unica la kermesse di Cl, con un peso che l’aveva resa ambitissima dai politici, che qui venivano a prendersi “legittimazione” e voti.
Quello della 38a edizione è un Meeting «normalizzato», che fatica ad esprimere una diversità culturale, ecclesiale, politica.
Come dimostra il programma e la lista degli ospiti, ecumenica come mai.
A parte i grillini (non invitati), c’è il presidente del Consiglio «renziano» ma anche Enrico Letta. C’è il ministro «liberale» Carlo Calenda ma anche la ministra ex Cgil Valeria Fedeli. Il più unitario dei leghisti, Roberto Maroni e il più «leghista» dei forzisti, Giovanni Toti.
Certo in questo ecumenismo pesa il «fine corsa» che, per motivi diversi, ha accomunato i due cavalli di razza sui quali per 15 anni aveva tenacemente (e invano) scommesso Cl: Roberto Formigoni e il cardinale Scola.
I ciellini «adottarono» Berlusconi, nella speranza che prima o poi il Cavaliere designasse come proprio erede proprio Formigoni, che però è finito azzoppato dalle vicende giudiziarie.
E quanto al cardinale Scola, a dispetto del comunicato della Cei che ne annunciava l’ascesa papale, ora non è più neppure arcivescovo di Milano.
Naturalmente non è soltanto questione di «cavalli di razza». Dalla prima edizione del Meeting (1980) e poi per almeno 25 anni, Cl è stata «Chiesa nella Chiesa», esprimendo una linea e una militanza di massa opposti a quella dei cattolici democratici.
E quindi, prima ancora dei «valori non negoziabili» cari al cardinal Ruini, l’anticomunismo culturale e politico degli Anni Ottanta, quando i detestati democristiani di sinistra – De Mita in primis – guardavano al Pci.
E immutabile nel tempo la fedeltà -venerazione per Giulio Andreotti, anche in anni nei quali tutti gli avevano chiuso la porta.
Anche da questo punto di vista il programma di questa edizione è spiazzante.
Un appuntamento quotidiano è affidato a Luciano Violante, che – come è noto – da presidente della Commissione Antimafia fu – quantomeno – uno dei principali «accusatori» di Andreotti.
E i premier? Vanno tutti bene: nelle ultime edizioni sono stati chiamati Monti, Letta, Renzi e Gentiloni.
(da “La Stampa”)
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Agosto 21st, 2017 Riccardo Fucile
SI RISCHIA UNA TANGENTOPOLI BIS
Nella storia della Repubblica mai si è visto niente del genere. 
Eppure, alle prossime Politiche potrà davvero accadere che la Guardia di Finanza faccia irruzione, clamorosamente, in campagna elettorale.
E su ordine della magistratura verifichi chi paga le spese di certi candidati, con che soldi, provenienti da dove, per quali finalità .
Non era accaduto in passato ma forse accadrà tra pochi mesi, in quanto saranno pienamente operative un paio di nuove leggi volte a reprimere il malcostume della politica, con tanto di sanzioni penali prima inesistenti.
La severità di queste leggi rischia di trovare terreno fertile nel sistema di voto che, se la normativa non cambierà , pare fatto apposta per calamitare le attenzioni delle Procure.
Si basa infatti sulla libera competizione a colpi di preferenze, tanto avvincente e democratica quanto economicamente costosa. Un esercito di candidati tenterà di farsi largo senza badare a spese.
Falò delle vanità
Alle ultime elezioni, la campagna dei singoli candidati costò complessivamente 3milioni 800mila euro. Così perlomeno ha calcolato Openpolis sulla base delle autocertificazioni rese dagli eletti.
Una cifra davvero modesta che si spiega con i “listini” del famigerato «Porcellum», dove bastava essere inseriti per avere la garanzia del seggio.
Guarda caso, il 41 per cento degli eletti nel 2013 ha dichiarato di non aver investito nemmeno un cent.
Ma stavolta, grazie alle correzioni della Corte costituzionale, di ogni lista alla Camera saranno “nominati” al massimo 100 (i cosiddetti “capilista bloccati”), laddove gli altri dovranno battersi all’ultimo sangue.
Al Senato tutti i 315 scranni saranno assegnati con il metodo della preferenza unica, su circoscrizioni a base regionale, cioè gigantesche.
I costi della campagna balzeranno alle stelle perchè solo chi già gode di vasta notorietà potrà limitare le spese della propaganda.
Perfino nell’era del web, per vincere nei corpo a corpo è ancora indispensabile mettere in piedi comitati locali, squadre di galoppini, allestire call center, affiggere manifesti, distribuire “santini”.
Dunque pagare, pagare, pagare.
Chi si intende della scivolosa materia stima che, per giocarsela al Senato, un candidato berlusconiano dovrà spendere non meno di 7-800 mila euro.
La cifra scende (non di molto) per il Pd, dove esiste ancora una rete organizzativa che premia i personaggi legati al territorio.
Dentro Lega e M5S si annuncia una guerra tra “poveri”, dove gli spiccioli per la benzina potranno fare la differenza. Globalmente, centinaia di milioni verranno arsi nel falò delle vanità .
Tetti e tentazioni
In teoria nessuno potrebbe superare i “tetti” che variano a seconda delle circoscrizioni: si va dai 55 mila euro in Molise ai 150 mila della Lombardia.
Ma questi limiti sono aggirabili; per esempio, spendendo e spandendo prima che la campagna elettorale abbia ufficialmente inizio.
Oppure tenendo parzialmente nascoste le entrate e le uscite. In questo caso chi viene eletto rischia la decadenza; se poi si scopre che ha preso più di 5mila euro senza denunciarli, può farsi da 6 mesi a 4 anni in carcere per finanziamento illecito.
Idem chi passa i denari: non per nulla Tangentopoli trascinò a fondo la Prima Repubblica in cui vigeva, guarda caso, il regime delle preferenze. Che non sono certo il male assoluto ma, segnalava tempo fa Raffaele Cantone, scatenano la corsa ai finanziamenti per “aiutare” i candidati.
E qui, sempre secondo il presidente dell’Anticorruzione, «può inserirsi la consorteria criminale». Lobby, mafie e malavita organizzata sono lì per dare una mano, cosicchè il tasso di illegalità rischia di crescere proprio nel momento in cui si dispiegherà con più forza il rigore della legge.
Pistole puntate
Il reato di «scambio elettorale politico-mafioso», ad esempio, quattro anni fa ancora non esisteva. O meglio: era previsto, ma solo nel 2014 è stato tipizzato e rinverdito (articolo 416 ter del codice penale).
I voti delle cosche, promessi in cambio di «altre utilità », potranno diventare oggetto di segnalazioni e di esposti che la magistratura avrà l’obbligo di prendere in esame senza nemmeno aspettare il giorno delle elezioni.
Se ci fossero sospetti sulla provenienza dei finanziamenti, la legge offre nuovi agganci per intervenire in tempo reale. Lo stesso vale per l’altra tipologia di reato che promette scintille: il «traffico di influenze illecite», introdotto dalla legge Severino sul finire della scorsa legislatura (articolo 346 bis del codice penale).
Nel mirino finirà il sottobosco che promette, illude, millanta. Il clientelismo avrà un confine. Ma pure i rapporti con imprese e categorie dovranno ispirarsi ai canoni di trasparenza, perchè la materia è scivolosa, i margini di interpretazione incerti, la discrezionalità parecchio vasta.
La guerra delle preferenze si combatterà in una terra di mezzo da cui si terranno prudentemente alla larga, per paradosso, le persone più timorate e perciò meno propense a sporcarsi le mani. Mentre si tufferanno i veri ricchi.
Oppure chi ama il brivido e non teme la sinistra profezia dell’ex radicale Giuseppe Calderisi: «Dopo le elezioni apriranno un nuovo corridoio per collegare direttamente la Camera con Regina Coeli».
(da “La Stampa”)
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Agosto 21st, 2017 Riccardo Fucile
POLEMICA ANCHE SUL CASO SIDOLI
La faida animalista è appena cominciata e la spaccatura provocata dal partito del 5% di Michela Brambilla comincia a far sentire i suoi effetti.
Un attacco frontale all’ex ministra di Silvio Berlusconi arriva dai Verdi, ai quali Brambilla ha “sottratto” di recente Rinaldo Sidoli, già delegato nazionale alla difesa dei diritti degli animali.
I Verdi contro Brambilla.
L’accusa per la deputata forzista è di aver sostenuto in Parlamento, in linea con il suo partito, provvedimenti contrari alla tutela dell’ambiente ambiente: “Dal 2008 a oggi Brambilla ha votato per il ritorno del nucleare – tuona Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale dei Verdi – nonchè per l’aumento dei limiti del benzopirene, sostanza cancerogena che ha provocato la mattanza nel 2010 di migliaia di pecore. Per non parlare della sua proposta da ministro del turismo di realizzare campi da golf nelle aree protette, sollevando le ire di Wwf e Legambiente. O del suo sì allo spezzettamento del Parco dello Stelvio contro il parere delle maggiori associazioni ambientaliste”.
Per Bonelli si tratta di “contraddizioni troppo evidenti, Brambilla e Berlusconi sono campioni di incoerenza, prima hanno votato le peggiori nefandezze in campo ambientale e ora prendono in giro gli elettori. È impensabile disgiungere l’animalismo dall’ambientalismo, bisogna ragionare in termini di tutela dell’intero ecosistema”.
E ricorda un ultimo fatto, precedente alla “conversione animalista” del Cavaliere: “Silvio Berlusconi, oggi socio fondatore del partito animalista, nel 2002 presentava il disegno di legge 2297 chiamato “ammazza fringuelli” e il numero 1798, che consentiva la caccia nei parchi”.
Brambilla si difende.
La presidente del Movimento animalista ribatte ai Verdi punto per punto: “Ritorno al nucleare? Mai votato. Lo spezzettamento del parco dello Stelvio sta in un comma della legge di stabilità del governo Letta. L’innalzamento dei limiti per lo sversamento del benzopirene era nel decreto Competitività di Renzi. Quanto ai campi da golf, qualsiasi eventuale iniziativa nelle aree protette, secondo la proposta di governo che non è mai andata in aula e quindi mai votata, sarebbe stata soggetta alla totale condivisione dell’ente parco”.
L’addio ai Verdi di Sidoli.
Quanto al caso Sidoli, il dirigente dei Verdi con delega agli animali passato con Brambilla, sembra che il dissidio interno fosse in atto già da alcuni mesi. Motivo dello scontro la legge sullo Ius soli.
“Da tempo gli avevamo fatto presente che le sue posizioni xenofobe, contro immigrati e Ius soli, erano incompatibili con la nostra visione ecologista della società e del mondo” afferma ancora Bonelli, che aggiunge: “È contradditorio fare una battaglia in difesa degli animali e poi non occuparsi delle persone che muoiono in mare. A questo punto è un bene che sia uscito e abbia fatto la sua scelta”.
L’ex verde però reagisce e racconta la sua versione dei fatti: “È dal 2013 che insistevo sulla necessità che i Verdi si occupassero con più impegno degli animali. Per questo, quando Michela Brambilla mi ha cercato, io ho accettato di aderire al suo movimento, che giudico veramente trasversale”.
Del marchio berlusconiano impresso al partito degli animali, non sembra preoccuparsene: “Berlusconi per me è sempre stato un avversario, ma qualunque politico si può ravvedere. Anche la foto con l’agnellino in braccio è stata sì un’operazione mediatica, ma ha convinto molte persone a non mangiare carne di agnello a Pasqua”.
Quanto alle accuse di xenofobia, Sidoli le respinge al mittente: “Le ritengo infamanti – risponde ancora il neodirigente del Movimento animalista, originario della Bolivia e adottato da una famiglia italiana quando aveva 5 anni – sono per l’accoglienza ai profughi, ma non penso che a farsene carico debba essere solo l’Italia.
(da “La Repubblica”)
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