Aprile 12th, 2018 Riccardo Fucile
PERSINO MELONI E BERLUSCONI SI SONO ACCORTI CHE “SALVINI SI E’ VENDUTO A GRILLO”
Telefonate, accordi e comitati scientifici. Nel giorno delle nuove consultazioni al Quirinale l’asse tra
Luigi Di Maio e Matteo Salvini per il governo si fortifica al punto che anche un quotidiano come Il Fatto comincia a dare per vicino un esecutivo a trazione Lega — MoVimento 5 Stelle.
Anche se rimangono i veti (del M5S) su Berlusconi e le pregiudiziali (di Forza Italia) sull’accordo di governo e anche se non è ancora chiaro come verrà sciolto il nodo del presidente del Consiglio.
Ieri è arrivato prima un virulento attacco di Alessandro Di Battista a Silvio Berlusconi (“Come può un uomo come Berlusconi dettare ancora legge? Che armi ha in mano per far tutto ciò oltre alle televisioni? Come può Salvini parlare di legalità e andare a braccetto con un uomo dalla “naturale capacità a delinquere” (parole del Tribunale di Milano) come Berlusconi? Di cosa hanno paura certi leghisti? Di qualche dossier in mano al “Tinto bass” di Arcore o della fine di qualche possibile finanziamento?”) che ha scatenato la replica di Forza Italia.
Poi il M5S e la Lega hanno diffuso un comunicato congiunto, cosa che non era mai successa prima, per far sapere della cordiale telefonata tra Di Maio e Salvini che ha portato il leghista Nicola Molteni alla presidenza della Commissione Speciale, frustrando così le ambizioni del Partito Democratico che aveva rivendicato quella poltrona per sè chiedendo ai grillini di dimostrare così la loro volontà di arrivare a un accordo.
Infine, Luigi Di Maio aveva fatto sapere che oggi nominerà un non meglio precisato Comitato Scientifico presieduto dal professor Giacinto Della Caranea che dovrebbe, nelle intenzioni dei grillini trovare punti in comune e punti di armonizzazione tra i programmi di Lega, M5S e PD.
Ufficialmente, tutti aspettano i responsi delle urne in Molise e Friuli per dare l’accelerata decisiva alla formazione dell’esecutivo.
Salvini pronostica addirittura una doppia vittoria del centrodestra nelle due regioni, anche se i sondaggi danno favoritissimo il grillino Andrea Greco nella regione centrale.
Più probabile che finisca in pareggio e con il governo Lega-M5S ancora più legittimato dal voto degli italiani nelle due regioni. O almeno è molto probabile che così lo racconteranno.
Le elezioni politiche anticipate invece si allontanano. E, spiega oggi Luca De Carolis sul Fatto, Salvini dietro le quinte esorta Berlusconi a farsi da parte (garantendo ampie garanzie per Mediaset).
E come strumento di pressione può citare i tanti forzisti che bussano alla sua porta. Nel contempo però il capo del Carroccio insiste perchè il premier dell’eventuale governo con il M5S non sia Di Maio. Ma dal M5S non ci sentono: “A Palazzo Chigi deve andare Luigi. Salvini alla fine potrà accettare in cambio di ministri di peso”. Piuttosto, “il problema è che la Lega vuole aspettare le Regionali per muoversi”.
Oggi il centrodestra si presenterà ufficialmente unito al Colle per le consultazioni, ma Salvini, Berlusconi e Meloni sembrano ancora divisi sulla linea da prendere.
La recrudescenza della Siria e la promessa di intervento da parte di Trump spinge il Quirinale a farsi promotore di una soluzione di governo in tempi brevi.
Ma la Lega da questo orecchio non ci sente perchè nella sua ottica sono più importanti le elezioni regionali in Friuli che l’intervento americano e la furia russa.
L’idea della Lega, spiega il Corriere, è «di scollinare le Regionali».Prendere tempo. Tra i salviniani la convinzione è che in Friuli-Venezia Giulia la vittoria del loro candidato, Massimiliano Fedriga, sarà nettissima. Mentre quella dei 5 Stelle in Molise potrebbe essere meno nitida.
Francesco Verderami però fa sapere che le cose potrebbero ancora cambiare in extremis. Potrebbe succedere se il Partito Democratico decidesse di aprire i giochi e decidere di appoggiare una parte oppure l’altra.
Più probabilmente il MoVimento 5 Stelle, visto che qualcosa si muove intorno a Franceschini & Co: “Renzi ha solo un problema di timing: se lo sbagliasse sarebbe un disastro, altrimenti spariglierebbe gli schemi e si riaprirebbe tutto. Non era forse il renziano Giacomelli a dire giorni fa che «a me Giorgetti premier andrebbe benissimo»?”.
E c’è anche l’ipotesi di un pre-mandato esplorativo che potrebbe finire in capo alla seconda carica dello Stato, Elisabetta Alberti Casellati non a caso arrivata a Palazzo Madama con i voti dei grillini oltre che con quelli del centrodestra.
Il Giornale però non ha tanta fantasia e invece va all’attacco dell’asse Di Maio — Salvini accusando il leader della Lega di volersi “vendere a Grillo”, come nei momenti di maggiore nervosismo interno al centrodestra.
E in tutto ciò non si capisce quale sia la posizione di Fratelli d’Italia, che dopo le botte elettorali e i sondaggi che danno i suoi voti in transito verso il vincitore Salvini, attacca i grillini ma non sembra avere l’intenzione di porre veti al Capitano, forse ingolosita dalla possibilità di far parte alla fine del governo di Neanderthal che scaturirebbe dalla formazione di un esecutivo a trazione Salvini-Meloni-Di Maio.
Di certo c’è che Giorgia Meloni non viene mai nominata dai grillini che vanno all’attacco di Berlusconi e quindi l’ironia fortissima della sorte che vedrebbe Fratelli d’Italia fare un’opposizione durissima alla Raggi in Campidoglio e, contemporaneamente, finirci al governo insieme a Palazzo Chigi comincia a concretizzarsi.
Così come sarà divertente vedere tutti quegli attivisti o collaboratori parlamentari grillini che avevano professato la loro lontananza dalla Lega nelle settimane scorse convertirsi alle necessità della realpolitik. Come ha già cominciato a fare qualche parlamentare.
(da “NextQuotidiano”)
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Aprile 12th, 2018 Riccardo Fucile
UGO DI TULLIO, DOCENTE ALL’UNIV. DI PISA, SOSTIENE CHE L’EX SEGRETARIO POTREBBE TORNARE IN GIOCO
Ugo Di Tullio, docente all’università di Pisa, si definisce renzista e non renziano perchè “sostengo con ogni briciolo di muscolo del mio corpo la politica di Matteo, ma non faccio parte del suo giro”.
In un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano oggi consiglia all’ex segretario di non muoversi e di aspettare sulla riva del fiume il passaggio del cadavere del nemico.
Grillini e leghisti insieme?
Il coach si chiama Mattarella. Le combinazioni sono tante, lasciamo che il vento alzi la polvere
E teniamoci stretto Renzi.
È lì. Ora non deve muoversi. Fa il senatore semplice, e benissimo sta. Questo è l’esito elettorale a cui deve inchinarsi. Vedrà che senza di lui nulla si potrà combinare. Si chiama capacità inerziale.
Senza di lui il Pd non esiste?
Il partito non esiste e forse, ma questa è una considerazione personalissima, neanche un governo esisterà .
La tesi del professor Di Tullio è che se i grillini e i leghisti non trovano un accordo Renzi possa tornare in gioco:
Dovremo aspettare che Renzi si convinca, dunque
Per adesso sta all’opposizione. Lo schema di governo è di là da venire. È possibile che il Pd stia all’opposizione ma è anche ipotizzabile che le maggioranze più gettonate non trovino l’accordo. E a quel punto, zac, ecco Renzi . A quel punto, se davvero giungeremo lì, il capo dello Stato dovrà percorrere altre strade e ciascuna di esse attraverserà l’accampamento del Pd.
Si scrive Pd ma si dice Renzi
Bravo, esattissimo. Il leader. Lui e nessun altro. Matematico
Peccato che la “realtà seconda ”lo abbia fregato.
Un gran peccato, da mordersi le mani.
(da “NextQuotidiano”)
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Aprile 12th, 2018 Riccardo Fucile
ANCHE “IL FATTO” TORNA SULLA STORIA DI ANDREA GRECO E DI SERGIO BIANCHI, MARITO DELLA SORELLA DEL PADRE
Andrea Greco torna sulla graticola. Il candidato (favoritissimo) del MoVimento 5 Stelle in Molise era
stato nei giorni scorsi oggetto di un articolo di Libero, a cui aveva risposto sul Blog delle Stelle.
Ora tocca a Vincenzo Iurillo sul Fatto Quotidiano tornare sulla vicenda di Sergio Bianchi, già affiliato al clan di Cutolo e marito di Giuseppina Greco, portata all’altare mentre era in regime di sorveglianza speciale.
Bianchi era un uomo di fiducia del luogotenente di don Rafè, Pasquale Scotti, catturato nel 2016 in Brasile dopo 31 anni di latitanza. IN UN VERBALE del 26 maggio 2004, che riprende vecchie dichiarazioni del 1995, il pentito Francesco Neri, ritenuto il mandante dell’omicidio dell’avvocato cosentino Silvio Sesti, descrisse così Bianchi: “Era una persona pericolosa al 100 per cento, era uno che aveva ammazzato 200-300 persone.
Praticamente questo usciva la mattina e si prendeva la taglia su ogni persona della Nuova famiglia (il clan rivale, ndr) e si prendeva tre milioni a morto e ne ammazzava due o tre al giorno. Era un pazzo, tirava cocaina, la usava come uno si fuma una sigaretta…e sparava. Avrà fatto 50 conflitti a fuoco, e sapete come lo hanno ammazzato? La polizia di Napoli lo ha circondato e lo ha ammazzato per strada”.
Il Fatto racconta nei dettagli cosa è accaduto nella notte del conflitto a fuoco:
Con la moglie va a vivere in casa del cognato, Tommaso Greco, il padre del candidato pentastellato. Quando Bianchi si dà alla latitanza la polizia fa irruzione in due abitazioni, nella convinzione che si nasconda in una delle due. UNA È DI ALCUNI familiari dell’uomo, sempre ad Agnone. L’altra è casa Greco. Qui qualcosa va storto, la polizia esplode un colpo di pistola che recide un tendine del braccio di Tommaso Greco, che rimarrà invalido. Bianchi verrà ucciso un anno dopo. Questi i fatti. Avvengono nei primi anni 80. Il papà di Andrea Greco viene colpito al braccio nel 1982. Lo zio viene ammazzato nel 1983 in una sparatoria con la polizia vicino a un bar in via Zanardelli, ad Arzano.
Il candidato M5S non è nemmeno nato. E quando oggi ne parla, per replicare a chi fa riemergere queste vicende sgradevoli, molto probabilmente lo fa sulla base di ricordi familiari edulcorati dal filtro dei sentimenti dei propri congiunti. Come è normale, come è umano. Ed è quindi normale se, come hanno riferito alcuni quotidiani locali, in un primo momento Andrea Greco abbia accennato a familiari vittime di “errori giudiziari” o a minimizzare il legame di sua zia con il killer di camorra: “Fu un flirt”.
(da “NextQuotidiano”)
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Aprile 12th, 2018 Riccardo Fucile
“COMANDA SOLO DI MAIO. GRILLO? E’ COME LA MAMMA DI PSYCHO, LO TIRANO FUORI ALL’OCCORRENZA”
Il tradimento delle origini, la svolta istituzionale, un unico dogma come programma politico: creare consenso, costi quel che costi. Una mutazione genetica per il Movimento 5 Stelle “che ormai non ha più nulla di quello che ho conosciuto io”. Federico Pizzarotti, sindaco di Parma al secondo mandato, è il primo grande dissidente del M5S: “Che ormai è diventato il partito personale di Di Maio. Se riusciranno a fare il governo? Lo sa solo il loro capo politico: decide tutto lui”.
Così Pizzarotti a Circo Massimo, la trasmissione di Radio Capital condotta da Massimo Giannini.
Il tema principale è quello della formazione del governo. E il sindaco di Parma analizza la politica dei due forni messa in campo dai Cinque Stelle.
Suggerendo i motivi per cui alla fine un accordo con la Lega è più probabile: “In questi anni il Pd è stato demonizzato: per il militante del Movimento è peggio il Pd che la Lega. Salvini non è mai stato il nemico pubblico numero uno”.
Un accordo, quello tra Carroccio e M5S su cui pesa la presenza di Berlusconi. “Ma io ormai mi aspetto di tutto da Di Maio: per loro basta mettere a punto solo una strategia comunicativa efficace e possono giustificare tutto”.
Aboliti i principi, spazio aperto per ogni tipo di compromesso. Una fase politica che segna una mutazione per il Movimento Cinque Stelle. “Mi aspettavo un minimo di ribellione dalla base: invece ogni cosa che viene decisa dall’alto viene immediatamente assimilata”, continua Pizzarotti.
Che sottolinea come l’assenza di spirito critico tra militanti e dirigenti sia sfruttata dai vertici. “La linea è ormai solo creare consenso: non più solo rivolgendosi ai cittadini ma anche agli apparati, alle associazioni”.
Una mutazione che Pizzarotti lega al “nuovo ruolo” di Beppe Grillo: “Il fondatore del Movimento non c’è più dal 2014. E’ come la mamma di Psycho…sta lì mummificato, viene tirato fuori quando serve a Casaleggio e Di Maio”.
(da “NexQuotidiano”)
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Aprile 12th, 2018 Riccardo Fucile
E’ LA SOCIETA’ DI CUI E’ TITOLARE LA MOGLIE DI NUZZI E CHE HA CURATO L’EVENTO DI CASALEGGIO A IVREA
Furto a Milano nella notte tra martedì e ieri negli uffici della Visverbi, al 35 di corso Garibaldi. 
Lo fa sapere il Corriere della Sera. Dopo aver forzato una finestra al primo piano, ignoti sono entrati nella società di comunicazione che ha nell’elenco dei clienti anche la Casaleggio Associati (e ha curato l’evento di Ivrea Sum#02).
I ladri, forse tre, sono arrivati dal retro del palazzo e hanno rubato sei computer, dei Mac, che contenevano dati, anche sensibili. Indagano i carabinieri. Nel punto d’accesso dei malviventi non c’erano telecamere.
Nei giorni scorsi la Visverbi era finita nelle cronache proprio per l’organizzazione di Sum #2 e per il caso Iacoboni: al giornalista della Stampa era stata negata l’entrata alla kermesse a causa, secondo le prime motivazioni date ufficiosamente ma anche da Gianluigi Nuzzi sul palco, di un badge tarocco.
Alla fine lo stesso Nuzzi, la cui moglie, Valentina Fontana, è l’amministratore delegato di Visverbi (co-gestita con Barbara Castorina), ha dovuto fare retromarcia mentre Davide Casaleggio ha rivendicato l’esclusione ad personam di Iacoboni.
(da agenzie)
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