Giugno 28th, 2018 Riccardo Fucile
I DUBBI DI INCOSTITUZIONALITA’ SONO EVIDENTI, NESSUNO VOTERA’ SENZA UN PARERE LEGALE CHE COPRA LE SPALLE
Mentre parte il fantasmagorico superamento dei vitalizi (ricorsi permettendo) c’è chi non è tanto
sicuro che vada tutto liscio di fronte ai ricorsi annunciati dagli ex parlamentari.
Proprio per questo, racconta oggi Repubblica, alcuni onorevoli hanno chiesto un parere legale sulla riforma prima di votarla e hanno anche fatto sapere che il voto a luglio potrebbe essere a rischio senza un ok giuridico:
A fronte della ventilata minaccia di una class action, un’azione civile e amministrativa per danni contro i 18 membri dell’Ufficio di presidenza della Camera a larga maggioranza M5s-Lega — annunciata ieri dal presidente degli ex parlamentari Antonello Falomi e da Giuseppe Gargani — i tre componenti della Lega, Marzio Liuni, Silvana Comaroli, Anna Ria Tateo hanno scritto una lettera al presidente Fico chiedendogli di richiedere un parere legale.
«In assenza del quale non approveremo alcun provvedimento sui vitalizi», ha puntualizzato Liuni.
Un intendimento trasversale, su cui concordano anche i rappresentanti degli altri gruppi, tra cui il pd Ettore Rosato e Luca Pastorino (Leu).
Per Liuni «serve munirsi di un parere legale per tutelarci contro i rischi di eventuali cause personali, e di un parere costituzionale, che reputi congrua la delibera che adotteremo».
E quindi i tempi di approvazione, indicati da Fico tra il 9 e il 13 luglio, potrebbero fatalmente slittare. «Prima aspettiamo i pareri e poi votiamo», precisa Liuni. «Vogliamo vedere a cosa andiamo incontro».
Un altro aspetto da chiarire sono i criteri, escogitati dall’Inps, per i ricalcoli: ogni caso è diverso e nemmeno Falomi sembra avere una risposta per tutti.
Dice Liuni: «Anche questi criteri devono essere trasparenti, voglio sapere se condanno all’indigenza una vedova, quindi serve prima fare chiarezza».
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 28th, 2018 Riccardo Fucile
CHIEDE SPIEGAZIONI ALLA GRILLINA SULLA SUA PENOSA AFFERMAZIONE SECONDO CUI IL PIL ERA CRESCIUTO A CAUSA DEL CALDO E SUI SOCIAL PIOVONO INSULTI
Era già successo, e succederà ancora. Ogni volta che un giornalista si azzarda a fare una domanda che mette a disagio un politico del MoVimento 5 Stelle subito parte la gogna dei grillini.
Ieri Alessandra Sardoni, giornalista de La 7 ha osato chiedere spiegazioni alla ministra del Sud Barbara Lezzi sul suo famoso video dell’estate scorsa nel quale metteva in correlazione l’aumento del Pil e della produzione industriale (dello 0,4% per il terzo trimestre consecutivo) con l’aumento delle temperature.
In poche parole la tesi della Lezzi fa caldo e quindi si consuma di più e il Pil è cresciuto per quello e non perchè c’era una timidissima fase di crescita.
L’intenzione della Lezzi era chiara: far capire che gli annunci di quei giorni sulla ripresa erano senza fondamento, perchè era tutto merito del caldo, non del governo. Poco importa che poi a fine anno il Pil — come certifica l’Istat — sia cresciuto dell’1,5% (deve essere stato un anno caldissimo).
Poco importa anche che la Lezzi abbia successivamente rimosso quel video dalla sua pagina Facebook. La ministra Lezzi non ha gradito la domanda, ribadendo che “aveva ragione lei” e lanciandosi in una disamina sul perchè il PD abbia perso consensi perchè all’epoca l’aveva presa in giro.
La ministra, visibilmente infastidita e scocciata da quella che tutto sommato non è nemmeno una “domanda scomoda” (la Sardoni avrebbe potuto chiederle conto dei rimborsi spese) ad un certo punto ha accusato la Sardoni di «fare un’informazione mediocre».
I piccoli fan grillini e gli esperti di giornalismo non aspettavano altro. La non risposta della ministra, l’insulto ad una giornalista sono diventati l’arma con cui Barbara Lezzi ha asfaltato Alessandra Sardoni.
Gli insulti sessisti ad Alessandra Sardoni
E se la ministra si è limitata a quel giudizio va da sè che i difensori del M5S e della libertà di stampa ne abbiano scritti di peggiori. Non è purtroppo una novità visto che il MoVimento 5 Stelle ha un rapporto più che tormentato con i giornalisti liberi. Qualche anno fa Beppe Grillo pubblicava sul blog le liste di proscrizione del “giornalista del giorno” colpevole di aver parlato male del M5S
I grillini hanno continuato a farlo, convinti che se l’Italia è “al 77° posto della classifica della libertà di stampa” (trivia: non lo è più) sia colpa dei giornalisti faziosi. L’insulto al giornalista, soprattutto puntato sul suo aspetto fisico (non è scritto da nessuna parte che per fare la giornalista bisogna essere andate a Miss Italia) è un grande classico grillino
Ma siccome la Sardoni è una donna non ci si limita a criticarne la conduzione e lo stile (nel caso della Lezzi la Sardoni ha semplicemente fatto una domanda e la ministra non ha risposto). Non basta evidentemente definirla “giornalaia”, “faziosa”, “mediocre” o “piddina”. Serve qualcosa di più.
E quel di più è l’insulto sessista. Eppure i grillini se la presero non poco -e a ragione — quando Libero fece il famoso titolo sulla “patata bollente” di Virginia Raggi.
Quel titolo era sessista, e la Raggi venne difesa anche da esponenti del centrosinistra come Laura Boldrini. Ma è noto che i pentastellati hanno un fastidioso doppio standard, quello nei confronti delle donne del M5S è sessismo, quello nei confronti degli “avversari” è semplice diritto di critica.
Nessuno, si noterà , entra nel merito della vicenda. Nessuno prova a spiegare perchè la Lezzi avrebbe ragione e la Sardoni torto (ma si può avere torto nel fare una domanda?).
La risposta è semplice: la ministra ha ragione perchè ha detto in faccia alla giornalista di Omnibus che la sua è informazione mediocre. Ma questa, è evidente, non è una risposta alla domanda sulla faccenda dei condizionatori; è un modo per buttarla in caciara e lanciare il pallone in tribuna, lì dove i fan sono già pronti a fare la ola.
Ed in fondo — forse in ossequio al principio dell’uno vale uno — non è nemmeno importante quale esponente del governo fosse in studio.
Lo dimostra il tweet di un utente piuttosto confuso che credeva che ad Omnibus ci fosse la ministra della Salute Giulia Grillo e non quella del Sud Barbara Lezzi.
Ma c’è da capirli, è la loro prima volta al governo e bisogna dargli tempo per capire come funziona.
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 28th, 2018 Riccardo Fucile
LA MALAFEDE DI NON AVER PUBBLICATO ANCHE LA RISPOSTA DELLA ASL: “CHI SI SIEDE NELLE SALE D’ATTESA NON HA MALATTIE INFETTIVE PERCHE’ SONO STATI GIA’ TUTTI CONTROLLATI IN PRECEDENZA, PIUì FACILE CHE IL PERICOLO VENGA DA UN ITALIANO”
Lucio Pizzi, sindaco di Domodossola appoggiato dal centrodestra ed eletto un paio d’anni fa con il
60% dei voti, ha deciso ieri di scrivere una lettera al direttore generale della ASL della sua zona per chiedere stanze separate per bimbi e migranti da vaccinare: ““Mi viene segnalato con preoccupazione che nello stesso locale vengono vaccinati migranti richiedenti protezione internazionale e bambini in tenerissima età . Purtroppo sappiamo che i migranti non hanno alle spalle anamnesi che possano escludere situazioni di pericolo per la collettività , anzi sono spesso portatori di malattie contagiose. La situazione desta ancor più preoccupazione perchè i bambini in tenerissima età che si ritrovano a stretto contatto con i migranti non hanno ancora completato il ciclo dei vaccini obbligatori. Mi preme quindi chiederLe di rassicurarmi rispetto a quanto sopra esposto confidando che quanto segnalatomi non corrisponda a realtà . In caso contrario ritengo indispensabile che si provveda diversamente, organizzando il servizio in modo da evitare tali situazioni e da garantire prima di tutto la tutela dei nostri bambini e delle nostre famiglie”.
Il sindaco ne ha dato annuncio su Facebook, dove però stranamente non compare la risposta del direttore dell’Asl Vco, Angelo Penna, il quale ha spiegato che sì, i locali sono gli stessi ma bambini e adulti, migranti e no, comunque li utilizzano in momenti diversi «e prima e dopo ogni sessione vaccinale gli ambulatori vengono sanificati». Nella zona ogni anno vengono vaccinate in media 25mila persone: solo una su venti è migrante.
In sindaco teme contagi tra i migranti e gli altri utenti, ma Penna spiega: «I migranti che sbarcano in Italia vengono visitati nei centri di accoglienza, nel caso del Piemonte a Settimo dove c’è un centro di coordinamento regionale, e poi, se hanno dei problemi, anche nei nostri ambulatori Isi, dedicati a loro. Chi si siede nelle sale d’aspetto in attesa del vaccino non ha malattie infettive».
Intanto Pizzi ha ricevuto critiche dall’assessora regionale alle Pari opportunità , Monica Cerutti: “Riteniamo assurda — dice — la posizione del sindaco Pizzi, che forse sogna di ricreare in Italia situazioni da apartheid. Il sindaco, forse per far parlare di sè, propone di creare spazi per i neri e per i bianchi. Vuole separare gli stranieri migranti dagli italiani. In un altro momento storico non avremmo dato peso alle sue parole deliranti, ma visto il clima che si respira nel Paese crediamo importante ricordare che anche un italiano potrebbe essere potenzialmente portatore di malattie contagiose: potrebbe magari averne contratta una durante un viaggio all’estero. Ritenere minacciata la salute dei bambini da parte dei migranti è semplicemente ridicolo”. Anche l’assessore regionale alla Sanità , Antonio Saitta, ha criticato l’uscita di Pizzi: “Ho appreso delle dichiarazioni del sindaco di Domodossola che chiede stanze separate per le vaccinazioni dei bambini e dei rifugiati. Mi auguro che non corrispondano al vero e siano frutto del clima (politico e non solo) surriscaldato di queste settimane: in ogni caso ho già avuto modo di ribadire al direttore dell’Asl Vco che, peraltro è perfettamente in linea con questa posizione, che il diritto alla salute va garantito a tutti senza discriminazioni, ancora più odiose trattandosi di minori”.
C’è però un punto che nessuno dei due ha notato: i 54 (finora) commenti che elogiano il sindaco su Facebook per la sua uscita. Missione compiuta.
Pensate invece cosa succederebbe se ogni eletto della Repubblica italiana dovesse pagare una multa da 100mila euro per ogni fregnaccia che spara.
Così sì che si eviterebbe tanta caciara inutile.
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 28th, 2018 Riccardo Fucile
SAREBBE UNA “MANCANZA DI RISPETTO”, MA NON QUANDO LUI SI FACEVA FOTOGRAFARE CON LA MAGLIETTA CHE DISCONOSCEVA L’AUTORITA’ DI PAPA FRANCESCO
Per Matteo Salvini non è bello che Emmanuel Macron accarezzi il Papa e il leader della Lega nonchè ministro dell’Interno non ha nessuna remora a farlo notare su Twitter. Rob de matt!
L’atteggiamento è considerato da Salvini troppo confidenziale e fuori dal protocollo, al punto che già ieri il ministro, lasciando la Camera al termine del dibattito sulle comunicazioni del presidente Conte, alla vigilia del consiglio europeo di Bruxelles, aveva detto: “Macron fa il matto perchè è al minimo della sua popolarità nel suo paese. Siamo di fronte a uno che accarezza il Papa, è la prima volta che vedo qualcuno che accarezza il Papa“.
Salvini insomma si è scandalizzato per il mancato rispetto nei confronti del Pontefice e per questo ha voluto dedicare un tweet di solidarietà al povero Papa Francesco che non è stato rispettato da Macron.
Invece Salvini era quello che postava la foto con la maglietta che “disconosceva” papa Francesco perchè il suo papa era Benedetto.
Lui sì che porta rispetto alla Chiesa.
(da NextQuotidiano”)
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Giugno 28th, 2018 Riccardo Fucile
E’ ACCADUTO A BERGAMO IN PIENO CENTRO… POVERI E DIVERSI DIVENTANO BERSAGLIO DELL’ODIO E DELLA IGNORANZA
La passeggiata per le vie del centro di Bergamo si è trasformata in un’amara vicenda. Nel post, condiviso migliaia di volte, la donna scrive: “Non sono intervenuta perchè mio figlio mi ha detto: ‘Le persone così ignoranti vanno ignorate… io faccio così!”
“Se vi fa piacere condividete la mia storia perchè non può e non deve più succedere”: conclude così il lungo post con cui su Facebook una madre bergamasca si è sfogata dopo che suo figlio, disabile dalla nascita, è stato preso in giro pubblicamente da due ragazzine, giovani sì, ma non abbastanza da non capire l’inaccettabilità di un simile comportamento.
Quel pomeriggio per madre e figlio avrebbe dovuto essere solo un bel momento da condividere, tra una passeggiate per le vie del centro e un gelato per combattere il caldo. Fino a quando non incontrano due adolescenti in età da scuola superiore, ferme al semaforo vicino a loro
“Io e mio figlio le superiamo (mio figlio è tetraplegico dalla nascita) – scrive la madre sul social network – dopo poco a distanza di 20/30 metri sento le ragazzine che ridono e bestemmiano, mi viene spontaneo girarmi, vedo una delle due che scimmiotta la camminata di mio figlio e se la ride di brutto con l’amica, non so dirvi che cosa ho provato in quel momento…ovviamente non sono stata zitta… ringraziando il cielo mio figlio mi ha fermata e con molta calma mi ha detto: mamma le persone così ignoranti vanno ignorate… io faccio così! Mi ha resa orgogliosa della sua maturità , a 15 anni sa dare lezioni di vita e sogna di laurearsi”.
Una lezione di vita davvero, che spinge la mamma a una riflessione più generale: “Ora mi chiedo, ma che società stiamo creando? Mi rivolgo a tutti i miei coetanei che ormai sono genitori ma voi insegnate ai vostri figli a guardare le persone diversamente abili con occhi di ammirazione anzichè dire a loro di non guardare oppure evitare l’argomento?! Perchè loro sono i veri supereroi, non chi spende 600€ a serata o chi ha le scarpe all’ultima moda, solo chi affronta la vita in mille difficoltà sa insegnarne il vero valore. Ricordiamoci una cosa, un giorno saremo vecchi e la maggior parte di noi saranno persone diversamente abili se non facciamo qualcosa adesso la maggior parte di noi si troverà nella stessa spiacevole situazione in cui ci siamo trovati io e mio figlio oggi”.
Il post, ripreso anche dal quotidiano locale L’Eco di Bergamo, a meno di 24 ore dalla pubblicazione aveva ricevuto oltre mille commenti di solidarietà e sdegno per il comportamento delle ragazze, ed era stato condiviso da quasi 5mila persone.
(da agenzie)
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Giugno 28th, 2018 Riccardo Fucile
LA POLIZIA SMANTELLA UNA RETE EVERSIVA, IL CAPO E’ UN EX POLIZIOTTO
Dieci militanti dell’estrema destra francese sono stati messi sotto accusa per un presunto piano volto
a colpire musulmani.
Lo hanno riferito fonti giudiziarie. I dieci – 9 uomini e una donna, tra i 32 e i 69 anni – sono stati arrestati sabato durante un’operazione per smantellare il gruppo: il timore della polizia è che fossero pronti a passare all’azione violenta contro i musulmani. Sono stati incriminati per “associazione a delinquere terroristica”.
Quattro sono stati posti in detenzione preventiva e altri quattro sono stati rilasciati sotto controllo giudiziario, mentre altri due sono in cella in attesa dell’esito di un ricorso.
Il leader dell’organizzazione è un poliziotto in pensione e nel gruppo c’è anche un soldato.
Secondo la procura di Parigi, il gruppo “stava cercando di reclutare nuovi membri ed espandere la propria rete territoriale”. L’inchiesta è stata aperta il 14 giugno, perchè “gli elementi raccolti” hanno fatto “temere un passaggio all’atto violento”.
Alla fine l’operazione è scattata nella notte tra sabato e domenica. Trentasei armi da fuoco e migliaia di munizioni sono state trovate durante le indagini.
(da agenzie)
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