Maggio 14th, 2019 Riccardo Fucile
SPECIALIZZATE A DIFFONDERE BUFALE E MESSAGGI DI ODIO, SONO UNA ASSOCIAZIONE A DELINQUERE GESTITA DAI SOVRANISTI
Le 23 pagine con quasi 2,5 milioni di follower chiuse da Facebook a causa della diffusione di fake news e messaggi di odio sono solo la punta di un iceberg. Le pagine e i gruppi italiani che disseminano bufale sono molti di più: 111 in totale per l’esattezza.
Ma facciamo un passo indietro.
A segnalare con un rapporto scientifico le pagine e i gruppi italiani che evadono le regole del social network stesso, diffondendo notizie false e istigando all’odio, è stata venerdì 3 maggio la ong statuniteste indipendente Avaaz. Nell’analisi dell’organizzazione non governativa c’era un elenco di ben 111 pagine, in molti casi legate o ispirate ai due partiti di governo, i Cinque stelle e la Lega, che facevano campagna elettorale per le prossime elezioni europee.
Secondo Avaaz, “l’integrità delle elezioni era compromessa”, per questo i suoi analisti hanno inviato la segnalazione a Facebook. A quel punto, la piattaforma ha effettuato un’analisi interna e ha ritenuto colpevoli di istigazione all’odio 23 pagine.
Tra le più evidenti, quelle dedicate inizialmente a temi generalisti e poi modificate all’insaputa degli utenti in messaggi politici: “Vogliamo il movimento 5 stelle al governo” in origine il profilo “Bombe sexy”, la pagina “Noi siamo 5 Stelle” prima “Calcio passione”, “Lega Salvini Sulmona” nata come “Il peggio del Grande Fratello 2018”, “Beppe Grillo for President” in realtà “Fai crescere la tua pagina in modo esponenziale”.
Come ha spiegato Luca Nicotra di Avaaz a TPI, “c’è un metodo preciso per aggirare le regole di Facebook, ovvero cambiare un nome alla volta della pagina per non farsi scoprire e far ritrovare poi migliaia di persone con un feed politico nella home”.
Facebook non fa sapere precisamente che azioni intraprende: per esempio, non viene comunicato pubblicamente il motivo della chiusura di una pagina (che può essere per violazioni della policy, per name change, per fake accounts, SPAM o hate speech) e non vengono dichiarate le pagine “rallentate” per misinformation, ovvero quell’intervento che diminuisce la viralità dei contenuti fake.
Questo significa che altre 88 pagine sulle 111 segnalate sono ancora “a piede libero”, ovvero continuano a pubblicare contenuti diffamatori e alimentano l’odio razziale.
Tutte queste pagine sono ancora attive, online. Si tratta di un sottobosco politico che alimenta massivamente alcune idee precise, utili a scopi elettorali.
Per capirne l’impatto, questi gruppi, insieme, creano un volume di più di 18 milioni di follower.
Per farvi un’idea, le pagine dei leader dei due partiti al governo, il vicepremier Matteo Salvini e il vicepremier Luigi Di Maio, hanno per esempio hanno rispettivamente 3 milioni e 600mila follower e 2milioni e 100mila seguaci, che sommati fanno 5 milioni e 700mila, molti meno di queste pagine fake.
Alcuni di questi gruppi producono 270 post al giorno e spesso hanno dietro due o tre persone dei gruppi politici locali a curarle. Potrebbero essere definite “redazioni invisibili delle fake news”, delle persone che, con una strategia, alimentano l’odio online a fini politici.
Cosa pubblicano esattamente queste pagine ancora attive? Il tema migranti in assoluto è quello più utilizzato.
Esempio tipo: video in cui si dice sia un episodio che sta avvenendo in periferia. Spesso o si tratta di scene di film, o vengono presi episodi avvenuti in tutta Italia in un intero decennio e si finge che stiano succedendo tutti insieme nell’attualità per alimentare odio e disagio.
Per esempio, una scena di persone di colore che sfasciano un cassonetto non stava accadendo alla periferia di Roma, era in realtà una scena girata in Sud Africa durante proteste politiche qualche anno fa. Succede decine di volte al giorno: notizie vere, ma di cinque o sei anni fa, spacciate per odierne per dare l’effetto di massa.
Altra tipologia è quella diretta a personaggi noti, i più colpiti sono lo scrittore Roberto Saviano o i politici Matteo Renzi o Laura Boldrini. A questi vengono messe in bocca parole mai pronunciate.
Ovviamente, tutto questo non ha mai una conseguenza giuridica, perchè non vi è una responsabilità individuale, essendo i gestori delle pagine spesso nascosti dietro falso nome.
Nel frattempo, i vertici dei partiti politici non prendono posizione. Nè Matteo Salvini, nè Luigi Di Maio si sono pronunciati sul tema. La verità è che le fake news portano consenso e le elezioni europee si avvicinano.
(da TPI)
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Maggio 14th, 2019 Riccardo Fucile
L’UOMO, UN GHANESE IN ITALIA DA ANNI E INTEGRATO, AVEVA RICEVUTO UN DECRETO DI ESPULSIONE, NONOSTANTE AVESSE UN LAVORO
Dopo due settimane di digiuno e dopo aver ricevuto la solidarietà delle più di mille persone povere che gravitano intorno alla missione per cui lavora, Paul Yaw ha vinto la sua battaglia.
L’uomo ghanese, a Palermo da anni, non sarà espulso. Almeno per il momento. Il Tar ha accolto la sospensiva del provvedimento di rigetto della domanda di permesso di soggiorno.
Ad accompagnare l’idraulico ghanese nel digiuno Biagio Conte, fondatore della missione Speranza e Carità . Da quindici giorni non mangiava e si era messo le catene ai piedi. Paul e Biagio si astenevano dal cibo e si raccoglievano in preghiera da due settimane nella piazza in cui è stato ucciso padre Pino Puglisi a Palermo.
Oggi alla loro protesta pacifica e silenziosa si erano unite più di mille persone. I poveri accolti dalla Missione avevano sospeso ogni attività , fermato tutti i laboratori. E avevano digiunato insieme ai loro fratelli. A fine giornata la buona notizia: per il momento Paul resterà in Italia.
Nei giorni scorsi Giorgio Bisagna dell’Associazione Adduma, che si occupa di diritti umani, e che segue il caso di Paul Yaw, ha depositato il ricorso al Tar contro il rigetto del rinnovo del permesso di soggiorno. Yaw, infatti, ha ricevuto parere negativo alla sua richiesta di rinnovo di permesso di soggiorno.
Da dieci anni lavora come idraulico all’interno della missione, ma questo non gli è bastato a ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Proprio oggi pomeriggio al digiuno in piazzale Anita Garibaldi si sono uniti in centinaia.
Il sindaco e l’arcivescovo: “Solidarietà a chi dà voce all’uomo invisibile in una Palermo che non dimentica nessuno”
“Sono molto soddisfatto per la decisione del Tar e aspettiamo che la questione possa condurre a una veloce conclusione della vicenda”, commenta l’avvocato Bisagna con L’Adnkronos. Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e l’arcivescovo Corrado Lorefice hanno fatto nei giorni scorsi visita a Biagio Conte. “La Chiesa e le istituzioni si stringono attorno a Biagio Conte che dà voce all’uomo invisibile”, avevano detto Orlando e Lorefice. “In una Palermo che non dimentica nessuno”.
La storia di Paul
È stato dopo che il decreto di espulsione è arrivato a Paul, ospite da dieci anni nella missione Speranza e Carità a Palermo, che Biagio Conte ha deciso di scendere in strada a digiunare per opporsi a quella che ritiene “una palese ingiustizia”.
Paul Yaw Aning, 51 anni, è un migrante irregolare, con permesso di soggiorno scaduto che non è stato possibile rinnovare, finito così nelle maglie della giustizia italiana. Paul arriva in Italia 17 anni fa, a Bologna, per lavorare in fabbrica. Poi la crisi, la chiusura dell’azienda.
Dieci anni fa il giovane ghanese si trasferisce a Palermo, trovando ospitalità nella missione “Speranza e Carità ” di Biagio Conte. Paul diventa uno dei principali collaboratori di Biagio. E’ idraulico e diventa un prezioso riferimento delle tante cose da fare quotidianamente in una struttura che ospita oltre mille senzatetto.
Poi, l’arrivo del decreto di espulsione, cieco e impietoso. Decreto emesso dal prefetto e da un provvedimento di accompagnamento alla frontiera firmato dal questore, decisioni convalidate il 26 aprile dal giudice di pace
(da “Huffingtonpost”)
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Maggio 14th, 2019 Riccardo Fucile
IL PRESIDENTE ANAC: “PERICOLOSA LA NORMA CHE SEMPLIFICA GLI AFFIDAMENTI SOTTO I 200.000 EURO”
“Lo sblocca-cantieri ha vari aspetti problematici: semplifica gli affidamenti sotto i 200mila euro,
che sono tantissimi negli enti locali, e questa è una norma pericolosa. Prevede eccessive deroghe ai commissari di governo”.
Il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, non nasconde le sue preoccupazioni per il decreto che diciplina, tra l’altro i subappalti.
E proprio su questo punto Cantone spiega, intervenendo a Sky: “Poi c’è la norma sui subappalti che ha una serie di rischi collegati alle infiltrazione mafiose ed è pericolosa sul piano della qualità delle opere: è noto che i subappaltatori operano in regime di ulteriore risparmio. Più che al far bene si pensa al ‘fare comunque’”.
Sulla questione interviene anche il Partito democratico. “Le parole del presidente dell’Autorità Anti Corruzione sono chiarissime. Il decreto sblocca cantieri è pericoloso. Il vero nome non è sblocca cantieri, è sblocca tangenti”, ha scritto su Twitter il vice segretario dem Andrea Orlando.
(da “Huffingtonpost”)
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Maggio 14th, 2019 Riccardo Fucile
SE PRESENTASSERO UN EMENDAMENTO, POTREBBE PASSARE E METTERE IN IMBARAZZO IL M5S
Il MoVimento 5 Stelle ha rilanciato la legge sul conflitto d’interessi dopo che Di Maio ha saputo che Salvini e Berlusconi si erano sentiti al telefono per ragionare sul Che fare? dopo le elezioni europee.
Ma l’ideona di Di Maio & Co. potrebbe costituire un boomerang, visto che qualcuno ha pensato che tra i conflitti d’interesse da combattere c’è anche quello di un certo Davide Casaleggio.
E a pensarlo è stato chi è eletto con i grillini, racconta oggi Il Fatto:
Qualche problema il Movimento ce l’ha in casa propria, visto che il conflitto d’interessi fa riemergerei dissidenti, pochi ma combattivi alla Camera. Al punto da minacciare un emendamento alla legge che tira in ballo nientemeno che la Casaleggio Associati, ossia l’azienda di Davide Casaleggio, patron della piattaforma web del M5S Rousseau.
Così ecco Gloria Vizzini: “Bisogna vedere se il conflitto di interessi coinvolga Casaleggio, un privato che influenza le decisioni di un gruppo parlamentare e gestisce una piattaforma web che determina le scelte dei parlamentari”.
E a Radio Cusano Campus morde anche la senatrice Elena Fattori: “Abbiamo una piattaforma che decide le sort del Parlamento, detenuta da una srl privata”.
Certo, voi direte, quando si tratta di far cadere il governo i dissidenti sono talmente pochi che non si capisce perchè Davide non debba dormire sonni tranquilli. E invece no.
Pensate per un attimo a questo scenario: uno del M5S deposita un emendamento alla legge particolarmente severo da discutere in parlamento: qui potrebbe ricevere l’appoggio del Partito Democratico (per ovvi motivi di opposizione) e di Forza Italia (idem) ma anche della Lega, desiderosa di vendicarsi per lo sgambetto dell’intera legge.
Risultato? M5S in minoranza, emendamento approvato e legge che i grillini non possono più modificare perchè altrimenti farebbero un favore a Casaleggio.
Non male, no?
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 14th, 2019 Riccardo Fucile
SIAMO UNO DEI SEI PAESI EUROPEI CHE HANNO UN POTERE D’ACQUISTO INFERIORE AL 2008, SOLO CIPRO E GRECIA PEGGIO DI NOI
La lunga crisi finanziaria prima ed economica poi ha lasciato nelle buste paga degli italiani un
solco che fatica a chiudersi, nonostante gli ultimi anni di timida ripresa.
Ogni fine mese, quando arriva il momento dell’accredito degli stipendi, i lavoratori se lo ricordano.
Secondo i dati Eurostat rielaborati dal Centro studi ImpresaLavoro, infatti, nel decennio 2008-2017 gli italiani hanno perso l’8,7% del proprio reddito disponibile reale (o potere d’acquisto), un risultato negativo superato soltanto dalle economie di Cipro (-15,4%) e Grecia (-30,8%).
L’Italia è in compagnia di soli altri sei Paesi dell’Unione Europea, su 28 totali, che hanno il triste record di avere redditi reali ancora inferiori a quelli del 2008: Portogallo (-0,8%), Irlanda (-1,1%), Belgio (-2,1%), Austria (-3,9%), Croazia (-4,4%) e Spagna (-5,8%).
In tutti gli altri Stati europei, invece, i livelli pre-crisi sono stati recuperati e addirittura oltrepassati.
Il potere d’acquisto in Regno Unito e Francia, ad esempio, è salito nello stesso periodo di tempo rispettivamente del 2,7% e del 3,4% e in Germania dell’8,5%.
In Paesi dell’Est Europa come Bulgaria e Romania la crescita è stata ancor più significativa, superando il 28%. Non si può inoltre trascurare la velocità di questo recupero: i redditi reali degli inglesi e dei francesi sono tornati ai livelli precedenti la crisi nel 2014, mentre quelli dei tedeschi già nel lontano 2010.
Unendo a queste rilevazioni i dati dell’Istat, emerge che dall’inizio della crisi a oggi le famiglie italiane hanno perso in valori assoluti 70 miliardi di euro del proprio reddito disponibile, con conseguente riduzione di consumi e risparmi.
I consumi totali sono ancora di 15 miliardi inferiori a quelli del 2008 e la propensione al risparmio – ossia il rapporto tra il risparmio delle famiglie e il loro reddito disponibile – si è ridotta nel periodo di un terzo, passando dall’11,6% al 7,7%.
“Le cause di una performance così negativa da parte dell’Italia sono molteplici. Tanto la carenza di investimenti pubblici quanto l’oppressione fiscale e legislativa deprimono gli sforzi delle aziende e frenano un vero rilancio della nostra economia”, commenta Massimo Blasoni, presidente del Centro Studi ImpresaLavoro.
“A farne le spese non sono soltanto quanti, soprattutto giovani, non riescono a entrare nel mondo del lavoro ma pure gli stessi occupati, molto spesso precari. Trovare il nostro Paese agli ultimi posti anche di questa classifica preoccupa, soprattutto perchè fotografa l’avvenuto impoverimento degli italiani e spiega la difficile ripresa dei nostri consumi interni. Con questo ritmo di crescita medio, gli italiani recupereranno soltanto nel lontano 2026 quel potere d’acquisto che avevano prima della crisi economica”.
(da agenzie)
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Maggio 14th, 2019 Riccardo Fucile
IL CANDIDATO GRILLINO ALLA CIRCOSCRIZIONE ISOLE LANCIA UN SONDAGGIO SOCIAL: “PREFERITE ME O BERLUSCONI?”… RISULTATO TRAGICO PER LUI: IL 64% SCEGLIE BERLUSCONI, SOLO IO 34% LUI
La potenza — in negativo — dei sondaggi su Facebook lanciati dal Movimento 5 Stelle o dai suoi esponenti. Dino Giarrusso, ex inviato del programma televisivo Le Iene, ha lanciato una consultazione sui social network che lo vedeva protagonista accanto a Silvio Berlusconi.
Ovviamente, il tutto con vista sulle prossime elezioni europee del 26 aprile, che vedranno Dino Giarrusso concorrere per un seggio a Bruxelles e Strasburgo nella circoscrizione Isole.
Nel corso di una trasmissione radiofonica, l’ex Iena — ama definirsi così, tanto che si potrà esprimere preferenza valida anche usando questa dicitura sulla scheda elettorale — ha fatto una scommessa: prendere più voti di Silvio Berlusconi nella circoscrizione Isole. Qui, il leader di Forza Italia è notoriamente molto forte, visti i suoi legami soprattutto con la Sardegna.
Dino Giarrusso però punta in alto e decide di lanciargli una sfida a tutto campo: «La più avvincente sfida elettorale per le europee del 26 maggio si svolgerà in Sicilia e Sardegna! Dino Giarrusso, celebre ex-iena televisiva, oggi è candidato con il Movimento 5 Stelle e ha scommesso in diretta radiofonica che in Sicilia e Sardegna prenderà più voti di Silvio Berlusconi, l’ex-premier 83enne candidato capolista con Forza Italia. Chi vincerà la sfida? Tu chi manderesti in Europa? Vota subito e diffondi il sondaggio!».
Ovviamente, il passaparola sul web è iniziato subito.
E qualcuno ha pensato bene di voler mettere in difficoltà proprio Giarrusso. Il 66% dei quasi 35mila voti (il dato è stato raccolto alle 22.19 del 13 maggio 2019) è infatti andato a Silvio Berlusconi, mentre l’ex Iena ha raccolto soltanto il 34% delle preferenze.
Non si sa se nei prossimi sette giorni — tanto durerà ancora il sondaggio — l’esponente pentastellato assolderà una task force per ribaltare il risultato. Se i like fossero voti, la sua sfida con il Cavaliere sarebbe già persa in partenza.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 14th, 2019 Riccardo Fucile
PIU’ CURIOSI A CACCIA DI SELFIE CHE REALI ELETTORI
In Sicilia è accaduto un fatto raro: il MoVimento 5 Stelle ha infatti vinto due ballottaggi a
Caltanissetta e a Castelvetrano.
Dopo che a Bagheria, dove erano reduci da un’amministrazione a 5 Stelle, i grillini sono finiti addirittura fuori dal ballottaggio — d’altro canto, grazie all’«effetto Raggi», nel Lazio Roberta Lombardi è arrivata terza — l’isola si conferma granaio di voti per i grillini.
Ma soprattutto, spiega Giuseppe Pipitone sul Fatto, il Carroccio ha preso una bella scoppola:
La doppia vittoria in terra di Sicilia, nonostante fosse solo un’elezione locale, regala ossigeno al capo politico del M5s dopo le sconfitte alle ultime regionali. “Quando ci danno per morti noi ci siamo sempre”, dice Di Maio con la testa al 26 maggio: “Credo che avremo delle grandissime sorprese anche alle Europee”. Pensa al voto Ue anche Salvini: “Non vedo l’ora di portare a Bruxelles il primo europarlamentare siciliano eletto con la Lega”.
Per la verità , però, nei 5 comuni al voto ieri il Carroccio ha eletto solo 5 consiglieri (per il M5S sono 33), più il sindaco del piccolo Comune di Motta Sant’Anastasia al primo turno: i bagni di folla del ministro dell’Interno lasciavano presagire un finale diverso
Nelle piazze, però, ci sono anche curiosi a caccia di selfie.
Almeno in Sicilia.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 14th, 2019 Riccardo Fucile
“SE GLI AVESSI TOLTO IO TRE PUNTATE SAREBBE STATO UN INFERNO”… “NON AVREI ALCUNA DIFFICOLTA’ AD AVERLO A MEDIASET”
“Se avessi tolto io tre puntate a Fazio sarebbe stato un inferno. C’è un contratto e i contratti vanno rispettati”. È uno dei passaggi con cui Silvio Berlusconi difende Fabio Fazio.
La polemica è iniziata quando il conduttore di Che Tempo Che Fa ha annunciato che le ultime tre puntate del lunedì della sua trasmissione non sarebbero andate in onda per permettere a Porta a Porta di recuperare tempi sulla par condicio.
“Non credo che si voglia arrivare a questo”, ovvero a cacciarlo dalla Rai, ma, “certo, la censura è stato un episodio grave…”, ha sostenuto Berlusconi.
Sentito da La7, l’ex premier continua: “Non avrei alcuna difficoltà ad avere Fazio” a Mediaset, “anche se devo valutare che da quando è stato spostato nella prima rete non ha avuto ascolti esaltanti”.
(da agenzie)
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Maggio 14th, 2019 Riccardo Fucile
SCOPPIA LO SCANDALO E LA CANDIDATA SINDACO LO SCARICA
La richiesta del voto e la sensibilizzazione alla salute della bocca. Claudio Giordanengo, 62 anni,
dentista di Paesana, ha pubblicato un volantino per la sua candidatura a Saluzzo con la Lega e a sostegno di Alessandra Piano: metteva in risalto la sua partecipazione al «Mese della prevenzione» con visite gratuite. Sabato mattina la distribuzione al mercato.
L’iniziativa è stata criticata dalle liste «Insieme si può» del candidato Mauro Calderoni con un post su Facebook: «Un plauso all’iniziativa del candidato leghista che non teme di associare le funzioni per cui ha pronunciato il giuramento di Ippocrate alla propaganda elettorale».
Decine i commenti, fra cui quello della candidata Piano: «Mi dissocio fermamente. Trattasi di iniziativa personale non concordata e non condivisa. Valuteremo gli opportuni provvedimenti». Alcune ore dopo è intervenuto sui social il capolista del Carroccio a Saluzzo Domenico Andreis: «Mai avrei pensato di dover condividere un post così evidentemente fuori luogo, beota e grottesco. Trattasi di comportamento che disapprovo totalmente e condanno. La Lega si riserva di adottare i provvedimenti più opportuni».
(da “La Stampa“)
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