Luglio 28th, 2019 Riccardo Fucile
I SOVRANISTI CHE ESULTANO SONO SERVITI… E ORA ASPETTIAMOCI LA REAZIONE DEGLI STATI UNITI… HA RAGIONE LUCA BIZZARRI: “PIU’ PERICOLOSI DEI CATTIVI SONO GLI SCEMI”
“La foto dell’americano portato in caserma bendato e con i polsi legati dietro la schiena? E’ una cosa
di una gravita’ straordinaria. Uno Stato che vuole far rispettare le sue leggi, che vuole essere forte e credibile anche nei confronti di chi e’ sospettato di averle violate, deve lui per primo rispettare le regole. Se non si comprende questo concetto non si va da nessuna parte”.
L’avvocato Giandomenico Caiazza, presidente dell’Unione delle Camere penali, non ha dubbi e in una intervista all’Agi spiega: “Chi in queste ore sta sostenendo quella foto, giustificando l’operato di chi ha agito in quel modo nei confronti del cittadino americano (Natale Hjorth, ndr) prima della sua deposizione, sta facendo un danno al carabiniere che ha perso la vita e a chi vorrebbe che venisse fatta giustizia al pià presto. E’ un gesto da ottusi e da stupidi. Perchè un atto istruttorio, sia esso una confessione, una testimonianza o un interrogatorio, se svolto con modalità che coartano la libera determinazione di una persona deve essere dichiarato nullo. Anche se poi quelle dichiarazioni dovessero essere confermate in una fase successiva”.
Intanto anche la Camera penale di Roma, attraverso il suo presidente Cesare Placanica, interviene sulla polemica scaturita dalla foto di uno dei ragazzi americani portato in caserma bendato e ammanettato, con le braccia dietro la schiena, all’indomani dell’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega.
“Con riferimento alla violenza posta in essere nei confronti di un indagato, affidato alla custodia dello Stato — commenta l’avvocato Placanica — abbiamo preso atto dell’apertura immediata di una indagine penale e anche disciplinare. Bene. Ne attenderemo, seguendola con attenzione, l’esito. Non siamo e non diventeremo ora forcaioli. L’indagine, però, valuti anche gli aspetti più inquietanti. Siamo in presenza di un fatto unico? Cosa ci fa una benda in una stazione dei carabinieri?”.
Stupisce il silenzio sulla vicenda della ministra della Difesa Elisabetta Trenta, del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e dell’altro vicepremier Luigi Di Maio. Certamente è una casualità che appartengano tutti e tre al MoVimento 5 Stelle.
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 28th, 2019 Riccardo Fucile
“NOI SIAMO DIVERSI DA LORO, CON LA FOTO DEL GIOVANE BENDATO COMMESSI UN PAIO DI REATI E DATA UN’ARMA LEGALE AI SUOI DIFENSORI”
La testimonianza più autorevole sulla pubblicazione della foto di Gabriel Christian Natale Hjorth è arrivata da Pietro Grasso. Che prima di affrontare la sua esperienza in politica, di diventare presidente del Senato, è stato un importante magistrato antimafia. Ha spiegato qual era il modus operandi di chi si occupava, negli anni Ottanta e Novanta, di combattere i boss mafiosi.
“Quando arrestammo Bernardo Provenzano, o quando interrogai Giovanni Brusca, mi trovai davanti uomini che avevano commesso le stragi, fatto uccidere colleghi e amici, progettato il mio omicidio e il rapimento di mio figlio. Potete immaginare il mio stato d’animo. Ho sempre avuto chiaro però quale fosse il mio ruolo: quello di rappresentante dello Stato”.
Quindi, ricorda, a Provenzano “la prima cosa che chiesi fu: “Ha bisogno di qualcosa?”; rispose che aveva bisogno di un’iniezione per curare la sua malattia, e rapidamente trovammo il modo di fargliela”.
In questo modo, spiega, “gli dimostrammo la differenza tra noi e loro: non ci si abbassa mai al livello dei criminali che si combattono, non ci sono e non devono esserci eccezioni. Questo significa essere uomini e donne al servizio dello Stato”.
“Penso che la foto di cui tutti parlano, e che ovviamente mi guardo bene dal pubblicare — continua — sia la prova di almeno un paio di reati, e probabilmente una buona arma in mano agli avvocati difensori dell’assassino. È una foto che mi fa male perchè quel comportamento infanga il lavoro di migliaia di carabinieri. Chi rappresenta lo Stato non deve fare queste cose”.
E “chi fa il ministro, aggiunge, “non deve giustificarle, come hanno fatto Centinaio e Salvini”.
Chi — come la Lega — lancia un sondaggio su Facebook per “aizzare gli istinti più bassi dei cittadini non ha alcun senso dello Stato”
(da agenzie)
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Luglio 28th, 2019 Riccardo Fucile
CHI IMBAVAGLIA IN NOME DI MARIO STA TRADENDO IL SUO SORRISO SOLARE E FARLO SOTTO LE FOTO DI FALCONE E BORSELLINO E’ UNA BESTEMMIA
Gli uomini bendati li abbiamo visti tante volte: in Iraq, in Afghanistan, nei Paesi del Terzo mondo,
nei garage del Sud America, nelle camere oscure del waterboarding, nei covi della mafia, nelle foto dei carcerieri ebbri, che esibiscono le loro prede come trofei e si condannano da soli perchè non avvertono più il senso del limite.
Gli uomini bendati li abbiamo visti tante volte, piccole grandi rappresentazioni della vergogna e dell’abuso. Bendare significa accecare, privare del più prezioso dei sensi, usare la supremazia sul corpo per sottrarre libertà e prevaricare.
Bendare e ammanettare insieme è di più, ed è peggio. È come dire: tu oggi non sei un imputato sotto interrogatorio, tu sei un manichino di carne che è nel mio pieno possesso. Tu confesserai perchè l’inquisitore su di te è onnipotente, perchè qui lo Stato di diritto per te è finito.
Bendare e ammanettare in un comando dei Carabinieri, sotto le foto di Falcone e Borsellino è follia, bestemmia.
È la rappresentazione di uno Stato fragile che deve mimare il codice della mafia per sentirsi forte. Che si sente legittimato alla violenza perchè è stato colpito dalla violenza. In questa vicenda folle, chi ammanetta e imbavaglia in nome di Mario non sta vendicando il sorriso bello e solare di Mario. Lo sta tradendo.
(da TPI)
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Luglio 28th, 2019 Riccardo Fucile
L’EX AMMIRAGLIO DE GIORGI ATTACCA: “SOLIDARIETA’ ALL’EQUIPAGGIO E AL COMANDANTE, IMPEGNATI “NONOSTANTE TUTTO” A COMPIERE CON ONORE IL LORO DOVERE DI MARINAI PER LA TUTELA DELLA VITA IN MARE”
La nave della Guardia costiera ‘Gregoretti’ durante la notte ha lasciato la rada di Catania per dirigersi ad Augusta dove ha ormeggiato alla banchina Nato. Ma per ora i 131 migranti a bordo non vengono fatti scendere.
Toninelli ha la faccia di sottolineare la “normalità dell’approdo” ma per giorni l’imbarcazione era stata bloccata in mare per decisione del governo.
Non solo: temendo la denuncia per sequestro di persona la nave che avrebbe dovuto sbarcare i profughi a Lampedusa è stata dirottata a Catania per evitare la giurisdizione della procura di Agrigento.
La nave non ha ancora avuto l’indicazione a sbarcare i migranti da parte del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che attende dalla Commissione europea una risposta alle richieste di farsi carico dei 131, come se lo sbarco non fosse un dovere dell’Italia, visto che si tratta di una nave militare italiana.
Ieri la Gregoretti era davanti al porto di Catania dove ha fatto scendere, dopo un consulto medico, una donna all’ottavo mese di gravidanza con il marito e due figli piccoli
La motovedetta della Guardia costiera si trova ora al molo Nato di Augusta, porto militare dove all’equipaggio ed ai migranti possono essere garantite condizioni migliori a bordo, da più efficaci accorgimenti contro le temperature elevate.
Il mare, tra l’altro, da alcune ore è decisamente più agitato, e anche questo potrebbe aver suggerito l’approdo.
Nei confronti dell’equipaggio arriva la solidarietà dell’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, ex capo di Stato Maggiore della Marina Militare, dal 2013 al 2016.
“Esprimo la mia piena solidarietà e vicinanza al Comandante, all’equipaggio di nave della Gregoretti e al personale delle Capitanerie impegnati nonostante tutto a compiere con onore il loro dovere di marinai per la tutela della vita in mare” afferma in una nota.
“Mi auguro che la situazioni trovi una soluzione a breve e che il personale delle Capitanerie che opera con abnegazione per la salvaguardia della vita in mare venga adeguatamente tutelato”.
(da agenzie)
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Luglio 28th, 2019 Riccardo Fucile
MENTRE IL GOVERNO TIENE IN OSTAGGIO MIGRANTI E MILITARI SUL “GREGORETTI”, CONTINUANO AD ARRIVARE A CENTINAIA
A Santa Cesarea Terme (Lecce), nella notte si è incagliato sugli scogli un veliero che trasportava
circa 18 migranti di nazionalità curda che si sarebbero dileguati a piedi dopo l’impatto con gli scogli.
Ma i soccorrittori intervenuti temono dispersi e sono in corso le ricerche.
Solo alcuni dei migranti a bordo, infatti, sono stati rintracciati dai carabinieri e dalla Capitaneria di porto. I militari di Maglie hanno bloccato un cittadino turco che è stato arrestato con l’accusa di essere lo scafista.
In mattinata fa la Capitaneria di Porto ha rintracciato 6 persone di nazionalità curde, tra cui una donna e due minori, che saranno sentiti in merito allo sbarco e per capire se qualcuno degli ospiti della barca a vela possa essere finito in mare.
(da agenzie)
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Luglio 28th, 2019 Riccardo Fucile
PUTIN FA ARRESTARE I LEADER DELL’OPPOSIZIONE, POI IN PIAZZA FA MENARE I CITTADINI CHE PROTESTANO
Se uno è culo e camicia con qualcuno, ricoprendo nel rapporto la prima parte. Se uno tesse col primo attore della coppia rapporti strettissimi, ufficiali e sotterranei. Se uno manda i suoi uomini ad incontrare gli uomini del primo attore e questi trattano affari milionari sulla pelle di tutti.
Se accade questo, necessariamente c’è da pensare che, seppure le dimensioni del “Culo” e della “Camicia” sono incommensurabili, per statura, il culo debba pensare alla camicia come modello. E se il leader leghista pensa a Putin come modello, era utile soffermarsi su quel che è accaduto ieri a Mosca
Aprite i video, le cronache, ed osservate cosa può accade, senza motivazione, senza alcuna garanzia per ciascuno di noi, in un Paese come quello dello zar Vladimir.
Certo, ieri a Mosca accadeva quel che accadeva mentre in una Italia ferita dalla tragica fine di un carabiniere, si assisteva a qualcosa che in un Paese civile e democratico non deve mai accadere, nemmeno al peggiore degli assassini, e gli assassini del nostro carabiniere sono i peggiori.
Parlo della foto di uno dei due rei confessi, ammanettato, con le mani dietro spalla e spalliera della sedia nella stanza di una caserma. E bendato. Come si bendano i fermati nei regimi dittatoriali.
Mosca, dunque. Qui in autunno si vota per il Comune. In Russia tutti gli appuntamenti sono politici, pure il rinnovo dell’amministratore di condominio. Vladimir per mettersi al sicuro lascia fuori dalla competizione gli oppositori. Come dice quella pubblicità , vuol vincere facile…
Ecco, Vladimir, “Camicia” del “Culo” di cui sopra, lascia fuori gli oppositori e pretende pure che questi tacciano e non si protestino.
Al minimo accenno, fa arrestare i leader dell’opposizione, li preleva a casa, e poi in piazza ecco l’ordine di menare a destra e a sinistra, senza distinzione di sesso, di età , di condizioni fisiche. Botte da orbi e arresti per anziani, giovani e donne con la testa fasciata e insanguinata. Sulle condizioni dei fermati non mi addentro.
E cosa nota che nella migliore delle ipotesi, potranno stare in manette, bloccati al termosifone a pisciarsi addosso, con la possibilità che “incidentalmente” battano la testa negli elementi in ghisa del termosifone.
Poi, le carceri della “Camicia”, le irruzioni negli studi delle radio e delle tv non in riga, i trattamenti speciali per gay e lesbiche; trattamenti che possono arrivare ad una lesbica trovata morta ammazzata sotto casa, solo perchè faceva sentire la propria voce, dando voce alla libertà .
Per i lavorii più sporchi, basta alzare il telefono e le bande neonaziste sono a disposizione. In questo, tutto il mondo già è paese.
Tutti schedati, tutti spiati. In verità , schedati e spiati anche gli amici che arrivano qui grazie al “Culo” per fare business, con la strada politicamente spianata da “Culo”.
Questa è la prudenza del regime di “Camicia”. Così potrebbe essere andata con gli amici di “Culo”. Ecco, in estrema sintesi il modello che si vorrebbe per l’Italia, consegnandone la dignità già prima, così come è stato fatto con il nostrano “Russiagate” di Savoini & C. E bene avere anche il quadro del futuro
(da Globalist)
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Luglio 28th, 2019 Riccardo Fucile
DA SALVINI ALLA MELONI, DA STORACE A CENTINAIO…. PROTESTANO INVECE ILARIA CUCCHI E LA MAMMA DI ALDOVRANDI… CORRETTI I VERTICI DEI CARABINIERI CHE HANNO TRASFERITO A COMPITI NON OPERATIVI I MILITARI COINVOLTI, LA PROCURA APRE UN’INCHIESTA
L’immagine di Christian Gabriel Natale Hjort bendato e ammanettato nella caserma dei carabinieri
durante l’interrogatorio per l’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega ha subito scatenato i commenti del mondo politico e dell’opinione pubblica.
Da una parte chi difende l’Arma, dall’altra chi sottolinea il proprio sdegno per quella foto.
Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, commenta: “A chi si lamenta della bendatura di un arrestato ricordo che l’unica vittima per cui piangere è un servitore della Patria morto in servizio per mano di gente che, se colpevole, merita solo la galera a vita. Lavorando. Punto”.
Il sottosegretario all’Interno, il leghista Nicola Molteni, non ha dubbi: “Io sto tutta la vita con le forze dell’ordine dice all’Adnkronos -, naturalmente poi chi sbaglia paga ma l’errore di uno non può gettare fango su tutti”.
Anche Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, difende i carabinieri: “A tutti quelli che ora si affannano a montare il caso del delinquente bendato in caserma vogliamo ricordare che la vittima è un carabiniere barbaramente ammazzato a 35 anni, il carnefice un balordo drogato americano. Punto”.
Dello stesso avviso il ministro dell’Agricoltura, il leghista Gian Marco Centinaio, che su Facebook scrive: “Adesso si apre un’indagine perchè era ammanettato e bendato? Siamo seri…”.
Francesco Storace su Twitter scrive: “Lo hanno bendato per evitare che si guardasse allo specchio. Piccolo infame”.
Sul caso interviene anche il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri: “Su questo episodio della foto dell’indagato per l’omicidio del carabiniere bendato in caserma, le parole dei vertici dell’Arma sono chiare e definitive pertanto gli accertamenti in corso accerteranno quanto è avvenuto – dice -. Non vorrei però che questo episodio trasformi questo caso in una inchiesta sui carabinieri”
Di diverso avviso il commento della sorella di Stefano Cucchi, Ilaria, che all’Adnkronos afferma: “Queste sono cose che non devono accadere. Di qualsiasi cosa si possa essere accusati e qualunque sia la nazionalità ” spiega, aggiungendo che “il mio pensiero va comunque alla famiglia del vice brigadiere”.
Lo stesso pensa la madre di Federico Aldrovani morto per le ferite ricevute durante un arresto.“Legittimo che debba essere interrogato – continua – ma perchè una benda? Le modalità delle persone fermate, e purtroppo lo sappiamo perchè ci siamo passati, può essere pericolosa e illegale. Spero che non accada mai più”.
Su Twitter il presidente dei senatori del Pd, Andrea Marcucci, se la prende con il ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Orrore per la foto dell’indiziato bendato. Orrore per l’uso che ne sta facendo il partito del ministro dell’Interno. Salvini non ci porterà in Sud America”.
Il militare che ha messo la benda al giovane americano arrestato per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega sarà immediatamente spostato ad un reparto non operativo. Lo si apprende dai carabinieri.
I pm della Capitale sono in attesa di un’informativa in relazione alla foto scattata dopo il fermo in una caserma dei carabinieri in cui compare Christian Gabriel Natale Hjort, uno dei due cittadini americani accusati dell’omicidio del vicebrigadiere Cerciello Rega, bendato e con le mani legate dietro la schiena. Quando arriverà l’informativa a piazzale Clodio, la procura aprirà un’inchiesta.
(da agenzie)
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Luglio 28th, 2019 Riccardo Fucile
PICCOLI PRECEDENTI PENALI PER REATI CONTRO IL PATRIMONIO, SPECIALIZZATO NEL TIRARE BIDONI A RAGAZZI STRANIERI IN CERCA DI SBALLO, INFORMATORE DEI CARABINIERI DELLA COMPAGNIA TRASTEVERE
Sergio Brugiatelli, 47 anni, abita al Portuense e ha piccoli precedenti per reati contro il patrimonio oltre a essere ben noto alle forze dell’ordine: è lui l’uomo con la bici e con il borsello che ha indicato gli spacciatori ai due americani Christian Gabriel Natale Hjorth ed Elder Finnegan Lee, “fregandoli” perchè gli spacciatori hanno venduto loro aspirina tritata invece che cocaina.
I carabinieri gli hanno estorto la verità fin quando non ha ammesso di aver dichiarato fossero maghrebini, i due americani, perchè lui già li conosceva. E soprattutto li temeva.
La storia dei maghrebini viene poi confermata a caldo da Andrea Varriale, l’altro carabiniere in missione con Mario Cerciello Rega, ma i due avevano cappucci in testa ed era notte durante l’aggressione.
«Gli avevo tirato il “pacco” con la cocaina e quelli per reazione m’avevano portato via di forza lo zaino, perciò avevo paura di loro, così quando ho chiamato il 112 per dare l’allarme l’ho detto io che erano stati due maghrebini e non due americani a derubarmi. Volevo un po’ depistare…», ha detto lui ai carabinieri successivamente, come riporta oggi il Corriere della Sera.
L’uomo al momento non è indagato e neppure agli arresti domiciliari, malgrado ieri si fosse diffusa questa voce.
Ma dal rione Prati, il luogo del delitto, bisogna spostarsi di quasi 3 chilometri (più di mezz’ora a piedi) e arrivare in piazza Mastai, a Trastevere.
à‰ qui che una telecamera di sorveglianza inquadra Brugiatelli, la sera del 25, con la sua bicicletta e lo zainetto nero sulle spalle, che entra in scena precedendo di qualche passo i due americani.
L’uomo bazzica con la sua bici le piazze della movida romana e conosce bene gli spacciatori locali. Nelle immagini del video chiede qualcosa a un homeless che riposa su di una panchina, quello gli indica un punto.
Dev’essere lì che si trova il pusher da cui i due statunitensi vorrebbero acquistare il grammo di cocaina. È proprio il «pacco» di cui parla Brugiatelli: al posto della cocaina, il pusher cede loro delle aspirine tritate. Quando Hjorth e Lee se ne rendono conto, il pusher è già sparito e loro decidono di punire Brugiatelli.
Daniele Autieri su Repubblica scrive invece che a Trastevere in molti confermano che Sergio Brugiatelli ha una doppia faccia: procacciatore di affari sporchi, da un lato, e informatore delle forze dell’ordine dall’altro, in particolare di alcuni carabinieri della compagnia Trastevere.
Ancora testimoni di strada confermano che Brugiatelli ha il vizietto del “sola”, o meglio che la mandrakata mal riuscita della vendita fasulla ai due americani è la prassi con quelli che a piazza Mastai chiamano “fagiani”, ossia i ragazzini stranieri in cerca di uno sballo mordi e fuggi da vivere a Roma.
«Hashish, coke, coke, vuoi provare?». Le serate iniziavano sempre così. Ma l’epilogo, stavolta, è stato diverso da tutti gli altri.
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 28th, 2019 Riccardo Fucile
VILLE NELLE ZONE ESCLUSIVE DI SAN FRANCISCO, CARTE DI CREDITO, ALBERGHI DI LUSSO, SCUOLE PRIVATE… UNO E’ DI FAMIGLIA DI ORIGINE ITALIANA
La ricca e viziata ‘comunista’ Carola Rackete viveva in maniera semplice e salvava vite. Altri ricchi,
viziati e non comunisti, alloggiano in alberghi di lusso, bevono, si drogano e girano con coltelli.
Una vita da sogno, con ville nella zona più esclusiva di San Francisco, carte di credito a disposizione e viaggi per il mondo spesati da mamma e papà .
Questa la vita di Lee Elder Finnegan, 19 anni, e Gabriel Natale Hjorth, 18 anni, i due giovani americani rei confessi dell’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. Studenti di una scuola cattolica, amici sui banchi del liceo, talenti dello sport.
I vicini di casa si dicono sconvolti, parlano di bravi ragazzi, ma ora si rivela la loro doppia vita, fatta di eccessi, droga e alcool ma lontano da casa.
Lee Elder Finnegan è nato a San Francisco nel 2000. Famiglia facoltosa, si diploma al liceo pubblico Tamalpais nella Mill Valley, dove incontra Natale Hjorth. Per un breve periodo, frequenta la prestigiosa scuola cattolica San Francisco Sacred Hearth Preparatory, dove la retta annuale è di circa 21mila dollari.
Qui Elder, un ragazzo alto e robusto, si afferma come talento del football e diviene, da matricola, titolare della squadra del liceo. Il suo profilo Instagram rivela i lati più oscuri di questo giovane borghese americano.
Nel mondo social si fa infatti chiamare “King of Nothing”, cioè re del niente e nella sua biografia, compare una sola frase: “La morte è garantita, la vita no”.
Gabriel Natale Hjorth ha 18 anni, anche lui residente a San Francisco. Ha conosciuto Elder sui banchi del liceo e da quel momento i due ragazzi hanno iniziato a frequentarsi.
Famiglia di origini italiane, era arrivato a Roma prima dell’amico per salutare alcuni parenti. Il padre Fabrizio consulente finanziario e la madre Heidi agente immobiliare della Golden Gate Sotheby’s.
Come il compagno, studente mediocre, diplomato senza particolari meriti. Poco attivo sui social, Natale possiede solo un profilo su SoundCloud, dove condivide con i suoi pochi follower le sue passioni musicali
Qui, ha pubblicato nei giorni scorsi una foto che lo ritrae pieno di buste davanti alla boutique di Gucci, dove si è divertito a fare shopping prima dell’omicidio del vicebrigadiere.
Le vacanze romane erano state pagate probabilmente da Elder e dovevano essere parte di un viaggio più lungo in giro per l’Europa. Obiettivo divertirsi e sballarsi con droga e alcool. Un altro volto, questo, dei due ragazzi dell’alta borghesia americana.
(da Globalist)
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