Destra di Popolo.net

IN CHE MANI SIAMO: DI MAIO MOSTRA LA CORROSIONE DEL PONTE MORANDI MA LA FOTO E’ DEL PONTE DI RIPAFRATTA, VICINO A PISA

Luglio 6th, 2019 Riccardo Fucile

POI PARLA DI 500 MILA EURO VERSATI DA AUTOSTRADE MA SONO 500 MILIONI… E QUESTO SAREBBE UN VICEPREMIER

Un video a sorpresa, senza nessuna novità  o apparente motivazione se non quella di assestare l’ennesimo colpo agli odiati nemici di Autostrade ed Atlantia
E’ questo il senso che traspare da un video di circa tre minuti che ha pubblicato sulla sua pagina Facebook il vice premier luigi Di Maio. Una sorta di rapida cronistoria sommaria con sottopancia suggestivi e musichetta di sottofondo. Il video non evidenzia autori ed è quindi lecito supporre sia frutto del M5s o dei collaboratori di Di Maio. La sequenza si chiude con un annuncio già  più volte ripetuto e ribadito anche oggi “La risoluzione unilaterale della concessione ad Aspi è un dovere non solo politico, ma morale”
Poche ore dopo arrivano i comunicati di risposta   di società  Autostrade: “Il video non rappresenta la verità  dei fatti”. I punti riguardano soprattutto le somme già  anticipate da Autostrade e i soldi spesi in manutenzione.
Su questi ultimi aspetti sono in corso anche le indagini della procura nell’ambito dell’inchiesta sul crollo e sulle 43 vittime.
“Noi andiamo avanti, i Benetton non ci fanno paura dice Di Maio su Facebook. “Ponte Morandi. Questo video dice tutto. Guardatelo. Non c’è altro da aggiungere”, afferma nel suo post ripreso anche dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, che aggiunge: “I genovesi riavranno il ponte sul Polcevera nei tempi che abbiamo promesso, ma chi ha causato tutto questo deve pagare per gli errori commessi”.
Ma Autostrade ribatte: “E’ doveroso rettificare una serie di informazioni e di dati che risultano errati. Chiunque può consultare le informazioni che seguono, pubblicate da tempo nell’area ‘dati e fatti della nostra attività  sulla homepage di autostrade per l’Italia”.
In primo luogo, “la società  ha annunciato il 18 agosto di voler destinare complessivamente alla comunità  di Genova circa 500 milioni di euro, non 500mila euro come indica il video. Ad oggi, la società  ha messo a disposizione del commissario Bucci 439 milioni per finanziare integralmente la demolizione e la ricostruzione del Morandi”. Ha, inoltre, “risarcito oltre il 90% dei famigliari delle vittime – scegliendo di non attendere i tempi delle procedure assicurative – per un valore di 60 milioni di euro”
A questi importi, insiste il comunicato, “vanno aggiunti decine di milioni di euro che sono stati erogati dalla società  per le prime necessità  a famiglie, imprese, esercizi commerciali che hanno subito danni o disagi a causa del crollo”.
Per quanto riguarda le attività  di manutenzione, “come già  chiarito pubblicamente numerose volte, le spese effettuate da autostrade per l’Italia – pari a 5,2 miliardi di euro dalla privatizzazione – sono superiori a quanto previsto dagli obblighi della convenzione: lo attestano le relazioni annuali al parlamento da parte della direzione generale per la vigilanza sulle concessioni autostradali del ministero delle infrastrutture e dei trasporti”.
Il video di Di Maio contiene anche un clamorso fake. Per evidenziare la corrosione del viadotto Polcevera viene mostrata la foto di un pilone in condizioni critiche.
Peccato però che non si tratti del Morandi ma, come hanno scoperto i tecnici della pagina Facebook “Ingegneria e dintorni” del ponte di Ripafratta vicino a Pisa.

(da agenzie)

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ALEX, SCONTRO NEL GOVERNO, SALVINI “MI SENTO SOLO, VORREI L’AIUTO DI TRIA E TRENTA”

Luglio 6th, 2019 Riccardo Fucile

IL PRIMO NEANCHE GLI RISPONDE, LA SECONDA LO GELO: “HAI RIFIUTATO IL NOSTRO SUPPORTO”

Parla in diretta Facebook all’ora di cena, Matteo Salvini. E le sue parole sono il chiaro segno di una divisione nel governo sull’immigrazione.
Tutto questo mentre va in scena l’ennesima sfida del ministro dell’Interno alle Ong che salvano migranti in mare, con il veliero Alex bloccato in porto a Lampedusa.
Senza che le persone a bordo, ormai sfinite, possano scendere. “Ogni tanto mi sento politicamente solo. Chiederò al ministro della Difesa e dell’Economia di aiutarci in questa battaglia di civiltà , di legalità “, dice Salvini davanti al popolo social.
Insomma, chiama in causa Tria e soprattutto Trenta.
E lo si capisce nel passaggio successivo. Salvini chiede ai vertici militari di difendere i confini: “Ragioneremo nelle prossime ore e nei prossimi giorni anche sulla presenza delle navi militari italiane nel Mediterraneo. Domando ai vertici della Marina militare, delle Forze armate italiane, della Guardia di Finanza se la difesa dei confini è un diritto-dovere da parte delle istituzioni italiane oppure se i confini italiane sono diventati improvvisamente un di più, un qualcosa che si può rispettare o non rispettare”.
La risposta del ministero guidato da Elisabetta Trenta – esponente M5S con cui Salvini ha una lunga consuetudine di scontri – arriva nel giro di pochi minuti: “Da giorni abbiamo offerto supporto al Viminale sulla situazione di queste ore e il Viminale lo ha respinto, in più di una occasione. Questi sono i fatti”.
Una replica secca, tranchant. Che però fa capire quanti contrasti siano emersi nelle ultime ore.
Come raccontato da Repubblica, la Difesa ha offerto l’aiuto della Marina già  in zona per trasbordare i maufraghi e per condurli alla Valletta. C’era l’intesa tra i due gabinetti ma alla fine è arrivato lo stop del Viminale. Ma arriva la controreplica del Viminale: “In riferimento alle fonti della Difesa che sostengono di aver offerto supporto al Viminale, ottenendo risposta negativa, si segnala che il supporto è necessario per bloccare le navi che vogliono portare i clandestini in Italia e non per aiutarle nel trasporto”.
Il delirio razzista continua

(da agenzie)

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LE MONACHE CACCIANO DAL SAGRATO QUELLI DI FORZA NUOVA

Luglio 6th, 2019 Riccardo Fucile

UNA SUORA   ESCE DALLA CHIESA E PONE FINE AL RIDICOLO “ROSARIO DI RIPARAZIONE” CONTRO IL GAY PRIDE DEI TALEBANI CATTOLICI COSTRETTI A LASCIARE IL SAGRATO

Oltre agli elettori, anche le suore non vogliono Forza Nuova.
Ieri alcuni esponenti del partito hanno organizzato un presidio all’ingresso del monastero delle Monache Sacramentine a Monza per protestare contro il Brianza Pride. Ma le cose non sono andate bene.
Mentre il gruppetto iniziava la recita del rosario, una suora è uscita dal convento invitandoli a lasciare il sagrato.
Il neocostituito comitato Teodolinda (“fervente cattolica”, ricordano gli aderenti)   mette assieme Forza Nuova, Militia Christi, Famiglie numerose cattoliche, il comitato Viva Cristo re e altre realtà  dell’estrema destra e degli ultracattolici.
Un testimone scrive su Facebook: “Monza ore 19 e 10 o poco più. Forza Nuova recita il rosario con altre associazioni di ultra cattolici. Una sorta di riparazione per il gay pride di domani. Una strumentalizzazione politica dell’ultradestra. Il luogo non e scelto a caso. Il piazzale della chiesa delle suore Sacramentine. All’improvviso si apre il portone. Esce una suora   e con cipiglio deciso allontana gli astanti dal sagrato. Alla combriccola non rimane che spostare striscioni e preghiere poco più in là . Nemmeno le suore li ascoltano”.

(da “NextQuotidiano”)

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IL SINDACATO DI POLIZIA ATTACCA: “DECRETO SALVINI SOLO PROPAGANDA PER CRIMINALIZZARE IL DISSENSO E L’IMMIGRAZIONE”

Luglio 6th, 2019 Riccardo Fucile

IL SEGRETARIO DEL SILP, IL MAGGIORE SINDACATO DI POLIZIA: “I POLIZIOTTI NON SONO IL BRACCIO ARMATO E VIOLENTO DEL GOVERNO CONTRO I DIRITTI DI LIBERTA'”

E’ un durissimo attacco al decreto sicurezza e al suo artefice, il ministro Salvini, quello che arriva dal rappresentante di migliaia di poliziotti. Daniele Tissone, savonese e segretario nazionale del Silp è stato sentito per un parere come prevede la procedura dalle Commissioni riunite degli affari costituzionali e Giustizia della Camera dei deputati
Tissone non è stato tenero e ha affrontato molti temi e in particolare il moltiplicarsi di sanzioni e “costruzioni giuridiche che   hanno   come   presupposto   l’insicurezza, percepita e veicolata, in gran parte, da campagne propagandistiche che instillano le   aure, mentre tutte le rilevazioni e i dati oggettivi indicano i vari fenomeni criminali in diminuzione o comunque, non rispondenti all’allarme sociale suscitato”.
Il segretario del Silp ha stigmatizzato intanto la scelta del decreto come strumento scorciatoia: “Con amarezza assistiamo   a una   falsa quanto   sfuggente   rappresentazione della realtà  in cui, invocando motivazioni di necessità  e urgenza   inesistenti, al Parlamento viene   impedito di affrontare tematiche delicate attraverso la dialettica democratica del procedimento legislativo”.
E più avanti rispetto all’introduzione di sequestri e confische nei confronti di navi con a bordo migranti “è evidente   l’intento di non sottoporre al preventivo vaglio della magistratura, potere indipendente in uno stato di diritto, atti ablatori di rilevante portata ed aventi riflessi di natura internazionale e, a cascata, ripercussioni   diplomatiche”
Secondo Tissone   poi   “Il proliferare   di nuovi   istituti   sanzionatori   e   la   dilatazione   smisurata   di quelli esistenti,   comporta   un   indubbio   aggravio   di   adempimenti   per   le   Forze   di   Polizia,   notoriamente gravate da carenze di organici che si sommano alla problematica dell’età  anagrafica avanzata”
Quanto ai temi dell’immigrazione e del dissenso: “Si assiste a una escalation della criminalizzazione delle condotte che è iniziata dall’immigrazione, dalle frontiere, ed è giunta alle riunioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero nelle piazze cuore del paese e   luoghi dove   i cittadini esprimono opinioni”.
Infine il timore principale: “Questo peggiorato clima di relazioni sociali, che vede nella sola repressione di condotte   ritenute   devianti   o   comunque   difformi   ed   in   contrasto   con   il   pensiero   e   i desiderata di chi governa, rischia di portare alla strumentalizzazione delle forze dell’ordine, viste come braccio armato e violento dell’esecutivo del momento, quasi a voler far tornare   indietro di quarant’anni la storia. Il Silp si oppone a questo snaturamento della funzione democratica di tutela di tutte le persone e della civile convivenza”

(da agenzie)

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OSSERVATORE ROMANO: “QUANDO SI TRATTA DI POVERI NON ESISTE IL LIMITE DELLE ACQUE TERRITORIALI”

Luglio 6th, 2019 Riccardo Fucile

“ALTRO CHE AIUTARLI A CASA LORO, LA SOLIDARIETA’ A PAROLE DEI GOVERNI SI FERMA AI CONFINI DEI RISPETTIVI ELETTORATI”

Davanti “alla povertà  e alla disuguaglianza” non esiste nessun “limite delle acque territoriali o della zona Sar di competenza”.
Presa di posizione dell’Osservatore Romano che in un editoriale sulla questione migranti, dal titolo: “Restano solo il cielo e i barconi”, evidenzia come il tema sia “diventato un problema prima di tutto per colpa dell’Unione europea, incapace di dimostrarsi all’altezza dei valori sui quali è stata fondata e di modificare norme che lasciano nelle mani di pochi il cerino di questa responsabilità . Lo spettacolo dei negoziati che si aprono per ‘ricollocare’ 30 o 40 migranti è umiliante”.
I migranti “non ce la fanno più ad aspettare di essere aiutati ‘a casa loro’ da governi la cui capacità  di solidarietà , sempre grande negli annunci, sembra poi fermarsi ai confini dei rispettivi elettorati”.
Papa Francesco ha scritto che esiste “un’economia dell’esclusione e dell’iniquità  che, letteralmente, uccide”.
Conclude il giornale: “Proiettare su scala globale l’affermazione che questa economia uccide significa, senza equivoci, affermare che quando si tratta della povertà  e della disuguaglianza non vale il limite delle acque territoriali o della zona Sar di competenza. Anche su questo, d’altronde, non riusciamo a metterci d’accordo, con il risultato che entrano inevitabilmente in campo i giudici. Si aprono così nuove polemiche e i toni sempre più aspri amplificano l’evidenza di un fallimento che è davvero di tutti. C’è un’ingiustizia che grida verso il cielo, mentre per gli ultimi la speranza di una via d’uscita è un posto su un barcone”

(da agenzie)

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ALEX A LAMPEDUSA, SALVINI VIETA LO SBARCO, MEDITERRANEA PRESENTA DENUNCIA IN PROCURA CONTRO SALVINI PER SEQUESTRO DI PERSONA

Luglio 6th, 2019 Riccardo Fucile

MEDICI A BORDO, UN ALTRO RICOVERATO PER DISIDRATAZIONE… ITALIA SPUTTANATA IN TUTTO IL MONDO CIVILE PER TENERE A PIEDE LIBERO UN SEQUESTRATORE DI PERSONE   … IL MINISTRO DEGLI INTERNI TEDESCO: “FATELI SCENDERE”… LA MINISTRA TRENTA SI DISSOCIA DA SALVINI

La nave Alex della ong Mediterranea con 41 migranti a bordo è entrata nel porto di Lampedusa attorno alle 17, scortata da motovedette della Guardia di finanza e della Guardia costiera, attraccando poco dopo nel molo dell’isola siciliana.
Dopo ore dall’attracco l’equipaggio e i migranti sono ancora a bordo: “Si configura il sequestro di persona. Se questo è ancora uno stato di diritto queste cose si discutono nei tribunali. Devono farci scendere”, ha affermato la portavoce di Mediterranea Alessandra Sciurba.
Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha risposto: “Non autorizzo nessuno sbarco di chi se ne frega delle leggi italiane (illecite) e aiuta gli scafisti (altra querela in vista). Io denunciato per sequestro di persona? Siamo al ridicolo”.
La nave intanto è stata spostata dalla banchina al molo Favaloro per consentire alle persone a bordo di utilizzare i bagni del porto e per liberare il molo commerciale: un traghetto di linea Cossyra, partito da Porto Empedocle stamani, è bloccato a largo dell’isola e non può entrare in porto.
Intanto, dopo la richiesta del capo missione di avere un medico a bordo per controllare la situazione sanitaria, sulla Alex è salita una dottoressa della Asp che ha visitato i migranti che si trovano da due giorni sul ponte del veliero. Uno dei migranti a bordo, disidratato, è stato portato al poliambulatorio di Lampedusa per essere curato.
“Penso che per com’è la situazione dovrebbero farli sbarcare ma in questo il sindaco non ha alcun potere. Posso solo fare da spettatore”, ha detto il sindaco di Lampedusa Toto Martello dal porto dell’isola.
Il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti risponde invece alle dichiarazioni del Ministro dell’Interno: “Ricomincia lo show di Matteo Salvini — ha affermato -. Si facciano scendere i naufraghi della nave Alex, dove sarebbe in corso un’emergenza igienico-sanitaria, e poi si collabori con l’Europa per lo loro redistribuzione. Finisca questo surreale e macabro gioco sulla pelle di esseri umani. La verità  è che l’Italia non ha politiche di governo sul tema immigrazione e ogni volta ci troviamo di fronte a situazioni drammatiche o surreali usate a scopi propagandistici. Invece di disertare i vertici europei ci si muova per cambiare le cose”.
Salvini chiede di difendere i confini italiani: “Domando ai vertici delle forze armate italiane se la difesa dei confini è un diritto-dovere da parte delle istituzioni o se i confini italiani sono diventati un ‘di più’”.
Fonti della Difesa, però, rispondono: “Da giorni abbiamo offerto supporto al Viminale sulla situazione di queste ore e il Viminale lo ha respinto, in più di una occasione”.
Poche ore prima di arrivare nelle acque di Lampedusa la ong aveva annunciato: “Di fronte alla intollerabile situazione igienico-sanitaria a bordo, Alex ha dichiarato lo stato di necessità  e si sta dirigendo verso il porto di Lampedusa unico possibile porto sicuro di sbarco”.
Lo scontro Italia-Germania
Horst Seehofer oggi ha scritto a Matteo Salvini, chiedendo di rivedere la sua politica migratoria: “Ti chiedo urgentemente di riconsiderare la tua posizione sulla chiusura dei porti italiani. Le imbarcazioni che salvano i migranti non dovrebbero essere lasciate a vagare nel Mediterraneo, qualunque esse siano”.
Il riferimento è alle navi delle ong salvano i migranti in mare: oltre alla nave Alex è ancora in stallo la situazione della Alan Kurdi, imbarcazione della ong tedesca Sea Watch, bloccata in acque internazionali: “Non bisognerebbe fare distinzioni tra chi soccorre i profughi, tra le nazionalità  degli equipaggi o tra le bandiere delle navi”, conclude il ministro tedesco.
La situazione della Alan Kurd
Resta in attesa di un porto sicuro — che l’equipaggio definisce “urgente” — la Alan Kurdi, bloccata in acque internazionali dal divieto di accesso in Italia notificato dalla Guardia di finanza. Lo stallo continua da oltre 24 ore. Alla nave della ong tedesca una motovedetta della Guardia di finanza ha notificato in mattinata il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque territoriali italiane.

(da “il Fatto Quotidiano”)

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TARANTO, 83 MIGRANTI SBARCANO NELL’ISOLA DOVE C’E’ LA BASE DELLA MARINA MILITARE, NESSUNO SE NE ACCORGE

Luglio 6th, 2019 Riccardo Fucile

LA SICUREZZA DI SALVINI: GLI SCAFISTI LI FANNO SCENDERE IN SPIAGGIA E SE NE VANNO INDISTURBATI

Sono sbarcati sulla prima isola che hanno trovato seguendo la rotta senza immaginare che in realtà  si trattava di una base della Marina militare.
Sono 83 tutti di origine pakistana, i migranti arrivati nelle scorse ore a San Pietro, una delle due piccole isole Cheradi che si trovano a qualche chilometro di distanza da Taranto.
Non un’isola qualunque, ma una base della Marina nella quale, oltre alle strutture riservate della forza armata, è allestita anche una spiaggia che i tarantini e i turisti raggiungono grazie alle motonavi che partono dal capoluogo ionico.
A poco più di un mese di distanza dallo sbarco a Torre Colimena, quindi, alle prime ore del mattino si è nuovamente attivata la macchina dell’accoglienza: in una nota inviata alla stampa, il Comune ha spiegato che “su volontà  del sindaco Rinaldo Melucci e su richiesta del Prefetto di Taranto, sono stati garantiti assistenza sanitaria e fornitura di generi di prima necessità  e vestiario”.
Degli 83 uomini sbarcati sull’isola, 12 sono minori non accompagnati: questi ultimi, in tempi molto rapidi, sono stati riportati sulla terra ferma e trasferiti nelle strutture di accoglienza riservate ai minori. Gli adulti, invece sono stati condotti nell’hotspot, allestito nell’aera portuale di Taranto, e contemporaneamente sono state avviate le procedure di identificazione.
Secondo le prime notizie trapelate, i migranti avrebbero viaggiato su imbarcazioni messe a disposizione da scafisti turchi: non la rotta del nord Africa, quindi, ma la cosiddetta “tratta turca”, questa volta avrebbe organizzato il viaggio della speranza.
I poliziotti e i militari della Guardia costiera in queste ore stanno conducendo le indagini per risalire all’identità  degli scafisti e alle imbarcazioni che avrebbero portato fino all’isola ionica quelle persone.
Uno sbarco che ha colto di sorpresa tutti, compresa la Marina militare: lo sbarco infatti è avvenuto tra le 3 e le 4 della notte tra venerdì e sabato e quando sul posto sono giunti i militari delle imbarcazioni e degli scafisti non c’era alcuna traccia.
Gli scafisti, insomma sono arrivati alla base militare, hanno avuto il tempo di condurre a terra le 83 persone a bordo e di riprendere il largo indisturbati

(da agenzie)

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TARANTO, SBARCANO 83 MIGRANTI PAKISTANI SENZA CHE NESSUNO ABBIA TUTELATO I SACRI CONFINI: GOVERNO RIDICOLO

Luglio 6th, 2019 Riccardo Fucile

SONO ARRIVATI INDISTURBATI ALL’ISOLA DI SAN PIETRO, RIFOCILLATI E SISTEMATI A TARANTO… PER LORO IL PORTO ERA SPALANCATO, SI FA LA GUERRA SOLO ALLE ONG

La notte scorsa sono sbarcati sull’isola di San Pietro, a Taranto, 83 migranti pakistani di cui 12 minori non accompagnati.
Sono in corso accertamenti per verificare le modalità  del loro approdo. I migranti sono stati trasferiti all’Hotspot di Taranto e sono state avviate le procedure di identificazione.
Il Comune di Taranto ha attivato la macchina organizzativa gestita dal comandante della Polizia locale Michele Matichecchia.
Su volontà  del sindaco Rinaldo Melucci e su richiesta del Prefetto di Taranto Antonella Bellomo, sono stati garantiti assistenza sanitaria e fornitura di generi di prima necessità  e vestiario.
Il 2 giugno scorso sbarcarono a Torre Colimena, marina di Manduria, 73 migranti di nazionalità  pakistana, tra i quali 19 minorenni, dopo un viaggio estenuante, durato 9 giorni, iniziato in Turchia.

(da agenzie)

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LE QUATTRO BUGIE CHE COSTERANNO CARO A SALVINI SUL CASO ALEX

Luglio 6th, 2019 Riccardo Fucile

TUTTE LE MENZOGNE DI SALVINI DIFFUSE VIA SOCIAL… TUTTO E’ STATO REGISTRATO E FILMATO

La trappola che il ministro Matteo Salvini ha teso ai volontari di Mediterranea si fonda su quattro pilastri di comunicazione.
Quattro affermazioni, opportunamente rilanciate via social, dalle quali si potrebbe dedurre che la Alex, il veliero bloccato davanti a Lampedusa dopo avere salvato 56 migranti in mare, avrebbe agito aggirando le regole.
Peccato che, alla verifica dei fatti, si tratti nella migliore delle ipotesi di bugie, facilmente denunciabili — da chiunque si trovi a bordo — come tali.
1) Alex non doveva salvare quelle persone, perchè la Guardia Costiera libica via radio gli aveva detto di non farlo.
La cosiddetta Guardia Costiera libica — Paese in piena guerra civile — non era presente sulla scena del salvataggio. E’ arrivata almeno mezz’ora dopo l’inizio delle operazioni di trasbordo da parte di Mediterranea. Mezz’ora durante la quale ai migranti sarebbe potuta accadere qualsiasi cosa. La guardia costiera libica, non ha mai intimato nessun alt. Tanto meno via radio. A operazione conclusa una motovedetta libica si è avvicinata, ha chiesto al comandante di   spegnere i motori, ha ricordato via radio che quella era zona di competenza libica, e alla spiegazione del comandante (“voi non c’eravate, loro erano in pericolo”), ha girato la prua e se ne è tornata a Tripoli. Il comandante di Mediterranea ha provato a richiamare via radio per chiedere aiuto, ma quelli non hanno risposto.
2) L’imbarcazione italiana doveva portare i migranti in Tunisia, che era il porto sicuro più vicino.
Innumerevoli fonti nazionali e internazionali concordano unanimemente nel dire che la Tunisia non è un porto sicuro. L’ultimo — solo in ordine di tempo — è   stato il giudice per le indagini preliminari di Agrigento, quello che non ha convalidato l’arresto del comandante di SeaWatch 3, Carola Rackete.
3) Alex si è rifiutata di andare a Malta
Nella notte tra giovedì e venerdì, il ponte di comando di Alex appena entrata in acque maltesi ha inviato una mail all’Mrcc (maritime rescue coordination center) di Roma (per via della bandiera di appartenenza) e in copia a Malta nella quale chiedeva di avere assegnata l’isola di Lampedusa come porto sicuro più vicino.
Due ore dopo, quando ormai le luci di Lampedusa erano a vista e Malta si trovava a 100 miglia di distanza, da La Valletta è arrivata la proposta del porto sicuro. Alex ha accettato senza indugio, ponendo come unica condizione che Malta inviasse un mezzo navale a prendere i migranti (come per altro una prima versione dell’accordo Salvini-Muscat prevedeva); l’imbarcazione — una barca a vela da diporto di 18 metri — non era in condizione di fare altre cento miglia di mare, di notte, con 70 persone a bordo. La Valletta ha rifiutato. Spiegando che già  l’assegnazione del porto era di per sè una concessione eccezionale di natura politica, e per altro che questa non comportava una vera e propria assunzione di responsabilità  (come invece avrebbe dovuto essere da protocollo). La volontà  di Alex di andare a Malta, purchè in condizioni di assoluta sicurezza per i migranti, è stata ribadita ad ogni successivo contatto con Roma e con Malta.
4) Abbiamo rifornito Alex di acqua e cibo, 54 pasti e 400 bottiglie di acqua e disinfettante
I 59 migranti (46 da venerdì pomeriggio) sono stati a bordo da giovedì pomeriggio ad oggi. In tutto hanno fatto due pranzi e tre cene. Dopo infinite insistenze da parte del comando della nave la Capitaneria di porto si è presentata con 59 buste di plastica con dentro una porzione di riso, un po’ di pane e un fritto. Per il resto ha dovuto   provvedere l’equipaggio con le barrette ai cereali che aveva imbarcato prima della partenza, le fette biscottate e qualche altra barretta consegnata dalla Ong spagnola Open Arms nei momenti immediatamente successivi al salvataggio.
Il disinfettante.
Prima che l’equipaggio della motovedetta andasse via, l’equipaggio, preoccupato per le condizioni igieniche ha chiesto agli operatori — invero molto gentili — se per caso avessero del disinfettante. Questi hanno frugato sotto il lavandino, in cambusa, e hanno trovato i resti di quattro boccette, che hanno gentilmente consegnato a Mediterranea.
Infine, la vicenda delle 400 bottiglie d’acqua è invece vera. Purtroppo. Alex aveva praticamente finito l’acqua nei cassoni, quella che serve per far funzionare tutti i servizi igienici. Alla richiesta di rifornimento la Capitaneria di porto ha reagito portando 400 bottiglie da due litri di acqua minerale, il cui ingombro (in una barca di diciotto metri con 70 persone a bordo) ha costretto l’equipaggio a fare un miracolo per imbarcarle. Il comando della Alex a quel punto, sperando in un equivoco, ha spiegato più dettagliatamente la natura del problema. La Capitaneria di porto ha reagito portando altre 400 bottiglie, che però non sono state imbarcate. Più che un aiuto era un sabotaggio.

(da “La Repubblica”)

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