Luglio 7th, 2019 Riccardo Fucile
“DIROTTARCI A MALTA ERA PURA PROPAGANDA POLITICA”… “SIAMO TRANQUILLISSIMI, E’ TUTTO FILMATO E DOCUMENTATO, PRESTO RIPARTIAMO”… “LA PROCURA VALUTERA’ ANCHE IL SEQUESTRO DI PERSONA DA PARTE DI SALVINI”
Alessandra Sciurba, portavoce della Mediterranea, e il capo missione Erasmo Palazzotto,
parlano in conferenza stampa a Lampedusa e attaccano Salvini: “Voleva il nostro scalpo”.
I due ribattono a tutte le accuse del Viminale sulla vicenda Alex: “C’è stata una chiara volontà politica di non darci altra possibilità . La decisione di dirottarci a Malta era pura propaganda politica che voleva trattare le persone come sacchi di patate”.
Sciurba non ci sta: “Chi dice che quel gommone non era in difficoltà , dovrebbe venire a vedere con i suoi occhi: come si fa a essere così cinici?”.
“Vorrei che vi trovaste davanti a un gommone con 50 persone con bambini, alcuni piccolissimi, e dire ‘Non ci sono problemi’. Quando dovremmo intervenire? Come si può essere così cinici e crudeli pur di fare propaganda politica?”.
La portavoce aggiunge: “Il problema era dimostrare quanto si era forti: siamo stati lasciati tante ore sotto i miasmi, è stata una vera vessazione. Ci siamo chiesti se siamo ancora in un Stato di diritto. Abbiamo violato un decreto incostituzionale e lo abbiamo fatto per stato di necessità . Ci sono governi che non si danno più un limite nella legittimità dei valori costituzionali”.
“Le persone scese erano numerate come merce – ha aggiunto la portavoce della Ong – un ragazzo era stato due anni in un campo libico e il fratello era stato ucciso sotto i suoi occhi. Non abbiamo nulla da nascondere, abbiamo tutto da dichiarare; non siamo noi a doverci preoccupare di violazioni”.
Sciurba conclude: “Noi dobbiamo tornare in mare immediatamente. Non abbiamo alcuna intenzione di fermarci. Le persone che abbiamo salvato ci hanno chiesto cosa ci succederà , ma noi non abbiamo paura. Vogliamo continuare a denunciare che i trafficanti vengono pagati due volte, direttamente dai migranti e indirettamente dal governo italiano con le sue politiche”.
Palazzotto parla della gestione del trasbordo dei migranti sulle motovedette italiane o maltesi: “Ci è stato risposto che 7 di loro dovevano restare a bordo della nostra imbarcazione e che prima di entrare in acque territoriali maltesi sarebbe stato effettuato nuovamente il trasbordo di tutti i migranti sulla Alex, una barca che può navigare con un numero massimo di 18 persone costretta ad averne 70 in spregio a qualunque norma di sicurezza. Ci sono le telefonate e le mail con Mrcc di Malta e Roma che testimoniano tutto ciò. La verità è che siamo stati messi nelle condizioni di potere dire solo no”.
La decisione di entrare in porto, spiega il capo missione, è avvenuta quando ormai a bordo vi era una “emergenza sanitaria” e la situazione era diventata insostenibile dal punto di vista igienico, con gli unici due bagni fuori uso.
Palazzotto è stato iscritto nel registro degli indagati. Il suo nome va ad aggiungersi a quello del comandante del veliero Tommaso Stella che è indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per gli articoli 1099 e 1100 del codice della navigazione, rispettivamente rifiuto di obbedienza a nave da guerra e resistenza o violenza contro nave da guerra. Per la Procura di Agrigento si tratta di “un atto dovuto”.
(da agenzie)
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Luglio 7th, 2019 Riccardo Fucile
“NE’ GLI EQUIPAGGI, NE’ LE ONG POSSONO ESSERE SANZIONATI PER ATTI UMANITARI”
Sessantadue deputati francesi hanno scritto una lettera pubblicata oggi da Le Journal du Dimanche. Nell’incipit si legge: “Siamo fermamente contrari alla preoccupante deriva che consiste nell’arrestare persone che salvano vite umane”.
I deputati, in gran parte della maggioranza, nella lettera, intitolata “L’Europa deve rimanere terra di umanità ”, ricordano l’arresto della capitana Carola Rakete che ha portato a Lampedusa circa 40 migranti e la vicenda simile di Pia Klmep e sottolineano che “nè loro due, nè i loro equipaggi, nè le ong proprietarie delle navi possono essere passibili di sanzioni per atti umanitari”
(da agenzie)
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Luglio 7th, 2019 Riccardo Fucile
LA ONG: “LE VITE UMANE NON SONO UNA MERCE DI SCAMBIO”… IL GOVERNO TEDESCO AL LAVORO PER UNA SOLUZIONE DEL DRAMMA DEI 65 MIGRANTI A BORDO
Malta ha deciso di negare l’accesso alle acque territoriali alla nave Alan Kurdi dell’ong tedesca
Sea Eye, con 65 migranti a bordo. Il Governo ha incaricato le forze armate di «intraprendere le azioni appropriate se la nave dovesse entrare» entro le 12 miglia dall’arcipelago.
Attualmente la nave si trova in acque internazionali, a 16 miglia a sud di Malta. Dopo un giorno ferma a largo di Lampedusa, la nave aveva scelto di invertire la rotta.
Nella notte tra il 6 e il 7 luglio, l’equipaggio è salpato verso La Valletta, dopo che un botta e risposta tra il ministro dell’Interno Matteo Salvini e il suo omologo tedesco Horst Seehofer stava complicando la risoluzione dell’impasse.
«Non possiamo aspettare che prevalga lo Stato di emergenza», ha scritto la Ong su Twitter. «Ora bisogna dimostrare se i governi europei appoggiano l’atteggiamento dell’Italia. Le vite umane non sono una merce di scambio».
(da agenzie)
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Luglio 7th, 2019 Riccardo Fucile
SGOMINATA LA FORMAZIONE EVERSIVA “NORDKREUZ”, TRA I SUOI CAPI VI SONO MILITARI E AGENTI DI POLIZIA… RITROVATE ARMI E PIANI DI ATTACCO
Una «lista della morte» con 25 mila indirizzi di avversari politici da eliminare. A metterla nero su bianco il gruppo di estrema destra «Nordkreuz» (Croce del Nord), che conta tra i suoi capi agenti di polizia e militari delle forze armate.
A quanto scrive il «Tagesspiegel», la formazione eversiva intendeva prepararsi all’uccisione di diverse personalita’ politiche che si sono prodigate nella difesa di profughi.
Un caso che arriva a pochi giorni dall’arresto del quarantacinquenne Stephan Ernst, vicino ad una variegata rete di formazioni neonaziste, per l’omicidio di Walter Luebcke, il politico «pro-migranti» della Cdu trovato la notte del 2 giugno in un lago di sangue sulla terrazza della sua abitazione a Kassel, in Assia.
La formazione Nordkreuz – affermano i reporter del «Redaktionsnetzwerk Deutschland», che hanno avuto accesso ai protocolli di interrogatori realizzati dal Bka, l’Ufficio criminale federale – intendeva colpire in tutta la Germania: a questo scopo era stata preparata la «lista della morte», con tanto di nome e indirizzi. Stando a queste rivelazioni, il gruppo – con base in Meclemburgo e in Brandeburgo – avrebbe almeno due succursali, ossia «Suedkreuz» e «Westkreuz» (rispettivamente Croce del Sud e Croce dell’Ovest), e disporrebbe di una rete di sostenitori anche a Berlino.
E’ dall’estate di due anni fa che la Procura federale ha aperto un’inchiesta nei confronti del gruppo: l’accusa e’ preparazione di atto di matrice terrorista.
La «lista della morte» con quasi 25 mila indirizzi sarebbe emersa in vari documenti e supporti elettronici sequestrati dagli inquirenti in una serie di perquisizioni effettuate nell’agosto 2017 e nell’aprile 2018.
A quanto scrive la rete dei giornali di Rnd, si tratta prevalentemente di politici della sinistra. E’ negli interrogatori di uno dei militanti di Nordkreuz che emerge come la lista servisse a «liquidare» gli avversari in caso di «conflitto»: cosi’, almeno, si sarebbe espresso il militante Horst S., ovvero colui che era vicesegretario dell’associazione dei riservisti della Bundeswehr, l’esercito tedesco, in Meclemburgo.
E ancora: sempre stando ai protocolli dell’Ufficio criminale federale, un altro membro di Nordkreuz, l’avvocato Jan Hendrik da Rostock, aveva l’intenzione di consegnare ai propri complici dei lasciapassare per il «giorno X» con tanto di timbri e carta intestata della Bundeswehr. Il tutto allo scopo di permettere ai complici di arrivare piu’ rapidamente nelle «aree delle operazioni» in cui realizzare le «liquidazioni» di cui sopra.
Si aggiunge un altro dettaglio inquietante: il fondatore del gruppo «Nordkreuz», agli arresti già dal mese scorso, è un agente delle forze speciali Sek (Spezialeinsatzkommando) della polizia tedesca.
Marko G. e’ accusato di avere sottratto munizioni dai depositi delle forze dell’ordine, tra cui migliaia di pallottole. In piu’, il soggetto era in possesso di una mitragliatrice Uzi che pero’ non e’ in dotazione della polizia, bensì dell’esercito, a quanto emerge da informazioni che i giornalisti di Rnd hanno avuto da fonti vicine all’inchiesta.
L’arma sarebbe stata rubata circa 15 anni fa. E’ sempre il Tagesspiegel a ricordare che i reati violenti di estrema destra negli ultimi anni sono cresciuti in maniera esponenziale in Germania: fino alla fine di settembre dell’anno scorso l’Ufficio federale criminale ha segnalato 9013 atti di violenza attribuibili a soggetti della destra radicale.
Nel 2018, inoltre, gli attacchi di natura antisemita sono cresciuti del 20%. Di questi, il 20% e’ attribuito a realtà di estrema destra.
(da “La Stampa”)
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Luglio 7th, 2019 Riccardo Fucile
IL PATRIOTA EUROPEO CAPITANO DELLA ALEX, INDAGATO PER AVER SALVATO VITE UMANE: “SCENDO SOLO DOPO CHE E’ SCESO L’ULTIMO PROFUGO”… NAZICHIC CON IL RICCO CONTO IN BANCA, SAPETE PER QUANTI SOLDI L’HA FATTO? ZERO EURO, PER UN IDEALE, QUELLO CHE VOI NON AVRETE MAI
“Non dormo e non mi lavo da una settimana, ma adesso mi sento un uomo felice, perchè
abbiamo salvato 54 persone, le abbiamo aiutate a fuggire dall’inferno della Libia, anche queste nella vita sono soddisfazioni».
Alle nove di sera del giorno più lungo, dopo aver forzato anche lui il blocco del governo italiano come fece la capitana Carola, la barca è ormeggiata al molo Favarolo. E poichè il ministro Salvini non ha ancora autorizzato lo sbarco dei migranti, il comandante Tommy, com’è chiamato a bordo, chiarisce agli uomini della Guardia costiera: «La nostra linea è questa, molto semplice: anche noi dell’equipaggio restiamo a bordo, da qui non sbarca nessuno, noi scenderemo solo in compagnia di queste altre persone che da più di 50 ore condividono questo spazio con noi».
«E’ un vero lupo di mare», racconta Francesca Zanoni del legal team della ong italiana «Mediterranea» qui a bordo non percepisce un euro, è un semplice volontario come gli altri undici membri dell’equipaggio.
Giovedì scorso, nella zona Sar libica, a nord delle piattaforme petrolifere, c’era un gommone di appena quattro metri, azzurro come il mare, con i migranti alla deriva, il suo motore ormai non marciava più.
E quando dal veliero Alex li hanno visti, il comandante Stella non ci ha pensato un solo minuto: ha lasciato il timone a un altro e si è calato sul rhib, il canottino da soccorso, per andare verso di loro. È stato lui ad abbracciare per primo i neonati e le donne incinte e a issarli con i suoi muscoli sempre molto allenati sullo scafo. In salvo. La prima cosa che ha letto nei loro occhi è stata la paura, quella di tornare indietro, in Libia. «Meglio passare cent’anni sulla vostra barca che un solo secondo in Libia», dicevano tutti in un inglese stentato.
La cosa più bella capitata a bordo in questi tre giorni? Il comandante Tommy non ha dubbi: «Quando una delle donne incinte è stata visitata dai medici e ha visto dall’ecografo che il feto era vivo. Non potrò mai dimenticarlo».
(da agenzie)
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Luglio 7th, 2019 Riccardo Fucile
SLOGAN CONTRO SALVINI E LA POLITICA RAZZISTA DEL GOVERNO ITALIANO
Tanti, tanti, tanti: più di 30mila persone hanno manifestato in cento città della Germania in solidarietà con la capitana della Sea-Watch e per supportare il sostegno ai migranti soccorsi dalle organizzazioni non governative nel Mediterraneo.
A Berlino, al corteo c’erano circa 8mila persone mentre ad Amburgo sono scese in piazza circa 4mila persone. Nel complesso, sit-in, cortei e raduni hanno avuto luogo in un centinaio di città di tutta la Germania.
“Il salvataggio in mare non conosce confini, proprio come la nostra solidarietà “, ha detto la capitana della Sea-Watch, Carola Rackete, in un messaggio ai manifestanti a Berlino. “L’irresponsabilità degli stati europei mi ha costretto ad agire come ho agito”, ha aggiunto la giovane tedesca, che è ancora in Italia.
La giovane capitana ha generato un grande slancio di solidarietà in Germania mentre le voci nella società civile si moltiplicano per chiedere l’accoglienza in Germania dei migranti salvati nel Mediterraneo.
In particolare, è stato chiesto a Berlino di farsi carico dei migranti attualmente su due barche al largo di Lampedusa, l’Alan Kurdi e Alex.
Indossando giubbetti di salvataggio, i manifestanti di Berlino hanno denunciato la criminalizzazione del salvataggio in mare e in particolare hanno attaccato il ministro degli Interni italiano Matteo Salvini.
(da agenzie)
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Luglio 6th, 2019 Riccardo Fucile
ALLA FINE LA GDF DISPONE SOLO IL SEQUESTRO PROBATORIO DEL VELIERO E INDAGA PER FAVOREGGIAMENTO DELL’IMMIGRAZIONE SOLO IL CAPITANO (LA SOLITA TRAFILA), MA CHI DECIDERA’ SE ESISTONO GLI ESTREMI E’ LA PROCURA DI AGRIGENTO CHE POTREBBE APRIRE UN FASCICOLO PER SEQUESTRO DI PERSONA DA PARTE DI SALVINI
La nave “Alex” della Ong Mediterranea è stata sequestrata. Non l’equipaggio della Ong
Mediterranea ma solo il capitano è stato iscritto nel registro degli indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I migranti stanno sbarcando. . Il sequestro penale è stato disposto di iniziativa dalla Guardia di Finanza.
Nulla di più della solita prassi, come da precedenti, dove poi la Procura ha stabilito che non è stato commesso alcun reato.
Pochi minuti dopo, il capo missione di Mediterranea Erasmo Palazzotto commenta: “Ancora non ci è stato notificato nulla. Siamo assolutamente sereni perchè convinti di avere operato correttamente e perchè abbiamo già presentato un esposto alla magistratura. Diciamo che questa volta siamo arrivati prima della Guardia di Finanza”.
L’esposto a cui si riferisce è quello per sequetsro di persone da parte del ministro Salvini e della intera catena di comando.
La sconfitta di Salvini è clamorosa: nave attraccata a Lampedusa, profughi tutti sbarcati, nessun arresto.
E dalla Procura potrebbe arrivare la sorpresa…
(da agenzie)
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Luglio 6th, 2019 Riccardo Fucile
HA FATTO CAPIRE CHE SALVINI AGITA UNA PISTOLA A SALVE E HA RISVEGLIATO LA COSCIENZA DI UNA GROSSA FETTA DI ITALIANI
La verità è in quel nome mai pronunciato, ma apostrofato con l’ossessione che si riserva a una fobia.
In quel “me ne frego” che Matteo Salvini, il ministro che vuole chiudere il mare, rivolge “alla tizia tedesca che vuole denunciarmi”, alla “viziata che ha come passatempo quello di infrangere le leggi”, alla “signorina che non mi stupirei se venisse invitata a qualche festival della sinistra”. A lei, a quelli come lei, compresi i “giudici che non applicano la legge” e che hanno trasformato l’Italia in una “Repubblica giudiziaria”, revocandone l’arresto con una “sentenza politica”, invece di farla marcire in galera con processo affidato al tribunale del popolo e del populismo.
Perchè, poi, accade sempre così. C’è sempre un fatto che, col suo carico di emotività , cambia la storia. Le sue modalità , il posizionamento dei suoi attori, il punto di vista del racconto. Fissando un prima e un dopo.
L’effetto Carola, la Capitana che ha spezzato la narrazione machista dello sceriffo del mare, sta in questa torsione politica, di un conflitto diventato a somma zero. E anche, diciamolo, disumano.
Come la scena della nave Alex della Ong Mediterranea, battente bandiera italiana, approdata nel tardo pomeriggio al porto di Lampedusa, con una quarantina di poveri cristi, in condizioni igieniche ai limiti, senza acqua nè rifornimenti a 40 gradi all’ombra cui viene negato lo sbarco. E il ministro dell’Interno che, in polo nera come il volto, ringhia il suo “non mollo” in diretta facebook, contro i “complici degli scafisti”.
È la fotografia di una drammatico slittamento politico della vicenda.
E il Mediterraneo centrale diventa il terreno dove si gioca la “sfida” tra le Ong che mandano in mare le navi per salvare migranti e l’Italia sovranista, soprattutto dopo che la Capitana ha rotto un argine, dimostrando che il decreto sicurezza rispetto al primato del salvataggio delle vite umane è una pistola a salve, utile solo ad agitare lo scalpo sotto forma di sequestro delle navi, una formidabile arma di propaganda, ma inutile nell’ottica del governo del problema.
Eccolo, il senso di questa battaglia navale condotta da un ministro consapevolmente impegnato nell’alimentare una strategia della tensione comunicativa, perchè l’azione dimostrativa vale più del governo dei flussi, il tasso di xenofobia testosteronica da immettere nel corpo del paese più del governo, l’allarme più della soluzione.
Le ong hanno riconquistata credibilità proprio nel conflitto con Salvini, col volto di Carola in prima pagina sullo Spiegel e un impensabile grosso pezzo di opinione pubblica mobilitata al loro sostegno.
Mentre nel gran calderone della propaganda salviniana, viene artatamente confuso il senso famoso “patto con Malta”, secondo cui sarebbero stati “accolti” i 41 migranti della nave, in cambio di una cinquantina da far arrivare in Italia, tra quelli già a terra alla Valletta: una sorta di scambio di prigionieri nell’Europa dei carcerieri
Gli sbarchi, come evidente, non si fermano. Ed è difficile far finta di niente in attesa di tempi migliori.
(da “Huffingtonpost”)
argomento: Costume | Commenta »
Luglio 6th, 2019 Riccardo Fucile
LA DENUNCIA INDIGNATA DELL’ASSOCIAZIONE RELIGIOSA SAN MARCELLINO… I LEGHISTI ODIANO I POVERI, PURE QUELLI ITALIANI
Duecento euro di multa a una persona senza dimora ritenuta “colpevole” di dormire in strada.
Questa l’incredibile decisione di un agente della municipale del Comune di Genova che, in zelante applicazione del regolamento di polizia urbana ha ritenuto opportuno multare un senza tetto che, come può suggerire la sbrigativa definizione, non ha alternative a utilizzare come giaciglio per la notte un marciapiede.
Il fatto è avvenuto nella tarda serata di giovedì, ma solo venerdì sera la notizia è stata diffusa dalla ‘storica’ associazione San Marcellino, che fin dal Dopoguerra a Genova assiste le persone senza dimora che si trovano a vivere in strada, accompagnandole in percorsi di reinserimento sociale e proponendo momenti di riflessione e sensibilizzazione al disagio e alla marginalità aperti a tutta la città .
“L’ingiustizia sociale è una bestemmia” titolano gli operatori dell’organizzazione il cui presidente è il padre gesuita Nicola Gay nell’articolo pubblicato ieri sera sul sito ufficiale che dà notizia della multa al soggetto sorpreso a “bivaccare” sotto i portici di piazza Piccapietra.
Che una parte della giunta leghista di Genova non mostrasse particolare simpatia per i poveri era un sospetto più volte palesato dall’opposizione, dopo l’eliminazione del servizio di residenza anagrafica per le persone senza fissa dimora, la proposta di ‘schedare’ i mendicanti, l’ordinanza che prevede multe per chi rovista ‘disordinatamente’ nei cassonetti, la promessa di “calci in culo agli accattoni” pronunciata senza pudore dall’assessore alla sicurezza Stefano Garassino, tuttavia mai fino a oggi era stata davvero comminata un provvedimento come quello di ieri sera.
Chissà se il sindaco Marco Bucci, che qualche mese fa riuscì a intervenire tempestivamente per impedire che gli agenti della municipale seguitassero a notificare multe per divieto di sosta proprio sotto casa sua (c’erano i cartelli di divieto ma non erano ben visibili, disse spiegando il gesto molto apprezzato dai vicini di casa) riuscirà a fare quanto in suo potere per annullare l’ammenda, che il “trasgressore”, come recita la ricevuta della multa, ha chiarito di non avere la possibilità di pagare, qualora ce ne fosse stato bisogno.
(da agenzie)
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