Gennaio 7th, 2020 Riccardo Fucile
IL PATRIOTA EUROPEO REISCH SALVO’ 234 PERSONE, TONINELLI NE CHIEDEVA IL SEQUESTRO PER IRREGOLARITA’, OGGI DOVREBBE VERGOGNARSI
Dopo diciotto mesi, il capitano della MV Lifeline Claus Peter Reisch è un uomo libero. Reisch era accusato di essere entrato in acque maltesi senza una valida registrazione della nave umanitaria che aveva a bordo 234 persone salvate nel Mediterraneo centrale. Ora la Corte di appello criminale di Malta ha annullato la sua condanna.
A maggio dello scorso anno il comandante era stato condannato al pagamento di una multa di 10mila euro dal tribunale de La Valletta: con la nave “Lifeline” aveva soccorso — nel 2018 — 234 migranti davanti alle coste libiche, ma secondo i magistrati maltesi l’imbarcazione violava le norme sul registro nautico.
Una sentenza scandalosa, diceva allora Axel Steier, portavoce della ong di Dresda. «È chiaro che è una sentenza politica». Al momento del salvataggio la nave batteva bandiera olandese.
A maggio il tribunale aveva respinto la richiesta delle autorità maltesi di sequestro della nave — che pure era rimasta ferma fino ad allora — e rigettato l’accusa di aver usato la nave a scopi commerciali senza avere l’adeguata licenza — e ora, spiega Axel Steier a Open, «sarebbe in teoria pronta a ripartire per le sue missioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale. Ma non abbiamo una bandiera idonea».
«Siamo molto sollevati e felici. Ora sappiamo di aver fatto tutto bene», dicono oggi dalla ong Lifeline. «MISSION LIFELINE sta riprendendo la nave adesso, ma non saremo più in grado di usarla, perchè nessuno stato ci fornisce una bandiera in condizioni accettabili. Pertanto abbiamo acquistato una nuova nave, che entrerà in servizio in primavera. La “Rise Above” — un ex peschereccio siluro della Bundeswehr — è attualmente in fase di ricostruzione nella Germania settentrionale».
Il salvataggio, nel 2018, aveva causato una vera e propria disputa internazionale tra Malta e Italia (l’allora ministro delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli ne invocava il sequestro per irregolarità ), con la Lifeline che alla fine aveva potuto attraccare a La Valletta solo dopo che era stato raggiunto un accordo ad hoc per la distribuzione degli oltre 200 migranti recuperati da Reisch, che all’epoca dichiarò: «Riportare i migranti in Libia non è mai stata una opzione».
Il comandante era stato bloccato subito dopo l’arrivo a Malta per preseunte irregolarità emerse nella registrazione della nave, oggi smentite
(da Open)
argomento: Giustizia | Commenta »
Gennaio 7th, 2020 Riccardo Fucile
INTERVERRA’ CON UN MONOLOGO SULLE DONNE VITTIME DI VIOLENZA (QUELLO CHE AVREBBE FATTO ANCHE SENZA TUTTI GLI INSULTI DEI SOVRANISTI)
Rula Jebreal sarà al Festival di Sanremo. Adesso la notizia è ufficiale. 
Dopo un vertice con l’ad Fabrizio Salini, la direttrice di Raiuno Teresa De Santis e il conduttore Amadeus è stata presa la decisione definitiva: la giornalista naturalizzata italiana interverrà sul palco dell’Ariston con un suo monologo sulla violenza contro le donne. Ancora da definire la serata, ma lo spazio sarà adeguato all’importanza del tema.
Finisce così, con una decisione presa di comune accordo dai massimi dirigenti di Raiuno e della Rai, il caso dell’esclusione di Jebreal che lei stessa aveva attribuito a un veto dei vertici della tv di Stato legati cultura sovranista.
A favore della sua partecipazione si erano schierati esponenti di quasi tutti i partiti politici.
(da agenzie)
argomento: RAI | Commenta »
Gennaio 7th, 2020 Riccardo Fucile
IL SINDACO NON AVEVA DIRITTO A PUBBLICARE SU FB QUEL DOCUMENTO AMMINISTRATIVO, TANTO PIU’ CON I DATI SENSIBILI NON OSCURATI: SCATTA LA DENUNCIA
Antonio Trifoli è il sindaco di Riace, eletto con la Lega. Qualche tempo fa il tribunale di Locri aveva dichiarato decaduto Trifoli dal ruolo di sindaco decretandone l’ineleggibilità . Trifoli ha presentato ricorso contro la sentenza bloccando il provvedimento del tribunale in attesa di un nuovo pronunciamento e tornando quindi ad essere per ora sindaco di Riace.
Ma non è per questo che oggi parliamo di Antonio Trifoli. Ne parliamo perchè qualche giorno fa, commentando su Facebook un articolo sulla manifestazione/flash mob delle Sardine a Riace in sostegno di Mimmo Lucano il sindaco avrebbe pubblicato il numero di telefono e l’indirizzo di Jasmine Cristallo.
A denunciare l’episodio è stato il sito Ciavula.it che stamattina in un articolo di Giovanni Maiolo raccontava che nei commenti ad uno dei post su Facebook del sito il sindaco di Riace dopo aver commentato il numero di presenti alla manifestazione con le sardine «ha pubblicato su Facebook la richiesta che Jasmine Cristallo ha inviato alla questura di Reggio Calabria e per conoscenza al comune di Riace per comunicare il flash mob di ieri».
Il commento al momento risulta essere stato cancellato o rimosso.
Nella mail pubblicata da Trifoli in risposta ad un commento di un utente che gli chiedeva come mai fosse così sicuro che le sardine erano proprio 150 ha pubblicato la mail inviata da Jasmine Cristallo all’ufficio protocollo del comune di cui è sindaco. Per Trifoli quella mail “dimostra” che ieri a Riace di Sardine ce n’erano poco più di un centinaio (in realtà erano 300).
Nella comunicazione la Cristallo — che è una dei referenti del movimento “6000 Sardine” scriveva che l’evento “prevede la presenza approssimativa di circa 150/200 persone”.
Ma nello screenshot della mail pubblicata da Trifoli erano presenti e ben visibili l’indirizzo di casa di Jasmine Cristallo e il suo numero di telefono.
Senza contare che il sindaco non avrebbe avuto alcun diritto a pubblicare quella email. Alcuni dati sensibili di Jasmine Cristallo, che già in passato era stata vittima della gogna mediatica da parte di Matteo Salvini, sono così stati resi disponibili a tutti.
Un atto gravissimo che espone una persona già vittima di insulti e minacce a ulteriori rischi. Jasmine Cristallo che ha annunciato di voler denunciare il sindaco di Riace.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: denuncia | Commenta »
Gennaio 7th, 2020 Riccardo Fucile
MAI CONTATTATO IL LOCALE, LA LEGA HA PUBBLICIZZATO UN APPUNTAMENTO SENZA DIRE NULLA AI PROPRIETARI DEL MR BROWN: MA NON ERANO LORO A VOLERE L’EDUCAZIONE CIVICA ?
Il Mr Brown è un pub di via Gallucci a Modena, non lontano da corso Canalgrande. E’
emerso che questo pomeriggio, alle 18, avrebbe ospitato un “incontro con la cittadinanza e aperitivo” con Matteo Salvini, in tour nel Modenese per le Regionali del 26 gennaio.
Dopo aver chiarito su Facebook e sulla stampa locale che il locale non ne sapeva assolutamente nulla, è bombardato dai commenti negativi dei filoleghisti.
Il gestore del pub giura di di essere finito sul volantino della Lega senza aver mai parlato con nessuno dello staff di Matteo Salvini o con nessun esponente locale del Carroccio. “Salvini verrà nel mio pub? Allora è probabile che saremo chiusi per ferie. Io non ne sapevo niente – dice Antonio Imperato – Nessuno ci ha avvertito”.
“Qui – aggiunge Imperato – non si fa politica e per questo saremo chiusi per ferie”.
Il segretario della Lega modenese Luca Bagnoli spiega di aver incaricato “uno dei nostri di avvisare il locale. Non vogliamo creare problemi e capisco la decisione del gestore. Noi il comizietto lo faremo comunque lì davanti”.
Segue un messaggio sulla pagina Facebook del locale, dai toni un po’ piccati, rivolta “ai nostri clienti, e non”, probabilmente scritta dopo i commenti negativi per l’ospitata di Salvini, mai concordata.
E ora sono non pochi i messaggi di chi si dichiara leghista e scrive che non tornerà mai più nel locale. Magari quando si vuole fare un rinfresco è educazione avvisare il proprietario del locale, è una prassi che vale anche per i sovranisti.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Gennaio 7th, 2020 Riccardo Fucile
AUTOGOL DEL CAPITONE: CI FOSSE MAI UNA VOLTA CHE SI DOCUMENTASSE PRIMA DI PARLARE E RIMEDIARE FIGURE DA PIRLA
Ricevere un assist ghiotto per scaraventare il pallone in rete a porta vuota, esultare e poi rendersi conto di aver segnato un autogol.
È questa la sintesi di uno dei tanti interventi di Matteo Salvini in Emilia-Romagna durante la sua infinita campagna elettorale per sostenere la candidatura di Lucia Borgonzoni alla presidenza della Regione.
Il leader del Carroccio è inciampato si è auto-punto con la Vespa Killer, sbeffeggiando quella che pensava fosse una proposta del Pd per combattere l’invasione della cimice asiatica.
Peccato che ad avere quell’idea, e a proporre uno studio ad hoc sull’effettiva efficacia di questo rimedio, fosse stato l’ex ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio. Della Lega.
A riportare una parte del comizio di Matteo Salvini in provincia di Ferrara è stato il quotidiano online estense.com: «Questa è terra di agricoltura e qualcuno pensava di combattere la cimice asiatica con le vespe killer. Cioè, siam veramente su Scherzi a parte».
E forse siamo proprio su scherzi a parte perchè nell’ottobre del 2018 fu proprio l’ex ministro (leghista) Gian Marco Centinaio a proporre l’utilizzo della Vespa Samurai (o killer) per combattere l’invasione della cimice marmorata (o asiatica).
E ne avviò anche la sperimentazione. Insomma, scherzi a parte ma mica tanto.
Matteo Salvini, nel tentativo di sbeffeggiare una proposta folle del Pd, non si è reso conto (o, forse, non era a conoscenza) di un’idea partorita da una delle menti di spicco del Carroccio. Autogol servito e tre punti all’avversario senza colpo ferire nell’infinito tour elettorale del leader della Lega.
L’idea di Centinaio era quella di avviare la sperimentazione, in quarantena, dell’utilizzo di Vespe Killer che, in natura, sono considerate le maggiori antagoniste delle cimici asiatiche che hanno invaso buona parte dei campi agricoli nel Nord-Est italiano, con ripercussioni sulla produttività . Ora, però, quell’idea viene ritenuta ridicola dallo stesso segretario della Lega. Ma solo perchè non sapeva la paternità di quella proposta.
(da agenzie)
argomento: Costume | Commenta »
Gennaio 7th, 2020 Riccardo Fucile
SARA’ UNA DUE GIORNI PER PROVARE A STRUTTURARE IL MOVIMENTO
Le Sardine provano a strutturarsi. “Non faremo un partito”, assicurano. Ma ora c’è un
congresso ufficiale, dopo l’incontro a Roma del 15 dicembre: una due giorni di incontri che dovrebbe tenersi i primi di marzo.
La data sarà resa nota entro il 26 gennaio, giorno delle regionali sia in Emilia-Romagna che in Calabria. La decisione è stata presa dal direttivo nazionale di Bologna delle Sardine e annunciata stamattina in tv dalla portavoce torinese Francesca Valentina Penotti.
“Tireremo le fila rispetto ai risultati in Emilia Romagna e Calabria, sarà una due giorni di sintesi per ripartire lavorando sulla dimensione nazionale” spiega Matta Santori, voce e anima delle sardine. “Sarà l’occasione per buttare giù le tematiche fondamentali rispetto alle quali portare avanti le nostre istanze”.
Tra queste il tema della democrazia digitale e quella già annunciata sull’abrogazione dei decreti Sicurezza. “Ma amplieremo il discorso, dai flussi migratori alla sicurezza in senso più ampio, anche la sicurezza sul lavoro, per esempio”.
In realtà un primo incontro collettivo c’era già stato a Roma il 15 dicembre, il giorno dopo la grande manifestazione di piazza San Giovanni. Allo Spin time, lo stabile occupato noto anche perchè il cerimoniere del Papa era andato a riallacciare la corrente. Un appuntamento con 160 delegati provenienti da tutta Italia in cui erano state fissate alcune regole base per il funzionamento del movimento. Ed erano stati fissati 6 punti costitutivi.
Era stato deciso di non trasformarsi in partito e di evitare candidature alle elezioni. Ma in quel caso gli organizzatori avevano rifiutato la definizione di Congresso.
D’altra parte quello delle Sardine va sempre più strutturandosi come un movimento nazionale. Ieri la manifestazione degli attivisti calabresi a Riace, con l’ex sindaco Mimmo Lucano. Il prossimo appuntamento importante è previsto per il 19 gennaio a Bologna.
Per quell’appuntamento è stata anche lanciata l’iniziativa di un crowdfunding: in pochi giorni sono stati raccolti 65 mila euro sulla piattaforma Ginger per coprire le spese.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Gennaio 7th, 2020 Riccardo Fucile
STUPIDITA’ ASSOLUTA: COME SE PARLARE DEI DIRITTI DELLE DONNE NON FOSSE POLITICA
Non si ferma la giostra delle polemiche e dei retroscena circa la possibile partecipazione della giornalista Rula Jebreal al Festival di Sanremo 2020.
D’altronde è sempre stato così: ogni Festival che si rispetti ha sempre avuto la sua dose di veleno a settimane di distanza dal grande evento.
Sulla giornalista italo-palestinese sono piovute tante inesattezze e parole sgradevoli, soprattutto dalla classe politica di sponda sovranista.
Sarebbe stata Teresa De Santis, la severa direttrice di Rai1, a escludere categoricamente la presenza della Jebreal, fortemente voluta da Amadeus, ma il nuovo retroscena riguarda l’ad Fabrizio Salini che avrebbe aperto a uno spiraglio.
È il Corriere della Sera che parla di un vertice che si svolgerà nella giornata di oggi tra i piani alti della Rai e Amadeus, conduttore e direttore artistico del prossimo Festival di Sanremo. Il punto sarà soprattutto sugli ospiti.
Ecco allora che Rula Jebreal potrebbe esserci ma “solo per parlare di donne e non di politica”. Gli interventi sarebbero quindi solo sul tema della violenza contro le donne. Esclusa la politica da ogni dibattito.
Amadeus aveva contattato Rula Jebreal per parlare di violenza sulle donne e per farle leggere “Sono quella che sono”, poesia che Jacques Prèvert dedicò alle donne. L’idea resta quella di invitare 10 donne sul palco, due per sera, per “metterle al centro, non solo per coreografia”.
Amadeus voleva dare un tocco internazionale con la giornalista che è la perfetta summa della società globale in cui viviamo (è palestinese con cittadinanza israeliana, naturalizzata italiana e ora vive a New York) e non immaginava ci potessero essere controindicazioni «di opportunità ».
Rula Jebreal aveva già commentato sulla esclusione dal Festival nel corso di una intervista a Repubblica: “In Rai sono spaventati all’idea di una Italia inclusiva e tollerante”.
In questa lista, Amadeus lavorerà fino alla fine per includere anche Rula Jebreal. Tra gli altri possibili volti ci sono Diletta Leotta, che ha già firmato il contratto, Antonella Clerici e le giornaliste del Tg1 Emma D’Aquino e Laura Chimenti.
Si continua a trattare per la fidanzata di Cristiano Ronaldo, la modella Georgina Rodràguez. Sul fronte degli ospiti, le certezze sono Rosario Fiorello, Tiziano Ferro, Roberto Benigni, Carlo Conti e Gigi D’Alessio.
(da “Fanpage”)
argomento: RAI | Commenta »
Gennaio 7th, 2020 Riccardo Fucile
“NEI VERTICI C’E’ LA VOLONTA’ DI ELIMINARE OGNI VOCE CRITICA, SONO STATI EMARGINATI GLI ATTIVISTI STORICI, GLI AMMINISTRATORI LOCALI SONO STATI ABBANDONATI A SE STESSI”
Il deputato nazionale catanese del M5s Santi Cappellani ha lasciato il movimento con una
mail inviata ieri sera perchè “non avrebbe senso rimanere in una squadra in cui non ci si riconosce più” e perchè “avvertivo da tempo la profonda frustrazione” di “non poter rappresentare il temine di cui ci fregiamo” e “non poter rispondere ai territori per non minare gli equilibri di questo o quel governo”. Lo scrive La Sicilia.
Nella missiva, riporta il quotidiano, Cappellani, 29 anni, studente di Psicologia e manager nell’azienda di famiglia, che aveva spiegato di non avere potuto ‘pagare’ il movimento perchè non ricordava la password d’accesso al sistema, scrive che il M5s si è “imborghesito, finito in una spirale di autoreferenzialità ”.
“Quando sento la frase ‘pugno di ferro’ — aggiunge — rabbrividisco”.
Secondo Cappellani nel M5s c’è “più ascolto a comunicazione e sondaggi” che “al sentire comune e della base”.
E “mentre ci si apriva giustamente alla società civile con gli uninominali, si cancellavano dalle liste attivisti storici, senza alcuna motivazione”, sostiene Cappellani. Che contesta “una serie di azioni di imperio che hanno fatto venire meno proprio il sentirsi comunità ”, a partire dai “facilitatori” voluti con la “volontà di eliminare ogni voce critica e ogni pensiero pensante”.
Infine contesta che in Sicilia il M5S “è in preda all’anarchia, non vi è una linea comune, molto spesso, e senza confronto, vengono prese posizioni contro i nostri stessi alleati di governo e contro le azioni dei nostri stessi ministri. Gli amministratori locali sono abbandonati a se stessi. E mi fermo qui”.
Il 5 gennaio scorso Cappellani aveva sostenuto con il Corriere della Sera di non aver effettuato le restituzioni a causa di un “inconveniente tecnico”:
«Sto per inviare ora una mail all’audit di tirendiconto.it per spiegare che il mio è solo un inconveniente tecnico»: Santi Cappellani, deputato siciliano, prova a raccontare i motivi del suo ritardo (di un anno) nelle rendicontazioni. «Le restituzioni sono disposto a farle, ma sono tecnicamente impossibilitato», dice. E aggiunge: «Mi sono dimenticato la password, mi era già capitato lo scorso anno e ora non riesco ad accedere alla pagine che servono per caricare i bonifici».
(da “NextQuotidiano”)
argomento: denuncia | Commenta »
Gennaio 7th, 2020 Riccardo Fucile
DIECI PARLAMENTARI A RISCHIO
Nel pomeriggio prima resa dei conti a Montecitorio. I morosi dovrebbero avere ancora alcuni giorni per mettersi in regola. Ma la questione delle restituzioni si intreccia ai malumori politici. Favorendo una miscela esplosiva nel Movimento
L’appuntamento è per il primo pomeriggio a Montecitorio. I tre probiviri del Movimento – Raffaella Andreola, Jacopo Berti e Fabiana Dadone – stileranno la lista dei “morosi”, di quei parlamentari cioè in ritardo cronico con i bonifici delle restituzioni.
Probabilmente si tratterà solo di una prima resa dei conti, in vista dell’assemblea di giovedì prossimo con Luigi Di Maio. Ma è un nuovo momento di tensione per i 5Stelle.
I vertici pentastellati hanno optato per il pugno duro nei confronti dei malpancisti. Ma le sanzioni disciplinari previste per i ‘morosi’ “saranno proporzionali ai mesi di ritardo” nel versamento delle restituzioni.
E comunque, prima dell’espulsione vera e propria, ci saranno una decina di giorni per mettersi in regola. Per ravvedersi. E d’altra parte, negli ultimi giorni – da quando cioè è stato annunciato il pugno duro – molti hanno messo mano ai bonifici.
Le situazioni più gravi riguardano una decina di parlamentari, ma ce ne sono altri 20 a rischio.
Nelle ultime ore è diventata esplicita la protesta di Dalila Nesci, la deputata calabrese che si era autocandidata per le regionali del 26 gennaio ma non è stata presa in considerazione dai vertici.
Tra chi rivendica la “disobbedienza” c’è il senatore Michele Giarrusso, da tempo su posizioni di dissenso: ha detto di non rendicontare da un anno perchè i soldi gli servono per le cause legali legate alla sua attività politica.
Alcuni contestano anche le modalità dei pagamenti: i fondi vengono versati a beneficiari decisi di volta in volta dai vertici, ma questo non avviene da quasi un anno. “Sono in sciopero bianco, rimborserò su un fondo statale”, dice il deputato cagliaritano Andrea Vallascas.
Un’altra deputata, Flora Frate, napoletana dice: “Farò la mia parte quando potremo scegliere a chi pagare”.
Tra i “ribelli” anche Lello Ciampolillo, pugliese, entrato in conflitto con il Movimento sul caso Xylella. Naturalmente le eventuali defezioni in Senato sono le più rischiose per il governo – a Palazzo Madama i numeri sono a rischio – e le più interessanti per la Lega.
Oltre ai soldi delle restituzioni – gli ultimi fondi raccolti sono andati a febbraio scorso agli alluvionati di Liguria, Sicilia e Friuli – c’è poi il contributo a Rousseau: 300 euro al mese. Una somma che i candidati 5Stelle si impegnano a versare nel momento della candidatura. Presto verrà chiuso anche questo bilancio e potrebbero essere denunciati nuovi ritardi. Scatenando altri mal di pancia.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »