Gennaio 29th, 2020 Riccardo Fucile
AD ACCOGLIERE I PROFUGHI UN PERFETTO SISTEMA DI SOCCORSO
Ha attraccato al molo San Cataldo di Taranto la ‘Ocean Viking’, nave Ong di Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere che ha ottenuto questo porto sicuro per sbarcare le 403 persone soccorse nel Mediterraneo (216 uomini, 38 donne e 149 bambini).
Altre quattro, una donna che presentava gravi ustioni causate da carburante, e i suoi tre figli, erano state trasportate in elicottero a Malta.
A bordo, fa sapere la Prefettura di Taranto, ci sono anche 12 donne incinte, 132 minori non accompagnati (alcuni tra 11 e 13 anni) e 20 nuclei familiari. Provengono da Marocco, Guinea, Senegal, Burkina Faso, Kenya, Nigeria, Mali e Somalia.
Sulla banchina è stata allestita la collaudata macchina dell’accoglienza coordinata da Prefettura e Comune, con il supporto delle forze dell’ordine e di Croce Rossa, 118, Protezione Civile e volontariato, per controlli sanitari, generi di prima necessità e indumenti. I minori non accompagnati saranno trasferiti in strutture comunali, gli altri all’Hotspot per identificazione e fotosegnalamento prima dello smistamento in altri centri.
Hanno affrontato un ‘viaggio da incubo’, secondo il racconto dei soccorritori. dalla Ocean Viking.
Salvati nei giorni scorsi nel Mediterraneo, in cinque operazioni notturne complicate anche dalle condizioni meteomarine, molti erano stipati in barchini pieni d’acqua che sono stati più volte sul punto di ribaltarsi.
Altri, anche donne incinte e bambini, soffrivano di ipotermia e mal di mare e, coperti di carburante, viaggiavano a bordo di un gommone sovraffollato. Tra loro, allo sbarco, volti sorridenti ma provati dalla stanchezza e dalla tensione.
Gli operatori sanitari, a quanto si è appreso, hanno rilevato due casi di tubercolosi e alcuni casi di ustioni da idrocarburi, dovute al contatto tra la benzina a bordo e l’acqua di mare, ma in generale le condizioni dei sopravvissuti sono ritenute “abbastanza buone”.
I minori, oltre un terzo, sono destinati a comunità educative di Taranto e provincia, gli adulti trasferiti in bus all’hotspot, vi resteranno 48-72 ore per le procedure di identificazione prima di essere condotti in altri centri.
“I salvataggi sono stati difficili – ribadiscono i soccorritori – con il mare mosso, di notte. Ci sono state scene di panico ma è stato compiuto un lavoro straordinario da parte di Sos Mediterranee e Medici senza frontiere. Anche l’equipaggio è stanco, si tratta di recuperare persone in acqua che rischiano la vita. Questi migranti meritano un pò di pace e riposo, ora potranno iniziare una nuova vita in Italia e all’estero”.
(da agenzie)
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Gennaio 29th, 2020 Riccardo Fucile
ALLA EX CONSIGLIERA REGIONALE GINA CETRONE CONTESTATA ANCHE VIOLENZA PRIVATA CON L’AGGRAVANTE DEL METODO MAFIOSO
Gli agenti della Squadra Mobile di Latina hanno arrestato Gina Cetrone, già consigliere regionale
del Pdl e dallo scorso anno coordinatrice per il Lazio del partito “Cambiamo! con Toti”, e altre quattro persone, con l’accusa, a vario titolo, di estorsione, atti di illecita concorrenza e violenza privata, con l’aggravante del metodo mafioso.
I fatti si riferiscono al periodo maggio-giugno 2016. L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Capitale guidata dal procuratore Michele Prestipino, si è avvalsa anche del contributo dichiarativo dei collaboratori di giustizia Renato Pugliese e Riccardo Agostino (già sottoposto alla misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a Latina e per il quale si procede separatamente).
Nei confronti di Gina Cetrone e degli altri quattro (Armando detto Lallà , Gianluca e Samuele Di Silvio e poi Umberto Pagliaroli), il gip di Roma Antonella Minunni ha disposto la misura cautelare del carcere.
(da agenzie)
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Gennaio 29th, 2020 Riccardo Fucile
A BRUGHERIO, NEL MILANESE, IN AZIONE I NEONAZISTI DEL NSAB
Lo scorso 27 gennaio, nel giorno consacrato alla Memoria della Shoah, un gruppo di neonazisti del Nsab (NationalSozialistischen Arbeiter Bewegungovvero, anche conosciuti come il Movimento Nazionalsocialista dei Lavoratori) ha messo nelle caselle della posta di alcuni stabili del comune di Brugherio, nel Milanese, dei volantini razzisti contro i commercianti asiatici.
«Compra italiano!», si legge sul volantino. «Boicotta i commercianti asiatici, padroni dell’economia a casa nostra! Così facendo aiuterai i negozianti locali a non fallire e avrai più garanzie sulla qualità dei prodotti».
«Nel denunciare questo atto vergognoso, che speriamo — scrive l’Osservatorio su Facebook — venga perseguito anche penalmente, e che vede protagonista un’organizzazione che già in passato si era distinta per episodi analoghi in Lombardia, in particolare nella provincia di Milano, pubblichiamo il volantino, la foto di uno degli incasellatori, ai fini di una sua possibile identificazione, e una scheda informativa sul Nsab».
Il Nsab, che diffonde la propria sigla sia in tedesco che in Italiano, è stato fondato nel 2002 e si ispira al Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, di memoria hitleriana, conosciuto anche con la sigla Nsdap.
L’Osservatorio ha allegato anche una lista di inchieste e processi in cui sono coinvolti esponenti del Nsab, che riguardano apologia neonazista, comportamenti antisemiti e propaganda negazionista. «Nel settembre del 2014 — scrivono dall’Osservatorio — il Nsab distribuì un volantino a Milano in concomitanza con il festival internazionale di cultura ebraica, ‘Jewish and the city’, dal titolo “Il sangue contro l’oro”, sostenendo “il mai avvenuto olocausto nei suoi confronti».
(da Open)
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Gennaio 29th, 2020 Riccardo Fucile
AFFISSO VOLANTINO CHE INNEGGIA ALLE SS E ALLO STERMINIO DI “EBREI, ROM, FROCI, NEGRI E COMUNISTI”… NECESSARIO TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO
Un volantino razzista sulla bacheca del Partito democratico a Torrebelvicino, in provincia di
Vicenza, riporta l’attenzione sugli episodi di antisemitismo degli ultimi giorni. Fuori dalla sede del Pd, non lontana da quelle di Anpi e Arci è stato appeso un foglio con la scritta: “27 gennaio giornata della memoria ricordiamoci di riaprire i forni: ebrei, rom, sinti, froci, negri, comunisti ingresso libero”.
Sotto una svastica e la sigla “SS VI”, che sta per la milizia speciale tedesca di Verona.
Una scritta elaborata, più raffinata, nella sua efferatezza, rispetto a quelle apparse nei giorni scorsi a Mondovì, Brescia e Torino. Chi l’ha pensata sapeva chi veniva rinchiuso nei campi di concentramento nazista oltre agli ebrei. Anche la grafia ripropone il gotico, a richiamare la fascinazione per il retaggio nazista.
La coalizione civica Schio, che ha pubblicato la foto su Facebook, ha commentato: “Stà¼cke. Pezzi. Così i nazisti chiamavano chi veniva prelevato e rinchiuso nei campi di concentramento. Un pezzo è un oggetto. Essendo un oggetto puoi farci quello che vuoi e quando hai finito di usarlo, lo puoi pure bruciare buttandolo in un forno. Questo foglio affisso oggi a Torrebelvicino racconta questo. La violenza passa attraverso una lenta deumanizzazione. Fa inorridire. Quando non si riconosce la dignità umana altrui si mette in discussione pure la propria”
(da agenzie)
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Gennaio 29th, 2020 Riccardo Fucile
CINQUE ARRESTATI, TRE SOSPESI DAL SERVIZIO A NAPOLI
I carabinieri arrestati per corruzione a Napoli erano al soldo del clan Puca, egemone a Sant’Antimo, come appurato dalle indagini.
L’inchiesta sui cinque militari finiti agli arresti domiciliari e degli altri tre colleghi sospesi dal servizio per un anno (tutti accusati a vario titolo di corruzione, omissione di atti d’ufficio e rivelazione di segreti d’ufficio), però, ha portato alla luce nuovi dettagli sulle dinamiche di asservimento al clan camorristico.
Come scrive Vincenzo Iurillo sul Fatto Quotidiano, le indagini coordinate della Direzione distrettuale antimafia di Napoli — ed eseguite sul campo dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna — hanno rivelato che i militari dell’Arma ricevevano soldi, ma anche champagne, prosciutti, capretti, addirittura case, in cambio della loro protezione al clan Puca sul territorio.
Le indagini si sono avvalse delle parole di due collaboratori di giustizia, ritenuti attendibili dalla Dda.
Uno dei collaboratori ha spiegato il contesto nel quale si muovevano i cinque carabinieri arrestati: due di loro, un appuntato scelto e un maresciallo della Tenenza di Sant’Antimo, erano soprannominati “Starsky & Hutch”, come i due poliziotti protagonisti della nota serie tv degli anni Settanta; a loro, stando alle parole del collaboratore di giustizia, il clan riservava la cifra di 1.500 euro a testa, oltre ai soliti regalini, merce rubata, casse di champagne, prodotti alimentari.
Nel mirino degli inquirenti anche una compravendita di una casa a testa per ciascuno dei carabinieri coinvolti nell’inchiesta.
(da Fanpage)
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