Ottobre 29th, 2020 Riccardo Fucile
I SOLITI SFIGATI CHE INVECE CHE PENSARE ALLE CORNA CHE HANNO IN TESTA DEVONO TROVARE QUALCUNO SU CUI SFOGARE LA PROPRIA INUTILITA’
Il video in cui ha denunciato gli atti intimidatori da parte dei vicini di casa ha fatto il giro del Paese. Camilla Cannoni racconta a Open la sua condizione e perchè è arrivato il momento di ribellarsi
«Mi insultano per il mio modo di camminare, dà fastidio che esco mano nella mano con la mia ragazza, mi dicono “Lesbica pervertita”, “Vorresti essere un uomo”, “Vorresti avere il caz*o tra le gambe”. Insulti continui, da due anni che hanno reso la mia vita un inferno. Adesso basta».
A parlare a Open è Camilla Cannoni, l’infermiera di Genova che ha denunciato in un video l’ennesimo atto intimidatorio subito da parte dei suoi vicini di casa. L’ultimo: specchietto rotto e quattro gomme dell’auto bucate. Una situazione che è diventata insostenibile e che dura da due anni. «Una volta mi hanno detto persino: “Devono abbattere prima te e poi il tuo cane”».
«Non dormo la notte, ho paura che possano farmi qualcosa. Un inferno, ho paura anche ad uscire. Intanto continuano a scrivere a mia madre, non si sono mai fermati». Per la sua avvocata, Cathy La Torre, si tratta di «atti persecutori, di stalking aggravato dall’omofobia».
23 anni, operatrice sono-sanitaria, Camilla ha capito di essere omosessuale due anni fa. «Prima non l’accettavo», al punto che conviveva con un uomo. Dopo aver preso consapevolezza del suo orientamento sessuale, ha conosciuto Martina, la sua attuale fidanzata, con cui adesso convive. «All’inizio, come spesso accade, per i miei genitori è stato uno shock, pensavano fosse solo un periodo». Per la sua avvocata questo caso dimostra che, oggi più che mai, è necessaria una legge contro l’omofobia.
«Noi li abbiamo già diffidati per interrompere gli atti persecutori riconducibili al movente omofobo. Ora abbiamo tre mesi per denunciarli, ci auguriamo che passi la legge Zan così da poterla utilizzare», ha concluso la sua avvocata.
Una storia, quella di Camilla, che ricorda gli insulti ricevuti da Martina ed Erika, le due ragazze lesbiche che hanno aperto la pagina Instagram Le perle degli omofobi.
Proprio ieri alla Camera sono stati approvati i primi cinque articoli, su dieci, del ddl Zan contenenti misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi legati al sesso, al genere, all’orientamento sessuale, all’identità di genere e alla disabilità . L’esame della legge sull’omofobia riprenderà martedì 3 novembre.
Poi il testo dovrebbe passare al Senato.
(da Open)
argomento: denuncia | Commenta »
Ottobre 29th, 2020 Riccardo Fucile
IL FONDATORE DI “LIBERO” METTE IN LUCE LE CONTRADDIZIONI SOVRANISTE DI CHI CRITICA MA NON HA UNA SOLUZIONE ALTERNATIVA: “FUORI LE IDEE INVECE DELLE BESTEMMIE”
Il tweet che Vittorio Feltri ha pubblicato nella tarda serata di ieri potrebbe sembrare scritto
da un’altra persona ma è stato proprio lui.
Il fondatore di Libero ha speso parole a suo favore scagliandosi contro chi lo critica ma non è in grado di fornire soluzioni alternative.
Feltri difende Conte anche in riferimento a quello che sta accadendo fuori dal nostro paese — in particolare in Spagna, Francia e Germania -.
Voi al posto suo che fareste? Questo il messaggio di Feltri per tutte le persone che criticano la gestione Conte e la risalita dei contagi di cui alcuni danno la colpa al governo e al suo capo.
«Conte sarà quel che sarà , ma voi al suo posto avreste suggerito quale soluzione al dilagare del virus?», comincia Feltri, «All’estero stanno male come noi o addirittura peggio. Fuori le idee invece delle bestemmie» conclude.
Non solo Feltri, comunque: sono in tanti gli esponenti politici che un giorno la pensano in un modo e un giorno in un altro
Troppo spesso, ancora, dimentichiamo che le differenze di visione politica in questo momento dovrebbero valere meno di zero e che è più importante costruire che demolire.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Ottobre 29th, 2020 Riccardo Fucile
COSA DICE IL DECRETO 286/98: IL FOGLIO DI VIA E’ UN INVITO A LASCIARE IL TERRITORIO NAZIONALE ENTRO 15 GIORNI, COSA CHE IL TUNISINO HA FATTO… SOLO SE FOSSE STATO ESPULSO GIA’ UNA VOLTA E’ PREVISTO IL RIMPATRIO FORZATO
In Italia ci sono tre diversi tipi di espulsione, che hanno destinatari diversi e diverse possibilità di ricorso (articoli 13, 15 e 16 del decreto legislativo 23.7.1998 n° 286/98, Testo Unico sull’Immigrazione).
Espulsione amministrativa (articolo 13)
1) Espulsione amministrativa data dal Ministero dell’Interno (dandone preventiva notizia al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministero degli Affari Esteri).
Destinatari:
chi costituisce un pericolo alla sicurezza dello Stato o per l’ordine pubblico, anche se non residente nel territorio dello stato e se titolare del permesso o della carta di soggiorno (permesso permanente). La discrezionalità , in merito, del Ministero dell’Interno e dei suoi rappresentanti (i Prefetti) è totale.
Conseguenze:
accompagnamento immediato alla frontiera tramite le forze dell’ordine.
Ricorso
Nessun ricorso che blocchi l’espulsione. Entro 30 giorni si può ricorrere (anche personalmente) al T.A.R. del Lazio, tramite il consolato italiano del paese d’origine
2) Espulsione amministrativa data dal Prefetto
Destinatari:
chi è entrato clandestinamente;
chi è entrato legalmente, ma non ha richiesto un permesso di soggiorno entro 8 giorni dal suo ingresso;
chi ha il permesso scaduto da più di 60 giorni e non ha chiesto il rinnovo;
chi ha il permesso revocato o annullato;
chi non può provare che il suo reddito proviene da fonti lecite e quindi può essere sospettato dalla polizia di vivere con soldi illegali (art. 13 legge 646/82), anche se ha il permesso o la carta di soggiorno;
chi è sospettato dalla polizia di appartenere ad associazioni di tipo mafioso (art. 2 legge 327/88), anche se ha il permesso o la carta di soggiorno;
chi è già stato espulso con un foglio di via e non se ne è andato entro 15 giorni;
chi è già stato espulso, è tornato nel suo paese, ma è ritornato in Italia prima di 5 anni, senza la speciale autorizzazione del Ministero degli Interni (l’unico che può autorizzarlo a rientrare prima)
Conseguenze:
foglio di via (decreto di intimazione a lasciare l’Italia entro 15 giorni) se:
è la prima volta che I”immigrato viene espulso;
ha con se un documento d’identità valido (passaporto o attestato consolare di nazionalità ) e la polizia ritiene che abbia un buon inserimento sociale, familiare e lavorativo.
accompagnamento immediato alla frontiera, tramite le forze dell’ordine, se l’immigrato fermato:
aveva già avuto un foglio di via e non se ne è andato entro 15 giorni:
non ha nessun documento valido che dice di che paese è e chi è (dichiarazione consolare d’identità o passaporto);
non ha un buon inserimento (non ha casa, non ha lavoro, non ha famiglia) e quindi, secondo la polizia, è probabile che scappi.
Ricorso:
contro il foglio di via: entro 5 dalla data in cui si è ricevuto il decreto di espulsione si può fare ricorso al Giudice Unico del Tribunale (del luogo in cui la polizia ha dato l’espulsione), che deve rispondere entro 10 giorni, dopo un’unica udienza in cui l’immigrato può essere sentito. Il ricorso può essere scritto dall’immigrato. L’espulsione non è bloccata dal ricorso, ma non può essere eseguita prima che passino i 15 giorni dalla notifica del decreto, quindi l’immigrato che ricorre non può essere espulso prima di aver ricevuto la risposta del giudice. Se si perde il ricorso si può andare in Cassazione, ma trascorsi i 15 giorni l’espulsione può essere eseguita, perchè il ricorso in Cassazione non ha effetto sospensivo.
contro l’accompagnamento immediato: nessun ricorso che blocchi l’espulsione. Entro 30 giorni si può ricorrere (anche personalmente) al T.A.R. tramite l’ambasciata italiana o il consolato dal paese d’origine. Chi vince ha il diritto a rientrare, ma deve farlo in modo legale (con permesso o visto).
Espulsione a titolo di misura di sicurezza (art. 15)
Data dal Giudice in aggiunta alla condanna penale, al momento in cui emette la sentenza del processo, viene citata nel dispositivo della sentenza
Destinatari:
chi ha avuto un processo penale, per qualsiasi reato previsto dall’art. 380 del Codice di procedura penale (arresto obbligatorio in flagranza di reato) o dall’art. 381 (arresto facoltativo in flagranza di reato) e sia considerato dal Giudice socialmente pericoloso. La legge dà al Giudice una discrezionalità totale in merito, non ha importanza il tipo di reato di cui l’imputato si è reso colpevole.
Conseguenze:
espulsione, eseguita con accompagnamento in frontiera, alla fine della pena.
Ricorso:
Si può ricorrere in Appello e in Cassazione, insieme al ricorso contro la condanna ricevuta, ribadendo e motivando la non pericolosità sociale.
Riepilogando
Il tunisino rientra nella seconda casistica: era entrato in Italia illegalmente, non ha mai presentato richiesta di asilo e, non rappresentando un problema di sicurezza nazionale, è stato oggetto di foglio di via con obbligo di lasciare l’Italia entro 15 giorni.
Cosa che ha fatto dirigendosi in Francia.
Semmai erano i gendarmi francesi a doverlo respingere, non certo quelli italiani. Teoricamente poteva recarsi a Nizza per prendere un volo per Tunisi e rientrare in patria.
Dato che era la prima volta che arrivava in Italia, la legge prevede che non potesse essere accompagnato in maniera coatta in Tunisia.
Chi chiede le dimissioni della Lamorgese prima si legga le leggi italiane (e poi le modifichi se non gli piacciono o taccia)
(da agenzie)
argomento: Giustizia | Commenta »
Ottobre 29th, 2020 Riccardo Fucile
IL PROBLEMA E’ CHE LA “GUERRA” TRA FRANCIA ED ERDOGAN STA INCENDIANDO LA PROTESTA… IN ITALIA NESSUNO OFFENDE LA RELIGIONE ALTRUI E NESSUNO VA FUORI DI TESTA PER REAZIONE
Brahim A., il killer di Nizza, «è arrivato da pochissimo tempo da Lampedusa». Lo ha twittato il
deputato della regione di Nizza, Eric Ciotti, affermando di aver appena chiesto ad Emmanuel Macron, in una riunione sul luogo dell’attentato, di «sospendere qualsiasi flusso migratorio e qualsiasi procedura di asilo, in particolare alla frontiera italiana».
La conferma è arrivata da fonti degli apparati di sicurezza italiane.
Sono attualmente in corso gli accertamenti per ricostruire gli spostamenti dell’uomo. Il Corriere della Sera scrive che l’uomo — di nome Aouissaoui Bahrain, nato in Tunisia il 29 marzo del 1999 — il 9 ottobre si trovava a Bari, dove sarebbe stato trasferito nel centro di identificazione e fotosegnalato dalla questura.
Dopo l’identificazione sarebbe stato inserito nei terminali per «illecito ingresso in territorio nazionale». Secondo quanto scrive il quotidiano, nella tasca dell’uomo è stato trovato un foglio rilasciato dalla Croce Rossa Italiana, lo stesso che gli inquirenti francesi avrebbero usato per identificarlo.
I precedenti
Già nel 2011, con Silvio Berlusconi premier e Roberto Maroni ministro dell’Interno sempre da Lampedusa transitò Anis Amri, l’autore della strage al mercatino di Natale di Berlino nel 2016. All’epoca, dopo essere sbarcato sulle coste italiane Amri era stato trasferito in un centro per minorenni in Sicilia.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Ottobre 29th, 2020 Riccardo Fucile
UNA TESI A RADIO ANCH’IO, QUELLA OPPOSTA SU TWITTER
“Un lockdown? Se ci sono le necessità di farlo è giusto farlo”. Dopo giorni di proteste contro le chiusure previste dal nuovo Dpcm anti-Covid e settimane passate a invocare di mantenere l’Italia attiva ed affrontare l’emergenza coronavirus senza nuove chiusure, il leader della Lega, Matteo Salvini, intervistato da Radio Anch’io questa mattina ha virato verso toni più prudenti e moderati.
Qualche ora dopo, però, su Twitter ha fatto una controsterzata: “La chiusura totale? Sarebbe un disastro”.
In mattinata, in radio l’esponente del Carroccio ha sottolineato che, senza un arresto dei contagi da coronavirus, la soluzione, “se necessaria”, potrebbe essere un nuovo lockdown, come a marzo. Ma, sottolinea Salvini, “mi auguro che non ce ne sia bisogno. Però, siccome la vita viene prima di tutto, se serve il lockdown si fa”.
Non una vera e propria svolta nell’atteggiamento nei confronti del governo e delle misure restrittive per la lotta al Covid19, ma una sterzata, quella di Salvini, frutto della presa d’atto che i contagi continuano ad aumentare e la situazione sta peggiorando di giorno in giorno.
Dopo qualche ora, però, il leader del Carroccio ha fatto retromarcia e poco prima del suo intervento al Senato sull’informativa del premier Cnte sul Dpcm, Matteo Salvini ha pubblicato su Twitter un post in cui si schiera nuovamente contro ogni ipotesi di lockdown in Italia. “Chiusura totale? Sarebbe un disastro (non tanto per Conte), ma soprattutto per gli italiani. Bisogna lavorare per evitarlo, a ogni casto, tra le altre cose con cure e tamponi a casa”, scrive Salvini.
Che in una sola mattina dice tutto e il contario di tutto.
(da agenzie)
argomento: Costume | Commenta »
Ottobre 29th, 2020 Riccardo Fucile
QUANDO SONO ALL’OPPOSIZIONE (COME IN ITALIA) I SOVRANISTI STRILLANO CONTRO LE RESTRIZIONI, QUANDO GOVERNANO MANDANO LA POLIZIA E INVITANO A FARE LA SPIA
La tragicomica vignetta del Times di oggi dice tutto: poliziotti sul tetto di una casa privata che, come
Babbo Natale, si preparano a entrare scendendo dal camino. Uno ha la pettorina catarifrangente “Rule of Six Squad”, ossia “Unità per il rispetto della regola del sei”, per cui in gran parte del Regno Unito non ci si può assembrare in più di sei persone, nell’ambito delle restrizioni contro il coronavirus.
In basso alla vignetta di Peter Brookes, la didascalia: “Natale 2020”.
Già , perchè hanno detto più o meno questo il ministro degli Alloggi Robert Jenrick, e il commissario delle West Midlands (centro Inghilterra) David Jamieson: “I poliziotti avranno il potere di entrare in casa qualora ci siano sospetti su assembramenti superiori a sei e, nell’eventualità , anche interrompere il cenone di Natale”. Jamieson non ha escluso “possibili rivolte”, in un simile scenario.
Apriti cielo. Gli avvertimenti di Jenrick e Jamieson hanno scatenato polemiche in Regno Unito, in quanto vanno a toccare l’essenza di una certa “Britishness”, la britannicità .
Non solo perchè si tratta di un’invasione nel privato da parte della polizia, cosa che gli inglesi più tradizionalisti associano agli Stati autoritari, ma anche perchè le autorità britanniche stanno esortando sempre di più la popolazione a fare delazioni e segnalare coloro che, secondo loro, stanno violando le norme sugli assembramenti anti Covid.
Un’altra bastonata alle secolari convenzioni inglesi, in un Paese dove la discrezione e la privacy sono molto importanti e dove per questi motivi non esiste nemmeno la carta d’identità : non è un caso che a Londra il 60% degli abitanti non abbia mai conosciuto i propri vicini.
Ma questo pare essere il nuovo corso del governo Johnson, che di convenzioni, politiche e sociale, ne ha già infrante parecchie. Secondo il suo esecutivo questi comportamenti da “spioni” sono necessari per mettere un freno alla spirale dei contagi che, come in altri Paesi, sembra inarrestabile ed evitare un secondo lockdown.
Scenario che il premier britannico vuole evitare a tutti i costi a poche settimane dalla materializzazione della Brexit: ieri in UK ci sono stati 24.701 nuovi casi di coronavirus (+1.816 rispetto a martedì) con 310 morti (57 in meno di martedì ma 119 in più rispetto al mercoledì precedente). Ma molti non ci stanno: proprio ieri, la star della Bbc durante la mattina, Victoria Derbyshire, aveva detto che non avrebbe “mai rispettato la regola del 6 a Natale”, per poi fare marcia indietro.
Ma quanto potrà resistere Boris Johnson nel suo no al lockdown? Oggi gli vanno in soccorso i giornali “amici” come Daily Mail ed Express (“Boris, non farlo
Oramai la pressione di scienziati e medici sul premier è enorme: secondo l’Imperial College di Londra ci sarebbero già 100mila contagi reali di Covid al giorno e per diversi scienziati si rischiano 85mila morti per la seconda ondata. Ma allo stesso tempo almeno metà del partito conservatore sostenuta dal ministro delle Finanze Sunak è assolutamente contro il lockdown e sta facendo pressione per evitarlo.
Anche perchè tra due giorni finisce la cassa integrazione e si temono milioni di disoccupati. Alla fine potrebbe accadere che il premier applicherà il livello più duro di restrizioni regionali a poco a poco a tutto il Paese, anche per non darla vinta al leader laburista Keir Starmer che chiede da settimane il lockdown nazionale. Ma secondo gli scienziati non basta: bisogna chiudere tutto e subito.
Il Natale ha generato polemiche anche in Scozia. Uno degli scienziati del governo locale di Edimburgo contro la pandemia ha detto la settimana scorsa che la popolazione si dovrà preparare a un “Natale digitale”, il primo della storia, vista la crisi del Covid e la seconda ondata in atto. Una frase shock nella popolazione soprattutto per una festività così sentita. Poi le autorità scozzesi hanno poi ritirato i loro commenti, ma era troppo tardi. Il cenone di Natale in Regno Unito sarà molto probabilmente su Zoom. Oppure ci sarà il rischio che i poliziotti bussino alla porta.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Ottobre 29th, 2020 Riccardo Fucile
UN RAGAZZO RACCONTA I SACRIFICI DI SUA MADRE, IMPEGNATA IN PRIMA LINEA CONTRO IL COVID
“Mia madre guadagna poco più di 1500 euro al mese, lavora da 42 anni e non vede sua madre, che è mia nonna, 95 anni, dallo scorso marzo”.
Recita così un post condiviso su Facebook da Luis, figlio di un’infermiera calabrese impegnata nella lotta al Covid-19.
Il giovane ha postato una foto della donna, di cui non si scorge neanche il volto per via dell’abbigliamento e dei dispositivi di protezione indossati nello svolgimento del suo lavoro.
Il ragazzo parla di una telefonata avuta con la madre. “Cosa fai?”, chiede Luis. La risposta della madre: “Sono in ambulanza. Abbiamo portato tre casi Covid da malattie infettive a casa, da un ospedale a un altro e da una rianimazione all’altra. Poi sanifichiamo e andiamo a prendere il quarto”.
Il giovane racconta che la medicina è una vocazione per la sua famiglia. “Mia mamma è sorella, figlia, zia, cugina, nipote di medici e vedova di un anestesista”, si legge.
E prosegue con parole di affetto e stima: “Credo che mia madre sia una delle infermiere migliori che il sistema sanitario nazionale possa vantare. Nel suo ambiente è famosa per essere in grado di prendere vene in condizioni assurde e per aver fatto partorire delle donne a bordo strada in piena montagna, lontano dall’ospedale, perchè gli ospedali fuori dalle città si è deciso che non servono più”.
Passione, impegno e dedizione ma anche tante difficoltà . “Mia mamma non vede sua madre, che è mia nonna, 95 anni, dallo scorso marzo”, scrive il giovane presentando un esempio di lontananza forzata dagli affetti che gli operatori sanitari impegnati nell’emergenza Covid sono costretti a sostenere.
(da “Huffingtonpost”)
argomento: denuncia | Commenta »
Ottobre 29th, 2020 Riccardo Fucile
AURORA, 22 ANNI, DOVEVA ENTRARE AL PRONTO SOCCORSO CON IL PAZIENTE A BORDO, OTTO ORE DI ATTESA… OGNI GIORNO IN TRENO E, QUANDO NON E’ DI TURNO, FA ANCHE LA VOLONTARIA DEL 118: “QUANDO TORNO A CASA RINGRAZIO DIO PERCHE’ HO FATTO IL MIO DOVERE”
Stremata, distesa come può sul volante dell’ambulanza del 118. Ha fatto il giro del web la foto che
ritrae l’infermiera Aurora Tocco ed è già diventata una delle immagini simbolo di questa seconda ondata di coronavirus.
La 22enne stava attendendo da otto ore il tampone per un paziente Covid, davanti a Villa Sofia a Palermo. Lo scatto è stato postato su Facebook da un collega dell’infermiera.
“Sto pensando a ciò che ho vissuto assieme alla mia èquipe, vestiti per otto ore di fila con un sospetto in ambulanza poi positivo. Otto ore interminabili e ancora non è finita”, ha scritto il soccorritore.
L’intervento, infatti, è cominciato alle 10 del mattino e si è concluso solo alle 18, quando si è avuto l’esito del tampone molecolare risultato positivo.
Nelle tende attrezzate del pre triage all’esterno dell’ospedale ci sono malati positivi che aspettano di essere visitati e poi trasferiti nei reparti Covid 19.
Nel frattempo, il personale sanitario con il malato a bordo resta in ambulanza, con l’equipaggio che non può muoversi e il paziente preso in carico che attende il suo turno
Aurora lavora all’Ospedale dei Bambini di Palermo, ma quando non è di turno sale sui mezzi del 118 “per la passione, per il mio impegno, la spinta che mi fa alzare la mattina” racconta a Live Sicilia.
“Sono una ragazza fortunata e mi aiuta molto la riconoscenza delle persone, quando andiamo per servizio. Qualcuno pensava che il Covid fosse tutto una finzione e adesso che, purtroppo, è positivo, si rende conto della realtà . Il Coronavirus è un nemico invisibile. Ma c’è chi lo nega anche per paura. Io vivo a Cinisi con la mia famiglia, ogni giorno prendo il treno. Sognavo di lavorare in un ospedale a sedici anni, quando frequentavo la scuola. La medicina è il mio sogno da sempre, come lo studio del corpo umano, questa macchina bellissima che può incepparsi”.
Noi non siamo eroi, siamo persone. Vinceremo la battaglia per merito di tutti. Cosa penso la sera, sul treno, quando torno? Ringrazio Dio perchè ho fatto il mio dovere. Non lo facciamo per lo stipendio, lo facciamo per gli altri. Ora mi scusi, sono arrivata”.
(da Fanpage)
argomento: radici e valori | Commenta »
Ottobre 29th, 2020 Riccardo Fucile
IL RETROSCENA SULLA COALIZIONE SVELATO DA BRUNO VESPA
Il dettaglio non era ancora stato rivelato. Eppure, nell’ultimo libro di Bruno Vespa — intitolato Perchè l’Italia amò Mussolini — si legge un patto che starebbe dietro al rafforzamento della coalizione di centrodestra con Forza Italia all’interno.
Infatti, nella prima fase della gestione della pandemia — lo ricorderete — il partito aveva offerto un supporto esterno al governo guidato da Giuseppe Conte.
Ora, invece, sembra essere riallineato alle posizioni più intransigenti di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni. Cosa ha fatto cambiare idea a Forza Italia? La promessa — a quanto pare — di Silvio Berlusconi presidente della Repubblica.
L’indiscrezione, dunque, arriva proprio da Bruno Vespa, che ha riportato il dettaglio
«Il patto di fedeltà reciproca (anti-inciucio), sottoscritto dai tre ala vigilia delle elezioni regionali di settembre, si spiega con un retroscena mai reso pubblico. Salvini e Meloni hanno assicurato che, se Forza Italia fosse rimasta fedele alla coalizione, loro avrebbero votato Berlusconi presidente della Repubblica nel 2022».
Bruno Vespa, da sempre molto vicino a Silvio Berlusconi che ha presentato diverse volte i suoi libri usciti in autunno e spesso diventati best seller durante le vacanze natalizie, ha affermato che l’aspirazione di diventare presidente della Repubblica è sempre stata al primo posto nei pensieri del Cavaliere.
Tuttavia, l’unico ostacolo principale di questa scalata al Quirinale sarebbe la sua età : nel 2022, con la scadenza del mandato di Sergio Mattarella, avrebbe 85 anni e — alla fine del settennato — gli anni diventerebbero 92.
Tuttavia, secondo Bruno Vespa, l’età non sarebbe comunque un deterrente per il piano di Silvio Berlusconi presidente della Repubblica: e il voto di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni non farebbe altro che tenerlo vicino, in questo periodo in cui Forza Italia rappresenta comunque un bacino elettorale decisivo per la coalizione di centro-destra, proprio con questa promessa e questa prospettiva.
(da agenzie)
argomento: Berlusconi | Commenta »