Dicembre 22nd, 2020 Riccardo Fucile
BELLANOVA: “UN PASSO AVANTI”
Italia Viva esce da Palazzo Chigi con un primo risultato. “Finalmente Conte ha preso atto
che le nostre proposte sono assolutamente positive e la task force nel testo” del Recovery che “ci è stato mandato ieri sera non c’è più. È un passo avanti” dice la capodelegazione di Iv Teresa Bellanova dopo il vertice con il premier a Palazzo Chigi.
Al Cdm in cui è stata presentata la prima bozza del recovery Plan “Conte ha impiegato un’ora e 27 minuti per illustrarci la task force. Dopodichè il ministro Amendola ha parlato mezz’ora dei contenuti” del piano, ricorda la titolare dell’Agricoltura.
“Ora la questione della governance è scomparsa e finalmente si comincia a discutere di numeri e contenuti”, aggiunge.
A chi gli chiede se siano finiti “i pretesti” per far cadere il Governo Bellanova risponde: “E’ un pretesto dire che secondo l’Inps in questo Paese le assunzioni sono calate del 34%? E’ un pretesto dire che servono poderose politiche attive perchè se non ci rendiamo conto che, continuando con i bonus e la Cig, quando finirà il blocco di licenziamenti ci ritroveremo assieme a milioni di disoccupati?”.
Secondo Bellanova, il Governo “può stare sereno se risolve i problemi”. Ad esempio sui soldi alla sanità “se continuano ad esserci 9 miliardi sulla sanità , perchè non si riflette sulla possibilità di mettere in campo i 36 miliardi del Mes che hanno anche meno condizionalità del Recovery?”.
La delegazione di Italia Viva ha preso qualche giorno di tempo per esaminare la documentazione illustrata nel corso dell’incontro con il presidente del Consiglio. Già lunedì faranno pervenire un loro contributo di sintesi così come le altre forze politiche. Subito dopo partiranno dei tavoli di confronto.
(da agenzie)
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Dicembre 22nd, 2020 Riccardo Fucile
“E’ COME CHIUDERE LA STALLA QUANDI I BUOI SONO SCAPPATI”
“Bloccare i voli dalla Gran Bretagna è una decisione che mi lascia perplesso. E’ come chiudere la stalla quando i buoi sono scappati”.
Lo ha detto Massimo Galli in un’intervista al Domani. Per l’infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, la variante britannica del Covid “circola già da settembre in tutta Europa”
La notizia dell’alta contagiosità del virus “non deve farci cadere nella depressione, anche perchè ci sono buone probabilità che la profilassi in arrivo proteggerà anche contro i
ceppo inglese”.
“Alcuni dati preliminari – prosegue Galli – fanno ipotizzare che la variante inglese non sia più pericolosa e letale, ma che si diffonda più rapidamente. Questo preoccupa per la tenuta dei sistemi sanitari, ma la capacità del nostro corpo di rispondere all’infezione dovrebbe invece essere la stessa rispetto a quella provocata dal ‘vecchio’ coronavirus. Non sappiamo ancora se questa trasformazione sia davvero influente ai fini della efficacia dei vaccini scoperti finora, che, probabilmente, funzioneranno anche contro la variante britannica
“E’ la prima volta che l’uomo inventa un vaccino per un coronavirus che ha fatto un salto di specie sull’uomo – dice ancora Galli -. Credo che le case farmaceutiche potranno adeguare le loro piattaforme al nuovo ceppo. Quelle già utilizzate per la ricerca e la produzione pensata per la variante che conosciamo già . Si perderebbe qualche mese. Speriamo non sia necessario”.
(da agenzie)
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Dicembre 22nd, 2020 Riccardo Fucile
I RIENTRI SENZA CONTROLLI DAL REGNO UNITO ALL’ITALIA
Fino a domenica 20 dicembre, giorno in cui sono stati bloccati i voli dal Regno Unito
all’Italia, le falle del sistema di controllo sui passeggeri erano frequenti negli aeroporti italiani.
Abbiamo raccolto le testimonianze dei viaggiatori
Si preannunciava un ritorno a casa complicato ma non impossibile. Fino al 9 dicembre per chi partiva per l’Italia dal Regno Unito era addirittura possibile fare un tampone direttamente in aeroporto una volta arrivati. Nel Regno Unito il governo di Boris Johnson aveva deciso di «salvare il Natale», allentando le restrizioni dal 3 dicembre dopo un semi-lockdown lungo un mese, e anche se l’Italia si avviava verso un suo lockdown natalizio, per quanto complicate, le regole permettevano comunque di tornare a casa.
Poi il governo britannico ha scoperto una nuova variante del Coronavirus, che potrebbe spiegare la recente impennata di casi, innescando una reazione a catena di chiusure che ha contagiato anche l’Italia, e ha introdotto il blocco di voli dal 20 dicembre fino al 6 gennaio.
Nel frattempo però — da inizio dicembre fino a ieri domenica 20 dicembre — sono continuati i ritorni in Italia senza grandi problemi (come si evince anche dai nuovi casi di positività al Coronavirus riscontrati in Italia).
Se la negatività al tampone era fra i requisiti, diverse testimonianze raccontano che l’obbligatorietà è rimasta ferma nel regno delle enunciazioni senza atterrare mai in quello dei fatti. Un passaggio reso ancora più difficile dal fatto che dal 9 dicembre in poi gli aeroporti italiani hanno smesso di fare i tamponi a chi arrivava.
«All’atterraggio a Fiumicino nessuno ha verificato l’esito del tampone», raccontano due passeggeri su un volo Alitalia atterrato a Roma Fiumicino da Londra Heathrow il 14 dicembre (a bordo del quale viaggiava anche l’ex premier italiano, nonchè mina vagante dell’opposizione al governo, Matteo Renzi).
«Ho dovuto sventolare il foglio e insistere per farlo ispezionare della polizia — continua Roberta Berardi, insegnante in una scuola privata in Inghilterra -. Hanno ritirato l’autocertificazione e controllato i passaporti, ma il tampone niente».
Vada avanti
La risposta alla domanda se sul volo c’era anche chi non era dotato di tampone è quasi scontata. «Dietro di noi c’era anche una signora che si vantava di non averlo fatto. “Chi ve l’ha fatto fare a pagarlo tutti quei soldi?”, diceva. “Io mi sono messa d’accordo con mio marito che lo avrei fatto appena rientrata in Italia”». Effettivamente è costato parecchio farlo privatamente a Londra prima di partire, il modo più sicuro per effettuare il tampone entro le 48 ore prima della partenza, come era richiesto. Non che anche all’imbarco a Londra se ne siano curati più di tanto. Bastava un’autocertificazione (la prima di due) e poi si andava sulla fiducia.
Arrivati a Roma, la calca. Scesi dall’aereo e diretti sullo shuttle verso il terminal — raccontano — ecco che arriva un gruppo massiccio di passeggeri da un volo arrivato dalla Malesia totalmente sprovvisti di autocertificazione.
I due gruppi si mischiano fin quando — tra incomprensioni varie e problemi di comunicazione — si forma a fatica una fila per compilare o consegnare l’autocertificazione. Nessun controllo sui tamponi, ognuno per la sua strada. Ma non si tratta di un problema prettamente romano. Una conferma arriva da un’altra italiana, Federica Formato, docente all’Università di Brighton, rientrata a Benevento dopo essere volata dal Regno Unito a Napoli il 10 dicembre, il primo giorno in cui gli aeroporti hanno smesso di fare i tamponi.
«Quando siamo arrivati verso le 11 di mattina — racconta — stavano ancora cercando di capire come fare. Al controllo passaporti ci hanno chiesto di compilare o di consegnare l’autocertificazione. Alla partenza non ci hanno chiesto niente. Tra l’altro mi ero rivolta direttamente a Easyjet per chiedere se controllavano i tamponi e mi hanno detto che non sono autorizzati a farlo».
Chi non aveva fatto il tampone poteva comunque passare? «Chi aveva già fatto il tampone poteva andare a casa tranquillamente e a chi non l’aveva fatto consigliava di fare la quarantena per 14 giorni. In teoria era obbligatorio farlo, ma non hanno controllato se tutti avevano il tampone negativo».
Ats rispondi?
Non finisce qui. Una nuova ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza dopo il blocco dei voli impone a chi sia giunto anche nelle scorse due settimane di sottoporsi al tampone molecolare una volta rientrato in Italia.
Così anche la signora che si era messo d’accordo con il marito per farlo in Italia dovrà comunicarlo all’Ats, sempre che riesca farlo. I due passeggeri volati a Roma, che hanno effettuato un altro tampone una volta arrivati a destinazione, hanno detto di non aver ricevuto alcuna sollecitazione da parte dell’Ats. Nel caso di Roberta B., non ha dovuto, nè potuto, fornire i contatti del medico curante visto che è residente all’estero ed è iscritta all’Aire.
Nel caso della ricercatrice di Brighton invece l’Ats non solo non si è ancora fatta viva, ma non si fa neppure trovare. «Sto avendo difficoltà a contattare l’Asl di Benevento — racconta -. A una mia collega in Emilia-Romagna, tornata qualche giorno fa, è arrivata un’email generica dall’indirizzo a cui aveva scritto quattro volte in cui viene detto che presto riceverà un sms con data e luogo per un tampone. Vedremo. Comunque io avevo fatto tre tamponi negativi, non credo di aver portato la variante».
Nonostante il tampone fatto nel Regno Unito, Federica pratica una forma di auto-isolamento volontario in attesa di riuscire ad entrare in contatto con l’Asl per un nuovo tampone. Sempre che non riesca a tornare prima nel Regno Unito. «Il ministro Di Maio ieri ha scritto i voli “con” la Gran Bretagna, quindi non si capisce se il blocco è anche “per” o soltanto “da” il Regno Unito — continua -. Sui siti si possono ancora comprare i voli per la Gran Bretagna. Ad ogni modo, io ho preso un volo per il 18 gennaio».
(da agenzie)
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Dicembre 22nd, 2020 Riccardo Fucile
SONO MIGLIAIA I NOSTRI CONNAZIONALI RIMASTI INTRAPPOLATI A HEATHROW E STANSTED
“Non mi sono mai sentito così abbandonato e deluso in vita mia”, scrive Chris Cauduro. “Vedere concittadini italiani ridotti a dormire in aeroporto e pensare che ora sono ancora lì ad aspettare notizie e aiuti che non arrivano. Che vergogna!”
È una delle tante voci che si levano da un gruppo creato in men che non si dica su Facebook: “Azione collettiva italiani bloccati in Gran Bretagna”.
Sono centinaia, forse migliaia di nostri connazionali, rimasti intrappolati agli aeroporti londinesi di Heathrow e Stansted dalla sospensione dei voli decisa dal nostro governo, come dalla maggioranza dei paesi europei, per limitare il contagio con la nuova variante aggressiva del Covid emersa nella capitale britannica e nel sud-est dell’Inghilterra.
Famiglie con bambini, giovani, anziani, gente che lavora qui e si preparava a rientrare per le vacanze di Natale oppure che era venuta per un soggiorno di studio, lavoro o turismo, e che adesso non sa più quando potrà rientrare.
Fra difficoltà economiche, scarse informazioni e il problema immediato di dove trovare un posto per dormire.
“Io voglio capire a cosa serve avere la cittadinanza italiana a questo punto”, si domanda Juliana Severino sulla pagina formata appositamente su Facebook. “Mai, in tutta la mia vita, avrei pensato di venire abbandonata come un cane dall’Italia. Si è cittadini solo quando hanno bisogno, ma smetti di esserlo in caso di emergenza”.
Giovanni Lombardo: “Ragazzi, sono tanto triste, ci hanno bloccato tutti, come dobbiamo fare?” Gli risponde Alina Diaconu: “Dobbiamo non mollare e continuare a lottare finchè ci rimandano a casa”. E le fa eco Sara Bolognesi: “Ragazzi, non molliamo. Contattiamo i giornali, l’unione fa la forza”.
È un coro di lamentele disperate. “Io avevo il volo per domani per il rientro in Sardegna”, racconta Stefania Solinas. “Sono qui da due mesi, sono stata licenziata e da domani sono fuori casa perchè devo lasciare l’alloggio. Mi sapete dire come devo comportarmi? L’unica cosa che posso fare è andare a dormire in aeroporto, sono nella m…. totale, scusate il francesismo ma è la verità “.
Qualcuno condivide un link a trasmissioni delle tivù italiane su quanto sta succedendo. Gloria Londra condivide il link di un articolo di “Repubblica”, l’intervista alla dottoressa Valentina Sangiorgio, rimasta bloccata a Stansted con la madre quando stava già per salire sull’aereo per Milano: “La mia odissea di italiana bloccata a Londra”.
Luisa Campedelli scrive un post dall’Italia: “Sono la mamma di un ragazzo che ieri sera è stato bloccato con la sua ragazza dopo avere fatto il check in a Stansted. Stavano per tornare definitivamente in Italia, dopo un periodo di lavoro che non è potuto proseguire a causa del Covid 19. Non stavano tornando per mangiare il pandoro in famiglia e poi ritornare in Inghilterra. Quindi non hanno più lavoro nè casa a Londra. Cosa succede ora? Possibile che non si possa avere qualche informazione? Si sta facendo qualcosa per riportare i nostri cari in Italia?”
Poi ci sono quelli che condividono pareri sulla possibilità di risarcimenti: “Abbiamo diritto al rimborso del biglietto e delle tasse aeroportuali”, scrive Giovanni Demetrio Mosello, “lo so, magra consolazione. Solo per coloro che hanno saputo della cancellazione del volo in aeroporto c’è il diritto all’assistenza in loco”.
Ma aggiunge che “le cancellazioni causate da provvedimenti di autorità per il contenimento del Covid rientrano nelle cause di forza maggiore non prevedibili dalla compagnia aerea, di sicuro non è una buona notizia per chi si trova senza alloggio”.
E ancora. Lorenzo Ravagli: “Io questa mattina sono andato a lasciare il mio recapito al Consolato italiano”. Angelo Frusciante: “Ciao ragazzi, siamo tutti nella stessa situazione, ma la vedo dura”. Ciro Di Domenico: “Io ho un biglietto per l’1gennaio e non è ancora stato cancellato”. Come e quando finirà ? Forse ne sapremo di più dopo la riunione dei 27 paesi della Ue stamane a Bruxelles.
Ma il tam-tam dei social media al momento è l’unica forma di comunicazione e sostegno reciproco che aiuta gli italiani di Londra a sopportare l’idea di non potere tornare a casa.
(da “La Repubblica”)
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Dicembre 22nd, 2020 Riccardo Fucile
SE IL CRIMINALE INSISTE NEL SUO DELIRIO IL 20 GENNAIO PREVISTO INTERVENGANO I MILITARI PER SFRATTARLO
Le istituzioni americane si preparano all’insediamento del nuovo presidente, Joe Biden, il
20 gennaio, ma Donald Trump appare sempre più arroccato nel suo rifiuto di accettare la sconfitta elettorale. Una situazione che sta facendo crescere a Washington la preoccupazione.
Trump sarebbe anche arrivato a dire che si rifiuterà di lasciare la Casa Bianca il giorno dell’inaugurazione, spiega la Cnn.
Un’affermazione enorme, che lui ha poi ritirato lasciando comunque allarmati i suoi consiglieri. In realtà diversi mesi prima del voto, a giugno, Biden, prevedendo che Trump non avrebbe accettato la sconfitta, affermò che in caso di rifiuto di lasciare la Casa Bianca sarebbe stato “scortato dai militari”.
“Nessuno sa bene che cosa possa succedere, lui è il presidente per un mese ancora”, affermano alla Cnn fonti della Casa Bianca sempre più allarmate per il fatto che Trump dia ormai solo ascolto ad una pletora di personaggi che hanno assunto posizioni estremiste.
A cominciare da Sidney Powell, avvocato teorica del complotto dei ‘comunisti venezuelani’ per hackerare le macchine elettorali Usa, all’ex consigliere per la Sicurezza Michael Flynn, appena graziato dal presidente, che propone di usare la legge marziale per rifare le elezioni negli Stati chiave dove ha vinto Biden.
A preoccupare anche l’imminente vacanza natalizia a Mar a Lago, dove Trump sarà circondato dai irriducibili che lo potrebbero incoraggiare a continuare a portare avanti la lotta. “Abbiamo vinto a valanga”, ha detto Trump ieri in collegamento telefonico con un gruppo di sostenitori in Florida, negando la realtà dei 7 milioni di voti popolari in più e 306 voti elettorali di Biden.
Le fonti definiscono “inquietante” la prospettiva di Trump “ossessionato” da scenari improbabili per rovesciare le elezioni che incontra personalmente e parla al telefono con queste persone senza il controllo dei suoi consiglieri ufficiali.
Nel cerchio magico degli irriducibili trumpiani c’è anche una new entry, Patrick Byrne, il fondatore di Overstock.com che nel 2019 ha dovuto lasciare la sua società per i suoi commenti sul ‘deep state’, che dopo la riunione alla Casa Bianca ha twittato che i consiglieri di Trump ” vogliono che lui perda e gli mentono, è circondato da mediocri bugiardi”. In passato l’imprenditore ha ammesso di aver avuto per anni una relazione con la spia russa Maria Butina.
(da agenzie)
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Dicembre 21st, 2020 Riccardo Fucile
LEGA 23,4%, PD 20,4%, FDI 16,7%, M5S 14,3%, FORZA ITALIA 6,3%, AZIONE 3,7%
Il sondaggio settimanale di Swg per La7 certifica un alteriore calo dei sovranisti: la Lega perde lo 0,5% e scende al 23,4% mentre Fdi perde lo 0,1% e si attesta al 16,7% non riuscendo quindi a usufruire dei voti persi dalla Lega.
Chi ne trae beneficio è Forza Italia che risale dello 0,4% e raggiunge il 6,3%.
Il secondo partito, il Pd, guadagna lo 0,3% e raggiunge quota 20,4%, mentre il M5S ha un calo analogo a quello della Lega, ovvero scende dello 0,5% e chiude con il 14,3%.
Azione, il partito di Calenda, perde lo 0,1% ma è pur sempre al 3,7%. Sopra il 3% anche Leu che guadagna lo 0,3%.
Sotto i partiti minori Italia Viva (in calo), + Europa (in aumento), Verdi (in calo)
(da agenzie)
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Dicembre 21st, 2020 Riccardo Fucile
FA LO SPONSOR ALLO STESSO GIORNALISTA CHE LO OSPITA IN TV: CONCORDIA DI INTERESSI
Quasi quasi avrebbe dovuto inserire l’hashtag #adv, come fanno gli influencer nelle loro
stories quando sponsorizzano un prodotto e lo consigliano a migliaia di followers.
Salvini sponsorizza Del Debbio e il suo ultimo libro (Tasse, pago quello che posso) in edicola a partire dalla giornata di domani con La Verità e con Panorama. Il leader della Lega — ovvero quel politico che spesso si fa intervistare nelle trasmissioni in cui è presente Del Debbio in veste di conduttore o di opinionista — ha pensato bene di fare una vera e propria sviolinata via social network al giornalista in occasione della presentazione del suo libro.
«Complimenti all’amico Paolo Del Debbio — ha scritto Salvini su Twitter -, voce libera del giornalismo italiano, che da domani è in edicola con il suo nuovo libro, in vendita con la Verità e con Panorama». Il tutto accompagnato dall’emoticon degli applausi.
Se nei giorni scorsi Matteo Salvini si è recato alla presentazione del libro di Bruno Vespa (che tuttavia, nel corso degli anni, si è trasformata in un vero e proprio format dove il giornalista autore del libro invita i politici più per intervistarli che per veri motivi promozionali), la sponsorizzazione dell’ultima fatica saggistica di Del Debbio appare decisamente più originale.
La domanda che ci si pone è: è possibile, per un politico da 1,3 milioni di followers solo su Twitter, consigliare l’acquisto di un libro che esce in edicola per un gruppo editoriale che, spesso, lo intervista e dal quale Salvini attinge spessissimo per commentare le notizie sui canali social? Lo può fare, soprattutto, senza violare le regole dei social network che, sulle sponsorizzazioni, sembrano essere abbastanza rigidi?
Non mancheremo mai di chiedercelo: in passato sono stati i sughi pronti, la Nutella o alcuni altri marchi dell’agroalimentare. Questa volta si tratta di un libro.
Cambiano gli oggetti, non cambia il metodo. E non cambia nemmeno l’indifferenza di chi gestisce i social network.
(da Giornalettismo)
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Dicembre 21st, 2020 Riccardo Fucile
UN INDECOROSO SPETTACOLO DI INSULTI E MINACCE DI MORTE DA PARTE DI NEONAZISTI
Commentare su Twitter il concorso di bellezza nazionale è all’ordine del giorno non solo in Italia. April Benayoum, la giovanissima Miss Provence che ha partecipato al concorso di bellezza nazionale della Francia, è stata bombardata da una quantità vergognosa di insulti antisemiti. Il tutto solo per aver dichiarato, durante il programma, che suo padre è israeliano: «Vengo da ambienti molto diversi: mia madre è serbo-croata e mio padre israelo-italiano». La rete a quel punto ha dato il peggio di sè — dando tra l’altro per scontato che israeliano significhi automaticamente ebreo -.
Il concorso ha avuto luogo nel corso della serata di sabato scorso ed è stato impossibile non notare cosa, parallelamente, accadeva in rete. Dal minimo — «perderai» — fino a vere e proprie minacce di morte — «rimpiangerai di essere viva» — gli utenti non si sono vergognati nemmeno di chiamare in causa Hitler in più di un’occasione. Immediate le reazioni delle personalità politiche francesi, dal vicepresidente del gruppo LREM in Assemblea al residente LR della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra.”
La fondamentale mediazione dei social
Sono in molti gli utenti di Twitter francesi che hanno denunciato quanto accaduto facendo lo screen delle persone che hanno fatto — nel migliore dei casi — battute sull’origine della reginetta di bellezza. Quanto accaduto spinge, una volta di più, a riflettere sull’importanza della mediazione dei social stessi. Che Twitter abbia permesso la pubblicazione di un’enorme quantità di oscenità antisemite sulla giovane è sbagliato e i social tutti, ,in generale devono prendere coscienza del fatto che essere piattaforme di diffusione senza evitare che fatti gravi come questo avvengano non è più accettabile.
(da Giornalettismo)
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Dicembre 21st, 2020 Riccardo Fucile
DOVEVA MORIRE IN VOLO MA IL CORAGGIO DEL COMANDANTE DI ATTERRARE IN EMERGENZA A OMSK GLI HA SALVATO LA VITA… QUESTI SONO I METODI SOVRANISTI
L’oppositore Aleksej Navalnyj ha chiamato sotto mentite spoglie uno degli uomini implicati
nel suo avvelenamento con l’agente nervino Novichok lo scorso 20 agosto ed è riuscito di fatto a estorcergli una confessione oltre che numerosi dettagli sull’operazione attribuita ai servizi segreti russi che lo aveva fatto cadere in coma, alcuni dei quali già anticipati da La Repubblica.
Già la scorsa settimana l’inchiesta congiunta di Bellingcat e Insider.ru insieme al Fondo anti-corruzione (Fbk) di Navalnyj aveva identificato gli uomini dell’Fsb, i servizi di sicurezza federali eredi del Kgb, coinvolti nell’operazione dopo aver ricostruito i loro viaggi per pedinare l’avvocato sin dal 2017. Tra loro, anche Konstantin Kudrjavtsev, membro dell’Istituto 42 di Difesa biologica del ministero della Difesa, anche noto come “fabbrica dei veleni”, prima di unirsi all’Fsb.
Spacciandosi per un funzionario del Consiglio di sicurezza russo, Navalnyj è riuscito a parlare per 49 minuti con Kudrjavtsev. Incalzato sul fallimento del tentato assassinio, l’uomo ha spiegato che l’Fsb contava che il Novichok avrebbe fatto effetto data la lunga durata del volo Tomsk-Mosca su cui Aleksej si trovava quando si è sentito male.
Ad aver salvato l’oppositore sarebbe stata la testardaggine del pilota che quel 20 agosto chiese l’autorizzazione per un atterraggio d’emergenza a Omsk e i primi soccorsi prestati dai medici della città siberiana.
“Se l’aereo non fosse atterrato, l’effetto sarebbe stato diverso e il risultato sarebbe stato diverso. Penso che l’aereo abbia giocato una parte decisiva”, dice Kudrjavtsev. “Non ci aspettavamo che sarebbe successo. Sono sicuro che è andato tutto storto”.
(da agenzie)
argomento: criminalità | Commenta »