Dicembre 18th, 2020 Riccardo Fucile
SI CHIAMA “THE LINCOLN PROJECT” ED E’ GUIDATO DA JENNIFER HORN: “AVETE AVALLATO UN TENTATIVO DI COLPO DI STATO”
L’ex Presidente del partito repubblicano del New Hampshire Jennifer Horn, cofondatrice
del gruppo The Lincoln Project, ha annunciato che lascerà il Partito Repubblicano e si iscriverà tra gli indipendenti in contestazione alla scelta del presidente Trump e dei suoi alleati di sabotare i risultati delle elezioni 2020. Horn era diventata repubblicana” perchè vedeva i valori del partito come “una voce per l’uguaglianza, la libertà e il conservatorismo costituzionale” e invece negli ultimi 5 anni ha visto deteriorarsi sia i principi del partito che l’integrità dei suoi rappresentanti.
“Hanno rivelato la loro impotenza e decrepitezza cadendo, uno ad uno, ai piedi del presidente più corrotto, distruttivo e instabile della storia del nostro Paese”, ha scritto la Horn su Usa Today.
L’ex funzionario del GOP ha accusato i leader repubblicani di aver “apertamente sostenuto i tentativi di sabotare la Costituzione e smantellare la democrazia come la conosciamo”.
La Horn ha aggiunto che “I tentativi post-elettorali di Trump di invalidare milioni di voti legittimi attraverso un abuso del sistema giudiziario non sono altro che un tentativo di colpo di stato, apertamente incoraggiato e sostenuto da ogni livello del Partito Repubblicano”.
(da agenzie)
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Dicembre 18th, 2020 Riccardo Fucile
UN ALTRO CRIMINALE DA CORTE MARZIALE, GRAZIATO DA TRUMP DOPO CHE LA GIUSTIZIA AVEVA DIMOSTRATO CHE ERA AL SERVIZIO DI MOSCA
Un video shock di Flynn rilancia il tentativo eversivo del clan Trump di sovvertire le elezioni e crea nuovo allarme su cosa potrebbe fare il presidente uscente nel suo ultimo mese in carica.
L’estratto dell’intervista a Newsmax dell’ex National Security Advisor di Trump riaccende le polemiche sui presunti brogli contestati, senza prove, dal presidente uscente e dai suoi fedelissimi.
Ma a far impressione non sono le solite accuse, quanto l’ipotesi, a dire il vero non nuova nell’inner circle trumpiano, di usare l’esercito per forzare nuove elezioni negli Stati che sono costati a Trump la sconfitta.
Quello proposto dal video shock di Flynn su Newsmax in effetti altro non è che un colpo di Stato militare in alcune parti del Paese.
L’ex generale, che nel dicembre 2017 ha ammesso di aver “intenzionalmente e consapevolmente” fatto “dichiarazioni false, fittizie e fraudolente” all’FBI sulle conversazioni avute con l’ambasciatore russo negli Stati Uniti Sergey Kislyak durante la transizione del dicembre 2016, invita infatti Trump a inviare l’esercito negli Stati contestati (Pennsylvania, Wisconsin, Arizona, Nevada, Georgia e Michigan) e di far “rifare le elezioni”.
Dichiarazioni di una gravità inaudita, alle quale Flynn poi ha aggiunto la considerazione che “la gente parla della corte marziale come se fosse un qualcosa che non è mai stato fatto, quando in realtà è stata attuata 64 volte”.
Le reazioni al video shock di Flynn
Inevitabilmente il video di shock di Flynn ha scatenato reazioni, sui social e fuori. E se c’è chi ha espresso il dubbio di cosa sarebbe successo se davvero il 3 novembre le elezioni fossero finite con un risultato “di misura” invece che con la larga vittoria di Biden, con oltre 7 milioni di voti in più e 306 Grandi elettori a 232, in molti sottolineano che ormai i proclami e le esternazioni sui cosiddetti brogli sono sempre meno forti e presenti nel dibattito e che quindi certe “boutade” servono anche a far parlare dell’argomento.
La tesi più interessante invece è quella di chi sostiene che si voglia rilanciare il tema dei brogli non provati con uscite senza senso di questo tipo per deviare l’attenzione dal vero scandalo, ovvero l’enorme cyber attacco fatto dalla Russia ai danni di varie agenzie del governo Usa.
Un tema sul quale Trump non ha detto niente, come ogni volta in cui si parla di attacchi russi agli Stati Uniti, e che rende interessante che sia proprio Flynn, condannato e poi graziato per i suoi rapporti inopportuni con l’ambasciatore russo, a creare questa nuova polemica-distrazione.
(da agenzie)
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Dicembre 18th, 2020 Riccardo Fucile
LA RIVELAZIONE DELLA CNN… CACCIATELO A CALCI IN CULO CON LA SUA GANG DI DELINQUENTI
Follia! Non c’è altra parola per descrivere questa surreale situazione.
Donald Trump ha detto ad alcuni suoi consiglieri che si rifiuterà di lasciare la Casa Bianca il giorno dell’inaugurazione della nuova presidenza di Joe Biden, il 20 gennaio. Lo riporta Cnn, secondo cui nell’entourage del presidente circola una certa preoccupazione all’idea che Trump possa arrivare a farsi ‘sfrattare’ dalla sicurezza della Casa Bianca (ipotesi evocata da Joe Biden subito dopo le elezioni, quando è diventato chiaro che non ci sarebbe stata la classica ‘concessione’ della vittoria da parte di Trump).
Pochi, però, precisa Cnn, credono che l’attuale inquilino della Casa Bianca arriverà a tanto. “Si tratta di un fottuto capriccio”, ha detto un consigliere.
“Se ne andrà . E’ solo che ora è scatenato”. La Casa Bianca ha rifiutato di commentare l’indiscrezione della Cnn.
(da agenzie)
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Dicembre 17th, 2020 Riccardo Fucile
I DECRETI SICUREZZA SOLO UNA SCUSA PER FARSI BELLI, POSTANDO LA FOTO SUI LORO SOCIAL
La notizia della fiducia posta sul decreto sicurezza che manda in pensione i decreti Salvini non è
stata presa bene in aula.
Come si vede nelle immagini che si stanno diffondendo in rete e sui giornali, i leghisti hanno assalito il ministro D’Incà — che aveva dato l’annuncio — levandogli il microfono e impedendogli di parlare.
Entro al massimo domani mattina il decreto sicurezza dovrebbe avere il via libero definitivo e la Lega ha affermato che farà l’impossibile per evitare che accada. L’impossibile della Lega sono i selfie.
A far notare la questione è Milko Schinolfi di Facciamo Rete che pubblica una foto dai banchi della Lega al Senato. «I senatori della Lega hanno occupato i banchi del governo per impedire l’approvazione dei decreti che accantonano quelli vergogna del loro capo», dice Schinolfi spiegando il contesto della foto, e «fanno selfie. Del loro vuoto».
Le foto prodotte dai selfie che si stanno facendo i leghisti, fermando i lavori del Senato per protestare, finiranno presto sui social della Lega di Salvini.
Il profilo della Lega ha condiviso il video di alcuni spezzoni delle proteste al Senato parlando di decreto clandestini ed esaltando quanto fatto dai senatori della Lega.
Ignazio La Russa ha sospeso la seduta per la rissa che si è scatenata e le proteste da parte di politici di questa e quell’altra fazione stanno invadendo i social, tra chi denuncia quanto sta accadendo — dal Pd si parla di «vile atto di squadrismo che La Russa ha tollerato» — e chi non vuole accettare il superamento dei decreti sicurezza voluti da Salvini, primo fra tutti Pillon.
(da agenzie)
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Dicembre 17th, 2020 Riccardo Fucile
NON PUO’ PIU’ CAVALCARE POLITICAMENTE A NATALE LA VICENDA DEL PESCHERECCIO
Giorgia Meloni, leader Fdi, si è espressa sulla liberazione dei 18 pescatori italiani, delusa perchè non potrà più cavalcare la vicenda per screditare il Governo: “Credo sia una giornata umanamente felice, per me e per noi di Fdi . Non la considero una vittoria della diplomazia italiana- aggiunge- ne’ della politica italiana, perche’ 108 giorni per liberare 18 pescatori perfettamente innocenti, che stavano pescando in acque contestate sul piano del diritto internazionale, sono un’enormita’.
Nota 1: in base alla legge libica non erano innocenti in quanto pescavano a 40 miglia da costa libica. Poichè la Libia ha arbitrariamente spostato il limite delle sue acque territoriali da 12 a 74 miglia, grazie ai governi italiani dove governavano anche i sovranisti che non hanno mai contestato questa misure in quanto funzionale a far affogare i profughi prima che potessero intervenire le Ong.
Continua la Meloni: “Il segnale che noi continuiamo a dare a livello internazionale e’ quello che chiunque ci puo’ mettere i piedi in testa. Non vi sara’ sfuggito che sono serviti 5 giorni per liberare dei pescatori turchi. Evidentemente qualcun altro ha argomentazioni piu’ convincenti di quelle che ha avuto il governo italiano.
Nota 2: il paragone è improponibile. I turchi sono stati sanzionati per essere entrati nelle presunte acque territoriali libiche, in pratica uno sconfinamento. Gli italiani per aver gettato le reti in un mare vietato, a detta lorom a fini di lucro.
(da agenzie)
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Dicembre 17th, 2020 Riccardo Fucile
CUOR DI LEONE HA LA MEMORIA LABILE
L’insostenibile leggerezza della comunicazione di Matteo Salvini. Oggi se la prende con Conte (Di
Maio e Casalino) per aver annunciato la liberazione dei pescatori di Mazara del Vallo trattenuti da 108 giorni in Libia, dicendo in Senato che l’annuncio fosse arrivato prima dell’ufficialità della notizia.
In realtà non è andata così visto che uno dei pescatori aveva già inviato un messaggio vocale alla moglie per dare la bella notizia.
Insomma, un buco nell’acqua — l’ennesimo — nella comunicazione del leghista.
Che poi è lo stesso che nel dicembre del 2018, quando era a capo del Viminale, annunciò un’operazione contro la mafia nigeriana sui social, prima che fosse portata a termine e mettendone in pericolo l’esito.
Insomma, Salvini sui pescatori liberati non può fare la morale.
Era a capo del Viminale e la smania comunicativa di Salvini aveva portato alla condivisione, via social, della notizia di un’operazione ancora in corso.
E il Procuratore Spataro — che coordinava l’operazione a Torino — si scagliò contro questa mossa comunicativa che ha rischiato di mettere in dubbio il buon esito dell’operazione. Ma, a differenza di quel che fece Salvini, la notizia della liberazione dei pescatori di Mazara è arrivata intorno alle 11, con il messaggio del marito alla moglie. Un qualcosa di ben diverso.
Con buona pace del leghista.
(da agenzie)
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Dicembre 17th, 2020 Riccardo Fucile
CONTINUAVA A LAVORARE, VIOLANDO TUTTE LE REGOLE SANITARIE
Tre tamponi che certificassero la positività al Covid-19 non l’hanno indotto a desistere dal continuare a lavorare, violando tutte le regole sanitarie e non stabilite in caso di contagio. Un uomo residente nella provincia di Monza e Brianza è stato denunciato per aver proseguito a lavorare, trasportando e consegnando merce in tutta Italia, dalla polizia stradale.
Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, il camionista è stato fermato al casello autostradale di Montecatini, in Toscana, per un normale controllo. Gli agenti della stradale, dunque, accertato che il brianzolo si trovasse lontano dal proprio domicilio nonostante la positività al Covid, hanno provveduto a denunciarlo per epidemia colposa e riaccompagnato presso la sua abitazione per finire di scontare il periodo di quarantena ed isolamento.
A sua discolpa il camionista ha cercato di giustificarsi asserendo di non aver ben compreso le direttive comunicategli dal suo medico curante. Le forze dell’ordine hanno accertato la presenza di ben tre tamponi. L’uomo aveva ripreso a lavorare il 7 dicembre scorso.
(da agenzie)
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Dicembre 17th, 2020 Riccardo Fucile
AVEVA DETTO: “SE QUALCUNO MUORE, PAZIENZA”
Aveva sostenuto le riaperture delle attività economiche a tutti i costi, al punto di arrivare a dire:
«Se qualcuno muore, pazienza». Una frase che ora paga a caro prezzo.
Domenico Guzzini ha dovuto lasciare la carica di presidente di Confindustria di Macerata dopo essere finito nella bufera per la sua uscita infelice. «La gente è stanca», aveva detto riferendosi alle ripercussioni delle chiusure imposte dal governo per fronteggiare l’epidemia da Coronavirus. Ma poi si è spinto troppo oltre e nel giro di 48 ore è stato costretto a fare un passo indietro.
A nulla sono dunque servite le sue scuse ribadite anche in una lettera agli iscritti dell’associazione degli industriali: «Mi dispiace per avere involontariamente coinvolto Confindustria». «Chi mi conosce sa quanto per me siano importanti e prioritari la salute, la famiglia e le persone — sono le parole di Guzzini -. Per senso di responsabilità ritengo doveroso rassegnare le dimissioni da presidente di Confindustria Macerata».
Le dimissioni saranno formalizzate nelle prossime ore. Sul caso era stata anche avviata una procedura al Consiglio etico da parte di Confindustria, una pratica che avrebbe portato a sanzioni nei confronti di Guzzini o alle sue dimissioni.
(da agenzie)
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Dicembre 17th, 2020 Riccardo Fucile
NOVATE MILANESE: L’APPARECCHIO ERA GIA’ STATO SOTTRATTO E RIPRISTINATO DA POCO
“Mi rivolgo a te che ha compiuto questo sacrilegio: verrà forse un giorno in cui un tuo caro starà male e avrà bisogno proprio di quello strumento”. Inizia così il post su Facebook di un agente della polizia locale di Novate Milanese, comune in provincia di Milano, che denuncia ieri mercoledì 16 dicembre l’ennesimo furto di un defibrillatore pubblico sistemato in strada.
Parole cariche di rabbia e di ira nei confronti di chi per l’ennesima volta ha privato
“Nessun rispetto per la vita altrui”: scrive ancora Davide. Il defibrillatore era stato infatti rubato già alcuni giorni fa ed era stato ripristinato da poco. Adesso però oltre a essere stato portato via è stato anche vandalizzato: “Spero che quando un tuo caro starà male sarà poi proprio salvato da quell’apparecchio che tu così malvagiamente hai deciso di sottrarre per un lucro personale”, scrive ancora Davide sul gruppo social “Sei di Novate Milanese Se…”. I
l post in poco tempo ha avuto più di un centinaio di condivisioni e commenti. Tanti concittadini hanno infatti sostenuto quanto scritto dall’agente della Locale.
“In quei momenti spero che la paura e il terrore ti facciano davvero capire la gravità di ciò che hai fatto e spero che il tuo caro venga salvato proprio da quell’apparecchio”: prosegue ancora duramente Davide che spera così di far riflettere colui che ha rubato lo strumento. Nelle righe finali del suo post, Davide infatti invita il ladro a meditare: “Se mi stai leggendo, ripara il tuo errore e restituisci immediatamente ciò che hai rubato forse solo così potrai riscattarti”.
(da Fanpage)
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