Dicembre 18th, 2020 Riccardo Fucile
IL CORRISPETTIVO DI 25.000 EURO DEVOLUTO IN GENERI ALIMENTARI
I poliziotti del IX Reparto Mobile di Bari hanno deciso di acquistare beni da devolvere ai
più bisognosi, devolvendo i buoni pasto per un corrispettivo di oltre 25mila euro. Hanno donato generi alimentari ad associazioni, parrocchie e comunità locali impegnate sul territorio barese nel volontariato sociale ed umanitario.
I buoni pasto donati dagli agenti, pari a circa 4.500 pasti, sono stati convertiti in generi alimentari quali farina, pasta, caffè, passate di pomodoro e latte.
Il tutto grazie alla collaborazione della ditta LADISA Ristorazione Srl che cura la ristorazione della mensa del Centro Polifunzionale della Polizia di Stato del capoluogo pugliese.
Poi, nella mattinata odierna, è iniziata nel Centro Polifunzionale della Polizia di Stato di Bari la distribuzione dei cesti e dei beni alimentari a cura del servizio logistico del Reparto Mobile.
Si tratta di un gesto per rendere più sereno il periodo delle festività a coloro che ne hanno più bisogno. Coloro che si trovano in situazioni di indigenza sono aumentati nel corso del 2020, soprattutto dopo la crisi scatenata dalla pandemia di Covid-19. L’epidemia ha causato la cassa integrazione per tanti lavoratori e la chiusura di diverse attività private che non hanno resistito alle limitazioni imposte dalla seconda ondata di contagio.
Per questo motivo, le associazioni di volontariato hanno incrementato la loro azione su tutto il territorio nazionale, in particolare sulle città del Sud Italia, colpite a morte dalla crisi economica innescata dal lockdown.
Ad aiutare le associazioni anche le forze dell’ordine, che più di una volta si sono occupate di operazioni di tipo umanitario per famiglie sprovviste anche della spesa per arrivare alla fine della settimana corrente. Gli agenti hanno portato a casa delle famiglie interessate il necessario per la settimana e la cena.
(da Fanpage)
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Dicembre 18th, 2020 Riccardo Fucile
PER DUE GIORNI SI E’ PERMESSO ALLA LEGA DI SCATENARE RISSE AL SENATO, INVECE DI ESPELLERE I RESPONSABILI, UNA PAGINA IGNOBILE DELLA GESTIONE DEL PARLAMENTO … OGGI FERITI UN COMMESSO E UN QUESTORE
I leghisti in assetto sommossa accompagnano così l’ultimo miglio dei decreti di Salvini, che sono stati stati cambiati dalla maggioranza giallo-rossa.
Il Senato infatti dà il via libera definitivo alle modifiche sulle politiche dell’immigrazione che il Pd ha voluto nel patto con cui è nato il governo Conte 2. I sequestri delle imbracazioni delle Ong, i profughi senza identità perchè l’anagrafe non poteva accoglierli, la cancellazione dei programmi di protezione sono archiviati. Il nuovo decreto migranti passa con la fiducia: sono 153 i sì, 2 i contrari e 4 gli astenuti.
“Risalta la pochezza morale di Salvini che con ogni sua parola cerca la rissa e fa il vandalo istituzionale. È un casinaro prestato alla politica. La presidente Casellati dia sanzioni disciplinari ai leghisti”, attacca il presidente della commissione Affari costituzionali, Dario Parrini
La dem Monica Cirinnà su Twitter: “Nel giorno del funerale di mio padre sono in aula per votare e assisto a questa rissa vergognosa”.
E il capogruppo dem, Andrea Marcucci ammonisce: “Atti di gravità inaudita”. Durissime le parole del ministro per i Rapporti con il Parlamento, il grillino Federico D’Incà : “Dalla Lega una pagina vergognosa per le istituzioni”.
“Da oggi i decreti Salvini non esistono più. L’Italia volta pagina. Il voto del Senato del decreto Immigrazione è l’ultimo passo di un lavoro lungo, complesso e impegnativo che abbiamo portato avanti in questi mesi – commenta il viceministro dell’Interno Matteo Mauri del Partito democratico – Ora il nostro Paese avrà gli strumenti adatti per gestire il fenomeno migratorio con serietà e razionalità , nel pieno rispetto del diritto internazionale. È finita la stagione della propaganda. Torna il rispetto dei principi e dei valori della nostra Costituzione”.
E il capogruppo grillino, Ettore Licheri rincara: “La Lega ha offeso il Senato con la sua indegna gazzarra”.
Passa la fiducia e non mostra crepe nella maggioranza giallo-rossa: mancano sei 5stelle e 3 dem per Covid.
I leghisti e Fratelli d’Italia e Forza Italia non partecipano al voto.
(da agenzie)
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Dicembre 18th, 2020 Riccardo Fucile
NEI FESTIVI E PREFESTIVI POSSIBILE RICEVERE VISITE DI DUE OSPITI (PIU’ I LORO FIGLI), MA NESSUNO SAPRA’ MAI QUANTE “VISITE” DI AMICI RICEVERANNO IN REALTA’… E COME AL SOLITO FIUME DI SOLDI AI COMMERCIANTI
Dopo ore di confronto è arrivato il via libera al decreto sulla nuova presunta “stretta” per le
festività natalizie nel Consiglio dei ministri, terminato alle 20.
L’accordo finale nel governo è quello di una zona rossa nazionale dal 24 dicembre al 6 gennaio, nei giorni festivi e prefestivi. Per gli altri giorni feriali, invece, zona arancione (28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio).
In tutto ci saranno 10 giorni di lockdown totale mentre altri 4 saranno di parziali chiusure. Resta inoltre il divieto di muoversi in più di due persone, in deroga al blocco della circolazione.
Di fatto, si potranno invitare due persone senza contare gli under 14. E sarà possibile andare da parenti e amici anche nei giorni rossi, il che scatenerà ugualmente il caos.
La bozza del decreto all’esame del Cdm, iniziato poco dopo le 18, ‘apre’ alla possibilità di fare visita agli amici durante le festività .
Nel testo infatti non è specificata la necessità che vi sia un grado di parentela, come invece era stato ventilato, per consentire le visite. Fermo restando che a soltanto 2 persone è permesso spostarsi verso abitazioni private con la ‘deroga’ per gli under 14 che non vengono conteggiati.
In serata, è prevista la conferenza stampa del premier Giuseppe Conte, l’orario non è stato ancora comunicato.
Questo il testo della bozza:
Bozza dl, visite a non conviventi solo in due una volta al giorno
“Durante i giorni festivi e prefestivi compresi tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 lo spostamento verso le abitazioni private è consentito una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 5 e le ore 22, verso una sola abitazione ubicata nella medesima regione e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi”.
Gli invitati e gli under 14
Nel corso del vertice si è consumato un duro scontro sulla deroga per i minori che possono accompagnare i due ospiti. Il premier chiedeva che tale deroga fosse estesa agli under 18 ma alla fine vale solo per chi ha meno di 14 anni. La battaglia più dura però si è consumata sulla durata della zona rossa, visto che Conte si è a lungo opposto alla possibilità di estenderla oltre il 3 gennaio. Ma i rigoristi – i ministri Roberto Speranza, Dario Franceschini e Francesco Boccia – hanno ottenuto di estenderla fino al 6 gennaio per i festivi e prefestivi: in questi giorni sarà vietata la circolazione per ragioni non essenziali (quindi tranne salute e lavoro e al netto delle deroghe dei due invitati), servirà comunque l’autocertificazione, chiuderanno ristoranti, bar e negozi. Fuori dal perimetro di tali motivazioni, pertanto, non si potrà lasciare la propria abitazione.
Dieci giorni zona rossa, 4 arancione dal 24 dicembre al 6 gennaio
“Nei giorni festivi e prefestivi compresi tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 sull’intero territorio nazionale si applicano le misure” del Dpcm del 3 dicembre sulle zone rosse, “nei giorni 28, 29, 30 dicembre 2020 e 4 gennaio 2021 si applicano le misure” sulle zone arancioni. Si legge nella bozza del nuovo decreto Covid, composto da 3 articoli, con le restrizioni per il Natale.
Quattro giorni arancioni
L’Italia sarà invece tutta arancione nei giorni ‘lavorativi’ all’interno delle due settimane delle vacanze natalizie: il 28, 29 e 30 dicembre e il 4 gennaio. Rispetto alla zona rossa, due sono le differenze principali: sono aperti i negozi ed è sempre consentito lo spostamento all’interno del proprio comune di residenza. Il decreto introduce però una norma a favore dei piccoli comuni: sono infatti consentiti gli spostamenti dai paesi con una popolazione non superiore a 5mila abitanti per una distanza di massimo 30 chilometri “con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia”.
Il coprifuoco resta alle 22
Non è previsto alcun anticipo del coprifuoco, rispetto a quello stabilito finora alle ore 22, nel decreto sulla stretta di Natale. Nella bozza, infatti, per le visite consentite a massimo 2 conviventi per una volta al giorno si fa riferimento “ad un arco temporale che va dalle 5 alle 22”, ovvero ai limiti dell’attuale coprifuoco
Sanzioni 400-1000 euro per chi viola divieti
Per chi viola i divieti previsti dal nuovo decreto per le vacanze di Natale sono previste sanzioni da 400 a mille euro, si legge nella bozza del testo.
(da agenzie)
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Dicembre 18th, 2020 Riccardo Fucile
POCO INTELLIGENTE METTERE IN DUBBIO LA LIBERAZIONE QUANDO LA STESSA ERA GIA’ STATA POSTA IN ESSERE
Ironia, citofoni (vi ricordate la famosa domanda a Bologna «lei spaccia?»), dissenso. Il
tweet di Salvini sui pescatori è invecchiato precocemente e male. Quando si fa comunicazione sui social network, il teatro dell’hinc et nunc, il luogo dove tutto viaggia alla velocità della luce, bisogna stare molto attenti a diffondere frasi o slogan che rischiano di essere superate dagli eventi in men che non si dica. Detto, fatto.
Il leader della Lega, questa mattina, si è presentato in Senato a dire che bisognava essere prudenti per quanto riguardava la vicenda dei pescatori di Mazara del Vallo, la cui liberazione era stata annunciata abbondantemente questa mattina, e che la comunicazione di Rocco Casalino poteva in qualche modo compromettere la delicata operazione in Libia.
Riproducendo il suo intervento in Senato, Salvini aveva scritto: «Non vorrei però che la smania comunicativa di Casalino mettesse a rischio un’operazione delicata», dubitando ancora del buon esito dell’operazione di rientro dei pescatori di Mazara del Vallo.
Ora, al di là del fatto che Matteo Salvini non era nuovo a twittare in anticipo rispetto al buon esito delle operazioni di polizia (talvolta mettendole a repentaglio), l’operazione — quando Salvini ha proposto questa riflessione ai suoi followers — era già compiuta, con Giuseppe Conte e Luigi Di Maio che erano già arrivati in Libia e avevano già preso in carico gli ostaggi italiani.
Le risposte al tweet di Salvini sui pescatori
Non a caso, delle oltre 100 risposte collezionate dal tweet, quasi nessuna sembra in accordo con le parole di Salvini.
Giustamente, chi teneva davvero alla liberazione dei pescatori — al di là del colore politico — sottolineava «l’importante è che siano tornati a casa». Altre persone evidenziano come, nonostante l’unanime soddisfazione per la liberazione dei pescatori, Salvini non ha mancato anche in questa circostanza di fare polemica. Insomma, un coro di dissenso: un tweet invecchiato malissimo, in men che non si dica.
(da Giornalettismo)
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Dicembre 18th, 2020 Riccardo Fucile
SALVINI ORA PARLA SOLO DEI MENO RICOVERI IN OSPEDALE: MA SE MUOIONO 850 PERSONE PER FORZA CHE CI SONO 500 RICOVERATI IN MENO
Da giorni il leader della Lega porta avanti la sua tesi: i giornali e le televisioni dovrebbero parlare dell’alto numero dei guariti da Covid e non concentrarsi solamente sui decessi quotidiani e i nuovi contagiati.
Insomma, Salvini vorrebbe educare i media a una comunicazione in cui prevalga l’ottimismo, mettendo solo in calce i dati più tristi e che — in realtà — rappresentano il vero specchio dell’evoluzione della pandemia nel nostro Paese.
E così Salvini numero guariti prosegue in questo mood comunicativo anche nella giornata di giovedì 17 dicembre. Ma lo fa commettendo alcuni errori.
Poco dopo la diffusione del bollettino quotidiano da parte del Ministero della Salute, sul profilo Twitter di Matteo Salvini appare un post — con in allegato una delle slide di YouTrend sul numero di guariti, delle terapie intensive e dei ricoveri in ospedale — in cui ringrazia il lavoro di medici e infermieri, ma anche i cittadini pazienti.
Un giusto ringraziamento, ma questo tweet contiene una serie di indicazioni sbagliate che vogliono far apparire ottimistica una situazione numerica che non è così luminosa.
Salvini numero guariti, gli errori nel tweet
Nella sola giornata di ieri, giovedì 17 dicembre, in Italia sono stati registrati 683 decessi classificati come Covid. Ed è vero, come si legge nella slide di Youtrend condivisa da Salvini, che ci sono meno posti letto in terapia intensiva occupati (e meno ricoveri).
Ma una parte di quel vuoto è anche dovuto all’altissimo numero di decessi che quotidianamente rende terribile il bollettino diffuso dal Ministero della Salute.
Quindi è ovvio che il personale medico vada ringraziato, ma i toni trionfalistici per dei posti letto che si liberano — senza conoscerne le cause — sarebbero evitabili.
(da agenzie)
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Dicembre 18th, 2020 Riccardo Fucile
“DI FRONTE A QUESTA SITUAZIONE OCCORRE ESTREMA PRUDENZA”
Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, ha parlato
con preoccupazioni dei numeri del Covid in Italia, durante una sessione della 15esima edizione del Forum Risk Management in Sanità : “L’Rt e il numero di nuovi casi positivi tendono a non scendere più, a differenza di quello che abbiamo visto nelle scorse settimane. Il dato dei decessi è ancora molto alto e siamo sopra la soglia per quanto riguarda i posti letto in area medica e terapia intensiva. Inoltre non mi sembra che stiano più scendendo incidenza ed Rt. Ci sarà un incontro della Cabina di regia e dunque non mi sento ancora di anticipare i dati – ha aggiunto Rezza – Ma è chiaro che di fronte a questa situazione occorre estrema prudenza, poi le misure specifiche le decide la politica”.
“E’ logico che nel periodo delle feste ci si voglia ricongiungere con i propri cari, ma è anche normale che in questo periodo pandemico si usino tutte le precauzioni per proteggere soprattutto i più anziani”, ha detto.
Capitolo vaccino: “Per raggiungere l’immunità di gregge” al coronavirus “occorrerà vaccinare il 60-70% della popolazione. Dunque questo sarà un obiettivo successivo” della campagna di vaccinazione contro Covid-19, “che inizierà simbolicamente il 27 dicembre” con “all’inizio poche dosi a disposizione”.
“Per cominciare la campagna vaccinale anti Covid – ribadisce Rezza -, è chiaro che all’inizio le dosi disponibili saranno poche. Simbolicamente inizierà il 27 dicembre. Dopo è previsto l’arrivo scaglionato di un numero sempre maggiore di dosi”.
“Sappiamo già da ora che sarà disponibile un vaccino, uno dei tre vaccini a Rna che saranno disponibili durante il primo quadrimestre 2021. Ci sarà una finestra di tempo, un periodo entro il quale il numero di dosi disponibili sarà limitato e questo ha determinato la necessità di fare scelte e prioritizzare alcune categorie di popolazione”, spiega l’esperto.
Quindi, prosegue Rezza, “in una prima fase della campagna si tenderà a sfruttare l’effetto diretto della vaccinazione, cioè la protezione delle persone ad alto rischio di malattia grave. Soprattutto l’obiettivo è rendere Covid free alcuni ambienti: gli ospedali innanzitutto, ma anche le Rsa. Si renderà necessario dunque vaccinare gli operatori sanitari e i residenti nelle strutture Rsa, che sono state particolarmente colpite nella prima fase epidemia.
E’ chiaro che “dopo con un aumento del numero di dosi si procederà a vaccinare gli anziani, a cominciare da quelli con età più avanzata. E’ la scelta fatta da tutti gli Stati quella di ottenere un effetto di protezione diretta, vaccinando soprattutto popolazioni vulnerabili per diversi aspetti. La strategia poi potrà sfruttare diversi approcci”.
(da agenzie)
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Dicembre 18th, 2020 Riccardo Fucile
“CHI CI HA PRECEDUTO DEVE ESSERE DI IMPORTANZA ECCEZIONALE”
Lo aveva placidamente annunciato in giornata: «Come sempre in seconda serata su Rai Uno, subito dopo la finale di Sanremo Giovani». Quanto dopo non lo aveva previsto, però, considerato che il programma è iniziato molto tardi anche rispetto ai suoi soliti standard — che lo vedono in onda in seconda serata, cominciare solitamente attorno alle 23.30. La finale di Sanremo Giovani ha preso più tempo, molto più del previsto, e Bruno Vespa ha esordito a Porta a Porta palesemente risentito.
Bruno Vespa si scusa con il pubblico per l’inizio tardo — molto più tardo del solito — di Porta a Porta. «Buonasera al pubblico di Porta a Porta con il quale, per una volta, devo scusarmi. Come sapete Porta a Porta va in onda molto tardi», dice Vespa, «e il pubblico di solito se ne lamenta ma ci sono programmi più importanti del nostro».
Il riferimento è a Sanremo Giovani, condotto da Amadeus, che è finito molto tardi rispetto a quanto preventivato.
«Il programma che ci ha preceduto questa sera doveva essere di importanza eccezionale»
L’aspra ironia di Bruno Vespa non è certo sfuggita in rete e Trash Italiano non ha perso occasione di far notare il tono rancoroso e l’astio delle frasi di Vespa.
Le scuse arrivano sia per il pubblico che per gli ospiti, la puntata inizia ma sicuramente lo sfogo di Vespa non passa inosservato e sui social, già stanotte, comparivano i primi commenti divertiti.
(da agenzie)
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Dicembre 18th, 2020 Riccardo Fucile
IL PROGRAMMA DI ANTENNA SI CHIAMA LOMBARDIA NERA
Fa ridere sicuramente il fatto che la trasmissione in cui il leghista Angelo Ciocca — non
nuovo a uscite di questo tipo — si chiami Lombardia Nera, trasmessa sul canale Antenna 3. La proposta che sta destando tanto scalpore sui social è quella di distribuire i vaccini sulla base di un fattore economico e di Pil perchè «se si ammala un lombardo vale di più» e questo «è un dato di fatto: un cittadino lombardo vale di più economicamente rispetto a un cittadino laziale perchè paga più tasse».
L’europarlamentare leghista ha detto che «sulla salute non si può fare politica», salvo poi fare economia.
«Non è pensabile che la Lombardia che ha il doppio degli abitanti del Lazio possa ricevere meno vaccini. Poi bisogna valutare quanto l’importanza economica del territorio. La Lombardia, è un dato di fatto, è il motore di tutto il Paese», è la premessa di Ciocca. «Quindi se si ammala un lombardo vale di più che se si ammala una persona di un’altra parte d’Italia», conclude.
Parlando del maggiore valore dei lombardi per il nostro paese Ciocca di che non si fa politica ma si guarda al valore economico: «perchè purtroppo, è un dato di fatto, un cittadino lombardo paga più tasse rispetto un cittadino laziale», ha concluso Ciocca.
Le sue parole non stanno nè in cielo nè in terra, come si suol dire. E sono anche dette a sproposito, considerato che sarà proprio la Lombardia — nella prima consegna del vaccino anti-Covid Pfizer — a ricevere il maggior numero di dosi.
(da agenzie)
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Dicembre 18th, 2020 Riccardo Fucile
NON RISPETTA LE PROCEDURE E LE GARANZIE PREVISTE DALL’UNIONE EUROPEA… COSA SI ASPETTA A CACCIARE L’UNGHERIA DALLA UE ?
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha condannato l’Ungheria per non aver rispettato le regole sull’asilo e sui rimpatri: “L’Ungheria è venuta meno agli obblighi del diritto dell’Unione in materia di procedure di riconoscimento della protezione internazionale e di rimpatrio di cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare” si legge in un comunicato della Corte di giustizia europea.
L’Ungheria non ha rispettato la direttiva di rimpatrio “in quanto la normativa ungherese consente di allontanare i cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno nel territorio è irregolare senza rispettare preventivamente le procedure e le garanzie previste da tale direttiva”.
(da agenzie)
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