Dicembre 15th, 2020 Riccardo Fucile
E I CONTROLLI DOVE SONO?
Assembramenti e zero distanziamento anti-Covid19 sulla metropolitana Linea 1 questa mattina a
Napoli.
Sulla corsa delle 7,50, in piena fascia dei pendolari, i passeggeri erano stipati come sardine. Accalcati gli uni agli altri, in barba alle norme anti-contagio previste dalle varie normative del Coronavirus fin da marzo.
Proprio da questo mese, l’Anm ha deciso di tagliare i trasporti pubblici al servizio dei cittadini, una possibilità prevista dalla normativa.
Dal 3 dicembre, quindi, gli orari della metropolitana Linea 1 sono stati modificati, introducendo la chiusura anticipata di 2 ore, alle ore 21 anzichè alle 23. Stessa cosa anche per le funicolari: Centrale, Chiaia e Montesanto chiudono due ore prima tutti i giorni della settimana, alle 20, anzichè alle 22, mentre Mergellina è totalmente chiusa.
Tagliati anche bus, che sono stati ridotti del 20%, in aggiunta ai tagli che erano già stati fatti negli scorsi mesi.
Il vicesindaco Enrico Panini, durante la relazione sul bilancio di previsione 2020, approvato in consiglio comunale la scorsa settimana, ha annunciato che l’amministrazione comunale è impegnata per revocare i tagli dei trasporti, anche se al momento non si registra alcuna novità sulle riduzioni delle corse.
Mentre invece i mezzi pubblici sono sempre più affollati, dopo il passaggio della Campania dalla zona rossa alla zona arancione, il 6 dicembre scorso, attraverso l’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, che sarà in vigore fino a domenica 20 dicembre. E potrebbe passare in zona gialla dalla fine di questa settimana. Un afflusso di passeggeri destinato ad aumentare con l’approssimarsi delle feste natalizie.
(da Fanpage)
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Dicembre 15th, 2020 Riccardo Fucile
“I MILIARDI SPESI PER IL CASHBACK NON POTEVANO ESSERE USATI PER PROTEGGERE L’ITALIA?”
Dopo le prime riaperture, si torna già a parlare di ulteriori strette per contenere nuovi contagi e decessi, al fine di scongiurare la terza ondata della pandemia di Coronavirus. E solo qualche settimana fa, c’era già chi aveva avanzato con forza l’ipotesi di un nuovo lockdown generalizzato, da mettere in atto proprio durante le festività natalizie.
Un’idea considerata quasi eretica, dato il periodo di festa e il clima che ne sarebbe conseguito. Eppure la proposta lanciata dal professor Andrea Crisanti, direttore del Laboratorio di Microbiologia di Padova, col passare dei giorni non sembra poi così sovversiva, anche alla luce delle ulteriori strette messe in atto dalla Germania e dall’Olanda, che proprio per le prossime settimane hanno optato per due nuovi lockdown generalizzati, che dureranno almeno sino ai primi giorni dell’anno nuovo.
Sul fronte italiano più di qualche esponente dell’esecutivo, come i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza, hanno mandato segnali di avvertimento.
Il ministro della Salute, in particolare, ha ribadito come il governo si stia muovendo per valutare nuove misure restrittive, per almeno due settimane. E in parallelo, il fronte degli esperti del Comitato tecnico scientifico richiede maggiore rigidità al governo guidato da Giuseppe Conte, proponendo con forza di implementare al più presto le strette, «altrimenti a gennaio saremo nei guai».
Insomma, l’eretico Crisanti potrebbe dire «Ve l’avevo detto». Ma non lo fa, anzi. Preferisce mettere in luce quelle che sono, a suo dire, le vere falle di questa e della prossima fase dell’emergenza Covid in Italia. Vuoti che, anche in caso di ulteriori restrizioni, rischiano di non risolvere il problema alla radice.
Professor Crisanti, diverse settimane fa, lei aveva già avanzato l’ipotesi di un nuovo lockdown nazionale proprio durante il periodo delle festività . La sua idea non è stata accolta con molto “calore”, ma ora sembra sempre più uno scenario verosimile e ineludibile. Non è un po’ tardi?
«Non è mai troppo tardi per cercare di fermare i contagi e i ritardi».
Per spezzare la catena, ora, cosa bisognerebbe fare?
«Penso si dovrebbero applicare misure molto simili a quelle che hanno avuto effetto in Lombardia, cioè le misure della zona rossa. Quella potrebbe essere la strada da seguire, anche applicandola in tutta Italia».
Una scelta del genere non creerebbe nuovamente tensioni e disordini in alcune zone d’Italia, in particolare quelle con una bassa densità di popolazione e/o una bassa incidenza di casi?
«Bisognerebbe capire che da questa situazione se ne esce insieme, non in ordine sparso».
Quindi lei ripristinerebbe la zona rossa in tutte le regioni italiane? Insomma, un nuovo lockdown generalizzato.
«Sì, perchè questo è l’unico modo con cui si fermano i contagi. Altrimenti non si fermano. Le festività sono un’occasione fantastica. Siamo tutti quanti in famiglia, le scuole sono chiuse, molte persone sono in ferie: sarebbe il momento ideale. Le persone, però, dovrebbero cercare di muoversi un po’ meno».
Le immagini dei giorni scorsi dalle zone gialle e arancioni fotografano però una situazione più movimentata.
«Io quella gente la capisco pure, non ne può più. Il problema non sono quelle immagini, non sono quelle persone».
Quindi il vero problema qual è?
«Il vero problema è che non abbiamo ancora un sistema di sorveglianza per bloccare le catene di contagio, perchè l’epidemia non si blocca solo con le mascherine e con il distanziamento».
Manca quindi un piano…
«E certo. Manca un piano di sorveglianza che permetta, una volta finito il lockdown, di mantenere i casi a livelli bassissimi, se non addirittura eliminarli. Questo manca».
Ma com’è possibile che in 9 mesi di pandemia non sia stato sviluppato questo piano di sorveglianza nazionale?
«Si sono spesi miliardi di euro per questo cashback. Questi soldi non potevano davvero esser spesi per proteggere l’Italia?».
Secondo lei, quindi, alcuni investimenti sono andati in iniziative non prioritarie?
«Non discuto dell’eventuale utilità della misura o della sua eventuale priorità , perchè si tratta di una scelta politica ed economica. Però non bisognava trascurare la realizzazione di questo piano sul fronte medico-sanitario».
A prescindere dallo schieramento, non pensa che la comunicazione politica del Paese (in generale, non solo quella dell’esecutivo o solo delle opposizioni) abbia inciso nel creare confusione nelle persone?
«Guardi, senza fare distinzioni politiche, penso che si siano vendute false speranze. Fondamentalmente si è intercettato il desiderio della gente di uscire da questa cosa e di liberarsi dell’incubo, in un modo e nell’altro. In qualsiasi caso, e a prescindere da tutto, non è che da questa situazione se ne uscirà con le chiacchiere».
(da Open)
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Dicembre 15th, 2020 Riccardo Fucile
TROVATE ALL’INTERNO DI UNA PIZZERIA, I CARABINIERI CHIUDONO IL LOCALE
Una pizzeria-birreria a San Giorgio di Nogaro, in Friuli Venezia Giulia, è stata chiusa dopo un
controllo dei militari dell’Arma per mancato rispetto delle normative anti-Covid. Sono stati i carabinieri della stazione di San Giorgio, assieme ai colleghi della Compagnia di Latisana, a intervenire nella giornata di domenica 13 dicembre, presso il locale “Todo Loco”.
Secondo quanto emerso, all’interno del locale — nel momento in cui è avvenuto il controllo da parte delle forze dell’ordine, verso le 17 di domenica pomeriggio — c’erano una cinquantina di persone di tutte le età che ballavano e consumavano drink. Molti dei presenti non indossavano nemmeno la mascherina nè rispettavano le distanze di sicurezza fondamentali per contrastare il contagio da Coronavirus.
Inoltre, secondo quanto accertato dai militari, al momento del controllo nel locale era presente anche un dj contattato per allietare la serata di inaugurazione del locale.
A segnalare quanto stava accadendo in quel locale, che a quanto pare non poteva contenere un numero così elevato di clienti, sono stati diversi cittadini della zona che hanno allertato i carabinieri.
Le persone presenti alla festa sono state allontanate e la pizzeria-birreria è stata chiusa per cinque giorni. Per il titolare inoltre è scattata una multa di 400 euro (280 se pagata entro 5 giorni).
Aggrediscono agenti durante un controllo, bar chiuso 25 giorni
Sempre in Friuli Venezia Giulia nei giorni scorsi il Questore di Pordenone Marco Odorisio ha sospeso l’attività di un bar per 25 giorni perchè durante i controlli anti-Covid agenti di Polizia sono stati aggrediti dagli avventori. Le verifiche sono state fatte dalla Squadra Volante e da un equipaggio della Guardia di Finanza che hanno notato, dopo le 18, avventori in un grande gazebo chiuso a protezione del plateatico di pertinenza del locale. Le forze dell’ordine hanno contestato a titolare e clienti la violazione della normativa anti-contagio, ma il gestore ha assunto un atteggiamento ostile e anche gli avventori hanno evidenziato insofferenza.
Uno di questi, in stato di ebrezza, ha strattonato un agente: è stato indagato per resistenza a Pubblico Ufficiale e sanzionato per ubriachezza e violazione della normativa anti-Covid. Dagli accertamenti è emerso che, ad eccezione di uno dei presenti, tutti gli altri clienti avevano precedenti penali e lo stesso titolare del bar fu oggetto di un Avviso Orale del Questore, nel 2017. Di qui la decisione di sospendere l’attività .
(da agenzie)
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Dicembre 15th, 2020 Riccardo Fucile
TROPPO COMODO SCUSARSI E PRETENDERE DI RAPPRESENTARE ANCORA GLI IMPRENDITORI… CHI SBAGLIA PAGA, FUNZIONA COSI’
“Le persone sono un po’ stanche e vorrebbero venirne fuori, anche se qualcuno morirà , pazienza”. È la frase choc pronunciata dal presidente di Confindustria Macerata, Domenico Guzzini, parlando di Covid durante un evento on line dedicato alla moda.
All’evento “Made for Italy per la Moda”, organizzato dall’associazione degli industriali, hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli ed esponenti di Confindustria Moda.
Guzzini stava parlando della ricadute economiche della pandemia, indicando nella moda e nel turismo i settori che hanno sofferto di più. “Come sapete ci aspetta un Natale molto magro perchè stanno pensando addirittura di restringere ulteriormente – ha aggiunto -. Questo significa andare a bloccare anche un retail che si stava rialzando per la seconda volta da una crisi e lo stanno rimettendo nuovamente in ginocchio. Io penso che le persone sono un po’ stanche di questa situazione e vorrebbero, alla fine, venirne fuori. Anche se qualcuno morirà , pazienza. Ma così, secondo me, diventa una situazione impossibile per tutti”.
“La paura per la malattia, lo stress provocato dalla mancanza di socialità , la pesantissima crisi economica che sta colpendo tante imprese: tutto vero e reale ma nulla può giustificare o attenuare la gravità di una frase del genere. È anzi un’aggravante che a pronunciarla non sia l’ultimo analfabeta digitale su un qualsiasi social network ma il più alto rappresentante di una associazione di categoria sul territorio, in un evento ufficiale”.
È il commento del presidente Cna Macerata, Giorgio Ligliani.
“La disumanità di quella frase non è tollerabile, faccio fatica solo ad ascoltarla – aggiunge -. Tutti siamo stanchi di questa situazione e, aggiungo, anche di questo tira e molla su ciò che si può e ciò che è vietato fare. Le imprese chiedono chiarezza e preferiscono magari aspettare ma per poi riaprire definitivamente e senza limitazioni”.
“Sinceramente chiedo scusa a tutti e in particolare alle famiglie toccate dal dramma del Covid, per la frase che ho pronunciato ieri nel corso del Forum Made For Italy. Ho sbagliato nei contenuti e nei modi. Parlavo della vita aziendale e delle prospettive del lavoro e invece, preso dalla discussione, ho fatto un’affermazione sbagliata, che non raffigura il mio pensiero nè tantomeno quello dell’Associazione che rappresento”, spiega Guzzini.
“Sono molto addolorato per la mia dichiarazione che, quando ho riascoltato, ho realizzato quanto fosse grave e distante da ciò che penso, cioè che il bene più importante della vita di ognuno di noi siano la salute e la famiglia”, aggiunge.
Confindustria Macerata ha deciso di chiudere la propria pagina Facebook, che ora appare “non disponibile”. Il video con l’intervento del presidente Domenico Guzzini è stato rimosso dai canali social e Youtube.
Manca solo un dettaglio: la presentazione delle sue dimissioni.
(da agenzie)
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Dicembre 15th, 2020 Riccardo Fucile
“LA POLITICA UN GIORNO PARLA DI AMMORBIDIRE LE MISURE, UN ALTRO DI RAFFORZARLE”
Cosa sta succedendo professore, perchè l’Europa richiude?
«Certi Paesi stanno facendo due conti, e questi purtroppo gli dicono che non possono star tranquilli. I tedeschi, all’inizio, hanno fatto le cose molto bene ma forse hanno preso sotto gamba la seconda ondata. Gli inglesi sono messi più o meno come noi».
In Italia fino a qualche giorno fa si parlava di ammorbidire le misure, ora di inasprirle. Perchè?
«Mi sembra il solito tira e molla della politica, dovuta alla la presenza di anime diverse dentro al governo e nella stessa opposizione».
Ora si vuole stringere, è l’idea migliore?
«Mi sembra evidente. L’ho detto tante volte. Ho appena incontrato un conoscente che stimo, e che mi ha detto: “Sono stato in centro, c’era una quantità di gente incredibile, è possibile che non capiscano?”. “Ma tu dov’eri?”, gli ho domandato: “Forse sei tu a non aver capito”. È rimasto senza parole. Qualche volta anche chi è ben intenzionato finisce per non cogliere il messaggio di fondo, e cioè che bisogna limitare al massimo le situazioni pericolose».
Ma è stato il governo a riaprire i negozi e a dare pure un bonus per gli acquisti.
«L’impressione è che, appena si dà un minimo segnale di rilassamento delle misure, la gente si prenda il braccio e non solo il dito».
Siamo in bilico?
«Sì, rischiamo una ripresa gagliarda della seconda ondata e di vanificare tutti i sacrifici fatti. E questo su e giù, questo apri e chiudi mi sembra finisca per danneggiare l’economia più di una cura magari un po’ intensa, ma dalla durata certa. Se si va avanti così, ci porteremo dietro il coronavirus per chissà quanto. Almeno fino all’immunità di gregge che, se andrà tutto bene, arriverà tra un anno».
(da agenzie)
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Dicembre 15th, 2020 Riccardo Fucile
INVECCHIA LA POPOLAZIONE, IN ITALIA 5 ANZIANI OGNI BAMBINO
“Quest’anno supereremo il tetto dei 700mila decessi complessivi, che è un valore preoccupante perchè l’ultima volta che siamo andati oltre questo numero è stato nel 1944, durante la guerra”.
Lo ha detto il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo, intervenuto ad ‘Agorà ‘ su Rai3. “Si tratta di una stima, perchè l’anno” della pandemia di Covid-19 “non è ancora finito”, ha precisato. “Nel 2019 il dato era di 647.000 morti”.
“Il nostro è un Paese sempre più vecchio. Tutte le classi di età sotto i 44 anni vedono diminuire il proprio peso relativo rispetto al 2011 mentre aumentano molto le persone dai 45 anni in su che passano dal 48,2% del 2011 al 53,5% del 2019”. Lo rileva l’Istat nel rapporto Sul ‘Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni – Prima diffusione dei dati definitivi 2018 e 2019’.
L’età media si è innalzata di due anni rispetto al 2011 (da 43 a 45 anni). La Campania, con 42 anni, è la regione con la popolazione più giovane, seguita da Trentino Alto Adige (43 anni), Sicilia e Calabria (entrambe con 44 anni).
La Liguria si conferma la regione con l’età media più elevata (49 anni). Anche nel 1951 la Campania e la Liguria erano la regione più giovane e quella più vecchia ma, per entrambe, l’età media risultava più bassa di 13-14 anni rispetto a quella registrata nel 2019.
(da agenzie)
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Dicembre 15th, 2020 Riccardo Fucile
LA FRASE CHOC PRONUNCIATA DURANTE UNA DIRETTA SULLA MODA… E’ QUESTA LA CATEGORIA IMPRENDITORIALE? BONOMI SI DISSOCI
Non un ‘chissenefrega’, ma un molto più natalizio ‘Amen’. Da alcuni mesi a questa parte, dopo lo
scotto iniziale e il terrore per la pandemia da Covid, si sta diffondendo il messaggio: i morti fanno parte del gioco, non possiamo fermarci.
Sempre molto facile fare queste dichiarazioni quanto in ballo non c’è qualche familiare e conoscente. Il soldo prima di tutto, anche della vita umana. È questa la sintesi del pensiero di Domenico Guzzini. E no, non è un ‘uomo della strada’ incontrato in una piazza. È il Presidente di Confindustria Macerata. E no, non è una frase pronunciata all’interno delle quattro mura della propria abitazione.
È una frase pronunciata durante un evento trasmesso in streaming sui canali social e Youtube dell’organizzazione.
Contestualizziamo. Come annunciato dalle pagine Facebook di Confindustria Macerata, lunedì 14 dicembre (dalle ore 17) è andato in scena l’evento online ‘Made For Italy per la Moda’. Tra i partecipanti al dibattito in live streaming c’erano anche il Sindaco del comune marchigiano e il Presidente della Regione.
Ovviamente il tema principale era quello economico, con molti settori produttivi (non solo locali, ma anche nazionali) toccati da una profonda crisi provocata dalla pandemia e dalle chiusure per contenere la diffusione dei contagi. Ed è proprio parlando del rapporto tra vita delle persone e soldi che Domenico Guzzini ha pronunciato questa frase. «Anche se qualcuno morirà , pazienza»
Un concetto molto forte, ma molto diffuso. Perchè non è la prima volta che lo sentiamo da personalità pubbliche: «Come sapete ci aspetta un Natale molto magro perchè stanno pensando addirittura di restringere ulteriormente. Questo significa andare a bloccare anche un retail che si stava rialzando per la seconda volta da una crisi e lo stanno rimettendo nuovamente in ginocchio — afferma Domenico Guzzini -. Io penso che le persone sono un po’ stanche di questa situazione e vorrebbero, alla fine, venirne fuori. Anche se qualcuno morirà , pazienza. Ma così, secondo me, diventa una situazione impossibile per tutti».
Insomma, parole molto chiare. Attendiamo anche un chiarimento di Confindustria e, magari, una dissociazione. E se non sarà così, pazienza.
(da agenzie)
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Dicembre 15th, 2020 Riccardo Fucile
IN UNA CALL CON LA COMMISSIONE AMBIENTE SI E’ FATTO RIPRENDERE MENTRE FACEVA LA DOCCIA: AVEVA DIMENTICATO DI DISATTIVARE IL VIDEO
Streaming e M5S, un binomio che — nella politica italiana — sembra nato così. Se non ci fossero stati i pentastellati, forse, le dirette in streaming delle riunioni istituzionali non sarebbero entrate così nell’immaginario collettivo dell’elettorato italiano.
Eppure, oggi, un esponente del M5S sembra essere stato tradito proprio da quella stessa tecnologia che ha rappresentato per anni l’asse portante del partito fondato da Beppe Grillo e Gian Roberto Casaleggio: il consigliere comunale di Milano Gianluca Corrado si è collegato con la sua commissione ambiente, mentre era in bagno a farsi la doccia. Il motivo? Aveva dimenticato di disattivare il video.
Poi, possiamo fare mille battute sul fatto che Corrado avesse sbagliato “gabinetto”, passando da quello istituzionale a quello di casa.
Ma la spiegazione ufficiale, data dallo stesso Corrado al quotidiano Il Giorno, è stata: «Ieri mattina ero in Tribunale per un’udienza — ha detto Corrado — sono tornato a casa di corsa per seguire la commissione, ho tolto la giacca e la cravatta e mentre seguivo i lavori mi sono dato una sciacquata perchè poi dovevo tornare in Tribunale. Per sbaglio ho lasciato la telecamera accesa mentre mi trovavo in bagno. Chiedo scusa a chiunque si sia sentito offeso, ma sinceramente ho visto di peggio».
In ogni caso, il consigliere l’ha definita una “cappellata”, respingendo al mittente le accuse di scarso rispetto istituzionale.
Ma casi come il suo — in questo periodo in cui il distanziamento sociale costringe sempre più spesso a realizzare meeting e riunioni (anche a livello politico) su piattaforme di streaming — sono proliferati in questo periodo di pandemia globale.
Quello più clamoroso riguarda senz’altro il deputato argentino Juan Ameri che è stato costretto a dimettersi dopo che, in una riunione online del parlamento, era stato sorpreso in atteggiamenti intimi con una donna che si era seduta sulle sue gambe.
Ovviamente, il contesto è diverso. Ma il principio è lo stesso: si possono seguire delle riunioni istituzionali facendo altro?
(da agenzie)
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Dicembre 15th, 2020 Riccardo Fucile
ORA SALVINI PUO’ MANDARE ANCHE LUI IL TELEGRAMMA DOPO AVER AVUTO L’AUTORIZZAZIONE DAL CREMLINO
Il presidente russo Vladimir Putin si è congratulato con Joe Biden per la vittoria alle presidenziali
americane, certificata dal voto dei grandi elettori.
Lo fa sapere il Cremlino. Nel suo telegramma, Putin ha augurato al presidente eletto ogni successo e ha espresso la fiducia che la Russia e gli Stati Uniti, “che hanno una responsabilità speciale per la sicurezza e la stabilità globale”, possano, “nonostante le loro differenze”, aiutare realmente “a risolvere molti problemi e sfide che il mondo sta affrontando ora”
Il presidente russo ha osservato che, in questa prospettiva, la cooperazione russo-americana, basata sui principi di uguaglianza e di rispetto reciproco, “risponderebbe agli interessi dei popoli di entrambi i Paesi e dell’intera comunità internazionale”.
“Da parte mia, sono pronto per l’interazione e i contatti con lei”, ha sottolineato il capo dello Stato russo. Lo si legge nella nota pubblicata sul sito del Cremlino.
(da agenzie)
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