Gennaio 23rd, 2021 Riccardo Fucile
QUELLI CHE CI HANNO CAPITO QUALCOSA DI QUESTA CRISI SONO MENO DELLA SETTIMANA PRECEDENTE
In questi giorni vi abbiamo raccontato come i sondaggi delle ultime ore non abbiano premiato chi
ha scatenato la crisi di governo. L’averla innescata non ha certo fatto bene al partito di Matteo Renzi, che nell’ultima settimana ha perso lo 0,6 per cento, secondo i sondaggi Index Research presentati a Piazzapulita.
Oggi Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera illustra un altro aspetto emblematico. Gli italiani che hanno capito perchè è nata la crisi sono ancora meno della settimana scorsa. Ma soprattutto solo uno su cinque vorrebbe andare ad elezioni in questo momento. Sempre di più comunque di quelli che preferirebbero che l’esecutivo di Conte fosse sostituito da un governo di centrodestra:
Dopo il voto di fiducia è opinione diffusa (53%) che il governo si sia indebolito, perchè oggi può contare su una maggioranza risicata, mentre il 20% ritiene che si sia rafforzato perchè con l’uscita di Iv potrà avere maggiore coesione e più libertà d’azione.
In proposito dem e5Stelle la pensano diversamente: i primi sono maggiormente convinti che l’esecutivo si sia indebolito (62%), mentre i secondi sono più del parere che si sia rafforzato (50%).
Quanto alle previsioni sulla durata del governo, si registra molta incertezza: per il 9% avrà una vita breve, di poche settimane, per un terzo continuerà per qualche mese, per un altro terzo arriverà alla fine della legislatura e il 27% non è in grado di fare previsioni.
Riguardo allo scenario politico preferito, il 40% ritiene opportuno che l’attuale esecutivo continui fino alla fine della legislatura mentre il 40% si augura un’alternativa – prevalentemente nuove elezioni (21%) seguite da un governo di unità nazionale (8%), quindi un cambio della maggioranza (7%) o del premier (4%)–e un italiano su cinque non esprime preferenze.
Il ricorso al voto viene auspicato dalla maggioranza assoluta degli elettori della Lega e di FdI, nonchè da un terzo di quelli di FI.
(da agenzie)
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Gennaio 23rd, 2021 Riccardo Fucile
CONFCOMMERCIO LOMBARDIA: “SIAMO SENZA PAROLE, INAMMISSIBILE UN ERRORE DEL GENERE”
Commercianti, associazioni di categoria e anche i sindaci si preparano a presentare il conto al Pirellone.
Il pasticcio della Lombardia sui dati comunicati all’Istituto Superiore di Sanità che hanno costretto negozianti e cittadini lombardi a una settimana di zona rossa rischia di trasformarsi in una class action contro i vertici della Regione.
Nonostante il presidente Attilio Fontana continui ad addossare la colpa ai calcoli effettuati a Roma, i verbali della cabina di regia parlano chiaro riguardo alla richiesta di “rettifica” arrivati dai tecnici lombardi.
E così in Lombardia monta la rabbia per la serrata totale alla quale sono state costretti 10 milioni di abitanti. Una contestazione trasversale, che coinvolge anche i sindaci di centrosinistra di Bergamo e Varese.
Il fuoco di fila è stato aperto da Confcommercio Lombardia: “Noi siamo veramente senza parole”, ha detto il presidente Gianni Rebecchi. Tanto che l’associazione, per il danno subito dai commercianti questa settimana, sta meditando di avviare una class action: “Per tutta la regione, anche in considerazione del periodo di saldi, stimiamo circa 600 milioni di volume d’affari perso dai negozi”, spiega all’Adnkronos.
“E adesso, dopo undici mesi di sacrifici, arriviamo a scoprire che ci sono stati errori di calcolo. Questo danno chi lo paga?”, si chiede Rebecchi.
Visto che il sacrificio economico lo stanno pagando solo alcune categorie, le vie legali non sono da escludere: “Stiamo aspettando tutta la documentazione per fare chiarezza, ma questo è un caso dove ci sono tutti i presupposti per far partire una class action contro i soggetti che hanno provocato un danno di questo tipo”.
La situazione economica, argomenta, “è ormai drammatica, più della metà dell’occupazione persa nel 2021 lo sarà nel settore che rappresentiamo”.
l ricorso alla causa civile viene caldeggiato anche dai sindaci di Bergamo e Varese, Giorgio Gori e Davide Galimberti, alla guida di due giunte di centrosinistra. “Credo che le categorie penalizzare potrebbero avviare una class action per il risarcimento del danno”, sottolinea Gori. “Questa notte non sono riuscito a dormire, sono sincero. E penso che come me tanti commercianti, genitori, imprenditori”, rimarca sui social il sindaco di Varese.
“Le imbarazzanti notizie che si susseguono da ieri sul tema dei conteggi dei positivi nella nostra Regione — dice ancora Galimberti — sono un colpo durissimo, perchè denotano principalmente una confusione che dopo un anno di pandemia non è più accettabile”.
Galimberti ritiene quindi che “una prima azione concreta possa essere una class action per tutelare e risarcire aziende, commercianti, famiglie e studenti che hanno subito ulteriori danni da questa confusione tra zona rossa che invece doveva essere arancione”. Una iniziativa “contro i responsabili di questo errore che come Comune di Varese sosterremo in prima linea dopo averne parlato con tutte le associazioni di categoria e dei consumatori”.
Gli avvocati Francesco Borasi e Angelo Leone hanno già raccolto le adesioni per la maxi-causa di tre associazioni e una ventina di commercianti: “Ci siamo attivati per chiedere i documenti alla Regione — spiega Borasi — ai fini della richiesta di risarcimento” dovuto al presunto errore di calcolo dell’indice Rt. La chiusura della Regione in zona rossa ha “creato danni” che “si sono aggiunti ad una situazione già disastrosa, decretando in molti casi la chiusura di tante attività con gravissime conseguenza per lavoratori e famiglie”.
Da quanto si è saputo i due legali, oltre ad aver già mosso i primi passi raccogliere, per la legge sulla trasparenza, dal Pirellone i documenti inviati a Roma all’Istituto Superiore di Sanità , in base ai quali la Lombardia è stata inserita erroneamente in zona rossa da domenica scorsa, hanno scritto anche alla Procura di Milano, all’aggiunto Maurizio Romanelli, per informarlo della class action: al momento sul caso non risulta aperto alcun fascicolo quanto meno ‘esplorativo’.
I commercianti e gli imprenditori, in gran parte milanesi, che stanno aderendo alla class action stanno invece conteggiando i danni che ritengono di aver subito, per poi presentare in ‘conto’, nella maxi-causa civile che verrà avviata davanti al Tribunale del capoluogo lombardo.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Gennaio 23rd, 2021 Riccardo Fucile
“CHI HA SBAGLIATO SUI DATI RT DEVE PAGARE”: SE VALEVA PER IL GOVERNO, ORA CHE E’ APPURATA LA RESPONSABILITA’ DELLA REGIONE LOMBARDIA E’ FONTANA CHE DEVE PAGARE
Prima o poi doveva accadere: il boomerang lanciato contro il governo, l’Istituto Superiore di Sanità
e il Ministero della Salute è tornato indietro e ha colpito in pieno il leader della Lega che ora, per coerenza, dovrebbe proseguire nella sua richiesta di dimissioni nei confronti di Attilio Fontana.
Dopo un lungo tira e molla, infatti, la verità sui dati sbagliati dell’indice RT Lombardia è venuta a galla.
L’errore, come confermato da documenti ufficiali, è partito dagli uffici tecnici della stessa Regione che poi, in data 20 gennaio, ha inviato una rettifica con numeri più veritieri. Insomma, la Lombardia è stata zona rossa per una settimana (con annesse chiusure e problematiche economiche) a causa di un errore del Pirellone.
A confermare questa tesi è stato l’Istituto Superiore di Sanità . Il tutto è contenuto all’interno di una comunicazione anticipata in esclusiva da TPI. Nel documento, datato venerdì 22 gennaio 2021, infatti, si fa riferimento alla rettifica inviata dai tecnici della Regione in data 20 gennaio (quindi mentre già si era in zona rossa), con annessa modifica dei dati dell’indice RT Lombardia.ù
L’errore è stato, come si può notare dalla tabella, nel conteggio dei sintomatici e asintomatici (uno dei parametri-base per la classificazione di una Regione all’interno dei tre colori).
Nel primo rilevamento inviato, quello che ha fatto scattare la zona rossa da domenica 17 gennaio), il numero di asintomatici presenti sul territorio regionale risultava essere di 419.362.
Nel documento con la rettifica, inviato il 20 gennaio (e che porterà la Lombardia in zona arancione a partire da domenica 24 gennaio), risultano inferiori per quasi 5mila unità . Un dato che ha condizionato anche tutti gli altri valori.
Ma torniamo al leader della Lega che, nel pomeriggio di ieri, ha twittato polemicamente su questa vicenda.
Viste le evidenze, ora, ci aspettiamo che Matteo Salvini prosegua nella sua battaglia: chi ha sbagliato paghi, chiesa scusa e ripari al danno causato. Ma è lui ad avere il numero di telefono di Attilio Fontana, quindi immaginiamo (perchè siamo certi della sua coerenza confermata in più occasioni) che gli avrà già scritto per chiedergli di dimettersi.
(da agenzie)
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Gennaio 23rd, 2021 Riccardo Fucile
L’ASTIO DOPO L’ADDIO; UNA X SUL VOLTO DI CHI HA ABBANDONATO LA CAUSA DEI REAZIONARI
Un gesto di pessimo gusto da parte di una senatrice di Italia Viva.
Donatella Conzatti ha condiviso sui social (prima su Twitter, anche se ora ha rimosso il post, e poi sulla sua pagina Instagram) una vecchia foto che risale al 2019, prima dell’arrivo della pandemia da Covid.
Uno scatto che immortala tutti i grandi protagonisti che hanno dato vita alla stagione politica di Italia Viva. Ma in quella foto c’è un particolare importante e sgradevole: il volto di Vito De Filippo è stato cancellato a penna.
Questa l’immagina che ancora compare sul profilo Instagram della senatrice di Italia Viva (postiamo anche il link, ma l’immagine potrebbe sparire ben presto anche da lì dopo le polemiche).
Poco prima aveva condiviso lo stesso scatto sul suo profilo Twitter, prima delle rimozione della foto.
La foto originale, senza “x” sul volto di Vito De Filippo, è stata pubblicata anche da un altro esponente di Italia Viva, il deputato Luciano Nobili.
Perchè questo gesto da parte di Donatella Conzatti? Tutte le tracce sembrano riportare a una sola versione: sei giorni fa, infatti, il deputato Vito De Filippo aveva annunciato il suo addio a Italia Viva per fare ritorno nel Partito Democratico. E poi, martedì a Montecitorio, ha ovviamente votato la fiducia al governo Conte-2.
Una mossa che non sembra esser stata digerita.
(da “Giornalettismo”)
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Gennaio 23rd, 2021 Riccardo Fucile
SONDAGGIO PAGNONCELLI: LA CRISI GENERATA NON FA BENE AL LEADER DI ITALIA VIVA… IL GRADIMENTO AL GOVERNO AUMENTA DI 2 PUNTI, QUELLO PER SALVINI CALA DI 2
Matteo Renzi resta ultimo in classifica per indice di gradimento degli italiani. Il sondaggio di
Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera mostra come la crisi non abbia portato grande popolarità al leader di Iv anche perchè continua a restare altissima la percentuale degli italiani che non capisce il perchè della rottura della maggioranza di governo: ben il 42 per cento.
L’indice di gradimento del governo (51) è aumentato di due punti in una settimana, più per la capacità di tenuta dell’esecutivo che per provvedimenti specifici adottati, quello per il premier si mantiene stabile a 56.
In questa fase tumultuosa il gradimento dei leader fa segnare poche variazioni superiori a un punto percentuale, a partire da Speranza (indice 38, in crescita di 3 punti rispetto a dicembre), il cui apprezzamento solitamente aumenta al crescere della preoccupazione per il Covid.
A seguire in graduatoria Giorgia Meloni (35, in crescita di 1) poi, con lo stesso valore (29), Salvini (in calo di 2 punti), Zingaretti (stabile) e Franceschini (+2), quindi Berlusconi (+1) e Calenda (-1), appaiati a 27.
Da segnalare l’aumento di 3 punti di Bonafede la cui relazione sulla giustizia verrà votata in parlamento la prossima settimana, presumibilmente non senza tensioni, dopo l’annunciato voto contrario di Iv.
Infine, Renzi fa registrare l’aumento di un punto (12), senza tuttavia abbandonare l’ultima posizione.
(da agenzie)
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Gennaio 23rd, 2021 Riccardo Fucile
LEI PUBBLICA SU INSTAGRAM LE MINACCE RICEVUTE: “PER ME CONTANO I MESSAGGI DI STIMA E AFFETTO CHE RICEVO”
Purtroppo, con rassegnazione, si può dire che la situazione era inevitabile. Perchè i social sono, ogni giorno di più, un vero e proprio sfogatoio per chi pensa di poter insultare e minacciare chicchessia senza pagare le conseguenza.
Un triste clichè a cui, purtroppo, siamo abituati. L’ultima a finire nel mirino degli haters da tastiera è stata la senatrice Mariarosaria Rossi, balzata agli onori della cronaca politica per aver votato la fiducia al governo Conte opponendosi, di fatto, alla linea tracciata da Forza Italia in Parlamento nelle giornate di martedì e mercoledì scorso.
A denunciare i messaggi di minacce e insulti ricevuti è stata la stessa senatrice (ormai ex Forza Italia dopo la cacciata arrivata subito dopo il voto di fiducia di mercoledì 20 gennaio) attraverso le sue Instagram Stories.
«Ti auguro tutti i tipi di malattie possibili e immaginabili — si legge nel messaggio pubblicato dalla senatrice sul suo profilo Instagram — a te e i tuoi cari. E fai attenzione quando attraversi la strada che le macchine corrono».
«Ricevo insulti e minacce da giorni ma quello che davvero conta sono tutti quei messaggi di stima, di affetto e di sostegno ad andare avanti — ha commentato Mariarosaria Rossi -. Siete la mia forza».
E i toni dei messaggi ricevuti negli ultimi giorni sono sulla stessa falsariga di quanto pubblicato tra le sue Instagram Stories. La maggior parte si trovano tra i commenti della sua ultima foto pubblicata sul social (il 1° gennaio scorso).
La senatrice è ritenuta responsabile (non nel significato tanto caro al governo Conte) di aver mantenuto in vita l’esecutivo grazie al suo voto di fiducia di mercoledì scorso a Palazzo Madama. E questo ha scatenato l’atavico, inevitabile (purtroppo) e insostenibile odio che sui social trova, sempre più, la valvola di sfogo.
(da agenzie)
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Gennaio 23rd, 2021 Riccardo Fucile
IL NEONAZISTA DI SAVONA ARRESTATO CHE VOLEVA UCCIDERE “DONNE, EBREE E COMUNISTE”
Andrea Cavalleri è il 22enne di Savona arrestato perchè progettava di compiere stragi ispirate
all’attentato di Utoya. L’organizzazione — di cui faceva parte anche un minorenne.- era stata chiamata “Nuovo ordine sociale”.
Una rete che si espandeva in tutta Italia, da Nord a Sud: Torino, Cagliari, Forlì-Cesena, Palermo, Perugia, Bologna e Cuneo. Non solo professavano l’odio razziale, ma anche quello di genere.
Oggi La Stampa riporta alcuni stralci delle chat dove Cavalleri e il minorenne raccontavano i loro propositi:
“Ai fini dell’inquadramento della pericolosità dell’indagato, rimarca il gip Faggioni, è rilevante anche il rinvenimento di alcuni gruppi Whatsapp denominati Ovra e Memefrego in cui sono stati condivisi propositi violenti e anticonservativi…Nel gruppo Ovra, nella sezione info, è indicato ‘Qui vige il fascismo.. Oskar Dirlewangr (generale delle SS) è il nostro Dio…’.
E qui Cavalleri ha inserito messaggi contenenti il desiderio di compiere atti violenti e stragisti, si pensi alle comunicazioni del 2018: “Ci sei (rivolto a un altro frequentatore del gruppo, minorenne anche lui inquisito) per un massacro in piazza, in armatura templare o uniforme SS?”
Ma Cavalleri nella chat si rivolge al suo complice progettando anche uno school shooting: “Io direi che mi divertirei di più classe per classe… con il lanciafiamme o un AK47 di scorta… io voglio guardarli in faccia e sentirli urlare. Meglio morire con onore in uno school shooting che vivere una vita di m.
L’altro bersaglio ricorrente nei propositi del suo micro movimento Nuovo Ordine Sociale è rappresentato dall’universo femminile. “Voglio fare una strage a una manifestazione di femministe. Donne, ebree e comuniste sono i nostri nemici. Le donne moderne sono senza sentimenti, bambole di carne da sterminare”.
Cavalleri si definisce un Incel, ovvero gli “involontariamente celibi”. persone che ritengono che i loro insuccessi e fallimenti con le donne siano dovuti ad alcuni comportamenti propri del genere femminile. E per questo motivo il loro odio e la loro discriminazione si riversa anche verso le donne
(da agenzie)
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Gennaio 23rd, 2021 Riccardo Fucile
CORTEO VERSO LA LUBYANKA, COVO DELL’EX KGB, OGGI FSB… NAVALNJY DAL CARCERE: “SAPPIATE CHE NON HO INTENZIONE DI SUICIDARMI, NEL CASO QUALCUNO MI VOLESSE FAR TROVARE IMPICCATO ALLE FINESTRE”
“Siamo orgogliosi di voi. Siamo moltissimi. Vogliamo felicità per il nostro Paese e stiamo manifestando pacificamente per la nostra libertà e per quella di Navalny”, si legge nel messaggio diffuso dal canale Telegram di Navalny che da stamattina pubblica i video delle diverse manifestazioni in diverse parti del Paese, da Vladivostok a Mosca e San Pietroburgo.
40 mila in piazza a Mosca, fermati anche ragazzini
A Mosca e San Pietroburgo gli arresti sono cominciati ancora prima dell’avvio della manifestazione alle 14 (ora locale, le 12 in Italia). Nella capitale, piazza Pushkin, area destinata alla manifestazione secondo gli annunci, è circondata da barricate, come altre zone della capitale, nelle aree dello shopping e nelle strade principali. Altri agenti sono stati collocati nella piazza Rossa. Tra i fermati molti portavano cartelli con scritto “Io non ho paura”, citazione dello stesso Navalny e diventata uno degli slogan della giornata di protesta di oggi. Un giornalista dell’ANSA sul posto è stato tra l’altro testimone del fermo di un ragazzino di circa 12 anni.
Nonostante la massiccia presenza di polizia e i blocchi lungo le principali arterie di Mosca, i manifestanti continuano a raggiungere piazza Pushkin a Mosca per la protesta contro l’arresto di Navalny. Megafoni ordinano ai presenti di disperdere la manifestazione non autorizzata.
Un gruppo si sta dirigendo verso il quartier generale dell’FSB, i servizi di sicurezza interni eredi del KGB, situato sulla Lubyanka. I manifestanti urlano lo slogan “Russia senza Putin”. ù
Il messaggio di Navalnyj dal carcere: “Non mi suiciderò”
I collaboratori di Navalnyj rimasti in libertà hanno intanto pubblicato un suo videomessaggio dalla prigione di custodia cautelare, registrato, a quanto pare, tra il 20 e il 21 gennaio. Già sopravvissuto a un tentato avvelenato da Novichok e detenuto a Matrosskaja Tishina, la prigione dove nel 2009 morì l’avvocato Serghej Magnitskij che aveva indagato su una frode su vasta scale che coinvolgeva,
Navalnyj ha ringraziato il pubblico della video-inchiesta sul “palazzo di Putin”, espresso il suo rispetto per i giovani che fino a ieri avevano fatto guadagnare oltre 22 milioni di visualizzazioni agli hashtag #NavalnyjLibero e #23gennaio su Tik Tok.
E ha infine messo anche in guardia da una sua “scomparsa” prematura. “Giusto in caso: non sto pianificando di impiccarmi alle finestre o di tagliarmi le vene o la gola con un cucchiaio affilato. Uso le scale con molta cautela e mi prendono la pressione ogni giorno perciò un improvviso infarto è da escludere. Sono in uno stato psicologico ed emotivo stabile”, ha scritto su Instagram.
(da agenzie)
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Gennaio 23rd, 2021 Riccardo Fucile
A MOSCA 40.000 MANIFESTANTI, LA POLIZIA COSTRETTA AD ARRETRARE: CORI DI “LIBERTA’ PER NAVALNY” E “VIA PUTIN DALLA RUSSIA”
In Russia sono iniziate le proteste contro la detenzione di Aleksey Navalny e la polizia ha
cominciato la sua opera di repressione arrestando oltre mille manifestanti in circa 65 città .
Al momento l’ong Ovd-Info dà notizia di almeno 1.090 persone fermate nei cortei a favore dell’avversario numero uno di Putin, di cui circa 300 nella sola Mosca. Ma il bilancio pare destinato ad aumentare.
La manifestazione più massiccia è probabilmente quella in corso a Mosca, dove si stima che 40.000 persone abbiano risposto all’appello lanciato dall’opposizione concentrandosi per lo più in Piazza Pushkin, nel centro della capitale russa. Molte di più delle 4.000 di cui riferisce il ministero dell’Interno.
Migliaia di persone sono scese in piazza anche nell’estremo oriente e in Siberia, sfidando temperature a volte glaciali, come a Yakutsk, dove il termometro registra 50 gradi sotto lo zero.
A Vladivostok, stando a un video pubblicato online, la polizia ha caricato i dimostranti. A Mosca, sotto la statua del grande poeta Aleksandr Pushkin, gli agenti hanno fermato anche una delle più strette collaboratrici di Aleksey Navalny, Liubov Sobol: madrina delle proteste anti-Putin del 2019 e legale del Fondo Anticorruzione che ha messo tante volte in imbarazzo il leader del Cremlino e il suo cerchio magico.
Anche la moglie di Navalny, Yulia Navalnaya, è stata trattenuta dalle forze dell’ordine e ha pubblicato online una foto che la ritrae dentro una camionetta della polizia.
Gli agenti in assetto antisommossa circondano i manifestanti in Piazza Pushkin, che rispondono scandendo i loro slogan. “La Russia senza Putin”, “Libertà per i prigionieri politici”, urla la folla, mentre gli altoparlanti della polizia invitano la gente a sgomberare l’area e a mettere fine alla protesta “non autorizzata”. Ma ogni tentativo di disperdere la folla è risultato vano, la polizia è stata costretta più volte ad arretrare sotto la pressione di decine di migliaia di patrioti
(da agenzie)
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