Febbraio 20th, 2021 Riccardo Fucile
TRANSIZIONE POCO ECOLOGICA COME ERA PREVEDIBILE… IL CONFLITTO DI INTERESSE DEL MINISTRO
La battaglia su quale futuro economico e industriale dare al Paese, grossa parte della quale si svolge su
quanto greenwashing ci sarà nell’ormai famigerata “transizione ecologica”, è centrale in questa fase.
L’assetto del ministero che porta quel nome (ex Ambiente più deleghe sull’energia) — che gestirà almeno il 37% dei fondi del Recovery Plan — ce ne dà una prima idea: domina il business as usual, soprattutto il business in verità .
Il paradosso è che, pur essendo il motivo principale per cui il M5S ha detto sì a Mario Draghi, la struttura guidata dal fisico Roberto Cingolani nasce di fatto cancellando la stagione di Sergio Costa all’Ambiente, assai poco gradita alla Confindustria come dimostrano gli attacchi del Sole 24 Ore .
La squadra dell’ex generale, membro dei governi Conte in quota 5Stelle, è stata rasa al suolo e a guidare la “transizione ecologica” col neo ministro tornano i dirigenti che accompagnarono la non indimenticabile stagione di Gian Luca Galletti, politico Udc che fu a capo del dicastero con Matteo Renzi e Paolo Gentiloni.
Come abbiamo già scritto, capo di gabinetto sarà il consigliere parlamentare Roberto Cerreto, che ebbe lo stesso ruolo nel ministero per le Riforme di Maria Elena Boschi, che poi lo volle pure come capo del legislativo a Palazzo Chigi quando divenne sottosegretaria di Gentiloni: a proposito di ambiente, da capo di gabinetto della Boschi, Cerreto dovette occuparsi della scrittura dell’emendamento sui giacimenti di Tempa Rossa chiesto dalle compagnie petrolifere per aggirare le resistenze della Regione Puglia (fu al centro del caso che portò alle dimissioni dell’ex ministra dello Sviluppo Federica Guidi).
Anche all’ufficio legislativo tornano i tempi di Galletti: il capo sarà Marcello Cecchetti, professore a Sassari, giurista d’area Pd anche lui con ascendenze renziane (fu assistente di studio di Ugo De Siervo, i cui due figli — Luigi e Lucia — sono amici e sodali del capo di Italia Viva, che da sindaco nominò Cecchetti in una commissione per studiare “una legge speciale per Firenze”).
Il suo vice sarà invece l’avvocato Marco Ravazzolo, anche lui a suo tempo consigliere di Galletti, ma soprattutto dirigente di Confindustria, di cui finora è stato responsabile Ambiente.
Dalle legittime ragioni dell’impresa a dirigente di un ministero spesso in conflitto con quelle ragioni è un cambio non da poco. Ricordiamo per dovere di cronaca che i 5 Stelle si sono assai vantati in questi anni del fatto che Costa avesse imposto a tutti i dirigenti del ministero di tenere uno scrupoloso registro degli incontri coi lobbisti.
D’altra parte, la stessa scelta di Cingolani, che dall’estate 2019 è Chief Technology & Innovation Officer di Leonardo (la ex Finmeccanica), pone l’istituzione in una posizione imbarazzante. Ad esempio, tra i dossier su cui dovrà decidere a breve, il ministro, che è in aspettativa dal colosso della difesa, troverà anche l’ultimo capitolo di un lungo contenzioso proprio tra Leonardo e il ministero dell’Ambiente sul vecchio Sistri, una roba che vale circa 90 milioni di euro.
La storia è antica: come deciso nel 2009 dall’allora ministra Stefania Prestigiacomo, Selex — poi inglobata in Leonardo e liquidata — doveva fornire al ministero il sistema di tracciamento dei rifiuti speciali (il Sistri appunto) per il periodo 2009-2014.
Fu una storia di straordinario fallimento, visto che quel sistema non è di fatto mai entrato in funzione e oggi non esiste più: eppure fino al 2018 era costato allo Stato 141 milioni di euro. Problema: Selex ha fatto causa al ministero, il suo committente, per vedersi riconosciuto comunque l’intero importo del contratto, altri 190 milioni. Dopo anni in tribunale, si è recentemente deciso di transare sulla quota fissa (88 milioni), ma Costa si è invece rifiutato di cedere sui quasi 90 milioni di quella variabile: il neo ministro Cingolani, dipendente in aspettativa di Leonardo, dovrà dunque decidere se resistere in giudizio o andare al Tesoro e chiedere di pagare (e quanto) il suo datore di lavoro.
Non solo transizione, allora, sarà anche ministro della transazione.
(da “Il Fatto Quotidiano”)
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Febbraio 20th, 2021 Riccardo Fucile
NON ESISTE ALCUNA CORRELAZIONE TRA CARENZA DI VACCINI E INVIO IN AFRICA, VISTO CHE NON E’ STATO MANDATO NULLA…SOLO QUANDO SARA’ FINITA VACCINAZIONE IN EUROPA E USA , LE ECCEDENZE SARANNO MANDATE IN AFRICA (MA CHE BUONI, QUESTI OCCIDENTALI…)
Oggi Libero in prima pagina apre con un bel titolo di quelli che portano pace e amore nel mondo: “Diamo i vaccini all’Africa e restiamo sempre senza”. Ma le cose stanno davvero così?
Il quotidiano spiega: Da Bruxelles miliardi per immunizzare gli Stati poveri, inviando medici e studiando produzioni locali. Intanto a noi tagliano le forniture di fiale”.
Sembra per Libero che ci sia una correlazione tra i problemi di approvigionamento dei vaccini e gli aiuti ai paesi, non solo africani, che hanno difficoltà o non hanno iniziato la campagna vaccinale contro il Coronavirus.
In realtà i due fenomeni sono completamente scollegati. I ritardi di Pfizer però erano dovuti alla riorganizzazione di alcuni impianti di produzione, quelli di Astrazeneca hanno penalizzato l’Europa a favore della Gran Bretagna e anche Moderna ha annunciato ritardi che però dovrebbe colmare a marzo. In tutti i casi i vaccini non sono andati in Africa a discapito dell’Italia e degli altri paesi europei.
Da dove arriva dunque il bizzarro titolo di Libero? Da un’interpretazione davvero personale di quanto è stato discusso ieri al G7.
Come racconta il Corriere è vero che è stato deciso di inviare aiuti e vaccini ai paesi che ne hannno bisogno, ma i motivi esulano completamente dal buonismo.
Innanzitutto ci sono delle ragioni che hanno a che fare con la geopolitica. Cina e Russia aiutano i paesi del Terzo Mondo ad immunizzarsi con “800 milioni di fiale di loro produzione in più di 40 Paesi” e aumentano così la loro sfera di influenza economica e politica.
L’Europa ha tutto l’interesse a contrastare questo fenomeno. Poi c’è un altro motivo che comprenderebbe anche la casalinga di Voghera. Gli europei possono anche vaccinarsi tutti ma fino a che tutto il pianeta non sarà immunizzato saremo anche noi in pericolo:
Il problema è che ci sono almeno 130 Paesi che non hanno neppure cominciato la campagna di vaccinazione, il che non solo espone le loro popolazioni al rischio del Covid, ma accresce anche la possibilità che si sviluppino nuove varianti del virus, una minaccia per tutti.
Come ha avuto modo di dire qualche giorno fa Dame Barbara Woodward, l’ambasciatrice britannica all’Onu, «nessuno è al sicuro finchè tutti non siamo al sicuro».
La cifra di aiuti previsti per « far sì che i vaccini raggiungano tutti quelli che ne hanno bisogno, dovunque siano nel mondo» è di 7,5 miliardi di dollari.
E ora, stabilito perchè a noi europei conviene aiutare i paesi in via di sviluppo a vaccinarsi, vediamo se così rimaniamo senza fiale. In realtà , spiega sempre il Corriere, i “paesi ricchi si sono procurati già 3 miliardi di dosi, oltre 1 miliardo in più di quanto sia necessario per offrire una doppia somministrazione a tutti i loro cittadini”.
Anche Boris Jonhson manderà quelli che potremo definire “avanzi”: gli aiuti riguardano le scorte in eccesso. E anche Francia e Stati Uniti non hanno nessuna intenzione di regalare dosi senza criterio:
Emmanuel Macron si è fatto precedere da un’intervista al Financial Times in cui proponeva che i Paesi ricchi indirizzino il 5 per cento dei loro vaccini ai Paesi poveri. Un obiettivo, tuttavia, decisamente meno ambizioso di quello delineato dai britannici. E pure l’amministrazione Biden ha fatto sapere che non intende donare vaccini finchè non si sarà assicurata l’immunizzazione degli americani.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 20th, 2021 Riccardo Fucile
SMENTITA LA STAMPA SOVRANISTA: “LA GREGORETTI E’ UNA NAVE MILITARE ITALIANA, I MIGRANTI ACCOLTI A BORDO ERANO GIA’ IN TERRITORIO ITALIANO, NESSUNA NECESSITA’ DI CHIEDERE LA RIDISTRIBUZIONE”… “CON L’ACCORDO DI MALTA RIDISTRIBUITI IN EUROPA 975 MIGRANTI SU 1.359 CASI SENZA VINCOLARE LA RICHIESTA ALLO SBARCO”
Matteo Salvini esce dall’aula bunker ostentando sicurezza e Giulia Bongiorno dice che quella di Luciana
Lamorgese, all’udienza preliminare del caso Gregoretti, è stata una “testimonianza decisiva” perchè avrebbe confermato che “nel governo Conte 2 c’era un’assoluta continuità di linea e azione con il Conte 1 e che spesso venivano date indicazioni per ottenere prima la redistribuzione e poi lo sbarco dei migranti”.
Salvini sul banco degli imputati, Luciana Lamorgese e Luigi Di Maio sulla sedia dei testimoni. Entrambi dicono no all’ingresso dei giornalisti in aula.
Parole misurate, nessuna intenzione di buttare la croce addosso al leader della Lega, ma niente più di questo.
Luciana Lamorgese non ci sta a passare per il ministro che avrebbe gestito il Viminale in continuità con il suo predecessore che rischia 15 anni di carcere per aver trattenuto per giorni, almeno due volte, i migranti sulle navi di soccorso.
Meno che mai su una nave militare italiana alla quale si può vietare l’ingresso in porto e per la quale non è neanche il caso di chiedere la redistribuzione visto che i migranti a bordo sono già su territorio italiano.
E al giudice Nunzio Sarpietro che le chiede perchè mai anche lei, a ottobre 2019, avesse lasciato a lungo in mare la Ocean Viking prima di concedere il porto, risponde che – fatta eccezione per tre sbarchi all’inizio del suo mandato, proprio nei giorni in cui stava per vedere la luce il Patto di Malta – la sua gestione degli sbarchi al Viminale non ha avuto alcun elemento di continuità con quella di Salvini.
Carte alla mano, Lamorgese ha spiegato che, con lei al Viminale, il tempo medio di attesa per una nave è stato di 2,5 giorni e che la richiesta di redistribuzione in Europa è sempre partita contemporaneamente alla concessione del porto di sbarco e non prima.
Insomma, se continuità c’è stata tra i governi Conte, è stata solo sulla strada della condivisione delle responsabilità con l’Europa sulla quale anche il governo Draghi intende accelerare, ha spiegato Lamorgese rivendicando il risultato di una maggiore disponibilità dell’Europa ad accogliere i migranti che sbarcano in Italia.
Prima dell’accordo di Malta solo 125 persone erano state redistribuite in Europa, oggi – a fronte di 1359 accettati – 975 sono già stati trasferiti.
Più politica la testimonianza di Luigi Di Maio che si è mosso sulla falsariga di Giuseppe Conte. E dunque, linea politica sull’immigrazione condivisa da tutto il governo (“anche se le posizioni del M5S non sono sulla medesima lunghezza d’onda della Lega”) ma responsabilità delle decisioni sugli sbarchi tutte in capo a Matteo Salvini.
“È vero che spesso con Salvini e Conte facevamo delle riunioni informali – ha detto il ministro degli Esteri – ma poi a gestire gli sbarchi era il Viminale e spesso apprendevamo del blocco delle navi da tweet di Salvini”. Abbastanza diverso da quel “decidevamo insieme e festeggiavamo insieme. Tutti attuavamo le stesse politiche di governo”, ribadito ieri da Salvini.
(da agenzie)
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Febbraio 20th, 2021 Riccardo Fucile
SARA’ VALIDO SINO A FINE ANNO
Il governo vuole prorogare il bonus vacanza: ci saranno sei mesi in più di tempo per poter usufruire degli incentivi messi in campo dal governo Conte bis durante l’emergenza coronavirus per sostenere il settore del turismo, uno dei più colpiti da lockdown e chiusure. La proposta viene da un emendamento a prima firma Bonomo (Partito democratico) presentato al decreto Milleproroghe, che sarà votato oggi. Ma l’intesa tra i partiti della nuova maggioranza sembra esserci.
Con il decreto Ristori lo scorso governo aveva già allungato le tempistiche, posticipando la scadenza al 30 giugno. Ma ora il governo e i relatori sono intenzionati a concedere altri sei mesi, fino al 31 dicembre 2021.
Il Milleproroghe, intanto, sarà il primo test in Aula per la nuova maggioranza allargata. E i tempi sono strettissimi: la scadenza è infatti per il primo marzo, ma la crisi di governo e l’insediamento del nuovo esecutivo Draghi hanno causato una serie di ristori. E quindi il lavoro sugli emendamenti è slittato.
Il bonus vacanze è stato messo in campo con il decreto Rilancio dello scorso maggio, per entrare poi in vigore dal 1° luglio 2020. Consiste in un incentivo fino a 500 euro che possono essere spesi (in un’unica soluzione) in alberghi, campeggi, villaggi turistici, agriturismi e b&b in tutta Italia. Una misura pensata per aiutare i lavoratori di uno dei settori più penalizzati dal lockdown e dal blocco degli spostamenti. L’80% del bonus può essere utilizzato come sconto da parte della struttura ricettiva, ma il resto può essere detratto nella dichiarazione dei redditi.
Il bonus vacanze può essere richiesto dai nuclei familiari con un Isee fino a 40 mila euro. L’importo finale viene modulato a seconda del nucleo familiare che lo richiede: 500 euro per nucleo composto da tre o più persone, 300 euro da due persone, 150 euro per un single.
(da Fanpage)
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Febbraio 20th, 2021 Riccardo Fucile
A PALERMO SOTTO INDAGINE 145 PERSONE
La guardia di Finanza di Palermo ha indagato 145 persone con precedenti condanne per mafia che hanno
richiesto il reddito di cittadinanza senza averne diritto.
L’operazione, voluta dalla Procura, si è conclusa con denunce per dichiarazioni mendaci volte all’ottenimento del reddito di cittadinanza e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ed all’Inps, come spiegato dall’Ansa. Il passo successivo sarà la revoca del sussidio ed il recupero del beneficio economico. Le ricerche hanno riguardato circa 1.400 persone, tra cui sono stati selezionati coloro che a partire dal 2009 hanno subito condanne definitive per reati che impediscono di fruire del reddito di cittadinanza.
La dinamica
Per fare domanda all’Inps, e quindi per ottenere il reddito, i soggetti — che spesso si sono serviti dei propri familiari per compilare i moduli e presentarli all’Istituto di previdenza sociale — omettevano l’esistenza di condanne avute in precedenza. Gli indagati o i familiari degli indagati hanno infatti subito condanne per i reati di associazione di tipo mafioso, oppure per reati aggravati dal metodo mafioso come tentato omicidio, estorsione, rapina, favoreggiamento, trasferimento fraudolento di beni, detenzione di armi, traffico di sostanze stupefacenti, illecita concorrenza con minaccia o violenza, scambio elettorale politico-mafioso.
Dal 2019, secondo la guardia di Finanza, sono stati ottenuti, tramite il bonus erogato dall’Inps, circa un milione e 200 mila euro. Gli investigatori hanno poi sequestrato preventivamente oltre 70 mila euro.
(da agenzie)
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Febbraio 20th, 2021 Riccardo Fucile
IL CONSIGLIERE COMUNALE SOVRANISTA DI TRIESTE HA PASSATO OGNI LIMITE DELLA DECENZA, UNA VERGOGNA PER L’ITALIA
“Lo denunciamo!” Con queste parole i Sentinelli di Milano hanno annunciato sulla propria pagina Facebook la decisione di denunciare alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste il consigliere comunale Fabio Tuiach in seguito alla sua ultima dichiarazioni shock — l’ennesima di una lunga serie — su un caso di cronaca che ha visto vittima un uomo massacrato di botte, vittima dell’ultimo, gravissimo, episodio di omofobia.
“Forse — ha commentato Tuiach su Vk, il social degli estremisti neonazisti — ha litigato col fidanzato per la vaselina”. Una frase agghiacciante che ha scatenato l’ondata di indignazione della rete. Ma c’è chi, come i Sentinelli di Milano, hanno deciso di non fermarsi alle parole, rivolgendosi all’avvocata Paola Ponte per portare il caso davanti a un giudice.
“Abbiamo una notizia importante da darvi” hanno scritto sui social — I Sentinelli di Milano hanno deciso di denunciare alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste FABIO TUIACH in seguito a questo post scritto su un social. I contenuti sono ancora più gravi in ragione della figura dell’autore Consigliere Comunale di Trieste, personalità in vista e con incarico istituzionale. Le parole utilizzate non possono che essere considerate un incitamento all’odio sulla base dell’orientamento sessuale. Le parole formano uno scritto allusivo solo in apparenza, ma che denota e specifica un tratto significativo, caratterizzato da pesante intolleranza e sprezzante omofobia. La denuncia vuole essere anche l’occasione per ricordare l’esigenza di avere presto approvata la legge Zan contro l’omolesbobitransobia che non può più aspettare” §
Sotto il post e in privato sono state centinaia le reazioni positive all’iniziativa dei Sentinelli, tantissimi quelli che hanno offerto il proprio sostegno pratico affinchè Tuiach sia finalmente giudicato per il suo conclamato odio in rete, con cui negli anni ha colpito ovunque e chiunque, da Liliana Segre agli ebrei, dagli omosessuali ai migranti, in un crescendo di delirio estremista.
“Sapete la cosa più bella che è successa da quando ieri sera abbiamo fatto questo annuncio?” si legge nel post successivo, sempre sulla pagina dei Sentinelli — La quantità di persone che c’hanno scritto per rendersi disponibili a contribuire a pagare le spese dell’auspicabile processo contro questo personaggio.Ovviamente vi terremo aggiornati sullo sviluppo della questione. Per ora grazie a tutti del sostegno.”
(da agenzie)
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Febbraio 20th, 2021 Riccardo Fucile
UN GRANDE ESEMPIO DI UMANITA’, IN CAMPO E FUORI
È morto Mauro Bellugi. All’ex calciatore di Inter, Bologna, Napoli e della Nazionale, 71 anni compiuti il 7
febbraio, erano state amputate entrambe le gambe nei mesi scorsi per complicazioni legate al Covid. Ne ha dato notizia la famiglia. Bellugi è morto questa mattina all’ospedale milanese di Niguarda in seguito a un’infezione.
L’ex difensore era ricoverato dal 4 novembre, dopo essere risultato positivo al coronavirus, dovendo poi subire l’amputazione di entrambe le gambe: il 13 novembre la prima, il 20 la seconda. La doppia amputazione è stata decisa dai medici in seguito al peggioramento di patologie pregresse rispetto al Covid-19. Bellugi lascia la moglie Loredana e la figlia Giada.
In carriera aveva vestito le maglie di Inter, Bologna, Napoli, Pistoiese, oltre che quella della nazionale con 32 presenze. Il suo unico gol in carriera con l’Inter fu in Coppa Campioni contro il Borussia Monchengladbach. “Il Covid mi ha tolto anche la gamba con cui feci gol al Borussia Monchengladbach”, aveva raccontato l’ex difensore che ai tedeschi realizzò l’unica rete della carriera, nella partita di Coppa dei Campioni del 3 novembre 1971, vinta 4-2 dall’Inter.
Con grande forza d’animo Bellugi pensava comunque di poter riprendere a camminare grazie a delle protesi: “Prenderò quelle di Pistorius”, aveva detto con un sorriso.
In memoria di Bellugi, il presidente della Figc Gabriele Gravina ha disposto l’effettuazione di un minuto di raccoglimento su tutti i campi. “È un grande dolore per il calcio italiano – ha dichiarato Gravina – Mauro è stato un protagonista importante della nostra storia comune. Oltre alle capacità in campo, ne ho apprezzato le qualità umane e la sua straordinaria forza d’animo, soprattutto in questo periodo di sofferenza”. Domani nel derby i giocatori dell’Inter giocheranno con il lutto al braccio. Non è escluso possa farlo anche il Milan.
“Io cerco di ricordarmelo quando giocavano insieme. Era un ragazzo simpaticissimo e divertente. E c’è un aneddoto che me lo fa ricordare in particolare: siccome lui era bravo con i piedi, era un difensore anomalo. Faceva il pallonetto anche agli attaccanti e io gli dicevo: ‘Mauro se per caso scivoli e prendiamo gol, comincia a correre…’ e lui mi diceva “si , lo so ma tanto non mi avresti preso…”. È il ricordo di Roberto Boninsegna su Mauro Bellugi. “A Milano ci si frequentava, purtroppo se ne è andato un amico. Io l’ho sentito due giorni fa. Non mi ha detto che stava così male, mi aveva detto che gli dovevano fare un altro intervento”, ha concluso commosso Boninsegna.
“Oggi ci lascia un grande uomo, un grande calciatore, un grande Interista: ciao Mauro”. Così l’Inter ha reso omaggio a Mauro Bellugi. “Fino all’ultimo ha voluto lasciare al mondo un messaggio di forza e di speranza, ha raccontato il bello del calcio e della vita, quella per cui vale la pena lottare ed è stato ripagato dall’abbraccio di tutti, dei suoi tifosi, dei compagni, degli avversari e delle persone che hanno riconosciuto in lui quell’esempio di vita che oggi più che mai diventa prezioso. Nella sua storia c’è forza, determinazione, allegria, amore e speranza. Ciao Mauro” conclude il club nerazzurro. Anche il Napoli si è unito al dolore della famiglia per la scomparsa del “caro Mauro”. Il Bologna stasera contro il Sassuolo giocherà con il lutto al braccio.
“La scomparsa di Mauro è veramente una brutta notizia, era un ragazzo simpaticissimo, allegro, grande raccontatore di barzellette. Era sempre un piacere passare del tempo con lui”. È il ricordo di Dino Zoff dell’ex difensore di Inter, Bologna e Napoli. “Era un uomo positivo e pieno di gioia di vivere, mi spiace molto per la sua scomparsa”, conclude Zoff.
(da agenzie)
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Febbraio 20th, 2021 Riccardo Fucile
COLLUSI O COMPLICI, INDAGINI A TAPPETO SUL COMPORTAMENTO ANOMALO DI TROPPI AGENTI
La polizia del Campidoglio degli Stati Uniti ha sospeso sei agenti e sta indagando sulla condotta di altri 35 a seguito dell’assalto dello scorso 6 gennaio alla sede delle istituzioni democratiche americane.
Yogananda Pittman, che ha assunto la carica di capo ad interim della polizia “ha stabilito che qualsiasi membro del suo dipartimento il cui comportamento non è in linea con le direttive del Dipartimento sarà sottoposto a provvedimenti disciplinari”.
Il fallimento del sistema di sicurezza che ha portato all’invasione del Campidoglio ha scatenato una massiccia reazione contro la polizia e la sua leadership. Il sindacato di polizia del dipartimento ha sfiduciato i massimi vertici del dipartimento.
Inoltre decine di ufficiali che hanno partecipato alla manifestazione organizzata dal presidente Trump sono stati interrogati dai rispettivi dipartimenti e alcuni sono stati messi in congedo.
(da agenzie)
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Febbraio 19th, 2021 Riccardo Fucile
CRIMI ESPELLE 21 DEPUTATI CHE REPLICANO: “LUI E’ IL NULLA”… DI BATTISTA ALLA CARICA MENTRE I PROBIVIRI CHIEDONO UN TIME-OUT
Vito Crimi espelle ventuno deputati che non hanno votato la fiducia al governo Draghi. “Sono stato
espulso dal Caporale politico”, tuona insolitamente sprezzante il mite Andrea Vallascas. “Crimi si guardi allo specchio”, l’invito del senatore Mattia Crucioli. “Ci aveva ampiamente minacciato”, l’accusa di Alvise Maniero. “Il nulla non può espellermi”, il giudizio secco di Emanuela Corda.
Fonti del Movimento 5 stelle fanno trapelare parole di fuoco contro Alessandro Di Battista: “Farà come Renzi con Italia Viva quando ha fatto la scissione dal Pd”. Il deputato romano risponde a brutto muso: “Ho solo idee diverse dalle vostre. Rispettatele senza comportarvi da infantili avvelenatori dei pozzi. Sotto il post dell’espulsione pubblicato dal capo reggente una gragnuola di critiche: “Così è dittatura”.
Nicola Morra ha chiesto un faccia a faccia con Beppe Grillo, Elio Lannutti coltiva l’idea di un ricorso. Raffaella Andreola, uno dei tre componenti del collegio dei probiviri che dovranno ratificare le espulsioni dal Movimento di deputati e senatori, tira il freno a mano: sospendiamo tutto “in attesa che vengano ricostituiti tutti gli organi del M5s”, riferimento al Direttorio a cinque di prossima nomina, un’uscita che sottilmente implica una delegittimazione per le scelte del reggente.
Il Movimento 5 stelle è un Vietnam, e il caos è bel lungi dal placarsi. I capigruppo di Camera e Senato hanno spedito oggi le lettere di espulsione dal gruppo parlamentare: “Dal resoconto risulta che hai votato in difformità . Pertanto, su indicazione del capo politico, dispongo la tua immediata espulsione. Un cordiale saluto”. Di cordiale in queste ore c’è solo il freddo saluto al termine di un’asettica missiva.
Ma le parole di Andreola significano speranza per chi, come Barbara Lezzi e lo stesso Morra, combatteranno fino all’ultimo secondo utile per contestare la decisione e rimanere dentro il Movimento.
“Serve l’unanimità tra i probiviri – spiega uno degli interessati – e questa posizione ci da ancora tempo, lotteremo fino all’ultimo”. Una dinamica già nota, che negli anni per gli espulsi ha sempre previsto quattro passaggi: espulsione, contestazione, ricorso, conferma dell’espulsione.
Difficile che questa volta fili tutto liscio. Perchè l’espulsione di quel pezzo di 5 stelle rimasto coerente con le idee di qualche anno fa è una ferita nella carne viva dell’intero Movimento.
E la probivira dissidente, presidentessa del consiglio comunale di Villorba, ha aperto una speranza per chi non ha intenzione di mollare, al punto che anche Morra, dopo Lezzi, ha annunciato la propria candidatura al prossimo Direttorio.
Voci tra i dissidenti accreditano anche di un Davide Casaleggio molto contrariato dalla decisione: il figlio del fondatore viene dato addirittura in avvicinamento agli espulsi, ai quali potrebbe fornire un supporto in termini di strutture e organizzazione.
I ribelli intanto hanno iniziato a organizzarsi, anche se in ordine sparso, molti ancora immersi in una fase di ammortizzamento psicologico piuttosto che di elaborazione politica. Ma la frattura è difficile da rimarginare. Alcuni hanno già detto arrivederci e grazie e sono usciti dalle chat comuni.
Lannutti ha rassicurato molti colleghi, spiegando di aver preso già contatti con l’Italia dei valori, che al Senato potrebbe mettere a disposizione il simbolo necessario per la costituzione di un nuovo gruppo. Perchè l’obiettivo è quello: costruire delle formazioni parlamentari che possano diventare una spina nel fianco al M5s proprio sui temi fondativi della galassia grillina.
Mentre Antonio Di Pietro spiega di non voler rilasciare dichiarazioni nel merito, la conferma arriva da Ignazio Messina, segretario di quel che rimane di Idv, che racconta di essere stato contattato dagli scissionisti: “Se c’è un progetto politico nuovo partendo da idee e valori condivisi, da parte nostra c’è una collaborazione piena”.
Tutto risolto? Niente affatto. Perchè l’interpretazione prevalente del regolamento di Palazzo Madama prevedrebbe che ad aderire al gruppo sia almeno uno degli eletti con quel simbolo. Che alle ultime elezioni faceva parte del cartello elettorale Civica popolare, il cui unico eletto è stato Pier Ferdinando Casini. Difficile immaginarlo accanto agli espulsi a contestare Mario Draghi sul crinale del populismo e dell’euroscetticismo.
Mentre per i colleghi della Camera l’operazione dovrebbe essere assai più agevole, al Senato la situazione si complica: “Ma ci proveremo fino all’ultimo – dice deciso uno degli espulsi – perchè perchè dobbiamo dare una prospettiva politica alle nostre idee”.
Il primo risultato concreto dell’epurazione a Palazzo Madama è un ribaltamento degli equilibri, pareggiando la maggioranza che sostiene Draghi fino a qualche giorno fa a trazione giallorossa, considerati i 115 esponenti di Lega e Forza Italia e gli altrettanti di Pd, Leu e M5s. Un contraccolpo potrà esserci nel numero e nel peso dei sottosegretari, proprio in ragione del minor peso numerico della pattuglia pentastellata.
Sicuramente ci sarà nelle Commissioni. I 5 stelle perdono due presidenze, quelle dell’Antimafia di Morra e l’Agricoltura al Senato, presieduta dalla silurata Vilma Moronese, e i numeri dei componenti dovranno essere rivisti alla luce della riduzione delle pattuglie di Camera e Senato.
È iniziato il lavorio dei pontieri: “Tanti colleghi che hanno votato in dissenso sono parte fondamentale del Movimento”, dice Paola Taverna. “È impensabile immaginare il Movimento senza i tanti amici e compagni con cui in questi anni, dentro e fuori dal Palazzo, abbiamo combattuto le nostre battaglie”, aggiunge Nunzia Catalfo.
All’orizzonte non sono previste assemblee congiunte, “perchè ci sbraneremmo”, dice un deputato. Ma alla domanda posta a chi siede nella stanza dei bottoni sulla quante possibilità ci siano che la frattura si ricomponga, la risposta è gelida: “Credo nessuna”.
(da “Huffingtonpost”)
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