Febbraio 20th, 2021 Riccardo Fucile
“MELONI E SALVINI SONO DUE PAVIDI, NON VOGLIONO GOVERNARE PER NON PRENDERSI RESPONSABILITA'”
“Prima hanno detto no a Draghi, poi la linea è cambiata, non ho cambiato io idea. Non sono io a non pensarla più come il M5s, ma è il M5s a non pensarla come me. Non farò scissioni, non farò correnti”. Lo ha detto Alessandro di Battista in una diretta Instagram.
“Un mese fa ho ricucito con molti esponenti che mi hanno ricoinvolto perchè Renzi stava aprendo la crisi. Mi è stato chiesto di dare una mano, e che sarebbe stata con Conte e mai con Renzi. Mi è stato assicurato che la linea non sarebbe cambiata”, ha aggiunto. “Ho detto va bene, ero contentissimo. Ma quando si è deciso di tornare con Renzi ho detto: io non cambio idea”.
“I parlamentari – precisa – hanno responsabilità di fare le loro scelte, il consiglio che ho dato ad alcuni di loro” fra gli espulsi “è di fare ricorso per essere riammessi e credo che molti ci stiano pensando. Se fossi stato in Parlamento avrei detto no” al governo Draghi.
Di Battista attacca poi il nuovo governo che definisce “un’accozzaglia indecorosa e un assembramento parlamentare pericoloso”.
“Salvini farà come col Conte 1: picconerà ogni giorno, ma non se la prenderà con Draghi perchè è un pavido. Non vuole governare davvero, non vuole prendersi le responsabilità “. Quindi se la prende con la leader di FdI: “Meloni non farà vera opposizione: sarà un’opposizione elettorale, non sostanziale. Attaccherà il Pd e i Cinquestelle, ma anche lei si comporterà in maniera pavida”.
Infine l’affondo sul premier. “Draghi è l’antitesi rispetto a determinate idee sullo stato sociale e sull’attenzione al piccolo, alle piccole imprese. Se poi dovesse convertirsi a quanto è maggiormente colpito in questo periodo bene venga, ma io non mi fido”.
“Avendo lasciato il Movimento 5 Stelle – ha poi dichiarato, rispondendo ai follower in diretta – non mi candido per la guida collegiale, per il direttivo”. “A proposito dei suoi rapporti con Luigi Di Maio, ha chiarito: “L’ho elogiato tante volte, nutro tanto affetto per lui, questo resta, abbiamo condiviso la stessa trincea per tanti anni”.
“Con lui – ha aggiunto – ho avuto degli screzi in passato, oggi abbiamo preso posizioni diverse, amen. Ultimamente con Luigi abbiamo chiarito tante cose”.
“Come è possibile avallare un governo con Fi? Non vi vado bene adesso? Amen, allora” quando leggeva le sentenza sui rapporti fra Dell’Utri e la mafia “andavo bene, oggi no? È il M5s che non la pensa più come me, non io che non al penso più come il M5s. Non farò scissioni nè correnti. Qualcuno dice che ho il simbolo di Italia dei Valori, ma quando mai? Chi lo dice è un avvelenatore di pozzi. Sono uscito dal M5s senza sbattere la porta”.
Quando la piattaforma Rousseau aveva dato il via libera al governo guidato da Mario Draghi il Movimento aveva cominciato a spaccarsi fino all’epilogo dell’addio, “a questo Movimento”, da parte di Di Battista. “La mia coscienza politica non ce la fa più – aveva spiegato – da diverso tempo non sono in accordo con alcune scelte del M5S. Non posso far altro che farmi da parte. Da ora in poi non parlerò più a nome del Movimento 5 Stelle anche perchè in questo momento il Movimento non parla a nome mio”.
Di Battista, incalzato dai suoi follower, tocca poi svariati argomenti della agenda politica non sono interna, come ad esempio i rapporti con gli Stati Uniti e la Nato. “Sono contrario alle basi Nato in Italia – afferma – non mi sta bene che ci siano bombe nucleari da noi” e poi “il patto di Varsavia non c’è più”. Cannabis legalizzata? “Sono favorevole – è la sua posizione – è uno dei modi per contrastare il crimine organizzato e rinvigorisce le casse dello Stato”.
Sulle trattative che hanno tentato la formazione di un nuovo governo Conte dopo la crisi aperta da Italia viva, ha precisato: “Disponibilità a entrare in un Conte ter senza Renzi l’ho data, perchè mi è stato chiesto, ma quando è rientrato Renzi mi sono fatto da parte, perchè non volevo avere nulla a che fare con questa persona. Ho dato questa disponibilità perchè quello dei responsabili era un compromesso che avrei accettato per sbarazzarsi del renzismo”. Draghi arriverà al Quirinale? gli chiedono. “Non sempre le cose vanno come sembra risponde – Prodi e Marini, ad esempio li davano come certi”.
(da agenzie)
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Febbraio 20th, 2021 Riccardo Fucile
“VOGLIO DECIDERE ASSUMENDOMI LE RESPONSABILITA'”
“La leadership è data dalla razionalità , io non voglio un capo che indichi per me, voglio poter decidere da
me assumendomi le mie responsabilità ”.
Lo dice Nicola Morra a RaiNews 24, presidente della Commissione Antimafia, in merito all’ipotesi che Alessandro Di Battista possa diventare la guida dei dissidenti del Movimento 5 Stelle, espulsi per non aver votato la fiducia a Mario Draghi. Morra ha aggiunto che non parteciperà all’intervento di Di Battista previsto per questa sera su Instagram.
Quanto alla possibilità che i fuorisciti dal Movimento possano chiedere il simbolo dell’Italia dei Valori per formare dei gruppi parlamentari, il presidente della Commissione Antimafia ha precisato: “Non posso mettermi nei panni degli altri colleghi, io mi sento M5S”. Anche perchè, tiene a sottolineare, “sono fuori dal gruppo del Senato ma non del M5S, c’è una decisione”, che dovrà essere presa dai probiviri e ratificata online, “quando la procedura sarà conclusa allora si portà dire che sono fuori. Ricordo”, continua, “che il collegio dei probiviri è fermo da un anno e prima delle nostre richieste di procedura espulsione dovrebbe esaminarne tante altre”, afferma Morra.
Poi, sulla possibilità di lasciare il ruolo in Commissione Antimafia, Morra spiega come “molti vorrebbero che io lasciassi, forse per normalizzare. Io penso il contrario, penso che si possa continuare onorare il mandato senza guardare in faccia a nessuno”.
(da “Huffingtonpost”)
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Febbraio 20th, 2021 Riccardo Fucile
“SPERO CHE CONTE ABBIA CAPITO CHE NON E’ STATO SOLO RENZI A FARLO CADERE, MA ANCHE QUALCUNO DEL M5S CHE NON ASPETTAVA ALTRO PER LIBERARSI DI LUI”
Ora davvero c’è il forte rischio che il giocattolo si rompa anche se, a dire il vero, l’ala governista dei grillini punta molto sulla figura di Giuseppe Conte che ha dato al Movimento un volto moderato e ben lontano dai toni barricaderi di molti esponenti della fronda.
“Si manda via gente che ha dato il sangue al Movimento perchè ha detto legittimamente no, rifiutando un quesito ridicolo e un governo come ne abbiamo già visti tanti in passato. Continuano a evocare Alessandro Di Battista come leader. Il vero rischio non è la scissione, ma l’evaporazione del M5S . Anche perchè ora il Movimento dovrebbe governare con tutti e soprattutto con Forza Italia. Era la nostra linea invalicabile, ed è stata varcata”.
Parole di Max Bugani, tra i grillini della prima ora e ora capo staff della sindaca di Roma, Virginia Raggi.
“Spero che Giuseppe – aggiunge riferendos all’ex premier Conte – abbia capito come non sia stato solo Matteo Renzi a farlo cadere, ma che anche qualcuno nel Movimento non aspettasse altro. Conte si è rivelato un grande mediatore, facendo sintesi tra partiti che erano divisi al loro interno. Ma gli sconsiglierei di fare il capo del M5S . All’inizio otterrebbe grande consenso, ma subito dopo inizierebbe a logorarsi”.
(da agenzie)
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Febbraio 20th, 2021 Riccardo Fucile
ORA SI PARLA DEL 30 GIUGNO MA SOLO PER LE ELEMENTARI… NESSUNA PROROGA PER MEDIE E SUPERIORI
Alla fine solo le scuole elementari potrebbero rimanere aperte fino al 30 giugno. Questa è una delle
ipotesi che circolano, soprattutto “per far recuperare la socialità ai più piccoli”.
Visto che gli alunni delle elementari sono sempre andati ascuola, la giustificazione fa un po’ acqua da tutte le parti.
Diverso il discorso per quanto riguarda le medie e le superiori: la conferma degli esami in presenza per tutti, con la maturità che partirà il 16 giugno, sembra infatti escludere l’ipotesi di un allungamento del calendario, anche se una decisione ufficialmente non è stata presa.
Il neo ministro Bianchi in questi giorni ha ribadito che si lavorerà con le Regioni e i territori, verificando la situazione nel corso di tutti questi mesi.
Intanto, l’Associazone nazionale dei presidi d Roma e Lazio sposa questa possibilità , mentre per gli studenti più grandi l’Anp sostiene che possono essere creati dei corsi di recupero pomeridiani appositi, anche con la didattica a distanza, prevedendo una remunerazione aggiuntiva per i docenti che, volontariamente, presteranno questo servizio.
(da agenzie)
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Febbraio 20th, 2021 Riccardo Fucile
A BERLINO, AMBURGO E DRESDA SCOPPIA LA CONTESTAZIONE
Manifestazioni in tutta la Germania organizzate dai no-mask, in cui alcune centinaia di persone hanno preso parte contro le restrizioni per il Covid.
In tutto il territorio tedesco, la situazione è drammatica, con quasi 500 morti e oltre 9mila contagi nelle ultime 24 ore.
A Berlino, ci sono state proteste dai balconi al passaggio dei manifestanti.
Nella capitale erano attese mille persone per una ‘marcia silenziosa’, ma se ne sono presentate 580. Al loro passaggio, vi sono stati fischi dai balconi, insulti, cucchiai sbattuti sulle pentole e grida di “via i nazisti”.
Stessa accoglienza ad Amburgo dove c’erano circa 220 auto che recavano striscioni con gli slogan: “respira liberamente, pensa liberamente”
(da Globalist)
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Febbraio 20th, 2021 Riccardo Fucile
IL RACCONTO DEL BROKER FARMACEUTICO BRESCIANO JURI GASPAROTTI: “NESSUNA TRUFFA, UNA CASA FARMACEUTICA PUO’ OPZIONARE UN CERTO QUANTITATIVO DA ASTRAZENECA, IO COME BROKER CERCO DI PIAZZARLE E SI PAGA SOLO ALLA CONSEGNA AVVENUTA”
“Sì, sono io che ho offerto le dosi AstraZeneca all’Emilia Romagna. Non sono un truffatore, i vaccini li
posso far arrivare. Ora vi spiego come”.
Esordisce così nell’intervista a Repubblica Juri Gasparotti, broker farmaceutico bresciano, la cui società , la J.& G., è a Novigrad, regolarmente registrata in Croazia.
Racconta Gasparotti: “Ho inviato una mail ai dirigenti della sanità il 5 febbraio. Era una proposta di vendita: un milione di dosi di AstraZeneca al prezzo di 3,50 dollari a unità ”: E spiega: “Sono un broker, un promotore, e lavoro con una grossa casa farmaceutica estera che ha opzionato da AstraZeneca un certo quantitativo di dosi di vaccino” di cui “non posso fare il nome. Posso dire però che è una delle più grosse e non è in Europa”.
Il sistema delle opzioni, per Gasparotti funziona così: “Nel mercato dei farmaci, le aziende possono opzionare l’acquisto di stock di medicinali da chi li produce. Vale anche per i vaccini anti Covid. È tutto legittimo. La casa farmaceutica X che ha opzionato le dosi AstraZeneca sta cercando di piazzarle attraverso broker come me” ma “nessuno si tiene le fiale in magazzino”, afferma.
“Rimangono al produttore fino a quando il broker non stipula un contratto di vendita. Solo in quel momento si esercita l’opzione e le fiale escono dal sito di produzione di AstraZeneca per essere consegnate all’acquirente”.
Chi garantisce che non vi sia un tentativo di truffa ai danni della Regione, chiede il giornale.
Risposta di Gasparotti: “Perchè nella mia proposta di vendita ci sono due condizioni fondamentali: che la genuinità del prodotto sia certificata da una società tipo Sgs, che fa trasporto, ispezioni e controlli. E che il pagamento sia effettuato solo a consegna avvenuta. Non c’è un mercato parallelo, c’è ‘il’ mercato” dove tutto avviene “in modo tracciato e con i numeri di lotto indicati”, assicura il broker.
(da agenzie)
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Febbraio 20th, 2021 Riccardo Fucile
I SOLITI PROVVEDIMENTI SOFT CHE NON SERVONO A NULLA
Una delle ipotesi allo studio del governo per limitare la circolazione delle varianti del virus è quella di istituire la zona arancione in tutta Italia come fatto durante le vacanze di Natale: si tratterebbe di un lockdown più leggero di quello proposta da Walter Ricciardi ma che potrebbe far mantenere stabile la curva dei contagi.
L’idea è giunta dopo la constatazione che la mutazione inglese stia correndo ad una velocità superiore del 39 per cento rispetto alla versione originale dell’infezione e che sia presente nel 17,8 per cento dei casi riscontrati. Percentuale che potrebbe raddoppiarsi dato che secondo gli esperti tra un mese il ceppo britannico sarà quello prevalente.
Il nuovo governo di Mario Draghi, che entro il 5 marzo dovrà varare il prossimo Dpcm, avrebbe dunque davanti a sè due strade.
Una è quella di rivisitare i parametri che fanno scattare una zona piuttosto che un’altra abbassando gli indici per cui una regione entra in fascia arancione e rossa di 0,1-0,2. L’altra è quella di far diventare tutta l’Italia arancione con misure ancora più incisive da fascia rossa nei fine settimana. Non si tratta del lockdown generale invocato da diversi virologi ma una formula più leggera potrebbe avere una durata al massimo di tre settimane.
L’attuale sistema dei colori viene infatti messo in discussione non solo dal cambiamento di scenario determinato dalle varianti ma anche da alcuni amministratori locali. L’assessore alla Sanità dell’Emilia-Romagna Raffaele Donini ha per esempio affermato che “così non funziona, perchè passiamo continuamente da giallo ad arancione e viceversa, senza risolvere il problema. Di fatto il virus si sposta, semplicemente, da un’area all’altra del Paese“.
Una tesi rilanciata anche dal governatore Bonaccini che, d’accordo con i colleghi Giani (Toscana), Fontana (Lombardia) e De Luca (Campania) ha chiesto ai ministri Roberto Speranza e Mariastella Gelmini di valutare restrizioni omogenee per respingere i contagi.
La data chiave sarà quella del 25 febbraio, quando scade il divieto di spostamento tra le Regioni e il governo dovrà decidere se prorogarlo con un nuovo provvedimento oppure consentire la libera circolazione in tutto il Paese. Quel giorno si capirà di più sulla strategia che Mario Draghi viole attuare per contrastare la pandemia.
(da TPI)
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Febbraio 20th, 2021 Riccardo Fucile
LA RIDUZIONE E’ INTORNO AL 15% DELLE DOSI PREVISTE
Ancora tagli alle forniture dei vaccini, ancora impegni non mantenuti da parte delle case farmaceutiche
che rallentano ancor di più la campagna che solo in questi giorni, con grande ritardo sui tempi originariamente previsti dal piano, sta cominciando con gli over 80.
Questa volta a consegnare meno dosi del previsto è stata Astrazeneca che ieri avrebbe dovuto far arrivare in Italia 547.200 dosi e che invece ha operato un taglio del 15 per cento. Novemila dosi in meno sono giunte nei centri vaccinali del Lazio, 5.000 in meno in Emilia Romagna e via via in proporzione in tutte le altre regioni che hanno già avviato da pochi giorni le vaccinazioni di insegnanti, forze dell’ordine, militari.
Se ne parlerà nel pomeriggio nel corso della Conferenza delle Regioni convocata dal presidente Stefano Bonaccini per le valutazioni da consegnare al governo sulle nuove misure da adottare alla vigilia della scadenza del Dpcm prevista per il 5 marzo. Non c’è unità di vedute. Alcuni governatori spingono per una zona arancione nazionale per alcune settimane nel tentativo di contenere l’espandersi delle varianti anche perchè la campagna vaccinale, al di là degli obiettivi annunciati, procede a rilento.
“Ci è stata comunicata una riduzione di 9 mila dosi del vaccino Astrazeneca per le prossime consegne e questa è una brutta notizia. Mi domando come si possano conciliare le presunte offerte di mediatori proposte ad alcune regioni su mercati paralleli per il vaccino Astrazeneca con l’acclarata riduzione?”, dice l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.
Meno dosi anche all’Emilia Romagna. “Sono in arrivo in questi giorni AstraZeneca con un’ulteriore decurtazione, ne dovevano arrivare diverse decine di migliaia, ma c’è una decurtazione di 4-5 mila dosi. Non come le altre volte ma comunque non c’è un segno più, speriamo che dalla prossima settimana si cambi passo”, conferma l’assessore regionale alle Politiche Sanitarie dell’Emilia Romagna, Raffaele Donini.
La conferma del taglio arriva anche dal direttore generale dell’Ausl di Bologna, Paolo Bordon: “I vaccini arrivano ma con dei tagli, oggi abbiamo 1.000 vaccini in consegna in meno di AstraZeneca, dovevano essere 8.400 e ne arriveranno 7.400”.
(da agenzie)
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Febbraio 20th, 2021 Riccardo Fucile
LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI PIACENZA
Ieri pomeriggio il Tribunale di Piacenza ha assolto Cècile Kyenge dall’accusa di diffamazione per aver detto “la Lega è razzista “perchè il fatto non costituisce reato”.
La frase era stata pronunciata dall’ex ministro per l’Integrazione del Governo Letta sul palco del Festival dell’Unità di Fontevivo, in provincia di Parma.
La Kyenge, durante un’intervista, aveva dichiarato “la Lega è razzista”. Le sue parole si riferivano a un fotomontaggio di una sua foto con un orango pubblicato su Facebook dall’ex parlamentare della Lega Nord Fabio Rainieri.
Il leghista fu querelato e poi condannato a risarcire l’eurodeputata del Partito Democratico per la cifra di 150mila euro.
Durante l’intervista a Fontevivo Cècile Kyenge aveva quindi detto: “All’ultima udienza sono andata al processo con il mio avvocato pagato da me, mentre Rainieri si è presentato con il legale del suo partito. Questo significa che la Lega è razzista, perchè se paghi un avvocato per una causa di questo tipo, vuol dire che condividi le sue idee”.
Ora l’assoluzione. Insieme a Kyenge è stato assolto anche il direttore del quotidiano ParmaToday che aveva pubblicato l’intervista.
(da “NextQuotidiano”)
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