Destra di Popolo.net

QUELLA VOLTA CHE DANIELA SANTANCHE’ NON DISSE DI CONOSCERE IL SUO COMPAGNO DIMITRI KUNZ ALL’ASSEMBLEA DI VISIBILIA

Luglio 17th, 2023 Riccardo Fucile

IL FIDANZATO ELETTO NEL CDA COME INDIPENDENTE, ANCHE SE STAVA CON LEI DA MESI

Nella storia di Visibilia c’è anche una curiosa situazione che coinvolge Daniela Santanchè e il suo compagno Dimitri Kunz d’Asburgo Lorena. Il quale è stato eletto nel consiglio di amministrazione della società quotata come indipendente. Anche se all’epoca era già il compagno della ministra del turismo. Santanchè e Kunz sono iscritti nel registro degli indagati per bancarotta e falso in bilancio nell’inchiesta dei pm di Milano Roberto Fontana e Maria Gravina dal 5 ottobre. Con loro anche la sorella Fiorella Garnero, Massimo Cipriani, Davide Mantegazza e l’ex sindaco (ovvero membro del collegio sindacale) Massimo Gabrielli. La vicenda dell’elezione di Kunz come consigliere indipendente risale al 2016. Ovvero proprio al periodo in cui la responsabile del governo Meloni ruppe con Alessandro Sallusti.
Mariti, mogli e consiglieri
La relazione tra Santanchè e Kunz la svela il 15 aprile 2016 Dagospia. Il 2 giugno scorso Sallusti ha sposato Patrizia Groppelli. Ovvero l’ex moglie di Kunz. Il nome dell’attuale direttore di Libero è già comparso nella vicenda. Era infatti usufruttuario della D1 Partecipazioni, a cui Visibilia concesse un finanziamento nonostante la situazione non florida dei conti del gruppo. Ora, scrive il Fatto Quotidiano, c’è un’altra storia in ballo. Che comincia il 10 febbraio 2016. All’epoca l’amica e socia Paola Ferrari De Benedetti, azionista di Visibilia con il 5,6%, lascia il CdA insieme a Giancarlo Sestini e Matteo Gavazzi Borrella. Santanchè, presidente del Cda, due giorni dopo fa entrare come consiglieri indipendenti proprio Kunz e Mantegazza. L’assemblea fissa la ratifica per il 29 aprile. E lì va tutto liscio. Nel senso che Kunz riceve effettivamente la nomina a consigliere indipendente.
I soci di minoranza
Ma sulla sua indipendenza era già arrivata un’obiezione dai soci di minoranza e dal sindaco Gian Franco Vitulo. E anche da Ferrari De Benedetti, la cui società Alevi aveva presentato un esposto ai sindaci della Visibilia Editore. La risposta arriva il 21 luglio: il collegio sindacale dice di non essere il destinatario della domanda. Durante l’assemblea del 29 aprile il socio MoDa Gioielli Srl domanda ai consiglieri Kunz e Mantegazza di rendere noti i loro rapporti (di natura personale e patrimoniale) con i soci di riferimento di Visibilia Concessionaria. Kunz risponde di non avere alcun tipo di rapporti. Santanchè non replica neppure. Il socio Alevi allora mette in dubbio la sussistenza dei requisiti di indipendenza di Kunz. Vitulo scrive che «da una semplicissima ricerca sui principali organi di stampa nazionali risulta che il consigliere Kunz frequenti assiduamente la socia di riferimento Santanchè e sia a essa legato da stretti rapporti di natura personale».
Il segreto di Pulcinella svelato
E ancora: «La circostanza risulta confermata da espresse dichiarazioni della Santanchè. L’impressione che se ne ricava è che in sede assembleare siano state fornite informazioni non veritiere quanto ai rapporti che intercorrono tra i menzionati soggetti, con le conseguenti ricadute sulla possibilità di valutare compiutamente la sussistenza del requisito di indipendenza in capo a Kunz».
(da agenzie)

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SFREGI AL COLOSSEO. LO SFOGO DELLA DIRETTRICE: “DAI TURISTI TANTA IGNORANZA, SONO INTERESSATI PIU’ AI SELFIE CHE AI MONUMENTI”

Luglio 17th, 2023 Riccardo Fucile

“MI PREOCCUPA L’IDEA DI APRIRE A TUTTI LE PIAZZE DEI FORI ANCHE DI NOTTE”

Gli imbrattamenti del Colosseo da parte di alcuni turisti sono frutto di ignoranza e mancanza di educazione. A dirlo è Alfonsina Russo, direttrice del parco archeologico dell’omonimo monumento, che include anche i Fori Imperiali. In un’intervista a Il Messaggero, Russo commenta gli ultimi episodi di vandalismo a uno dei monumenti più celebri della Capitale e punta il dito contro i turisti incivili. «Manca un’educazione civica al patrimonio. Manca la conoscenza a priori di quello che si visita. Vediamo i 25mila turisti che giornalmente visitano il Colosseo interessati prioritariamente a farsi selfie», si sfoga la dirigente. Nelle ultime settimane, l’antico monumento romano è stato oggetto di tre atti di vandalismo, tra chi ha deciso di staccare qualche frammento di laterizio e chi ha pensato bene di incidere il proprio nome sui muri. «Stiamo lavorando intensamente per rendere le visite sempre più consapevoli e cerchiamo di educare soprattutto i più giovani. Ma ripeto che non c’è consapevolezza diffusa di quello che si va vedere, perché ormai siamo troppo orientati su noi stessi», aggiunge Russo.
Nonostante gli episodi delle scorse settimane, la direttrice del Parco archeologico nega che ci sia un problema di sicurezza. «Il controllo interno è assolutamente all’altezza: oltre al personale di vigilanza del Parco affiancato da un numero consistente di personale a supporto, come la vigilanza armata, è attivo un sistema di video-sorveglianza», precisa Russo. La direttrice si scaglia poi contro il piano del Comune di Roma di rivoluzionare via dei Fori Imperiali, a partire dalla decisione di ridurre la carreggiata per le automobili e ampliare i marciapiedi. «Nel progetto di Roma Capitale – spiega Russo – emergono le gravi problematiche che rappresenta l’idea generale di aprire liberamente le Piazze dei Fori, con riferimento non solo alla tutela dei monumenti, ma anche alla sicurezza del pubblico, in particolare nelle ore notturne». Critico anche il giudizio sulla decisione di aprire nuovi scavi archeologici. Secondo Russo, andrebbe data la priorità a «un adeguato piano di restauro, manutenzione e miglioramento della fruizione sulle aree già portate alla luce negli anni scorsi».
(da agenzie)

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RUFFINI (AGENZIE DELLE ENTRATE) MASSACRA SALVINI: “LA LOTTA ALL’EVASIONE E’ GIUSTA, NON E’ PERSEGUITARE QUALCUNO”

Luglio 17th, 2023 Riccardo Fucile

“LA NOSTRA AGENZIA E’ AL SERVIZIO DELLA COLLETTIVITA’ E A FIANCO DI TUTTI COLORO CHE LE TASSE LE PAGANO E LE HANNO PAGATE”

“Questo deve essere chiaro: il contrasto all’evasione non è volontà di perseguitare qualcuno. L’Agenzia è una amministrazione dello Stato, non un’entità belligerante”. E’ difficile non leggere nelle parole del direttore dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, Ernesto Maria Ruffini, all’evento “Facciamo semplice l’Italia” una risposta indiretta alle ultime uscite del ministro dei Trasporti e vicepremier, il leghista Matteo Salvini, che lanciando l’idea di una “grande e definitiva pace fiscale” in favore di “milioni di italiani”, ha rimarcato che questi sarebbero “ostaggio da troppi anni dell’Agenzia delle Entrate”.
Parole arrivate per altro a qualche settimana di distanza dall’uscita della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che equiparava il recupero dall’evasione dei piccoli commercianti al “pizzo di Stato”.
Per Ruffini è invece “un fatto di giustizia nei confronti di tutti coloro che – e sono la stragrande maggioranza – le tasse, anno dopo anno, le pagano, e le hanno pagate, sempre fino all’ultimo centesimo, anche a costo di sacrifici e nonostante l’innegabile elevata pressione fiscale”, ha aggiunto.
Il discorso di Ruffini suona come la rivendicazione del ruolo di servitore dello Stato suo e dell’Ade. “Interpretiamo ogni giorno con profondo senso dello Stato il nostro ruolo al servizio della collettività”, dice e “siamo al fianco dei cittadini che vogliono continuare ad avere un corretto rapporto con il fisco e assicurare da parte di tutti il pieno e leale rispetto delle regole fiscali”.
E proprio nello stare al fianco di chi le tasse le paga, Ruffini parla di un “lavoro essenziale per il funzionamento di tutta la macchina pubblica, perché se vogliamo garantire i diritti fondamentali della persona indicati e tutelati nella nostra Costituzione – come la salute dei cittadini, l’istruzione dei nostri figli, la sicurezza di tutti noi –, servono risorse e noi siamo chiamati a raccoglierle a vantaggio di tutti. Anche di chi si sottrae al loro pagamento”.
E rimarca che l’azione dell’Agenzia non è da essa determinata, ma “nei modi e nei tempi che sono stabiliti sempre e soltanto dal legislatore”. Come a dire che se anche qualcuno dovesse lamentarsi di “oppressione”, non è tra i funzionari del Fisco che deve andare a cercare la causa.
Venti miliardi di evasione recuperata
Tra i temi sollevati, anche le difficoltà legate al personale disponibile. Un numero, su tutti: nel 2012 l’organico delle Entrate era a quota 41mila persone, per scendere con il blocco del turnover a “meno di 28mila unità al 31 dicembre 2022: stiamo parlando di 13mila risorse in meno in dieci anni, il 30 per cento”, ha rimarcato il direttore.
Negli ultimi anni molto è stato fatto sul lato dell’automazione. Ruffini ha rivendicato che “oggi il canale telematico è il principale mezzo” per i servizi fiscali, che sono aumentati i “controlli in un’ottica collaborativa e di compliance” e che grazie alle lettere sono stati recuperati 3,2 miliardi. E anche l’attività antifrode procede, con altri 9,5 miliardi recuperati. In definitiva, ha spiegato Ruffini, “i risultati ci stanno dando ragione, visto che nel 2022 abbiamo recuperato nel complesso la cifra record di oltre 20 miliardi di evasione. Il più importante risultato di sempre e ci tengo a sottolinearlo con orgoglio e con gratitudine per il lavoro svolto dai colleghi”.
Le assunzioni in arrivo: l’organico risalirà a 37mila
Un po’ di respiro si vede finalmente all’orizzonte. “Finalmente – ha detto ancora Ruffini – possiamo iniziare a guardare al futuro con la prospettiva di un organico rafforzato, grazie al piano straordinario autorizzato dalla legge di Bilancio che ci consentirà di contare, entro la fine del 2024, su circa 11mila nuove risorse”. Circa 2.300 persone sono entrate nel primo trimestre, “altri colleghi arriveranno”. Sono in corso le prove orale per 900 assistenti tecnici, poi le Entrate lanceranno concorsi per: 4.000 funzionari per attività tributaria, 500 funzionari per servizi di pubblicità immobiliare, 100 funzionari per attività di logistica e approvvigionamento, 50 funzionari informatici, 130 funzionari tecnici, 80 funzionari esperti in risorse umane.
Nell’autunno 2024 entreranno altri 3mila funzionari tributari e “il totale dei dipendenti salirà nel 2025 a circa 37mila unità, al netto dei pensionamenti. Insomma, inizieremo a “respirare” e questo ci consentirà di lavorare con meno affanno e migliorare ulteriormente la qualità dei servizi”.
(da agenzie)

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FILIPPO FACCI FUORI DALLA RAI, L’ANNUNCIO UFFICIALE: “CANCELLATO IL SUO PROGRAMMA”

Luglio 17th, 2023 Riccardo Fucile

LA DECISIONE DOPO LE POLEMICHE SUL CASO LA RUSSA JR

La Rai non manderà in onda la striscia quotidiana di cinque minuti ”I facci vostri”, inizialmente annunciata per settembre prima del Tg2 delle 13. Lo ha deciso l’amministratore delegato Roberto Sergio, informata la presidente Marinella Soldi, d’intesa con il direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini e, per i profili di sua competenza, il direttore generale Giampaolo Rossi.
Lo spazio in palinsesto verrà coperto dal prolungamento del programma del mattino di Rai 2 ”I fatti vostri’. Mentre il programma che sostituirà Cartabianca sarà comunicato nel Cda del 25 luglio.
La decisione su Facci dopo le polemiche
La decisione è arrivata dopo le polemiche per l’articolo sulla vicenda di La Russa jr scritto da Filippo Facci. “Una ragazza di 22 anni era indubbiamente fatta di cocaina prima di essere fatta anche da Leonardo”, come l’editorialista ha raccontato su Libero, l’ex compagna di liceo che ha denunciato il figlio del presidente del Senato.
Il Cda della scorsa settimana
Una settimana fa, lo scorso 11 luglio, i vertici sovranisti della Rai avevano preso tempo. L’ad Sergio aveva infatti chiesto un supplemento di riflessione. “Non è mia abitudine decidere sulla base di campagne politiche strumentali e emozionali”, le parole del capo-azienda in Cda riferendosi alle opposizioni che avevano dato l’altolà. “Non mi faccio trascinare da nessuno, motivo per il quale comunicherò la decisione presa assumendone la piena responsabilità, e comunque in tempi brevi”, aveva spiegato. In cda la presidente Marinella Soldi aveva invitato Facci a dimostrare maggiore prudenza e i consiglieri Francesca Bria e Riccardo Laganà avevano chiesto espressamente all’azienda di non procedere con la contrattualizzazione del giornalista, perché la frase dell’articolo di Libero era stata ritenuta incompatibile con il servizio pubblico.
L’intervento di Meloni
Polemiche su polemiche. Sul caso La Russa jr è intervenuta anche la premier Giorgia Meloni che aveva detto di solidarizzare per natura con una ragazza che denuncia, e alla fine è arrivato lo stop alla collaborazione del giornalista in Rai.
Chi sostituirà Cartabianca?
Ora c’è un altro punto interrogativo sui palinsesti della prossima stagione della Rai. Il programma che sostituirà Cartabianca, dopo il passaggio della conduttrice Bianca Berlinguer a Mediaset, sarà comunicato – ha fatto sapere la Rai – nel Cda del 25 luglio.
Le reazioni
“Avevamo chiesto alla Rai di non contrattualizzare Filippo Facci dopo le sue esternazioni sessiste e razziste. I vertici di Viale Mazzini hanno deciso che l’editorialista di Libero non avrà la striscia informativa su Rai2. Abbiamo condotto questa battaglia dopo l’articolo nel quale Filippo Facci, sospeso in passato dall’Ordine dei Giornalisti per razzismo nei confronti dell’Islam, colpevolizzava la ragazza che ha denunciato di essere stata violentata da Leonardo Apache La Russa, figlio del presidente del Senato – commenta Sandro Ruotolo, responsabile Informazione per il Partito democratico – Bene hanno fatto perciò i vertici di Viale Mazzini ad ascoltare la nostra richiesta. La Rai è l’industria culturale e informativa più importante del nostro Paese. È un bene di tutti. Difenderemo sempre l’Articolo 21 della Costituzione e chiederemo ai vertici della Rai di garantire il pluralismo editoriale e delle prossime nomine, a completamento delle direzioni di genere e di testate. Il servizio pubblico è per i governati e non per i governanti”.
(da La Repubblica)

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MONDIALI DI NUOTO, GARE DI TUFFI: COMMENTI SESSISTI, RAZZISTI E BODY SHAMING DEI TELECRONISTI RAI

Luglio 17th, 2023 Riccardo Fucile

LA DENUNCIA DI ALCUNI TELESPETTATORI CHE GUARDAVANO LA GARA SU RAI PLAY 2

Uno spettacolo inaccettabile. Commenti sessisti, razzisti e body shaming durante la telecronaca della finale dei Mondiali del trampolino femminile sincronizzato, in onda questa mattina su Rai Play 2. I telecronisti Lorenzo Leonarduzzi e Massimiliano Mazzucchi sono stati denunciati da alcuni telespettatori alla tv pubblica, che si sta già occupando del caso.
Body shaming e sessismo verso le tuffatrici olandesi
Tra le espressioni dei telecronisti portate all’attenzione di Viale Mazzini con una mail dettagliata lo slogan “Fuma bene, fuma sano, fuma pakistano”. E poi alcuni dibattiti tra i due: “Le olandesi sono grosse”. “Come la nostra Vittorioso”, si rincara la dose facendo riferimento alla tuffatrice azzurra Giulia Vittorioso. “Eh grande eh”, proseguono i due, prima di arrivare a una conclusione ancora più sconcertante. “Tanto a letto sono tutte alte uguali”.
Non è finita qui, purtroppo. “Questa si chiama Harper, è una suonatrice d’arpa. Come si suona l’arpa? La si…” “La si tocca?”. “La si pizzica”. Da qui il dialogo è ancora più scadente. “Si la do”. “È questo il vantaggio, gli uomini devono studiare sette note, le donne sono soltanto tre, Si La Do”. E dove?. “Sol Sol Fa”
Razzismo contro i tuffatori cinesi
Frasi inaccettabili si sono sentite poi durante la gara maschile. Commentando la prova degli azzurri Riccardo Giovannini e Eduard Timbretti Gugiu, Leonarduzzi ha storpiato il nome dell’atleta italiano cavalcando uno stereotipo sul linguaggio cinese. Riccardo diventa dunque “Liccaldo”. “I cinesi direbbero così”, la frase pronunciata dal telecronista.
Leonarduzzi, il precedente di sessimo
Uno dei due telecronisti Leonarduzzi, non è nuovo a certe inqualificabili uscite. Nel 2020, durante il commento di una gara di rally, si era lasciato andare a una battuta sessista, “ispirata” dal secondo posto del pilota estone Ott Tänak. “Mi hanno detto una battutaccia, mi vogliono far vincere cento euro se la dico… Donna nanak, tutta Tanak”. In quell’occasione erano arrivate le scuse della Rai e la sospensione del telecronista.
Leonarduzzi e gli auguri a Hitler su Facebook
Prima ancora, nel 2018, un episodio ancora più grave avvenuto però al di fuori degli schermi Rai. Il 20 aprile, in occasione del 129° anniversario dalla nascita di Adolf Hitler, Leonarduzzi aveva scritto su Facebook: “Alles Gute zum Geburtstag”, ovvero “Buon compleanno” in tedesco. Così aveva commentato la Rai dopo le inevitabili polemiche: “Non può essere certo un post su un social network a mettere in discussione il ruolo svolto quotidianamente dal servizio pubblico nel contrasto all’apologia del nazifascismo e nella trasmissione dei valori connessi alla Memoria e contro ogni forma di discriminazione e odio”.
(da La Repubblica)

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L’ACCORDO FARSA TRA UE E TUNISIA: IL PAESE E’ IN DISSESTO, CON 300 MILIONI NON ARRIVA A FINE ANNO

Luglio 16th, 2023 Riccardo Fucile

IL POCO AFFIDABILE PRESIDENTE TUNISINO NON VUOLE ATTUARE LE RIFORME CHIESTE DAL FMI … IN CAMBIO DOVREBBE LIMITARE L’AFFLUSSO DI MIGRANTI, UNICA COSA CHE INTERESSA AL GOVERNO SOVRANISTA… MA GLI SBARCHI CONTINUANO: 802 IN 24 ORE

All’incirca 300 milioni di euro. A tanto ammonta il valore degli accordi compresi nel memorandum d’intesa in cinque pilastri, firmato oggi a Cartagine da Ursula von der Leyen, Giorgia Meloni, Mark Rutte e il presidente tunisino Kais Saied.
Restano esclusi i 900 milioni di assistenza macro-finanziaria promessi da Bruxelles, ma vincolati al raggiungimento di un’intesa tra Saied e il Fondo monetario internazionale per la concessione di un prestito di 1,9 miliardi di dollari in cambio di riforme.. Resta un piccolo accordo, da implementare. Il ‘team Europe’, come il trio si definisce sui social al netto di ben tre visite insieme in Tunisia, è disposto a tutto purchè Saied fermi i flussi dei migranti che dall’Africa subsahariana vogliono arrivare in Ue. Nelle dichiarazioni finali alla stampa, il presidente tunisino mette in mostra il suo potenziale sull’Unione: da oggi il suo potere contrattuale è aumentato tanto che si permette di contestare pubblicamente le richieste del Fondo monetario internazionale, rivelandosi ancora una volta un’incognita sul futuro del suo paese, con elementi certi di discriminazione verso i profughi che premono sulle frontiere.
Il presidente si sente forte del nuovo accordo con il ‘team Europe’, lo usa come leva per tirare la corda nel negoziato con il Fmi che chiede riforme, privatizzazioni e iniziative che lo costringerebbero a eliminare i sussidi per la popolazione. La giornata di oggi silenzia i suoi discorsi anti-immigrazione (l’ultimo ieri), che secondo le organizzazioni dei diritti umani sarebbero alla base dell’escalation di violenza contro i migranti in Tunisia.
Il memorandum firmato, su 5 pilastri, prevede 150 milioni di euro per un “sostegno al bilancio nel contesto di un’agenda di riforme” come assistenza bilaterale per il 2023.
Il documento prevede “un accordo globale sul trasporto aereo o ‘Open Sky Agreement’. “Il cavo digitale Medusa con connessione a banda larga ad alta velocità e il settore digitale potrebbero essere sostenuti attraverso programmi su misura, in particolare per gli istituti di ricerca e istruzione”, si legge nel Memorandum, che prevede anche: “Individuazione degli investimenti infrastrutturali chiave. Un possibile accordo di investimento sostenibile per facilitare gli investimenti in tecnologie pulite, la promozione delle energie rinnovabili e l’accesso alle reti energetiche. Un forum per gli investimenti con le istituzioni finanziarie internazionali e il settore privato”.
Si punta poi a rafforzare la cooperazione in ambito energetico sulle rinnovabili
Il capitolo immigrazione prende 105 milioni di euro. “Il nuovo consistente pacchetto di sostegno finanziario dell’Ue per il 2023 di 105 milioni di euro, che quasi triplica il finanziamento medio annuo per la migrazione degli ultimi due anni”, si legge.
L’accordo prevede: “lavoro congiunto sulla migrazione per combattere l’immigrazione irregolare da e verso la Tunisia e sulla prevenzione della perdita di vite umane in mare, compresa la lotta contro i trafficanti e trafficanti di esseri umani, rafforzando la gestione delle frontiere, la registrazione e il rimpatrio nel pieno rispetto dei diritti umani”.
È Mark Rutte infatti a sottolineare che “adesso tocca agli Stati membri dell’Ue approvare l’accordo raggiunto tra la Commissione Ue e la Tunisia, sono fiducioso che avrà un ampio supporto”.
Ma le Regioni non ci stanno e contestano la gestione dall’alto: “In merito alla collocazione dei migranti nei territori bisogna evitare decisioni calate dall’alto. C’è bisogno di una collaborazione che porti a scelte prese di comune accordo, tra governo e regioni”, fanno sapere i governatori, alla luce dell’aumento considerevole di sbarchi in Italia.
I governatori sarebbero divisi tra la linea di quelli del centrosinistra, che intendono gestire autonomamente le collocazioni, e quelli di centrodestra, in particolare la Lega, che lamenterebbero il malfunzionamento del sistema di accoglienza diffusa.
(da Huffingtonpost)

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PERCHE’ IL FRECCIAROSSA DA ROMA A POMPEI E’ SOLO L’ULTIMO SPOT ELETTORALE DEL GOVERNO MELONI

Luglio 16th, 2023 Riccardo Fucile

RIDICOLA UNA PARTENZA AL MESE, SERVE SOLO AD ALIMENTARE LA RETORICA TRIONFALISTICA DEL GOVERNO

Una promozione in pompa magna, quella del treno ad alta velocità che collega Roma direttamente a Pompei. Oggi Giorgia Meloni e il ministro Gennaro Sangiuliano sono partiti dalla stazione Termini per inaugurare la nuova tratta ad alta velocità che porta al famoso sito archeologico.
Ci vorranno meno di due ore per arrivare alla stazione di Pompei, dove sarà presente una navetta, il Pompei Link, per portare i turisti direttamente agli scavi. Ma il tanto atteso treno partirà una sola volta al mese.
E nel frattempo i collegamenti tra Pompei e Napoli, da dove normalmente partono i turisti per visitare il sito, rimangono precari tra mille malfunzionamenti e problematiche. In tutto questo i giornalisti, che volevano documentare la passerella di Meloni e Sangiuliano, sono stati tenuti a debita distanza, stipati in un vagone lontano da quello su cui viaggiavano la presidente del Consiglio e il ministro.
“È qualcosa che viene nello spirito dell’articolo 9 della Costituzione che ci impegna a tutelare e sviluppare il patrimonio artistico della Nazione, anche aumentandone l’accessibilità”, ha detto Sangiuliano.
Va però precisato, appunto, che il Frecciarossa Roma – Pompei, che impiega per la precisione un’ora e 47 minuti, partirà esclusivamente la terza domenica di ogni mese. Per gli altri 29 o 30 giorni sul calendario i turisti dovranno comunque affidarsi alle altre rotte e collegamenti, che già esistono.
“Quando c’era Lei i treni arrivavano… una volta al mese! Sembra una barzelletta: la tratta Roma-Pompei che Meloni e Sangiuliano stanno inaugurando tra gaffes e disorganizzazione fantozziana, già domani non sarà più attiva. Partirà una volta al mese, ogni terza domenica”, scrive il segretario di +Europa, Riccardo Magi, su Twitter.
E ancora: “In pratica, visto che siamo a luglio, il prossimo viaggio del “Meloni Express” partirà a fine agosto… a stagione estiva conclusa. Che dire? Un altro grande primato del Made in Italy del nostro governo di Patrioti della domenica. Anzi, Patrioti di ogni terza domenica del mese!”.
Da Roma ci si può recare a Pompei prendendo l’alta velocità fino a Napoli, per poi cambiare e salire su un treno regionale o sulla metropolitana dalla stessa stazione centrale di Piazza Garibaldi. Soluzioni che, a livello di tempistiche, non sono molto differenti: prendendo la Circumvesuviana dopo il Frecciarossa delle 10.35, ad esempio, ci si dovrebbe impiegare un’ora e 59 minuti. O due ore e 11 minuti con altri treni. Parola di Trenitalia.
Certo, spesso il servizio non funziona come dovrebbe e le tempistiche si allungano. Le linee ferroviarie della Circumvesuviana, che vengono utilizzate tanto dai turisti quanto dai residenti di Napoli e dintorni, spesso e volentieri registrano guasti e malfunzionamenti. C’è chi, allora, si chiede come mai il governo non abbia piuttosto deciso di investire per migliorare i collegamenti già esistenti, che continueranno ad essere utilizzati dalla stragrande maggioranza delle persone per tutto il mese, invece del nuovo Frecciarossa per solo 12 volte all’anno.
Sembra allora che il grande evento organizzato da Meloni e Sangiuliano, con tanto di sfilata per gli scavi, non sia stato più che altro uno spot elettorale, che però non faciliterà davvero l’accesso al sito di Pompei. Ma alimenta solo la retorica trionfalista del governo.
Tra le voci critiche anche quella del segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni. Che ha scritto su Twitter: “Ma per un viaggio al mese di un Frecciarossa a Pompei non avranno un poco esagerato Meloni e Sangiuliano? Solidarietà ai giornalisti al seguito, evidentemente Palazzo Chigi usa il protocollo Orban. Quando i potenti fanno così è perché hanno paura della realtà”.
Il riferimento è alle condizioni in cui si è trovata la stampa che ha cercato di documentare il tutto stamattina. Palesemente poco graditi, i giornalisti sono stati stipati e chiusi in un vagone prima dell’arrivo della delegazione del governo. Tra cui mancava, tra l’altro, la ministra del Turismo, Daniela Santanchè.
(da Fanpage)

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IL CALO DEL “CORRIERE”, IL BOOM DEL “CORRIERE DELLO SPORT” (+18%) E QUELLO DI “LIBERO” (+14%)

Luglio 16th, 2023 Riccardo Fucile

NESSUN EFFETTO CURIOSITA’ PER “IL RIFORMISTA”, IL GIORNALE DIRETTO DA MATTEO RENZI MALGRADO LA CAMPAGNA PUBBLICITARIA INSISTENTE E LE OSPITATE

A maggio 2023, come da rapporto Ads – Accertamenti Diffusione Stampa – pubblicato qualche giorno fa da Prima Online, Il Corriere della Sera domina ancora una volta la classifica relativa alla diffusione dei quotidiani cartacei + digitali, subendo però un calo del 3.89% rispetto al maggio 2022.
Crescono invece dall’anno scorso, fra gli altri, La Gazzetta dello Sport (+ 53.23%), La Repubblica (+ 14.20%), Avvenire (+ 0.08%), Il Fatto Quotidiano (+ 1.58%) e Il Corriere dello Sport (+ 18.00%).
Perdono terreno, fra gli altri, Il Sole 24 Ore (- 6.63%), La Stampa (- 10.42%), Il Messaggero (- 5.21%).
Nella classifica che riguarda soltanto le vendite individuali cartacee, come si evince nelle tabelle elaborate da Prima Online, si registra invece l’exploit di Libero che cresce del 14.49% rispetto al maggio dello scorso anno, unico dei tre quotidiani assieme al Corriere dello Sport (+ 12.10%) e al Mattino (+ 8.64%) ad aumentare le proprie vendite in edicola.
Grandi assenti dalla classifica come nel 2022, i quotidiani Il Foglio, il Domani e Il Riformista da qualche mese diretto da Matteo Renzi. Per quest’ultimo si attendevano per l’appunto i dati relativi al maggio 2023, mese in cui il leader di Italia Viva ha preso le redini del quotidiano.
Purtroppo per Renzi, malgrado la campagna pubblicitaria e promozionale inusitata (e finanche televisiva su Rai1 nel momento di maggior ascolto nei Cinque Minuti di Bruno Vespa dopo il Tg1) e malgrado il cambio al vertice, Il Riformista non sfrutta neppure “l’effetto curiosità” e continua come l’anno scorso a non essere rilevato – né rilevante.
(da Dagoreport)

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NON SAREBBE ORA DI AMMETTERE CHE IL VATICANO NON HA MAI AVUTO NULLA A CHE FARE CON EMANUELA ORLANDI?

Luglio 16th, 2023 Riccardo Fucile

TRA MAGGIO E GIUGNO 1983, NEI QUARTIERI LIMITROFI ALLA BASILICA DI SAN PIETRO, SONO SCOMPARSE 16 RAGAZZE, TRA LE QUALI LA ORLANDI, CON UN’ETÀ TRA I 14 E I 18 ANNI. NESSUNA È MAI STATA RITROVATA

Prendete come centro la Basilica di San Pietro, tracciatevi intorno una circonferenza di un chilometro e mezzo: tra maggio e giugno del 1983, da dentro quel perimetro, sono scomparse sedici ragazze, tra le quali Emanuela Orlandi, con un’età tra i quattordici ed i diciotto anni. Nessuna di loro è mai stata ritrovata, ammesso che qualcuno le abbia cercate per davvero.
Se appena appena si allarga il cerchio, ma neanche più di tanto, e vi si aggiunge due o tre quartieri limitrofi, dal 1982 al 1983, lo studio accerta che “nell’area geografica presa in considerazione sono stati identificati i casi salgono a 34, tutte ragazze con una età media di 15,7 anni. Nessuna è mai stata ritrovata.
I dati sono stati verificati di recente da uno studio dell’agenzia specializzata NeuroIntelligence e condotta dai criminologi Franco Posa e Jessica Leone su incarico dell’avvocato penalista Valter Biscotti.
I dati sono pubblici e sono stati riportati da servizi dell’Ansa, ma i giornali hanno preferito seguire la sacra rappresentazione del “daje all’infame Vaticano” messa in scena nella sala dell’Associazione della Stampa Estera con la gentile collabo-razione dalla giornalista turca (e filo Erdogan) Esma Cakir.
Poi sui giornali arrivano anche le opinioni dei poliziotti che avrebbero indagato (indagato?) sul caso, gettano accuse sulla pedofilia dei preti, e accusano il Vaticano di reticenza. Nel 1983 la Gendarmeria Vaticana non esisteva: l’aveva abolita Paolo VI nel 1964 e sostituita con una guardiania giurata chiamata Servizio di Vigilanza Vaticana e il Tribunale esisteva solo sull’Annuario Pontificio.
La gendarmeria sarà ristrutturata anni dopo, quando il commendator Cibin fu sostituito dal “comandante” Domenico Giani. Il crimine della Orlandi è stato commesso fuori le sacre mura, e in Italia vige il principio del “locus commissi delicti”: indagano gli organi competenti sul territorio.
E la Procura di Roma per tre volte ha indagato e archiviato il caso perché le ipotesi ventilate non hanno trovato alcun riscontro nei fatti. E figuriamoci se gli scalcagnati vigilantes apri portone del Vaticano avrebbero potuto fare meglio di carabinieri, polizia, servizi e magistrati italiani.
Inoltre, 1 agosto 1983 sul settimanale Panorama uscì un articolo a firma Marina Bussoletti e Bruno Ruggiero dal titolo “Emanuela e le altre” nel quale, partendo dal caso Orlandi che aveva già conquistato la ribalta mediatica, ci si soffermava sui duemila minorenni spariti in Italia, quell’anno, fino a quel momento, “in maggioranza ragazze”.
Sono state tutte ritrovate? Morale della storia, commissione parlamentare, famigliari, avvocati, giornalisti, amici e benefattori compresi?
Quando la merda è tanta, le mosche accorrono numerose…
(da Dagoreport)

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