Luglio 12th, 2023 Riccardo Fucile
I FILMATI SONO STATI REGISTRATI A UNA FESTA DI CAPODANNO A CASA DI UN 14ENNE… I PARTECIPANTI SI ERANO MESSI D’ACCORDO SU CHI AVREBBE PROCURATO HASHISH E MARIJUANA, CHI SUPER ALCOOLICI E PROFILATTICI
La Polizia Postale della Toscana ha denunciato a vario titolo 24
minorenni per violenza sessuale aggravata ai danni di due ragazzine 12enni e per divulgazione di video pedopornografici in una vicenda di alcool, stupefacenti e rapporti sessuali. L’indagine, molto complessa, è stata coordinata dalla procura minorile di Firenze.
Contestata anche la produzione e la detenzione di pornografia minorile. Secondo quanto ricostruito, alcuni minori avrebbero compiuto atti sessuali con le due dodicenni, abusando della loro condizione di inferiorità psichica, dovuta alla giovanissima età e all’assunzione di sostanze alcoliche e stupefacenti, mentre altri avrebbero assistito alla scena, documentando con foto e video divulgati su piattaforme di messaggistica istantanea, diventando “virali”.
I filmati sarebbero stati registrati a una festa di capodanno a casa di un 14enne, ideatore dell’evento, e protagonista dei video. Alla festa avrebbero partecipato 17 minori (nove ragazzi e otto ragazze), quasi tutti coetanei, ad eccezione di due ragazzine di appena 12 anni alle quali l’organizzatore avrebbe suggerito di non dire la loro età agli altri partecipanti.
Le indagini sono scaturite dalla denuncia presentata dalla madre di uno dei ragazzi, che avrebbe trovato sul telefono cellulare del figlio un gruppo su WhatsApp, sul quale sarebbero stati fatti circolare due video, in cui, secondo quanto emerso, sarebbero comparsi due minori, una ragazzina dell’apparente età di 12 anni e un ragazzo più grande che consumavano un rapporto sessuale.
Dai filmati la Polizia Postale ha ricavato che le voci in sottofondo di altri minori, con accento toscano, esortavano i protagonisti a compiere atti sessuali. Da qui l’identificazione degli indagati tra cui gli autori delle riprese. Le indagini si sono svolte con perquisizioni, analisi degli smartphones, audizioni protette delle altre minori alla festa e da quelle delle due 12enni; per loro c’è stato incidente probatorio.
E’ stato vagliato anche cos’è accaduto nei giorni successivi, in particolare nei messaggi di un gruppo WhatsApp verosimilmente creato in occasione della festa da cui si ricava che tutti i partecipanti erano consapevoli che l’evento sarebbe stato caratterizzato dal consumo di alcool, stupefacenti e rapporti sessuali.
Ci sarebbero stati accordi per stabilire chi avrebbe procurato i procurarsi hashish e marijuana, chi super alcoolici e profilattici. Tutti i partecipanti, senza freni inibitori per effetto di super alcoolici e stupefacenti, avrebbero avuto rapporti sessuali promiscui.
La procura minorile ha ipotizzato a carico di sei partecipanti alla festa il reato di violenza sessuale aggravata dall’età e dalle condizioni di inferiorità psichica delle 12enni, nonché il reato di produzione, detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico a carico di altri tre partecipanti.
Il reato di divulgazione di materiale pedopornografico è stato ipotizzato anche nei confronti di altri 15 ragazzi, i quali, benché estranei alla festa, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbero però successivamente contribuito a divulgare i video.
Dal contesto, commenta la Polizia Postale, emerge un quadro di “assoluto svilimento delle persone offese, degradate e considerate al pari di oggetti con cui soddisfare un mero bisogno fisico”, “superficialità e indifferenza di chi assiste divertendosi, di chi riprende con soddisfazione e curiosità, di chi divulga con inconsapevolezza, banalizzando fatti che sono molto gravi”.
(da agenzie)
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Luglio 12th, 2023 Riccardo Fucile
BATTUTO L’ASSE PPE-SOVRANISTI
La proposta di legge sul “ripristino della natura” – che impegna a ripristinare il 20% delle aree terrestri e marine ogni paese dell’Unione per tutelare la biodiversità entro il 2030 – ottiene l’ok di Strasburgo, sebbene con alcuni emendamenti rispetto al testo della Commissione. Come previsto il sì è arrivato con un margine abbastanza ristretto: 336 voti favorevoli, 300 voti contrari e 13 astenuti. Il primo segnale che la votazione si sarebbe conclusa favorevolmente per uno dei maggiori impegni della Commissione europea in tema ambientale era stata la votazione negativa sul respingimento (al Parlamento europeo si vota prima sul respingimento e quindi sul testo presentato) e qui il voto è stato davvero di un soffio: 324 contrari, 312 favorevoli e 12 astenuti. A sostenere che la normativa dovesse essere rispedita alla Commissione europea, che difficilmente avrebbe avanzato nuove proposte sul tema prima delle prossime elezioni, in particolare Ppe, Identità e democrazia, Conservatori europei, con i liberali spaccati. Secondo alcuni, l’asse tra Ppe e destre poteva rappresentare una prova generale di nuove alleanze politiche in vista degli attesi risultati delle Europee 2024.
(da agenzie)
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Luglio 12th, 2023 Riccardo Fucile
APPOSTAMENTO ALLE 6 DEL MATTINO, SPARATI QUATTRO COLPI DI PISTOLA LETALI
È stato raggiunto da quattro colpi di arma da fuoco mentre faceva
jogging nella città di Krasnodar, nel sud della Russia. Così è morto Stanislav Rzhitsky, 42enne ex capitano di un sottomarino russo che lavorava come vice responsabile locale del dipartimento della Mobilitazione. Le prime informazioni fanno pensare a un agguato studiato nei minimi dettagli: diversi media russi hanno ipotizzato che Rzhitsky potrebbe essere stato rintracciato tramite il suo profilo sull’app di fitness Strava. Lì l’assassino avrebbe verificato gli spostamenti del sommergibilista – in una zona non coperta da telecamere di sicurezza – per poi raggiungerlo con quattro colpi al petto e alla schiena, riuscendo a fuggire indisturbato.
Il comitato investigativo del paese – l’equivalente dell’FBI statunitense – ha affermato che è stata avviata un’indagine per omicidio e che i funzionari cercheranno di «stabilire tutte le circostanze dell’incidente, nonché la persona che ha commesso il crimine e le sue motivazioni». L’ex ufficiale della Marina è stato colpito alla schiena e al petto da un uomo armato non identificato mentre faceva jogging in un parco vicino al centro sportivo Olimp.
Baza, un canale Telegram russo con stretti legami con la polizia, ha riferito che l’assassino avrebbe seguito le corse di Rzhitsky su Strava poiché l’uomo seguiva regolarmente lo stesso percorso mentre correva.
L’analisi degli spostamenti
Un’analisi della BBC Verify – il progetto anti-disinformazione – sul profilo del capitano Rzhitsky – che è pubblico – mostra che correva spesso nell’area in cui si dice che sia stato ucciso. Il suo indirizzo e i suoi dati personali erano stati caricati anche sul sito web ucraino Myrotvorets (Peacemaker), un vasto database non ufficiale di persone considerate nemiche dell’Ucraina
La parola “liquidato”, in lettere rosse, è stata ora sovrapposta alla sua fotografia sul sito.
L’intelligence militare ucraina ha affermato che il parco è deserto a causa delle forti piogge e «quindi non ci sono testimoni che possano fornire dettagli o identificare l’aggressore». Anton Gerashchenko, consigliere del ministero degli Interni ucraino, ha twittato che i media russi stavano accusando l’Ucraina di coinvolgimento, ma non ha spiegato che questo sospetto fosse giustificato. «Finora la polizia russa non è riuscita a trovare una sola telecamera di sorveglianza che mostri il crimine commesso. La ricerca continua».
Secondo fonti ufficiose avrebbe partecipato allo strike missilistico su Vinnytsya, nel luglio del 2022, che causò 23 morti, compresi tre bambini. E per questo sarebbe diventato un obiettivo per gli ucraini.
(da agenzie)
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Luglio 12th, 2023 Riccardo Fucile
SI TROVAVA NELL’HOTEL DUNE, CENTRATO DA UN MISSILE LANCIATO DA UN CACCIA UCRAINO CHE HA RASO AL SUOLO LA STRUTTURA
Il generale russo a due stelle Oleg Tsokov è stato ucciso in un attacco ucraino nella città di Berdyansk, sul mare di Azov. Pochi mesi fa, l’ufficiale era stato promosso vice-comandante del distretto meridionale, quello da cui dipendono le truppe che combattono nell’Ucraina occupata. Tsokov si trovava nell’Hotel Dune, centrato da un missile a lungo raggio Storm Shadow lanciato da un caccia di Kiev a oltre cento chilometri dalla linea del fronte.
La palazzina, un edificio moderno a pochi passi dalla spiaggia costruito per le vacanze della borghesia ucraina, era stata trasformata in quartiere generale russo. Sui canali Telegram circolano foto e filmati del volo del missile e dell’esplosione: stando alle testimonianze, l’albergo è stato raso al suolo.
Molti blogger militari russi hanno parlato della morte di Tsokov, che ha partecipato a tutte le fasi dell’invasione. Aveva preso parte ai conflitti della storia recente russa, con il battesimo del fuoco nella prima guerra cecena quando aveva guidato l’attacco contro la facoltà di studi petroliferi di Grozny.
Solo nel 2000 è stato ammesso all’accademia Frunze, dove si formano i vertici delle forze armate e poi era tornato sul campo in Cecenia alla guida di un battaglione meccanizzato, ottenendo la promozione a tenente colonnello. Secondo alcune fonti, era stato anche in missione in Siria. Sin dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina ha avuto un ruolo chiave, con la responsabilità di un corpo d’armata della Guardia.
Nello scorso settembre è stato ferito a una gamba da un proiettile d’artiglieria nel Donbass ed è stato ricoverato a San Pietroburgo. A febbraio, quando è tornato in servizio, ha ottenuto una nuova promozione e l’incarico di numero due del distretto meridionale. L’uccisione di Tsokov testimonia la precisione devastante dei missili Storm Shadow, consegnati all’Ucraina da Gran Bretagna e Germania: ieri anche la Francia ha annunciato che fornirà la versione Scalp della stessa arma. Negli ultimi giorni sono stati intensificati i lanci di questi ordigni sulle retrovie russe, prendendo di mira caserme, depositi di munizioni e ponti: attacchi che servono a sostenere la controffensiva delle forze corazzate di Kiev.
(da agenzie)
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Luglio 12th, 2023 Riccardo Fucile
AL SUD UNA PERSONA SU DUE NON PUÒ PERMETTERSI DI TRASCORRERE LE FERIE LONTANO DA CASA, IN DIFFICOLTÀ LA FASCIA D’ETÀ TRA I 35 E 44 ANNI … LA CIFRA FOLLE CHE SPENDE IN MEDIA UNA FAMIGLIA DI 4 PERSONE PER ANDARE AL MARE: OLTRE 5 MILA EURO
Per nove milioni di italiani si prospetta un’estate a casa. Così
emerge da un’indagine che Facile.it ha commissionato all’istituto di ricerca Emg Different. Le ragioni sono diverse, iniziando dai problemi economici delle famiglie. Ma c’è anche chi ha già esaurito le ferie o progetta una vacanza intelligente, magari a fine settembre.
Più nel dettaglio: sono soprattutto le persone tra 35-44 anni quelle che hanno affermato che resteranno a casa per ragioni legate a questioni di budget. Parliamo di 1,6 milioni di italiani. A livello territoriale, invece, le rinunce fioccano soprattutto nel Centro Italia dove il 66,7% dei cittadini se la prende con il caro-prezzi.
Soffrono anche gli abitanti del Sud e delle isole, dove 1 su 2 non ha la liquidità. Come detto, però, ci sono anche altre ragioni per cui tanti italiani non si concederanno una vacanza a luglio e ad agosto durante quest’estate. Il 17,2%, ovvero 2,9 milioni di persone, ha dichiarato che andrà in ferie durante un altro periodo dell’anno, in modo da evitare i prezzi alle stelle tipici dell’alta stagione.
La percentuale sale al 19,4% tra i 25-34enni e al 23,3% tra i residenti del Nordest, e raggiunge il 32,7% nella fascia dei 65-74enni.
Il 12%, invece, ha detto di non avere ferie quest’anno, mentre l’11% non potrà partire perché deve accudire parenti anziani che non possono essere lasciati da soli.
Dal monitoraggio effettuato dall’Osservatorio nazionale di Federconsumatori è venuto fuori che per un nucleo familiare composto da due adulti e due minori, il costo complessivo per una vacanza di sette giorni in una località balneare è di 5.781,24 euro. Il 19% in più rispetto a un anno fa.
La spesa per un soggiorno della stessa durata in montagna arriva a 4.482,54 euro (+9% sul 2022). Insomma, in montagna si risparmia il 22%. I costi più elevati, ricorda poi l’Osservatorio nazionale, si registrano sulle navi da crociera, dove oggi per una vacanza di una settimana si spendono in media 6.800 euro per una famiglia di quattro persone (+21% su base annua).
Infine, per due italiani su tre si conferma la tendenza a rimanere in Italia e non partire verso mete estere. Le ultime previsioni di Demoskopika sull’estate 2023 parlano a ogni modo di 68 milioni di turisti in Italia per quasi 267 milioni di pernottamenti, con una crescita rispettivamente pari al 4,3% e al 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2022, quando gli arrivi avevano superato di poco la soglia dei 65 milioni e i pernottamenti erano stati 258 milioni. Per quanto riguarda l’effetto positivo sulla spesa turistica, sono stimati in entrata circa 46 miliardi di euro, con una crescita del 5,4% rispetto al 2022.
(da Messaggero)
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Luglio 12th, 2023 Riccardo Fucile
INTERDIZIONE PERPETUA DAI PUBBLICI UFFICI E CONFISCA DI 38.000 EURO
È arrivata una condanna a 2 anni e 10 mesi per peculato Alberto Di Rubba, nominato ad aprile nuovo amministratore federale della Lega.
Il giudice ha deciso per una interdizione perpetua dai pubblici uffici e una confisca di 38mila euro. La condanna rientra nel caso che ha visto coinvolta Lombardia Film Commission, di cui Di Rubbia è stato presidente: aveva portato già ad una condanna per Di Rubba e per Andrea Manzoni, ex revisore contabile della Lega alla Camera.
L’inchiesta della Procura riguardava la compravendita a prezzo ritenuto gonfiato di un capannone a Cormano, acquistato per 800mila euro da Lombardia Film Commission, ente regionale per la promozione del cinema sul territorio lombardo e che all’epoca era diretto appunto da Di Rubba. I fatti risalgono al 2017: secondo l’accusa i soldi pubblici spesi per quell’operazione immobiliare sarebbero finiti in società legate a tre commercialisti, mentre una parte dei fondi sarebbe anche arrivata in un conto in Svizzera.
Fin da subito l’accusa ha sostenuto che il giro di denaro sarebbe servito per creare fondi da mettere a disposizione del partito. Una parte dei soldi sarebbe stata usata per operazioni immobiliari come l’acquisto di due ville sul lago di Garda.
(da Fanpage)
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Luglio 12th, 2023 Riccardo Fucile
E’ PIU’ FORTE DI LORO: NON RIESCONO A STARE DALLA PARTE DELLA LEGALITA’
Governo battuto nell’Aula della Camera su un ordine del giorno di
Gianni Cuperlo del Pd alla riforma fiscale. Il testo, su cui il sottosegretario all’Economia Federico Freni aveva espresso parere favorevole, è stato bocciato con 148 no e 131 sì.
I deputati di opposizione dicono che la «maggioranza ha sconfessato il sottosegretario». E il sottosegretario Freni lascia brevemente l’Aula per poi rientrare. Palazzo Chigi aveva dato parere favorevole ad un ordine del giorno del democratico Gianni Cuperlo che lo impegnava ad una campagna informativa per il contrasto all’evasione fiscale. La maggioranza però ha votato in dissenso dal Governo, bocciandolo.
(da agenzie)
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Luglio 12th, 2023 Riccardo Fucile
“SE MI DESSERO UNA PISTOLA, CI SAREBBERO CADAVERI SUL TRENO DEI PENDOLARI”… A HELSINKI LE OPPOSIZIONI CHIEDONO LE DIMISSIONI DELLA MINISTRA DELLE FINANZE, VICEPREMIER E LEADER DEI “VERI FINLANDESI”
Quei “negri che vendono Vuitton false sulle Ramblas”. E: “C’è qualcuno che vuole andare a sputare sui mendicanti e menare i bambini negri a Helsinki?”. O anche: “Se mi dessero una pistola, ci sarebbero cadaveri sul treno dei pendolari”.
Parole scritte online da una persona “piena di odio e rabbia pura”, come lei stessa ammetteva allora. Una persona che – era il 2008 – si firmava “riikka” nei commenti che postava sul blog di Jussi Halla-aho, controverso allora capo del suo partito di estrema destra.
“Riikka” come la vicepremier e ministra delle Finanze finlandese Riikka Purra, l’attuale leader di quella formazione, il Partito dei Finlandesi, che oggi, quando qualcuno ha fatto riemergere dal profondo di internet quelle parole, ha dovuto chiedere scusa. Mentre le opposizioni domandano le sue dimissioni
(da La Repubblica)
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Luglio 12th, 2023 Riccardo Fucile
NEL NOSTRO PAESE IN CARCERE CI VANNO SOLO SPACCIATORI E MEZZE CALZETTE, I DELINQUENTI FINANZIARI SE LA SPASSANO
Numeri alla mano, Daniela Santanchè potrebbe avere buoni
motivi per non dolersi troppo alla prospettiva d’avere a che fare per lo «scandalo Mirabilia» con la giustizia italiana su cui da anni dice peste e corna.
E così non dovrebbero dolersi tanti traffichini che da sempre fanno i furbi, a prescindere dalla tessera politica, sulla bonarietà, diciamo così, di un sistema come il nostro che nel tempo ha consentito a imprenditori e faccendieri di cavarsela spesso con una ramanzina per reati puniti altrove in modo assai più severo.
Basti sfogliare il dossier di Space, con le Statistiche penali pubblicate la settimana scorsa dal Consiglio d’Europa sulla popolazione carceraria. Condotto dal gruppo di ricerca dell’Università di Losanna guidato da Marcelo Aebi. E mettere a confronto gli ultimi dati (2022) dei detenuti ospiti delle prigioni europee con quelli di questo e quel paese.
Un esempio? I reclusi per reati di droga nelle prigioni germaniche sono 6.205 pari al 14% dell’intera popolazione carceraria tedesca. Quelli condannati per gli stessi reati e in cella in Italia sono il doppio: 11.927, pari al 31,6% pari a due volte la percentuale tedesca. Qualche baldo securitario, acerrimo nemico della cannabis libera, esulterà: «Buttiamo via la chiave anche noi!».
Ma proviamo a rovesciare la prospettiva e verificare la severità italiana sui reati economici e finanziari che regolano davvero la vita di un paese. Andando a vedere ad esempio cos’è successo a Markus Braun, il fondatore e Ad del colosso informatico tedesco Wirecard. Arrestato e incarcerato nel giugno 2020 con l’accusa di «aver gonfiato i dati di bilancio e il fatturato per far apparire la sua società più forte e più attraente per gli investitori e la clientela» vantando un paio di miliardi di euro inesistenti, rischia 15 anni di reclusione. E lì li fanno davvero. Come successe tempo fa a Uli Hoeness, condannato a passare tre anni nel penitenziario bavarese di Landsberg per evasione fiscale nonostante fosse il presidente del Bayern Monaco e fosse stato campione d’Europa e del mondo con la nazionale.
Sapete quante persone sono in galera in Germania per «economic-financial offences»? Ben 4.604: poco meno del numero degli spacciatori. E in Italia? La miseria di 345. Pari allo 0,9%. Contro la media europea del 3,9% (il quadruplo) che sale in Germania addirittura al 10,8. Dodici volte di più.
Gian Antonio Stella
(da corriere.it)
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