Destra di Popolo.net

LA DESTRA CHE SI SENTE ASSEDIATA E IL COMPLESSO DI CALIMERO

Luglio 9th, 2023 Riccardo Fucile

UNA SINDROME CHE DIVENTA ALIBI IDEOLOGICO, UTILE QUANDO SI E’ ALL’OPPOSIZIONE MA NON AL GOVERNO

C’è una convinzione assai diffusa nella destra di governo, ma coltivata a lungo anche nell’era berlusconiana, che in Italia vi siano poteri così forti in grado di contrastare, grazie all’ancoraggio europeo e internazionale, il risultato delle elezioni e vanificare persino la volontà popolare.
Un grumo di nemici di varia natura, tra la finanza, i media, la magistratura, le alte burocrazie — specie annidate a Bruxelles, capitale dell’anti-italianità — refrattari alle regole della democrazia parlamentare. Questa sindrome dell’accerchiamento si è improvvisamente riaccesa nei giorni scorsi per alcune disavventure giudiziarie che hanno riguardato esponenti della maggioranza. Come se i singoli casi — indipendentemente dal dato oggettivo dei fatti che vanno accertati nel pieno rispetto delle garanzie personali — fossero collegati da una percettibile trama oscura. È una delle eredità del berlusconismo (l’offensiva giudiziaria) di cui avremmo fatto volentieri a meno. Del resto, non si è ancora dissolto il sospetto che nel 2011, quando il Cavaliere dovette lasciare palazzo Chigi sotto i colpi della crisi finanziaria, si sia consumato una sorta di golpe europeo. Sotto traccia, il dubbio alberga ancora in buona parte di quella dirigenza politica.
Uno sguardo disincantato e realistico all’Italia di oggi, ci induce a ritenere che l’ombra minacciosa dei cosiddetti poteri forti sia assai meno incombente. Il complesso di Calimero — altra versione dell’underdog meloniano — non ha alcun fondamento sostanziale.
L’Unione europea, per Fratelli d’Italia e Lega, era in campagna elettorale un male da combattere. Oggi non si fa altro che invocarne — dall’immigrazione alla transizione energetica — l’intervento. Si è persa traccia della proposta di legge (Meloni prima firmataria) contro il primato del diritto comunitario su quello nazionale. Per conservare un briciolo di coerenza con la campagna elettorale si è preso in ostaggio il Meccanismo europeo di stabilità (Mes). Elevato a cavallo di Troia del più oscuro e ingannevole potere europeo. O, meglio, della troika (che peraltro non c’è più). La presidente del Consiglio, che guida i Conservatori e Riformisti europei, ha guadagnato una sua centralità, anche grazie all’inevitabile distacco dai suoi alleati sovranisti. Il fatto che appaia oggi, a dispetto di ciò che pensa il suo riottoso alleato Matteo Salvini, un possibile futuro partner dei Popolari — forza storica di governo dell’Unione europea — smentisce molti dei luoghi comuni della propaganda di destra. La coerenza atlantica in politica estera e il sostegno deciso all’Ucraina sono punti fermi dell’azione di governo. Suscitano apprezzamento tra gli alleati. Non preoccupazione come ai tempi degli esecutivi gialloverde o giallorosso.
I poteri forti italiani si sono così indeboliti da apparire del tutto innocui. E non è sempre una buona notizia. Meglio averli e regolarli nella trasparenza. Non abbiamo più grandi gruppi industriali ed è questa una debolezza che segna il nostro declino. Non abbiamo più esclusivi centri finanziari dai quali dipendono i destini di intere famiglie imprenditoriali. La classe dirigente che osannava Draghi è andata generosamente in soccorso alla vincitrice. L’ultima tornata di nomine ne è una dimostrazione. Alla recente assemblea di Assolombarda la presidente del Consiglio è stata applauditissima. Quasi come se i due programmi — di governo e degli imprenditori — fossero intercambiabili. Accadde anche con Berlusconi premier. Per l’impresa che esporta, e bene, l’Italia è solo una frazione anche piccola del proprio fatturato. Irrilevante chi stia al governo. Le attività che dipendono dai consumi interni, dalle concessioni, seguono una stretta logica corporativa. Sono governativi per definizione pur scoprendo che vi sono categorie, piccole e agguerrite (balneari e tassisti per esempio) che contano più di intere filiere produttive aperte alla concorrenza.
Il governo Meloni non ha nulla da temere, se non la sua stessa maggioranza. E, godendo della collaborazione di fatto di un’opposizione divisa, può dormire sonni tranquilli. Vi sono però due aspetti della narrativa politica ed economica dell’esecutivo, figli del pregiudizio di cui sopra (i presunti poteri forti in agguato contro la democrazia e gli interessi italiani) che sarebbe bene dibattere e sciogliere una volta per tutte. Il primo è stato perfettamente descritto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, in un intervento a Caorle, in occasione di un incontro di Tempi che ha suscitato già diverse polemiche, soprattutto per le sue critiche, del tutto legittime, al manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi. Secondo il sottosegretario «c’è un partito antitaliano, che non si presenta alle elezioni, un raggruppamento trasversale con una precisa visione della storia che pensa che l’Italia sia un Paese sbagliato. Il popolo non è in grado di operare le sue scelte, se lo fa è pericoloso e va riorientato, persino il colore dei fiori da piantare nel giardino qui fuori deve essere deciso a Bruxelles. È questa la logica del Pnrr, se non fai come ti dico io ti tolgo i fondi». Mantovano ha aggiunto: «Il governo Meloni è pericoloso perché rompe questa logica. Silvio Berlusconi è stato il bersaglio numero uno. Oggi Meloni è nel mirino per lo stesso peccato originale». Nel mirino di chi? Sarebbe interessante saperlo.
La domanda di fondo, dunque, è se questa sindrome dell’assedio di ipotetici poteri forti non sia soltanto un alibi ideologico, utile quando si è all’opposizione ma non al governo e se alla fine, soprattutto a livello europeo, non si traduca in un danno per il Paese, anzi per la Nazione. Aver esasperato la questione del Mes, per poi doverselo probabilmente trangugiare, va esattamente in questa direzione. Il secondo aspetto è legato a una tendenza in sé del tutto encomiabile, cioè quella di valorizzare, da parte del governo, il ruolo economico del Paese e i primati del made in Italy. Le classifiche internazionali ci penalizzano, spesso ingiustamente. E un po’ per colpa di come noi ci raccontiamo agli altri. Ma un conto è l’orgoglio, un altro l’esaltazione a volte acritica. Il primo è positivamente contagioso, la seconda è suggestivamente pericolosa perché distoglie lo sguardo dai problemi reali. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha partecipato recentemente, a Roma, all’assemblea di Union Food, ovvero la nostra industria agroalimentare. Adolfo Urso è convinto che l’Italia sia ormai, grazie al governo Meloni, il Paese più attrattivo al mondo per gli investitori esteri (siamo al ventottesimo posto). L’istituzione del liceo made in Italy sanerà, una volta per tutte, la piaga dei ragazzi che non studiano e non lavorano. La nostra industria poi, essendo legata a prodotti medio alti, è del tutto insensibile agli aumenti dei prezzi. Rivolgendosi poi, con prodotti e servizi, alla persona, pare non abbia alcun problema di posizionamento futuro. Del resto attualmente, siamo quelli che crescono di più tra le potenze occidentali. L’avvenire è roseo, i problemi risibili. Insomma, siamo un competitore così temibile e forte da sollevare ovunque invidie e inimicizie. A questo punto speriamo che tutto ciò sia vero.
(da il Corriere della Sera)

argomento: Politica | Commenta »

APOPHIS, IL CLUB PREFERITO DI LEONARDO LA RUSSA E SUO FRATELLO: “TRATTATI DA PASCIA’, QUI FANNO COME GLI PARE”

Luglio 9th, 2023 Riccardo Fucile

IL RACCONTO DEL DJ: “QUI CI VENGONO GIOVANI FIGHETTI CHE LASCIANO ANCHE 3.000 EURO A SERATA”

Apophis. Così si chiama il locale milanese preferito da 2 dei fratelli La Russa: Leonardo Apache e Lorenzo Cochis. Il primo, in arte Larus, è attualmente indagato per l’accusa di violenza sessuale ai danni di una 22enne. Alcuni definiscono l’Apophis come «La discoteca dei La Russa» perché grandi frequentatori.
«Li trattano come dei pascià. Perché sono loro. Perché portano gente. Perché la gente che portano, spende. Forse spendono anche loro», racconta un testimone. A rivelarlo è Repubblica che spiega come il locale sia una sorta di discoteca-salotto per persone di un certo status.
Otto divani di velluto raso, una pista per oltre 200 persone, il bancone dell’esclusivo tailor made mixology con 600 etichette, il tutto inserito in 180 metri quadrati ideati da un noto studio di architettura: così si presenta il posto preferito dei figli La Russa.
Il racconto del dj
«Target molto giovane. I ragazzi fighetti del centro e i pr ci organizzano le feste. I clienti? Ragazzi di 18-20-25 anni. Spalle ben coperte. Alcuni lasciano giù anche 2-3 mila euro a serata. Tra bocce di vodka Beluga, gin pregiatissimi e champagne», racconta il dj. Infatti, il locale è in realtà un club per soli membri interni a cui si può accedere con una quota associativa di 500 euro.
La serata della violenza
E la sera dei presunti abusi? L’Apophis ospitava la serata Eclipse dalle 23.30 alle 5. AL dj set c’erano Tommy Gilardoni, Luca Valenti e Roy Ventura. Ed è in quella occasione che la 22 ha riconosciuto Larus. Hanno ballato e bevuto. Poi sono andati a casa del figlio La Russa. Cosa sia successo dopo è ancora da definire con certezza. Intanto, le autorità stanno esaminando diverse telecamere. Forse anche quelle di questo locale. Quel che è chiaro, stando ai racconti dei testimoni dell’Apophis, è che i due fratelli «cercano da sempre di essere rilevanti nella socialità cittadina, a partire dalla nightlife. Si sono sentiti sempre nella condizione di fare come gli pare».
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

PARLA IL PADRE DELLA RAGAZZA CHE HA DENUNCIATO LEONARDO LA RUSSA: “MIA FIGLIA E’ DEVASTATA”

Luglio 9th, 2023 Riccardo Fucile

AL CENTRO ANTIVIOLENZE DELLA MANGIAGALLI RISCONTRARE FERITE “COMPATIBILI CON LA VIOLENZA SESSUALE”

«Se verrà dimostrato quello che racconta mia figlia, e io credo a mia figlia, lei resterà segnata per tutta la vita. Spero che chi deve indagare e giudicare sappia valutare oggettivamente i fatti, indipendentemente dalla potenza politica del padre».
Queste le parole – rilasciate a Repubblica – del padre della ragazza che ha denunciato Leonardo, figlio del presidente del Senato Ignazio La Russa, di violenza sessuale. Decide di rompere il silenzio mentre il padre dell’accusato continua a difendere il proprio figlio ventunenne. «Non ho dubbi su quello che racconta – afferma ancora il padre della ragazza -. Da quella notte, mia figlia è devastata».
La ricostruzione di quella notte in base alla denuncia della giovane
Finora c’è una denuncia depositata dall’avvocato Stefano Benvenuto, che assiste la giovane. La ragazza sarà convocata nei prossimi giorni in procura. Davanti al procuratore aggiunto Letizia Mannella, al pm Rosaria Stagnaro e al capo della squadra mobile Marco Calì, dovrà recuperare ricordi di quella sera. Iniziando dall’incontro con Leonardo La Russa all’Apophis club, a pochi metri dal Duomo. Dopo essersi salutati, i due bevono qualcosa e iniziano a ballare. Poi il buio. Lei si risveglia nuda nel letto del ragazzo. Chiede spiegazioni su come sia finita lì. Leonardo le dice «di aver avuto un rapporto sessuale consensuale». Lei capisce di essere a casa della famiglia La Russa perché a un certo punto vede il presidente del Senato. È da poco passato mezzogiorno.
«Ignazio La Russa – scrive nella denuncia la giovane – si è affacciato in camera e, vedendomi nel letto, è andato via». Poco dopo lei chiede di andare via. «Leonardo mi disse “pretendo un bacio, se no non ti faccio uscire”». Negli attimi successivi al risveglio, la ventiduenne scrive più volte all’amica che le spiega che lei, dopo il drink, non ha iniziato a stare bene. Secondo il legale di La Russa, Adriano Bazzoni, «la denuncia è fumosa». Al centro Antiviolenze della clinica Mangiagalli però verranno refertate un’ecchimosi, una leggera ferita a una gamba, positività a cocaina e cannabis. Sono state riscontrate nel sangue anche tracce di benzodiazepine, ma servono ulteriori esami per capire se quella sostanza è stata assunta tramite un cocktail.
Le lesioni «compatibili con la violenza sessuale»
Oggi il Corriere della Sera entra nei dettagli della refertazione della clinica Mangiagalli. Le lesioni «potrebbero essere compatibili con una violenza sessuale» afferma alla testata una fonte che lavora all’inchiesta della Procura di Milano. Il racconto è ritenuto «credibile». I pm dovranno accertare cosa è successo nell’ appartamento su due piani della famiglia La Russa nei pressi di corso Buenos Aires. L’esame ginecologico, come detto, ha accertato le tre lesioni. La questione della compatibilità è molto sdrucciolevole. Tra l’altro, spiega la testata, non sarebbe neppure un tema risolutivo per l’esito dell’inchiesta, perché il reato di violenza sessuale può essere commesso anche senza costrizione ma per induzione.
Gli investigatori della Mobile di Milano acquisiranno i tabulati dei telefonini per verificare comunicazioni e movimenti delle persone coinvolte. Non sarebbe stato ancora formalmente identificato l’altro giovane che avrebbe avuto rapporti con la ragazza, anche se il suo nome di battesimo è nella querela. Saranno acquisite anche le registrazioni delle telecamere fuori e dentro la discoteca e nei pressi dell’abitazione dei La Russa.
La chat con le amiche
Sempre il Corriere precisa che sono tre le ragazze – due amiche e una conoscente – dalle quali gli inquirenti potranno trarre, o come testimoni oculari di alcuni momenti cruciali o come interlocutrici nella mattina successiva di alcune chat, elementi utili a verificare l’attendibilità del racconto della 22enne.
Una in particolare spiega alla ragazza che dopo il cocktail non era più in sé. «Non mi ricordo nulla. Raccontami di ieri, sono stata drogata?». Domanda alla quale l’amica avrebbe risposto: «Non mi ascoltavi, penso ti abbia drogata. Non mi ascoltavi, poi sei corsa via perché non ti ho più trovata. Tu stavi benissimo fino a prima che ti portò il drink».
Stando alla denuncia, la giovane spiega che questa «mia amica mi ha anche detto che aveva provato a portarmi via non riuscendovi», «mi ha riferito che dopo l’assunzione di quella bevanda alcolica da parte di Leonardo non ero più in grado di parlare. Mi disse che ero stata drogata», e «mi scrisse di scappare». Ed è sempre questa l’amica che ha chiamato la giovane, in lacrime, appena uscita verso le 13 e 15 da casa La Russa.
(da il Corriere della Sera)

argomento: Politica | Commenta »

CASO DEL MASTRO, L’AVVOCATO COPPI CONTRO L’IPOTESI DI NORDIO DI ABOLIRE L’IMPUTAZIONE COATTA: “E’ UN’ IDEA ANTISISTEMA”

Luglio 9th, 2023 Riccardo Fucile

“SE UN GIUDICE RITIENE VI SIA UN’IPOTESI DI REATO NON PUO’ ACCETTARE LA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DEL PM”

Ha difeso Silvio Berlusconi in diversi processi e, anche per questo, è diventato uno dei penalisti più famosi d’Italia.
Franco Coppi, in un’intervista al Fatto quotidiano, interviene sul caso Delmastro, per cui il gip ha deciso di predisporre l’imputazione coatta, nonostante la richiesta di archiviazione presentata dal pm.
L’inchiesta è quella relativa all’accusa di rivelazione di segreto sulla vicenda di Alfredo Cospito. Secondo fonti di via Arenula, che ovviamente fanno trasparire la posizione del ministro della Giustizia Carlo Nordio, «l’imputazione coatta nei confronti dell’onorevole Delmastro – che è anche sottosegretario alla Giustizia del governo Meloni -, come nei confronti di qualsiasi altro indagato, dimostra l’irrazionalità del nostro sistema».
L’avvocato Coppi contrasta l’idea del Guardasigilli. E spiega: «Nel nostro sistema costituzionale vige l’obbligatorietà dell’azione penale. Perciò è previsto che il pm sottoponga il suo operato al controllo del giudice. Se il giudice ritiene che vi sia un’ipotesi di reato, come fa a far finta di niente? Vorrebbe dire che si limita a ratificare ciò che chiede il pm, e non è questa la sua funzione. Così come accetta una richiesta di archiviazione, può anche rifiutarla. Se vogliono cambiare questa norma cambiassero tutto il sistema, altrimenti è una contraddizione». Anche relativamente all’indagine sulla ministra Daniela Santanchè, che ha portato il governo ad accusare parte della magistratura di fare opposizione politica, Coppi afferma: «Mi pare che si sappia da mesi che Santanché sia indagata. Io per natura non sono un dietrologo, queste tesi non mi hanno mai molto convinto. Poi, che un’iniziativa giudiziaria possa essere strumentalizzata dall’esterno, questo è certo».
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

ITALIANI ALLA CANNA DEL GAS: SONO CIRCA UN MILIONE LE FAMIGLIE CHE SONO INDIETRO CON I RIMBORSI PER UN TOTALE DI QUASI 15 MILIARDI DI EURO DI RATE NON PAGATE

Luglio 9th, 2023 Riccardo Fucile

SONO IN DIFFICOLTÀ SOPRATTUTTO SUI MUTUI, IN PARTICOLARE QUELLI A TASSO VARIABILE.. IN CIMA ALLA CLASSIFICA, CI SONO LOMBARDIA E LAZIO CON UN AMMONTARE DELLE RATE NON PAGATE PER OLTRE 12 MILIARDI

Arrivano quasi a quota 15 miliardi di euro il totale delle rate non pagate dalle famiglie italiane che hanno un mutuo o un prestito. Nell’ultimo periodo l’aumento del costo del denaro ad opera della Bce, l’incremento dei tassi e la corsa dell’inflazione hanno ridotto il reddito disponibile e hanno messo in difficolta i clienti delle banche nel rispettare le scadenze relative ai finanziamenti
Oggi sono circa un milione le famiglie che sono indietro con i rimborsi. Sono in difficoltà soprattutto sui mutui, in particolare quelli a tasso variabile (un terzo del totale), che spesso rappresentano una fetta di rilievo del budget mensile. Intanto la preoccupazione è già sulla prossima riunione di luglio della Bce e su un altro rialzo dei tassi al 4,25%.
Più nel dettaglio, i crediti deteriorati delle famiglie sono arrivati, a marzo scorso, a 14,9 miliardi: si tratta di 6,8 miliardi di mutui non pagati, di 3,7 miliardi di credito al consumo non rimborsato e di 4,3 miliardi relativi ad arretrati di altri prestiti personali. Del totale di 14,9 miliardi, 5,7 sono sofferenze, cioe credito che la clientela non rimborsera piu, altri 7,1 miliardi sono inadempienze probabili, vale a dire denaro che realisticamente le banche non recupereranno, mentre circa 2 miliardi sono rate scadute, quindi posizioni debitorie meno a rischio.
Sul piano territoriale, in cima a questa particolare classifica, ci sono Lombardia e Lazio con un ammontare delle rate non pagate oltre i 2 miliardi. Campania, Puglia e Basilicata, Sicilia e Veneto superano il miliardo. Emilia Romagna, Piemonte e Valle D’Aosta, e Toscana restano poco sotto il miliardo. Piu contenuto il valore delle somme non pagate nelle regioni piu piccole come l’Umbria dove le rate non pagate ammontano a 226 milioni, la Liguria (361 milioni) e la Calabria (418 milioni).
L’analisi sul totale dei crediti deteriorati delle banche riconducibili a nuclei familiari, frutto di elaborazioni Fabi su statistiche della Banca d’Italia, consente di fotografare una situazione di difficolta nel Paese.
(da La Stampa)

argomento: Politica | Commenta »

‘GNAZIO E I TRE PICCOLI “INDIANI”, LA MILANO DEL CLAN LA RUSSA: APACHE, IL PIÙ PICCOLO DEI FIGLI DEL PRESIDENTE DEL SENATO GIOCA A FARE IL RAPPER E ORA E’ INDAGATO PER VIOLENZA SESSUALE

Luglio 8th, 2023 Riccardo Fucile

IL MEDIANO, COCHIS, È IN POLITICA. IL PIU’ GRANDE, GERONIMO, OCCUPA DIVERSE POLTRONE

Apache, il trapper “sottovalutato” (dal titolo di un suo pezzo). Geronimo, il “presidente” collezionista di poltrone amante della velocità. Cochis, il “politico”.
Se fosse un romanzo sarebbe “tre piccoli indiani”. Sottotitolo: figli vivaci di padre gagliardo. Oppure – un po’ per scherzo me nemmeno troppo – gioventù “bruciata” e maturità dorata.
Volendone emendare i tratti per renderla più presentabile, la storia dei La Russa jr sembra la continuazione di una tradizione di famiglia un po’ spericolata. Che vede nel padre, Ignazio Benito la Russa, il più autorevole interprete.
Esuberanza giovanile, testa calda, azzardi, inciampi. Surfando sopra le righe, e sempre nell’orbita del potere. L’attualità impone di partire dal più piccolo dei La Russa Bros: lui, Leonardo Apache. Il terzogenito che fa brutto con la trap. L’“artistoide” di casa (Geronimo dixit) che adesso la casa la sta facendo tremare. Ma non più per il volume della musica politically uncorrect. Accusato di avere violentato una 22enne, a “Larus” – nome d’arte – tocca subire il contrappasso che, ironia del caso, gli sbatte addosso direttamente dal suo brano più conosciuto. “Sono tutto fatto, sono tutto matto, ti fotto pure senza storie”, canta insieme a Apo Way, un altro trapper, ne “I sottovalutati”.
L’eredità politica del presidente del Senato, al momento, pare risiedere nel destino di Lorenzo Cochis. L’anno scorso è stato eletto nel parlamentino di zona in centro città ed è chiaramente capogruppo di FdI. Molto meno istintivo e fumantino del padre. Guai però a toccargli il tema auto e automobilisti. Una fissa, in famiglia. Geronimo La Russa, 43 anni, figlio di primo letto di Ignazio, è avvocato e presidente dell’Automobile Club di Milano. A 14 anni volantinava per il Fronte della Gioventù, a 25 è nel cda della Premafin di Ligresti che dei La Russa è stato la vera fortuna. Poltrone, poltrone.
Anche al Milan, grazie all’amica Barbara Berlusconi con cui fonda la onlus Milano Young (La Russa è anche in H14, la holding dei tre berluschini, Barbara, Eleonora, Luigi). In un’intervista Geronimo raccontò di un’adolescenza molto agitata e con «un po’ di problemi». Spericolato, gli piace correre con qualunque cosa a motore, macchine, motorini, barche. «Il sabato sera si usciva tutti insieme, in discoteca, oppure in giro a fare casino».
Qualche casino, in effetti, l’ha combinato. Molti anni fa dopo un incidente in auto insieme ad amici saltò fuori della droga: per lui non ci fu alcuna conseguenza. Negli anni ’90 GL faceva parte di un gruppo di fighetti che si imbucavano alle feste per vandalizzarle.
Li chiamavano i “vandali del sabato sera”. 15 marzo 1997: compleanno di Carolina Vecchioni, figlia del cantautore. I vandali portano via gioielli, soprammobili e maglie Lacoste. «Sì, arrivai con una ventina di amici – raccontò La Russa -. Ci furono dei furti. Anche tre miei amici, è stato accertato. Non li frequentai più».
Tra le persone a lui più vicine, l’europarlamentare FdI Carlo Fidanza che ha recentemente patteggiato 1 anno e quattro mesi per corruzione. Quando chiesero a Geronimo se aveva mai fatto il saluto romano rispose così. «Una volta, quando mi sono vestito da Balilla a Carnevale. E un’altra volta quando mi mascherai da Giulio Cesare».
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

INTERVISTA AL PROCURATORE DI AGRIGENTO VELLA: “INDAGATI TRAFFICANTI COLLEGATI ALLE MASSIME AUTORITA’ DEL GOVERNO LIBICO”

Luglio 8th, 2023 Riccardo Fucile

“LE ONG? NESSUN CONTATTO CON I TRAFFICANTI”… “PIU’ CHE RADDOPPIATI GLI SBARCHI”… “LE ONG FATTORE DI ATTRAZIONE? NO, CHI FA MIGRARE GLI ESSERI UMANI SONO LA FAME E LA GUERRA”

Dieci anni dopo, le parole di Papa Francesco a Lampedusa “restano ancora attuali, ma inascoltate”. Lo dice Salvatore Vella, che guida la Procura di Agrigento – competente per Lampedusa – e che però quelle parole se le ripete ad ogni sbarco. “Noi nelle migliaia di persone che continuano a sbarcare a Lampedusa vediamo davvero le vittime della “globalizzazione dell’indifferenza” di cui parlava il Papa, oramai quasi non si versano più lacrime davanti agli scartati”.
Le inchieste però non si fermano e hanno permesso di ricostruire la filiera del traffico di esseri umani che, specialmente in Libia, coinvolge anche figure della “zona grigia”, a metà tra miliziani, capiclan ed esponenti delle Istituzioni governative degli stati del Nord Africa.
Se Lampedusa continua a essere la prima linea, la risposta delle Istituzioni nazionali non sembra però all’altezza: “Su 12 magistrati in organico in Procura, soltanto 7 sono in servizio, e i prossimi arriveranno alla fine di gennaio 2024. Da 18 mesi manca il Procuratore Capo e da anni non abbiamo il dirigente amministrativo”, così Salvatore Vella svolge in pratica tre ruoli contemporaneamente: “Mi occupo anche della dichiarazione dei redditi del mio Ufficio”, dice senza troppo lamentarsi.
In questo periodo nel 2022 gli sbarchi erano stati poco più di 30 mila, quest’anno sono già 67mila. Cosa vi aspettate?
“Le proiezioni ci dicono che potremmo attenderci più di 200mila arrivi di persone nel 2023, numeri mai visti finora. Intanto il fronte delle partenze si è allargato coinvolgendo ampiamente la Cirenaica e la Tunisia, come avevamo previsto. Con presenze e modalità che è impossibile sfuggano alle Istituzioni locali africane”.
A cosa si riferisce?
“Dalle testimonianze che raccogliamo e dai dati sulle nazionalità abbiamo osservato un continuo arrivo di migranti dal Pakistan e dal Bangladesh. I trafficanti asiatici offrono veri e propri ponti aerei da quegli Stati alle coste africane in aereo”.
Dove atterrano?
“Se in passato i principali scali di destinazione erano soprattutto in Egitto, adesso sappiamo che atterrano anche in Libia, in Cirenaica”.
Si tratta della regione sotto il controllo del generale Haftar. Come è possibile aggirare i controlli?
“Riteniamo sia impossibile che le polizie di frontiera e le Autorità che gestiscono questi scali non si avvedano di questi arrivi e non sappiano che fine facciano tutte queste persone, parliamo di decine di migliaia di migranti”.
Dalla parte opposta, sono aumentate le partenze dalla Tunisia. Come arrivano lì migranti e profughi?
“Va ribadito: continuiamo a registrate migliaia di tunisini tra le persone che sbarcano a Lampedusa. Ma dalla Tunisia oggi partono soprattutto subsahariani e asiatici. Dalle testimonianze che raccogliamo, attraverso la Polizia di Stato di Agrigento, sembra emergere come le partenze dalla Tunisia sono gestite da organizzazioni criminali tunisine, che si avvalgono dell’ausilio di “procacciatori di affari” di quelle etnie per reclutare migranti loro connazionali. Al momento la Tunisia è la sesta nazionalità tra quelle in arrivo, dopo Costa d’Avorio. Guinea, Egitto, Bangladesh e Pakistan. Molte di quelle persone per raggiungere la Tunisia attraversano la Libia”.
Avete prove di collegamenti tra criminalità tunisina e libica?
“Non abbiamo elementi per poter affermare se vi è un accordo diretto tra trafficanti libici e tunisini. Quello che sappiamo per certo, attraverso le numerose testimonianze che raccogliamo, è che tanti hanno deciso di miraggiungere la Tunisia, perché considerata meno pericolosa per i migranti rispetto alla Libia. Ma allo stato non possiamo escludere che questi “passaggi” da un Paese all’altro siano frutto anche di una joint-venture tra gruppi criminali nei due Paesi”.
Quale è la situazione dei campi di detenzione in Libia?
“Rimane terribile. Possiamo paragonarli ai “campi di prigionia e sterminio”, già visti in altri luoghi o epoche storiche. Luoghi nei quali avvengono abusi, torture, omicidi, violenze sessuali su donne, su uomini e sui bambini. Gli elementi che raccogliamo ci consegnano testimonianze orribili, disumane. Proprio il mese scorso, grazie al lavoro della Squadra Mobile di Agrigento abbiamo individuato e fermato un torturatore nigeriano, che aveva “lavorato” in un campo di prigionia della zona di Zawyah, in Libia”.
Può dirci se sul registro degli indagati avete iscritto anche personaggi che in questo momento si trovano all’estero e se tra questi vi sono esponenti delle istituzioni locali?
“Posso dire che vi sono indagati di vari Paesi, dalla Libia al Sudan. Vi sono personaggi appartenenti a quel mondo che negli anni anche il vostro giornale ha investigato e fatto conoscere. E sappiamo anche che molto del nostro lavoro ha contribuito alle indagini della Procura presso la Corte penale internazionale. Purtroppo, non abbiamo attività di cooperazione giudiziaria con le autorità giudiziarie di Libia e Tunisia”.
I libici indagati sono espressione della criminalità organizzata o uomini delle istituzioni?
E’ estremamente complicato talvolta distinguere gli uni dagli altri. Le testimonianze dei migranti spesso ci descrivono la presenza, tra i trafficanti, di uomini armati in divisa, ma tranne alcune figure di vertice, come quelle individuate e fatte conoscere da Avvenire in questi anni, nel contesto libico è complicato distinguere tra bande criminali, milizie, gruppi armati, e quanti tra questi sono affiliati direttamente alle varie branche delle Istituzioni libiche. Perciò ritengo che la strada migliore, pur con difficoltà e limiti, sia quella di continuare a usare gli strumenti della Giustizia internazionale.
In questi anni avete sottoposto a indagine anche le Organizzazioni umanitarie di soccorso. Avete trovato riscontri o qualche indizio di possibili collegamenti tra Ong e trafficanti?
Era una ipotesi investigativa. Abbiamo fatto il nostro lavoro, abbiamo cercato riscontri concreti, ma non abbiamo trovato alcuna traccia di ipotetici collegamenti tra Ong e i terribili trafficanti di esseri umani libici. La nostra Polizia giudiziaria ha lavorato a fondo su tali teorie e non è mai stato trovato nulla di concreto.
Ritenete che la presenza dei soccorritori in mare sia un fattore di attrazione per i barconi?
Nella mia esperienza pluridecennale su questi fenomeni, posso dire che a governare le partenze nella maggior parte dei casi sono esclusivamente le condizioni meteomarine del Canale di Sicilia, unite alle condizioni socioeconomiche o politiche dei Paesi di partenza dei migranti, in continuo mutamento. Ciò che fa migrare gli uomini sono ancora la fame, la guerra e la malattie.
(da Avvenire)

argomento: Politica | Commenta »

“CI HANNO TRASCINATI NEL FOSSO E CI HANNO PICCHIATI CON LE MAZZE” INTERVISTA A ELENA MILASHINA, LA GIORNALISTA DELLA “NOVAYA GAZETA”

Luglio 8th, 2023 Riccardo Fucile

“HANNO FERMATO IL NOSTRO TAXI E CI HANNO TRASCINATO IN UN FOSSO. ERANO VESTITI DI NERO E AVEVANO DELLE MASCHERE. CI HANNO MASSACRATO DI BOTTE PER OTTO MINUTI. È UNA VENDETTA. LA TESTA RASATA, IL DISINFETTANTE VERDE, LA MIA SCHIENA PICCHIATA CON I BASTONI: È LA PUNIZIONE ORIENTALE PER UNA DONNA CHE VA CONTRO GLI UOMINI. MA NON MI FERMERÒ, TORNERO’ IN CECENIA”

Pubblichiamo l’intervista rilasciata dalla giornalista Elena Milashina dopo l’aggressione in Cecenia alla radio russa Ekho Moskvy – traduzione Anna Zafesova
Buongiorno, come si sente?
«Bene, mi sento bene. Grazie. Davvero grazie».
Può raccontare brevemente la sua storia per chi non la conosce ancora?
«Insieme all’avvocato Aleksandr Nemov abbiamo preso l’aereo per andare a Grozny ad assistere alla sentenza di Zarema Musaeva. Abbiamo chiamato un taxi locale, fatto 500 metri e siamo stati circondati da diverse auto, che ci hanno costretto a uscire fuoristrada. C’erano almeno quattro uomini, tutti con le maschere, t-shirt e pantaloni neri, cappellini da baseball neri. Il resto l’ho visto solo a sprazzi, il tassista è stato buttato fuori, ci hanno piegato la testa, hanno cercato di legarci le mani, hanno iniziato a picchiarci. Ci hanno trascinati nel fosso e ci hanno picchiati con i bastoni di polipropilene. È un’arma standard per le torture in Cecenia, ne avevo scritto tanto, ma era la prima volta che la sperimentavo sulla mia pelle. La pistola l’hanno utilizzata soltanto per minacciarci, grazie a dio. Tutto è durato 8 minuti».
Hanno cercato di sbloccare il suo telefono?
«Sì, chiedevano la password. Ho una password molto complessa, mi chiedevano di dire dei numeri, ma io non ho una password numerica. Gli ho fatto una lezione sulla cybersicurezza mentre loro mi martellavano di botte».
C’è chi dice che Kadyrov non ricava nessun vantaggio dall’accaduto.
«È ovvio che porta svantaggi alla Cecenia perché fa pensare che sia stato il suo leader a dare l’ordine. Il problema è che questi crimini sono irrazionali. Tutti gli attacchi e le minacce che il leader ceceno si permette di fare in pubblico, e ai quali la nostra giustizia purtroppo non reagisce, sono un comportamento emotivo. Dobbiamo partire da qui, non dalla nostra logica “cui prodest”. È una vendetta. La testa rasata, il disinfettante verde, la mia schiena picchiata con i bastoni: è la punizione orientale per una donna che va contro gli uomini, contro il mondo dei maschi, che urta il loro onore. Ed è la cosa che mi ferisce di più, perché i ceceni, tutto il popolo, possono venire associati a questa bestialità. Perché tutto questo passerà: i capelli ricresceranno, il verde si laverà via. Continuerò ad andare in Cecenia, che Kadyrov lo voglia o no. Non è in discussione. Non è in discussione dal 7 ottobre 2006, quando è stata uccisa Politkovskaya».
Perfino molti patrioti con la Z hanno condannato l’aggressione contro di lei, dicendo che per quanto lei sia una separatista non può venire trattata in questo modo.
«Io non sono una separatista. Io credo che la Cecenia sia parte della Russia e non possa vivere senza la Russia, come la Russia non può vivere senza la Cecenia. Certo, è un rapporto complesso. Credo che il livello della crudeltà dimostrativa, esagerata, abbia suscitato un rifiuto. È importante che la gente abbia ancora la forza di condannare ciò che va condannato».
Anche Kadyrov ha detto “indagheremo”.
«Quello non è sostegno, non è compassione. Se si fosse scusato perché nel territorio che governa, pacifico e prospero, che lui vende come la destinazione più bella per il turismo in Russia e nel mondo, è accaduto questo… sarebbe almeno una manifestazione di empatia. Questo “indagheremo” invece… cosa deve indagare»? Viviamo in un ambiente aggressivo e io mi sono scelta forse uno dei settori più aggressivi. Non sono stata io a fare questa scelta, l’hanno scelto per me le persone che hanno ucciso Politkovskaya ed Estemirova. Si parte da lì. Resuscitatele e non tornerò mai più in Cecenia. È la condizione imprescindibile per cui continuerò ad andare in Cecenia. Dovranno rassegnarsi, oppure passare a gesti più decisi. Le aggressioni sono molto brutte, sì. Ho avuto paura. Ma non smetteremo di lavorare. Ripeto, ci sono condizioni che non si possono cancellare. Non sono stata io a crearle. Tutto qui».
(da La Stampa)

argomento: Politica | Commenta »

INTERVISTA ALLA MAGISTRATO SAVAGLIO, SEGRETARIA DI UNICOST: “DAL GOVERNO ACCUSE DESTABILIZZANTI, E’ UN ATTACCO ALL’INDIPENDENZA DELLA MAGISTRATURA”

Luglio 8th, 2023 Riccardo Fucile

“IL GOVERNO VUOLE MINARE LA FIDUCIA CHE CITTADINI HANNO NEL POTERE GIUDIZIARIO”

Il rapporto tra governo e magistratura sembra nuovamente ai minimi storici. Prima la nota di Palazzo Chigi, affidata a fonti anonime, in cui vengono riportate una serie di accuse nei confronti dei giudici. Poi la replica durissima del presidente dell’Associazione nazionale magistrati Santalucia. Mariarosaria Savaglio, segretaria generale di Unità per la Costituzione, una delle principali correnti interne alla magistratura, spiega in un’intervista a Fanpage.it il suo punto di vista e attacca il governo sulle accuse degli ultimi giorni. Sono diverse le critiche e le perplessità anche sulla riforma della giustizia del ministro Nordio.
Da giorni il livello dello scontro tra governo e magistratura è tornato altissimo, con una nota anonima di Palazzo Chigi e la risposta, oggi, del presidente dell’Anm, che ha parlato di accuse gravissime. Cosa ne pensa?
Le accuse sono gravi e destabilizzanti. Affermare che vi sia un progetto o una giustizia a orologeria, tra l’altro senza prove, comporta un grave attacco all’indipendenza della magistratura. Ovviamente non condivido affatto l’idea di un disegno, parliamo solo di indagini slegate tra loro.
Nella nota anonima si parla di una frangia della magistratura che ha deciso di fare opposizione al governo in vista delle elezioni europee…
Mi lasci dire che le modalità della nota sono molto singolari. È una nota non ufficiale. Ripeto: non c’è alcun progetto, men che meno in vista delle elezioni europee. La magistratura è composta da persone singole che hanno idee diverse. Quelle diffuse sono affermazioni gravi primo perché non provate e secondo perché servono a minare ancor di più la fiducia che i cittadini hanno nel potere giudiziario.
Forse con il centrodestra si è riaperta una battaglia ereditata da Silvio Berlusconi contro con la magistratura?
No, non credo. Il centrodestra, come a volte il centrosinistra e il resto della politica, quando viene colpito cerca alibi. Questo è il risultato di tanti anni in cui si è persa la postura istituzionale. Prima si aspettavano gli esiti delle indagini e dei procedimenti, ora si comincia immediatamente a commentare e cercare un nesso logico che non c’è. Non è un discorso che riguarda solo il centrodestra, è un problema di perdita di rispetto istituzionale su vari livelli della società.
Ricapitolo i casi di questi giorni: prima la ministra Santanchè e la fuga di notizie sul fatto che fosse indagata, poi il sottosegretario Delmastro e l’imputazione coatta, mentre oggi c’è chi vocifera già sull’indagine sul figlio di Ignazio La Russa, accusato di violenza sessuale…
Sono tre casi molto diversi, dei quali premetto di non conoscere gli atti. Ma partiamo dal presupposto che un’indagine per falso in bilancio richiede tempi molto lunghi. Può esservi una diffusione posticipata, ma non dipende certo da chi ha fatto le indagini. Su Delmastro, va detto che l’imputazione coatta è una modalità rituale e legittima, uno strumento che il Gip usa quando non è d’accordo con il pm, magari per un’indagine svolta in maniera superficiale. È una garanzia per il cittadino, ho fatto il Gip e mi è capitato di ordinarla. Non c’è niente di anomalo, anzi. È uno strumento di garanzia che dimostra il cortocircuito di alcuni commentatori: si dice sempre che va limitato lo strapotere dei pm, ma qui parliamo di un contrappeso naturale che serve proprio a questo. Sul figlio dell’onorevole La Russa è un fatto molto delicato, non c’entra nulla e preferisco non commentarlo.
Parliamo della riforma della giustizia, nello specifico di due temi. Partiamo dal primo: le intercettazioni. Qui la spaccatura sembra netta. Sono un costo inutile o uno strumento indispensabile?
Sicuramente hanno un costo, ma è proporzionato ai risultati d’indagine. Sono uno strumento efficace e che dà spesso risultati. Le intercettazioni vengono costantemente riformate, ma serve trovare un punto di equilibrio discutendone insieme e vagliando in maniera concreta i problemi. Sembra che a volte ci siano più questioni di principio. Bisognerebbe discuterne a lungo per una riforma complessiva e non intervenire in maniera spot.
Il secondo grande tema è l’abolizione dell’abuso d’ufficio, che tra l’altro è stato legato alla questione del Pnrr, come fosse un ostacolo per la messa a terra. Cosa ne pensa?
Il reato era stato circoscritto nella precedente riforma, tanto che era già più difficile da configurare. Certo tutto è migliorabile, ma anche in questo caso sembra un intervento non organico. Abolirlo tout court rischia di creare dei vuoti e permettere ad alcune condotte, che dovrebbero destare allarme sociale, di restare impunite. Il governo è padrone di fare le sue scelte, ma dovrebbe meditare un po’ di più sulle scelte tecniche. Un’abolizione del reato non mi sembra in linea con un sistema di bilanciamento dei pesi e contrappesi come il nostro.
(da Fanpage)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.221)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.581)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.528)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.784)
    • governo (5.799)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.411)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (40.100)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.682)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (452)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Luglio 2026 (18)
    • Giugno 2026 (545)
    • Maggio 2026 (402)
    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (652)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (457)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (632)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (157)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Luglio 2023
    L M M G V S D
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930
    31  
    « Giu   Ago »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • FREGANDOSENE DELL’APPELLO DI PAPA LEONE XIV A “DESISTERE”, I LEFEBVRIANI, HANNO CONSACRATO QUATTRO NUOVI VESCOVI A ÉCONE, IN SVIZZERA, ORA PER IL MOVIMENTO ULTRA TRADIZIONALISTA SCATTERÀ LA SCOMUNICA AUTOMATICA
    • “MELONI NON SA COSA FARE CON VANNACCI. O LUI FA L’ACCORDO CON LA PREMIER E PERDE LA FACCIA O SARÀ LEI A PERDERE LE ELEZIONI”: MATTEO RENZI INFILZA LA DUCETTA ALLE PRESE CON LA GRANA DEL GENERALE
    • SULLA LEGGE ELETTORALE MELONI HA I SABOTATORI IN CASA. È FALLITA LA RIUNIONE DEGLI SHERPA DELLA MAGGIORANZA PER CERCARE UN ACCORDO SUL MELONELLUM: LEGA E FORZA ITALIA FANNO MURO SULL’INTRODUZIONE DELLE PREFERENZE, CHE INVECE FDI VUOLE IMPORRE
    • UNA LEGA DEL NORD ACCANTO A UNA LEGA NAZIONALE: ECCO COME SAREBBE DOVUTO ESSERE IL NUOVO CARROCCIO, SUL MODELLO TEDESCO CDU-CSU. MA LA PROPOSTA DI MODIFICA DELLO STATUTO NON È MAI ARRIVATA NEL CONSIGLIO FEDERALE DEL 10 GIUGNO PERCHÉ È STATA BOCCIATA DA SALVINI
    • ABBIAMO ISCRITTO HANNIBAL LECTER, DON VITO CORLEONE E CRUDELIA DE MON A FUTURO NAZIONALE DI VANNACCI E CI HANNO MANDATO LA TESSERA
    • L’INDIPENDENZA ENERGETICA E’ AL PRIMO POSTO TRA LE PRIORITÀ DEGLI ITALIANI. IL 44% RITIENE CHE L’UNIONE EUROPEA DOVREBBE CONCENTRARSI SUL TEMA PER SMETTERE DI ESSERE IN BALIA DELLE FOLLIE DI TRUMP CHE, CON LE SUE GUERRE, FA RINCARARE LE BOLLETTE
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA