TESTA A TESTA IN PERÙ TRA I DUE CANDIDATI ALLA PRESIDENZA DEL PAESE: CON QUASI IL 98% DELLE SCHEDE SCRUTINATE, IL CANDIDATO DELLA SINISTRA, ROBERTO SÁNCHEZ, MANTIENE UN VANTAGGIO INFERIORE A 10 MILA VOTI SULLA CANDIDATA CONSERVATRICE KEIKO FUJIMORI, PARI AD APPENA LO 0,05% DEI VOTI VALIDI
OGGI INIZIERÀ ILRICONTEGGIO: LA PROCLAMAZIONE DEFINITIVA DEL VINCITORE DELLE ELEZIONI PRESIDENZIALI DOVREBBE AVVENIRE A METÀ LUGLIO
In Perù inizieranno venerdì 12 giugno le udienze per il riconteggio delle schede relative ai verbali contestati del secondo turno delle elezioni presidenziali. Lo ha annunciato la Giuria nazionale delle elezioni (Jne), precisando che ogni procedimento seguirà il calendario previsto dalla normativa elettorale.
Secondo il portavoce del Jne, Jorge Valdivia, fino al 9 giugno erano già stati trasmessi 25 verbali con errori materiali per il riconteggio fisico delle schede e quattro casi avevano già ottenuto una data per l’udienza. Le contestazioni riguardano principalmente firme mancanti, dati incompleti, errori aritmetici, documenti illeggibili o irregolarità nella compilazione dei verbali.
L’Ufficio nazionale dei processi elettorali (Onpe) ha registrato sinora 1.615 verbali del ballottaggio di domenica scorsa, equivalenti a oltre 400 mila voti, da trasmettere al Jne. Il responsabile ad interim dell’ente, Bernardo Pachas, ha inoltre confermato l’arrivo in Perù di circa l’80% dei verbali provenienti dall’estero.
Secondo il Jne, la proclamazione definitiva del vincitore delle elezioni presidenziali del 2026 dovrebbe avvenire a metà luglio, una volta completate tutte le verifiche e risolti i ricorsi pendenti. Al momento, con quasi il 98% delle schede scrutinate, il candidato della sinistra, Roberto Sánchez, mantiene un vantaggio inferiore a 10 mila voti sulla candidata conservatrice Keiko Fujimori, pari ad appena lo 0,05% dei voti validi.
Cresce la tensione in Perù mentre prosegue il conteggio dei voti del ballottaggio presidenziale, che vede il candidato della sinistra Roberto Sánchez in vantaggio di poche migliaia di voti sulla conservatrice Keiko Fujimori. Esponenti della comunità aymara della regione di Puno hanno annunciato proteste e manifestazioni nel caso in cui la leader di Fuerza Popular dovesse essere proclamata vincitrice.
Durante una mobilitazione svoltasi nei pressi del ponte di Ilave, i manifestanti hanno dichiarato che non riconosceranno un eventuale governo guidato da Fujimori, contestando i ritardi nelle operazioni di scrutinio e proclamazione dei risultati. I partecipanti, riferiscono i media locali, hanno esibito bandiere di Juntos por el Perú e immagini dell’ex presidente Pedro Castillo, ricordando anche le vittime delle proteste del 2023.
Alcuni leader locali hanno minacciato di estendere le manifestazioni fino a Lima se Fujimori dovesse risultare eletta. Sánchez ha affermato che la mobilitazione pacifica in difesa del voto rappresenta un diritto costituzionale, purché si svolga nel rispetto della legge e senza ricorso alla violenza.
(da agenzie)
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