I MAGISTRATI RISPONDONO ALLA “GIURISTA DELLA GARBATELLA”: “IGNORA LO STATO DI DIRITTO, NON SIAMO NOI A DOVERCI VERGOGNARE”
ANM E VERTICI DELLA PROCURA DI MILANO SOTTO ATTACCO DELLA DIPLOMATA IN LINGUE CHE SI VEDERE ROMPERE IL GIOCATTOLO DELL’ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA PER CRIMINALIZZARE LA PROTESTA
I vertici del Tribunale di Milano sono intervenuti a difesa della gip Tiziana Landoni dopo che Giorgia Meloni e la maggioranza hanno definito “vergognosa” la mancata convalida del fermo e la rimessione in libertà di Youssef Siher. Il presidente del Tribunale Fabio Roia e la presidente della sezione GIP-GUP Vincenza Maccora hanno diffuso una nota ufficiale con cui hanno respinto le ingerenze dell’esecutivo, definendo le dichiarazioni degli esponenti politici “irricevibili” e tali da evidenziare “una scarsa conoscenza – reale o mascherata – degli istituti giuridici di uno Stato di diritto”. Nel documento la presidenza ha ribadito che l’operato di polizia e procura deve sempre sottostare al vaglio terzo e indipendente di un magistrato, ricordando come nel caso di Siher mancassero sia il pericolo di fuga sia i gravi indizi di colpevolezza necessari per una misura cautelare. Sottolineando che le decisioni possono essere impugnate nelle sedi opportune ma non tradursi in attacchi personali condizionati da aspettative politiche, i magistrati milanesi hanno replicato frontalmente a Palazzo Chigi affermando che “la vergogna riguarda altre categorie della vita sociale, non il responsabile e difficile esercizio della giurisdizione”.
L’Anm contro Meloni: “Attacco scomposto alla gip, basta intimidazioni da chi governa”
“La nostra piena solidarietà alla gip di Milano, oggetto di un attacco scomposto da parte della Presidente del Consiglio dei ministri. Le decisioni dei magistrati si possono contestare nel merito e impugnare all’interno dei procedimenti. La delegittimazione dei colleghi, persino da chi ricopre le più alte cariche istituzionali, è invece un ormai consueto esercizio di intimidazione che non dovrebbe appartenere a uno Stato di diritto. Un esercizio insopportabile”, a dirlo la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati, che ha poi aggiunto: “Autonomia e indipendenza della magistratura sono due capisaldi della democrazia, in cui i magistrati non possono essere il nemico da additare in ogni circostanza all’interno del dibattito pubblico. Questo comportamento arreca un danno alla credibilità delle istituzioni”.
(da agenzie)
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