Settembre 11th, 2009 Riccardo Fucile
BATTE FORTE IL CUORE PADANO: BANNER COLOR VERDE, IL SITO ESCORT SI RIVOLGE AI PADANI E SI LIMITA ALLE REGIONI DEL CENTRO NORD….I TRANS HANNO IL BOLLINO VERDE SULLE FOTO, VI SONO PERO’ ANCHE EXTRACOMUNITARIE: SARANNO REGOLARI?
Partiti anni fa, lancia in resta, col celodurismo, attenti alle loro radici cristiane, come hanno
precisato Bossi e Calderoli al cardinal Bagnasco, “moralizzatori” per eccellenza, qua finisce come il compianto Mike Buongiorno disse anni fa alla signora Longari, rea di aver sbagliato una domanda al Rischiatutto: “Mi è caduta sul pisello”.
Ma come, volete multare le prostitute, i viados, cacciare dalle strade i trans e punire pure i clienti e poi qualcuno alimenta il mercato ortofrutticolo?
Come si giustifica altrimenti l’esistenza, tra tanti siti di escort che offrono i loro servizi, la creazione del sito web Padania trans.com, il portale leghista di annunci transex?
Sotto un portale di color verde (pisello?), due inequivocabili figure sdraiate, capelli castani, occhi ovviamente verdi, tette tonde, tengono alto il loro orgoglio transex, accarezzando la scritta padana. Sullo sfondo è raffigurata metà penisola, dall’Umbria al Friuli ci sono tutte le regioni, salvo quelle dal Lazio in giù.
Ovviamente manca la capitale, evidentemente resta “Roma Ladrona”, come sottolinea il creatore del sito che precisa: ” Il nostro intento è quello di offrire all’utente Padano una vera e propria rivista on line di annunci trans, accompagnatrici trans, escort trans, transex escort a domicilio. Oppure per incontri in hotel. In sostanza una vera e propria rivista di annunci, con foto personali e numeri di telefono da sfogliare”.
Leggiamo ancora che si tratta di escort “di alta classe e cultura che viaggiano in Padania e anche in Europa, hanno una buona padronanza della lingua “toscana” ( sarebbe italiana?) e almeno un’altra lingua ( la maggior parte sono brasiliane)”.
Ma come è possibile? Facciamo di tutto per allontanare i clandestini irregolari, e ora cascate di nuovo sul pisello? Continua »
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Settembre 11th, 2009 Riccardo Fucile
“STILLICIDIO CONTRO DI ME, BASATO SU TRE IPOTESI: CHE SONO FOLLE, CHE SONO UN COMPAGNO TRAVESTITO O CHE ASPIRO A FARE IL CAPO DELLO STATO”… “NEL PDL NON SI DECIDE E DISCUTE MAI NULLA: IL PARTITO NON E’ UN ORGANIGRAMMA, OCCORRE USCIRE DALL’IMMOBILISMO, CON LA LEGA SI DEVE DISCUTERE”… “DA UN PAESE CIVILE PRETENDO IL RISPETTO DEI BAMBINI E DEL DIRITTO D’ASILO. L’IMMIGRAZIONE NON E’ UN PROBLEMA DI SICUREZZA”
E’ assai duro l’intervento del presidente della Camera, Gianfranco Fini, alla scuola di formazione del Pdl, in quel di Gubbio, città dove nel 1.206 un lupo ferocissimo pare sbranasse uomini e animali.
Si narra che san Francesco si avviò verso la foresta per incontrarlo, sconsigliato dai cittadini terrorizzati. Il lupo si fece avanti digrignando i denti, Francesco lo benedì e lo invito’ a fermarsi a un passo da lui.
Il lupo obbedì e Francesco gli disse: “So che sei cattivo perchè hai fame, io parlerò con questa gente perchè ti dia da mangiare e tu diventerai buono: sei d’accordo?”. Il lupo annuì e in segno di pace gli diede la zampa. Da quel giorno visse in mezzo a tutti.
Non sappiamo se la platea che ieri ha ascoltato le parole di Fini avesse la sensibilità del lupo, sicuramente troppi nel Pdl sono più lupi che santi.
Certamente Fini non è un tipo che meriti la beatificazione, ma qualche parola di buon senso ieri l’ha detta a un auditorio abituato a discutere più di feste conviviali a Palazzo Grazioli che di politica.
Vediamo nel dettaglio.
Fini è partito all’attacco: “Contro di me è in atto uno stillicidio, non è degno il dibattito in un partito con accuse continue contro di me, basate su tre ipotesi: che sono folle, che sono un compagno travestito, che aspiro a fare il capo dello Stato. Chiedere democrazia interna non rappresenta un reato di lesa maestà . Dal 27 marzo ad oggi nel Pdl non si è deciso nulla, il partito non è un organigramma, serve dibattito interno, un cambio di marcia”.
Analisi che condividiamo, salvo ricordare che quanto sta accadendo ora nel Pdl è la medesima cosa che è accaduta per anni in An, dove proprio Fini ha impedito qualsiasi dissenso, arrivando a ritenere superflui persino i congressi, creando una dirigenza omologata, cercando l’intesa di vertice coi colonnelli piuttosto che un dibattito con la base. Continua »
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Settembre 10th, 2009 Riccardo Fucile
NELLA TENDOPOLI DI PIAZZA D’ARMI, I TERREMOTATI SI RIBELLANO: “CI MANDANO TROPPO LONTANO” … INTERVENGONO DECINE DI POLIZIOTTI E I GIORNALISTI VENGONO ALLONTANATI DAL CAMPO…: QUANDO ERA TEMPO DI SPOT DOVEVANO ESSERCI E ORA LI CACCIATE?… CHE STRANA DEMOCRAZIA
I nodi prima o poi vengono al pettine: il clima idilliaco che i media hanno voluto far
passare sugli schermi, con il popolo dei terremotati festante, di fronte alle 4.500 casette prefabbricate in arrivo entro settembre, come da promesse del premier, si sta tramutando in palesi contestazioni.
Preso atto che le casette non ci sono, non ci saranno fino a dicembre e, anche a dicembre, non basteranno neanche alla metà dei senza tetto, di fronte al tentativo di “deportazione” in altre province, dove vi sono strutture alberghiere disposte ad accoglierli, gli sfollati cominciano a dare segni di nervosismo.
Per andare a stare in albergo, osservano ormai in molti, tanto valeva ci mandassero subito, così evitavamo di stare 5 mesi a mangiare polvere in una tendopoli.
Quella di Piazza D’Armi ieri è stato il terreno della contestazione: una cinquantina di nuclei familiari, circa 150 persone, le ultime rimaste dopo che i circa 1.000 sfollati erano stati trasferiti in alberghi, si sono visti arrivare polizia e carabinieri con la notifica dalla locale Questura del foglio di via.
Dovevano allontanarsi, lasciare immediatamente il campo e recarsi negli alberghi loro assegnati anche a decine di chilometri di distanza.
Sono sorte tensioni, in quanto molti sfollati si sono rifiutati di andare ad alloggiare in alberghi troppo distanti, a Sulmona, a Ovindoli e nella Marsica. ,
Molti non sarebbero in grado di raggiungere il posto di lavoro partendo da una destinazione così disagevole. Continua »
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Settembre 10th, 2009 Riccardo Fucile
BARROSO HA INVITATO L’ITALIA A RISPETTARE LE LEGGI INTERNAZIONALI, NAPOLITANO HA INVIATO UN DURO MONITO CONTRO LE DISCRIMINAZIONI.…MA IL CONS. REGIONALE LEGHISTA BRUZZONE RESPINGE ANCHE I BAMBINI: “CHE STIANO A CASA LORO, SEMMAI LI AIUTIAMO LI'” … INFATTI L’ITALIA NON HA VERSATO UN EURO DI AIUTI DI QUELLI PROMESSI, CON LA LEGA AL GOVERNO… CARO SILVIO, VUOI BRUZZONE VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE? A MARZO VOTATELO DA SOLO
Ieri è stata una giornata “tranquilla” per il Governo: è riuscito solo a collezionare un fermo richiamo di Napolitano a “rispettare i diritti umani degli stranieri e a non discriminare”, una lettera con richiesta urgente di chiarimenti dal presidente della Commissione europea Barroso, con l’invito al governo italiano di “rispettare tutte le norme internazionali”, con particolare riferimento alle violazioni compiute sul tema del diritto di asilo.
E ancora: una nota di protesta dell’Associazione nazionale magistrati, dopo le accuse di Berlusconi alle procure di Milano e di Palermo di “tramare contro di lui”.
I magistrati accusano: “Non possiamo tollerare infondate operazioni contro magistratura e forze dell’ordine, esposti in prima linea contro la criminalità mafiosa. Il premier non può delegittimare chi combatte contro la mafia”.
E ancora: il Corriere della Sera pubblica i verbali degli interrogatori di Tarantini resi alla procura di Bari, in cui conferma di aver portato alle feste del premier 30 ragazze in 18 occasioni, precisando anche quante e a che prezzo si sono “trattenute la notte”.
E ancora: il Times di Londra parla di “fine di un’era” e sottolinea “Berlusconi spara sugli altri ma finisce per colpire se stesso”, il New York Times scrive “il suo controllo sul potere sta declinando” e “in 18 party dal premier, alcune ragazze sono state pagate per fare sesso”, El Pais sottolinea “il furioso contrattacco del premier contro tutti quelli che osano parlare fuori dal coro”, mentre Le Monde parla di “strategia di intimidazione contro tutti”. Continua »
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Settembre 9th, 2009 Riccardo Fucile
SIAMO AL TEATRINO DELLA POLITICA: PRIMA LA GELMINI TAGLIA I PRECARI E SI INIMICA IL MONDO DELLA SCUOLA….ORA 60% IL GOVERNO, 40% LE REGIONI, LO STIPENDIO VIENE GARANTITO LO STESSO… TUTTO QUESTO CASINO PER PAGARE LO STIPENDIO INTERO: TANTO VALEVA FARLI INSEGNARE ALMENO, INVECE CHE PAGARLI PER STARE A CASA
La Gelmini aveva tagliato quest’anno circa 20.000 precari della scuola, più il
personale Ata, suscitando ovviamente le proteste dei docenti in tutti Italia.
Professori che insegnano, si badi bene, non da ieri, ma anche da 9-10 anni, improvvisamente si sono trovati a casa, non vedendosi rinnovare il loro contratto annuale che di anno in anno veniva confermato.
Lo abbiamo detto e ripetuto: i tagli non si possono fare all’Istruzione, era un’iniziativa sbagliata che avrebbe messo il governo alle strette, con il rischio di un autunno caldo, attraverso la congiunta mobilitazione degli studenti e dei docenti.
A seguito delle prime avvisaglie di proteste, la Gelmini ha concesso gli ammortizzatori sociali, circa il 60% dello stipendio verrebbe garantito: e qui bleffa perchè l’indennità di disoccupazione non l’ha certo inventata lei, ma passiamo oltre.
Notizia di due giorni fa: la Regione Lombardia, integrando con il restante 40% lo stipendio del precario, garantisce a circa 2.000 precari disoccupati lombardi il 100%.
Ovvero al 60% della busta paga viene garantito dal sussidio di disoccupazione, la Regione Lombardia aggiunge un contributo per arrivare alla cifra totale.
Idem per i mesi successivi, quando il sussidio statale scenderà al 50%.
Accordo fatto con la Gelmini che scodinzola e la Regione Lombardia stanzia 15 milioni di euro del contribuente.
Piccolo inciso: a marzo Formigoni deve essere rieletto e dato che, a differenza di altri, fesso non è, non ha certo intenzione di perdere qualche migliaio di voti per errori altrui.
Si precisa che al progetto sono interessati non solo i docenti annuali, ma anche il personale amministrativo e tecnico, titolari di sussidio di disoccupazione che nell’anno scolastico 2008-2009 hanno lavorato nelle scuole della regione con un contratto a tempo determinato e che quest’anno non hanno avuto conferma nell’incarico. Continua »
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Settembre 9th, 2009 Riccardo Fucile
LO RIVELA UN QUOTIDIANO CANADESE DOPO IL PARERE DEGLI ESPERTI… IL PREMIER HARPER LO HA DOVUTO DONARE A UN MUSEO PERCHE’ LA COMMISSIONE ETICA CANADESE PROIBISCE AL PREMIER DI CONSERVARE REGALI DI VALORE SUPERIORE AI 1.000 DOLLARI… 400 MILA EURO A VOLUME E ALTRI REGALI: MA NON ERA UN G8 ALL’INSEGNA DEL RISPARMIO?
Chi ha seguito le cronache del G8 all’Aquila, avrà avuto modo di apprezzare l’impegno di tutti gli Stati (a parte qualcuno che non aveva ancora versato la quota, come l’Italia) per stanziare fondi destinati ad aiutare i Paesi del Terzo mondo.
La stessa scelta del governo italiano di trasferire il G8 nella zona terremotata avrebbe dovuto costituire un contenimento dei prezzi, sia alla luce della sofferenza del popolo abruzzese, sia in riferimento alle difficoltà di tante famiglie, come conseguenza della grave crisi economica internazionale.
Un summit quindi preannunciato come “spartano”, con i grandi del mondo alloggiati nella caserma di Coppito, intenti più alla sostanza della riunione che alla forma.
Qualcuno di voi ricorderà anche il regalo che il premier italiano fece ai rappresentanti mondiali nel corso della presentazione e della foto ricordo: un prezioso libro su Antonio Canova, con copertina in marmo di Carrara e dal peso di 25 kg, un volume prodotto in un numero limitatissimo di copie. La cosa singolare del libro era il peso, tanto è vero che molti leader mondiali ( Obama per primo) scherzarono sulla difficoltà di tenerlo in mano.
Se qualcuno già allora lo considerò un regalo un po’ pacchiano e sicuramente costoso, ora è meglio che si sieda, alla notizia di quanto è il suo prezzo: 460.000 dollari, circa 400.000 euro a copia, 800 milioni delle vecchie lire, tanto per capirci. Continua »
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Settembre 9th, 2009 Riccardo Fucile
BERLUSCONI MANDA ALL’ATTACCO FELTRI E POI DICE CHE NON SA MAI NULLA… BOSSI DAL MANICOMIO DI VIA BELLERIO DA’ DEL MATTO A FINI… IL SECOLO D’ITALIA: “IL PDL STA DIVENTANDO UN PARTITO BECERO, CON LA BAVA ALLA BOCCA, CHE ABBAIA ORMAI NON SOLO AGLI AVVERSARI, MA ANCHE AGLI ALLEATI”
Il killeraggio prosegue: dopo aver impallinato il direttore dell’Avvenire,
il giornalista Vittorio Feltri che quando era a “Libero” fino a qualche mese fa era critico verso il Pdl, ora che gli hanno dato i gradi di generale (e relativo stipendio) della contraerea del Cavaliere, leggi “il Giornale”, spara a zero contro chi osa avanzare critiche a “sono meglio di Superman”.
Dopo aver regolato i conti con il mondo cattolico, ora tocca a Fini, reo di aver parlato di killeraggio nel caso di Boffo, ma non nella vicenda della campagna di “Repubblica” sulle escort a Palazzo Grazioli.
Tesi veramente originale quella di Vittorio Feltri, diremmo insostenibile: che avrebbe dovuto dire Fini a difesa di Berlusconi?
Smentire Veronica Lario che ha parlato delle discutibili frequentazioni del marito ( provate da testimonianze) ?
Smentire il giro di escort a Palazzo Grazioli, quando la D’Addario ha esibito le prove e infatti non è mai stata querelata dal premier?
Smentire le contraddizioni in cui Berlusconi è caduto nel motivare la conoscenza di Noemi, dando una versione diversa dall’altra?
Rispondere lui alle 10 domande di “Repubblica” cui il premier non ha mai risposto semplicemente perchè non saprebbe come giustificarsi?
Difendere il premier dalla stampa internazionale che, sia da fronte progressista che da quello conservatore, ci sta sputtanando a causa degli errori comportamentali del premier? Continua »
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Settembre 8th, 2009 Riccardo Fucile
CONTINUANO LE MANIFESTAZIONI DI UMORISMO RAZZISTA DELLA PADAGNA DELLA MAGNA MAGNA: I LEGHISTI CONTRO GLI INVIATI DEL TG1 PERCHE’ ROMANI… VOLEVANO GIORNALISTI VENETI AL GRIDO “IL VENETO NON E’ UNA COLONIA” … LA RAI REPLICA: PAROLE FARNETICANTI
In guerra con tutto il mondo, vittime della legge del conterraneo Basaglia che ha chiuso anni fa i manicomi, lasciando liberi tutti, penalizzati dagli scarsi posti che ormai gli ospedali veneti hanno a psichiatria, i leghisti locali ora hanno dichiarato guerra pure al Tg1.
La madre di tutte le battaglie, sarebbe meglio dire “bottiglie” bevute, questa volta è la regata storica di Venezia: a raccontare il corteo tradizionale sul Canal Grande sarebbero stati per il Tg1 Giancarlo Mingoli ed Elisa Alzano, romano lui, siciliana lei.
Quando i leghisti puri e duri (di testa) della Serenissima lo hanno saputo, apriti cielo: “Siamo stufi. Il Veneto non è una colonia” hanno gridato all’unisono per bocca (e alito cattivo) del capogruppo leghista in Comune, denunciato all’anagrafe come tale Alberto Mazzonetto.
Il Mazzonetto ha sostenuto: “E’ scandaloso che la telecronaca non sia affidata a giornalisti veneti. Al solito saccente da Roma, questa volta è stata affiancata una siciliana”.
I due giornalisti sono rimasti allibiti e la Alzano pare l’abbia presa in ridere, visto che è sposata con un padano e ha il suocero leghista ( poveretta…).
Ma al Tg1 l’hanno presa male e sono intervenuti i rappresentanti sindacali: “Se da un lato si cerca di sorridere alle farneticanti dichiarazioni di un consigliere in vena di battute da osteria, non si può rimanere in silenzio rispetto a una visione culturale che arriva a una condanna a priori di incompetenza solo sulla base della provenienza regionale di due colleghi di assoluta credibilità professionale”. Continua »
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Settembre 8th, 2009 Riccardo Fucile
UN GRANDE MAESTRO DA’ DIGNITA AI TERREMOTATI, MENTRE IL GOVERNO BALBETTA E NASCONDE GLI SFOLLATI…..TRA TENDOPOLI, ALBERGHI E 4.500 CASETTE, SI SONO GIA’ SPESI 838 MILIONI PER AVERE 16.000 POSTI LETTO A FINE DICEMBRE.….CON GLI STESSI SOLDI, CON CASETTE DI LEGNO E MODULI DI LUSSO, CI SAREBBERO STATI 39.000 POSTI LETTO A SETTEMBRE
“L’inno di Mameli va lasciato così com’è”: parola e musica di Riccardo Muti che due
giorni fa ha tenuto uno straordinario concerto all’Aquila, presente il presidente Napolitano e 9.000 terremotati commossi.
Muti loda “quest’Italia di cui spesso non si parla bene, ma che nel dolore e nella tragedia dimostra qualità umane straordinarie” e trasmette a tutti la “sensazione che siano le anime delle vittime a ispirare i musicisti”.
Muti dirige 300 musicisti, tutti abruzzesi, ha voluto così, che fossero di quella terra, e ha riunito le forze musicali della regione, per un concerto che ha creato un phatos incredibile.
Iniziato con l’inno di Mameli, il maestro, con un fuori programma, l’ha concluso nuovamente con l’Inno nazionale, alla faccia della Lega.
Una esecuzione da brividi, veloce come lui la vuole, cantavano i coristi, cantava la platea dei 9.000 aquilani, tra lacrime e ovazioni.
Non c’era nulla di mondano, niente arie di passerella, solo il fremito del nostro popolo.
Il giorno dopo si ritorna però alla normalità , ai tentativi di nascondere una verità ormai scomoda per le autorità . Continua »
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