Giugno 4th, 2017 Riccardo Fucile
IL BAMBINO DI SETTE ANNI RESTA IN COMA FARMACOLOGICO, MA C’E’ QUALCHE SEGNALE DI MIGLIORAMENTO
“La folla aveva travolto mio figlio, un uomo di colore che se ne è accorto e lo ha salvato”.
Lo ha raccontato la madre del bambino di 7 anni, di origini cinesi, ricoverato in coma farmacologico all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino.
Il bambino si trovava insieme alla sorella in piazza San Carlo, quando è scoppiato il panico per un falso allarme.
Solo l’intervento di uno degli spettatori lo ha salvato. La famiglia non conosce il nome e l’identità dell’uomo, che per il momento rimane misteriosa.
“Ha urlato ‘c’è un bambino, c’è un bambino’.- ha detto la sorella — Poi ha cominciato a spostare la gente, tutta quella che poteva, e altri gli hanno dato una mano. Lo ha salvato”. “Vorremmo ringraziare le persone che lo hanno aiutato”.
Il bambino è in prognosi riservata all’ospedale infantile Regina Margherita nel reparto di rianimazione: ha un trauma cranico e toracico.
Le sue condizioni, apparse subito gravissime, sembrano essere migliorate nelle ultime ore.
(da “Il Fatto Quotidiano”)
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Giugno 4th, 2017 Riccardo Fucile
“DA VENT’ANNI IL COPIONE E’ SEMPRE LO STESSO: CONTROLLARE GLI ELETTI FREGANDOSENE DEGLI ELETTORI”
Antonio Padellaro, ex direttore del Fatto Quotidiano, nella rubrica delle lettere che cura per il giornale
oggi racconta del tassista Pino, che gli ha chiesto qualche tempo fa per chi avrebbe votato alle elezioni.
Padellaro rispose al tassista che avrebbe scandagliato vita, morte e miracoli dei candidati nel suo collegio per poi decidere.
Ma adesso ha cambiato idea:
Caro Pino, ti chiedo scusa perchè purtroppo mi sbagliavo di grosso. Credevo che il sistema elettorale concordato da Pd, Forza Italia e M5s,tedesco o non tedesco avrebbe eliminato lo sconcio del parlamento dei nominati(dichiarato incostituzionale dalla Corte) per restituire all’elettore il diritto di esprimere la propria volontà in modo pieno e consapevole.
Ci ritroviamo, invece e daccapo, con l’obbrobrio che Marco Travaglio ha battezzato su queste pagine, “Merdinellum”, dopo averlo scomposto pezzo per pezzo. La domanda è: perchè da circa vent’anni cambiano gli attori ma il copione è sempre lo stesso, selezionare e controllare gli eletti altamente fregandosene degli elettori?
Una prima risposta può essere: perchè nel frattempo la democrazia dei molti, inclusiva e partecipativa è stata trasformata, forzatura dopo forzatura, in una democrazia dei pochi, manovrata da un cerchio ristretto di capi carismatici e gestori che pur con un consenso minoritario intende governare una massa che considera confusa, dispersa e incapace di organizzarsi.
Lasciamo agli scienziati della politica un’analisi meno abborracciata di un fenomeno che in situazioni più serie e drammatiche sta dando vita alle democrazie illiberali (democrature) dell’Uomo forte (Putin in Russia, Erdogan in Turchia).
Restiamo nel cortile di casa nostra per domandarci ancora: che Berlusconi e Renzi cultori del partito personale cerchino di manovrare le cose a loro piacimento è comprensibile, ma come possono i Cinque Stelle fautori della democrazia diretta imporre i loro candidati agli elettori al pari degli altri partiti?
Grillo ha già risposto appellandosi alle primarie del movimento pur sapendo che qualche migliaio di clic (quando va bene) non possono certo sostituirsi a quegli otto o nove milioni di cittadini su cui secondo i sondaggi il M5s può ancora puntare.
Qualcuno sostiene che Grillo e il giovane Casaleggio scottati dalle numerose esperienze di eletti poi sfuggiti al loro controllo e quindi espulsi vogliano ora plasmare dei gruppi parlamentari il più possibile allineati.
Può darsi, ma una cosa è certa:con una legge elettorale siffatta, caro Pino, il partito di gran lunga più forte, quello degli astenuti, avrà un sostegno in più.
Il mio.
(da agenzie)
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Giugno 4th, 2017 Riccardo Fucile
COME SE NON FOSSE BASTATO IL DELIRIO DEL PRIMO… AL PEGGIO NON C’E’ MAI FINE
Il senatore Alberto Airola si è finalmente scusato per le affermazioni complottistiche e diffamatorie sulla vicenda di piazza San Carlo, con un curioso status virgolettato — chissà perchè — sul suo profilo Facebook.
Anche le scuse dimostrano che il senatore non sembra molto attento a quello che dice: sostiene che nessuno sapesse dare numeri precisi tra prefettura e questura, ma non spiega — visto che non glieli davano — perchè a suo parere questo dimostrasse che i dati altrui fossero falsi.
Ma siccome al peggio non c’è mai fine, ecco presentarsi nei commenti allo status di Airola il senatore audiofilo Mario Michele Giarrusso che, evidentemente invidioso della figuraccia di Airola, cerca di peggiorare la situazione (la propria, sicuramente) insultando e dando del venduto a chi critica Airola nei commenti.
Da segnalare che anche Airola è intervenuto nei commenti ribadendo che non aveva nessuna informazione per contestare i dati altrui, eppure lo ha fatto.
Airola inoltre dice con orgoglio di essere “lì (in prefettura?) e non certo per la partita”. È giusto ricordare che la sindaca Appendino invece era a Cardiff a vedere la partita.
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 4th, 2017 Riccardo Fucile
IL DELIRIO DEL PARLAMENTARE CINQUESTELLE
Alberto Airola è incredibilmente un senatore della Repubblica italiana. 
Famoso per aver scoperto che una legge a cui aveva lavorato per anni era diventata improvvisamente incostituzionale, stanotte il rappresentante del MoVimento 5 Stelle ha invece scritto su Facebook che i dati sui feriti di piazza San Carlo a Torino riportati dai media sono “farlocchi” e servono a infangare il buon lavoro “dell’amministratone” (qualunque cosa voglia dire, il riferimento a Chiara Appendino è limpido), di prefettura e questura.
“Domani facciamo il punto, è sicuro che dopo aver chiamato vigili, prefettura e questura i dati riportati dai media sui presunti feriti a Torino in piazza San Carlo sono farlocchi. Tutto questo per infangare il buon lavoro dell’ amministratone, di prefettura e questura”
L’uscita di Airola ha avuto il mirabile pregio di far partire un delirio complottista di rara incompetenza.
Quello che dà fastidio al senatore della Repubblica infatti non è che ci sia un numero “sbagliato” di feriti, ma che si faccia notare che l’organizzazione dell’evento — come fatto notare da alcuni suoi commentatori — non sia stata esattamente impeccabile visto che questo mette in cattiva luce la sindaca del MoVimento 5 Stelle.
Infatti nello status del senatore molti si accorgono delle incredibili intenzioni di Airola, che è talmente preoccupato per l’accaduto da decidere che la priorità è fare scudo alla sindaca:
Tra l’altro quella è l’unica dichiarazione sul profilo FB di Airola riguardo piazza San Carlo: il senatore della Repubblica italiana è talmente preoccupato per i suoi concittadini che è alla ricerca di un complotto contro Chiara Appendino (che tra l’altro nessuno ha ancora accusato di nulla).
Nei commenti c’è anche chi gli segnala che Luca Pasquaretta, portavoce della sindaca, parla di 1000 feriti mentre c’è da segnalare che la stessa sindaca, sulla sua pagina Facebook, non ha in alcun modo alimentato teorie complottistiche sulla vicenda e si è limitata a dire che l’amministrazione sta monitorando la situazione.
C’è da ricordare poi al senatore della Repubblica italiana Alberto Airola che i dati sui feriti a Torino non corrispondono, forse, a quanto detto a lui in privato da Questura e Prefettura perchè sono state chiesti AGLI OSPEDALI.
L’agenzia di stampa ANSA oggi ha spiegato che il numero totale di feriti è arrivato 1400, ma di questi soltanto otto sono in codice rosso. Visto che in piazza San Carlo c’erano forse 30mila persone e visto quanto accaduto nei video pubblicati è assolutamente comprensibile che in molti abbiano riportato ferite lievi ma che si siano fatti medicare.
Molti dei feriti lievi sono stati ad esempio portati negli ospedali di zona, come dimostra questo comunicato dell’ASL TO5: se sono stati portati fuori città è proprio perchè gli ospedali più vicini si sono giustamente occupati dei casi più gravi:
Sono tutti codici verdi i feriti che si sono recati ai pronto soccorso di Moncalieri, Chieri e Carmagnola in seguito ai fatti avvenuti in piazza San Carlo a Torino. In particolare 100 al Santa Croce, 54 al Maggiore di Chieri e 30 al San Lorenzo di Carmagnola. Tutti giunti con i propri mezzi, i feriti presentavano, perlopiù, ferite lacero contuse e traumi distorsivi. La Direzione sanitaria ha immediatamente avviato le procedure di maxiemergenza richiamando medici e infermeiri che si sono immediatamente recati in servizio.
Per questo tutte le agenzie di stampa, che magari secondo Airola fanno parte del Grande Gombloddo contro la sindaca Appendino, hanno riportato dati in continua crescita, passando dai circa quattrocento di ieri notte ai più di mille di stamattina.
Un ragionamento che evidentemente al senatore della Repubblica italiana Alberto Airola non interessa, visto che l’unico suo interesse è quello di difendere l’amministratone (sic).
Il senatore Airola aveva scritto nel suo status di aver sentito prefettura e questura. Il comunicato congiunto di prefettura, questura, comune, carabinieri e vigili smentisce in toto la ricostruzione del senatore, confermando che il numero di feriti è 1527, di cui 1142 ricoverati a Torino.
Sono 1.527 le persone che hanno avuto bisogno di cure mediche ieri sera a TORINO dopo essere state coinvolte nella calca di piazza San Carlo. E’ quanto comunica la Prefettura. Le “maggiori preoccupazioni” sono per tre persone in “codice rosso”, fra cui un bambino ricoverato all’ospedale infantile Regina Margherita.”Le attività di soccorso poste in essere nell’immediatezza — comunica la Prefettura — hanno consentito, allo stato, di medicalizzare 1.527 persone, di cui 1.142 a TORINO e le restanti negli ospedali limitrofi”. “Nel corso di una riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la sicurezza pubblica convocato in mattinata dal Prefetto con la sindaca e i vertici delle forze dell’ordine — sottolinea la nota — è stato formulato un sentito ringraziamento a quanti hanno operato nella nottata per il soccorso”.
La vergognosa speculazione è tutta del senatore Airola che dovrebbe prendersi una lunga vacanza dalla politica.
Bontà sua, passate le 13.30 finalmente Airola si scusa su Facebook per le diffamazioni nei confronti dei media:
“Chiedo scusa, non avevo intenzione di fare polemica. Ieri sono stato sino alle 3.30 in piazza e nessuno sapeva dare numeri precisi tra prefettura e questura, mentre i giornalisti confermavano dati cosi’ alti. Mi unisco alla vicinanza e al dolore ai feriti”
Non si capisce perchè se nessuno sapeva dare numeri precisi lui fosse così certo che quelli altrui non lo fossero.
E non si capisce nemmeno perchè la dichiarazione di Airola sia tra virgolette.
Forse è stata incollata?
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 4th, 2017 Riccardo Fucile
SI INDAGA PER PROCURATO ALLARME
La procura della Repubblica di Torino ha avviato un’indagine per fare luce sulle cause e sulle eventuali responsabilità di quanto avvenuto ieri sera in piazza San Carlo durante la proiezione su maxi schermo della finale di Champions League.
Come ipotesi di reato è stato formulato, per adesso, il ‘procurato allarme’.
“Le attività di soccorso poste in essere nell’immediatezza – comunica la Prefettura – hanno consentito, allo stato, di medicalizzare 1.527 persone, di cui 1.142 a Torino e le restanti negli ospedali limitrofi. Nel corso di una riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la sicurezza pubblica convocato in mattinata dal prefetto con la sindaca e i vertici delle forze dell’ordine – sottolinea la nota – è stato formulato un sentito ringraziamento a quanti hanno operato nella nottata per il soccorso”.
Negli ospedali della città la situazione nel corso della notte si è lentamente normalizzata: i feriti lievi sono stati tutti medicati e dimessi.
Tutti codici verdi i feriti che si sono invece recati ai Pronto soccorso di Moncalieri, Chieri e Carmagnola in seguito agli incidenti avvenuti in piazza San Carlo. In particolare 100 al Santa Croce, 54 al Maggiore di Chieri e 30 al San Lorenzo di Carmagnola.
Tutti giunti con i propri mezzi, i feriti presentavano, perlopiù, ferite lacero contuse e traumi distorsivi.
La direzione sanitaria ha immediatamente avviato le procedure di maxiemergenza richiamando medici e infermeiri che si sono immediatamente recati in servizio.
“E’ stata una notte complicata – ha detto il direttore generale dell’Asl TO 5 Massimo Uberti – ma tutti pronto soccorso hanno retto bene l’impatto. Il ringraziamento a tutti gli operatori che sono prontamente intervenuti nelle diverse strutture”.
(da agenzie)
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Giugno 4th, 2017 Riccardo Fucile
APPENDINO E MINNITI SUL BANCO DEGLI IMPUTATI: PERCHE’ SONO STATE FATTE ENTRARE IN PIAZZA TUTTE QUELLE BOTTIGLIE DI VETRO? DOV’ERA CHI DOVEVA CONTROLLARE?
Stamattina piazza San Carlo a Torino è stata ripulita dalla marea di rifiuti lasciati nella nottata di ieri,
nel tentativo faticoso di ritornare alla normalità dopo il panico scoppiato a causa di un falso allarme.
Ancora da chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto: c’è chi ha parlato dell’esplosione di un petardo che ha fatto gridare all’attentato e chi ha raccontato della caduta di una transenna mobile, a causa della pressione della gente, che ha causato un rumore molto forte che ha scatenato il panico.
Di certo c’è che mentre il senatore della Repubblica Antonio Airola su Facebook ha avuto l’ardire di scrivere che i dati sui feriti erano farlocchi e servivano a infangare “il buon lavoro dell’amministrazione” (sic), molte sono le perplessità sull’organizzazione dell’evento in piazza San Carlo e su alcune curiose scelte da parte dei responsabili dell’ordine pubblico.
La Stampa ad esempio ha sentito un volontario della Protezione Civile che chiede come sia stato possibile che siano entrate nella piazza centinaia di bottiglie di vetro, la cui rottura ha poi provocato il ferimento di un buon numero di persone: «Sono loro, oltre al panico, la vera causa del numero dei feriti».
D’altro canto sin dal pomeriggio erano stati fatti esplodere alcuni fumogeni, prontamente spenti dall’intervento dei vigili del fuoco come documentato da un video di Diario di Torino: un segnale chiaro del fatto che poco è stato fatto in tema di controlli nonostante l’allarme terrorismo in tutta Europa.
C’è anche chi ha mostrato scatti che ritraggono bottiglie di vetro a terra e sangue, accusando chiaramente la gestione dell’ordine pubblico.
Enrico, che era presente in piazza, ha scritto: «I venditori abusivi hanno fatto avanti e indietro nella mia via con carrelli carichi di bottiglie di vetro fin dal pomeriggio sotto gli occhi delle forze dell’ordine. Quando i soccorsi erano in corso, in via Maria Vittoria gruppi di venditori abusivi, gli stessi che hanno lasciato le casse vuote della foto, contavano urlando indisturbati gli incassi con i furgoni aperti carichi di bottiglie. Questo è inammissibile, così come è inammissibile che i volontari dell’Ass. Naz. Carabinieri non fossero in grado di dare alcuna indicazione nell’emergenza e nemmeno avessero in auto un kit di pronto soccorso».
Ma le testimonianza che raccontano di una gestione non esattamente specchiata di piazza San Carlo sono tantissime.
La procura di Torino ha aperto un’indagine, ma per procurato allarme allo scopo di capire cosa abbia scatenato il panico in piazza.
“Non si può pensare di lasciare senza controllo — ha detto intanto l’assessore regionale alla sanità Saitta — la circolazione di bottiglie in vetro in eventi di massa come quello che ha radunato la folla in piazza san Carlo”.
Intanto un bimbo cinese di sette anni e mezzo è gravissimo. Il piccolo ha riportato un trauma cranico e toracico, dopo essere stato schiacciato dalla folla in fuga. Si trova ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Regina Margherita. L’altra ferita grave è una ragazza di 28 anni, ricoverata in rianimazione alle Molinette.
Ma ci sono anche altre domande che non hanno ancora ottenuto una risposta.
Perchè, vista la folla attesa per l’evento, non si è pensato di fare come a Madrid e portare i maxischermi nello stadio della Juventus?
Oppure si è pensato ma non è stato possibile per qualche ragione o per motivi economici (speriamo di no)?
Il Corriere della Sera inoltre segnala che il quadrilatero nel centro di Torino presenta solo cinque vie di fuga. Una, situata al vertice opposto a quello in cui si trovava il maxischermo, era aperta, altrettanto due strade lì vicino.
Altre due vie invece erano ostruite da transenne: barriera necessaria a evitare il ripetersi di attentati come quello di Nizza ma che di fatto hanno impedito il deflusso della folla terrorizzata dallo scoppio.
Inoltre all’interno di spazi come le piazze vengono ormai abitualmente riservati dei «cuscinetti di sicurezza»: spazi vuoti che impediscono proprio scene di panico generalizzate.
Le vie di fuga e gli spazi di sicurezza potevano e dovevano dunque essere predisposte in modo diverso? E ancora: perchè non si è vietata la vendita di bottiglie di vetro?
Ma soprattutto: i responsabili dell’ordine pubblico di Torino risponderanno mai a queste domande?
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 4th, 2017 Riccardo Fucile
I PARTITI MAGGIORI SOSPENDONO LA CAMPAGNA ELETTORALE… CONFERMATO IL CONCERTO A MANCHESTER
La premier inglese, Theresa May, il giorno dopo l’attacco al London Bridge non ha dubbi: “quando si tratta di terrorismo ed estremismo, le cose devono cambiare”. Evidenziando che “questo è il terzo attacco in tre mesi in Gran Bretagna e da marzo la sicurezza, la polizia e l’intelligence hanno sventato 5 complotti”, la premier ha precisato che “gli assalti non sono collegati, ma siamo di fronte a un nuovo trend: il terrorismo chiama il terrorismo e gli assalitori vengono ispirati da altri assalitori”.
La prima ministra è convinta che alla base delle aggressioni ci sia l’estremismo islamista e che debba essere rivista la strategia anti-terrorismo contro le nuove minacce al Paese. “È necessario cercare accordi internazionali che disciplinano il cyberspazio: dobbiamo fare di tutto per limitare l’estremismo online creando spazi sicuri online”. In mattinata si è riunito il comitato antiterrorismo Cobra.
Si aggrava il bilancio.
Le vittime dell’attentato, ha riferito la polizia britannica, sono sette, mentre i feriti sono 48, ricoverati in cinque ospedali. Tra loro anche alcuni agenti di polizia.
Secondo fonti non confermate è stato un unico poliziotto a uccidere i tre terroristi, ma l’agente è stato a sua volta ferito e ora è in gravi condizioni.
Durante una conferenza stampa, la commissaria della polizia metropolitana di Londra, Cressida Dick, ha fatto il punto dopo l’attentato e ha confermato che al momento si ritiene che l’aggressione sia stata condotta dalle tre persone poi uccise dalla polizia. “Sappiamo al momento che sono stati tre gli attentatori di ieri sera, non crediamo ci siano altri terroristi anche se continuiamo le indagini per escludere eventuali complici”, ha precisato Dick.
Raid a Barking.
Intanto Sky News ha mostrato le immagini in diretta di un’operazione antiterrorismo in corso a Kings Road, a Barking, a est di Londra.
Secondo l’emittente britannica, l’operazione è legata agli attacchi nella capitale. L’appartamento perquisito da Scotland Yard sarebbe quello in cui viveva uno degli aggressori dell’attacco. Sempre secondo Sky News si tratta di un uomo dai tratti mediorientali, che aveva moglie e figli. La polizia sta facendo domande sul suo conto ai vicini. Gli agenti hanno fatto irruzione all’interno di un condominio e hanno portato via 12 persone, ha riferito, fra gli altri, il Daily Telegraph online.
Allerta resta ‘grave‘.
È stato deciso per il momento di mantenere il livello di allerta anti-terrorismo nel Regno Unito a ‘grave’, nonostante l’attacco di Londra. A dirlo è stato il ministro degli Interni Amber Rudd nel corso di un’intervista ad Itv. Non è stato quindi alzato a quello più alto, ‘critico’, come invece era stato fatto per qualche giorno dopo la strage di Manchester perchè si temeva che i complici dell’attentatore Salman Abedi potessero colpire.
Invito alla calma.
La capitale britannica è ripiombata nel panico, a poco più di due mesi dall’assalto a Westminster: “È un momento difficile, capisco che la gente abbia paura. Vorrei che i londinesi e i turisti restassero calmi, vigili e attenti”, ha detto ancora Cressida Dick. “Se vedete qualsiasi cosa che vi preoccupa, una persona o una cosa anche se non è significativa per favore contattateci sulla linea anti-terrorismo”, ha aggiunto invitando “le persone a continuare a vivere normalmente”. Secondo quanto riferito dalla responsabile della polizia metropolitana, gli attentatori di Londra indossavano cinture esplosive finte. “Lo scopo – ha spiegato la comandante – era quello di terrorizzare i passanti nel corso dell’attacco”
Terroristi fermati in otto minuti
Appena otto minuti: è questo il tempo impiegato dalla polizia per uccidere i tre aggressori dell’attacco terroristico, dopo aver ricevuto la prima chiamata di emergenza. “La polizia armata ha reagito rapidamente e ha ucciso i tre uomini otto minuti dopo aver ricevuto la prima chiamata di emergenza”, ha detto Mark Rowley, capo della polizia anti-terrorismo.
Tassista ‘eroe’ cerca di fermare aggressori.
Nei brevi minuti di terrore al London Bridge, il quotidiano Independent riferisce che un tassista, identificato solo con il nome ‘Chris’, ha cercato di intercettare i terroristi e di investirli per fermarli. Poco dopo aver girato verso Borough Street, Chris ha visto un furgone bianco arrivare a circa 80 chilometri all’ora e poi investire deliberatamente i pedoni. L’autista, continua il giornale, a quel punto ha fatto un’inversione a U, per cercare di fermare l’uomo che era in pochi istanti sceso dal mezzo e stava attaccando le persone a colpi di coltello. “Ho detto al tizio nel mio taxi che avrei provato a colpirlo, lo avrei investito”, e così “ho fatto un’inversione”. “Stavo per investirne uno, ma mi ha schivato e tre agenti di polizia sono arrivati correndo verso di loro con i loro manganelli in pugno”.
Ukip non sospende campagna elettorale.
Contrariamenente a quanto fatto da altri partiti, che tra quattro giorni si confrontano nelle elezioni, l’Ukip non ha intenzione di sospendere la campagna elettorale: “Mi rifiuto di sospendere la campagna elettorale dell’Ukip perchè distruggere la nostra democrazia è quello che vogliono gli estremisti”, ha scritto su Twitter il leader del partito euroscettico, Paul Nuttall. La conferma che le elezioni dell’8 giugno si svolgeranno regolarmente arriva da May. Il primo ministro ha aggiunto che domani riprenderà anche la campagna elettorale.
Confermato concerto di Ariana Grande.
Il terrore non ferma il concerto contro la paura, organizzato a Manchester da Ariana Grande insieme ad altre star che hanno deciso di affiancarla, come i Coldplay e Justine Biber. L’appuntamento è stato fissato dopo l’attacco di Manchester, nel quale hanno perso la vita 22 persone, al termine di un concerto proprio di Ariana Grande. A confermare l’evento sia il manager della cantante, Scooter Braun, sia la polizia di Manchester: uno dei responsabili, Garry Shewan, ha spiegato che il concerto si svolgerà “con misure di sicurezza rafforzate”.
(da agenzie)
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Giugno 3rd, 2017 Riccardo Fucile
NUOVA INTESA SULLA LEGGE ELETTORALE PER RENDERLA PIU’ DIGERIBILE AL M5S… MA RESTANO I CAPILISTA BLOCCATI E NON CI SARANNO PREFERENZE
Tutto in una notte. Tecnicismi e trattative per rimediare a un problema che aveva mandato nel panico
i partiti e soprattutto molti parlamentari M5S che avevano minacciato di far saltare l’accordo sulla legge elettorale.
In pratica era emerso che alcuni vincitori dei collegi uninominali rischiavano, nel calcolo della ripartizione dei seggi, di restare fuori dal Parlamento.
Che fare quindi? Un nuovo patto riducendo il numero dei collegi e aumentando così la quota degli eletti con il sistema proporzionale nei listini bloccati.
In sostanza, adesso il nuovo accordo stretto tra Pd, Forza Italia, M5S e Lega Nord prevede più nominati: più eletti nelle liste bloccate.
I punti del nuovo patto sono tre: i collegi uninominali della Camera scendono da 303 a 232 (compresi quelli del Trentino Alto Adige e Val d’Aosta), i collegi del Senato da 150 passano a 116.
Le circoscrizioni proporzionali, dove viene presentata una lista con il capolista bloccato, da 27 diventano 29.
Le multicandidature passano da tre a una.
Come diretta conseguenza i candidati nei collegi, essendo di meno, hanno maggiori possibilità di essere eletti.
E i nomi di peso possono essere candidati anche nel listino bloccato così da garantire loro il posto in Parlamento attraverso la ripartizione proporzionale dei seggi. L’aumento delle circoscrizioni crea inoltre due capilista bloccati in più per ciascun partito, garantiti al 100%.
Non è un caso se le due circoscrizioni saranno in Veneto e Lombardia, regioni dove la Lega Nord e più forte. Ed è per questo che Matteo Salvini ha dato il via libera.
Il nuovo sistema aumenta poi la quota degli eletti nelle liste proporzionali. Secondo i calcoli infatti il 35% del Parlamento dovrebbe essere eletto nei collegi uninominali, la restante parte, circa il 65%, nelle liste bloccate dove i candidati vengono pescati in proporzione ai voti presi dal partito e sulla base del posto in lista in cui vengono collocati.
La nuova legge dà quindi sempre più potere alle segreterie dei partiti che scelgono i candidati nei collegi e l’ordine del listino proporzionale.
Listino che adesso può avere un minimo di un candidato per un massimo di sei.
Ciò può aiutare i piccoli partiti, che se vogliono eleggere un nome in particolare nel collegio uninominale potranno presentare un solo candidato nel listino così gli altri eletti passeranno in automatico ai candidati nei collegi anche se non sono arrivati prima.
I 5Stelle hanno presentato due emendamenti in particolare. Uno per inserire le preferenze e l’altro per il voto disgiunto.
È certo tuttavia che non saranno approvati e che i grillini non faranno le barricate. Basti pensare alle parole di Francesco Paolo Sisto di Forza Italia, che citando una frase di Aldo Moro del ’59, parla di “convergenze parallele”: “Questo è il punto di sintesi più alto. Pur essendoci una distanza politica tra i partiti abbiamo trovano punti di convergenza”.
La convergenza è tangibile nell’aumento dei nominati.
(da “Huffingtonpost”)
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Giugno 3rd, 2017 Riccardo Fucile
BUFERA SU STEFANIA PUCCIARELLI, CONS. REG. DELLA LIGURIA, CHE ALLA FINE CHIEDE SCUSA
La casa prima agli italiani, agli altri «un forno gli darei»: questo il commento che appariva sotto a un post pubblicato sulla pagina Facebook di Stefania Pucciarelli , consigliera regionale della Lega Nord in Liguria, secondo la quale l’assegnazione degli alloggi popolari alla Spezia è andata al 40% a cittadini stranieri.
La consigliera ha messo “mi piace” al commento, scatenando l’ira del collega Francesco Battistini (ex M5S), che ha riportato tutto sulla sua bacheca (sulla pagina della Pucciarelli, post e commento non compaiono più): «Chissà se il “forno” di cui parla questo soggetto è lo stesso di cui parrebbe si sia parlato in commissione dopo l’audizione dell’associazione dei Genitori di Omosessuali?»; il riferimento è alla vicenda che ha visto protagonista Giovanni De Paoli , un altro consigliere regionale del Carroccio.
«Oggi quel forno è pronto ad accogliere anche le “bestie straniere” (qui il riferimento è alla risposta del governatore Toti a un follower ) che accedono ai bandi di edilizia popolare o a sfrigolare con qualche falso povero? Il “mi piace” del consigliere Pucciarelli è comunque indicativo di un pensiero evidentemente condiviso ed estremamente pericoloso, una roba inaccettabile e da condannare»
Le reazioni
«La consigliera regionale della Lega Nord Stefania Pucciarelli su Facebook ha messo un like al post di un cittadino che agli stranieri invece di un alloggio assegnerebbe un forno».
Lo afferma il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Raffaella Paita, sottolineando che «accade pochi giorni dopo il commento di Toti a un cittadino che, sempre su Facebook, gli chiedeva `Ma quando le rimpatriamo queste bestie straniere?’. Toti ha risposto: `Appena andiamo al governo’, senza avanzare la minima riprovazione di fronte alla parole bestie usata per identificare gli stranieri».
«Non è un caso. Nel dna di questa destra – osserva Paita – c’è il germe dell’intolleranza che riemerge spontaneo al più piccolo calo di autocontrollo». «Avendo toccato il tasto delle prossime elezioni, non posso evitare di chiedere a Pierluigi Peracchini, il candidato della destra che si professa cattolico praticante, se si dissocia dal like sui forni agli immigrati messo da Pucciarelli. Attendo una risposta», conclude.
Le scuse di Pucciarelli
Nel pomeriggio la consigliera ha pubblicato un post di scuse sulla sua pagina Facebook. «Il commento che potete vedere qua sotto è stato rimosso. Il mio mi piace ad esso è frutto di una mia distrazione. Non ho letto interamente il contenuto del commento. E ho messo “mi piace” con leggerezza. Di questo mi scuso, e prendo doverosamente le distanze da simili affermazioni» ha scritto Pucciarelli.
(da “il Secolo XIX”)
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