Maggio 19th, 2019 Riccardo Fucile
MIGRANTI SBARCATI, NAVE ANDRA’ A LICATA PER GLI ACCERTAMENTI DOVUTI SECONDO LA LEGGE, NESSUN INDAGATO A PRIORI … IN PRATICA SALVINI NON CONTA UNA MAZZA, LE REGOLE SONO NEL CODICE, NON LE DETTA LUI
I primi due immigrati sono stati già fatti scendere e hanno toccato terra di Lampedusa. 
La nave “Sea Watch 3”, una volta svuotata, andrà – sotto scorta – al porto di Licata.
La Guardia di finanza, il Roan di Palermo, e la Guardia costiera di Lampedusa hanno eseguito il sequestro “probatorio” della nave della Ong tedesca.
“Sequestro probatorio su ipotesi di violazione dell’articolo 12 del testo unico dell’Immigrazione – scrive il procuratore capo di Agrigento: Luigi Patronaggio – . Il mezzo navale è stato posto a disposizione di questa Procura che ne ha disposto, previo sbarco dei migranti, il trasferimento sotto scorta nel porto di Licata. I migranti posti in salvo saranno affidati a personale della Questura di Agrigento per la identificazione e per i necessari atti di polizia giudiziaria. Le indagini proseguiranno sia per l’individuazione di “eventuali” trafficanti di esseri umani coinvolti, sia per la valutazione della condotta della Ong. L’ intera operazione è stata possibile – ha concluso Patronaggio – grazie alla sinergia e alla professionalità , sul mare, degli uomini della Gdf e della Guardia costiera e, su terra, della Questura di Agrigento”.
Un uomo con la schiena dritta che non si fa intimidire.
(da Agrigento notizie)
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Maggio 19th, 2019 Riccardo Fucile
COME LA PROCURA DI AGRIGENTO HA SCONFITTO IL SEQUESTRATORE DI PERSONE CHE STRILLAVA: “SENZA IL MIO PERMESSO NON SBARCA NESSUNO”… SEQUESTRO PROBATORIO (E NON PREVENTIVO) DELLA NAVE, MIGRANTI A TERRA, ORA SI COMPIRANNO I DOVUTI ACCERTAMENTI A TUTTO CAMPO (ANCHE SUL COMPORTAMENTO DEL VIMINALE)
La Guardia di finanza è salita a bordo della Sea Watch 3, da ieri all’ancora poco fuori il porto di Lampedusa, allo scopo di sequestrarla.
Ma si tratta di un sequestro probatorio solo al fine di stabilizzare la situazione e compiere i dovuti accertamenti disposto dalla procura di Agrigento che già due giorni fa aveva aperto un’inchiesta senza indagati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Un modo per sbloccare la situazione nonostante il no del ministro dell’Interno Salvini a concedere il «porto sicuro» alla nave della Ong tedesca che mercoledì scorso aveva recuperato 65 migranti al largo della Libia, dei quali 47 sono ancora a bordo.
«La magistratura faccia come crede – dicono fonti del Ministero dell’Interno – ma il Viminale continuerà a negare lo sbarco a quella nave fuorilegge. Dal comandante è lecito attendersi indicazioni precise sui presunti scafisti a bordo».
Peccato che nave non sia fuorilegge, solo un diffamatore seriale può definire scafisti i membri dell’equipaggio e che a bordo non esistono reali scafisti fino a prova contraria.
Con il sequestro, la magistratura ha anche ordinato il trasbordo dei migranti sulle navi della Guardia di finanza e della Guardia costiera, per lo sbarco a Lampedusa e il loro trasferimento nell’hotspot pare di Licata.
Stamattina l’Unione delle chiese protestanti e valdesi aveva dato la propria disponibilità ad accogliere una parte dei migranti.
Il comandante Centore, che in passato è stato in servizio nella Guardia costiera italiana, poco prima aveva detto che se entra stasera non sarebbe stato consentito ai 47 migranti rimasti a bordo di sbarcare, lui avrebbe dormito con loro sul ponte della nave: «Non è una provocazione ma un atto di solidarietà – aveva spiegato -. Non mi capacito di come vengano trattati, sono esseri umani come me».
La porrtavoce italiana della Ong, Giorgia Linardi, dal canto suo aveva appena twittato: «Auspichiamo una soluzione con autorizzazione e immediata ricollocazione su scala europea, entro la fine della giornata».
Dalla Ong in giornata erano trapelate voci secondo le quali entro stasera la nave sarebbe comunque entrata in porto, anche se solo su iniziativa e sotto repsonsabilità del comandante Centore. E non si esclude che proprio questa determinazione abbia accelerato l’iniziativa della magistratura.
La presa di posizione del Viminale non ha quindi fermato il magistrato. Secondo le ultime informazioni le motovedette della Finanza stanno per caricare a bordo i migranti e sbarcarli a Lampedusa.
(da agenzie)
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Maggio 19th, 2019 Riccardo Fucile
LEGAMBIENTE: “COME NEL CASO DICIOTTI VALUTARE GRAVI CONDIZIONI DI SALUTE A BORDO E PROCEDERE SECONDO LE NORMATIVE INTERNAZIONALI”… TRATTENERLI POTREBBE PORTARE AL REATO DI SEQUESTRO DI PERSONA AGGRAVATO
“Coerentemente con quanto già fatto per la Nave Diciotti e per la stessa Sea Watch,
Legambiente Sicilia presenta un esposto alla Procura della Repubblica di Agrigento, chiedendole di verificare, analizzare e valutare le dichiarazioni del comandante della nave e della portavoce circa i pericoli che corrono le persone a bordo”.
Inizia così una nota stampa inviata dall’associazione ambientalista che interviene, appunto, nel dibattito già “feroce” sulla possibilità di far attraccare la nave carica di migranti recuperati in acque internazionali.
A lanciare l’allarme ero stato ieri il medico di bordo, il quale aveva segnalato che le persone trasportate si dichiaravano pronte anche al suicidio e le stesse erano anche in cattive condizioni di salute complessive.
Legambiente chiede in particolare alla Procura “di verificare lo stato di salute delle persone e, qualora, come noi riteniamo, dovessero riscontrare la veridicità di quanto affermato, e secondo le normative internazionali e comunitarie, di procedere all’ordine di sbarco immediato, nel porto di Lampedusa, per motivi umanitari”.
(da agenzie)
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Maggio 19th, 2019 Riccardo Fucile
IL SEQUESTRATORE DI PERSONE VUOLE TENERLI IN OSTAGGIO FINO AL GIORNO DELLE ELEZIONI PER ESIBIRNE LO SCALPO ALLA FOGNA RAZZISTA, IL M5S IRRITATO… E’ ORA CHE INTERVENGA LA MAGISTRATURA: DI FRONTE ALLA REITERAZIONE DI REATO PER I CITTADINI COMUNI C’E’ IL MANDATO DI ARRESTO
“Adesso è Cesare a impugnare e brandire quello che è di Dio”. Ancora non si è affievolito l’eco del monito di padre Spadaro, gesuita vicinissimo a papa Francesco, sul rosario tra le mani di Matteo Salvini sul palco sovranista di Milano, che ecco un altro cortocircuito scuote la cristianità e il roboante ministro dell’Interno.
“Mettiamo a disposizione le nostre strutture e quelle delle chiese sorelle d’Europa per accogliere i migranti della Sea Watch”. Il pastore Luca Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche Italia ha teso la mano e offerto una soluzione per sbloccare l’empasse sulla nave che da giorni stanzia a un passo dalle acque territoriali italiane, una quarantina di migranti a bordo.
La stessa via d’uscita che offrì la Cei per la Diciotti, consentendo insieme lo sbarco e la possibilità al segretario della Lega che nessuna persona avrebbe gravato sui contribuenti italiani.
Eppure la situazione si è ulteriormente incartata. Perchè secondo fonti qualificate consultate da Huffpost, la risposta del Viminale non sarebbe stata positiva: “Chiedete a Conte”.
Un gioco allo scaricabarile su chi deve assumersi la responsabilità di sbloccare una vicenda in una fase di stallo assoluto.
“Sono in contatto con il premier – ha spiegato Di Maio – prima di farli sbarcare dobbiamo avere la certezza della redistribuzione”. Una posizione ufficiale che si mantiene in linea con quella tenuta in tutte le altre situazioni di crisi.
Ma dalla war room 5 stelle trapela l’irritazione per il mancato assenso di Salvini alla proposta delle Chiese evangeliche.
Il sospetto è che si voglia scaricare su Palazzo Chigi la decisione, salvo poi avere buon gioco per attaccarla ad uso elettorale. “Fosse per il ministro dell’Interno – spiega una fonte di governo – la nave rimarrebbe lì fino al giorno delle elezioni”.
Un’iperbole, ma nemmeno troppo dopo il “costi quel che costi il barcone non attracca e gli immigrati non scendono” tuonato da Salvini in mattinata.
Il livello di tensione è altissimo. I M5s per la prima volta temono che l’alleato tiri la corda per rompere. Dopo qualche giorno di evidente difficoltà , la grancassa in camicia verde è tornata a battere con forza.
Dopo i fischi sovranisti a Bergoglio, ecco la replica al direttore della Civiltà Cattolica: “Il confronto con le altre culture è possibile solo riscoprendo la nostra storia e riscoprendo i nostri valori, come per altro detto negli ultimi decenni da tutti i Santi padri”. Una critica tout court al pontificato di Francesco. Poi il sostanziale niet agli evangelici. L’etica protestante e lo spirito dei gialloverdi.
(da “Huffingtonpost“)
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Maggio 19th, 2019 Riccardo Fucile
LE ACCUSE DELL’ONU SONO REALI E CIRCOSTANZIATE, SALVINI FACCIA LA VALIGETTA CON LO STRETTO NECESSARIO E SI CONSEGNI AL TRIBUNALE INTERNAZIONALE
L’augurio è che l’autorevole Onu “dedichi le energie all’emergenza umanitaria in
Venezuela, anzichè fare campagna elettorale in Italia”.
Sono queste le considerazioni che fonti ufficiali del Viminale hanno affidato ai giornalisti in replica alla lettera ufficiale che Beatriz Balbin, capo delle Special procedures dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani, ha inviato all’ambasciatore italiano all’Onu Gian Lorenzo Cornado e dunque al ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi.
Una risposta che apre un nuovo fronte di conflittualità fra il governo Conte e le Nazioni Unite, su un tema delicato come quello del controllo delle frontiere e della gestione dei flussi migratori.
Anche perchè quella dell’Alto Commissariato è una ricostruzione precisa e seria dei fatti di questi mesi. Una lettera di undici pagine che contiene un’analisi molto critica nei confronti delle politiche in materia di immigrazione del governo Conte e in particolare delle scelte operate dal ministro dell’Interno Matteo Salvini.
Durissima la posizione dell’ONU, ad esempio, sulla possibilità che nel decreto sicurezza — bis (in discussione in questi giorni e oggetto del prossimo Consiglio dei ministri) compaia la norma che ampli la possibilità di multare chi opera soccorso in mare, con cifre fino a 5000 euro per ogni vita umana portata in salvo.
Deciso anche il no alla direttiva emanata da Salvini il 15 aprile, destinata a colpire la nave Mare Jonio, impegnata nella search and rescue dei migranti nel Mediterraneo.
La missiva fa seguito alle sollecitazioni inviate nel 2018 e completamente ignorate dal Viminale (ricordiamo che l’ONU si limita a “raccomandazioni”) e contiene considerazioni e dati con i quali l’ONU fa a pezzi l’intera piattaforma ideologico — politica alla base delle scelte operate dal governo italiano in materia di politiche migratorie.
In primo luogo, l’Alto Commissariato per i diritti umani ribadisce che le attività di search and rescue nel Mediterraneo non possono in alcun modo essere presentate all’opinione pubblica nè essere valutate come una violazione delle legislazioni nazionali in materia di controllo delle frontiere, perchè “il diritto alla vita” prevale su ogni cosa e il soccorso in mare di vittime di naufragio in alcun caso può essere punito.
Peraltro, in una fase in cui il governo italiano ha più che dimezzato l’impegno per la salvaguardia delle vite in mare, la presenza delle ONG appare indispensabile e, anzi, “lo stato dovrebbe facilitare l’azione delle organizzazioni umanitarie”, piuttosto che ostacolarle.
C’è un altro passaggio particolarmente rilevante nella lettera inviata al governo italiano, che possiamo tradurre più o meno così: Salvini deve smetterla di utilizzare lo spauracchio del terrorismo per negare de facto il diritto di chiedere asilo nel nostro Paese e per criminalizzare tutti i migranti che si trovano in situazione di grande vulnerabilità (tanto più in assenza di dati certi sul legame tra sbarchi e ingresso di potenziali terroristi in Europa).
Allo stesso modo, il ministero dell’Interno non può utilizzare il contrasto al traffico di uomini come una leva per negare i diritti delle persone che attraversano il Mediterraneo.
Sul punto, la posizione dell’Alto Commissariato è chiarissima e spazza via mesi di propaganda governativa: “La direttiva di Salvini asserisce che tramite l’esternalizzazione del controllo delle frontiere, sarà condotta una lotta più efficiente contro il traffico di esseri umani, danneggiando le reti dei trafficanti e riducendo gli incentivi per l’immigrazione irregolare. Questo approccio appare come un utilizzo strumentale della lotta ai trafficanti di uomini, perchè policy più restrittive servono solo ad aumentare la vulnerabilità dei migranti e la forza dei trafficanti, piuttosto che a proteggere le potenziali vittime della tratta”
Di fronte a critiche così articolate e importanti sul piano politico, il Viminale ribadisce che “il decreto sicurezza bis è necessario, urgente e tecnicamente ineccepibile”, che la multa “per chi favorisce l’ingresso non autorizzato di immigrati è già presente da tempo nell’ordinamento italiano” (omettendo di dire che riguarda altre casistiche e che, appunto, il problema è l’estensione ai salvataggi delle ONG, ndr) e che probabilmente l’ONU avrebbe dovuto parlare prima con il ministero dell’Interno e poi con la stampa (anche se poi la missiva è stata consegnata prima all’ambasciatore italiano…).
Avranno trasferito il reparto di psichiatria?
(da “Fanpage”)
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Maggio 19th, 2019 Riccardo Fucile
LA PORTAVOCE DI SEA WATCH: “MAI VISTO INDICARE DESTINAZIONI VIA TWITTER”
Giorgia Linardi, portavoce di Sea Watch, spiega oggi in un’intervista rilasciata a Fabio Tonacci su Repubblica che il ministro dell’Interno li ha mandati in Tunisia via Twitter:
Entrando nelle acque italiane, e violando il divieto del Viminale, avete voluto provocare Salvini?
«Ma quale provocazione! È stato un atto di responsabilità . Ci sono norme internazionali, recepite anche dall’ordinamento italiano, che ci tutelano. Il comandante ha fatto una valutazione di carattere umanitario, per cui ha ritenuto che l’emergenza a bordo superasse il divieto. Pure le condizioni del mare suggerivano di fare rotta verso Lampedusa».
Perchè non in Tunisia?
«Salvini ha parlato di mandarci lì, ma solo via twitter, non c’è stato alcun contatto ufficiale. Nessun paese costiero si è assunto la responsabilità del coordinamento dell’intervento. Neanche l’Olanda, il nostro stato di bandiera, che pure attraverso il ministero dei trasporti ci ha detto di contattare la Tunisia».
L’avete letta l’ultima direttiva del Viminale? «Quella “ad navem” contro Sea Watch?
«Ci è stata notificata la notte del 17 maggio, quando ci stavamo avvicinando a Lampedusa. Fa parte di un piano per istituzionalizzare l’omissione di soccorso e criminalizzare il dovere di aiutare».
Salvini sostiene di aver azzerato le morti in mare.
«Ha azzerato i testimoni, invece. Ci sono meno sbarchi, ma in proporzione i morti sono aumentati».
Il governo ha mai cercato un contatto con Sea Watch?
«Mai. Solo insulti a mezzo stampa. Ci chiamano trafficanti, scafisti… ormai la politica si è abituata a usare definizioni del genere, a banalizzare certe falsità »
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 19th, 2019 Riccardo Fucile
LA MADRE: “INSULTI DA GENITORI DELLA SQUADRA AVVERSARIA, C’E’ UN CLIMA DI ODIO”… “SALVINI VENGA A CASA MIA A DIRE CHE E’ UN FIGLIO CONFEZIONATO”
Un torneo di basket tra ragazzi della scuola media a Milano, un sabato pomeriggio di
sport e di divertimento, come è ovvio che sia per ragazzi di quell’età .
Ma dagli spalti, dove ci sono i genitori che fanno il tifo per i giocatori in campo, partono gli insulti. “Negro di m.”, è quello che G., 13enne milanese – “italiano”, come ricorda sua madre – adottato in Etiopia quando aveva sei mesi, si sente gridare.
Ed è l’unico ragazzino di colore, della squadra in vantaggio e che poi vincerà il torneo, quindi non ha dubbi che quella frase, ripetuta diverse volte, sia rivolta a lui.
Continua a giocare, ritira il premio e fa la foto con tutta la squadra, ma quando torna a casa racconta tutto a sua madre Rita. Che, per la prima volta, decide di denunciare con un post su Facebook in cui chiama in causa la società della squadra avversaria, “ringraziando” quei genitori per gli insulti a suo figlio. E poi, spiegando: “C’è un nuovo clima di intolleranza che mi preoccupa, e non era mai accaduto”.
Rita Aicardi racconta: “Abbiamo adottato mio figlio in Etiopia quando aveva sei mesi, dal nido fino alla seconda media che frequenta adesso non ha mai avuto problemi legati al colore della sua pelle e, anzi, è il primo a scherzarci su, in famiglia e con i suoi compagni. fa sport, frequenta gli scout, è italiano a tutti gli effetti. Quest’anno, però, per la prima volta è capitato che mi riferisse di frasi offensive durante le partite. Fino a ieri, quando è tornato a casa e mi ha detto: Sai mamma, mentre stavamo vincendo dagli spalti mi hanno detto ‘negro di m.’. Al momento ho cercato di smorzare, gli ho chiesto se fosse sicuro, mi ha detto che anche i suoi compagni avevano sentito quelle frasi”.
G. gioca nella squadra di basket dello Schuster under 13: la signora Aicardi ha telefonato subito all’allenatore, che ha confermato che subito, a fine partita, il ragazzino aveva raccontato anche a lui di quelle frasi.
“Così ho deciso di denunciare quello che è accaduto – racconta – perchè magari mio figlio già oggi ha dimenticato tutto, ma il razzismo va combattuto, non si può far finta di niente. Il basket finora è sempre stato un ambiente con un tifo sano, sportivo, e se ci sono genitori che invece passano agli insulti razzisti fanno male ai loro figli, non solo al mio”.
Rita Aicardi ha scritto anche alla società della squadra avversaria, la Tigers basket Milano: “Non ho nulla contro la società ovviamente, ma volevo che sapessero: il presidente si è scusato a nome della società e mi ha detto che avrebbe cercato di capire chi ha gridato quelle frasi”.
Una spia, quello che è accaduto in campo, di un clima “che è cambiato, e politici come Salvini, che parlano di ‘figli confezionati che arrivano dall’Africa’ non possono tirarsi fuori. Lo invito, il ministro: venga a casa mia a parlare con mio figlio, a dirgli che è un ‘figlio confezionato’ e a dirci: cosa dobbiamo fare adesso?”.
(da agenzie)
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Maggio 19th, 2019 Riccardo Fucile
LO SDEGNO DI PADRE SPADARO, DIRETTORE DI CIVILTA’ CATTOLICA, CONTRO SALVINI: “I CRISTIANI SI INDIGNINO PER I ROSARI USATI PER FINI POLITICI”
“Rosari e crocifissi sono usati come segni dal valore politico, ma in maniera inversa rispetto al passato: se prima si dava a Dio quel che invece sarebbe stato bene restasse nelle mani di Cesare, adesso è Cesare a impugnare e brandire quello che è di Dio”.
Lo scrive sul suo profilo Facebook, padre Antonio Spadaro, direttore della Civiltà Cattolica. Il bersaglio di Padre Spadaro è senza dubbio Matteo Salvini che ha concluso il comizio in Piazza Duomo a Milano stringendo nelle mani un rosario.
In un secondo post il direttore della rivista dei Gesuiti ricorda di “non nominare il nome di Dio invano” per “i propri scopi”.
“La coscienza critica e il discernimento – sottolinea – dovrebbe aiutare a capire che non è un comizio politico il luogo per fare litanie (e in nome di valori che col Vangelo di Gesù nulla hanno a che fare). Ciascuno può valutare le intenzioni e farsi la propria opinione. Tuttavia – prosegue – è chiaro che l’identitarismo nazionalista e sovranista ha bisogno di fondarsi anche sulla religione per imporsi. Ha trovato questa carta della strumentalizzazione religiosa (in Italia come altrove nel mondo, sia chiaro: non siamo originali in questo!) come adatta e la usa. La coscienza cristiana, a mio avviso, dovrebbe sussultare con sdegno e umiliazione nel vedersi così mercanteggiata e blandita. Si facciano i propri discorsi, ma davanti a Dio bisogna togliersi i sandali”.
Davanti ai supporter in Piazza Duomo, Salvini ha infatti chiuso il suo discorso dicendo: “Ci affidiamo alle donne e agli uomini di buona volontà , ai sei Patroni d’Europa, Benedetto da Norcia, Brigida di Svezia, Caterina da Siena, Cirillo e Metodio, Teresa Benedetta della Croce: affidiamo a loro il nostro destino, il nostro futuro e i nostri popoli. E io personalmente affido la mia e la vostra vita al cuore immacolato di Maria che sono sicuro che ci porterà alla vittoria”.
(da agenzie)
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Maggio 19th, 2019 Riccardo Fucile
DON CARMELLO RISPONDE ALLA SPARATA DI CAPITAN NUTELLA: “TI AFFIDO A MARIA DI PORTO SALVO CHE DISPERDE I SUPERBI E INNALZA GLI UMILI”
Parole fin troppo tenere dopo la vergogna di piazza Duomo, il Papa fischiato da una folla
xenofoba e lo spacciatore di odio con il rosario in mano che invocava la protezione della Madonna per vincere le elezioni e far prevalere iul suo modello di società egoista, autoritaria e repressiva.
“Caro Matteo, ormai siamo abituati a sentirti utilizzare tutto ma non tutto è utilizzabile. Magari da domani ci sarà una schiera di devoti (anche qualche prete) che ti acclamerà come inviato della Madonna. Io ti invito ad aprirlo quel Vangelo: a leggere di Maria di Nazareth, della sua umiltà , del suo servizio, del suo silenzio”.
E l’invito rivolto dal parroco di Lampedusa, don Carmelo La Magra, al vicepremier Matteo Salvini che ieri, dal palco di Milano, si è affidato al “Cuore Immacolato di Maria”. “Io da Lampedusa a Maria ti ci affido davvero – prosegue don La Magra – a Maria di Porto Salvo, sì perchè con questo titolo il nostro popolo ha voluto chiamare la nostra Patrona”
“Da qui Lei continua ad essere Porto Salvo per tanti, anche per te se vuoi. Noi a lei ti affidiamo, a lei che ha cantato di Dio che “disperde i superbi nei pensieri del loro cuore e innalza gli umili -prosegue il parroco-. Davanti a lei tanti sono cambiati…c’è speranza anche per te”.
(da agenzie)
argomento: Chiesa | Commenta »