Destra di Popolo.net

MULTA DI 72 MILIONI PER LA RAI DI REGIME: “VIOLATO IL CONTRATTO DI SERVIZIO, NON C’E’ IMPARZIALITA’, PLURALISMO E OBIETTIVITA’ NEI TG”

Luglio 25th, 2019 Riccardo Fucile

L’AUTORITY GARANTE DELLA CONCORRENZA METTE NEL MIRINO IL TG2 LEGHISTA, LA VOCE DI MOSCA

Gennaro Sangiuliano colpisce ancora. Il TG2 sovranista è al centro di una contestazione sul pluralismo durante le elezioni europee arrivata dall’Autorità  Garante della Concorrenza e del Mercato.
L’accusa, alla quale l’azienda dovrà  rispondere, è di aver violato il contratto di servizio, ovvero il testo che regola la concessione alla televisione pubblica.
Nel mirino dell’authority c’è soprattutto il Tg2, ma dopo una lunga discussione il relatore del provvedimento, Mario Morcellini, ha dovuto accettare che la “minaccia” coinvolgesse tutta l’informazione Rai e non si capisce se è peggio o meglio per il sistema che ruota intorno a Saxa Rubra.
«Ravvisiamo possibili violazioni — si legge nel dispositivo — in relazione ai canoni di equilibrio, pluralismo, completezza, obiettività , imparzialità , indipendenza e apertura alle diverse formazioni politiche e sociali». Manca poi «un contraddittorio adeguato, effettivo e leale».
Nel mirino non c’è solo quindi il telegiornale che ha ricicciato Togliatti per giustificare i rubli alla Lega: l’ultimo episodio, che aveva scatenato persino un caso diplomatico, risale al 26 maggio a causa di un servizio del Tg2 sull’invasione islamica in Svezia, su quartieri off limits per le forze dell’ordine, sulla legge coranica applicata in alcune aree di Stoccolma.
Era intervenuta l’ambasciata svedese con una durissima nota ufficiale per criticare il taglio e il contenuto del “pezzo” che invece era piaciuto, naturalmente, a Matteo Salvini. «Svezia invasa. Stop Eurabia», aveva postato il ministro dell’Interno sui social.
Goffredo De Marchis su Repubblica fa sapere che in azienda sono preoccupati:
La Rai adesso ha il tempo per rispondere, per confermare la sua correttezza e il pluralismo sulla base dei dati e del bilancino degli spazi concessi a tutte le forze politiche. Ma l’istruttoria non se l’aspettava e non si aspettava che venisse quantificata la maxisanzione, pari al 3 per cento del fatturato. Proprio nel momento in cui l’amministratore delegato Fabrizio Salini sta preparando il bilancio di un anno di gestione dell’azienda.

(da agenzie)

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QUATTRO AGGRESSIONI RAZZISTE IN DIECI GIORNI NEL FOGGIANO, NOVE LAVORATORI FERITI MENTRE ANDAVANO A LAVORARE NEI CAMPI

Luglio 25th, 2019 Riccardo Fucile

INQUIRENTI: “REGIA COMUNE”… “CI INSEGUONO ANCHE CON LE AUTO, VOGLIONO INVESTIRCI”… SALVINI INCAPACE DI GARANTIRE SICUREZZA, SI PASSI ALLA LEGITTIMA DIFESA

Quattro aggressioni a lavoratori immigrati negli ultimi dieci giorni a Foggia. Tutte nella stessa zona, alla stessa ora e con le stesse modalità . E cresce la paura.
Feriti nove ragazzi africani, il più grave, colpito a sassate in faccia all’alba di martedì, è ricoverato al reparto di chirurgia maxillofacciale dell’ospedale di San Giovanni Rotondo, per una frattura scomposta orbitozigomatico destra con evidente lesione cutanea ed edema palpebrale.
Dovrà  essere operato e dovrà  essere fatta la valutazione oculistica, per capire i danni subiti dall’occhio. Sono in tutto tre i giovani colpiti due giorni fa. Non erano insieme. Stavano andando al lavoro in bicicletta nella prima periferia est di Foggia. Ognuno da solo. E sono stati colpiti in momenti diversi anche se ravvicinati. Lungo la stessa strada ma in punti differenti. Segno di un’azione unica e preordinata.
Così come le precedenti. Il 13 luglio due persone vengono colpite alla testa da pietre lanciate da un’auto. Il 15 luglio, con la stessa dinamica, nella stessa area e sempre all’alba, vengono colpite tre persone, tutte sempre colpite alla testa. Il 17 luglio, di nuovo nella medesima zona e alle prime luci del giorno, mentre si reca al lavoro in motorino, un lavoratore viene speronato da un’auto, proprio in mezzo a un incrocio.
Nell’impatto perde un dente e si procura una ferita lacerocontusa al labbro inferiore. Mentre è riverso a terra sente una persona scendere dall’auto e colpire con forza il motorino che viene ulteriormente danneggiato.
«Sul posto i carabinieri ci fanno vedere le telecamere. E dicono ‘li becchiamo’ — racconta Alessandro Verona, referente medico dell’unità  migrazione di Intersos Italia, che sta seguendo gli immigrati feriti —. Ma dopo sei giorni arriva la quarta aggressione ».
Il 23 luglio, come detto, tre persone in bicicletta, ognuna in viaggio da sola verso il lavoro, vengono colpite alla testa ad altezze diverse della stessa strada statale. Con un particolare: i tre feriti indicano una macchina nera, piccola. Un vero bersagliamento con pietre tirate in testa. La goccia che fa traboccare il vaso è proprio il ferimento più grave, quello al volto.
Il 13 luglio, quando vengono feriti dalle pietre, i primi due ragazzi non vanno subito a denunciare ma poi quando due giorni dopo l’aggressione si ripete, presentano la denuncia con l’aiuto di Flai-Cgil e Asgi.
L’episodio più grave martedì, quando un giovane africano è stato colpito a sassi in faccia: adesso è ricoverato in chirurgia all’ospedale di San Giovanni Rotondo. Gli agenti sulle tracce di una macchina presente durante gli attacchi
Mentre i medici e i volontari di Intersos seguono l’aspetto sanitario e di mediazione culturale. L’anno scorso c’erano già  stati dei casi di questo tipo, nella stessa zona, con lancio di bottiglie piene d’acqua e petardi verso i ragazzi che vanno a lavorare in bicicletta. Anche allora tutti episodi regolarmente denunciati.
Il 28 marzo di quest’anno, nella zona di Borgo Mezzanone, Daniel Nyarko, 51 anni del Ghana, è stato ucciso con due colpi di pistola mentre era in bicicletta. Faceva il custode di una masseria e aveva evitato il furto di mezzi agricoli, facendo arrestare i ladri, che, coincidenza, sono usciti dal carcere pochi giorni prima dell’omicidio. Un fatto grave ma quasi ignorato dalla stampa.
Poi l’escalation degli scorsi giorni, ma già  a giugno i ragazzi avevano raccontato ai volontari che c’era qualcosa che non andava. «Ci inseguono con la macchina, sbandano cercando di farci cadere e lanciano pietre ».
Molto probabilmente gli aggressori percorrono la strada in auto e colpiscono chi incontrano. Tutto avviene molto rapidamente. E poteva anche andare molto peggio. È una strada statale molto trafficata e se uno cade rischia di essere travolto. Le vittime sono tutte africane e gli aggressori italiani, così come hanno denunciato gli immigrati aggrediti.
Ma prima dei sassi erano arrivate le minacce. «Ci sono macchine che ci affiancano e dicono “ora l’aria è cambiata e vi ammazziamo tutti” », è la loro denuncia.
«Le persone colpite sono scosse e l’intera comunità  dei lavoratori vive la preoccupazione di un clima persecutorio — è la riflessione allarmata di Verona — . Vivono la precarietà  dello sfruttamento lavorativo, quella abitativa, senza alternative valide ai ghetti, e ora si aggiunge tutto questo.
Vogliono tutela prima ancora che giustizia. C’è chi mi dice ‘dottore io dormo coi sassi vicino’. Hanno paura e per questo stiamo intensificando la nostra presenza. Anche perchè c’è il rischio di una reazione dei ragazzi.”

(da “Avvenire“)

argomento: Razzismo | Commenta »

I BULLI ITALIANI DI CIRIE’, FINITI TRE ANNI DI LAVORI SOCIALMENTE UTILI, FESTEGGIANO CON UN VIDEO: “FANCULO SBIRRI, SIAMO LIBERI”

Luglio 25th, 2019 Riccardo Fucile

OTTIMO RISULTATO DELLA CONDANNA PER “RECUPERARLI”, I FIGLI DI “FAMIGLIE BENE” ORA DILEGGIANO PURE LE FORZE DELL’ORDINE… CONDANNATI PERCHE’ AVEVA COSTRETTO UN COETANEO A MANGIARE UN PANINO PIENO DI ESCREMENTI

Avevano appena concluso un “percorso rieducativo”, che gli era stato imposto dal tribunale per un grave fatto di bullismo di cui si erano resi responsabili.
Appenna usciti dal tribunale dei minori, i quattro adolescenti hanno girato un video in cui dileggiavano le istituzioni e insultavano le forze dell’ordine. “Siamo liberi, fanc… sbirri”, si sente nel filmato, ora in possesso dei carabinieri per gli accertamenti del caso.
Succede a Ciriè, nel Torinese, e i protagonisti sono quattro adolescenti, appartenenti anche a famiglie perbene.
Avevano appena terminato tre anni di lavori socialmente utili disposti dalla magistratura minorile a conclusione delle indagini: e invece, tra un selfie e uno sberleffo in tribunale, puntualmente finiti sul web, i bulli oltre allo sfregio alle istituzioni non hanno nemmeno dimostrato alcun ravvedimento.
Il caso che li aveva messi nei guai è quello delle botte e soprattutto del panino infarcito di escrementi fatto mangiare ad un loro compagno e coetaneo, nel 2016.
Le foto e le frasi ingiuriose nei confronti dell’autorità  giudiziaria finite sul web hanno acceso polemiche e reazioni pesanti, culminate anche in alcune   minacce.
Lo denuncia Cinzia Somma, uno degli amministratori del blog su Facebook L’Altra Ciriè, attaccata per il suo intervento sul tema – insieme ad altri utenti adulti – sia da un paio di ragazzi, non direttamente coinvolti nella vicenda ma vicini agli autori, sia dagli stessi genitori dei ragazzi, tramite messaggi privati.
Alcuni amici degli adolescenti hanno minimizzato parlando di “bravate per esorcizzare la tensione in tribunale”, fatte “per lenire le sofferenze patite in questo periodo”.

(da agenzie)

argomento: criminalità | Commenta »

TRAVAGLIO ATTACCA IL NUOVO CORSO M5S

Luglio 25th, 2019 Riccardo Fucile

“MANDATO ZERO E’ RIDICOLO, FAR USCIRE I SENATORI MENTRE PARLA CONTE ATTO DEMENZIALE”

Marco Travaglio ha un diavolo per capello da quando Conte ha detto sì al TAV ed oggi dedica parte del suo editoriale al MoVimento 5 Stelle che lo sta evidentemente deludendo, come diceva quel grande chef.
Travaglio se la prende prima con “Il “mandato zero”, ridicolo sia nella denominazione sia nella sostanza, visto che riguarda appena una ventina di eletti della vecchia guardia”, poi con l’assoluta impreparazione di Conte e dei grillini a gestire l’annuncio della TAV e infine parla dell’uscita dall’aula di ieri:
“La mossa demenziale di ordinare ai senatori M5S di uscire dall’aula tre minuti prima che Conte iniziasse a parlare del caso Rubli. E poi, peggio ancora, spiegarla come un atto polemico contro Salvini latitante in Parlamento e contro le sgangherate smargiassate leghiste sul Tav e contro Fraccaro alla Camera, quando ormai tutti avevano notato il grave sgarbo istituzionale e personale a Conte (in Senato stava parlando lui, non Salvini, che ovviamente se n’è infischiato).”
“Così il premier è sempre più distante dai due partner e gioca la sua partita in autonomia: non solo per l’ostilità -rivalità  della Lega, ma anche per l’incredibile sfarinamento del rapporto con il partito che l’aveva scelto e che oggi rischia di perdere i benefici della sua popolarità . Con quella ritirata precipitosa dall’aula, fra l’altro, il Movimento votato all’ “onestà ” ha rinunciato a interrogare, anche in contumacia, l’imbarazzante alleato sull’ennesimo scandalo. E Salvini gode.”

(da “NextQuotidiano”)

argomento: governo | Commenta »

RUBLIGATE: CONTATTI COSTANTI CON SALVINI A MOSCA NEL TELEFONINO DI SAVOINI SEQUESTRATO DALLA PROCURA

Luglio 25th, 2019 Riccardo Fucile

SALVINI HA MENTITO PIU’ VOLTE. ALTRO CHE “ACCOMPAGNATORE”: SAVOINI ERA NELLA DELEGAZIONE UFFICIALE ITALIANA TRASMESSA DAL NOSTRO AMBASCIATORE IN RUSSIA ALLE AUTORITA’ LOCALI SU INDICAZIONE DEL VIMINALE

Ci sono i contatti tra Matteo Salvini e Gianluca Savoini nel telefonino che la procura di Milano ha sequestrato al presidente dell’Associazione LombardiaRussia. E i contatti dimostrano che tra i due c’era un rapporto quasi quotidiano e gettano una luce molto diversa sull’inchiesta del Rubligate o dei rubli della Russia alla Lega.
Carlo Bonini e Fabio Tonacci spiegano quindi oggi su Repubblica che Salvini ha mentito. Lo ha fatto una prima volta l’11 luglio scorso, escludendo la partecipazione del suo ventriloquo a Mosca nella delegazione ufficiale italiana in occasione degli incontri bilaterali con il ministero dell’interno russo (16 luglio 2018).
Circostanza già  smentita dall’evidenza di una foto scattata in quella occasione e ora annichilita dal premier Conte sulla scorta di documenti ufficiali prodotti dalla nostra ambasciata a Mosca:
Ed è tornato a farlo una seconda volta, il 12 luglio, e di lì in avanti, accreditando il suo rapporto con Savoini come quello che si può avere con «un vecchio amico della Statale di Milano conosciuto 25 anni fa».
Una favoletta che fa a pugni con ciò che ora documentano la memoria delle chat whatsapp e i tabulati del telefono sequestrato a Savoini dalla Procura di Milano che lo indaga per corruzione internazionale.
Non fosse altro perchè i contatti telefonici tra Salvini e Savoini — secondo quanto riferiscono fonti inquirenti — hanno avuto una frequenza giornaliera in questo primo anno al Governo. E non fa eccezione quel 18 ottobre del 2018, quando il Vicepremier rientrò dalle sue trentasei ore di trasferta a Mosca per il convegno di Confindustria Russia, lasciando che Savoini, in veste di messo della Lega (anche questa un’evidenza emersa dalle chat del telefono), si accomodasse ai tavoli del Metropol per discutere della fornitura di petrolio di Rosneft su cui si doveva ritagliare un finanziamento per il partito.
E c’è di più. Ieri il Viminale ha comunicato ufficialmente e per iscritto che «Gianluca Savoini partecipò al vertice bilaterale di Mosca del 16 luglio del 2018 come semplice accompagnatore, conosciuto dalla controparte in virtù degli incontri organizzati in passato».
«Savoini — prosegue la comunicazione inviata a Repubblica — non era nella delegazione ufficiale del Ministero dell’Interno partita da Roma, nè ha mai fatto parte di delegazioni ufficiali a Mosca, nè il Viminale ha sostenuto in tutto o in parte le sue spesi di viaggio o di soggiorno in Russia».
Anche qui Salvini cammina sul filo sottile tra verità  e bugia:
Come Conte ha riferito in Senato, è stata infatti la nostra ambasciata a Mosca a riferire che, in quel 16 luglio del 2018, fu lei a trasmettere al ministero dell’Interno russo la composizione della delegazione italiana «su indicazione del protocollo del Viminale» e che «la delegazione ufficiale comprendeva anche il nominativo del signor Savoini».
E tuttavia, come è evidente, la trovata lessicale è una toppa peggiore del buco.
L’11 e il 12 luglio (a Repubblica prima, attraverso la sua responsabile stampa, e in una conferenza a Milano dello stesso ministro dell’Interno poi), Salvini aveva infatti sostenuto di non avere la più pallida idea del perchè si fosse ritrovato Savoini seduto al vertice bilaterale con i Russi. «Chiedetelo a lui», aveva risposto.
Arrivando persino a ipotizzare che quel suo «vecchio amico della Statale» lo avessero invitato i russi a sua insaputa. Una panzana, insomma. Anche in quest’ultima versione dell’accompagnatore.
E poi c’è anche il singolare duetto canoro a favore di social network in cui si esibì, il 21 dicembre del 2018, quando trovò il tempo di ricevere al Viminale Al Bano Carrisi, l’artista da anni folgorato da Putin. Al Bano era stato ospite dell’ambasciata russa qualche tempo fa. A quella serata parteciparono anche Salvini e Savoini.

(da “NextQuotidiano”)

argomento: Giustizia | Commenta »

LA “BESTIA” DI SALVINI E’ OSPITATA NELLA SEDE DELL’UGL, UNA VERGOGNA PER CHI HA CREDUTO NEL SINDACALISMO NAZIONALE

Luglio 25th, 2019 Riccardo Fucile

INFAMI TRADITORI DI ANNI GLORIOSI DELLA CISNAL E DI TANTI SINDACALISTI VERI CHE RISCHIAVANO LA PELLE NELLE FABBRICHE NEGLI ANNI DI PIOMBO

La Bestia di Salvini ha anche una sede fisica. La tana della creatura che Luca Morisi ha messo a punto per il Capitano si trova in via delle Botteghe Oscure, a Roma, dirimpetto a dov’era il Pci. Distanza: 12 metri (scarsi).
A scriverlo oggi è Sergio Rizzo, che ci informa anche che quella attualmente è la sede dell’UGL (Unione Generale del Lavoro), il sindacato di destra nato quasi settant’anni fa come Cisnal da una costola del Msi, che ha sede nel medesimo stabile.
Una scoperta, spiega Repubblica, che può sorprendere solo chi ignora come l’Ugl sia passata armi e bagagli sotto le insegne della Lega. E proprio per questo c’è una guerra in corso con qualcuno:
Quel qualcuno è Giancarlo Favoccia, vice segretario generale dell’Ugl da mesi in guerra con il segretario generale Francesco Paolo Capone, che l’ha privato dell’incarico e della funzione di responsabile organizzativo dopo una lettera in cui chiedeva notizie su una serie di spese, come abbiamo raccontato su questo giornale mercoledì 17 luglio. Adesso però spunta una nuova lettera nella quale Favoccia alza ancora il tiro con Capone.
«Relativamente alla Lega — c’è scritto — ti chiedo spiegazioni sul come Tu abbia gestito e autorizzato l’allocazione al primo piano di un loro staff e se esiste eventualmente un contratto di sublocazione».
Lo staff in questione è, appunto, la Bestia. E la questione non si può, secondo l’estensore della lettera, liquidare facendo spallucce.
Per ragioni intuibili, a cominciare dalle implicazioni economiche. A carico di chi è la spesa: della Lega o dell’Ugl?
I locali sono dell’Istituto Pasteur, che fa capo a una fondazione dell’Università  di Roma La Sapienza, presieduta dall’ex potentissimo rettore Luigi Frati. Sono stati affittati per 102 mila euro l’anno all’Ugl, che li ha poi subaffittati all’Iper-Ugl, l’istituto di ricerca del sindacato.
Favoccia insiste: «Mi chiedo come Tu non abbia riflettuto sulla delicata posizione in cui hai messo la nostra Ugl visto i trascorsi passati con la Fondazione città  nuove che allocava appunto negli stessi locali…».
Il riferimento è alla formazione politica di Renata Polverini, l’ex segretaria generale dell’Ugl diventata nel 2010 governatrice del Lazio, la cui sede era stata piazzata nell’immobile del sindacato in via delle Botteghe Oscure.
Favoccia racconta anche altro: «Sono venuto a conoscenza che l’on. Francesco Zicchieri è stato addirittura assunto dall’Ugl nell’anno 2017, pare con un costo di circa 5 mila euro…».

(da “NextQuotidiano”)

argomento: sindacati | Commenta »

FELTRI, DELIRIO QUOTIDIANO: “LO SMOG FA BENE ALLA SALUTE. GLI ESPERTI? TUTTI BALLISTI”

Luglio 25th, 2019 Riccardo Fucile

DIA L’ESEMPIO E COLLEGHI IL TUBO DI SCAPPAMENTO DELLA SUA AUTO ALLA SUA BOCCA

Andate fuori da una fabbrica e respirate a pieni polmoni, sgasate con la vostra automobile (rigorosamente diesel) aprendo i vostri finestrini: questo è l’elisir di lunga vita.
Almeno secondo Vittorio Feltri. Il direttore di Libero, nel suo editoriale di giovedì 25 luglio, offre una chiave di lettura molto sui generis dei dati diffusi ieri dall’Istat sull’aumento del numero di centenari in Italia.
Secondo l’ultimo rilevamento demoscopico, infatti, il trend degli over 100 nel nostro Paese è in aumento nell’ultimo decennio (2009-2019), con numeri addirittura raddoppiati per quel che riguarda i fortunati ad aver superato i 105 e i 110 anni.
Ed ecco che, secondo Vittorio Feltri, questi numeri vanno a corroborare la sua tesi (che porta avanti da tempo, scagliandosi contro chi parla degli effetti del cambiamento climatico con annessa emergenza) secondo cui non è vero che l’inquinamento incida negativamente sulla vita dell’essere umano.
Anzi, secondo il direttore di Libero lo smog non fa altro che far aumentare la speranza di vita degli italiani. Il tutto confermato dal rapporto dell’Istat. In special modo per i numeri che arrivano dal Nord.
«Se una massa di vecchi bacucchi abita nelle zone — Lombardia, Veneto, Piemonte, eccetera — più esposte ai cosiddetti rischi delle polveri sottili e roba del genere, significa che il supposto avvelenamento dell’atmosfera è una gigantesca balla, e si potrebbe addirittura sospettare che esso faccia bene alla salute. Se non è così, i presunti competenti in materia di degrado ambientale ci spieghino perchè a Milano si muore più tardi rispetto a Campobasso dove l’aria sarebbe più pulita. Questo è un mistero che nessuno è stato capace di svelare».
Forse basterebbe sapere che al nord si curano più che al   Sud, ma questo per Feltri non sarebbe sicuramente rilevante.
Il ragionamento di Vittorio Feltri procede contro la demonizzazione degli scarichi industriali, delle automobile alimentate a Diesel e tutte le altre fonti di smog e inquinamento. Per lui sono state fatte, in sintesi, teorie create ad hoc contro l’industrializzazione.
Poi la chiusura sulle donne, che sono più longeve rispetto agli uomini: «Le signore sono più dure a crepare rispetto ai signori. Fate caso alle vedove: non appena hanno seppellito il marito, rifioriscono. Viaggiano, giocano a canasta, si distraggono, si abbandonano ai piaceri dell’esistenza da single».
Fermiamoci qui, per oggi la cronaca dal reparto psichiatrico sovranista è sufficiente

(da agenzie)

argomento: Costume | Commenta »

RIDICOLI: PUR DI BLOCCARE IL VELO ISLAMICO LA LEGA IN SARDEGNA VIETA PERSINO LE MASCHERE DELLA TRADIZIONE SARDA

Luglio 25th, 2019 Riccardo Fucile

IL DOCUMENTO DEL COORDINATORE DELLA LEGA VIETA ANCHE I TRADIZIONALI SCIALLI SARDI

Zoffili che è il vero governatore della Sardegna (altro che Solinas) ha scritto una proposta scioccante.
Leggete cosa propone l’On. Zoffili coordinatore della Lega in Sardegna.
Propone di vietare, per ragioni di sicurezza, l’utilizzo nei luoghi pubblici dei tradizionali sciali e altri indumenti che le donne sarde indossano, alcune quotidianamente, la maggior parte nel corso delle sfilate di Sant’Efisio, del Redentore, della Cavalcata Sarda, della Sartiglia per citare le più conosciute e con cui spesso, secondo quelli che sono i canoni tradizionali, coprono parzialmente il volto.
Non solo secondo questa proposta di indirizzo le Maschere tradizionali sarde non potrebbero più essere utilizzate per sfilate (Carnevale) e spettacoli etnici
Il capo padagno dei leghisti sardi chiede che cali il sipario su una cultura milleniaria, in preda al delirio sicuritario.

(da agenzie)

argomento: denuncia | Commenta »

VIA QUELLA SCRITTA: BLITZ DELLA RAGGI NELLA SEDE DI CASAPOUND

Luglio 25th, 2019 Riccardo Fucile

AGENTI DELLA DIGOS NOTIFICANO IL PROVVEDIMENTO DI RIMUOVERE LA SCRITTA ALL’ENTRATA DELLO STABILE OCCUPATO

Blitz della sindaca di Roma, Virginia Raggi, presso lo stabile occupato da Casapound in via Napoleone III a Roma. Alcuni agenti della Digos stanno notificando il provvedimento che impone di rimuovere la scritta Casapound incisa all’entrata dello stabile.
Virginia Raggi, su Twitter, definisce il provvedimento come un ripristino della “legalità ” e sottolinea come l’edificio occupato da Casapound sia un “simbolo della prepotenza”.
La sindaca aveva fatto richiesta, circa un mese fa, ai vigili di accertare se la scritta fosse abusiva e, nel caso, rimuoverla. È poi impegnata ad arrivare allo sgombero dello stabile. “Finalmente l’Agenzia del Demanio ha avviato iter per lo sgombero di Casapound. Bene, questa situazione non è più tollerabile. Basta privilegi sulle spalle dei cittadini” aveva twittato la Raggi la scorsa settimana.
A Roma si starebbe per aprire l’annunciata “stagione degli sgomberi” invocata e promessa dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. Una lunga serie di interventi che saranno eseguiti a partire dalla primavera del 2020. Nella lista degli edifici da liberare, con l’ok del prefetto della Capitale, compaiono 25 stabili, tra cui cinque storici centri sociali, ma non la tanto discussa sede del movimento di estrema destra di Casapound. Del quartier generale dei “fascisti del terzo millennio” se ne dovrà  occupare la Procura di Roma dopo la denuncia del Demanio che ha anche avviato ufficialmente la procedura per lo sgombero dell’edificio di via Napoleone III.

(da agenzie)

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