Luglio 16th, 2019 Riccardo Fucile
BREXIT, RIFORMA DI DUBLINO, SALARIO INIMO, FLESSIBILITA’, ACCOGLIENZA: I TEMI DEL SUO DISCORSO
Sì salario minimo, sì anche a una proroga della Brexit, impegno a discutere sempre le proposte del Parlamento, ricorso a tutta la flessibilità prevista dal Patto di Stabilità , parità di genere nella prossima Commissione e ok alla revisione di Dublino.
È un’attività di seduzione a tutto campo quella di Ursula Von der Leyen, la candidata designata dai Ventotto e oggi chiamata davanti al Parlamento per sottoporsi al voto dell’emiciclo.
“In mare c’è l’obbligo di salvare le vite. La Ue deve e può difendere questi valori”, ha detto. “Dobbiamo salvare le vite ma non è sufficiente – ha aggiunto – dobbiamo lottare contro i trafficanti di esseri umani, assicurare le nostre frontiere esterne e tutelare il diritto asilo tramite corridoi umanitari”.
Von der Leyen ha ribadito che è necessaria una revisione del regolamento di Dublino. “Proporrò un nuovo patto per la migrazione e l’asilo, incluso il rilancio della riforma di Dublino”. “Questo ci consentirà di tornare ad una pienamente funzionale area Schengen, che è il più importante traino per la nostra prosperità , sicurezza e libertà ”.
“Voglio garantire che in una economia sociale di mercato ogni persona che lavora a tempo pieno possa avere un salario minimo che garantisca una vita dignitosa”, prosegue Ursula von der Leyen.
“Perciò svilupperemo un quadro nel rispetto dei quadri di lavoro – ha aggiunto -, l’opzione ottimale è avere contrattazioni collettive con i sindacati perchè loro possono adeguare il salario minimo al settore e al comparto. So che ci sono modelli diversi ma dobbiamo creare un quadro generale”.
“Se il Parlamento vota a favore di una iniziativa legislativa, mi impegno a proporre un atto legislativo’, si impegna poi von der Leyen. Questo è un punto molto delicato perchè l’esecutivo Ue è la sola istituzione europea a disporre del monopolio di iniziativa legislativa.
Il trattato prevede già la possibilità per il parlamento di chiedere alla Commissione un intervento legislativo tuttavia non c’è un uso sistematico di tale possibilità . L’apertura di von der Leyen in questa direzione è un tassello dell’operazione ‘seduzione’ degli eurodeputati per superare il cosiddetto ‘deficit democratico’.
“Per me solamente una cosa è importante, l’Europa va rafforzata e chi la vuole fare fiorire mi avrà dalla sua parte, ma chi vuole indebolire questa Europa troverà in me una dura nemica”.
Così la candidata designata dai Ventotto alla presidenza della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Sono disposta a garantire una ulteriore proroga al recesso nel caso in cui fosse necessario più tempo per motivi validi”.
“Assicurerò una piena parità di genere nel mio collegio dei commissari”. Così la candidata designata dai Ventotto. “Se gli Stati membri non proporranno abbastanza candidati donne come commissari – ha assicurato – non esiterò a chiedere nuovi nomi”. Von der Leyen ha poi ricordato che le donne “rappresentano la metà della popolazione” dell’Ue. “Vogliamo la nostra giusta parte”.
Quanto all’economia, “dobbiamo lavorare nell’ambito del patto di stabilità e crescita, dobbiamo utilizzare tutta la flessibilità permessa dalle regole”.
Sul tema ambientale, invece, aggiunge: “Presenterò un accordo verde per l’Europa nei primi cento giorni del mio mandato”.
Così la candidata designata dai Ventotto alla presidenza della Commissione europea Ursula von der Leyen, intervenendo oggi in aula a Strasburgo. “Una delle sfide pressanti” per l’Ue ”è mantenere il pianeta sano. È la più grande responsabilità e opportunità del nostro tempo”, ha sottolineato von der Leyen. “Voglio che l’Europa diventi il primo continente climaticamente neutrale entro il 2050”, ha aggiunto la ministra tedesca, applaudita dall’emiciclo.
“Per realizzare questo obiettivo – ha aggiunto – dobbiamo compiere passi coraggiosi insieme. Il nostro obiettivo di ridurre le emissioni” di Co2 “del 40% entro il 2030 non è sufficiente”, è necessario “andare oltre” puntando a una riduzione delle emissioni “del 50% se non 55%”.
Il gruppo sovranista non la vota, lei: “Fiera di non avere il loro appoggio”.
Il gruppo “Identità e democrazia” voterà contro la candidatura di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione Ue. Lo ha annunciato l’eurodeputato Alternative fur Deutschland Joerg Meuthen (“Identità e democrazia”), intervenendo in aula a Strasburgo. Nel gruppo siede anche la Lega. “Con tutto il rispetto per la sua persona – ha affermato Meuthen – noi del gruppo riteniamo che lei non sia in grado di rispondere ai requisiti” per essere nominata presidente della Commissione europea.
“Sono sollevata che non avrò il suo sostegno per me è veramente un premio per tutto quello che ho fatto”. Così la candidata designata dai Ventotto alla presidenza della Commissione europea Ursula von der Leyen rivolgendosi all’eurodeputato Alternative fur Deutschland Joerg Meuthen (“Identità e democrazia”).
(da agenzie)
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Luglio 16th, 2019 Riccardo Fucile
I BUONI PADRI DI FAMIGLIA CHE DAL BAR VICINO ASSISTONO ALLA SCENA NON INTERVENGONO, DEGNI RIFIUTI UMANI PARI ALL’AGGRESSORE… IL PROPRIETARIO DELLA POMPA DI BENZINA INDIGNATO: “VERGOGNOSO NON ESSERE INTERVENUTI A DIFENDERLA”
Una storia assurda, l’ennesimo sintomo di un razzismo che è cresciuto e che ornai è
legittimato sia socialmente che politicamente: picchiata e insultata con epiteti come «sporca neg…» da un «omone grande e grosso» sul piazzale di una stazione di servizio nell’indifferenza di chi è molto difficile che non abbia visto nulla
È la triste vicenda di Susy, una benzinaia di Vazzola, in provincia di Treviso, aggredita per aver fatto notare al conducente di un furgone che stava attraversando il distributore a velocità troppo sostenuta
Secondo quanto denunciato dal capo della 35enne, venerdì la donna stava andando a riaprire la pompa di benzina intorno alle 15 quando «entrando con la macchina quasi si scontrava con un furgone bianco che correva dentro il piazzale per andare al bar lì attaccato», scrive Luca Vazzoler su Facebook.
Susy suona il clacson e fa notare al conducente che è pericoloso «guidare così in un piazzale dove passano clienti».
Non l’avesse mai fatto: «Ne nasce una discussione che culmina con questo omone grande e grosso che le tira dapprima un ceffone facendole perdere gli orecchini e sanguinare l’orecchio, per concludere con un calcio all’altezza del ginocchio del quale porta ancora ovviamente l’ematoma. Il tutto condito da insulti tipo “put..na”, “sporca neg…” a “puzzi”».
Il presunto aggressore, poi, sarebbe andato al bar lì di fronte, la cui ampia vetrata dà sul piazzale ma che non fa parte della pompa di benzina.
Da lì, nessuno, «nè il gestore nè i suoi altri tre clienti presenti al momento» esce a soccorrere la donna che, nel frattempo, ha chiamato i Carabinieri, il marito e il suo capo: «Nessuno dei presenti interviene, vede e sente niente», denuncia Vazzoler.
«Il gestore del bar però chiama subito il proprietario dell’area per avvisarlo che la benzinaia ha litigato con un cliente… strano per uno che non ha visto nulla», aggiunge
«Ho avuto molta paura, sentivo il sangue che mi scendeva dal labbro e dall’orecchio, quell’uomo non la finiva più e nessuno veniva ad aiutarmi», ha raccontato Susy al Corriere della Sera.
«Oltre a varie parolacce per dire che ero uno poco di buono, mi ha chiamato “negretta” e “negra di m…”, mi ha detto che devo tornare in Marocco, che puzzo…», ha aggiunto. La donna non se ne capacita: «Non mi era mai successo nulla di simile. Sono in Italia da quasi 20 anni, lavoro al distributore da cinque e mi sono sempre trovata bene con tutti», ha affermato
L’uomo che sarebbe responsabile del pestaggio, un 49enne della zona, è stato identificato grazie al numero di targa, ma le telecamere di sicurezza della stazione di servizio non avrebbero ripreso l’accaduto.
Susy – che dopo essere stata medicata in ospedale è stata dimessa – ha sporto denuncia: «Se qualcuno sa qualcosa parli. Non si può lasciare impunito chi si comporta così, non si può rimanere indifferenti, non si può lasciar correre», scrive il suo capo su Facebook.
(da agenzie)
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Luglio 16th, 2019 Riccardo Fucile
AUTORI UN GRUPPO DI GIOVANI A BORDO DI UN’AUTO, LA SOLITA FOGNA RAZZISTA ALIMENTATA DAI SOVRANISTI
A Foggia un gruppo di migranti vittima di un’aggressione da parte di italiani.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, i migranti stavano andando al lavoro in bicicletta quando sono stati affiancati da un’automobile con a bordo alcuni ragazzi che hanno iniziato a lanciare delle pietre. Due uomini sono stati colpiti alla testa riportando un trauma cranico e due ferite.
Sul posto è stato necessario l’intervento del 118. I migranti hanno denunciato tutto ai carabinieri che hanno ascoltato le vittime della sassaiola.
Molti migranti non sono andati al lavoro anche per paura. “Non sono andato al lavoro – ha raccontato una delle due vittime, un cittadino della Guinea Bissau – ho paura trovare ancora quei ragazzi”.
Sull’accaduto è intervenuta la Flai Cgil di Foggia secondo cui “appare evidente, che il clima di odio fomentato anche da azioni di forze politiche che fanno della discriminazione razziale verso gli immigrati che vivono e lavorano in questa provincia, l’unico impegno politico concreto, dimenticandosi delle difficoltà che i cittadini vivono ogni giorno, addossando qualsiasi responsabilità alla presenza di persone extracomunitarie”.
(da agenzie)
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Luglio 15th, 2019 Riccardo Fucile
LA MINISTRA DELLA DIFESA: “NON LASCIO SOLI I MIEI RAGAZZI, IL VIMINALE SPIEGHI PERCHE’ HA DATO PARERE NEGATIVO”
La ministra della Difesa Elisabetta Trenta contro il vicepremier Matteo Salvini. L’attacco arriva
via social, e riguarda un emendamento al decreto Sicurezza bis per gli straordinari ai militari del’operazione Strade sicure.
La ministra attacca: “I nostri ragazzi vigilano ogni giorno per la nostra sicurezza. Sono uomini e donne che meritano rispetto. E lo ripeto: rispetto! Fanno turni stancanti, pesanti e solo una piccolissima parte di straordinari possono essergli riconosciuti. Sono 7milioni di euro, la Difesa ce li ha e io ho deciso, attraverso un emendamento al Dl Sicurezza bis, di metterli sul piatto per riconoscere a questi ragazzi quello che, più semplicemente, rappresenta un loro diritto. Se ti spacchi la schiena e lavori il doppio per la sicurezza del Paese, rischiando a volte la vita stessa, lo Stato non si può girare dall’altra parte. Ma proprio in questo momento dal Viminale, che ha competenza in materia, ci è stato comunicato che c’è l’orientamento ad esprimere parere negativo sull’emendamento, che tra l’altro ha già avuto il parere positivo di altri dicasteri dopo essere stato rivisto dal Mef. Ed ora voglio capire il perchè. Lo esigo!”
Trenta affonda il colpo, ricordando l’ira di Salvini quando gli emendamenti per le polizie civili erano stati bloccati e poi riammessi: “Voglio capire se esistono figli e figliastri, visto che nemmeno due giorni fa ho sentito alzare la voce sulla presunta inammissibilità di altri emendamenti per i corpi di polizia civile, fortunatamente poi passati. Mi aspetto una risposta chiara. Io i miei ragazzi non li lascio soli. Io voglio una spiegazione a questa ingiustizia. Il Viminale spieghi!”.
(da agenzie)
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Luglio 15th, 2019 Riccardo Fucile
SCENA MUTA SUI RUBLI NEL TENTATIVO DI CORRUZIONE INTERNAZIONALE
Ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere davanti ai pm di Milano Gianluca Savoini, accusato di corruzione internazionale.
L’interrogatorio si è svolto in un luogo tenuto riservato, esterno al Palazzo di Giustizia. Nelle stesse ore in cui il presidente dell’Associazione Lombardia-Russia sceglieva di non parlare con i magistrati, Matteo Salvini ribadiva il suo silenzio sulla vicenda: “Se ci fosse qualcosa da chiarire sarei il primo, ma siccome non c’è, non commento fantasie”
A insistere per un intervento di Salvini in Aula anche il premier Conte. A chi gli ha chiesto se fosse il caso che il ministro dell’Interno parlasse della vicenda ai deputati ha risposto con un “perchè no”.
Il presidente del Consiglio nei giorni scorsi aveva affermato di non conoscere Gianluca Savoini, l’uomo che avrebbe trattato con persone del Cremlino al Metropol di Mosca per far ottenere illecitamente fondi alla Lega. Conte ha poi aggiunto: “Tutte le occasioni e tutte le sedi, in primis il parlamento, sono le sedi giuste per onorare le linee guida dell’assoluta trasparenza e dell’assoluta fedeltà agli interessi nazionali che ispirano il governo”.
Il premier poi ha sottolineato che l’obiettivo dell’esecutivo è tenere fede agli interessi del Paese e avere condotte trasparenti: “Sia ben chiaro che le nostre linee guida sono: assoluta trasparenza nei confronti dei cittadini italiani, assoluta fedeltà agli interessi nazionali e questo governo non si muoverà di un millimetro da queste linee guida. Su questo voglio essere chiaro”.
(da agenzie)
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Luglio 15th, 2019 Riccardo Fucile
ATLANTIA ENTRA IN ALITALIA E DI MAIO FESTEGGIA, GENOVA E’ ORMAI LONTANA
Nuova Alitalia, atto primo. Atlantia entra nella cordata di salvataggio. 
Luigi Di Maio può solo prenderne atto. E “festeggiare” a denti stretti. Dopo un anno in cui i 5 stelle si sono scagliati contro i Benetton per il crollo del ponte Morandi a Genova, la capriola, politica, di contenuto e di immagine è compiuta.
E quindi benvenuti a bordo.
In un post su Facebook il capo politico del Movimento ribadisce che Autostrade e la revoca della concessione è altra cosa, ma il dato dell’oggi dice che i Benetton sono entrati nella cabina di comando di Alitalia. E questo dato è stato metabolizzato. O tale deve apparire.
Ma restano i contraccolpi che può generare, dentro e fuori il Movimento, da oggi in avanti. A maggior ragione che l’ingresso di Atlantia ha un prezzo: il rinvio. Perchè se Fs ha deciso che sarà Atlantia, e solo Atlantia, ad affiancarla insieme al Tesoro e all’americana Delta nella squadra dei cavalieri bianchi, l’ha potuto fare accogliendo una manifestazione di interesse. Che, essendo tale, è soggetta a trattativa. E le trattative si tirano dietro interessi da tutelare e rivendicazioni. Il pallino ce l’hanno in mano i Benetton.
Il salvataggio di Alitalia ha tempi lunghi, metà settembre almeno. Solo dopo la riscrittura del piano industriale e solo se questa riscrittura sarà ritenuta sufficiente, allora la holding dei Benetton metterà sul piatto i circa 350 milioni necessari per completare la caccia al tesoro che in totale arriva a 1 miliardo.
Per capire quanto ancora la soluzione definitiva sia lontana basta sapere che le quote dentro la cordata saranno definite solo in un secondo momento. Atlantia è disposta a entrare con il 35-40%, ma i numeri arriveranno dopo.
La decisione di scegliere Atlantia come quarta gamba della cordata di salvataggio è stata presa da Fs nel corso di un consiglio di amministrazione lunghissimo, durato oltre quattro ore e mezza. Fonti qualificate raccontano di una riunione nella quale si sono sondate fino all’ultimo particolare tutte e quattro le manifestazioni di interesse arrivate domenica pomeriggio a Mediobanca, l’advisor delle Ferrovie.
Solo Atlantia ha superato il test di affidabilità . Fuori invece Claudio Lotito e German Efremovich, socio di maggioranza della colombiana Avianca. E fuori anche il gruppo Toto, il cui ingresso era caldeggiato da Di Maio per bilanciare l’ingresso di Atlantia. Hanno prevalso altre logiche, strettamente finanziarie e di mercato.
Era nota la preferenza di Fs per Atlantia perchè le Ferrovie, che entreranno nella cordata con il 35% (versando quindi circa 350 milioni), hanno sempre vincolato il proprio investimento a un’operazione di natura industriale forte, con un partner dal profilo industriale altrettanto di peso.
Delta ha formalizzato negli scorsi giorni la scelta di avere a fianco solo Atlantia. Al netto del largo fronte politico a sostegno (da Matteo Salvini a Giovanni Tria fino al premier Giuseppe Conte), Atlantia si è imposta soprattutto per i suoi numeri, il suo business e l’affidabilità riconosciuta dagli operatori di mercato.
Il gruppo Toto, come si diceva, non entrerà nella cordata. E questa esclusione dice una cosa importante per la partita che si aprirà da oggi fino al giorno in cui Fs riterrà idonei i tempi per lanciare la proposta di acquisto di Alitalia, dando quindi vita alla newco. Dice che il potere contrattuale dei Benetton cresce. A dismisura. Atlantia si siederà al tavolo con Fs e chiederà di riscrivere il piano industriale fino ad ora abbozzato dalle Ferrovie e da Delta.
Deve tutelare Aeroporti di Roma, la società che ha in pancia e che gestisce l’aeroporto di Fiumicino. La lista dei desiderata è lunga. Include vision, strategia, fino al personale che dovrà avere la nuova Alitalia.
Le rotte, ad esempio, è un capitolo del piano industriale che va riscritto perchè Atlantia vuole spostare la nuova compagnia aerea verso quelle a lungo raggio.
Quindi Cina, Stati Uniti, Canada. Non i Balcani o rotte a breve e medio raggio.
Poi i servizi, che si vuole ai livelli di Adr. Fiumicino è l’hub di riferimento di Alitalia, che vale circa il 28% dei ricavi aeronautici di Adr (in calo costante da dieci anni).
Se Alitalia ritorna a crescere e il traffico si intensifica tutto ciò può avere un effetto positivo su tutta l’economia dell’aeroporto. E qui si apre il tema dei servizi a terra, che nello scalo romano impiegano attualmente migliaia di lavoratori. Anche sugli esuberi bisognerà trattare.
Il primo tassello per la nuova Alitalia è stato posizionato. Chiude una parte di una partita più grande, quella appunto tra i 5 stelle e i Benetton. Quelli che erano ritenuti I carnefici diventano i salvatori della patria.
(da “Huffingtonpost”)
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Luglio 15th, 2019 Riccardo Fucile
“UN VERO LEADER VA IN PARLAMENTO E SI DIFENDE, NON SCAPPA”
“Caso Russia-Lega? Di questa vicenda mi preoccupa molto più un altro aspetto rispetto all’inchiesta aperta dalla Procura di Milano. Il problema vero è la tenuta di nervi di Salvini che si è sciolta come neve al sole. Pensavamo di avere un leader forte e carismatico che invece ha dimostrato di essere molto debole e fragile. Come ha reagito a queste prime notizie è veramente da ragazzo viziato“.
Sono le parole dell’ex giornalista Luigi Bisignani, intervistato a “L’Italia s’è desta” (Radio Cusano Campus), sulla vicenda dei fondi russi alla Lega.
E spiega: “Matteo Salvini non avrebbe mai dovuto rinnegare l’amicizia con Savoini. Ricorda quello che fece Bettino Craxi con Mario Chiesa. Avrebbe dovuto prendere le distanze da quel ridicolo incontro, visto che chiunque sa perfettamente che una trattativa economica di quella entità non si fa certo al bar di un albergo, peraltro tra due convegni. Insomma, Salvini avrebbe dovuto semplicemente dire: “Savoini è un mio collaboratore, da anni tiene rapporti con la Russia alla luce del sole, è finito in un aperitivo di cui non sapevo nulla e di cui chiederò conto”. E invece ha fatto tutti questi distinguo, che dal punto di vista umano sono obiettivamente spregevoli — continua — e dal punto di vista legale lo mettono in un mare di guai. Ma poi uno che usa i social come Salvini non sa che, da lì a 5 minuti dalla scoperta dei fatti, non sarebbero uscite tutte le foto, le interviste, le dichiarazioni, dame bionde, dame rosse? Veramente ha dimostrato una superficialità incredibile. Del resto, già col caso Diciotti avevamo visto che la sua tenuta di nervi era molto, molto fragile. Questo non depone bene per chi, come credo, ancora oggi ha la maggioranza del consenso degli italiani”.
Bisignani sottolinea: “Salvini dovrebbe andare in Parlamento a difendersi e dire che lui di quella riunione non sapeva nulla, ma se continua a buttarla a ridere e con queste battute su matrioske e sull’orsetto per la bimba non va da nessuna parte. Lui doveva disconoscere il fatto di quell’incontro, stop, tutto il resto è scritto nelle carte. Dire che non sa perchè Savoini era lì è veramente un oltraggio all’intelligenza, una barzelletta.”
Dura critica finale al governo : “E’ di tutta evidenza che abbiamo un ministro degli Esteri inesistente e un presidente del Consiglio che gira come un birillo, ma soprattutto non abbiamo una linea di politica estera: un giorno stiamo con gli Usa, un altro giorno con la Cina, con la Russia un altro giorno ancora. La prima e la seconda Repubblica avevano una linea chiara: eravamo atlantici ma avevamo buone relazioni con tutti. Oggi invece la politica estera è tutta isterica, basata su Twitter e Instagram. Questo è un governo che gira a vuoto e con una politica estera considerata solo turismo diplomatico”.
(da agenzie)
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Luglio 15th, 2019 Riccardo Fucile
COSI’ CI RITROVEREMO PIU’ UBRIACHI AL VOLANTE CON LICENZA DI UCCIDERE
«Il divieto di somministrazione di bevande alcoliche dopo le 3 non ha più senso. Preferisco che,
a mio figlio, un cocktail glielo dia in mano un barman professionista, piuttosto che il primo extracomunitario di turno col carrello dei superalcolici, fuori dai locali».
Così inizia il delirio di Matteo Salvini, il ministro e papà che al Viminale ha siglato il protocollo con i gestori di discoteche e locali notturni.
Giusto in tempo per l’estate (vedi a volte che quando si mette d’impegno il ministro ce la fa). Ovviamente serve un decreto, non basta un protocollo, ma il primo passo è stato fatto.
Secondo Salvini il divieto di somministrazione di alcolici tra le 3 e le 6 «è figlio di una vecchia idea di repressione che non funziona».
Insomma: alcol libero, ma non perchè sia sicuro, solo perchè Salvini ha “paura” dell’extracomunitario di turno.
Ci dovrebbe spiegare il ministro in che modo un superalcolico somministrato da un barman professionista possa essere meno pericoloso di quello venduto dal negretto con il carello.
Se il problema è davvero il fatto che ci sono extracomunitari (sono sempre stranieri?) fuori dai locali allora forse il Ministero dovrebbe occuparsi di effettuare i controlli per garantire che i venditori abusivi non possano continuare a vendere.
Ma per Salvini invece la preoccupazione è quella di aiutare “coloro che gestiscono le serate dei nostri ragazzi” per non regalare “ad Ibiza piuttosto che alla Slovenia, miliardi di euro di fatturato con un controllo inferiore a quello che garantiscono i nostri locali”. Come se uno per bere un weekend andasse ad Ibiza perchè da noi non ci si può ubriacare oltre le 3 del mattino. Perchè di questo stiamo parlando: bere tutta la notte, non potersi bere due birrette dopo le nove di sera.
Solo durante questo ultimo fine settimana sono state 12 le vittime di incidenti stradali, quasi tutti giovani
Eppure per il ministro le priorità sono altre. Come ad esempio siglare un accordo con le discoteche per la vendita di alcolici fino all’alba, e oltre.
Ma se Salvini ascoltasse le associazioni delle vittime della strada potrebbe scoprire che — come denuncia Giordano Biserni, presidente di Asaps- «più di un terzo degli etilometri in dotazione alle forze dell’ordine è fermo per manutenzione negli unici due laboratori del ministero dei Trasporti».
E c’è pure un problema di taratura degli apparecchi, che spesso e volentieri non superano i controlli dell’autorità giudiziaria che invalida i risultati delle analisi.
Perchè il Ministero non lavora per rendere le strade più sicure?
La situazione quindi è quella di una scarsissima efficacia del sistema di deterrenza alla quale ora si aggiunge anche la possibilità di vendere alcolici e superalcolici fino al mattino.
I due ragazzini erano stati travolti da un Suv guidato da Rosario Greco, 37 anni, che dopo essere stato identificato si trova in stato di fermo con le accuse di omicidio stradale aggravato, di omissione di soccorso, guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Anche il responsabile del terribile incidente che ha spezzato la vita di quattro ragazzi poco più che ventenni nella notte tra sabato e domenica a Jesolo sarebbe stato ubriaco al momento dell’impatto.
In che modo la decisione di Salvini di eliminare il divieto orario per la somministrazione di alcolici aumenta la sicurezza stradale? In nessuno. Se gli incidenti ci sono già ora che il limite c’è figuriamoci quando verrà tolto anche quest’ultimo divieto.
Di sicuro a guadagnarci saranno i gestori delle discoteche, che potranno continuare a vendere alcolici e ad incassare sulle consumazione.
E qualcuno fa notare l’amicizia tra Salvini e Massimo Casanova è il titolare del Papeete di Milano Marittima, recentemente eletto con la Lega al Parlamento Europeo.
Secondo ASAPS i veri problemi che causano le stragi del sabato sera sono il «costante calo delle pattuglie soprattutto nelle statali e provinciali in particolare di notte (cresce l’età media tanti gli ultracinquantenni nei turni). Si sono perse in totale alcune decine di migliaia di pattuglie l’anno dal 2008 al 2018 solo della Stradale».
(da agenzie)
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Luglio 15th, 2019 Riccardo Fucile
“IO SONO ITALIANA COME VOI, DITE SEMPRE PRIMA GLI ITALIANI, MA PRIMA GLI ITALIANI UN CAZZO. DOVE VADO IO ADESSO?”
L’ostilità di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni contro la povera gente è sempre disgustosa, ma con Primavalle si sta sfiorando il ridicolo: un dispiegamento di forze inaudito per sgomberare dei disperati buttati in mezzo a una strada senza alternative reali.
Salvini esprime come sempre la sua vicinanza alle forze dell’ordine, costrette a uno scontro con gli occupanti della scuola di Cardinal Capranica (tra cui c’era anche un’italiana, che urlava “io sono italiana come voi”. Una frase da paese in clima di deportazione), e gli gli fa eco Giorgia Meloni su twitter, dove in tanti provano a spostare l’attenzione su Casapound.
Un governo che si compiace delle sofferenze degli ultimi. Che dice sempre prima gli italiani, ma poi quando gli italiani non sono gente sulla quale far leva per raccattare voti, allora non vale più..
Nel nostro Paese la spesa sociale per il sostegno all’abitare è dello 0,13%, a fronte di una media europea del 2,5%.
Delle circa 60mila sentenze di sfratto emesse due anni fa, il 90% sono state causate da morosità incolpevole, cioè impossibilità degli inquilini, colpiti da povertà relativa o assoluta al pari di milioni di italiani, di far fronte alle spese di affitto.
Per questo le notizie e le immagini provenienti dal quartiere di Primavalle a Roma, dove si sta svolgendo lo sgombero forzato, con impiego cospicuo di forze di Polizia, di un edificio, tetto provvisorio di 340 persone, inclusi bambini, impossibilitate a trovare un’alternativa, destano angoscia, rabbia e molti interrogativi
Don Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele, ha commentato: “Viene spontaneo chiedersi che democrazia è quella che, invece di costruire giustizia sociale in un concorso di diritti e di doveri, colpisce la povertà e la disperazione come se fossero dei reati. Così come viene da chiedersi che politica è mai quella che, non da oggi beninteso, invece di servire il bene comune e impegnarsi affinchè a ogni persona siano garantiti i diritti fondamentali (la casa, il lavoro, l’istruzione, l’assistenza sanitaria) si concepisce e si manifesta come azione di forza, esercizio di spavaldo e compiaciuto accanimento contro le persone più deboli, indifese, spaventate”
“E tutto ciò per mera ricerca di consenso dunque di potere, quindi non prima di aver dipinto quelle persone alla deriva come una minaccia alla nostra sicurezza, parola ‘idolo’ di questa epoca in varie forme disumana. Continuo a credere, con buona parte degli italiani mi auguro, che la vera sicurezza sia quella che ci viene da una democrazia compiuta – conclude don Ciotti – che garantisca a ciascuno dignità e libertà , e ci faccia sentire un popolo in cammino, giusto, solidale, accogliente. Consapevole che il benessere del singolo deriva sempre da quello della collettività “.
Il ministro di Polizia usa la povera gente per la sua propaganda: poveri cristi dati in pasto al rancore popolare, giusto per far dimenticare il caso Savoini e i molti leghisti condannati per rimborsopoli.
Ci sono stati disordini a Roma durante lo sgombero dell’ex scuola occupata in via Cardinal Capranica
La più disperata appare una donna italiana: “Io sono italiana come voi – dice – dite sempre prima gli italiani ma prima gli italiani un c… Dove vado io adesso? Come lo pago l’affitto? Rispondetemi. Nelle case famiglia non ci vado…”.
Alessandro Capriccioli + Europa: spiegamento di forze ciclopico ha commentato: “Non credo di aver mai visto dal vivo nulla di simile a quello a cui ho assistito per tutta la notte. Uno spiegamento di forze ciclopico, con decine di blindati, elicotteri, idranti che hanno di fatto chiuso, circondandolo spanna a spanna, un intero quartiere”.
“Lo sgombero in atto a via cardinal Capranica a Primavalle a Roma è uno scandalo”. Lo afferma Mario Giro già viceministro e oggi tra i promotori di Democrazia Solidale. “Buttare in strada gente senza aver previsto alternative alloggiative aumenta insicurezza per loro e per tutta la cittadinanza. Si tratta di una scorciatoia atta a dimostrare quanto sia facile fare i forti con i deboli nel mentre si è deboli con i forti (vedi Casapound)”, sottolinea Giro. Tale scelta, conclude Giro, “non va nel senso della legalità ma del legalismo dei due pesi e due misure. Avremo ancor più persone precariamente alloggiate, che vivranno per strada e senza alcun sostegno. Il Comune di Roma doveva opporsi. Invece prendersela coi piu’ poveri e’ sempre facile. Vergogna”.
(da agenzie)
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