Settembre 8th, 2019 Riccardo Fucile
LA STRATEGIA DELL’OPPOSIZIONE DEL “VOTO INTELLIGENTE” PER BOICOTTARE IL REGIME DI PUTIN
Dopo un’ondata di proteste e repressione mai vista dall’inverno 2011-2012, oggi si tengono oltre 5mila elezioni locali in tutta la Federazione locale. Si eleggono 16 governatori e i deputati di 13 regioni, tra cui la Crimea.
Ma tutti gli occhi sono puntati su Mosca dove verranno rinnovati i 45 seggi della Duma, il Parlamento locale: circa 200 i candidati, solo uno dell’opposizione.
Dal centro alla periferia, i moscoviti sono accolti da palloncini nei tre colori della Russia, postazioni gioco e venditori di limonata, gelato e dolci. Oggi, infatti, è anche la Festa di Mosca: ricorrono 872 anni dalla fondazione.
I candidati indipendenti
Non avendo il sostegno di un partito, i candidati indipendenti avevano dovuto raccogliere fino a 5mila firme per essere ammessi alla corsa. Ma a metà luglio la Commissione elettorale ha invalidato la maggior parte delle firme e ha respinto le loro candidature. Da allora l’opposizione è scesa in piazza per otto weekend consecutivi in cortei, per lo più non autorizzati.
La repression
Le autorità hanno risposto con violenti arresti e incriminazioni anche per “disordini di massa” per cui si rischiano fino a 15 anni di carcere. Tutti gli oppositori più noti sono finiti in carcere: da Aleksej Navalnyj, a capo della Fondazione anti-corruzione, all’ex deputato indipendente Dmitrij Gudkov fino all’ex delfino di Boris Nemtsov, Ilja Jashin, rilasciato solo ieri dopo aver scontato sette condanne consecutive. Ljubov Sobol è stata più volte fermata, ma poi rilasciata perchè madre di una bimba piccola. Un uomo è stato condannato a cinque anni di prigione per un tweet.
Il voto intelligente
Aleksej Navalnyj, Ljubov Sobol e i loro collaboratori hanno lanciato la piattaforma per il “Voto intelligente” che, in base alla propria circoscrizione, suggerisce il politico da votare per affossare il candidato del partito al potere Russia Unita. Ma non tutta l’opposizione sostiene questa strategia
(da agenzie)
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Settembre 8th, 2019 Riccardo Fucile
PRIMA L’ETICA, IL DECORO E LA DECENZA… I SOVRANISTI SI RILEGGANO GLI ART 1 – 10- 11 – 117 DELL COSTITUZIONE
Rayem… La notizia è di ieri… A Cosenza, un uomo ha dato un calcio nello stomaco ad un
bambino di colore di tre anni perchè “reo” di aver accarezzato suo figlio neonato che stava nella carrozzina…
Che avrà mai fatto di male quel bambino? Quale “lesa maestà ” avrà mai consumato?
E com’è possibile che un uomo – che è, comunque, a sua volta, un padre – sia arrivato al punto di aggradire un bambino perchè artefice, perchè autore di una carezza
Le possibili risposte non mi interessa nemmeno ipotizzarle.
C’è da augurarsi – “soltanto” – che questo clima di odio e di insana follia finisca presto, perchè, “ogni problema ha sempre una soluzione” (e, quindi, anche quello dell’ immigrazione e dell’ integrazione ce l’hanno e ce l’avranno) ma “questa” proprio non lo è
Nella terra dei Cesari, nella culla dell’umanesimo è indegno ed assurdo che accadano certe cose
“Prima gli italiani?” “La sovranità appartiene al popolo?”
No. No ed ancora no! Poste e dette così “non vanno bene”: sono fallaci e fuorvianti…
La sovranità , intesa quale (effettivo) potere di imperio, quale suo specifico elemento costitutivo, appartiene allo Stato ed allo Stato-Istituzione soltanto: il popolo ne è elemento parimenti costitutivo in uno alla (predetta) sovranità ed al territorio.
Il “Costituente”, insomma, nell’Art.1 della Costituzione non lo aveva – e non lo ha! – nemmeno lontanamente ipotizzato di poter dare sostanza e/o fondamento a “vanesi deliri sovranisti”, e questo anche per l’ipotesi in cui si fosse tentati di collegarli ad altri pseudo-principi essendo di parlmare evidenza, tra l’altro, che “l’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute (Art. 10); che “l’Italia consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni (Art. 11) e che “la potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonchè dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali” (Art. 117)
In ogni caso, ed anche epurando il ragionamento da qualsivoglia dato testuale, normativo, politico o “filosofico” che esso sia (“qui”, invero, la “materia del contendere”, quale “potenziale dover essere”, potrebbe diventare molto più controversa e controvertibile), prima di ogni altra questione, che valgano e che si propugnino, invece, “prima la legge”, “prima l’etica”, “prima il decoro” e “prima la decenza”: cose che valgono (e che dovrebbero valere sempre) per tutti, “indigeni” o meno che si sia.
Tutto il resto viene (e verrà sempre) dopo…
Salvatore Totò Castello
Right Blu – La Destra liberale
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Settembre 8th, 2019 Riccardo Fucile
SONO DOTATE DI TUTTI I PARERI TECNICI E DELLE APPROVAZIONI NECESSARIE
Sono cinque le grandi opere pronte per partire, dotate di tutti i pareri tecnici e delle approvazioni progettuali necessarie.
Il Sole 24 Ore in un articolo a firma di Giorgio Santilli spiega oggi che su queste opere si misurerà subito la volontà del governo di accelerare le infrastrutture rispetto al precedente Esecutivo
Una di queste, l’Alta velocità Brescia-Padova, in realtà è già partita con la pubblicazione dei bandi di gara e la verifica consiste semmai nel capire se il decollo avverrà effettivamente senza scossoni e nel rispetto del cronoprogramma.
Le altre quattro opere sono sempre state molto divisive fra M5S e Pd, a Roma e sui territori, e sono quindi il vero “test cantieri” per il governo e per il neoministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, che ha già dichiarato di voler eliminare i veti politici alle opere.
Si tratta della Gronda di Genova, su cui il ministro si è già pronunciata a favore, ricevendo in cambio le primo bordate M5S, della bretella Campogalliano-Sassuolo, pronta da tempo ma rallentata dall’ex ministro Toninelli per ulteriori analisi, del passante di Bologna, su cui il punto chiave è sempre il rapporto con Aspi, e del nodo Alta velocità di Firenze
Le cinque opere pronte ai blocchi di partenza hanno acquisito le condizioni per partire grazie al lavoro della struttura di missione guidata da Alberto Chiovelli di cui ora la ministra dovrà decidere la riconferma.
Anche nell’era Toninelli Chiovelli e la struttura di missione hanno continuato a lavorare per far avanzare l’iter delle opere fra non poche difficoltà .
La Gronda resta l’opera più impegnativa per il governo. Non pesa solo la questione della revoca della concessione per la A10 chiesta da M5S.
Prima di partire serve anche il recepimento dell’accordo fatto in sede Ue sul piano economico-finanziario, con l’allungamento della concessione dal 2038 al 2042 per finanziare l’opera.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 8th, 2019 Riccardo Fucile
MOLTI GLI APPREZZAMENTI:”E’ BELLO SAPERE DI NON ESSERE SOLI NELLA NOSTRA OSTINAZIONE A RESTARE UMANI”
“Devo questo premio anche a Jack London, che ha creato la figura di Martin Eden, un
marinaio. E perciò dedico questo premio a coloro che sono in mare a salvare altri esseri umani che fuggono e che ci evitano di fare una figura pessima con il prossimo. Viva l’umanità e viva l’amore”.
È la dedica di Luca Marinelli, che ieri ha vinto la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile nel film “Martin Eden” di Pietro Marcello alla 76esima Mostra del cinema di Venezia.
“Giuro che non sarò breve. Mi sembra una situazione assurda, prima che vi rendiate conto dell’errore che avete fatto vado avanti con i saluti. Vorrei ringraziare Pietro Marcello, per la fiducia e per avermi regalato questa avventura Napoli che si è donata corpo e immagine a questo film. Vorrei ringraziare mia moglie e due meravigliosi figli che accarezzano la mia anima con i loro sorrisi”, ha aggiunto l’attore.
Su Twitter si legge: “Se fino a ieri lo adoravo per la sua infinita bravura come attore, da oggi lo stimo per la sua grande umanità ”; “Arriva sempre il momento in cui devi prendere una posizione. Occorre schierarsi contro la violenza… Bravo Luca”; ”È bello sapere di non essere soli, nella nostra ostinazione a restare umani”. Questi alcuni dei commenti lasciati dagli ammiratori dell’attore.
(da agenzie)
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Settembre 8th, 2019 Riccardo Fucile
IL CARABINIERE VARRIALE E’ SOTTO INCHIESTA DELLA PROCURA MILITARE, PROCEDURE NON RISPETTATE
Emergono nuovi dettagli, e nuove lacune, nelle ricostruzioni dell’omicidio di Cerciello, il vicebrigadiere accoltellato nella notte tra il il 25 e il 26 luglio scorso a Roma dal ventenne americano Finnegan Elder Lee.
Il Messaggero svela come anche Varriale, collega della vittima sia finito sotto inchiesta.
Dalla mancata consegna, per avere lasciato la pistola d’ordinanza nell’armadietto in caserma, alle bugie raccontate a verbale due giorni dopo la morte del collega Mario Rega Cerciello, fino alla maldestra organizzazione dell’operazione.
La procura militare ha aperto un fascicolo e sta accertando eventuali profili di responsabilità di Andrea Varriale. Agli atti del procuratore Antonio Sabino ci sono gli stessi verbali e la medesima documentazione dell’inchiesta penale, dai quali emergono le contraddizioni e gli errori che hanno portato all’omicidio di Cerciello.
Due dettagli rappresentano i punti più oscuri della vicenda: il fatto che i due carabinieri fossero disarmati e il modus operandi dell’operazione in cui è coinvolto anche Sergio Brugiatelli. Quest’ultimo non era infatti una vittima di scippo qualunque, ma un personaggio coinvolto nello spaccio come dimostra anche la telefonata con la centrale del vicebrigadiere ucciso.
A pesare sulla valutazione del procuratore militare sarà anche la bugia di Varriale che, nel primo verbale, sostiene di avere avuto con sè l’arma, salvo poi cambiare versione davanti ai pm e ammettere di non averla.
Una circostanza non da poco, sulla quale sono pronti a muovere battaglia le difese di Finnegan Lee Elder e Christian Natale Hjort: “Un pubblico ufficiale, principale testimone dell’omicidio, ha mentito a verbale e risulta inattendibile”, commenta Roberto Capra, l’avvocato che, insieme a Renato Borzone, rappresenta Lee Elder.
(da “Huffingtonpost”)
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Settembre 8th, 2019 Riccardo Fucile
I VOLONTARI DI RAINBOW: “VITTIMA DEL CLIMA DI ODIO CHE HA AVVOLTO L’ITALIA”
Il corpo di un uomo è riemerso ieri sera dal fiume Dora a Bardonecchia, in alta val di Susa. È
un uomo di colore in avanzato stato di decomposizione probabilmente in acqua da mesi.
Il sospetto, quasi una certezza con il passare delle ore, è che si tratti di uno dei migranti dispersi durante la traversata sui passi di montagna – primo fra tutti il Colle alla Scala – nel tentativo di raggiungere a piedi la Francia.
La sua identificazione è resa ancora più complicata dallo stato del cadavere. Il corpo è stato avvistato da un passante nella Dora a due passi dal commissariato di Bardonecchia vicino al centro del paese da un passante. Per recuperarlo dall’acqua sono intervenuti i vigili del fuoco.
“Il ritrovamento dell’ennesimo cadavere nella Dora, a Bardonecchia, ci riempie di dolore e cordoglio – scrivono in una nota volontari di Rainbow 4 Africa che da due anni assistono i migranti a Bardonecchia – La montagna restituisce le vittime di quel clima di odio e razzismo che ha avvolto l’Italia ormai da troppo tempo. Un clima che genera una paura tale da muovere i più disperati, quelli che hanno perso ogni speranza di futuro in questo Paese, a cercare vie sempre più difficili e impervie per passare il confine”
Rainbow4Africa da quasi due anni è sulle montagne piemontesi con la Missione Freedom Mountain, insieme ad altre associazioni della Valle, (Val Susa Oltre Confine, Briser Les Frontières, Croce Rossa Italiana, Il Pulmino Verde, il Soccorso Alpino Italiano, Asgi)
“Rimaniamo e rimarremo su queste montagne come sanitari perchè nessuno deve morire e nessuno deve morire quassù, e rimaniamo e rimarremo come testimoni perchè quello che vediamo, sentiamo, scopriamo deve essere evidente: testimoni del diritto di ogni essere umano a cercare la speranza, ovunque voglia”.
L’anno scorso, sullo stesso confine, erano stati trovati i cadaveri di tre migranti, morti mentre cercavano di raggiungere la Francia. Lo scorso febbraio, invece, un migrante era stato trovato in ipotermia, sulla strada nazionale 94 del colle del Monginevro, in territorio francese, ed era morto poco dopo essere arrivato in ospedale.
(da agenzie)
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Settembre 7th, 2019 Riccardo Fucile
SI ERA DIMESSO PER EVITARE CHE SI VENISSE A SAPERE IL REALE MOTIVO… CLASSE DIRIGENTE AL SUD SEMPRE BEN SELEZIONATA, TANTO PER CAMBIARE
Fino a qualche ora fa, l’unica notizia sulle dimissioni di Claudio Falchi, segretario della Lega a Riace ed eletto in Consiglio comunale nella lista “Riace rinasce, trasparenza e legalità ”, guidata dal sindaco Antonio Trifoli, era quella che attribuiva a non meglio precisate “questioni familiari” la sua decisione di lasciare la politica riacese.
Questioni che era stato lo stesso Trifoli a confermare, smentendo qualsiasi problema interno alla maggioranza.
Ma quelle dimissioni altro non erano se non un tentativo di giocare d’anticipo per nascondere una verità diversa: l’incandidabilità di Falchi a causa di una condanna definitiva per bancarotta fraudolenta.
La notizia è arrivata a Riace proprio nel giorno in cui il suo ex sindaco Mimmo Lucano ha potuto rimettere piede nel suo paese, grazie alla revoca del divieto di dimora imposta fino a ieri dal tribunale di Locri per i reati contestati nell’ambito del processo “Xenia”.
L’incandidabilità di Falchi, almeno nei corridoi del Comune, non era affatto una novità di ieri.
La notizia era stata comunicata al presidente del Consiglio comunale già lo scorso 28 agosto, quanto la Prefettura ha inviato al municipio la nota relativa agli accertamenti sul consigliere.
Ed è in quel documento che viene riportata la sentenza di condanna del tribunale di Milano, divenuta irrevocabile il 7 dicembre 2003, a due anni per bancarotta fraudolenta. Il ministero dell’Interno, dunque, con nota del 27 agosto ha confermato la causa di ineleggibilità , come previsto dalla legge 235 del 2012. E da quella comunicazione la Prefettura è partita per invitare il presidente del Consiglio a convocare l’assemblea.
Lo scopo, si legge nel documento, era quello di comunicare lo status dell’ormai ex consigliere Falchi all’intero corpo consiliare. Ma così non è stato, tanto che quando Maria Spanò — candidata a sindaco nella lista di Lucano e battuta da Trifoli alle elezioni di maggio — ha chiesto spiegazioni su quella nota, il clima consiliare si è infiammato, tanto da impedirne il prosieguo e, soprattutto, senza che tale comunicazione fosse resa nota alla minoranza.
Per evitarne la comunicazione, infatti, Falchi è arrivato all’appuntamento in aula dopo aver rassegnato le proprie dimissioni, decisione comunicata lo stesso 28 agosto.
Insomma, un tentativo in extremis di non far uscire dal Palazzo la notizia. Senza, però, riuscirci.
(da agenzie)
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Settembre 7th, 2019 Riccardo Fucile
PER UN VESTITO SCOLLATO LE DA’ DELLA PROSTITUTA, ORMAI DILAGANO I SEDICENTI FASCISTI DA AVANSPETTACOLO
Non si è ancora placata la polemica sulla ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova e il suo look
quirinalizio e nel mirino degli odiatori che popolano la Rete finisce la collega Paola De Micheli.
Un militante di Casapound ha infatti ripubblicato una foto della ministra delle Infrastrutture immortalata durante la seduta della Camera con un vestito con una profonda scollatura.
E accanto all’immagine il commento: “Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti… appena staccato dal turno sulla Salaria”.
Un chiaro riferimento alla consolare romana popolata dalle prostitute. Andrea Cpi, l’uomo che ha postato la foto l’ha poi cancellata, ma oramai era troppo tardi. Nel Pd è scoppiata la rivolta e la protesta contro questo ennesimo atto di sessismo.
Davide Faraone rilancia il post su Facebook. E scrive: “La De Michelis presa per prostituta da un fascista di CasaPound senza alcuna dignità . Sono talmente maschilisti da non riuscire minimamente a valutare il lavoro di una donna. Non conta quello che hanno fatto o come potrebbero svolgere il ruolo di ministro, conta se hanno il dècolletè, se hanno il vestito blu elettrico, se sono grasse o hanno le labbra rifatte”.
“Immagino che al tipo di CasaPound che ha appena dato della prostituta alla nostra Paola De Micheli, ministro delle Infrastrutture, passerà in tribunale la voglia di offendere ancora. Intanto solidarietà a Paola ed un abbraccio”, twitta Emanuele Fiano. Che osserva: “La Rete è troppo piccola per contenere tutti i frustrati che si sfogano contro le donne in politica. Di qualsiasi partito siano, a loro andrà sempre la mia solidarietà . Denunciate, denunciate, denunciate questi poveretti della tastiera. Gli passerà la voglia”, dice ancora il deputato dem.
“Ancora insulti sessisti nei confronti di una donna che rappresenta il Paese e serve le istituzioni”, commenta la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, che su Twitter manifesta “piena solidarietà a Paola De Micheli”. “La volgarità e l’ignoranza degli attacchi – dice – non scalfiranno il suo e nostro lavoro. Sconfiggere l’odio diffuso nella rete è una nostra priorità “.
(da agenzie)
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Settembre 7th, 2019 Riccardo Fucile
L’ITALIA UNA VOLTA NON ERA COSI’, MA RIPULIREMO QUESTO SCHIFO, FOSSE ANCHE L’ULTIMA COSA CHE FAREMO
Per due giorni non ha preso sonno, Rayem. Continuava a piangere, non la smetteva più. Piangeva e chiedeva: “Perchè? Cosa ho fatto di male, papà ?”.
Quello che ha fatto di “male”, Rayem, figlio di genitori marocchini, è stato ciò che fa ogni bimbo di tre anni, di qualunque colore o nazionalità , ad ogni latitudine: avvicinarsi a un altro bambino come lui, a una neonata in culla, per curiosità , per giocare, per confrontarsi col mondo che lo circonda.
Quello che ho visto fare a mio figlio ogni singolo giorno da quando, un anno e mezzo fa, sono diventato padre.
Solo che non siamo più in un Paese normale da tanto tempo. Siamo in Italia, dove accade che un omuncolo, un criminale (scusate, non riesco proprio a chiamarlo papà ) per quel meraviglioso gesto di apertura ti prenda a calci. A calci, avete capito. A tre anni.
Ti faccia fare un salto di due metri, prima di accasciarti a terra. In pieno giorno, nella via centrale di Cosenza.
I lividi e le contusioni passeranno, prima o poi. Ma le ferite psicologiche, quelle non basteranno anni per ricucirle.
Per un attimo ho provato a mettermi nei panni di Bouazza, il papà di Rayem. Come glielo fai a spiegare a un bambino di tre anni che non è stato preso a calci per il suo gesto ma per il colore della pelle che porta?
Come glielo racconti che nel 1995, quando Bouazza è arrivato qui, l’Italia era un luogo pieno di limiti e contraddizioni, ma non era un Paese razzista?
Eppure quando leggo la storia di questi due bambini, le vittime che vedo sono due: Rayem, certo. Ma forse prima ancora, quella neonata in culla che con questo razzismo, con questo vuoto culturale dovrà crescere, conviverci.
Se avessi qui davanti Rayem, lo stringerei forte per fargli sapere che quelli che hanno sbagliato siamo noi, noi adulti, incapaci di lasciargli in eredità una società appena decente da permettere a due bambini di potersi ancora guardare negli occhi, toccare e cercare senza avere paura.
Il suo diritto è quello di essere e comportarsi solo come un bambino.
Il nostro dovere è ripulire tutto questo schifo, fosse anche l’ultima cosa che faremo.
Lorenzo Tosa
(da TPI)
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