Dicembre 27th, 2019 Riccardo Fucile
PIU’ DI MARINO E ALEMANNO… 30 ADDETTI SOLO ALLA COMUNICAZIONE
«Il M5S in Campidoglio spenderà almeno 300 mila euro in meno ogni anno rispetto all’ultima amministrazione Pd di Marino e un milione di euro in meno rispetto a quella di Alemanno (sostenuta dal centrodestra e da Fratelli d’Italia). Sui 5 anni si traduce in almeno 1,5 milioni di euro in meno rispetto a Marino, ben 5 milioni di euro in meno rispetto ad Alemanno».
Parole di Virginia Raggi all’inizio della consiliatura e che il M5S Roma si è appena rimangiato, come certifica oggi Il Messaggero in un articolo a firma di Lorenzo De Cicco:
In realtà , ora che il mandato dei grillini in Campidoglio ha agganciato la parte calante, le cose sembrano cambiate. Basta spulciare le carte degli allegati all’ultimo bilancio 2020-2022, quelli del Documento unico di programmazione, per accorgersi che le cifre sono diverse da quelle strombazzate dalla propaganda 5S. E sembrano superare largamente sia il monte ingaggi annuale di Marino che di Alemanno.
La spesa prevista «per il personale degli Uffici di diretta collaborazione degli Assessori» ammonta a «â‚¬ 6.555.654,35 per l’anno 2020 e a € 6.557.144,81 per l’anno 2021». Insomma oltre 6 milioni e mezzo l’anno.
Stando alle cifre fatte circolare dal M5S nel 2016, si tratta di 1,2 milioni in più della giunta di centrosinistra e di mezzo milione in più di quella di centrodestra.
Non è proprio una sorpresa. Al di là della girandola di collaboratori, assessori e manager che si sono avvicinati e allontanati da Palazzo Senatorio in questi anni travagliati, tra cacciate e dimissioni, i collaboratori più fedeli della sindaca e dei vari membri della giunta, nell’ultimo periodo, si sono visti rimpolpare gli stipendi.
Ritocchi all’insù per «adeguare» il nuovo salario, si legge nelle varie delibere, a mansioni ampliate rispetto all’inizio. Oppure contratti part-time sono diventati a tempo pieno. E la spesa, nel frattempo, si gonfia. Stavolta senza post su Facebook.
In tutto ciò, è stupefacente quanto si spenda per lo staff comunicazione:
Sul primo fronte ci sono 30 addetti che si occupano soltanto di comunicazione: scrivono i comunicati e curano i rapporti con la stampa per la sindaca e i suoi assessori, seguono i social di tutti i componenti della giunta. Soprattutto danno di fatto forma alla strategia del Campidoglio con le loro uscite multimediali. Non a caso a guidarli c’è il portavoce della Raggi. Una squadra che lavora 24 ore su 24 e che costa alle casse comunali circa 1,6 milioni di euro in stipendi.
(da “NextQuotidiano“)
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Dicembre 27th, 2019 Riccardo Fucile
LA PROTESTA DELLA SQUADRA DI CALCIO FEMMINILE CONTRO LA “PRESENZA TOSSICA” DEL LEGHISTA IN CITTA’
Ancona Respect, una squadra di calcio femminile di Ancona iscritta agli elenchi ufficiali della
Figc ha deciso di chiudere l’anno sportivo disputando una partitella in famiglia.
Prima del fischio d’inizio, i protagonisti della festa si sono schierati a centrocampo esponendo il cartello: “Diamo un calcio a Salvini“.
Lo slogan è stato esposto per protestare contro la “presenza tossica” del leader leghista in quel di Ancona.
Ieri ci siamo salutate per la pausa natalizia con una partita. Si è svolta proprio come piace a noi, squadre miste in cui giocavano Under 12 e prima squadra femminile, dirigenti, allenatori, amici, tifosi. Prima del fischio d’inizio abbiamo realizzato un cartellone con scritto ” Diamo un calcio a Salvini” , vista la presenza tossica del leghista nella giornata di ieri nella nostra città .
Attraverso lo sport ogni giorno contestiamo e ci opponiamo al clima di odio e razzismo propagandato da leghisti. Ogni giorno dimostriamo a tutte e tutti che nuovi modi di vivere il calcio e la città sono possibili. Non permettiamo che si speculi sulla nostra città o che si sparga odio per raccogliere qualche voto. Ancona è la città in cui viviamo, in cui ci alleniamo, in cui costruiamo un quartiere e una comunità differenti. Ancona è la nostra città e sappiamo riconoscere benissimo da soli quali sono i suoi nemici, qua gli unici stranieri siete voi!
(da agenzie)
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Dicembre 27th, 2019 Riccardo Fucile
IMPORTANTE SENTENZA DEL TRIBUNALE REGIONALE SULLA NON RETROATTIVITA’ DELLA NORMA…ENNESIMA SCONFITTA DEI RAZZISTI
I migranti che hanno ottenuto la protezione umanitaria prima dell’entrata in vigore del decreto sicurezza che – come è noto – abolisce questo tipo di permesso di soggiorno, hanno diritto a mantenere l’accoglienza nelle strutture abilitate.
È un’importante sentenza quella emessa alla vigilia di Natale dal TAR del Veneto, che dunque stabilisce la non retroattività del decreto sicurezza non solo per l’abolizione della protezione umanitaria ma anche per il diritto all’accoglienza.
I giudici amministrativi del Veneto hanno infatti accolto il ricorso di un migrante, che aveva ottenuto la protezione umanitaria prima del 5 ottobre 2018 e che si era visto negare l’accesso all’accoglienza in una struttura Sprar (oggi Siproimi).
Il TAR si rifà alla sentenza della Cassazione, che ha sancito l’irretroattività del decreto sicurezza e sottolinea come “nel caso in cui la protezione umanitaria è già stata riconosciuta al richiedente asilo non può essere eliso un beneficio – la prestazione delle misure di accoglienza – collegato a detto riconoscimento“.
La sentenza del TAR arriva proprio nei giorni in cui dovrebbe cessare (al 31 dicembre) l’accoglienza per migliaia di migranti titolari di protezione umanitaria.
Nei giorni scorsi, rispondendo alla richiesta del Tavolo Asilo, il ministero dell’Interno ha annunciato l’avvio di nuovi progetti con i fondi FAMI a cui i Comuni dovrebbero poter accedere per procrastinare l’accoglienza, ma intanto questa sentenza bolla come illegittima qualsiasi esclusione dal sistema di accoglienza di chi ha il titolo di protezione umanitaria.
(da agenzie)
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Dicembre 27th, 2019 Riccardo Fucile
BARE BIANCHE, AMICI E TANTE LACRIME… IL PARROCO: “IL SENSO DELLA VITA NON E’ BERE E FUMARSELA”
Due bare bianche accolte dal silenzio e dalle lacrime di centinaia di persone. Sono iniziati
così, nella parrocchia del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore in via Flaminia Vecchia, a Roma, i funerali di Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli, le due 16enni travolte e uccise la notte del 22 dicembre da un’auto su corso Francia, strada trafficatissima non distante dal luogo delle esequie. Il giovane alla guida di un suv che le ha travolte, il 20enne Pietro Genovese, si trova da ieri agli arresti domiciliari.
All’ingresso della chiesa sono state collocate due fotografie delle ragazze. Sono accorsi tanti amici e parenti e i compagni della Terza C del liceo linguistico De Sanctis, frequentato da Gaia e Camilla. A celebrare i funerali il parroco, don Gian Matteo Botto. I giornalisti sono assiepati all’ingresso del complesso dove si trova la chiesa.
Il parroco: “Il senso della vita non è bere e fumarsela”
“Siamo abituati a vivere tra tecnologie e innovazione eppure brancoliamo nel buio ed è quello su cui dobbiamo riflettere: su questa ora buia”. Così ha esordito il parroco don Gianni Matteo Botto nel corso dell’omelia ai funerali di Gaia e Camilla, sottolineando “da giorni ci chiediamo il perchè. Ci interroghiamo sull’insensatezza di quanto accaduto. Brancoliamo nel buio. Ecco quello di oggi è il grande abbraccio che diamo ai genitori di Gaia e Camilla, in questa ora così buia”.
E ancora parole forti nell’omelia di don Matteo: “Il senso della vita, lo aveva chiesto giorni fa Camilla alla sua famiglia. Ecco, magari quando sei sbronzo o sei fatto ti metti a guidare? Questa è la vita? In fondo ci sentiamo onnipotenti e poi non riusciamo a seguire le regole base della convivenza. Ci riscopriamo tutti un pò palloni gonfiati. Il senso della vita non è bere e fumarsela”.
(da agenzie)
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Dicembre 27th, 2019 Riccardo Fucile
“TUTTI I GOVERNI EUROPEI DOVRANNO CONTRIBUIRE ALLA CONDIVISIONE DEGLI ONERI”
“L’Italia ha fatto un lavoro straordinario e ora dobbiamo essere più solidali”. Così in un’intervista a La Repubblica la nuova presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
“Dobbiamo uscire dallo stallo con un approccio comprensivo basato su misure su cui già c’è consenso tra governi e altre rinnovate per trovare un accordo – spiega -. Porteremo nuove idee sul trattato di Dublino e sull’asilo. Servono confini esterni forti, un approccio comune sull’asilo all’interno del Continente e forti investimenti esterni nei paesi di origine dei Migranti”.
Per von der Leyen “tutti i governi europei dovranno contribuire per avere una vera condivisione degli oneri. Inoltre dovremo lavorare a vie legali per chi vuol venire a lavorare in Europa”.
(da agenzie)
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Dicembre 27th, 2019 Riccardo Fucile
L’INTERVENTO DOPO LA SEGNALAZIONE DI ALARM PHONE HA EVITATO UNA TRAGEDIA
Un altro soccorso che ha impedito una tragedia: la scorsa notte la nave Alan Kurdi ha tratto
in salvo 32 persone. Lo riferisce in un tweet l’ong tedesca Sea Eye che opera l’imbarcazione
“La Alan Kurdi è stata avvisata di un’imbarcazione in pericolo: 32 persone sono state salvate e ora sono al sicuro, a bordo”, ha scritto Sea-eye, precisando che tra i migranti soccorsi ci sono 10 bambini e una donna incinta. Tutti dichiarano di essere libici
Con condizioni del mare previste in netto peggioramento, la Alan Kurdi, che avrebbe effettuato il salvataggio al largo delle coste libiche, è partita poi alla volta di Lampedusa
La soddisfazione di Alarm Phone
“La scorsa notte ci ha chiamati una barca in pericolo. A bordo 32 persone, tra cui 10 bambini, in fuga dalla #Libia in guerra dove aumenta la violenza. Abbiamo avvertito le autorità e #AlanKurdi Siamo felici che AlanKurdi sia riuscita a soccorrerle in condizione meteo critiche”. Così Alarm Phone su Twitter.
(da agenzie)
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Dicembre 26th, 2019 Riccardo Fucile
LE ASSOCIAZIONI: “LO DENUNCIAMO PER DIFFAMAZIONE, LA MELONI PRENDA LE DISTANZE”
Un post sessista e di cattivo gusto pone sotto i riflettori un esponente di Fratelli d’Italia.
Nel giorno di Natale Sergio Berlato di Fdi, consigliere regionale in Veneto e futuro europarlamentare (entrerà in carica dopo la fuoriuscita della Gran Bretagna per la Brexit), ha pubblicato sulla sua pagina Facebook una vignetta volgare dedicata “a tutte le signorine animaliste e vegane” che lo hanno criticato per il fatto di essere un “appassionato cacciatore”.
Berlato, infatti, è stato eletto a luglio scorso presidente dell’Associazione dei cacciatori veneti.
La vignetta ha scatenato una pioggia di critiche e commenti negativi oltre che le ire degli animalisti, al punto che Rinaldo Sidoli, portavoce di Alleanza Popolare Ecologista (Ape), annuncia che domani mattina presenterà “un esposto alla procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma per il reato di diffamazione, che potrà essere sottoscritto da tutte le donne che si sono sentite offese e diffamate”.
Sidoli fa un appello alla leader di Fdi Giorgia Meloni: “Ci auguriamo che nelle prossime ore arrivino delle scuse da Fratelli d’Italia. Nell’attesa ci appelliamo a Giorgia Meloni perchè prenda le distanze da certe affermazioni denigratorie verso l’impegno di volontarie a difesa degli animali. Simili volgarità non dovrebbero appartenere al linguaggio di un rappresentato dello Stato. In quelle poche parole vi è racchiuso un razzismo viscerale contro tutto il genere femminile, costretto, indipendentemente da ciò di cui si occupa, a dover rendere conto della propria vita sessuale. Una ironia che scade nel triviale per noi è inaccettabile”.
(da “La Repubblica”)
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Dicembre 26th, 2019 Riccardo Fucile
LA VERA SINTONIA DELLE SARDINE NON E’ CON LA SINISTRA MA CON IL MONDO DEL VOLONTARIATO CATTOLICO… I RAGAZZI DELLE PIAZZE HANNO TROVATO UN ALLEATO SORPRENDENTE CON CUI PROGRAMMANO LE PROSSIME MOSSE
Sardine benedette: per sintonia, molto prima che per strategia. 
Da Sant’Egidio alla Cei, Sardine che si appoggiano alle parrocchie, hanno avuto contatti con il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, e stretto relazioni con la Comunità fondata da Andrea Riccardi, già prima che tutto cominciasse: anche quando Mattia, Andrea, Giulia, Roberto gli altri non si erano ancora ritrovati a piazza Maggiore, a sorpresa, in dodicimila, il 14 novembre, ecco anche allora quei fili c’erano già
L’ultima conferma che c’è anche questo pezzo di realtà , alle spalle dei molti e variopinti mondi che sostengono e si ritrovano nel movimento delle Sardine arriva proprio di fronte alla basilica di San Giovanni, a Roma, nel bel mezzo del più importante tra i 130 flash mob organizzati in poco più di un mese dal gruppo di ragazzi che, di colpo, ha scippato a Matteo Salvini il monopolio della piazza.
Conferme fatte di dettagli. Come questo. All’imbrunire del 14 dicembre, nella piazza tappezzata di Sardine, avvicinandosi al camion da cui parlano gli oratori, l’unico politico eletto che è dato rintracciare tra le transenne è infatti il consigliere regionale del Lazio Paolo Ciani. Non certo una prima fila, latore però di un ambiente preciso, tutt’altro che secondario. Eletto nella maggioranza che sostiene il governatore (e segretario dem) Nicola Zingaretti, Ciani è una figura chiave della comunità di Sant’Egidio, creatura dell’ex ministro Andrea Riccardi. Fondatore nel 2018 di Demos (democrazia solidale) con Mario Giro, altro peso massimo di quell’universo, adesso Ciani è a piazza San Giovanni per accompagnare Pietro Bartolo, per trent’anni medico a Lampedusa e da giugno europarlamentare (sostenuto da Demos), a sua volta l’unico eletto ammesso – guarda caso – sul palco sardino, che in generale rifugge la commistione partitica.
Applauditissimo il suo intervento, dopo quello della presidente dell’Anpi Carla Nespoli, e prima di quelli – giusto per dare l’idea della vastità che si è voluta rappresentare – della presidente dell’Arcigay Molise Luce Visco, della collaboratrice di Sea Watch Giorgia Linardi.
L’attenzione all’accoglienza è uno dei punti in cui le sardine si sono esposte di più, chiedendo l’abolizione dei decreti sicurezza di Salvini.
(da “L’Espresso“)
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Dicembre 26th, 2019 Riccardo Fucile
POI E’ STATO RILASCIATO MA LA POLIZIA HA SACCHEGGIATO I DOCUMENTI NELLA SEDE DEL PARTITO
Ennesimo fermo per l’attivista anti-Putin, a poche ore dal sequestro di un suo collaboratore
costretto al servizio militare in Antartide
L’attivista Alexei Navalny, tra i più noti oppositori di Vladimir Putin, è stato arrestato ancora una volta dalla polizia russa, per essere rilasciato poco dopo.
L’arresto è avvenuto in diretta, mostrato dallo stesso Navalny su Twitter nel quartiere generale dell’attivista, sede della sua associazione. La sua portavoce, Kira Yarmysh, ha confermato il fermo, al quale l’attivista non ha opposto resistenza.
Assieme a Navalny ci sono i suoi avvocati, in attesa di conoscere le accuse che hanno portato all’arresto
Mentre Navalny è stato trattenuto dalla polizia, gli agenti hanno letteralmente saccheggiato la sede del Fondo anti-corruzione, portando via diversi documenti, come ha raccontato la portavoce dell’attivista che riporta anche di una riunione in corso del Consiglio di Stato convocata da Putin
Nelle ultime ore, Navalny aveva denunciato il sequestro di un suo collaboratore, Ruslam Shaveddinov, da parte dell’esercito russo che lo avrebbe portato in una base dell’Antartide
Navalny sostiene che il suo collaboratore fosse in possesso di tutti i documenti necessari per essere esentato dal servizio militare per ragioni di salute.
(da agenzie
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