Dicembre 27th, 2019 Riccardo Fucile
CAGLIARI, INDAGA LA POLIZIA POSTALE… ATTO DI GRATUITA VIOLENZA VERSO UN PORTATORE DI HANDICAP
Colpisce un disabile con una bottigliata in testa, lo ferisce mentre qualcuno film la scena
senza intervenire, senza neppure pensare per un attimo a prendere le difese del più debole.
E il video della violenza ancora una volta è diventato virale: circola nelle chat e sul web tra commenti e condivisioni.
Ora sull’episodio indaga la Polizia di Cagliari che cerca di individuare l’aggressore che, dopo uno scambio di battute, alla fine colpisce la testa della vittima con una bottiglia di birra piena.
Nelle immagini si vede il disabile quasi incredulo: rimane in piedi, ma toccandosi si rende conto di avere una ferita sul capo da cui esce sangue. Il responsabile è facilmente riconoscibile: la Questura dovrebbe già averlo identificato.
Allo stesso tempo la Polizia postale lavora per far sparire il video dalla circolazione, sia sul web che sulle chat.
Sul fatto si è pronunciato anche l’Osservatorio Cybercrime, condannando il gesto e soffermandosi sulla vittima, da anni involontario protagonista di filmati che finiscono in Rete. “Prima o poi qualcuno lo ammazzerà – avverte il direttore dell’Osservatorio Luca Pisano – Stiamo parlando di una persona che soffre, anche se non ha la necessaria autoconsapevolezza per chiedere aiuto”.
(da agenzie)
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Dicembre 27th, 2019 Riccardo Fucile
L’EPISODIO IN PROVINCIA DI VIBO VALENTIA
Altro che inclusione e rispetto. Nemmeno a Natale sembrano sentimenti condivisi. La notizia arriva da Filadelfia, nel Vibonese, dove un gruppo di clienti di un ristorante avrebbe protestato all’indirizzo di un gruppo di ragazzi down e dei loro accompagnatori lamentando il fatto di non poter cenare nel tavolo accanto poichè disgustati dalla vista dei ragazzi.
A denunciare l’accaduto è Francesco Conidi, responsabile del “Club dei ragazzi – gruppo per l’autonomia dei ragazzi con sindrome di down”, che con i ragazzi, un loro genitore e due accompagnatori il 23 dicembre si trovavano nel locale a mangiare una pizza, in attesa di vedere insieme una serie tv.
All’improvviso una famiglia ha rumorosamente protestato, sostenendo di avere nausea alla vista dei ragazzi, “, rivendicando il fatto che, a loro dire, “a Roma certe cose non accadono”. Subito dopo la famiglia, insultando i ragazzi e i loro accompagnatori, ha lasciato il locale.
L’episodio è stato duramente condannato anche dal sindaco di Filadelfia, Maurizio De Nisi, il cui Comune sta portando avanti un’opera di inserimento lavorativo dei ragazzi down. “E’ sconfortante – ha dichiarato Conidi – prendere atto che alle soglie del 2020 a una persona possa essere negata la libertà di cenare con gli amici solo perchè affetta da sindrome di down”
(da agenzie)
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Dicembre 27th, 2019 Riccardo Fucile
GRANDE IMPENNATA DI RICHIESTE DALL’ULSTER, MA ANCHE DA SCOZIA, GALLES ED INGHILTERRA
Un milione di passaporti in un anno. È il record di richieste di cittadinanza ricevute
dall’Irlanda nel corso del 2019, ancora più notevole se si pensa che è un paese di neanche 5 milioni di abitanti.
La ragione per cui d’improvviso così tanta gente vuole un passaporto irlandese è chiara: la Brexit. Ovvero l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.
La stragrande maggioranza delle richieste di cittadinanza, infatti, proviene dal Regno Unito. In parte dai residenti in Irlanda del Nord, la parte britannica dell’isola, i quali hanno automaticamente diritto a ottenere la cittadinanza della Repubblica d’Irlanda, mantenendo la propria, ossia avendo la doppia cittadinanza, in base agli accordi di pace del 1998.
Per il resto le richieste giungono dalla Gran Bretagna, cioè da tutti coloro che in Inghilterra, Scozia e Galles di colpo sentono l’esigenza di potere continuare ad avere un passaporto europeo.
Molti inglesi hanno genitori, nonni o antenati irlandesi e spesso ciò è sufficiente a richiedere la cittadinanza dell’Irlanda. Ora che la Brexit sta per diventare realtà , dopo la vittoria alle urne di Boris Johnson il 12 dicembre e il voto del nuovo parlamento britannico che nei giorni successivi ha infine approvato l’accordo di uscita dalla Ue negoziato dal premier in autunno, tutti coloro che hanno radici irlandesi le rispolverano per ottenere appunto la cittadinanza (il che non comporta la rinuncia a quella britannica).
I vantaggi sono numerosi: la possibilità di risiedere e lavorare, con piena assistenza sanitaria e ogni altro diritto, nei 27 paesi della Ue; la facoltà di visitarli per affari e turismo senza richiedere il visto online che verrà introdotto dal 2021, al termine della fase di transizione; l’accesso a programmi di scambio di studio come Erasmus, per gli studenti. Oltre a essere un modo per continuare a sentirsi cittadini europei a pieno titolo, per tutti quelli che sono contrari alla Brexit.
Le cifre diffuse dalle autorità di Dublino sono impressionanti: quasi 1 milione di nuovi passaporti distribuiti in un anno, con punte che sfiorano i 100mila al mese e i 5mila al giorno. E la corsa alla cittadinanza irlandese continuerà , man mano che il Regno Unito entra sempre più nella Brexit.
(da agenzie)
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Dicembre 27th, 2019 Riccardo Fucile
DANNO ALLE CASSE DELLO STATO PARI A 200.000 EURO
La Guardia di Finanza di Caserta ha scoperto, negli ultimi mesi, 80 ‘furbetti’ del reddito di cittadinanza, tra cui lavoratori in nero, contrabbandieri e venditori abusivi storici che operano nei pressi della Reggia vanvitelliana.
Di questi, 64 sono stati denunciati, mentre nei restanti 16 casi è scattata nei loro confronti la segnalazione all’Inps per farli decadere dalla riscossione del contributo pubblico.
Complessivamente sono stati 255 i componenti dei nuclei familiari oggetto di controllo, che sono poi risultati aver illegittimamente richiesto e percepito il sussidio per un danno alle casse dello Stato stimabile in oltre 200 mila euro, calcolando solamente le somme già materialmente percepite.
La scoperta arriva dopo diverse ispezioni avviate nei confronti delle imprese commerciali, nell’ordinario controllo del territorio per la repressione dei traffici illeciti e dell’abusivismo commerciale e, ancora, nei pattugliamenti per garantire la sicurezza e il decoro nei centri urbani.
Degli 80 illegittimi beneficiari del reddito di cittadinanza, circa la meta’ lavorava in nero. Sotto questo profilo la casistica e’ stata la piu’ varia: pizzaioli, camerieri, baristi, cassieri, addetti ad autolavaggi, operai tessili e calzaturieri, magazzinieri e muratori. Durante un controllo in un negozio, ad esempio, sono stati scoperti due coniugi che continuavano a vendere al dettaglio capi di abbigliamento, ma utilizzando una partita Iva gia’ chiusa e quindi non dichiarando alcun reddito, cosi’ da non pagare alcuna imposta sul reddito e da arrotondare percependo anche il reddito di cittadinanza.
Altri 25 persone sono risultate invece occuparsi con continuità ed abitualità della vendita al minuto di sigarette di contrabbando.
Altri erano dediti alla vendita di prodotti di abbigliamento con marchi contraffatti o di cd/dvd in violazione ai diritti d’autore.
Verbalizzato anche uno spacciatore di Capodrise trovato in possesso di mezzo chilo di hashish. Grazie, invece, al controllo dei mezzi commerciali circolanti su strada sono stati individuati diversi autisti in nero, mentre a riscontro di alcune segnalazioni sono stati sanzionate altre persone che avevano affittato, senza regolare contratto, degli appartamenti, o che avevano omesso di segnalare nella richiesta di contributo la proprieta’ di alcuni beni immobili.
Un ex titolare di un importante caseificio, cedute le quote dell’impresa ai propri familiari, e’ stato piu’ volte fermato a bordo di un potente e lussuoso suv, nonostante fosse destinatario del reddito di cittadinanza.
Nella sua domanda, infatti, era stato omessa la la moglie, titolare di redditi e intestataria di beni patrimoniali ben oltre i limiti massimi previsti dalla legge per poter accedere al contributo pubblico.
Infine, quattro degli storici venditori abusivi di gadget davanti la Reggia di Caserta, gia’ destinatari di ripetuti ordini di allontanamento e del daspo urbano e, in tre casi, anche denunciati in piu’ occasioni per mancato rispetto di questi provvedimenti, percepivano il reddito di cittadinanza, dichiarandosi nullatenenti e nullafacenti.
(da “NextQuotidiano”)
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Dicembre 27th, 2019 Riccardo Fucile
PRESENTATO IL RICORSO CONTRO L’ORDINANZA DEL TAR
Facebook ha presentato un reclamo contro l’ordinanza del Tribunale di Roma che il 12
dicembre scorso aveva ordinato al social di riattivare gli account di CasaPound.
“Ci sono prove concrete che CasaPound sia stata impegnata in odio organizzato e che abbia ripetutamente violato le nostre regole. Per questo motivo abbiamo presentato reclamo”, fa sapere un portavoce di Facebook.
Il giudice del tribunale civile di Roma Stefania Garrisi aveva ordinato in un giudizio cautelare a Facebook la riattivazione della pagina di Casapound fissando una penale di 800 euro per ogni giorno di violazione dell’ordine impartito e condannando il social network di Mark Zuckerberg alla rifusione delle spese di giudizio per 15mila euro.
La pagina di Casapound era stata chiusa lo scorso 9 settembre e qualche giorno dopo aveva anche bloccato la pagina fan dell’organo ufficiale dei sedicenti Fascisti del Terzo Millennio, il Primato Nazionale, in seguito riattivata.
“Le persone e le organizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono non trovano posto su Facebook e Instagram. Candidati e partiti politici, così come tutti gli individui e le organizzazioni presenti, devono rispettare queste regole, indipendentemente dalla loro ideologia. Gli account che abbiamo rimosso oggi violano questa policy e non potranno più essere presenti sulle piattaforme”, disse all’epoca della sospensione un portavoce del social network di Zuckerberg all’ANSA.
“Non vogliamo che le persone o i gruppi che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono utilizzino i nostri servizi, non importa di chi si tratti. Per questo motivo abbiamo una policy sulle persone e sulle organizzazioni pericolose che vieta a coloro che sono impegnati in ‘odio organizzato’ di utilizzare i nostri servizi”, dichiara il portavoce di Facebook. “Partiti politici e candidati, così come tutti gli individui e le organizzazioni presenti su Facebook e Instagram, devono rispettare queste regole, indipendentemente dalla loro ideologia”.
(da agenzie)
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Dicembre 27th, 2019 Riccardo Fucile
SERVIRANNO PER L’ORGANIZZAZIONE DELL’EVENTO DEL 19 GENNAIO A BOLOGNA… PICCOLE OFFERTE DA 2.300 CITTADINI
In appena 4 giorni le sardine hanno raccolto oltre 50mila euro che serviranno per organizzare in piazza VIII agosto a Bologna, il 19 gennaio, un’iniziativa dedicata all’Emilia-Romagna.
L’obiettivo è stato superato grazie a circa 2300 “sardine” che hanno versato un contributo minimo come richiesto dagli organizzatori che volevano una partecipazione diffusa e popolare.
La cifra sarà spesa per:
Allestire il palco;
Garantire un impianto audio e luci professionale che renderà l’evento indimenticabile;
Gestire la sicurezza dell’evento;
Ripulire la piazza;
Documentare tutto l’evento con registrazioni audio e video;
Coprire le spese accessorie.
Qualora il denaro ricevuto superasse in maniera significativa l’obiettivo prefissato, l’eccedenza verrà utilizzata per finanziare progetti futuri dell’associazione o devoluto in beneficenza.
Mancano ancora 20 giorni alla chiusura della sottoscrizione e la raccolta va avanti: nel pomeriggio si è quasi toccata quota 53.000 euro
Intanto, il movimento delle sardine ha una canzone: s’intitola ‘6000 (siamo una voce)’ è stato realizzato dai Malavoglia con il musicista Francesco Tripi e con Marco Mori e prodotto dal Mei, il Meeting delle etichette indipendenti, su un’idea del suo patron Giordano Sangiorgi.
(da agenzie)
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Dicembre 27th, 2019 Riccardo Fucile
UN ASSIST PERFETTO PER LA SINISTRA: “VOGLIONO INTIMIDIRE LA INFORMAZIONE LIBERA”… PAOLO BERIZZI E’ UN GIORNALISTA CHE VIVE SOTTO SCORTA PER AVER DENUNCIATO EPISODI DI RAZZISMO E ORGANIZZAZIONI NEONAZISTE
Il cronista di Repubblica imbavagliato, sullo sfondo di un manifesto rosso con la scritta
“Brigate rosse”.
È l’ultimo attacco che il Secolo d’Italia, con un articolo a firma del suo direttore Francesco Storace, ha fatto al giornalista Paolo Berizzi e alla sua rubrica, “Pietre”, pubblicata su Repubblica da fine novembre.
Un appuntamento quotidiano in cui il giornalista – sotto scorta per il suo lavoro di inchiesta – evidenzia ogni giorno un episodio di antisemitismo, razzismo, xenofobia.
Un appuntamento diventato quotidiano per i lettori di Repubblica. Ma che il Secolo d’Italia vorrebbe ribattezzare Le Iene. Imbavagliandone l’autore.
Un assist perfetto per il il Pd che attacca: “L’idea è che chi non la pensa come loro, debba avere la bocca chiusa. Intollerabile”.
L’immagine è stata pubblicata a fine novembre, in concomitanza con l’avvio della rubrica di Berizzi. Ma è solo negli ultimi giorni che, sui social, è scoppiata la polemica, con molti lettori che hanno voluto testimoniare la loro solidarietà a Repubblica e al suo inviato speciale:
“Hanno sempre lo stesso chiodo, imbavagliare l’informazione libera”, scrive Ruggero su Twitter. “No ai bavagli, la bocca deve essere tenuta bene aperta per denunciare ogni episodio che testimonia che ancora c’è chi vuole farci tornare in mente gli orrori del secolo scorso”, ragiona il dem Fiano.
Solidarietà anche dall’Anpi, attraverso il segretario provinciale di Milano: “È un attacco ignobile a chi ha denunciato il pericolo connesso al risorgere di movimenti neonazisti – scandisce il presidente milanese dell’Associazione nazionale partigiani, Roberto Cenati – Questi attacchi rientrano in quel clima di insopportabile intolleranza dovuto al ritorno di ideologie razziste, antisemite e xenofobe in Italia e in Europa”.
Il comunicato della direzione, della redazione e del cd
Ancora una volta Paolo Berizzi è stato insultato e minacciato. La direzione, il Cdr e la redazione di Repubblica gli sono vicini sapendo che Paolo non si lascerà di certo intimidire da chi non gradisce e anzi ha paura del suo lavoro.
(da “La Repubblica”)
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Dicembre 27th, 2019 Riccardo Fucile
“LE MIE ULTIME RESTITUZIONI SARANNO DONATE SUL CONTO DEL TECNOPOLO MEDITERRANEO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE DI TARANTO”
“Mi stupisce che tante voci della leadership del M5s mi stiano attaccando. E per che cosa? Per aver fatto solo ciò che ho sempre detto”.
Lo afferma in un lungo post su Facebook l’ex ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti rispondendo alle critiche arrivata dai Cinquestelle dopo la sua decisione di lasciare il governo.
“Non possono mancare le solite polemiche sui rimborsi. In tanti, nel Movimento, abbiamo contestato un sistema farraginoso e poco trasparente di rendicontazione”, aggiunge Fioramonti.
“Dopo aver restituito puntualmente per un anno, come altri colleghi, ho continuato a versare nel conto del Bilancio dello Stato e le mie ultime restituzioni saranno donate sul conto del Tecnopolo Mediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile, un centro di ricerca pubblico che, da viceministro prima e da ministro poi, ho promosso a Taranto, una città deturpata da un modello di sviluppo sbagliato. Ed invito anche altri parlamentari 5 Stelle a fare lo stesso, non appena il conto sarà attivo”, sottolinea Fioramonti.
“Ho chiesto a tutto il governo di fare di più per finanziare il Tecnopolo – aggiunge Fioramonti – che ad oggi riceve un esiguo finanziamento annuale di 3 milioni, perchè è forse il segno più concreto per una comunità civica che, come tutti noi, ha bisogno di futuro. Sarebbe un piccolo gesto per dimostrare che la ricerca, soprattutto quella che può migliorare la qualità della vita, ci sta davvero a cuore”.
Anche in questa occasione, Fioramonti rinnova dunque le sue critiche alla gestione di vertice M5s e rileva che “in tanti, nel Movimento, abbiamo contestato un sistema farraginoso e poco trasparente di rendicontazione”.
Quanto al suo addio al governo, il ministro dimissionario confida il suo stupore per le critiche dal suo partito solo “aver fatto solo ciò che ho sempre detto”. “Mi sarei in realtà aspettato il contrario: sarebbero dovuti essere loro a chiedermi di onorare la parola data favorendo le dimissioni, invece di chiedermi di fare – sottolinea ancora – quello che i politici italiani hanno sempre fatto: finta di niente”.
(da agenzie)
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Dicembre 27th, 2019 Riccardo Fucile
MOLTI SONO PROFESSIONISTI ELETTI NELL’UNINOMINALE… OBIETTIVO ARRIVARE A 20 PER FORMARE UN GRUPPO
Quindici deputati del MoVimento 5 Stelle sono pronti a lasciare il gruppo alla Camera per
formare un nuovo insieme guidato da Lorenzo Fioramonti.
Il Messaggero fa i nomi dei papabili dell’esodo che colpisce il M5S per l’ennesima volta da quando è in Parlamento.
Racconta oggi Il Messaggero:
La lista di deputati pronti a lasciare Di Maio è composta da Massimiliano De Toma, Rachele Silvestri, Roberto Rossini, Roberto Cataldi, Nadia Aprile, Gianluca Rospi, Nunzio Angiola, Andrea Vallascas e altri parlamentari alla prima legislatura. Molti di questi sono professionisti eletti nei collegi uninominali, molti di questi — secondo il sito www.tirendiconto.it non risultano in regola con le restituzioni dovute al Movimento, come Fioramonti.
E dunque, secondo le regole grilline, se non correranno al bancomat entro il 31 dicembre finiranno sotto le cortesi attenzioni dei probiviri, rischiando nei casi più gravi l’espulsione: «Stiamo facendo riflessioni sul momento politico, il M5S non è più quello che conoscevamo», ripetono un po’ tutti gli scissionisti. Tra di loro ce ne sono «cinque» che, come nelle partite di poker, giocano con le carte coperte.
L’obiettivo infatti è chiaro: arrivare a quota 20. Puntando a formare un nuovo gruppo con l’inserimento degli ex già finiti, per vicissitudini varie, nel gruppo Misto.
Qualche nome: Andrea Cecconi, Sara Cunial, Gloria Vizzini e Veronica Giannone. L’idea potrebbe attrarre anche gli eletti con Centro democratico +Europa come Alessandro Fusacchia. I contatti sono in corso, anche in queste ore di festa.
Se la componente degli scissionisti riuscirà a formare un gruppo autonomo a quel punto non è escluso che cambino gli equilibri all’interno del governo.
«Perchè 20 voti diventerebbero fondamentali come accade adesso per Italia Viva», racconta chi sta lavorando al progetto. E non esclude di chiedere al premier «un riconoscimento».
Chi invece, dopo tante indiscrezioni, non farà parte della compagnia è Giorgio Trizzino, medico palermitano, a capo della corrente dei “competenti”.
«Rimango dove sto — dice a Il Messaggero — ma sarò una spina nel fianco del Movimento per spronarlo a fare meglio. Fioramonti? Trovo la sua mossa non corretta, soprattutto per le sfide che attendono la scuola e l’Università ».
(da “NextQuotidiano”)
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