Dicembre 4th, 2020 Riccardo Fucile
LA PROCURA APRE UN’INCHIESTA SULLA CONSULENZA DA 2,4 MILIONI DI EURO FORNITA DALLA CASALEGGIO ALLA PHILIP MORRIS
Se a scrivere dei rapporti fra Casaleggio e Philip Morris fosse l’avvocato Ghedini e a pubblicare fosse
Il Giornale, il titolo del pezzo sarebbe certamente “Fumus Persecutionis”.
Non solo per la mission e l’identità dell’azienda coinvolta, ma soprattutto per la questione che si è aperta e cioè se anche i 5Stelle, nel loro crescente processo di contaminazione col Potere e di avvicinamento a Forza Italia, siano o meno entrati nella fase delle leggi “ad personam”, le uniche vere riforme prodotte dal loro arcinemico e feticcio: il Berlusconismo.
Il fascicolo modello 45 (cioè senza ipotesi di reato e senza indagati) aperto dalla Procura di Milano sulla consulenza da 2 milioni e 400.000 euro fornita da Casaleggio alla Philip Morris non vuole solo chiarire il rapporto tra la società milanese e la multinazionale del tabacco, ma anche capire se esso abbia ispirato (o meglio inspirato) eventuali leggi favorevoli all’industria del tabacco votate dal Movimento Cinque Stelle.
L’esito dell’indagine risponderà pertanto a domanda di portata storica : “Ci sono state leggi “ad aziendam” varate dai grillini ? E, se ci sono state , quante aziende ne hanno beneficiato e che ruolo ha avuto Casaleggio Jr, cioè colui che ha le chiavi della scatola nera, la piattaforma Rousseau ?
“Non ho mai richiesto nulla per i clienti di Casaleggio Associati, a eletti o governanti del MoVimento 5 Stelle, mantenendo sempre una distinzione netta tra le due realtà ”, ha spiegato al Fatto Quotidiano Davide Casaleggio, aggiungendo che “Casaleggio Associati non si occupa di politica e dal 2016 gli sviluppi tecnologici a supporto del blog e del MoVimento 5 Stelle sono a cura e in gestione dell’Associazione Rousseau, un’associazione senza scopo di lucro con personale e sede distinti”.
Da quando ha deciso di produrre sigarette elettroniche la Philip Morris ha accompagnato la virata commerciale con dozzine di videotestimonianze ispirate alle confessioni degli alcolisti anonimi o dei gruppi di autocoscienza, che sono un autentico capolavoro comunicativo, specie se si pensa che a produrli è stata la stessa ditta che, dal 1924, ha affumicato i polmoni di 180 Stati producendo miliardi di colpi di tosse.
In ogni video si vede un fumatore pentito spiegare perchè ha rotto ogni rapporto con le sigarette. Così vediamo Juan, “unsmoked for his son”( che ha smesso per suo figlio) , Gerardo “unsmoked for change” (che ha smesso per cambiare) e la pia Luisa Garcon “Unsmoked with god’s help”, che ha smesso , dice, pregando e piangendo con l’aiuto di Dio.
Nemmeno Maria De Filantropis avrebbe pensato una campagna del genere. Neppure Barbara d’Urso sarebbe riuscita a spremere ai clienti prima i loro polmoni e poi i loro cuori.
Del resto un testimonial autorevole della capacità seduttiva dell’azienda è anche l’ex-Jena e ora eurodeputato M5s Dino Giarrusso che, dopo un’inchiesta di Report, ha ammesso di aver ricevuto “un contributo come tutti i parlamentari del Movimento.
“Io odio il fumo, non ho nulla a che fare con la lobby del tabacco. Ho pensato solo: se hanno finanziato tutti gli eletti alle politiche del 2018, potranno finanziare anche me”.
Philip Morris Italia, intanto, è passata al contrattacco con lo stile dei Cowboys di Marlboro Country: ha abbassato lo stetson e ha sparato una querela winchester contro il Il Riformista, il giornale che ha cavalcato la vicenda, precisando che “non finanzia partiti, fondazioni o movimenti politici in Italia ed agisce nel pieno rispetto della legge” e dichiarando che “la Casaleggio Associati, che rappresenta una delle più qualificate agenzie nei servizi di comunicazione digitale, ha supportato Philip Morris Italia nella costruzione ed espansione della comunicazione corporate dell’azienda sui canali digitali”.
Inoltre: ”Contrariamente a quanto riportato da Il Riformista il livello di tassazione vigente in Italia è in linea con quello previsto in altri Stati Membri dell’Unione Europea e non rappresenta un’eccezione“.
E ancora: “Contrariamente a quanto riportato da Il Riformista l’emendamento al decreto fiscale adottato dal Parlamento nel 2018, contenente la riforma della tassazione per le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato, ha avuto il supporto di una vasta maggioranza. Tale riforma della tassazione si applica ai prodotti di tutti gli operatori economici, dalle grandi aziende ai piccoli produttori”.
Piero Sansonetti, il direttore de Il Riformista, ha risposto al fuoco sparando sull’Adnkronos tre proiettili. “I fatti, che nessuno smentisce, sono tre”, ha detto.
“In primis che la Philip Morris ha dato due milioni e mezzo a Casaleggio, poi che Casaleggio è il leader dei 5 Stelle. Terza cosa, che il M5s è passato da essere un partito anti lobby del tabacco a filo tabacco e che ha votato un emendamento che ha reso alla Philip Morris 250mila euro l’anno”.
Il proiettile numero quattro di Sansonetti è stato un’intervista all’ex-ministro grilino Lorenzo Fioramonti, che accusa Casaleggio di essere in “conflitto di interessi”, perchè avrebbe partecipato a più di un summit in cui si parlava di tutto. Da come rollare i governi a come accendere le leggi di bilancio.
Ora siamo agli effetti collaterali: Italia Viva e Leu chiedono di alzare le tasse sulle sigarette elettroniche mentre Ettore Rosato chiede a Casaleggio di precisare finalmente la sua doppia identità , che rischia di gettare sui CinqueStelle l’ombra di un nuovo Hashtag: #PhilipMoralisti.
Solo l’inchiesta potrà precisare se davvero il doppio ruolo di Casaleggio abbia effettivamente avuto un ruolo nell’orientare la scelta grillina di ridurre le tasse alle multinazionali del tabacco, ma sicuramente sarebbe un problema anche produttivo se Philip Morris dovesse ora registrare un’altra serie di video con grillini , come Giarrusso, pentiti di aver fumato le sue sigarette invece che Marlboro Country, tossiche e maciste Marlboro Lobby buone e ambientaliste.
(da agenzie)
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Dicembre 4th, 2020 Riccardo Fucile
LO FACCIA CON I SUOI PARI MA NON ROMPA I COGLIONI AGLI ITALIANI… SIAMO STANCHI DI CHI METTE IL SUO VILE EGOISMO DAVANTI AL BENE COMUNE
Matteo Salvini dichiara che vuole passare il cenone con la famiglia e i Il Governo ha scelto la via della prudenza. E ha fatto bene: ogni altra lamentela è dettata dall’egoismo e dall’irresponsabilità .
“Massimo in dieci a tavola? Ho sentito i miei genitori, 74 e 75 anni, io ho sempre passato il pranzo di Natale con loro…” dice il leghista, fingendo allegramente di ignorare che due persone di 74 e 75 anni sono più al sicuro stando sole e lontane dai parenti che ai cenoni veicoli di potenziali contagi.
Ma non ha finito: “Sicuramente voglio vedere mia figlia, perchè i regali li porta Gesù bambino la sera del 24, voglio vedere i miei genitori, mia sorella e mio nipote, mio figlio anche se sta in un comune diverso, poi troverò il modo di ricongiungermi con la mia fidanzata con cui convivo”.
A parte la stucchevole storiella di Gesù Bambino che porta i doni che ha francamente stancato, tutti noi vogliamo vedere la nostra famiglia.
Il mondo non si divide in asserviti a Conte che rinnegano le loro famiglie e sputano sul Natale e sugli affetti e i bravi e buoni cristiani leghisti che vogliono fare i cenoni e aspettare Gesù Bambino con lo zabaione in mano.
Il mondo è in preda a una pandemia globale. Nel mondo le persone stanno morendo sole negli ospedali con un tubo infilato in gola proprio perchè esistono persone come Matteo Salvini che mettono ciò che vogliono loro, il loro vile egoismo, davanti al bene comune.
(da Globalist)
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Dicembre 4th, 2020 Riccardo Fucile
IL PRIMARIO DEL SACCO SUI RICONGIUNGIMENTI FAMILIARI A NATALE: “C’E’ CHI ANCORA NON CAPISCE O NON VUOLE CAPIRE LA REALTA'”
Il primario del Sacco di Milano Massimo Galli taglia corto su una delle polemiche più forti tra quelle
scoppiate dopo l’ultimo Dpcm, cioè quella che riguarda i ricongiungimenti familiari sotto Natale.
Raggiungere parenti anziani con il nuovo provvedimento del presidente del Consiglio è più complicato, o quantomeno scoraggiato, soprattutto nei giorni di festa, con il divieto di uscire dal proprio Comune. Una limitazione che secondo presidenti di Regione come il ligure Giovanni Toti e il veneto Luca Zaia rischia di lasciare soli i nonni.
Ma consentire ricongiungimenti (e possibili assembramenti) fra parenti non conviventi potrebbe avere conseguenze ben più tragiche, come ha ricordato Galli ospite di Accordi e disaccordi su Nove: «Io non ho voglia di prendermela con gli italiani. Però non si è ancora capito che il Covid-19 è maledettamente subdolo, un virus con cui non puoi entrare in trattative. Sono anche così amareggiato, stanco di dover consolare l’inconsolabile, cioè quelle persone che sanno di aver portato l’infezione a casa, a genitori o nonni che magari sono andati all’altro mondo. Temo che su tutta questa vicenda si sia ancora molto lontani dall’aver acquisito una robusta comprensione di quella che è la sua realtà , del fatto che comunque con il virus non c’è trattativa», ha concluso Galli.
(da agenzie)
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Dicembre 4th, 2020 Riccardo Fucile
LA LEGA CERCA DI IMPORRE IL SOLITO IMPRENDITORE, FORZA ITALIA NON CI STA
L’imprenditore Paolo Damilano scioglie le riserve e ufficializza la candidatura a sindaco di Torino per il centrodestra. “Ho deciso di mettermi al servizio della nostra Torino e di candidarmi a sindaco con un progetto civico” spiega l’imprenditore specializzato nel cibo, nel vino e nelle acque minerali, entrato nel radar della Lega già in occasione delle elezioni regionali del 2019, come possibile alternativa ad Alberto Cirio.
Il debutto in politica era quindi solo rimandato e ora Damilano, che è stato anche presidente della Torino Film Commission, dopo una serie di incontri con il segretario della Lega, Matteo Salvini ,accetta il ruolo di portabandiera della coalizione di centrodestra.
Ma Forza Italia subito dopo l’annuncio della candidatura di Damilano ha avvertito, attraverso il coordinatore cittadino Marco Fontana: “Forza Italia continuerà a portare sul tavolo nazionale la candidatura di Claudia Porchietto. Inoltre c’è sempre in discussione anche la candidatura, espressione di un altro progetto civico, quella di Massimo Giuntoli. Quindi nessuna fuga in avanti. Un progetto civico è un valore per tutta la coalizione: ora il centrodestra ha più scelte e dovrà ponderarle bene”.
(da agenzie)
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Dicembre 4th, 2020 Riccardo Fucile
“I SOLDI A LORO DESTINATI SARANNO REDISTRIBUITI TRA GLI ALTRI PAESI BENEFICIARI E NON AVRANNO NEANCHE I FONDI DI COESIONE”
Possiamo accettare il Next Generation Eu e il Bilancio europeo 2021-2027 se “per il momento
mettiamo da parte le regole sullo stato di diritto”. Viktor Orbà n non cede di un centimetro, il premier illiberale di Budapest in vista del summit Ue di giovedì prossimo non toglie il veto, posto insieme al collega polacco Mateusz Morawiecki, al pacchetto europeo per la ripresa da 1.800 miliardi.
L’autocrate ungherese boccia ancora la strada sulla quale lavorano i partner per rassicurare il suo Paese e la Polonia, ovvero un testo allegato alle conclusioni del summit che assicura la non arbitrarietà nell’utilizzo delle norme sulla legalità grazie al ruolo della Corte di giustizia.
Nel corso di una conferenza stampa sul suo primo anno di mandato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha commentato: “Siamo in difficoltà senza dubbio, abbiamo un ostacolo che va trattato, ma siamo ancora nel mezzo del negoziato e resto ottimista, spero che si risolva nei prossimi giorni”.
Tuttavia l’ex premier belga, parlando a nome degli altri 25 partner, ha fatto muro sulla richiesta di eliminare le regole che vincolano l’esborso dei fondi europei al rispetto della legalità : “Lo Stato di diritto è una questione fondamentale al centro del progetto Ue, non può essere usato in modo arbitrario, perchè la legge è il contrario dell’arbitrarietà “.
Intanto il commissario europeo al Bilancio, Johannes Hahn, parlando al Financial Times afferma che Ungheria e Polonia “non possono impedirci di aiutare i nostri cittadini” con i fondi della ripresa e dunque conferma che Bruxelles prepara una soluzione per circumnavigare il doppio veto: “Stiamo lavorando alle alternative”.
A Ungheria e Polonia “dev’essere chiaro che non ci arrenderemo a questo veto” e, se non dovesse esserci un accordo su Recovery Fund e bilancio Ue “andremo avanti senza di loro”: ha ribadito il commissario Ue per l’Economia Paolo Gentiloni, alla Conferenza Rome Med-Mediterranean Dialogues, promossa dal ministero degli Esteri e dall’Ispi.
“Non abbiamo molto tempo” per raggiungere l’intesa e “il momento giusto è la prossima settimana al Consiglio europeo”, ha sottolineato dicendosi “personalmente preoccupato, ma fiducioso che alla fine supereremo questo veto”. “Lo Stato di diritto non è un’opzione in Ue”, ha aggiunto.
Insomma, conferma che se al summit del 10 e 11 dicembre Orbà n e Morawiecki non rientreranno nei ranghi, il Recovery Fund partirà a 25.
A Bruxelles si ragione su uno strumento comunitario simile a Sure, il fondo da 100 miliardi lanciato da Paolo Gentiloni per sostenere gli ammortizzatori sociali in piena crisi da pandemia che è gestito dalla Commissione ed emette eurobond grazie alle garanzie dei governi nazionali (che sostituirebbero quelle del Bilancio Ue — anch’esso bloccato dai ribelli dell’Est – per il Recovery). Visto che Polonia e Ungheria non parteciperanno, con ogni probabilità i fondi loro destinati verranno redistribuiti tra gli altri beneficiari.
Inoltre visto che anche il budget settennale dell’Unione è bloccato, Bruxelles si prepara ad andare a esercizio provvisorio, i cosiddetti dodicesimi, con i finanziamenti che andranno riallocati da zero (mentre il Bilancio ha già l’indicazione dei programmi e delle quote per stati): in tal caso, i partner sono convinti a tagliar fuori Polonia e Ungheria, che così oltre ai soldi del Recovery perderebbero i generosissimi fondi di coesione stanziati in loro favore.
I due subirebbero anche conseguenze politiche, come la probabile espulsione di Fidesz — il partito di Orbà¡n — dal Ppe, collocazione che fino ad oggi ha giocato il ruolo di assicurazione sulla vita politica del premier ungherese. Inoltre Budapest e Varsavia finirebbero ai margini del progetto europeo e nessuno potrebbe più scommettere su una loro permanenza nella Ue nel medio termine.
(da agenzie)
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Dicembre 4th, 2020 Riccardo Fucile
BASTAVA UNA TELEFONATA PER AVERE ACCESSO “AUMM AUMM” E SI PAGAVA IN CONTANTI SENZA SCONTRINO FISCALE
«Aumm aumm» è un modo di dire napoletano che letteralmente non vuol dire nulla. È un suono dal significato inequivocabile per chi abita all’ombra del Vesuvio.
Bocca chiusa, labbra strette faccia furba: significa «zitto zitto, senza farlo sapere a nessuno».
E così, quando Fanpage.it (il servizio è del 3 dicembre mattina, dunque le regole erano pienamente vigenti) telefona al negozio del re delle cravatte made in Napoli, Maurizio Marinella, ci viene detto: «aumm aumm». Ovvero facciamo in modo che non lo sappia nessuno.
Perchè acquistare una cravatta di alta sartoria oggi non è possibile: in Campania c’è la zona rossa Covid, c’è un decreto della presidenza del Consiglio dei ministri, un dpcm, che impone regole circa la circolazione di persone e l’apertura di determinati negozi.
Ma da Marinella alla Riviera di Chiaia così non è: è bastato telefonare, annunciarsi ed entrare nella celebre bottega dello stile partenopeo. Sganciare cento euro e tornare a casa con una fiammante creazione del patron Maurizio. È egli stesso a servire il reporter di Fanpage.it, probabilmente perchè i dipendenti sono a casa come la legge dispone.
Fosse solo quello. Ovviamente, tenendo aperto il negozietto (che ha filiali sparse in tutto il mondo e che ha anche uno store online) in barba alle regole imposte per la Campania , Marinella non può emettere scontrino fiscale: non potrebbe infatti vendere alcunchè. Dunque c’è anche il secondo aspetto di questo pasticciaccio brutto della Riviera di Chiaia: non si può usare il bancomat, ovviamente, ma non si può nemmeno aprire la cassa («è chiusa» ammette lo stesso titolare dello storico negozio, peraltro più volte papabile candidato a sindaco di Napoli nel corso degli anni).
Dunque niente scontrino (ma scatta la multa da parte della questura di Napoli).
E ciao ciao regole.
(da Fanpage)
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Dicembre 4th, 2020 Riccardo Fucile
ECCO LE REGOLE IN VIGORE IN FRANCIA, GERMANIA, REGNO UNITO, SPAGNA ED AUSTRIA
Non solo gli italiani hanno saputo come trascorreranno il prossimo Natale, con la presentazione del
nuovo Dpcm da parte del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Anche nel resto d’Europa i governi stanno pensando a piani per evitare che le festività si trasformino in un incubo con il rischio di contagio da Coronavirus soprattutto per le persone più fragili.
Ora l’obiettivo è scongiurare la terza ondata della pandemia, che potrebbe arrivare già a gennaio proprio dopo Natale e Capodanno. Ecco, allora, come si festeggerà in Europa e quali sono le maggiori differenze con l’Italia.
Francia
Il governo di Parigi lascerà la possibilità ai cittadini di ricongiungersi con i propri cari in vista del Natale, ma, ovviamente, con le dovute restrizioni. Si dovrà limitare numero di ospiti e rispettare raccomandazioni concrete che saranno illustrate prima delle feste. Il premier Jean Castex ha spiegato che “festeggiare e riunirsi con amici rappresenta un grande rischio” e che i limiti per le riunioni verranno comunicati poco prima del 25 dicembre. I francesi potranno anche spostarsi da una regione all’altra e andare all’estero. Tra le misure che resteranno anche durante i giorni di festa c’è il coprifuoco dalle 21 alle 7, in vigore dal 15 dicembre, che però sarà sospeso in via eccezionale solo per le sere del 24 e 31 dicembre, e che resterà anche a gennaio. Gli impianti sciistici restano chiusi, così come scuole e ristoranti, mentre per scoraggiare la frequentazione di quelli all’estero, per chi rientra c’e’ una quarantena di 7 giorni.
Regno Unito
Nel Regno Unito, che dopo la fine del secondo lockdown nazionale sarà il primo paese in Europa a distribuire le prime dosi del vaccino anti-Covid a partire dalla prossima settimana, il governo ha elaborato un sistema che si basa sulle cosiddette “bolle domestiche”: fino a tre nuclei familiari conviventi potranno riunirsi dal 24 al 28 dicembre all’aperto e al chiuso, anche senza distanziamento. Non sarà invece consentito pranzare in ristoranti o in un pub, ma ci si potrà invece incontrare nei luoghi di culto. Sarà possibile viaggiare per il ricongiungimento familiare. Tuttavia, le misure precise su come si svolgeranno le vacanze invernali verranno date più a ridosso dei giorni di festa.
Spagna
Cenoni ristretti anche in Spagna dove il governo di Madrid ha raccomandato ai cittadini di non riunirsi in più di sei persone, un numero che può aumentare a 10 durante Natale e Capodanno, ma limitando comunque la partecipazione ai conviventi negli incontri familiari. Nei giorni della vigilia di Natale e di Capodanno, il 24 e il 31 dicembre, sarà in vigore il coprifuoco notturno dalle 1,30 alle 6. Sì anche alla messa di mezzanotte, purchè i fedeli non cantino, così come illustrato ieri dal ministro della Salute Salvador Illa anticipando la bozza con tutte le misure e come raccomandato dalle linee guida dell’Unione europea. I viaggi tra diverse Regioni, come in Italia, saranno vietati dal 23 dicembre al 6 gennaio, a meno che non si debba viaggiare verso luoghi di “residenza abituale” dei familiari. Gli studenti che visiteranno i genitori sono esortati a limitare le interazioni sociali nei 10 giorni precedenti la partenza. La chiusura dei confini regionali è stata contestata dalla comunità di Madrid.
Germania
In Germania a Natale ci sarà anche il lockdown soft, dal momento che la cancelliera Angela Merkel ha annunciato che il blocco, seppur parziale, verrà prolungato fino al 10 gennaio. Tuttavia, ci saranno alcune deroghe proprio durante i giorni di festa. Dal 23 dicembre a Capodanno si potranno incontrare fino a 10 persone di famiglie diverse. La stessa Merkel ha però chiesto ai tedeschi di “pensarci bene” prima di riunirsi in tal numero. Dal conteggio sono esclusi i bambini di età inferiore ai 14 anni. Tuttavia, Merkel ha anche aggiunto che la cosiddetta “amnistia per Natale” dipenderà dall’andamento della pandemia. Vietati comunque i fuochi d’artificio. Ancora non è chiaro se ci sarà il divieto o meno di andare a sciare.
Austria
Niente settimane bianche a Natale in Austria, dove il governo ha di fatto deciso di vietare le vacanze sulla neve per contenere il contagio da Coronavirus. Hotel e bar rimarranno chiusi ma gli impianti sciistici saranno aperti dal 24 dicembre ma gli impianti di risalita saranno in funzione per i residenti. Saranno anche rafforzati i controlli ai confini con i Paesi considerati ad alto rischio contagio, tra cui Italia, Balcani e Turchia.
(da Fanpage)
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Dicembre 4th, 2020 Riccardo Fucile
L’ONG EGIZIANA EIPR: “SPERIAMO NELLA SUA LIBERAZIONE”
Era prevista a inizio gennaio, ma alla fine si terrà domani, 5 dicembre, l’ennesima udienza per il rinnovo della custodia cautelare di Patrick Zaki, lo studente dell’università di Bologna in carcere in Egitto da quasi dieci mesi.
A segnalarlo è l’Ong Eipr (Egyptian Initiative for Personal rights) per cui Zaki lavorava come ricercatore. Ieri, dopo circa due settimane di detenzione, sono stati scarcerati i tre dirigenti della Ong egiziana.
Non è ancora chiaro perchè l’udienza sia stata anticipata.
Nel dare la notizia su Twitter l’Ong ha detto di «augurarsi che l’udienza di domani porterà buone notizie e che tutti i nostri colleghi dell’Eipr potranno tornare con i loro cari». Insomma, la speranza è che l’appuntamento di domani possa segnare una svolta nel processo che ha portato Zaki a essere rinchiuso nel carcere di Tora da febbraio dell’anno scorso. Il 2 dicembre il suo avvocato ha denunciato che il ragazzo passa le sue notti per terra, essendo stato privato di un letto.
(da agenzie)
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Dicembre 4th, 2020 Riccardo Fucile
IL NEO PRESIDENTE RAMMARICATO: “DA’ UNA PESSIMA IMMAGINE DEGLI STATI UNITI”
Ieri Donald Trump ha annunciato che non parteciperà alla cerimonia di insediamento di Joe Biden,
una tradizione che solo poche volte non è stata rispetatta dai presidenti uscenti (Trump sarebbe il quinto nella storia, l’ultimo è stato Nixon che non partecipò perchè non era tecnicamente più presidente essendosi dimesso in seguito allo scandalo Watergate). Non solo, ha fatto intendere che potrebbe scegliere proprio quel giorno per annunciare la sua candidatura alla Casa Bianca per il 2024.
La cerimonia di insediamento è un momento importante nella tradizione politica americana: è la rappresentazione del vero e proprio passaggio di consegne da un presidente a un altro, cosa che avviene in diretta nazionale e sotto gli occhi di tutti i cittadini.
Per questo Joe Biden si è detto preoccupato per la deciosione di Trump: “È importante in un solo senso. Non in senso personale, importante nel senso che siamo in grado di dimostrare alla fine di questo caos che ha creato che c’è un trasferimento pacifico del potere”.
“Sono davvero preoccupato dall’immagine che daremmo al resto del mondo”, ha aggiunto, affermando che “in questo senso è importante il protocollo di trasferimento dei poteri”. “È assolutamente una sua decisione e – ha concluso – non ha conseguenze personali per me, ma penso le abbia per il Paese”.
(da agenzie)
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