Dicembre 4th, 2020 Riccardo Fucile
NONOSTANTE 4 GIUDICI SU 7 FOSSERO REPUBBLICANI, BOCCIATO L’ENNESIMO RICORSO… LA PROPAGANDA DI TRUMP GLI HA RESO QUASI 500 MILIONI DOLLARI DI CONTRIBUTI DI PIRLA, ECCO PERCHE’ CONTINUA
Ennesimo smacco per Trump: la Corte suprema del Wisconsin ha respinto il ricorso della campagna di Donald Trump, affermando che la questione doveva prima essere sottoposta ad una corte di grado inferiore.
Il ricorso, peraltro, è stato respinto con 4 voti contro 3, perchè uno dei giudici repubblicani si è schierato con l’ala democratica.
In Wisconsin, Biden ha vinto con un margine di 20mila voti. Il ricorso della campagna di Trump riguardava oltre 220mila voti in due contee a maggioranza democratica, dove veniva contestato il metodo usato per il voto postale.
Secondo i ricorrenti, la questione era talmente urgente da dover andare subito alla Corte suprema dello stato. In merito alla sostanza del ricorso, va ricordato che le regole di voto postale erano identiche a quelle del 2016. Allora Trump vinse le elezioni e non le contestò.
(da agenzie)
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Dicembre 4th, 2020 Riccardo Fucile
SELVAGGIA LUCARELLI ATTACCA SALVINI E DICE UNA GRANDE VERITA’ SU CHI HA SULLA COSCIENZA MIGLIAIA DI VITTIME
Selvaggia Lucarelli contro Salvini per un tweet sul Dpcm e le 993 vittime per Covid di oggi. La
giornalista ha replicato infatti al messaggio del leader leghista che provava a cavalcare le proteste per le restrizioni decise dal governo con l’ultimo decreto d’emergenza e citava anche il record giornaliero di vittime legate al virus.
Un tentativo che ha fatto infuriare la giornalista del The Post Internazionale, che ha ricordato all’ex ministro dell’Interno tutte le iniziative organizzate durante l’estate in violazione delle misure di distanziamento sociale e senza mascherine chiudendo la sua replica con un definitivo: “Quei morti dovrebbero toglierti il sonno”.
Dopo proteste in Aula e fuori da Montecitorio infatti il leader della Lega ha scritto un tweet in cui mette insieme i 993 morti, quella che chiama la “televendita di Conte” e parla di “Parlamento ignorato, famiglie divise, piccoli Comuni isolati, Italia nel caos” invitando il Quirinale a intervenire.
Un tweet in pieno stile salviniano, sul quale è entrata a gamba tesa Lucarelli, che ha invitato l’ex ministro a “evitare di strumentalizzare i morti” soprattutto “dopo aver trascorso l’estate a organizzare comizi senza mascherine e incontri tra negazionisti”.
Un chiaro riferimento alle tante polemiche scatenate durante la scorsa estate dalle manifestazioni del centrodestra, senza distanziamento sociale e mascherine, ma anche e soprattutto ai tanti eventi nei quali il leader del Carroccio ha ribadito il suo no dell’epoca alla mascherina, tra i quali quello di ottobre a Latina che avrebbe causato un cluster nella città laziale.
Una critica sentita e motivata, che Lucarelli contro Salvini ha chiuso con un definitivo e pesantissimo “quei morti dovrebbero toglierti il sonno”.
(da agenzie)
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Dicembre 4th, 2020 Riccardo Fucile
MOLTI (/COME NOI) SONO ADDIRITTURA PER INASPRIRLE… GLI STREPITI DEGLI UNTORI SOVRANISTI NON RAPPRESENTANO NEANCHE LA META’ DEI PIRLA CHE LI VOTANO.. RICCHI ANCORA PIU’ RICCHI: IL 3% HA UNA RICCHEZZA SUPERIORE AL MILIONE DI DOLLARI
Il 54esimo rapporto Censis evidenzia un’Italia duramente colpita dal Covid, una “società già stanca” che è stata investita dal virus.
“Il sistema-Italia è una ruota quadrata che non gira: avanza a fatica, suddividendo ogni rotazione in quattro unità , con un disumano sforzo per ogni quarto di giro compiuto, tra pesanti tonfi e tentennamenti. Mai lo si era visto così bene come durante quest’anno eccezionale, sotto i colpi dell’epidemia” si legge nel rapporto.
A dispetto della propaganda leghista, l’80% degli italiani si dice a favore della stretta in vista delle prossime festività .
“In vista del Natale e del Capodanno – si legge – il 79,8% degli italiani chiede di non allentare le restrizioni o di inasprirle. Il 54,6% spenderà di meno per i regali da mettere sotto l’albero, il 59,6% taglierà le spese per il cenone dell’ultimo dell’anno. Per il 61,6% la festa di Capodanno sarà triste e rassegnata. Non andrà tutto bene: il 44,8% degli italiani è convinto che usciremo peggiori dalla pandemia (solo il 20,5% crede che questa esperienza ci renderà migliori)”.
Inoltre, “il 90,2% degli italiani è convinto che l’emergenza coronavirus e il lockdown hanno danneggiato maggiormente le persone più vulnerabili, ampliando le disuguaglianze sociali già esistenti”.
Se da un lato, da marzo a settembre 2020 “ci sono 582.485 individui in più che vivono nelle famiglie che percepiscono un sussidio di cittadinanza (+22,8%)”, dall’altro 1.496.000 individui (il 3% degli adulti) hanno una ricchezza che supera il milione di dollari (circa 840.000 euro): di questi, 40 sono miliardari e sono aumentati sia in numero che in patrimonio durante la prima ondata dell’epidemia.
Secondo il Censis, poi, l’esperimento della didattica a distanza durante la pandemia sembra non aver funzionato adeguatamente. “Per il 74,8% dei dirigenti la didattica a distanza ha di fatto ampliato il gap di apprendimento tra gli studenti” anche se “il 95,9% è molto o abbastanza d’accordo sul fatto che la Dad è stata una sperimentazione utile per l’insegnamento”
(da agenzie)
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Dicembre 4th, 2020 Riccardo Fucile
LA ONG MEDITERRANEA ESULTA: “QUANDO FINIRANNO A PROCESSO I GOVERNI?”… SALVINI ANCORA UNA VOLTA HA VIOLATO IL DIRITTO
L’inchiesta a carico di Luca Casarini e Pietro Marrone, rispettivamente capo missione e comandante
della nave Mare Jonio e Mediterranea Saving Humans, è stata archiviata: i due erano accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e mancato rispetto di un ordine dato da una nave militare.
Pietro Marrone non aveva obbedito all’alt intimato dalla Guardia di Finanza il 19 marzo del 2019, mentre si stava avvicinando a Lampedusa con 49 persone a bordo. Mediterranea commenta su twitter: “Quando finiranno sotto accusa i governi?”.
“Marrone e Casarini” rivendica Mediterranea, “non solo avevano provveduto a soccorrere persone in mare salvando le loro vite, ma avevano anche agito correttamente mettendo in sicurezza i naufraghi e l’equipaggio stesso della Mare Jonio, nonostante il tentativo, illegittimo e pericoloso, da parte del ministero degli Interni diretto allora da Salvini di impedire che questo avvenisse”.
Quel “non spengo nessun motore” pronunciato dal ponte di comando della nave Mare Jonio, “disobbedendo all’intimazione di una nave da guerra, impropriamente utilizzata dal ministro per affermare la dottrina dei porti chiusi, fu il primo atto di rifiuto verso un’inaccettabile politica fondata sulla violazione sistematica delle Convenzioni internazionali sul soccorso in mare e i diritti umani”.
Anche la scelta compiuta allora di non consegnare alla cosiddetta Guardia costiera libica le persone soccorse in mare “è definita giusta e legittima nelle motivazioni dell’archiviazione, in quanto la Libia non è un porto sicuro. Mentre accogliamo con soddisfazione questa decisione dei giudici di Agrigento, non possiamo non sottolineare come la pratica dei respingimenti di donne, uomini e bambini che scappano dall’inferno libico da parte di autorità europee continui.
L’attività criminale dei respingimenti viene effettuata da miliziani libici travestiti da Guardia costiera, attraverso l’utilizzo di motovedette fornite dall’Italia e grazie al supporto e ai finanziamenti che continuano ad arrivare dal nostro Paese. Allora chiediamo: quando dei giudici metteranno sotto inchiesta il Governo italiano e le Autorità europee per questa complicità ? Intanto rimangono ancora sotto inchiesta per aver effettuato altri soccorsi in mare e salvato centinaia di vite, altri tre nostri comandanti e due capimissione. Attendiamo con fiducia che anche in questi casi prevalga la verità e il coraggio dei magistrati nell’affermare che chi salva una vita non è un criminale”.
(da Globalist)
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Dicembre 4th, 2020 Riccardo Fucile
SEVERI GIUDIZI ANCHE PER I CONTINUI LITIGI NELLA MAGGIORANZA SUL MES… “SPRECATI 100 MILIARDI PER DARE SOLDI A TUTTI”… E RICORDA I SALVATAGGI DI ALITALIA, ILVA, CARIGE E POPOLARI DI BARI
La stampa tedesca torna ad attaccare l’Italia. E ad alimentare i severi giudizi sul nostro Paese sono, manco a dirlo, i tentennamenti del governo sul Mes (riforma sì, riforma no, Mes sanitario sì, Mes sanitario no) e le fibrillazioni della maggioranza che si avvia a un difficile passaggio parlamentare sul via libera al nuovo Meccanismo Salva Stati.
Poi ci sono in ballo le banche con la montagna dei loro Npl (Non performing loans) e il caso Unicredit, che sono ritenuti spie di una situazione del sistema creditizio assai più grave di quello che potrebbe sembrare.
Un editoriale del quotidiano economico finanziario Boersen Zeitung è arrivato addirittura a sollecitare una riflessione sull’opportunità di una permanenza dell’Italia nell’Eurozona. Nelle sue corrispondenze da Roma la Frankfurter Allgemeine Zeitung, espressione dell’establishment del Paese, riporta con crescente sarcasmo le contorsioni della politica italiana. Mentre Handelsblatt ha manifestato sorpresa per il brusco licenziamento del ceo di Unicredit, il francese Jean Pierre Mustier, giudicandola una manifestazione di nazionalismo finanziario.
In un commento recente Boersen Zeitung, giornale vicino alle opinioni della Bundesbank, parla dell’Italia come del “grande malato d’Europa”, di “una polveriera che potrebbe far esplodere l’Eurozona”. Il quotidiano punta il dito contro lo “spreco” dei cento miliardi che lo Stato ha elargito a vari settori, spesso “senza arrivare a destinazione”, e stigmatizza il salvataggio di banche come Carige e Popolare di Bari, senza contare Ilva ed Alitalia.
In questo modo l’Italia scrive il quotidiano potrebbe gettare al vento “l’opportunità unica offerta dal programma di ricostruzione europeo” trascinando nel gorgo l’intero Continente. Insofferenza viene manifestata anche per il sostegno offerto dallo Stato alle banche distorcendo la concorrenza europea, mentre il sistema bancario italiano potrebbe crollare quando le moratorie sui crediti e le possibilità di una classificazione favorevole dei prestiti scadranno portando il volume degli Npl alla cifra record di 160 miliardi.
Questi commenti dei media tedeschi sono senz’altro eccessivi nei toni, ma riflettono anche il clima di opinioni che caratterizza sotto la superficie l’establishment di Berlino.
Al di la delle dichiarazioni ufficiali infatti nella capitale tedesca, ma anche a Parigi e a Bruxelles c’è preoccupazione per ciò che sta avvenendo in Italia sia sul fronte politico che su quello economico.
Anche ieri gli esponenti del Ppe e della Commissione facevano filtrare che il dibattito sul Mes in corso a Roma è “una questione interna italiana”. Ma la stampa riporta oggi di pressioni di matrice brussellese su Roma. Il timore non riguarda solo l’esito estremo, ovvero il rifiuto di Roma a sottoscrivere la riforma del Salva Stati, ma anche che l’Italia non riesca ad utilizzare al meglio i fondi del Recovery Fund disperdendoli in mille rivoli frutto degli schemi della vecchia politica.
Del resto chi ha buona memoria ricorda la garbata sollecitazione ad assicurarsi i finanziamenti sanitari del Mes rivolta dalla Cancelliera Merkel al governo italiano lo scorso giugno e la piccata risposta del premier Giuseppe Conte. Così come non si può dimenticare qualche mese fa l’intervista fiume di Jens Weidmann alla Faz, nella quale il governatore della Bundesbank invitava i paesi ad alto debito a una “solidarietà nazionale”, concetto questo che è sembrato un invito al varo di una patrimoniale rivolto all’Italia.
(da agenzie)
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Dicembre 4th, 2020 Riccardo Fucile
BEN SI ADDICE A UNA AMMINISTRAZIONE SOVRANISTA CHE VIVE NELLA RELIGIONE DEL DENARO
Non è stato ancora acceso e ha già scatenato polemiche, in particolare sui social dove negli ultimi
giorni i commenti si dividono tra favorevoli e contrari, ironici e sarcastici. Parliamo dell’albero di Natale dell’artista Fabrizio Plessi: 80 monitor di luce a forma di abete.
L’opera di nove tonnellate alta dieci metri verrà accesa oggi alle 17.30 davanti al Bacino di Piazza San Marco. Insomma, non il classico albero avvolto da lucine argentate, decorato con palle rosse e impreziosito da una grande cometa sulla punta.
“Ho letto su Facebook qualcuno che ha scritto: meno Plessi e più amplessi. Su questo sono d’accordo!”. L’artista Fabrizio Plessi scioglie con una battuta i commenti al vetriolo contro il suo albero che viene definito un ammasso di ferraglia che distrugge la magia della città .
“È giusto che ognuno dica la sua e non mi stupisco se ci sono persone che avrebbero voluto il tradizionale albero natalizio- racconta l’artista, 80 anni, autore dell’installazione di cascate d’oro nella facciata del Museo Correr – Credo che in questo anno buio più che di un albero tradizionale ci sia bisogno di dare una nuova luce a Venezia e un messaggio di tolleranza al mondo. Il mio albero rompe gli stereotipi sul Natale e l’ho realizzato in nome della tolleranza e della convivenza perchè sarà fatto di 80 flussi di luce che vanno in 80 direzioni diverse proprio per sottolineare l’intreccio secolare di culture che c’è sempre stato a Venezia, caratteristica della città . È d’oro, materiale incorruttibile, come questa città che attraversa il tempo”.
Per il consigliere di opposizione di Terra e Acqua, Marco Gasparinetti, tra i primi a sollevare la polemica, l’albero richiama tutto tranne lo spirito natalizio. “Come cittadino ho subito notato che sull’albero di Plessi sono tutti molto perplessi – spiega l’avvocato fondatore del Gruppo 25Aprile – Le mie osservazioni si basano sul rendering che ho visto, quindi prima di dire la mia opinione definitiva voglio vederlo oggi. Tuttavia dalle immagini in anteprima mi ricordano più una pila di lingotti d’oro che un albero e siccome questo sindaco (Luigi Brugnaro, ndr) ha fatto della sua unica religione i soldi o come li chiama lui, i schei, l’opera si sposa bene con quella filosofia”.
Nei giorni scorsi i veneziani hanno iniziato a manifestareBdubbi sulla scelta dell’amministrazione perchè hanno visto in Piazza San Marco operai che stavano montando una specie di albero con dei monitor neri.
Nel gruppo Facebook Venezia di ieri e di oggi, per esempio, un post di Cristina Pradolin ha dato vita a un dibattito di centinaia di messaggi che si dividono tra i molti che lo trovano “orrendo e da brivido” e alcuni che invece gli danno fiducia perchè “illuminato fa un altro effetto”.
Nelle ultime ore ha iniziato poi a girare sui social l’immagine ironica dell’albero posizionato sul patibolo tra le due colonne, in riferimento al luogo dove un tempo venivano giustiziati i condannati a morte.
Il dibattito è solo cominciato.
(da agenzie)
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Dicembre 4th, 2020 Riccardo Fucile
“CONTE HA CHIARITO CHE DISPONIAMO DI ALTRE RISORSE”: PECCATO CHE NON DICA CHE LE ALTRE RISORSE SONO SOLDI PRESTATI DALLA BCE A UN INTERESSE PIU ALTO E CHE A FORZA DI SPUTTANARE SOLDI PER TUTTI I QUESTUANTI SALTERA’ IL BANCO
Beppe Grillo detta la linea al Movimento sul Mes: “Strumento inadatto e inutile”. È così che lo definisce in un post pubblicato sul suo blog, dal titolo evocativo “La Mes è finita”, in cui prova a mettere la parola fine al dibattito interno sul fondo Salva-Stati, dopo la lettera ai vertici dei parlamentari 5S contrari anche alla riforma europea di questo strumento.
“Non starò qui ad elencare le mille ragioni che fanno del Mes uno strumento non solo inadatto ma anche del tutto inutile – scrive il fondatode del M5S – per far fronte alle esigenze del nostro Paese in un momento così delicato. A farlo, ogni qualvolta gli viene messo un microfono sotto al naso, ci ha già pensato il nostro Presidente del Consiglio Conte dicendo più e più volte che ‘disponiamo già di tantissime risorse (fondi strutturali, scostamenti di bilancio, Recovery Fund ecc..) e dobbiamo saperle spendere’.
Dunque non è una questione di soldi, che sembrano esserci, ma come e dove usarli”.
Grillo poi lancia due proposte alternative al Mes. La prima è di imporre “una patrimoniale ai super ricchi”. La seconda è quella di far pagare “l’Imu e l’Ici non versata sui beni immobili alla Chiesa”.
Sul blog si legge: “Da giorni ormai rimbalza sui social come sui giornali l’ombra nefasta dell’avvento di una patrimoniale sui beni mobili e immobili degli italiani.E se per una volta, invece che sovraccaricare di tasse la classe media che sta lentamente scomparendo, si procedesse a tassare soltanto i patrimoni degli italiani più ricchi? Nel nostro Paese, secondo l’ultimo rapporto sulla ricchezza globale del Credit Suisse, ci sono 2.774 cittadini con un patrimonio personale superiore a 50 milioni di euro; se sommati, i loro patrimoni, ammonterebbero addirittura a circa 280 miliardi”.
Grillo poi si chiede: “Non sarebbe più equo, dunque, rivolgersi a loro piuttosto che al resto della popolazione già stremata da un anno tragico dal punto di vista finanziario, oltre che sanitario? Un contributo del 2% per i patrimoni che vanno dai 50 milioni di euro al miliardo genererebbe un’entrata per le casse dello Stato poco superiore ai 6 miliardi.
Uno del 3% dato dai multimiliardari potrebbe fruttare circa 4 miliardi ulteriori. Una patrimoniale così concepita – conclude – significherebbe per le casse dello Stato un’entrata garantita di almeno 10 miliardi di euro per il primo anno, e di ulteriori 10 se la misura venisse confermata anche per il 2022”.
Insieme alla richiesta di far pagare l’Imu e l’Ici non versata sui beni immobili alla Chiesa, si tratta per Grillo di “due proposte assolutamente praticabili, sacrosante e soprattutto non vincolanti (che non prevedono alcun tipo di indebitamento per l’Italia) che porterebbero un sacco di miliardi nelle casse dello Stato in poco tempo, semmai ce ne fosse bisogno. Se sommate, le due proposte, porterebbero nel biennio 2021/2022 all’incirca 25 miliardi di euro subito spendibili e liberi da vincoli di rientro”.
(da agenzie)
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Dicembre 4th, 2020 Riccardo Fucile
DOPO LE RIVELAZIONI DEL COMMERCIALISTA SCILLIERI SUI SOLDI GIRATI ALLA LEGA, GLI ALTRI DUE COMMERCIALISTI ARRESTATI SI AVVALGONO DELLA FACOLTA’ DI NON RISPONDERE
Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, i due principali
indagati nell’inchiesta milanese sulla Lombardia film commission.
Da quanto si è appreso, i due revisori contabili della Lega in Parlamento non hanno risposto alle domande del pm Eugenio Fusco.
I chiarimenti chiesti dal magistrato riguardano la presunta “retrocessione” di alcune fatture per far confluire il denaro nelle casse del partito, accennata dal commercialista Michele Scillieri in un interrogatorio di sabato. Tutti e tre sono ai domiciliari da settembre.
Il Tribunale del Riesame, intanto, a conclusione dell’udienza di oggi, si è riservato di decidere in merito alla richiesta di revoca dei domiciliari di Francesco Barachetti, l’imprenditore bergamasco, pure lui indagato.
I suoi legali, Matteo Montaruli e Massimo Borghi, prima dell’udienza hanno confermato l’intenzione di depositare ai giudici una memoria difensiva e faranno lo stesso ai pm in occasione del l’interrogatorio dell’imprenditore. Anche Barachetti si avvarrà della facoltà di non rispondere.
(da agenzie)
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Dicembre 4th, 2020 Riccardo Fucile
GESTICOLA PERCHE’ CONTE HA RISPOSTO A UNA DOMANDA SULLA SCORTA INTERVENUTA PER DIFENDERE LA FIDANZATA, MA SULL’USO DELL’AQUASCOOTER DA PARTE DEL FIGLIO DI SALVINI NON DISSE UNA PAROLA DI CONDANNA
Una Giorgia Meloni infuriata che gesticola e alza la voce dal suo scranno a Montecitorio. Le immagini mostrano un momento di sfogo della leader di Fratelli d’Italia.
Il tutto mentre lei — e i colleghi parlamentari — erano chiamati in Aula per discutere delle modifiche ai decreti sicurezza. Il tutto mentre Giuseppe Conte era impegnato nella conferenza stampa per parlare del DPCM Natale agli italiani (sia su Facebook che sui vari canali nazionali).
Un qualcosa che non è piaciuto a Giorgia Meloni che, nel video pubblicato da La Repubblica, si sfoga con il leghista Giancarlo Giorgetti. Toni che sono accesi, con il deputato del Carroccio che annuisce alle parole rabbiose — si vede dai gesti e dai toni, non potendo percepire il tema affrontato in quel momento per via della distanza del microfono — della leader di Fratelli d’Italia.
Il motivo dello sfogo lo troviamo in una sua diretta social, pubblicata direttamente dall’interno dell’emiciclo della Camera dei deputati.
Tra i passaggi fondamentali, che spiegano il motivo della sua rabbia, c’è questo: «Chiedo ufficialmente a Mattarella cosa pensa di questo uso delle nostre istituzioni. Conte vuole difendersi sull’uso della sua scorta? Lo deve fare nelle sedi competenti, non approfittando di milioni di italiani che aspettano di sapere se possono festeggiare il Natale. Vergogna».
Insomma, oltre alle classiche polemiche sull’immigrazione, Giorgia Meloni infuriata perchè Conte ha risposto a una domanda sulla sua scorta intervenuta in soccorso della sua compagna, Olivia Paladino.
Parla di uso improprio, ma quando toccò a Salvini un qualcosa di simile — ricordate il giro sull’acquascooter della Polizia di Stato del figlio durante l’estate del 2019 — non proferì parola.
Insomma, l’indignazione è sempre a targhe alterne.
(da agenzie)
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