Gennaio 6th, 2021 Riccardo Fucile
ALL’ITALIA ANDRANNO 10 MILIONI DI FIALE
L’Agenzia europea del farmaco ha dato l’ok al vaccino anti-Covid di Moderna. Lo comunica la stessa Ema. Si tratta del secondo vaccino che riceve il via libera da parte dell’agenzia. Lo scorso 21 dicembre aveva approvato quello di Pfizer-BioNtech. Ora manca solo l’autorizzazione della Commissione Ue” per la commercializzazione che “seguirà a breve”, ha detto la commissaria Ue alla Sanità , Stella Kyriakides.
Con il secondo via libera arrivato dall’Agenzia del Farmaco Ue a un vaccino anti-Covid, l’Unione Europea potrà contare nelle prossime settimane su altre 160 milioni di dosi, prodotte dalla casa farmaceutica statunitense e che non richiedono la rigida catena del freddo necessaria al farmaco Pfizer-BioNTech.
Di queste 160 milioni di dosi all’Italia ne andranno circa 10,7 milioni. E in particolare, secondo il cronoprogramma, circa 1,3 milioni nel primo trimestre, altri 4,7 milioni nel secondo trimestre, e altri 4,7 milioni nel terzo trimestre. Anche il farmaco Moderna necessita del richiamo che deve avvenire a 28 giorni di distanza dalla prima dose.
L’Ema “ha raccomandato di concedere un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata del vaccino contro il Covid di Moderna”. Il comitato per i farmaci per uso umano (Chmp) dell’Ema ha valutato “accuratamente i dati sulla qualità , sicurezza ed efficacia del vaccino e ha raccomandato per consenso la concessione di un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionale formale da parte della Commissione europea”. Ciò garantirà ai cittadini dell’Ue che il vaccino soddisfa gli standard dell’Ue e “mette in atto le salvaguardie, i controlli e gli obblighi per sostenere le campagne di vaccinazione a livello dell’Ue”.
La Commissione tecnico scientifica (Cts) dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) si riunirà domani, 7 gennaio, per esaminare il dossier del vaccino anti-Convid di Moderna e per l’autorizzazione all’immissione in commercio e all’utilizzo nell’ambito del Servizio sanitario nazionale.
(da “Huffingtonpost”)
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Gennaio 6th, 2021 Riccardo Fucile
DAL 20 GENNAIO I PRIMI 1.500 MEDICI E INFERMIERI EXTRA
Per la somministrazione del vaccino Pfizer (modello Freeze) il Commissario per l’Emergenza,
Domenico Arcuri, invierà da subito 1.500 operatori tra medici e infermieri, a integrazione dei 3.800 già operativi nelle singole regioni.
La suddivisione sarà in base alla popolazione. Entro il 7 gennaio sarà comunicato l’elenco del personale individuato per regione alla Agenzie per il lavoro (sono 5 divise per aree territoriali, in base al numero di popolazione) e a partire dal 20 i primi candidati saranno disponibili. Lo ha garantito – a quanto si apprende – il Commissario Arcuri, durante il vertice Governo-Regioni.
Al momento è stato presentato un programma con 5,9 milioni di vaccinati entro fine marzo, 13,7 ad aprile, 21,5 milioni entro fine maggio e si può completare la vaccinazione volontaria entro agosto.
Lo ha detto – a quanto si apprende – il Commissario Arcuri, durante il vertice Governo-Regioni.
Dare maggiore personale a quelle regioni che fanno tante vaccinazioni e non a chi tiene le dosi in magazzino, per evitare che con la giacenza vengano sprecate. E’ questa la richiesta avanzata da alcuni governatori – a quanto si apprende – durante il vertice Governo-Regioni sui vaccini.
“Siamo secondi nella vaccinazione dietro solo alla Germania, abbiamo tutte le capacità per accelerare”. Lo ha affermato, a quanto si apprende, il ministro della Salute Roberto Speranza, durante la riunione con le Regioni. “Il piano – ha messo in rilievo Speranza – sarà incrementato man mano che Ema autorizzerà gli altri vaccini. Sforzi straordinari da parte di tutte le regioni per mettere a regime la macchina, che vuol dire 70 mila vaccini al giorno a livello nazionale finchè non si avranno gli alti vaccini autorizzati”.
(da agenzie)
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Gennaio 6th, 2021 Riccardo Fucile
UN GRANDE GESTO: RINUNCIA A 11.000 EURO RACCOLTI PER LUI E LI DESTINA IN BENEFICENZA… LE MADRI DEI GIOVANI ARRESTATI CHIEDONO SCUSA: MA DOVE ERANO QUANDO ALLE 3 DI NOTTE I FIGLI DI 15 ANNI ERANO A FARE I CRIMINALI IN GIRO PER NAPOLI? VERGOGNATEVI, INVECE DI CHIEDERE SCUSA
Il suo unico desiderio era tornare a fare il suo lavoro, macellaio in un supermercato. E dopo lo choc per la violenta rapina subita ad opera di sei giovanissimi, adesso il sogno di Gianni Lanciato sta per diventare realtà : un’importante catena di market, alla quale il rider aveva inviato il curriculum attraverso il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, ha risposto ieri sera e gli ha chiesto di presentarsi nei prossimi giorni per un colloquio. La svolta arriva sull’onda dell’indignazione suscitata dalla brutale aggressione subita dal cinquantenne, padre di due figli, preso di mira dal branco composto da quattro minorenni e due ventenni nella notte fra l’1 e il 2 gennaio, mentre stava completando le consegne a domicilio, attività alla quale Gianni si è dedicato per portare avanti onestamente la sua famiglia dopo cinque anni di disoccupazione.
Ieri Lanciato è stato ricevuto dal prefetto Marco Valentini che ha voluto esprimergli «la vicinanza delle istituzioni e la sua personale solidarietà – fa sapere una nota del Palazzo di Governo – evidenziando come il sostegno ricevuto dalla società civile contribuisca a rafforzare i valori della legalità e del sistema di sicurezza dei cittadini». Lanciato non ha trattenuto l’emozione per questo incontro: «Per me è un onore poter parlare con il prefetto», ha commentato.
Quando il video della rapina è diventato virale, facendo il giro del web, sui social è partita una mobilitazione per aiutare la vittima a riacquistare lo scooter che gli era stato rapinato con tanta violenza. Fra i promotori, l’imprenditore di Casalnuovo Vincenzo Perrella, titolare di un’agenzia di viaggi, l’organizzatore di eventi Vincenzo Galasso detto “Enzo Bambolina” e il manager di cantanti neomelodici, fra i quali anche Tony Colombo, Giorgio Mascitelli. Hanno partecipato tantissime persone, fra le quali anche il calciatore della Lazio Mohamed Fares, che ha donato 2500 euro con un gesto che il suo presidente, Claudio Lotito, ha definito «di grande generosità e sensibilità » anche «per la riservatezza e la discrezione con cui lo ha compiuto».
Alla fine sono stati raccolti circa undicimila euro. Ma dopo il ritrovamento del motorino, recuperato nelle ore che hanno portato poi all’arresto dei malviventi, Lanciato ha deciso di rinunciare alla somma che sarà destinata per metà agli ospedali pediatrici e per l’altra metà ad altre associazioni benefiche.
«Mai mi sarei immaginato tutta questa solidarietà », aveva detto Gianni intervistato da Repubblica. E parlando dei suoi aggressori aveva aggiunto: «Mi dispiace, mi dovete credere, per quei ragazzi, dovrebbero “faticare” onestamente, anche svolgendo i mestieri più umili».
Attraverso l’avvocato Carlo Ercolino, la madre di uno dei minorenni arrestati ha chiesto scusa a nome del figlio per quanto accaduto. E attraverso l’avvocato Luca Mottola la madre di un altro sedicenne indagato afferma: «Mio figlio lavora come salumiere dalla mattina alla sera. Ha capito bene la gravità del suo gesto ed è disperato».
Il consigliere regionale Borrelli però scuote il capo: «Le scuse così come il pentimento sono sempre bene accette ma devono essere sincere e questa dichiarazioni sono inaccettabili. Prima afferma che la famiglia vuole chiedere scusa alla vittima e poi vuol trovare giustificazioni ad un atto deprecabile commesso dal 16enne e dai suoi complici, siamo basiti. Come si fa – aggiunge – a sostenere che picchiare una persona di 50 anni che sta lavorando e privarlo dello scooter sia solo un atto di bullismo? E poi come è possibile che dei minorenni girino per la città a gruppi di 3 su singolo scooter, senza caschi, in piena notte, in zona rossa senza che i genitori si pongano il problema di dove siano e cosa facciano? Al di la delle giustificazioni – conclude Borrelli – questi ragazzi devono pagare il loro debito con la giustizia, noi chiediamo pene esemplari».
(da agenzie)
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Gennaio 6th, 2021 Riccardo Fucile
CON IL 99% DELLE SCHEDE SCRUTINATE WARNOCK IN VANTAGGIO CON IL 50,6%, OSSOF CON IL 50,2%… SE VINCESSERO, BIDEN AVREBBE LA MAGGIORANZA ANCHE AL SENATO
La Georgia fa sognare Joe Biden. Dopo la sua vittoria a novembre, quando Biden ha conquistato lo
Stato del Sud tradizionalmente conservatore con un margine risicato (12.000 voti più di Donald Trump), il suo partito sembra a un passo dal ripetere l’exploit.
In palio in Georgia ci sono due seggi di senatori che possono cambiare tutti gli equilibri politici nazionali. Conquistandoli tutti e due i democratici strapperebbero alla destra il controllo del Senato, un trofeo cruciale per l’agibilità politica del nuovo esecutivo. I seggi si sono chiusi in Georgia alle 19 locali (l’una di notte in Italia), e sette ore dopo lo spoglio non è concluso. Potrebbe protrarsi anche oggi, e non è chiaro se saranno state conteggiate tutte le schede inviate per posta, incluse quelle dei militari di stanza all’estero che possono arrivare fino a venerdì.
Ma a notte fonda con il 99% delle schede contate le percentuali sono da brivido. Nel primo duello è il democraticoa prevalere: il reverendo Raphael Warnock, il pastore protestante afroamericano che dirige la stessa chiesa Ebenezer di Atlanta che fu di Martin Luther King. Warnock ha oltre 50 mila voti più della senatrice repubblicana uscente, Kelly Loeffler. La rete tv Msnbc lo proclama vincitore e lui stesso si considera eletto.
L’altro duello vede in vantaggio di circa 16 mila voti il democratico: l’enfant prodige Jon Ossoff, 33 anni, contro il repubblicano David Perdue, anche lui un senatore uscente.
Poichè rimangono da aprire schede di alcune zone urbane ad alta densità di elettori afroamericani prevalentemente democratici, nelle aree di Atlanta e Savannah, diversi analisti considerano possibile la “doppietta” Warnock-Ossof.
Potrebbe però scattare un ri-conteggio. La legge della Georgia lo prevede quando la differenza tra due candidati è inferiore allo 0,5%. Il verdetto finale in tal caso può slittare di qualche giorno.
L’eventuale doppietta Warnock-Ossoff sarebbe un miracolo visto che i repubblicani partivano favoriti.
Spianerebbe la strada a una maggioranza congressuale piena, dando a Biden l’appoggio del Senato oltre che della Camera. La differenza sarebbe sostanziale rispetto alla situazione attuale, che vede il Senato controllato dalla destra.
Un Senato in mano all’opposizione può bloccare molte leggi, in particolare tutte le manovre di bilancio, costringendo il presidente alla ricerca di continui compromessi. Il Senato inoltre ha una prerogativa in più rispetto alla Camera, il potere di ratifica delle nomine più importanti, che significa un condizionamento sulla composizione dell’esecutivo stesso, della Corte suprema, degli ambasciatori nelle principali sedi estere.
L’attesa del risultato finale è al cardiopalmo. Molti già s’interrogano su quale sia stato l’effetto sugli elettori della Georgia degli interventi “a gamba tesa” di Trump, che continua a contestare la legittimità dell’elezione di Biden.
Intanto un retroscena del New York Times descrive un pranzo di lavoro molto teso fra Trump e il suo vicepresidente Mike Pence. In vista della sessione del Congresso, che oggi qui a Washington si riunisce per ratificare i risultati del collegio elettorale, Pence sarà chiamato tra poche ore a presiedere un evento che suggella la sconfitta del suo capo. Ma lo stesso Pence avrebbe spiegato a Trump che la Costituzione non gli dà nessun potere di stravolgere il risultato. La sessione del Congresso si apre alle ore 13 locali, in una capitale federale dove continuano ad affluire manifestanti pro-Trump.
(da agenzie)
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Gennaio 5th, 2021 Riccardo Fucile
E’ CONSIDERATO L’UOMO CHE PER CONTO DEL COMMERCIALISTA SCILLIERI AVEVA TRATTATO L’ACQUISTO DEL CAPANNNONE DI CORMANO… PRESTO A PROCESSO I COMMERCIALISTI LEGATI ALLA LEGA
Ha patteggiato 4 anni e 10 mesi e una multa di 1.000 euro Luca Sostegni, presunto prestanome del commercialista Michele Scillieri, arrestato a luglio nell’inchiesta milanese sul caso Lombardia Film Commission e su presunti fondi neri per la Lega.
Il patteggiamento per Sostegni (difeso dal legale Giuseppe Alessandro Pennisi), che ha versato 20mila euro come risarcimento, è stato ratificato dal gip Raffaella Mascarino.
Il 62enne, che ha collaborato alle indagini, può diventare teste chiave in dibattimento.
Si avvicina la richiesta di processo immediato per gli altri arrestati nell’inchiesta dell’aggiunto Eugenio Fusco e del pm Stefano Civardi.
Sostegni era finito in carcere il 15 luglio accusato di peculato, reati fiscali e tentata estorsione e poi, il 20 novembre, gli sono stati concessi i domiciliari.
Oggi era presente in aula al settimo piano del Palazzo di giustizia a Milano per la ratifica del patteggiamento, che aveva avuto l’ok dei pm.
Il presunto prestanome di Scillieri, il commercialista finito ai domiciliari assieme ai due revisori contabili della Lega in Parlamento Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni e all’imprenditore Francesco Barachetti, ha collaborato con gli inquirenti in numerosi interrogatori.
Nell’inchiesta sul caso Lfc, come emerso dagli atti, è stato accertato che la “intera operazione immobiliare” che ha portato la Lombardia Film Commission, tra il 2017 e il 2018, a comprare per 800mila euro un capannone a Cormano, nel Milanese, “in pessimo stato” è stata “congegnata dagli indagati”, tra cui Di Rubba e Manzoni, solo per “impossessarsi e spartirsi il finanziamento di 1 milione di euro stanziato dalla Regione Lombardia a favore dell’ente pubblico”.
Sostegni aveva chiesto ai commercialisti vicini al Carroccio di fargli avere 50mila euro in cambio del suo silenzio con la stampa sui dettagli di tutte le operazioni a cui avrebbe partecipato.
Ed era riuscito ad ottenere solo 20mila euro: la cifra da lui versata per il patteggiamento (raccolta anche grazie ad una colletta dei suoi amici) e ora confiscata.
Nel frattempo, la Procura è pronta a chiedere il processo con rito immediato (si salta l’udienza preliminare) per gli altri cinque arrestati (anche il cognato di Scillieri, Fabio Barbarossa), mentre va avanti il filone di indagine su presunti fondi neri raccolti dai contabili per la Lega.
Filone nel quale anche Scillieri sta collaborando con i pm e ha raccontato, ad esempio, di un “sistema” di “retrocessioni” di soldi al partito.
Per il gip Raffaella Mascarino, la richiesta di patteggiamento a una pena di 4 anni e 10 mesi avanzata dal legale di Sostegni, l’avvocato Giuseppe Pennisi, è “congrua”.
L’imputato ha reso dichiarazioni “confessorie” e ha restituito il profitto che costituisce condizione di ammissibilità al patteggiamento per i reati contro la pubblica amministrazione, come il peculato.
Ai cronisti che gli chiedevano se nella vicenda del capannone di Cormano era coinvolta anche la Lega, Sostegni ha risposto di “non aver avuto rapporti diretti” con i professionisti legati al Carroccio.
“Se ci sono stati saranno i giudici a stabilirlo”, ha detto. Sulla possibilità che parte dei soldi raccolti dai contabili Di Rubba e Manzoni siano finiti al partito, Sostegni ha risposto: “Può darsi, io non lo escludo, mi sono sentito usato in un gioco molto più grande di me, ora altri dovranno chiarire”.
(da agenzie)
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Gennaio 5th, 2021 Riccardo Fucile
“CONTE IN QUESTO MOMENTO HA GRANDE POPOLARITA’, NON CREDO CHE ATTACCARLO PORTI CONSENSI, LA VISIBILITA’ PUO ANCHE ESSERE NEGATIVA”
La sua analisi completa quella del democristiano Rotondi. Secondo il parlamentare di di Forza Italia ma
Dc in eterno il padre-padrone di Italia Viva teme la concorrenza di Conte sul fronte moderato e vuole impallinarlo per questo.
Secondo il sondaggista di lungo corso c’è anche tanta voglia di visibilità .
“Una mossa ‘tecnicamente’ necessaria” visto che “Renzi, fino alle prossime elezioni politiche, può solo cercare visibilità , e quanto stiamo vedendo è frutto di questa sua strategia”.
Questa la riflessione il sondaggista Renato Mannheimer, interpreta la contrapposizione tra il leader di Italia Viva, Matteo Renzi e il premier Giuseppe Conte
“Renzi, probabilmente, si aspettava più consenso quando ha dato origine a Italia Viva, ma è andata male e ora prova a recuperare in qualche modo”, sottolinea il patron di Eumetra, riferendosi alle mosse dell’ex premier, che pare sempre più determinato a mettere in discussione la sua partecipazione al governo Conte II.
“Certo – sottolinea – questa cosa, andare contro Conte che in questo momento ha grande popolarità , non sono sicuro che porti a consenso, oltre che a visibilità . Ma lui aveva bisogno di fare qualcosa per farsi vedere, non vedo altre spiegazioni”.
(da Globalist)
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Gennaio 5th, 2021 Riccardo Fucile
L’EX GOVERNATORE PD DELLA CALABRIA ASSOLTO DOPO DUE ANNI CON FORMULA PIENA… DUE ANNI DI ISOLAMENTO POLITICO E REGIONE CONSEGNATA AI SOVRANISTI, MA NESSUNO PARLA DI MAGISTRATURA POLITICIZZATA IN QUESTO CASO
“Se Mario Oliverio è un uomo d’onore deve dimettersi. Solo così avrà il rispetto mio e dei calabresi”, parlava così Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare antimafia, dopo aver saputo dell’inchiesta “Lande desolate” che riguardava Oliverio.
Era la fine del 2018 e l’allora governatore della Calabria veniva sottoposto all’obbligo di dimora, annullato qualche mese dopo dalla Cassazione.
Il politico, indagato per corruzione e abuso d’ufficio con altre persone – tra cui la deputata del Pd Enza Bruno Bossio e suo marito Nicola Adamo – aveva da subito respinto ogni accusa. E non si era dimesso.
Ieri il giudice dell’udienza preliminare di Catanzaro ha stabilito che Mario Oliverio era ed è innocente. L’ex governatore dem calabrese è stato assolto nel rito abbreviato con formula piena: “Perchè il fatto non sussiste”, è la formula di rito.
Per Bruno Bossio e Adamo, invece, il gup ha pronunciato il proscioglimento, respingendo il rinvio a giudizio. Per gli altri imputati bisognerà aspettare la fine del dibattimento iniziato a ottobre scorso.
Per Oliverio la procura di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri, aveva chiesto una condanna a 4 anni e 8 mesi di carcere. Ma l’impianto accusatorio è stato polverizzato dal Gup. Il nome di Mario Oliverio è scritto anche in altri due procedimenti, partiti sempre dalla procura di Gratteri, particolarmente avvezza a inchieste sui politici locali, tra gli applausi scroscianti che arrivano tanto dal mondo dem quanto dai 5 stelle e – vedere le sue dichiarazioni il giorno dell’arresto di Domenico Tallini – da Matteo Salvini.
Certamente la decisione del gup di Catanzaro sulle accuse partite dall’inchiesta “Lande desolate”. segna una pagina importante della storia. E non consente di tralasciare quello che è successo dal giorno in cui si è avuta notizia dell’inchiesta al momento in cui il provvedimento di assoluzione è stato pronunciato.
L’isolamento politico e la rinuncia alla ricandidatura.
Il fatto non sussiste, dicevamo. Quel che resta però sono due anni di quella che lo stesso ex governatore calabrese ha definito “gogna mediatica”. E di isolamento politico, che si è tradotto nella rinuncia – per richiesta del suo stesso partito, il Pd – alla ricandidatura alle regionali in Calabria nel 2019.
Non voleva cedere Oliverio, aveva intenzione di correre ancora alle elezioni. Poi, vista la resistenza del mondo dem, intenzionato a candidare l’imprenditore Pippo Callipo, ha fatto un passo indietro. Scrivendo a Nicola Zingaretti una lettera che, se riletta oggi, risulta ancora più chiara di un anno fa: “Pur ritenendo di avere tutte le ragioni del mondo, non faccio dividere il bambino a metà . Di altri sono e saranno le responsabilità . La Storia si incaricherà di fare giustizia di tutto, presto o tardi. Io faccio un passo indietro per non consentire che venga distrutto e dilaniato un patrimonio che è la mia storia politica”, era un passaggio del documento, arrivato dopo giorni di polemiche.
“Necessaria una riflessione”.
“Quella mattina di dicembre del 2018 è come se il mondo si fosse capovolto”, racconta Oliverio commentando la sua assoluzione e ricordando il giorno in cui gli fu notificato l’obbligo di dimora. “Nella mia funzione di massimo responsabile del governo della regione – continua – venivo sottoposto ad un provvedimento cautelare. Un atto grave non solo per la mia immagine, ma soprattutto per l’immagine della Calabria finita nel tritacarne mediatico e nella macchina del fango. Ora che si è affermata la verità e che la giustizia, attesa da me in rispettoso silenzio, si è imposta, è necessaria una riflessione approfondita”. Nessun riferimento a persone particolari nelle sue parole. Ma è evidente che, in questo caso come in altri simili, dovrà riflettere chi – nel mondo della politica molto di più che in quello dell’opinione pubblica – ‘condanna’ ben prima del giudizio vero e proprio. E spesso lo fa avendo a disposizione, neanche per intero, soltanto le tesi dell’accusa.
(da “Huffingtonpost”)
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Gennaio 5th, 2021 Riccardo Fucile
SUPERATA LA FASE 1, SI SPERA DI CHIUDERE LA FASE 3 IN ESTATE… IL VACCINO E’ MONODOSE E STABILE A UNA TEMPERATURA TRA 2 E 8 GRADI
“Puntiamo a sviluppare 100 mln dosi di vaccino per anno. Il vaccino è stabile ad una temperatura tra 2
e 8 gradi”. Lo ha detto la presidente dell’azienda Reithera sviluppatrice del vaccino italiano, Antonella Folgore, alla presentazione dei risultati della Fase 1 della sperimentazione del Vaccino GRAd-CoV2.
“Il 92,5% dei vaccinati ha sviluppato anticorpi rilevabili” ha detto il direttore scientifico dello Spallanzani, Giuseppe Ippolito. “Comparando i dati di questo studio con Moderna e Pfizer siamo in linea e ci aspettiamo la capacita del vaccino di prevenire la malattia sostanzialmente come gli altri vaccini. Il protocollo lo sottometteremo alle agenzie regolatorie in tempi brevi e ipotesi è di chiudere fase 3 entro l’estate”.
L’Italia è “in grado di giocarsi partite importanti su quella che è la capacità di generare tecnologia biomedica sofisticata” ha detto il presidente del Consiglio Superiore di Sanità , Franco Locatelli.
“Quanto è venuto a realizzarsi – ha sottolineato Locatelli – può ben rappresentare un modello prototipale che resterà poi a documentazione di quanto il paese è in grado di garantire alle persone che vi abitano in termini di cpacità di creare massa critica sofistica per la ricerca biomedica”.
Giuseppe Ippolito ha spiegato che “abbiamo arruolato 100 persone e 45 sono state vaccinate con dosi diverse e tutti sono arrivati alla fine per la valutazione di sicurezza: il vaccino non ha avuto alcun avvento avverso grave nei primi 28 giorni dalla vaccinazioni, un risultato migliore rispetto a Moderna e Pfizer che hanno avuto effetti indesiderati. Il picco di produzione di anticorpi a 4 settimane resta costante ed il vaccino è monodose”.
Con il vaccino Reithera “l’Italia prova a dipendere il meno possibile dagli altri, da una parte proviamo a raggiungere l’indipendenza sui vaccini e dall’altra lasciamo a chi verrà dopo una capacità di ricerca che prima il paese non aveva” ha aggiunto il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri.
(da agenzie)
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Gennaio 5th, 2021 Riccardo Fucile
OGGI UNA GROSSA PARTE DELLE 470.000 DOSI NON E’ STATA INVIATA DALLA CASA FARMACEUTICA
Una parte delle 470mila dosi della seconda scorta di dosi del vaccino Pfizer Biontech previste oggi nei vari hub vaccinali di tutta Italia non verrà recapitata e sarà spedita nei prossimi giorni.
“Pfizer ha qualche ritardo, ha qualche aggiustamento da fare come è probabilmente comprensibile, si trova alle prese con una distribuzione molto complessa che riguarda tutti i paesi Ue, sono convinto che potranno presto normalizzarsi”, ha detto il commissario straordinario Domenico Arcuri al Tg1.
Il ritardo nella consegna preoccupa, però, e Arcuri guarda con speranza al nuovo vaccino che sta realizzando in Italia Reithera e che ha superato brillantemente la fase uno: “E’ una bella pagina che conferma l’eccellenza della ricerca e della scienza nel nostro paese, siamo confidenti della possibilità di ottnere un vaccino italiano e dipendere meno da altri paesi, ci permetterà di essere autonomi e dare un segnale rassicurante sul contrasto dell’epidemia”.
Intanto, la campagna di vaccinazione accelera, finalmente: “In Italia – ha detto Arcuri in diretta al Tg1 delle 20 – sono state fatte 221.900 vaccinazioni, confido di arrivare a fine giornata ad almeno 235mila italiani vaccinati. Un numero che ci soddisfa, siamo secondi solo alla Germania, ora l’accelerazione deve continuare o accelerarsi ulteriormente”.
Sono ancora nelle celle frigorifere cinque dosi su dieci delle prime 479.700 arrivate in Italia, anche per le difficoltà a reclutare somministratori. Da gennaio dovrebbero iniziare ad arrivarne 15mila e domani in un vertice tra il ministro delle Autonomie, Francesco Boccia, il responsabile della Sanità , Roberto Speranza, le Regioni e lo stesso Arcuri sarà affrontato proprio il tema degli operatori da dedicare ai vaccini.
Quanto alla spedizione prevista oggi “preoccupano i ritardi, è arrivato solo il 40% delle dosi attese”, ha avvertito Alessio D’Amato, assessore alla Sanità del Lazio, che ha annunciato di aver utilizzato il 70% dei vaccini disponibili, il tasso più alto fra le regioni.
Nuovi intoppi rischiano di far aumentare il volume della polemica politica, nonostante da Palazzo Chigi definiscano i numeri italiani “già soddisfacenti: pongono il nostro Paese al secondo posto nel continente per quantità di dosi somministrate, alle spalle della sola Germania, che però ha potuto contare su una dotazione iniziale superiore”.
Dalla Presidenza del consiglio assicurano che “la macchina organizzativa sta accelerando e, nel giro di poche settimane, viaggerà a pieno ritmo”. In serata erano oltre 191mila le persone a cui è stata somministrata la prima dose (quasi tutti sanitari), lo 0,45% dei 42 milioni di italiani in questo momento vaccinabili.
Numeri di fronte ai quali l’Ordine dei medici e degli odontoiatri chiede un coinvolgimento: “Ancora nessuno ci ha chiamato per partecipare alla campagna – le parole del presidente, Filippo Anelli -: noi medici convenzionati siamo in 60 mila, se vacciniamo 20 persone al giorno ciascuno arriviamo a più di 1 milione di immunizzati ogni 24 ore”.
Quelle dove la campagna non decolla sono Calabria (6%), Sardegna (7,5%) e Molise (12%). Poco meglio fa la Lombardia (14%), nonostante abbia il maggior numero di punti di somministrazione, 65
Di fronte all’anomalia lombarda, il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, ha lanciato un avvertimento, più che una provocazione, alla giunta leghista guidata da Attilio Fontana: “Se non è in grado di attuare la vaccinazione, è giusto che subentri lo Stato esercitando i poteri sostitutivi”. Nicola Magrini, direttore Generale dell’Aifa ha sottolineato come “le dosi che abbiamo basteranno, nei prossimi due mesi e mezzo, a rendere ospedali e Rsa Covid free”.
Poi cominceranno quelle che, secondo gli esperti, sono le fasi più complesse, a partire dalla copertura degli anziani e delle persone fragili: da febbraio tocca agli over 80.
(da agenzie)
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