Gennaio 5th, 2021 Riccardo Fucile
“PER L’ESTATE AVREMO VACCINATO SOLO UN ITALIANO SU TRE”
“Così la copertura al 70% diventa un miraggio”: l’infettivologo Massimo Andreoni, direttore clinica
malattie infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali), lancia l’allarme sui ritardi del vaccino anti-Covid e avverte “Con il programma attuale rischiamo di arrivare all’estate con una vaccinazione sulla popolazione che è inferiore al 30 per cento”.
Intervistato da Il Messaggero, l’esperto sottolinea che “stanno emergendo numerose difficoltà che certamente andavano analizzate molto tempo addietro, per poter poi trovare soluzioni prima dell’inizio della campagna vaccinale”.
Secondo Andreoni “Non avere chiaro un piano vaccinale preciso anche nelle diverse condizioni che si vengono a realizzare è deprecabile. Poi è chiaro che alcune situazioni sono difficilmente preventivabili. Come, per esempio, dare per scontato che la Pfizer produca decine di milioni di vaccini e poi invece dover fare i conti con il fatto che la multinazionale si trova in difficoltà e non riesce a mantenere la richiesta. Si può anche preventivare però che un percorso non ancora completato, come quello della registrazione del vaccino di Astrazeneca, possa richiedere più tempo di quello che serve”.
Il problema, quindi, secondo l’infettivologo è la mancanza di un piano b: “La predisposizione della campagna vaccinale deve essere fatta anche in previsione di scenari diversi. Noi non possiamo aspettare che il vaccino di Astrazeneca venga autorizzato per iniziare a organizzarci. Ci sono vaccini diversi che richiedono strategie diverse. Dobbiamo già essere pronti a conoscerli e a utilizzarli”.
Anche le Regioni, secondo Andreoni, non sono esenti da colpe: “Noi abbiamo saputo con largo anticipo quali erano le quantità di vaccino che sarebbero arrivate a ciascuna di loro, quindi è sicuramente grave che a livello regionale, avendo ormai tutti gli elementi per avviare un programma vaccinale ben fatto, ci siano alcune aree che sono estremamente indietro. Certamente preoccupa in modo particolare che le Regioni del nord, le quali hanno pagato maggiormente un grande tributo per questo tipo di malattia, la campagna vaccinale proceda in maniera lenta”.
L’esperto, dunque, sottolinea che: “Ci sono numerosi aspetti che devono ancora essere definiti e risolti. Mi riferisco alla carenza del personale medico e al fatto di non avere ancora a disposizione protocolli avviati per la profilassi. E questo preoccupa perchè oggi stiamo ragionando sulla vaccinazione sostanzialmente rivolta agli operatori sanitari e alle Rsa, che sono quindi facilmente individuabili. Ma se dovessimo pensare di avviare una vaccinazione destinata a tutta la popolazione, le carenze di organizzazione che stiamo riscontrando ora sarebbero ancora maggiori. Ripeto, è un ulteriore elemento di preoccupazione vedere l’impreparazione da parte di alcune Regioni”.
Secondo Andreoni poi: “Le motivazioni date in alcuni casi sono risibili. Per esempio, il fatto che i medici dovevano andare in vacanza e non erano disponibili per la vaccinazione. Ma di fronte a un’emergenza di questo tipo devi trovare soluzioni alternative. E poi c’è chi ha la sensazione che a volte l’ingranaggio debba ancora essere oliato. Tutto questo, invece, andava fatto precedentemente. Ci ritroviamo così a perdere in questo momento due settimane almeno per avviare un percorso che già doveva essere abbondantemente identificato. Sinceramente, è una situazione che lascia grosse perplessità . A maggior ragione, ribadisco, ci si troverà poi impreparati nel creare protocolli che saranno molto più laboriosi quando andremo a vaccinare sul territorio. E se lì non siamo già preparati e predisposti e non abbiamo le idee chiare, si creerà una situazione veramente complicata”.
L’esperto, infine, lancia l’allarme: “Se non si colmano tutte le carenze, il rischio che si corre è che nel periodo pre-estivo avremo una quantità di persone vaccinate che certamente non sarà sufficiente a creare quell’immunità di gregge indispensabile per ridurre la circolazione del virus” sottolineando che “Per come sta procedendo ora il piano, purtroppo temo che all’estate arriveremo con meno del 30 per cento dei soggetti vaccinati”.
(da TPI)
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Gennaio 5th, 2021 Riccardo Fucile
QUANDO GLI IMMIGRATI VENGONO BENE… CONTAGIATI ANCHE 20 DIPENDENTI
Più di cento ospiti contagiati, 20 operatori positivi al Covid, nella rsa Casa Serena di Sanremo: e proprio i contagi tra il personale hanno fatto scattare immediatamente l’intervento della Asl1 che ha inviato cinque unità di personale, tra infermieri e Oss.
Se non bastassero, il Comune che è proprietario della casa di riposo potrebbe invocare l’applicazione dell’accordo tra il governo italiano e quello tunisino per richiedere l’intervento di un gruppo di infermieri da Tunisi.
Gli ospiti contagiati sono infatti 100, complessivamente i positivi sono 120.
Il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri spiega: “Dal 31 dicembre, stiamo fronteggiando un nuovo importante focolaio a Casa Serena, e insieme ad Asl, Prefettura e Protezione civile stiamo facendo il possibile per gestire una situazione che attualmente vede coinvolti 100 ospiti e 20 operatori sanitari. Risultano asintomatici, un anziano presenta sintomi lievi, e per solo un altro ospite si è reso necessario il ricovero ospedaliero preventivo. Tutti gli ospiti sono ormai in completo isolamento da più di una settimana, come da protocollo previsto” .
Il sindaco spiega che proprio in questi giorni era stata calendarizzata la vaccinazione antiCovid per operatori ed ospiti della Rsa: “Da sei giorni che è in atto una mobilitazione di forze per Casa Serena – aggiunge – oltre alla diagnostica si sta facendo un enorme lavoro in struttura, con ogni ospite isolato e seguito personalmente nella propria stanza. Gli operatori in servizio stanno moltiplicando le forze con un impegno encomiabile”. Ed è proprio per la gestione dell’emergenza, a fronte di una riduzione improvvisa del personale, che dalla stessa Rsa si è ventilata l’ipotesi di poter ricorrere alla richiesta di personale dalla Tunisia
(da La Repubblica)
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Gennaio 5th, 2021 Riccardo Fucile
LA GIUSTIFICAZIONE DELL’ASSESSORE PER I RITARDI NELLE VACCINAZIONI SMENTITA DAI FATTI: DA MARZO E’ IN VIGORE IL BLOCCO OBBLIGATORIO COME CONFERMATO DAI SANITARI
“Abbiamo medici e infermieri che hanno 50 giorni di ferie. Non li faccio rientrare in servizio per un
vaccino nei giorni di festa”. Questa è stata la dichiarazione infelice dell’Assessore al Welfare e alla Sanità della Regione Lombardia Giulio Gallera, che gli è costata l’ennesima bufera politica e che probabilmente gli costerà le dimissioni già a metà gennaio.
La frase non è solo del tutto fuori luogo, visto che la Lombardia al 5 gennaio 2021 è ‘fanalino di coda’ tra le regioni per numero di vaccinazioni anti Covid effettuate (3085 vaccini su 80595 dosi ricevute, dunque il 3,8 per cento del totale), ma è anche falsa.
I medici lombardi, infatti, non vanno in ferie dall’inizio della pandemia e nelle ASST il problema delle ferie arretrate per dottori, infermieri e operatori sanitari veniva già denunciato lo scorso luglio da giornali scientifici-settoriali e testate locali lombarde.
Come confermato a TPI da diversi medici di Crema, Milano e Pavia, si tratta di un blocco obbligatorio esteso in tutta la Lombardia, un’imposizione difficile da digerire per tutti i lavoratori impegnati in corsia che hanno affrontato turni massacranti sia durante la prima, che durante la seconda ondata di Coronavirus.
Quindi, altro che ferie: ai medici lombardi non è nemmeno stato permesso di pianificare alcuni giorni lavorativi alla settimana in smart working, come succede invece per tutti gli altri settori.
(da TPI)
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Gennaio 5th, 2021 Riccardo Fucile
DILAGA LA VARIANTE PIU’ VIRULENTA, LOCKDOWN FINO A META’ FEBBRAIO
Ancora un aumento di contagi da Covid nel Regno Unito, alle prese con il dilagare di varianti più virulente del coronavirus emerse in queste settimane.
Secondo i dati del governo, i caso censiti nelle ultime 24 ore sono stati 60.916, per la prima volta oltre la soglia dei 60.000 dall’inizio della pandemia, su un totale quotidiano di tamponi incrementato pure fino a quasi 465.000.
Mentre allarma anche la risalita del numero dei morti verso livelli vicini a quelli dei picchi di primavera: 830 in più da ieri a oggi.
Il nuovo incremento arriva all’indomani dell’annuncio del premier Boris Johnson di istituire un nuovo lockdown, il terzo dall’inizio della pandemia.
Il premier britannico Boris Johnson ha annunciato ieri sera in un discorso televisivo al Paese un terzo lockdown nazionale per far fronte alla nuova impennata esponenziale di casi di Covid registrata nel Regno Unito. Secondo il premier, la nuova variante di coronavirus identificata per la prima volta in Gran Bretagna si stava diffondendo così velocemente da rischiare di travolgere il Servizio Sanitario Nazionale (NHS) entro 21 giorni.
Solo in Inghilterra, circa 27.000 persone sono ricoverate in ospedale per il Covid, un numero superiore del 40% rispetto al primo picco di infezioni ad aprile. La Gran Bretagna sta vaccinando sia con Pfizer BioNTech che con quello della Oxford University e AstraZeneca, e più di un milione di persone hanno già ricevuto la loro prima dose. Il governo afferma che l’obiettivo è vaccinare tutti gli anziani residenti in case di cura e i loro accompagnatori, gli over 70, gli operatori sanitari e sociali in prima linea e tutti coloro che sono vulnerabili entro la metà di febbraio.
Il nuovo blocco dovrebbe durare almeno fino alla metà di febbraio e sarà allentato solo gradualmente. Prevede che siano chiusi le scuole e i negozi non essenziali. Vietati gli sport organizzati, sia indoor che outdoor.
Le misure annunciate da Johnson si applicano all’Inghilterra, ma Scozia, Galles e Irlanda del Nord hanno imposto misure simili. Intanto a Sky è il ministro Michael Gove, numero tre del governo Tory di Boris Johnson, a dire che la Gran Bretagna ha di fronte a sè alcune altre “settimane molto, molto difficili” sul fronte dell’emergenza Covid, ma scommette sui vaccini per uscirne.
“Più il programma delle vaccinazioni sarà efficace, più sarà facile abolire le restrizioni… a marzo”, ha aggiunto. L’obiettivo della più grande campagna vaccinale di sempre è, secondo gli auspici di Johnson, arrivare a somministrare il primo vaccino entro metà febbraio a oltre 13 milioni di persone.
(da agenzie)
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Gennaio 5th, 2021 Riccardo Fucile
SCHOLZ ATTACCA SPAHN, SCONTRO NEL GOVERNO SU COVID E VACCINO
Un partito di maggioranza “che si comporta come se fosse all’opposizione”, una lettera con 24 domande
all’alleato di Governo per inchiodarlo alle sue responsabilità , la richiesta di una commissione di inchiesta sui negoziati per l’approvvigionamento del vaccino, una frattura apparentemente insanabile nell’esecutivo dal sapore elettorale.
Anche se mancano i classici rumors sul rimpasto che tutti vogliono e tutti smentiscono, c’è quanto basta perchè il pensiero corra subito all’Italia.
Invece no, si tratta della Germania dove il Governo federale è entrato in una profonda crisi di nervi a causa dei ritardi nelle somministrazioni del farmaco prodotto da Pfizer e BioNTech contro il Covid.
Sul banco degli imputati c’è la gestione della campagna vaccinale da parte della cancelliera Angela Merkel e del suo ministro alla Salute Jens Spahn, finiti da giorni al centro delle polemiche perchè le iniezioni scarseggiano e i morti aumentano.
Martedì la conta delle vittime segna un altro dato allarmante, 944 morti, e quella dei contagi sfiora quota 12mila. Numeri che hanno indotto il Governo a prendere nuove misure restrittive, a partire dal prolungamento del lockdown al 31 gennaio con scuole e asili chiusi fino alla stessa data, decise nel corso del vertice tra Merkel e i 16 ministri-presidenti dei Laender.
Sarebbe stata concordata inoltre una limitazione degli spostamenti entro 15 chilometri nelle zone rosse ad alta incidenza del virus (superiore ai 200 nuovi contagi in 7 giorni ogni 10.000 abitanti).
La campagna vaccinale in Germania procede sostenuta – o comunque meno lentamente – rispetto a molti altri Paesi Ue come Paesi Bassi, Francia e anche Italia dove le somministrazioni sono quasi a 180mila.
Nei lander, seppur a macchia di leopardo, sono invece 317mila (dati di martedì). Numeri da avvio di campagna vaccinale, frutto delle difficoltà comuni – chi più chi meno – a tutti i Paesi che si devono cimentare nella più grande somministrazione di massa della loro storia, eppure in grado di gettare il compassato Governo guidato da Angela Merkel in una profonda crisi isterica dal sapore elettorale.
Il ministro delle Finanze Olaf Scholz ha duramente attaccato il titolare della Salute Jens Spahn presentandogli un elenco di domande di quattro pagine raccolte dagli stati federali guidati da Spd sul “fallimento” dell’iniziativa per la vaccinazione.
Come riferisce il quotidiano “Bild”, la mossa di Scholz è un “attacco frontale” sia contro Spahn sia contro la cancelliera Angela Merkel.
La questione minaccia di spaccare la Grande coalizione tra Cdu-Csu e SpD, in vista delle urne di quest’anno in ben sei regioni e soprattutto delle elezioni federali del 26 settembre. Una sfida tutta politica, fatta sulla campagna vaccinale, tra Scholz, candidato cancelliere per la Spd, e Spahn, suo possibile avversario per la Cdu secondo alcuni rumors (ma la partita tra i conservatori nell’era post Merkel è ancora aperta).
I socialdemocratici, seppur alleati di Angela Merkel, hanno affilato le armi sui vaccini. Il membro del Bundestag Florian Post, parlando con Focus, ha chiesto apertamente una Commissione d’inchiesta parlamentare per indagare le scelte fatte dal Governo e dalla Commissione Europea.
Ieri sempre la Bild aveva pubblicato una lettera di giugno firmata dai ministri della Salute di Germania, Italia, Francia e Paesi Bassi in cui si incarica la Commissione di occuparsi dell’acquisto del vaccino anti-covid. Secondo il tabloid il ritardo della Germania nell’approvvigionamento del vaccino dipende dall’essersi affidata alla gestione europea e aver rinunciato alla via nazionale. Ma non solo secondo il tabloid: il parlamentare Post chiede se davvero la Germania abbia rinunciato ai suoi ordinativi di vaccini per affidarsi ai “dilettanti” intorno a Ursula von der Leyen.
Il clima politico in Germania è incandescente. Le domande portate da Scholz sul tavolo di Spahn aprono una frattura nella GroKo che sostiene il Governo.
Secondo il tabloid Bild, le domande vertono sulle scelte fatte dal ministero in tutte le fasi della preparazione della campagna, a partire dalla decisione di ordinare “poche dosi” ordinate del farmaco della BioNTech, e di non muoversi per vie alternative. E poi chiede di confermare l’acquisto di 30 milioni di vaccini negoziati bilateralmente tra il Governo e la casa farmaceutica tedesca, al di fuori degli accordi europei.
Il ministro Spahh ha replicato con toni duri ma istituzionali ai socialdemocratici guidati dal titolare delle Finanze Scholz: “In questa fase veramente difficile io credo che i cittadini si aspettino compattezza e decisione dal loro governo. Non funziona bene in una fase come questa allo stesso tempo voler essere opposizione e governo”. Chi non ha usato mezzi termini è il segretario generale della Cdu Paul Zemiak: “Gli attacchi di Scholz a Spahn sono manovre a buon mercato nell’anno delle elezioni”, ha affondato via twitter Zemiak, parlando di comportamento “indegno”.
Per non soccombere alle critiche, il ministro Spahn ha garantito una accelerazione nella campagna vaccinale nella produzione di vaccini. Ha ricordato che la Germania ha già ricevuto 1,5 milioni di dosi del farmaco Pfizer prima della fine dell’anno e si aspetta altri 4 milioni di dosi prima della fine di questo mese. In totale, la Germania prevede di ricevere 85 milioni di dosi di BioNTech. Il ministro ha poi aggiunto che la Germania prevede di ricevere 50 milioni di dosi del farmaco Moderna, una volta che sarà autorizzato.
Non solo: entro febbraio dovrebbe iniziare a operare il nuovo impianto BioNTech di Marburgo rilevato dalla società svizzera Novartis. E un ruolo potrebbe svolgerlo anche la Russia di Putin con cui la Germania di Merkel ha avviato una discussione per una produzione congiunta di vaccini contro il Covid. “Sono state discusse le questioni della cooperazione nella lotta alla pandemia, con un accento sulle possibili prospettive di una produzione congiunta di vaccini”, si legge nella nota che riferisce della comunicazione tra i due leader, “si è deciso di continuare i contatti su questo argomento tra i ministeri della Salute”. Il ministro Spahn comunque ha promesso: entro giugno tutti i tedeschi, se lo vorranno, saranno vaccinati.
(da agenzie)
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Gennaio 5th, 2021 Riccardo Fucile
PECCATO NON SIANO DISPONIBILI NE’ FORMIGONI NE’ NICOLE MINETTI CHE, COME LAUREATA IN IGIENE DENTALE, SAREBBE LA CANDIDATA CON MAGGIORE ESPERIENZE TRA QUELLI RIPESCATI DAL MUSEO DELLE CERE
Il rimpasto potrebbe portare a Palazzo Lombardia Letizia Moratti, ex sindaca di Milano dal 2007 al 2011.
Un’ipotesi su cui si lavora in queste ore, e voci di corridoio parlano di un accordo vicino per portare al posto di Gallera – che resterebbe in giunta con un’altra delega – una figura di esperienza.
Ma il problema è nel manico: una gestione della sanità lombarda catastrofica, una classe politica che in Regione comanda ininterrottamente da più di vent’anni e che si è dimostrata per l’ennesima volta incapace di ammettere i propri errori e men che meno di porvi rimedio.
Salvini voleva il pediatra Zucconi, colui “che ha fatto nascere sua figlia”: “Zuccotti è un bravissimo medico. È una eccellenza lombarda, è utilissimo per quello che sta facendo”. Ma Berlusconi non intende rinunciare a sostituire Gallera con altri che non sia espressione di Forza Italia: da qui la telefonata a Letizia Moratti per verificarne la disponibilità .
Che poi la Moratti non abbia esperienza in campo sanitario è un altro discorso, ma ormai siamo alla ricerca di un “personaggio immagine” che faccia dimenticare lo sfascio leghista della sanità lombarda. Anche perchè ci sono le elezioni comunali di Milano alle porte.
(da agenzie)
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Gennaio 5th, 2021 Riccardo Fucile
A QUESTO HA PORTATO LA POLITICA CRIMINALE DI TRUMP: 353.000 MORTI
La pandemia ha provocato quasi un milione e 850 mila vittime da quando si è manifestato nel
mondo.
I Paesi più colpiti sono gli Stati Uniti (oltre 353 mila) davanti a Brasile (più di 196.500), India ( quasi 150 mila), Messico (oltre 127 mila)
Agli operatori delle ambulanze della contea di Los Angeles, in California, è stato chiesto di non trasportare in ospedale pazienti che hanno possibilità molto basse di sopravvivere.
La direttiva arriva dalle autorità sanitarie mentre la regione rischia di arrivare a mille morti di Covid al giorno, con gli ospedali quasi al collasso.
Al personale dei reparti di emergenza invece è stato detto di razionare l’ossigeno.
New York aveva emanato una direttiva analoga lo scorso aprile, in un momento culminante della pandemia, suggerendo di non ricoverare pazienti che non si riusciva a trattare sul posto, ad esempio per infarti o ictus.
(da agenzie)
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Gennaio 5th, 2021 Riccardo Fucile
CHANCE PER ORLANDO, IPOTESI GUERINI AL VIMINALE: SOSTITUIRE LAMORGESE, LA MIGLIORE MINISTRA, SAREBBE SCONCIO
La crisi di governo aperta da Italia Viva potrebbe concludersi con la nascita del Conte ter, un esecutivo guidato sempre da Giuseppe Conte e composto da una nuova squadra di governo: ecco quindi che, come accade sempre in questi casi, è già partito il totoministri con i nomi di coloro che potrebbero entrare a far parte del nuovo esecutivo.
Se Matteo Renzi ha smentito di voler fare il ministro (di lui si parlava agli Esteri con Di Maio al Viminale al posto di Luciana Lamorgese), Italia Viva potrebbe comunque aumentare il suo peso all’interno dell’esecutivo con l’ingresso di Maria Elena Boschi, attuale capogruppo alla Camera del partito fondato dall’ex premier, nell’esecutivo.
L’ex ministra, secondo i rumors, potrebbe ottenere il dicastero dei Trasporti, attualmente ricoperto dalla dem Paola De Micheli, oppure quello del Lavoro, al posto della M5S Nunzia Catalfo.
Italia Viva potrebbe ottenere anche la casella della Difesa con Ettore Rosato che andrebbe a sostituire Lorenzo Guerini del Pd, il quale potrebbe eventualmente essere dirottato all’Interno.
Se così fosse, una delle due ministre renziane dell’attuale esecutivo, Teresa Bellanova, ministra delle Politiche agricole, ed Elena Bonetti, ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, potrebbe lasciare il proprio posto, se non addirittura tutte e due in caso di ingresso Boschi-Rosato nel governo.
Per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, Di Maio, come anticipato, dovrebbe rimanere agli Esteri dal momento che non ha nessuna intenzione di lasciare il suo incarico.
A rischio sostituzione vi sono Nunzia Catalfo, ministra del Lavoro, Alfonso Bonafede, titolare del dicastero della Giustizia, e Riccardo Fraccaro, sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
Secondo un altro schema, il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, potrebbe approdare all’Interno con il suo dicastero che potrebbe essere occupato da un dem.
Per quanto riguarda i democratici, oltre a Paola De Micheli, data in uscita come detto in favore della Boschi oppure di un altro dem come Graziano Del Rio, anche il ministro per le Politiche europee Vincenzo Amendola rischia di uscire dalla squadra di governo.
Tra le new entry in casa Pd, invece, potrebbe esserci quella di Andrea Orlando, che andrebbe a ricoprire il ruolo di sottosegretario al Recovery plan, mentre Lorenzo Guerini, attualmente alla Difesa, potrebbe o essere spostato all’Interno, come anticipato precedentemente, oppure ottenere la delega ai Servizi segreti attualmente posseduta dal premier Conte.
(da agenzie)
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Gennaio 5th, 2021 Riccardo Fucile
ORA ASPETTIAMO CHE IL SACERDOTE CHE L’HA BATTEZZATA DIVENTI PAPA E L’AGENTE CHE HA FATTO FARE IL GIRO IN ACQUASCOOTER ALL’ALTRO FIGLIO DIVENTI QUESTORE
Per Giulio Gallera le ore come assessore al Welfare sono ormai contate: il rimpasto di giunta in
Regione Lombardia sarebbe ormai questione di giorni e si concretizzerà verso meta’ gennaio.
Al suo posto Gian Vincenzo Zuccotti. Salvini lo conosce bene, perchè è stato lui a far nascere la figlia Mirta:
Sarà Gian Vincenzo Zuccotti, preside della facoltà di Medicina dell’università Statale e primario di Pediatria dell’ospedale dei bambini Vittore Buzzi (quello dove, tra l’altro, è nata una delle figlie di Matteo Salvini), salvo sorprese dell’ultima ora, il nuovo assessore lombardo al Welfare al posto di Giulio Gallera.
L’interessato, interpellato al telefono, conferma di essere stato contattato nei giorni scorsi e di avere dato la sua disponibilità ad assumere l’incarico.
L’indiscrezione sul nome di Zuccotti era già circolata nelle scorse settimane, ma ha ripreso vigore ieri sera al termine di una giornata di incontri e telefonate dopo che la Lega aveva chiesto apertamente la testa di Gallera, irritata per le giustificazioni date per il ritardo dell’avvio della campagna di vaccinazione anti-Covid («I medici sono in ferie»).
«Vedrete nei prossimi giorni – taglia corto Matteo Salvini interrogato sulla questione – quando le cose saranno fatte, lo saprete». Il via libera definitivo, però, potrebbe arrivare da un tavolo nazionale del centrodestra per sbloccare anche le candidature a sindaco per le prossime elezioni amministrative
(da agenzie)
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