Dicembre 3rd, 2021 Riccardo Fucile
HA PRESENTATO LA LEGGE IN CASO DI VITTORIA … ANCHE GLI ITALIANI DIVENTANO “IMMIGRATI”, UNA CORSA AL DELIRIO RAZZISTA
Tolleranza zero con gli stranieri, italiani compresi. È la summa del Le Pen pensiero: la leader del Rassemblement National nella corsa per l’Eliseo ha fatto sapere che, se sarà eletta presidente, chi non è francese non avrà gli stessi diritti, in campo sociale, di chi invece lo è.
Il piano di Marine è chiaro: niente assegni familiari, se i genitori dei figli sono entrambi stranieri.
Se sei in Francia da un anno e ancora non hai trovato un lavoro, sarai cacciato.
Una serie di proposte che strizzano l’occhio al “concorrente sleale” Eric Zemmour – giornalista di estrema destra in aspettativa da Le Figaro, anche lui in corsa per le presidenziali.
Si pensava avrebbe potuto penalizzarla nel gradimento e, invece, pare la stia favorendo. E se Zemmour punta tutto sulle politiche anti-immigrazione, Le Pen si accoda. Presentando, nella giornata di ieri 2 dicembre, la legge «cittadinanza-identità-immigrazione», che in caso di elezione, proporrà subito dopo, e sottoporrà a un referendum popolare.
Niente prestazioni sociali per le famiglie né assegni familiari per «le coppie, nelle quali almeno una persona sia francese» è la prima delle misure previste nella legge e riportate da La Stampa.
Quello che in Francia prende il nome di Rsa, ed è l’equivalente del reddito di cittadinanza, verrà concesso solo agli stranieri che dimostrino di avere effettuato cinque anni pieni di lavoro in Francia.
«Espelleremo quelli che non lavorano da almeno un anno e non possano dimostrare di avere le risorse per sopravvivere», ha detto, riferendosi agli stranieri regolari (e che all’occasione hanno un contratto e versano contributi).
Al quotidiano piemontese specifica che queste regole «si applicheranno anche agli italiani e agli altri europei. E non ci saranno problemi con l’Ue, perché il referendum prevede una riforma costituzionale e l’integrazione di una parte delle misure alla nostra Costituzione che ha il primato sulle norme di Bruxelles».
(da agenzie)
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Dicembre 3rd, 2021 Riccardo Fucile
ANNA GIULIA FOSSATELLI, CONCORRRENTE A MISS ITALIA, ATTACCATA PER IL COLORE DELLA PELLE ANCHE SE E’ ITALIANISSIMA
Si è rivolta alla Digos, Anna Giulia Fossatelli, per denunciare gli insulti e le minacce
anonime ricevute sui social al suo annuncio di partecipazioni alle pre-finali di Miss Italia.
Bersagliata per la sua carnagione olivastra da razzisti che la invitavano a “partecipare al concorso del Paese d’origine”, oltre ad accusarla di essere “meticcia”. “In Umbria non c’erano ragazze italiane da premiare?”, chiedeva qualcuno polemizzando con il titolo di Miss Sorriso Umbria, vinto da Fossatelli. Peccato che lei sia italianissima, originaria di Terni.
La diciottenne studentessa del liceo classico che vorrebbe diventare una presentatrice sportiva non ha lasciato cadere la vicenda nel dimenticatoio, anzi ha denunciato il tutto prima sui social e poi alle autorità.
Alla Digos ha spiegato di aver ricevuto dallo stesso profilo social anche messaggi privati, sempre a sfondo razzista, indirizzati anche ai suoi genitori.
Commenti carichi di odio che l’hanno messa in agitazione: “All’inizio ho provato rispondere con garbo e ironia – ha fatto sapere – e anche le mie amiche commentavano, scherzavano. Ma poi ho iniziato a preoccuparmi”. La sua carnagione, che aveva scandalizzato i retrogradi perché non rientrava nei loro canoni di “italianità”, è dovuta all’origine calabrese dei suoi nonni.
“Sei mezza araba”, “Anche se hai un cognome italiano, non lo sei italiana, sei una meticcia”, “Sisi, è la tipica italiana di Turchia”, alcuni degli insulti che le sono stati rivolti. “Io sono italianissima – aveva replicato Fossatelli – però il fatto che mi ha infastidito è che ragazze magari con origini straniere debbano ricevere questo tipo di messaggi nel 2021, ma purtroppo bisogna fare i conti anche con questa realtà. Ovviamente a me questo episodio non interessa e non condizionerà assolutamente il mio percorso a Miss Italia però è un accaduto spiacevole che, per una ragazza con un carattere più fragile, potrebbe essere molto pericoloso”.
(da agenzie)
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Dicembre 3rd, 2021 Riccardo Fucile
LA “SIGNORA DELLA DROGA” DELLA BRIANZA FINITA IN MANETTE E’ UNA MILITANTE CHE POSTAVA FOTO CON ESPONENTI DELLA LEGA NAZIONALE E LOCALE
È una militante della Lega, tanto da pubblicare sui social selfie con esponenti locali e leader nazionali, ed è schierata apertamente con i movimenti no green pass e no vax. Si chiama Jona Mullaraj la “signora della droga” della Brianza finita ieri in manette insieme ad altre 4 persone accusate a vario titolo di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione di 450 kg di hashish.
Le indagini dei carabinieri di Desio, in provincia di Monza e Brianza, erano scattate la scorsa primavera: da queste era emerso che a tradire Mullaraj, donna di 36 anni originaria dell’Albania ma residente da anni a Saronno, era stato un suo collaboratore, un 45enne residente nell’hinterland milanese, che le aveva derubato di un grande quantitativo di hashish.
L’uomo aveva il compito di custodire la droga all’interno di un anonimo box sotterraneo di un condominio di Cesano Maderno, sempre in provincia di Monza e Brianza: aveva poi simulato un furto servendosi dell’aiuto di un 43enne di Limbiate e di un 42enne di Cesate, entrambi colpiti da una misura cautelare. Da questo furto i carabinieri avevano fatto partite gli accertamenti, dopo la segnalazione da parte del portinaio.
A gestire il traffico di droga c’era proprio la donna. Jona Mullaraj è un volto conosciuto tra i politici a Saronno: ancora prima della pandemia, quando si facevano i Consigli comunali aperti ai cittadini, non mancava mai tra il pubblico e spesso cercava di prendere parola nelle sedute aperte.
La sua simpatia per la Lega era nota a tutti. Partecipazione ai banchetti, foto con esponenti anche di spicco come il leader Matteo Salvini.
Sui social non mancavano mai infatti foto con leghisti della zona. Oltre a quella con il leader del Carroccio, c’è anche la foto scattata a fianco del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana.
A far discutere in Brianza, invece, è quella che la immortala con il sindaco di Ceriano Laghetto Dante Cattaneo, noto per essere un sindaco che da sempre si batte contro lo spaccio dal momento che il suo comune è a ridosso del parco delle Groane, zona purtroppo teatro del traffico di stupefacenti. E ancora: nella sua galleria non manca la foto con l’ex sindaco di Saronno Alessandro Fagioli.
(da Fanpage)
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Dicembre 3rd, 2021 Riccardo Fucile
36 ANNI, DI ORIGINI ALBANESI, GESTIVA IL TRAFFICO DI DROGA IN BRIANZA, ERA MILITANTE DELLA LEGA
Al momento Jona Mullaraj ha due grandi passioni: la Lega, della quale è accesa
sostenitrice e militante attiva, e le proteste dei no vax e no pass, come emerge dal suo profilo Facebook.
Ha 36 anni, è di origini albanesi e secondo i carabinieri della compagnia di Desio gestiva una rete di traffico di hashish tra la Brianza e l’hinterland di Milano.
La vicenda è emersa per colpa di un suo presunto complice, un pregiudicato di 45 anni con un precedente per violenza sessuale che aveva il compito di custodire un carico da 450 chili.
L’uomo avrebbe però inscenato il furto dell’ingente partita di droga con l’aiuto di un’altra persona, un 43enne di Limbiate: ad accorgersi dell’effrazione, nel garage di un condominio di Cesano Maderno, in Brianza, è stato il portinaio dello stabile, che ha chiamato i carabinieri insospettito anche dal forte odore di stupefacente.
I militari agli ordini del maggiore Luigi Perrone, coordinati dal pm Carlo Cinque, hanno effettuato un controllo a casa del 45enne a Cesate, dove hanno rinvenuto 80 chili del carico che faceva riferimento a Mullaraj.
La donna, infatti è stata riconosciuta dalla proprietaria del garage come quella che passa a ritirare le chiavi dello stesso, nonostante il contratto sia intestato a una prestanome. Lei stessa compare in alcune conversazioni intercettate, e secondo gli inquirenti gli elementi a suo carico sarebbero “inequivocabili”.
I militari di Desio non si sono fermati al sequestro, ma hanno approfondito le indagini scoprendo un commercio di hashish al dettaglio gestito da un 38enne pusher di strada attivo a Senago, sempre nel milanese, documentato con intercettazioni video che hanno registrato da vicino gli scambi tra droga e soldi.
La Mullaraj lavora a Saronno nel campo dell’edilizia, e adesso, come riporta il Fatto Quotidiano, nel partito è iniziata la gara a scaricarla: “Era una sostenitrice, e non una militante”, dice l’ex sindaco leghista di Saronno Alessandro Fagioli.
“C’è stato un periodo in cui partecipava in modo molto assiduo alle attività politiche”, aggiunge un attivista storico. Sul suo profilo però si nota auna foto che la ritrae davanti a un banchetto di raccolta firme per il referendum sulla giustizia, risalente a questa estate.
(da agenzie)
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Dicembre 3rd, 2021 Riccardo Fucile
CONTINUAVANO A ESERCITARE LA PROFESSIONE METTENDO A RISCHIO I PAZIENTI
C’erano 281 medici e sanitari non vaccinati che lavoravano irregolarmente non
rispettando l’obbligo disposto per decreto: i carabinieri del Nas li hanno scoperti nell’ambito di una campagna di verifiche, d’intesa con il ministero della Salute, sul rispetto dell’obbligo disposto per le figure “esercenti le professioni sanitarie” e “operatori di interesse sanitario”.
Secondo quanto riportato da Adnkronos nel corso di controlli effettuati presso 1.609 strutture e centri sanitari pubblici e privati sono state verificate circa 4900 posizioni relative a medici, odontoiatri, farmacisti, veterinari, infermieri, fisioterapisti e altre figure, accertando 281 situazioni irregolari.
In particolare, i servizi sono stati finalizzati ad individuare i professionisti, sia in ambito pubblico che in regime di attività libero professionale.
Dei non vaccinati, circa la metà, 126, “eseguivano prestazioni – fanno sapere i Nas – seppur già destinatari del provvedimento di sospensione dall’Ordine professionale su segnalazione dell’Autorità sanitaria”.
Condizione che ha portato alla denuncia all’autorità giudiziaria per l’ipotesi di reato di “esercizio abusivo della professione sanitaria”, visto che da sospesi dall’Ordine non avrebbero potuto lavorare.
Tra loro anche 8 medici di famiglia, tra medici e pediatri di medicina generale in alcune Regioni (Abruzzo, Sardegna, Campania e Lazio).
Il servizio di controllo ha disposto anche l’avvio di accertamenti nei confronti di Aziende Sanitarie di Calabria, Sicilia, Molise, Bolzano-Alto Adige “per possibili condotte omissive e di inerzia nella regolare predisposizione dei provvedimenti amministrativi e disciplinari nei confronti del personale risultato non vaccinato”.
Un vero e proprio “terremoto” che ha scosso l’Ordine dei medici. “Chi non si vaccina contro il Covid non può fare il medico”, ha dichiarato ad Adnkronos Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici.
“Sarà libero di pensarla come vuole – ha detto Anelli – ma nel sistema attuale della salute la vaccinazione è un presidio essenziale. I medici, ma anche gli operatori sanitari, come ribadito anche dal Consiglio di Stato non devono danneggiare i propri assistiti e la vaccinazione contro il Covid ha anche questo obiettivo”. In attesa dell’intervento della magistratura, anche i rispettivi Ordini territoriali hanno annunciato provvedimenti.
(da agenzie)
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Dicembre 3rd, 2021 Riccardo Fucile
SCOPERTO E DENUNCIATO
Pensava di ingannare l’operatrice sanitaria addetta alle vaccinazioni, presentandosi nell’hub di Biver Banca a Biella con accesso senza prenotazione alle prime dosi indossando un braccio finto in silicone che comprendeva anche la spalla col muscolo deltoide in cui infilare l’ago.
Il colore e la sensazione al tatto del finto arto, nonostante fossero realistici, hanno però insospettito gli infermieri, che – scoperto il trucchetto del no vax – hanno informato i carabinieri.
Il protagonista del gesto è un cinquantenne che, presumibilmente, aveva bisogno del Green Pass ma non voleva farsi realmente iniettare il farmaco. Ha svolto tutte le pratiche burocratiche normalmente, ha firmato il consenso davanti al medico e poi si è accomodato sulla sedia per ricevere il vaccino scoprendo la spalla.
Dopo che il suo braccio di silicone è stato scoperto, l’uomo ha cercato comunque di persuadere l’operatrice sanitaria a “chiudere un occhio”, ma non è bastato per evitare la segnalazione alle autorità con un verbale firmato da medico e operatrice.
L’Asl segnalerà l’accaduto anche in Procura. “Il caso rasenta il ridicolo se non fosse che parliamo di un gesto di una gravità enorme: inaccettabile di fronte al sacrificio che la pandemia sta facendo pagare a tutta la comunità”, ha dichiarato indignato l’assessore alla sanità della Regione Piemonte, Claudio Icardi, che ha aggiunto: “Biella è una delle prime Asl ad aver anche già raggiunto virtuosamente più del 93% del target di somministrazioni giornaliere”.
Dall’azienda sanitaria locale spiegano che “fatti simili avvengono soprattutto adesso perché quanti si presentano ora per sottoporsi alle prime dosi appartengono essenzialmente a tre categorie: chi ha ritardato la dose per motivi sanitari e ha un certificato medico, i dubbiosi che si sono convinti, e chi resta contrario ma ha bisogno del green pass e si inventa queste cose”.
“Fa rabbia – aggiunge Luca Sala, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl Biella – perché noi abbiamo 60 persone tra infermieri, medici e personale amministravo impiegato quotidianamente nella campagna vaccinale: episodi come questo tipo sviliscono l’impegno quotidiano, del sabato e della domenica, e anche il fuori orario che facciamo tutti per rispondere alle richieste”.
(da agenzie)
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Dicembre 3rd, 2021 Riccardo Fucile
CONTINUA LA VERGOGNA DI TRASMISSIONI TV CHE DANNO SPAZIO AI NO VAX
Altro giro, altro scontro. Nemmeno l’evidenza dei numeri riesce a far ragionare i no
vax, per i quali l’oggettività dei dati scientifici sembra essere un optional. O peggio, un’ipotesi da poter smentire facendo spallucce.
Ed è proprio sulle cifre della pandemia che ieri sera, a Piazzapulita su La7, sono entrate in contrasto l’ex ministra Nunzia De Girolamo e la giornalista no vax e no pass Maddalena Loy. Nel dibattito sull’attualissimo tema, come sempre, le opinioni si erano divise con nettezza sin da subito, ma quando il confronto si è spostato in particolare sull’efficacia del vaccino, gli animi si sono infiammati.
A un tratto, per sgombrare il campo dalle valutazioni soggettive, Nunzia De Girolamo ha ricordato i numeri.
Ed è andata all’attacco degli interlocutori no vax. “L’anno scorso il 2 dicembre i positivi erano 26.290 o oggi sono 16mila, ci sarà una ragione? Se i morti erano 725 e oggi, 2 dicembre 2021, sono 100 ci sarà una ragione? Forse è il vaccino che tanto vi fa schifo!”, ha esclamato l’ex parlamentare.
Ma i dati, invece di indurla a dialogare, hanno fatto invervorare Maddalena Loy. “Ma come si permette lei di usare queste espressioni! Ma la vuole smettere? Lei fa solo terrore, come si permette di usare queste parole!”, ha ribattuto la giornalista no pass e rappresentante della “Rete nazionale scuole in presenza”.
A quel punto, il tentativo di ragionare sulle concretezza delle cifre – che testimoniano un miglioramento della situazione da quando si è reso disponibile il vaccino – era sfumato.
Così, tra De Girolamo e Loy è scattato il battibecco. Alle domande della prima, che chiedeva alla giornalista se fosse vaccinata o meno, quest’ultima ha risposto: “L’ho già detto e non ho nessun problema a dirle che sono consapevolmente non vaccinata”.
La motivazione addotta dall’attivista tuttavia è stata tutt’altro che convicente. “Non sono vaccinata perché sono arrabbiata con il green pass, l’ha capito?”, ha infatti argomentato.
Secca e immediata la stoccata della De Girolamo: “A volte la sensazione è che lei abbia bisogno di un diritto di tribuna!”.
Poco prima, sempre in diretta su La7, l’ex parlamentare aveva duellato anche con un’altra giornalista contraria al vaccino, Manuela Iatì, la quale tuttavia lamentava di essere stata inquadrata nella categoria dei no-vax.
“Adesso quelli che si sentono aggrediti sono i no-vax? Ma scusate, chi vuole sovvertire la democrazia siamo noi che abbiamo fatto il vaccino e rispettiamo le regole o chi decide di non farlo?”, aveva sbottato la De Girolamo, suscitando anche in quel caso una reazione contraria delle interlocutrici anti-vaccino.
(da agenzie)
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Dicembre 3rd, 2021 Riccardo Fucile
“PAGHERETE TUTTO, NON SFUGGIRA’ NESSUNO, IDENTIFICATI TUTTI I TELEFONI, SE NON VI HANNO ANCORA BUSSATO ALLA PORTA E’ SOLO QUESTIONE DI ORE”… “CI SONO GIORNALISTI IN MALEFEDE CHE HANNO FOMENTATO L’ODIO”
Cinquanta telefonate dai No vax ricevute in una notte. Sono quelle che ha denunciato Matteo Bassetti all’indomani del blitz della Digos che ha portato perquisizioni in tutta Italia.
Il direttore della clinica di Malattie Infettive dell’ospedale San Martino di Genova ne ha parlato ad Agorà: «Questo clima di odio è fomentato da alcuni giornalisti, che hanno come unico interesse quello di denigrare chi propone vaccini».
Tutto è iniziato, ha ricordato, «con la pubblicazione del mio numero di telefono, il 29 agosto 2021, su una chat di Telegram: quella notte ho ricevuto una cinquantina di telefonate e da lì in poi le minacce sono continuate», fino alle urla sotto casa.
«Ancora c’è chi si diverte nel pieno della notte a chiamare, dicendo ogni cosa possibile su di me e la mia famiglia. Dall’inizio ho denunciato tutti, ci sono fascicoli molto alti nella procura di Genova con tutti i numeri di telefono»
Ma, ha precisato, «chi mi ha minacciato sappia che sono stati tutti denunciati e, se non hanno ancora visto ancora la polizia alla loro porta, la vedranno a breve. Andrò fino in fondo perché questa gente deve pagare tutto».
Poi l’infettivologo ha puntato il dito contro «i giornalisti che attaccano i vaccini. Sono gli stessi che attaccavano la mascherina. C’è un’informazione in malafede, non rivolta al bene del cittadino, ma alla strumentalizzazione politica. Abbiamo fatto del vaccino un’arma di lotta politica».
L’unica colpa che i medici sostenitori del vaccino hanno, ha concluso, «è aver visto i danni del Covid e aver avvertito la popolazione: è meglio che vi vacciniate. Noi medici siamo servitori dello Stato, con la campagna vaccinale stiamo servendo lo Stato».
(da agenzie)
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Dicembre 3rd, 2021 Riccardo Fucile
IL RAPPORTO EVIDENZIA CHE ESISTE UNA MINORANZA DI COGLIONI PARANOICI
Secondo il 55esimo Rapporto Censis sulla situazione del Paese è sempre più diffusa
l’ondata di irrazionalità che ha infiltrato il tessuto sociale. “Per il 5,9% degli italiani (circa 3 milioni) il Covid non esiste, per il 10,9% il vaccino è inutile”. Ma non finisce qui: c’è un 5,8% che è convinto che la Terra sia piatta e un 10% sicuro che l’uomo non sia mai sbarcato sulla Luna.
Gli italiani e l’irrazionale
Durante la pandemia la teorie cospirazionistiche hanno fatto il boom. Per il 5,9% degli italiani (circa 3 milioni di persone) il Covid semplicemente non esiste. Per il 10,9% il vaccino è inutile e inefficace. Per il 31,4% è un farmaco sperimentale e le persone che si vaccinano fanno da cavie. Per il 12,7% la scienza produce più danni che benefici.
Si osserva una irragionevole disponibilità a credere a superstizioni premoderne, pregiudizi antiscientifici, teorie infondate e speculazioni complottiste.
Dalle tecno-fobie: il 19,9% degli italiani considera il 5G uno strumento molto sofisticato per controllare le menti delle persone. Al negazionismo storico-scientifico: il 5,8% è sicuro che la Terra sia piatta e il 10% è convinto che l’uomo non sia mai sbarcato sulla Luna.
Gli investimenti sociali –
Per due terzi (il 66,2%) nel nostro Paese si viveva meglio in passato: è il segno di una corsa percepita verso il basso. Questo determina un circolo vizioso: bassa crescita economica, quindi ridotti ritorni in termini di gettito fiscale, conseguentemente l’innesco della spirale del debito pubblico e una diffusa insoddisfazione sociale. L’ 81% degli italiani ritiene che oggi è molto difficile per un giovane vedersi riconosciuto nella vita l’investimento di tempo, energie e risorse profuso nello studio. Il 35,5% è convinto che non conviene impegnarsi per laurearsi, conseguire master e specializzazioni, per poi ritrovarsi invariabilmente con guadagni minimi e rari attestati di riconoscimento.
Famiglie, nascite e patrimonio: cosa cambia
Solo il 15,2% degli italiani ritiene che dopo la pandemia la propria situazione economica sarà migliore. Per la maggioranza (il 56,4%) resterà uguale e per un consistente 28,4% peggiorerà. Nell’ultimo decennio (2010-2020) il conto patrimoniale degli italiani si è ridotto del 5,3%.
Anche sul lato consumo si notano dei cambiamenti. In Italia il tasso medio annuo di crescita reale dei consumi si è progressivamente ridotto nel tempo. Nel primo decennio del nuovo millennio si è attestato su un +0,2% e poi l’anno della pandemia ha trascinato in negativo la media decennale: -1,2%.
Questo contesto influenza anche le nascite. Tra il 2015 e il 2020 si è verificata una contrazione del 16,8% delle nascite. L’Italia ha il valore dei nuovi nati più basso di tutti i Paesi dell’Unione europea.
Complotto contro il lavoro
Quasi un terzo degli occupati possiede al massimo la licenza media. Sono 6,5 milioni nella classe di età 15-64 anni, di cui 500.000 non hanno titoli di studio o al massimo hanno conseguito la licenza elementare. La quota dei diplomati scende al 46,7% e quella dei laureati al 24,0%. Si rileva inoltre un numero rilevante di laureati e offerte di lavoro non orientate a inserire persone con livelli di istruzione elevati, indebolendo così la motivazione a fare investimenti.
Le donne
A giugno 2021, nonostante il rimbalzo dell’economia del primo semestre, le donne occupate hanno continuato a diminuire. Durante la pandemia 421.000 donne hanno perso o non hanno trovato lavoro. Da questo punto di vista, l’Italia si colloca all’ultimo posto tra i Paesi europei, guidati dalla Svezia, dove il tasso di attività femminile è pari all’80,3%. La pandemia ha comportato un surplus di difficoltà nella gestione in casa il carico figli-lavoro. Il 52,9% delle donne occupate dichiara che durante l’emergenza sanitaria si è dovuto sobbarcare un carico aggiuntivo di stress, fatica e impegno e solo per l’8,1% è migliorata.
I giovani alle prese con la pandemia
Dal punto di vista psicologico, il prolungato periodo di pandemia ha provocato effetti collaterali non indifferenti. L’81,0% dei 572 dirigenti scolastici di scuola secondaria di secondo grado intervistati dal Censis segnala che tra gli studenti sono sempre più diffuse forme di depressione e disagio esistenziale. Essi sono sottoposti a continui stimoli e informazioni, di cui non riescono a operare una selezione (78,3%).
Dopo quasi due anni di pandemia, le certezze rispetto al proprio futuro hanno subito un duro colpo e per il 46,6%. Anche sul versante lavorativo, il 74,1% dei giovani di 18-34 anni ritiene che ci siano troppi anziani a occupare posizioni di potere nell’economia. I Neet, i giovani che non studiano e non lavorano, costituiscono una eclatante fragilità sociale: nel 2020 erano 2,7 milioni, pari al 29,3% del totale della classe di età 20-34 anni: +5,1% rispetto all’anno precedente.
Lati positivi: la riscoperta della solidarietà
Un terzo degli italiani ha partecipato a iniziative di solidarietà legate all’emergenza sanitaria, aderendo alle raccolte di fondi per associazioni non profit, per la Protezione civile o a favore degli ospedali. Quasi un terzo di coloro che si sono attivati ha svolto in prima persona attività gratuita in associazioni di volontariato impegnate nella lotta al Covid.
(da agenzie)
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