Destra di Popolo.net

CI MANCAVA SOLO CELENTANO A PARLARE DI DITTATURA CONTRO I NO VAX

Dicembre 29th, 2021 Riccardo Fucile

IN UNO STATO NORMALE CHI DIFFONDE IL VIRUS E’ UN CRIMINALE; FICCATELO IN TESTA

Ancora un attacco di Adriano Celentano contro talk show, giornalisti ed esperti, in difesa dei no vax. Con un video apparso sui suoi profili Facebook e Instagram, in cui compare anche in prima persona, il cantante invita a fermare quella che definisce la “dittatura dei talk show sui no vax” e ricorda ai conduttori che il loro compito è di “essere imparziali tra chi si vaccina e chi non si vaccina”.
Secondo il “Molleggiato” i salotti televisivi starebbero esacerbando gli animi contro chi scegli di non immunizzarsi, e nel filmato sembra strizzare l’occhio al programma di Rete 4 Controcorrente, condotto da Veronica Gentili.
Ammirazione anche per la giornalista Maria Giovanna Maglie quando – intervenendo proprio a Controcorrente – spiega che “le terapie alternative al vaccino ci sono da tempo, sono sperimentate, ne stanno arrivando di nuove, e quando abbiamo fatto un consesso internazionale per discuterne solo uno era scettico ed era un italiano“.
Nel pieno della quarta ondata di contagi, dopo essersela presa con Enrico Mentana, che aveva preso posizione contro i no vax ospiti in tv, e dopo il litigio a distanza con Luca Telese che gli diede del “babbione”, Celentano se la prende con i talk che non offrono una controparte sufficientemente bilanciata quando si parla di vaccini e Covid. Attaccando a distanza il direttore del Tg La7 gli disse: “Caro Mentana, bisogna essere amici con quelli che hanno paura, non puoi lasciarli fuori dalla porta. Anche tu hai paura altrimenti non ti saresti vaccinato. È assurdo instaurare una guerra tra paurosi, ognuno dovrebbe comprendere l’altro”.
(da agenzie)

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“CHE NE PENSI DELLA MIA CANDIDATURA?“

Dicembre 29th, 2021 Riccardo Fucile

LE TELEFONATE DI BERLUSCONI PER LA CORSA AL QUIRINALE

La storica villa San Martino di Arcore somiglia più a un call center in questi giorni di festa. Silvio Berlusconi crede fortemente di poter diventare il prossimo Presidente della Repubblica, e continua a sondare il terreno con i parlamentari più fidati e non. “Che ne pensi della mia candidatura al Colle?”, la domanda più ricorrente, tra un augurio di Natale e di “buon anno”.
Conti alla mano, immaginando un centrodestra che voti compatto per lui, ci sarebbero da convincere circa 50-60 “grandi elettori”.
Dal suo studio – riferisce Adnkronos – starebbe chiamando al telefono, uno ad uno, tutti i suoi parlamentari, per sondare gli “umori del palazzo”. Cerca di piacere a tutti, vuole attrarre in maniera trasversale, puntando soprattutto ai delusi e agli scontenti, spaventati dal voto anticipato. Si spiegano così le sue uscite più morbide verso il reddito di cittadinanza, per cercare di strizzare l’occhio ai 5 stelle che tanto lo hanno criticato.
In cuor suo l’ex premier, che non ha mai ufficializzato la sua candidatura, coltiva la speranza di poterla spuntare alla quarta votazione, quando il quorum si abbassa e l’emiciclo – complice il voto segreto – può riservare le maggiori sorprese.
Nelle ultime telefonate ai “suoi”, il leader azzurro avrebbe raccontato che i sondaggi sono dalla sua parte. In particolare quelli d lui commissionati, che prevedono – con lui al Quirinale – un balzo in avanti di Forza Italia nelle intenzioni di voto.
Anche Vittorio Sgarbi, ex forzista ora deputato del Misto, appoggia la sua candidatura. “Berlusconi è convinto di fare il presidente della Repubblica – dice – e io gli auguro che vada tutto bene”. Ma sulla tenuta dell’esecutivo dopo una eventuale elezione dell’ex Cav al Colle va in controtendenza: “Io penso tutto il contrario di quello che scrivono, cioè che se Berlusconi diventa presidente della Repubblica, si fa probabile il voto anticipato, nel 2022”.
Sul fronte dem Enrico Borghi, deputato del Pd e membro della segreteria Letta, commenta: “Finché è in campo questa cosa di Berlusconi, la discussione è congelata e restando congelata è come il calcio ad agosto: chiacchiere e fantacalcio”.
(da agenzie)

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SETTE EURO DI AUMENTO DELLA PENSIONE DI INVALIDITA’ E’ UN’OFFESA ALLA DIGNITA’

Dicembre 29th, 2021 Riccardo Fucile

LO SFOGO DI CLAUDIA

Claudia Frizzarin ha 35 anni anni e vive a Padova da sola, grazie all’aiuto di assistenti domiciliari che si recano da lei solo in determinati orari, in modo da sopperire alle esigenze che la sua disabilità le comporta.
Una spesa che riesce a coprire in parte con preziosi fondi comunali, in parte con il progetto “Vita Indipendente” e in parte, purtroppo, con le proprie finanze.
Sul suo profilo Instagram Claudia ha pubblicato una tanto simpatica quando emblematica foto con in mano una mazzetta di banconote a ventaglio da cinquanta euro, e il seguente testo: “Con la fine del 2021 arrivano un sacco di novità, tra cui il “poderoso” aumento della pensione di invalidità. Stamattina mi è arrivato il prospetto INPS in cui sono messi in chiaro gli aumenti a partire dal 1o Gennaio 2022. Nello specifico la pensione di invalidità passa da 287,09€ a 291,69€ con un aumento di 4,60€ mensili mentre l’accompagnatoria passa da 522,10€ a 525,17€ con un aumento di 3,07€ mensili. Quindi in totale avremo un aumento di 7,67€ mensili”.
La descrizione trasparente di Claudia vien ben rappresentata dall’emoji, a fine frase, con gli occhi e la lingua a forma di simbolo del dollaro, e infatti prosegue concludendo così: “Qui si sboccia ragazzi! Il 2022 sarà sicuramente l’anno della svolta. Peccato che rotello in una rotonda!”.
La situazione di Claudia, che ha pure dovuto lasciare un lavoro a tempo pieno accontentandosi di un part-time per non vedersi abbassata la pensione, è quella di tantissime persone con disabilità che non solo si trovano a pagare un prezzo carissimo per provare a essere il più indipendenti possibili, ma che vengono addirittura prese in giro dalle Istituzioni che, soprattutto durante le campagne elettorali, millantano comprensione, solidarietà e aiuti totalmente inesistenti. Perché no, poco più di 7 euro al mese non sono un aiuto concreto ma un’offesa all’intelligenza e alla dignità di ognuno.
Perciò pensiamoci bene la prossima volta che sentiremo la politica strumentalizzare (sì, strumentalizzare) la categoria dei disabili vantandosi di tutele trasparenti. Soprattutto quella parte che lo ricorda a ogni occasione, ostentando la realizzazione di Ministeri ad hoc che di fatto, ad oggi, a niente sono serviti se non a discriminare ulteriormente, facendo cento passi indietro sul fronte culturale, a discapito dell’inclusione vera. Perché fare propaganda sulla pelle degli ultimi è la cosa più ingiusta che ci possa essere, e chi ritiene di trovarsi dalla parte dei fragili sapendo di mentire rappresenta la vetta più alta di una vergogna inaccettabile.
(da agenzie)

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FIORE CHE SI LAMENTA DI STARE IN UN CARCERE CON UN CASO DI POSITIVITA’ E’ LO STESSO CHE VIETAVA IL GREEN PASS AGLI ISCRITTI A FORZA NUOVA?

Dicembre 29th, 2021 Riccardo Fucile

CHIEDE LA SCARCERAZIONE PERCHE’ STARE IN CARCERE CON UN POSITIVO SAREBBE UN ATTENTATO ALLA SUA VITA

Roberto Fiore le sta provando tutte per uscire dal carcere di Poggioreale a Napoli, nel quale si trova recluso per aver guidato l’assalto alla Cgil dello scorso 10 ottobre insieme a Giuliano Castellino.
I due leader di Forza Nuova si erano visti respingere la richiesta di arresti domiciliari già lo scorso 23 dicembre, con il Gip del Tribunale di Roma che ritenne la misura non adeguata vista la loro pericolosità e i due che in quell’occasione parlarono di “processo politico”.
Ora Nicola Trisciuoglio, che difende Fiore, ha annunciato che presenterà una nuova revoca della custodia in carcere, questa volta per motivi di salute.
“Un uomo detenuto nella cella del carcere di Poggioreale dove è recluso Roberto Fiore – dice il legale – è risultato positivo al Coronavirus. Il che, considerate le patologie del presidente di Forza Nuova già compiutamente certificate nella relazione medica della professoressa Carmela Rescigno (si parla di ipertensione arteriosa resistente a terapia farmacologica e obesità, ndr) e ignorate totalmente dalla procura e dal gip del tribunale di Roma, significa un attentato alla sua vita”.
Argomentazione che fa quasi sorridere vista la retorica di Forza Nuova basata sul complottismo e sul negazionismo quando si parla di pandemia e vaccini.
Ad agosto una circolare interna al movimento, varata su input di Fiore, minacciava l’espulsione da Forza Nuova per chiunque “militante o dirigente, per qualunque ragione si adeguasse a questa intollerabile e, nelle intenzioni del sistema, definitiva operazione di controllo sociale”.
Una crociata che in prima battuta sembrava essere contro il farmaco, vista anche la postilla che diceva: “Naturalmente non sarà interessato alla misura estrema chi, per ragioni familiari, personali o lavorative, facesse ricorso all’uso del tampone rapido, così come chi, magari un vaccinato pentito, si rifiutasse comunque di munirsi dello strumento Green Pass, anche a costo di perdere il lavoro”.
La rettifica arrivò in un secondo momento da Giuliano Castellino, che all’Adnkronos specificò: “La nostra battaglia non è contro il vaccino. Chiunque sceglie di vaccinarsi può scendere in piazza con noi a manifestare. Ciò che contestiamo, e riteniamo inconciliabile con le nostre lotte, è il Green Pass. Per questo chi lo scarica e lo utilizza verrà espulso dal movimento”.
L’avvocato Triscuoglio dice di aver avvertito il garante dei detenuti del Comune di Napoli e quello della Regione Campania. “Unitamente alla professoressa Carmela Rescigno – aggiunge il legale – chiederemo un incontro ad horas con il Direttore Sanitario della struttura carceraria. In queste condizioni non è monitorabile il paziente all’interno del carcere per le sue gravi patologie su cui va a incidere l’eventualità concreta del contagio. Ognuno deve in questo momento assumersi le proprie responsabilità, anche quella di tramutare una misura custodiale massima in una condanna a morte”.
(da agenzie)

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OBBLIGO VACCINALE PER TUTTI: GARATTINI INCALZA IL GOVERNO

Dicembre 29th, 2021 Riccardo Fucile

“SERVE CORAGGIO, ANCHE PER QUELLO ANTIPOLIO I PEDIATRI AVEVANO PAURA”

Inutili misure graduali per spingere i quasi 6 milioni di non vaccinati a cambiare idea. Secondo il decano dei farmacologi italiani servono multe importanti e divieti di ingresso per chi non aderisce alla campagna di vaccinazione
Al governo Draghi il fondatore dell’Istituto Mario Negri, Silvio Garattini, chiede: «più coraggio» sul fronte dei vaccini anti Covid.
Soprattutto a fronte di una situazione sempre meno sostenibile, con quasi 6 milioni di italiani non ancora vaccinati e i contagi in aumento spinti dalla variante Omicron, con tutti i rischi che comportano sull’occupazione dei posti letto in ospedale: «Non c’è più tempo da perdere – spiega Garattini al Giorno – Non è accettabile che ancora così tante persone rifiutino l’antidoto incidendo sulla situazione generale».
Secondo Garattini, più del lockdown per i non vaccinati e l’abolizione dei tamponi per ottenere il Green pass, la strada da seguire è quella dell’obbligo vaccinale: «La maggior parte dei pazienti in terapia intensiva è No vax. Il governo deve avere il coraggio di prendere questa decisione».
L’idea del veterano dei farmacologi italiani non è di imporre il vaccino ai maggiorenni, perché sarebbe una misura inefficace: «Serve una legge che faccia vaccinare tutti – spiega – perché man mano che gli adulti si coprono, il virus circola nelle fasce d’età più basse. In più, aumenta il rischio ricovero per i giovani».
Finora l’obbligo vaccinale è stato introdotto solo in pochi Paesi nel mondo, come Austria, Ecuador e Indonesia. L’introduzione dell’obbligo in Italia, secondo Garattini, sbloccherebbe i tentennamenti degli altri governi europei: «Siamo in una situazione paradossale in cui i governi stanno fermi in attesa che qualcuno faccia la prima mossa». Basterebbe sforzare un po’ la memoria storica, spiega Garattini, e ricordarsi cosa accadde in passato per esempio con la vaccinazione che ha debellato la poliomielite: «Non venne accettata, i pediatri all’epoca avevano paura. All’epoca vaccinammo con due anni di ritardo».
(da agenzie)

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PERSINO CONFINDUSTRIA CRITICA LA RIFORMA PATACCA DEL FISCO DI DRAGHI: “OCCORRONO MENO TASSE PER I REDDITI MEDIO-BASSI, NON PER QUELLI ALTI”

Dicembre 29th, 2021 Riccardo Fucile

LA LETTERA DI BONOMI E LA CONTROPROPOSTA

Non 302 euro, come prevede la riforma del Governo, ma uno sgravio molto più consistente per i lavoratori con un reddito lordo di 24mila euro: 515 euro.
E per chi ha un reddito di 28mila euro, il beneficio in busta paga sarebbe stato di 601 euro, superiore di ben 371 euro rispetto all’importo dello schema inserito nella legge di bilancio.
Eccoli i numeri che il presidente di Confindustria Carlo Bonomi mette nero su bianco per bocciare “il paradosso incredibile” delle scelte fatte sulle tasse e per spiegare perché la proposta degli industriali sarebbe stata “la più conveniente, rendendo i lavoratori più occupabili e migliorando la competitività delle imprese”.
Con un titolo: le buste paga sarebbero state molto più corpose per i lavoratori con redditi medio-bassi, fino a 35mila euro.
Le simulazioni, elaborate dal Centro studi di viale dell’Astronomia, sono contenute nella lettera, di cui Huffpost è in possesso, che Bonomi ha inviato ai presidenti delle associazioni confederate del sistema confindustriale in occasione delle feste natalizie per tracciare un bilancio dell’anno.
Come si evince dalla tabella, l’impianto di Confindustria avrebbe generato un beneficio maggiore per tutte le fasce di reddito che vanno da 19mila a 35mila euro. Un altro esempio, proprio per chi ha un reddito di 35mila euro: avrebbe ottenuto 751 euro di sgravio invece dei 385 euro previsti.
Tutto vincolato, però, all’opzione degli industriali e cioè usare gli 8,5 miliardi disponibili per tagliare il cuneo contributivo, non come ha fatto il Governo, che ne ha utilizzati 7 per rimodulare le aliquote Irpef e ridisegnare le detrazioni (“un intervento minimale” lo definisce Bonomi alla luce di un gettito che nel 2019 è stato di circa 192 miliardi) e 1,5 per la decontribuzione in favore dei redditi dipendenti fino a 35mila euro lordi.
Lo sgravio sarebbe andato per due terzi ai lavoratori e per un terzo alle imprese. Prendiamo un’altra simulazione, quella per un reddito da 19mila euro: il risparmio per il lavoratore sarebbe stato di 408 euro (17 euro in più rispetto alla riforma del Governo) mentre quello per l’impresa avrebbe avuto un importo di 282 euro.
La lettera di Bonomi non si esaurisce nella forte critica all’impianto per il taglio delle tasse. Rimarca, in positivo, il cambio di passo sul Pnrr e sulla gestione della pandemia impresso da Mario Draghi (la lettera si chiude con le parole del premier sui corpi intermedi di Luigi Einaudi), oltre alla ritrovata credibilità dell’Italia sul piano internazionale.
Ma “la triplice dose di fiducia somministrata dal Governo”, che ha portato al rimbalzo del Pil superiore al 6%, deve fare i conti con “nuovi rischi da affrontare”.
Il problema è anche il metodo. Il presidente di Confindustria chiama tutti, a iniziare dai sindacati, a prendere coscienza del fatto che il Patto per l’Italia, proposto dagli industriali a metà del 2020, non ha preso forma.
È la “convergenza sociale e politica” che anche il premier si era impegnato a rilanciare e che adesso viene posta nuovamente come una via obbligata per orientare le prossime scelte su fisco, lavoro e welfare.
“O si lavora insieme – scrive Bonomi – modificando in maniera coerente e organica tutte queste leve, oppure l’effetto sulla crescita e la coesione sociale rischia di tornare minimale, con tassi di sviluppo inferiori al 2% annuo. Questo non ce lo possiamo permettere, anche in ragione dell’elevato debito pubblico, se non vogliamo condannarci a tassi di disoccupazione tre volte superiori a quelli della Germania”.
È la legge di bilancio la spia che per Bonomi indica “uno slancio iniziale che inizia a vacillare”.
Parla di “insofferenza crescente dei partiti” e di una manovra che invece di essere la prima del ciclo Pnrr, “un mattone fondativo della svolta, ha guardato più al breve periodo, di interesse della politica, piuttosto che al medio periodo, d’interesse per la crescita”.
Ai partiti viene imputata la logica delle bandierine che ha rifinanziato il reddito di cittadinanza, ma anche le misure per l’anticipo pensionistico.
Durissima la critica per i danni causati alle imprese: ”Il conto della maggior spesa corrente determinata in tal modo è stato presentato alle imprese: la soppressione del Patent Box, il più rapido calo pluriennale degli incentivi alla ricerca e all’innovazione, gli aggravi d’imposta dovuti al “dietrofront” sulla disciplina di riallineamento e rivalutazione dei beni immateriali d’impresa”.
Le imprese rischiano “impatti devastanti” sui conti per il caro energia. No a interventi tampone, raddoppiare la produzione di gas
Le imprese soffrono il caro energia, con il prezzo del gas cresciuto del 370% da inizio anno. Con la manovra il Governo ha stanziato altri 3,8 miliardi per calmierare i costi delle bollette di luce e gas, ma per Bonomi “gli interventi tampone”, principalmente a vantaggio delle famiglie, “non risolveranno affatto il problema”.
Il problema riguarda le filiere industriali, il rischio è quello di “impatti devastanti sui conti” e “addirittura sulla continuità produttiva”. La proposta: sbloccare l’estrazione di risorse aggiuntive di gas italiane, in modo da raddoppiarne agevolmente la produzione attuale, fino a un terzo e oltre dei consumi industriali annuali.
Lo sciopero generale di Cgil e Uil è bollato come “l’esatto opposto” della convergenza che serve al Paese, “come ha invece colto la Cisl” che non è scesa in piazza.
Bonomi ricorda le esperienze positive con i sindacati durante la prima ondata della pandemia, cioè il modello dei protocolli di sicurezza sul lavoro condivisi, ma poi le titubanze iniziali sui vaccini da parte delle organizzazioni sindacali, si legge sempre nella lettera, sono sfociate in “posizioni ideologizzate” che hanno impedito un confronto costruttivo sulle politiche attive del lavoro, ma anche sulla sicurezza.§
La convergenza auspicata da Bonomi tocca anche il tema del Quirinale. “Continueremo a batterci – scrive – perché lo spirito di responsabilità prevalga. E ad augurarci che, innanzitutto, tra poche settimane, nella scelta che il Parlamento dovrà fare per il Quirinale, sulle contrapposte pulsioni prevalga la maggior condivisione possibile. L’Italia è un grande Paese che, lo abbiamo visto, nel momento del bisogno sa esprimere profili di caratura mondiale al posto giusto. Dobbiamo augurarci che tutte le forze politiche tengano conto di questo”.
La necessità di rilanciare il Patto per l’Italia parte dall’orgoglio per la ripresa spinta dalla manifattura. Una riflessione che Bonomi pone al centro della sua missiva perché, spiega, “il pregiudizio antindustriale in Italia fa parte di un diffusissimo habitus culturale che stenta a tramontare”.
E invece ci sono i risultati: dopo il tracollo di oltre 40 punti percentuali a marzo-aprile 2020, la manifattura italiana non solo ha saputo recuperare stabilmente i livelli di attività precedenti allo scoppio della pandemia: è diventata uno dei principali motori della crescita industriale nell’Eurozona. “In Germania e Francia – scrive Bonomi – nonostante un calo meno drastico dei volumi di produzione nei mesi più critici del 2020, il pieno riassorbimento dello shock manifatturiero non si era ancora concretizzato a novembre 2021, con la produzione tedesca inferiore del 10% ai livelli pre-crisi e quella francese del 5%”. E la tendenza per il 2021 è di eguagliare o superare il record storico dell’export raggiunto nel 2017.
(da Huffingtonpost)

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OMICRON SI PRENDE L’EUROPA: BOOM CONTAGI; IN FRANCIA 180.000

Dicembre 28th, 2021 Riccardo Fucile

RECORD ANCHE IN PORTOGALLO:.. UK OFFRE, DANIMARCA TASSO PIU’ ALTO

Fino a due o tre volte più contagiosa della variante Delta, ma meno grave, almeno stando agli studi più recenti condotti dall’Imperial College di Londra e dall’Università di Edimburgo, Omicron dilaga in Europa. E riesce a eludere i vaccini, infettando anche persone immunizzate.
I primi giorni dopo le feste di Natale registrano casi record in molti paesi di Europa, come la Francia con 180.000 contagi nelle ultime 24 ore e l’Inghilterra che ne ha quasi 130mila. Anche il Portogallo riporta infezioni da record, nonostante nonostante un’alta percentuale di popolazione vaccinata, e l’Italia, che ha raggiunto i 78mila casi giornalieri, mai così tanti dall’inizio della pandemia.
La Scandinavia è tra le regioni europee che sta affrontando una rapida ascesa dei contagi. La Danimarca registra infatti il più alto tasso di infezioni al mondo: su 100 mila abitanti in 1.612 sono positivi al Covid. E la Finlandia, dopo una riunione-lampo del governo, ha deciso di correre ai ripari vietando, salvo alcune eccezioni, ai non vaccinati di entrare nel Paese.
Francia
La Francia ha riportato un record di 179.807 nuovi casi nelle ultime 24 ore, di gran lunga il numero più alto dall’inizio della pandemia. Il precedente record di 104.611 era stato stabilito sabato.
Il paese ha annunciato nuove misure anti Covid nel tentativo di arginare l’impennata di infezioni. Dal 3 gennaio 2022, lavorare da casa sarà obbligatorio per almeno tre giorni a settimana per coloro che possono farlo, mentre i raduni pubblici saranno limitati a 2.000 persone al chiuso, e a 5.000 all’aperto.
Inghilterra
Il Regno Unito ha riportato un record di 129.471 nuovi casi, all’indomani delle parole del primo ministro Boris Johnson che ha dichiarato di non prevedere nuove restrizioni per limitare la diffusione del virus.
Questa cifra è la più alta mai registrata, e in crescita rispetto ai 98.515 casi riportati ieri. Il precedente record di infezioni giornaliere era di 122.186 il 24 dicembre 2021.
I dati non sono completi perché non includono le cifre per la Scozia e l’Irlanda del Nord a causa delle differenze nelle pratiche di segnalazione durante le vacanze di Natale. I 12.378 casi riportati per il Galles includono dati che normalmente sarebbero stati riportati nei giorni precedenti. Quindi è probabile che le cifre reali siano più alte.
Danimarca
La Danimarca ha il più alto tasso di infezione da Covid al mondo, con 1.612 casi ogni 100.000 persone. Il paese di 5,8 milioni di persone ha riportato un nuovo record lunedì per le infezioni giornaliere e ora ha la più alta incidenza mai registrata. I nuovi casi giornalieri per la prima volta sono stati 16.164, sui 130.686 test PCR, dando un tasso di positività del 12,4%.
Dalla scorsa settimana, la variante Omicron è la forma dominante del virus nel paese. La Danimarca, stando ai numeri di Our World in Data è anche tra i paesi che effettua più test per residente.
Portogallo
Il Portogallo ha riportato un record di 17.172 nuovi casi nelle ultime 24 ore, battendo il precedente massimo di 16.432 casi che era stato registrato alla fine di gennaio del 2021.
Con circa l′87% dei suoi 10 milioni di abitanti vaccinati e quasi 2,4 milioni di persone che hanno ricevuto la terza dose, il Portogallo ha uno dei tassi di vaccinazione Covid più alti del mondo. Nonostante questo i dati ufficiali mostrano che la variante Omicron rappresenta il 61,5% di tutti i nuovi casi nel paese.
Spagna
Alimentati dalla variante Omicron i casi in Spagna sono aumentati in modo vertiginoso nell’ultimo mese, spingendo l’incidenza nazionale di 14 giorni a un record di 1.206 casi per 100.000 persone lunedì, un aumento di cinque volte dall’inizio di dicembre.
Aggiornando i dati relativi al Covid dopo una pausa di quattro giorni, le autorità sanitarie del Paese hanno riferito lunedì sera di 214.619 nuovi casi e 120 decessi da giovedì.
Il governo ha reintrodotto un mandato per le mascherine all’aperto la scorsa settimana, ma finora non ha tentato di reimporre restrizioni nazionali più severe. Tuttavia, le amministrazioni regionali, che sono responsabili dell’attuazione della propria politica sanitaria, hanno introdotto misure che vanno da un coprifuoco notturno in Catalogna a limiti sugli incontri sociali e sugli orari di apertura dei bar.
Grecia
La Grecia ha riportato un nuovo record giornaliero di 21.657 casi di Covid oggi, più del doppio del giorno prima, che era già un record, di 9.284 casi di lunedì. A sua volta quella cifra era più del doppio di quella di domenica, 4.036.
(da Huffingtonpost)

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78.313 POSITIVI, MAI COSI’ TANTI DA INIZIO PANDEMIA

Dicembre 28th, 2021 Riccardo Fucile

NUOVO RECORD IN LOMBARDIA: 28.795 CASI

Una valanga ampiamente attesa. Cifre inedite per l’Italia nel contagio da Covid.
Torna a salire il numero di tamponi superando quota un milione, dopo il fisiologico calo di Natale, e si tornano ad inanellare record sul numero dei positvi.
Oggi la curva si impenna e raggiunge cifra 78.313 contagi (202 morti, tasso al 7,6%): un numero mai raggiunto prima. In molte regioni, come ad esempio Lombardia (28.795), Piemonte (7.933,) Veneto (7.403 contagi) e Campania (7.100), si è registrato un vero e proprio boom nella diffusione del virus, con cifre record dall’inizio della pandemia.
Numeri, comunque, destinati a salire ulteriormente nelle prossime settimane: per metà gennaio la previsione è quota centomila contagiati.
Cifre, però, che potrebbero restituire una fotografia parziale sulla reale situazione, alla luce del fatto che in diversi territori è saltato il sistema di tracciamento per difficoltà anche legate ai tamponi.
Sui test, dopo l’enorme richiesta dei giorni scorsi, c’è il rischio che possano cominciare a scarseggiare e sulla mancanza di reagenti è già allarme.
Per il presidente del Veneto, Luca Zaia, “c’è un dubbio che possano finire i reagenti e anche i tamponi” mentre per i medici di Roma “bisogna aumentare gli approvvigionamenti”.
Nella sola Toscana sono circa 600 le persone al minuto che accedono al portale per la prenotazione del test. In Lombardia, dopo le criticità dei giorni scorsi, si stanno allestendo nuovi punti tampone: da giovedì prossimo, sarà attivo un nuovo centro test massivo a Gallarate, in provincia di Varese.
Un quadro allarmante e non è escluso che dal ministero della Salute possa arrivare un forte richiamo alla circolare dell′8 gennaio 2020, dove veniva specificato, che con un’alta incidenza, la positività al Covid può essere certificata anche dai test antigenici, i cosiddetti tamponi rapidi. Questo provvedimento – utile ad evitare il sovraccarico dei laboratori e a fronteggiare la carenza di reagenti – non è infatti applicato in diverse regioni.
Secondo una stima di Federfarma Servizi la richiesta di test fai da te per l’autodiagnosi è aumentata in modo esponenziale: circa 10 mila quelli venduti al giorno.
Oltre ai tamponi è in netto aumento anche la richiesta di mascherine Ffp2, obbligatorie con le ultime disposizione anche sui bus: allo studio infatti ci sarebbe l’ipotesi di prezzi calmierati.
Se i numeri dei contagi crescono rischiano anche le terapie intensive entrate in zona critica e ad oggi sono 1.145 i pazienti ricoverati. La percentuale di occupazione si attesa intorno al 12% ma in alcune realtà il quadro è in peggioramento. Parametri che potrebbero presto portare alcune regioni al cambio di colore dal 3 gennaio: Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte rischiano di finire in giallo, la Liguria -ammette lo stesso governatore Toti- ha numeri da zona arancione.
La campagna di vaccinazione, infine, sembra proseguire sui target prefissati. Ieri sono state somministrate 521.329 dosi, di cui 435.629 booster. Per potenziare le somministrazioni e arginare l’avanzata di Omicron le Regioni, considerato saltato il tracciamento, chiedono di impegnare nelle somministrazioni il personale destinato al tracing.
Una nuova svolta per i vaccini ci sarà tra gennaio e febbraio con l’arrivo in Italia di 1,5 milioni di dosi di Novavax, un vaccino di tipo tradizionale che potrebbe convincere anche gli scettici e abbattere lo zoccolo duro degli oltre 5 milioni senza ancora una dose.
(da agenzie)

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ASSESTA UNA TESTATA AL FARMACISTA PERCHE’ ERANO FINITI I TAMPONI

Dicembre 28th, 2021 Riccardo Fucile

FECCIA CHE MERITA DI ESSERE SIGILLATA IN CASA

Aggredito a testate perché la fornitura di test antigenici era terminata: è successo la sera della Viglia di Natale a un farmacista di Ripa, frazione di Perugia, colpito da un cliente che voleva acquistare alcune confezioni di tamponi auto-diagnostici ormai esauriti.
L’aggressione è avvenuta mentre il professionista stava eseguendo alcuni tamponi rapidi in un locale separato a persone che avevano prenotato il test: di fronte al rifiuto di vendergli il prodotto desiderato, il cliente ha dato in escandescenze e ha colpito la vittima con una testata al volto.
L’uomo è stato accompagnato al pronto soccorso, dove il personale medico gli ha curato la ferita riportata allo zigomo. I suoi colleghi hanno invece allertato i carabinieri.
Ad esacerbare gli animi le sempre crescenti difficoltà a reperire tamponi mentre il Paese è investito dalla quarta ondata: sono 14.000 le farmacie della rete che offrono la somministrazione di test antigenici, processando mediamente 500mila tamponi al giorno. “Un contributo decisivo, numeri alla mano, al tracciamento dei contagi e un supporto indispensabile alla ripresa delle attività sociali ed economiche del Paese” per il segretario nazionale di Federfarma, Roberto Tobia.
“Un’altra intollerabile aggressione a un farmacista”, ha sottolineato in una nota la Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani, che ha rivolto un appello alle autorità “perché intensifichino l’opera di sorveglianza e prevenzione di gesti violenti e sconsiderati ai danni dei farmacisti e delle farmacie impegnati, in condizioni sempre più difficili, nell’opera di screening e vaccinazione contro il Sars-CoV2”.
“Ancora alla vigilia di Natale – si legge ancora nel comunicato – il collega Ramon Rustici è stato aggredito fisicamente, durante l’esecuzione dei tamponi, da un individuo infuriato per la mancanza nella farmacia di autotest Covid, da tempo irreperibili in buona parte del territorio nazionale. Al collega Rustici va la solidarietà del comitato centrale della Federazione e di tutti i farmacisti italiani”.
(da NetQuotidiano)

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