Luglio 18th, 2023 Riccardo Fucile
HA TIMORE DI ESSERE CONTESTATA NEL CORTEO SERALE IN VIA D’AMELIO ORGANIZZATO STORICAMENTE DALLA DESTRA
Dal cuore dell’Europa al luogo delle stragi di mafia che, nel ’92, a
suo dire ne ispirarono l’impegno politico. Giorgia Meloni lascia il summit fra i leader dei Paesi dell’Unione e sudamericani per volare a Palermo.
“Non sono mai mancata alle commemorazioni di Paolo Borsellino”, aveva assicurato domenica a Pompei. Ma, rispetto alle attese, la premier cambia il programma: non parteciperà alla tradizionale fiaccolata serale in via D’Amelio organizzata storicamente della Destra e invece sarà presente a una cerimonia ufficiale, nella primissima mattinata, alla caserma Lungaro.
Una scelta che ha spiazzato pure gli esponenti di FdI. Motivata anche dal rischio di possibili contestazioni durante il corteo di Meloni: in prefettura e in questura, negli ultimi giorni, si è ragionato di questo pericolo. Si respira un clima particolare a Palermo, nel mondo dell’antimafia. Acceso dalle esternazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che si è detto favorevole all’abolizione del concorso esterno
Non è bastata la frenata della stessa premier (“L’argomento non è fra le nostre priorità”) a rasserenare l’atmosfera. Peraltro, prima della fiaccolata organizzata da un cartello di associazioni di Destra, ci sarà un altro corteo, indetto invece dall’Arci e da altre associazioni non riconducibili al partito di governo, che partirà dall’albero Falcone.
Una manifestazione, quest’ultima, che vedrà fra i protagonisti anche Salvatore Borsellino, il fratello del giudice ucciso da Cosa nostra, che ha chiesto pubblicamente a Meloni di sconfessare il suo ministro. Pur di evitare momenti di contatto, il contro-evento di sinistra è stato fissato addirittura alle 15, nelle strade assolate e deserte del capoluogo siciliano.
Meloni, in ogni caso, ha deciso di partecipare alla cerimonia commemorativa che, alle 8,45, la vedrà deporre una corona di alloro all’interno dell’ufficio scorte della caserma Lungaro. E poco dopo dovrebbe sedersi al tavolo di un comitato per l’ordine e la sicurezza. Programma più istituzionale. E più sicuro.
(da agenzie)
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Luglio 18th, 2023 Riccardo Fucile
E’ IL RISULTATO DI CHI CONTINUA A FINANZIARE UNA ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, FORNENDO PURE LORO LE MOTOVEDETTE CON LE QUALI CI SPARANO… GOVERNO IMBELLE, SPARATEGLI UN MISSILE INVECE CHE LECCARE IL CULO A DEI DELINQUENTI
Un peschereccio della marineria di Siracusa è stato “attaccato in
acque internazionali” da “una motovedetta libica” che ha “esploso contro numerosi colpi di mitra”. Lo rende noto il presidente della Federazione armatori siciliani, Fabio Micalizzi.
“L’equipaggio e il comandante del peschereccio Orizzonte sono stati miracolosamente in grado di mettersi in salvo, ma l’imbarcazione è ingovernabile”, aggiunge Micalizzi, spiegando che sarebbe in balia del mare per la rottura del timone, danneggiato – appunto – dai colpi di mitra. Inoltre l’equipaggio avrebbe difficoltà a comunicare perché non sarebbe più in possesso delle schede dei telefonini che sarebbero state sequestrate dai militari e anche il telefono satellitare sarebbe al momento inutilizzabile. “Sul posto sta per arrivare una nave militare italiana”, conclude Micalizzi.
Il racconto dell’armatore
“Il peschereccio si trovava a 95 miglia dalle coste libiche, in acque internazionali ed è stato prima inseguito e poi raggiunto da una motovedetta libica da cui sono partiti dei colpi di mitra”, riferisce l’armatore del motopesca ‘Orizzonte’, Nino Moscuzza, all’Agi.
“È stata danneggiata – aggiunge – la cabina di comando, per non parlare del timone della barca – continua – . Sono saliti a bordo, sottraendo la scheda del telefono satellitare, per cui non e’ stato possibile comunicare nell’immediato, L’allarme è stato poi dato a Roma e il governo ha inviato un aereo per prestare assistenza al peschereccio. Ci hanno rassicurato che non vi sono feriti tra i componenti dell’equipaggio, il comandante, probabilmente, per la paura, ha avuto un mancamento”.
“La barca è alla deriva – continua Moscuzza – perché il timone non funziona e si è stabilito un contatto con la Marina militare che invierà una unità per risolvere il problema tecnico. A quel punto, si provvederà a recuperare le attrezzature di pesca, che hanno un valore di circa 30 mila euro”.
L’armatore è stato in contatto con il vicesindaco di Siracusa e assessore alla Pesca Edy Bandiera, che ha fatto anche da ponte tra l’armatore e le autorità italiane. “Sono sani e salvi – dice Edy Bandiera – e questo è quello che conta. Stiamo fornendo la massima assistenza a questi pescatori, l’amministrazione comunale sta concedendo ogni aiuto possibile. Certo, i danni all’imbarcazione sono tanti, vedremo se il peschereccio potrà proseguire da solo o se sarà necessario trainarlo”.
(da agenzie)
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Luglio 18th, 2023 Riccardo Fucile
LA DIMOSTRAZIONE CHE IL GOVERNO ITALIANO NON CONTA UN CAZZO
È stato condannato a tre anni di carcere l’attivista egiziano
Patrick Zaki, accusato di aver diffuso notizie false attraverso un articolo.
La decisione non appellabile è arrivata oggi 18 luglio nell’udienza al Tribunale di Mansura, dove erano presenti anche diplomatici stranieri che da tempo seguono le decine di udienze che hanno caratterizzato il processo.
Tra loro due italiani e rappresentanti di Stati Uniti, Unione europea, Svizzera e Canada. Subito dopo il pronunciamento della sentenza, Zaki è stato portato via dall’aula attraverso il passaggio nella gabbia degli imputati tra le grida della madre e della fidanzata che attendevano all’esterno.
Una sentenza che ha colto di sorpresa il pool di quattro legali che assiste l’attivista che solo poche ore prima diceva di sperare almeno nell’annuncio di una data in cui sarebbe arrivato il verdetto.
Dal dicembre 2021 Zaki era a piede libero, ma sarebbe comunque rimasto in una lista nera delle autorità egiziane che gli impediva di lasciare il Paese.
Il caso Zaki
Il caso giudiziario di Zaki, 32 anni, era iniziato il 7 febbraio 2020 quando era stato fermato dalla polizia egiziana. Nel corso degli ultimi tre e mezzo, l’attivista ha trascorso 22 mesi in carcere. L’accusa di «diffusione di notizie false dentro e fuori il Paese» era stata sollevata per un articolo che Zaki ha scritto nel 2019. Il testo trattava degli attentati dell’Isis e di due casi di presunte discriminazioni nei confronti dei cristiani copti in Egitto. Il ricercatore egiziano, avendo già scontato la custodia cautelare per quasi due anni, dovrà ora scontare il resto della pena in cella: «Si tratta di un anno e due mesi», ha confermato uno dei suoi avvocati, Hazem Salah.
(da agenzie)
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Luglio 18th, 2023 Riccardo Fucile
GLI INVESTIGATORI AVREBBERO RICOSTRUITO L’IDENTITA’ DEL RAGAZZO, AMICO DEL FIGLIO DEL PRESIDENTE DEL SENATO… POTREBBE SCATTARE L’ACCUSA DI VIOLENZA SESSUALE DI GRUPPO
E’ stato identificato ieri sera da investigatori e inquirenti l’amico di Leonardo Apache La Russa, che aveva fatto il dj della serata del 18 maggio scorso al club Apophis, che sarebbe stato in casa La Russa la mattina successiva in cui una ragazza di 22 anni, come denunciato dalla stessa, avrebbe subito abusi dal figlio del presidente del Senato Ignazio e anche dall’altro giovane, sempre stando alla sua denuncia.
Stando a quanto anticipato da ‘La Verità’, si tratta di un ragazzo di 24 anni. Fonti giudiziarie hanno confermato che ieri sera si è arrivati alla nuova identificazione. A quanto si è saputo, il giovane potrebbe essere presto iscritto nel registro degli indagati.
La 22enne nella denuncia ha scritto di avere “ricordi della notte vaghi in quanto drogata. L’unico dato certo che posso riferire – ha messo nero su bianco – è che Leonardo mi ha dato un drink, mi ha portato a casa sua, senza che io fossi nelle condizioni tali da poter scegliere” e poi “ha ammesso di aver avuto rapporti sessuali, lui e l’amico, sempre a mia insaputa”.
Nell’anticipazione de ‘La Verità’ di oggi è stato anche indicato il nome del dj. Da fonti giudiziarie sono arrivate conferme sul punto, anche se allo stato non risulta indagato. La ragazza aveva fatto riferimento a tale “Nico” e anche per questo negli ultimi giorni investigatori e inquirenti hanno avuto problemi ad identificare l’altro giovane che avrebbe passato la notte, dopo la serata in discoteca, nella casa della famiglia La Russa. Nelle scorse ore, nelle indagini condotte dalla Squadra mobile e coordinate dall’aggiunto Letizia Mannella e dal pm Rosaria Stagnaro, si è arrivati alla precisa identificazione.
Anche grazie ad una serie di elementi raccolti nell’inchiesta, tra cui le testimonianze che proseguono da giorni, anche in relazione a quella serata nel locale esclusivo nel cuore di Milano, la discoteca Apophis.
Da quanto si è appreso, è probabile che gli inquirenti, anche a garanzia per gli accertamenti, nelle prossime ore iscrivano il giovane nel registro degli indagati. Da valutare se contestare anche a lui l’accusa di violenza sessuale o a entrambi quella di violenza sessuale di gruppo, perché le indagini dovranno chiarire, oltre che si ci siano stati o meno gli abusi nei confronti della ragazze in stato di incoscienza, come lei ha sostenuto, anche se siano avvenuti nel caso in fasi diverse.
(da agenzie)
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Luglio 18th, 2023 Riccardo Fucile
TUTTE LE GIRAVOLTE DELLA PREMIER
Accise – Dal 1° gennaio 2023 il prezzo della benzina è stabile a
oltre 1 euro e 80 al litro. Nessun taglio. Il 15 febbraio 2023 è poi scattato anche un rincaro sulle accise delle sigarette, che dovrebbe portare allo Stato altri 132 milioni di euro.
Svendita Ita
Il 25 maggio 2023 il governo Meloni firma il contratto preliminare per cedere il 41% di Ita Airways a Lufthansa per 325 milioni di euro. Il ceo di Deutsche Lufthansa, Carsten Sphor, parla subito di “grande affare”.
No alla Turchia in Europa
Vilnius, 11 luglio 2023: Erdogan incassa il via libera per riaprire il negoziato dell’ingresso turco in Europa. Poche ore dopo Meloni incontra il premier turco: parlano solo di immigrazione e terrorismo.
No Ong, anzi sì
Il 6 luglio 2023 la Guardia costiera italiana ha chiesto all’ong Open Arms di effettuare ben sei operazioni di salvataggio, coordinandosi con le navi umanitarie. Questo non succedeva almeno dal 2018.
No Biden
A maggio 2023 fanno il giro del mondo gli scatti di Meloni e Joe Biden mano nella mano al G7 di Hiroshima. A Vilnius la premier dichiara: “ Aiuteremo l’Ucraina a costruire una forte difesa, in modo che sia una fonte di stabilità. C’è la certezza dell’unità Atlantica”.
Blocco navale
Ad aprile 2023 gli sbarchi hanno toccato quota 40mila: quattro volte la cifra registrata nel 2022. Dopo la visita in Libia di Meloni, anche la proposta di “affondare” le navi dei migranti si è addolcita in una “collaborazione con le autorità africane”.
No Mes
Il 22 giugno 2023 il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti spiega che l’accesso al Mes conviene all’Italia, poiché non ci sono “nuovi e maggiori oneri”, lasciando intendere che il veto della premier è destinato a cadere.
No trivelle
Per l’attuale premier le trivellazioni erano “un aiuto ad alcune grandi lobby”(2016). Ma il decreto Aiuti ter, convertito a novembre 2022, prevede nuove concessioni per l’estrazione di gas a partire dalle 9 miglia dalla costa.
Dimissioni
Dal 2013 a oggi Meloni ha chiesto la dimissioni, nell’ordine, di: Idem, Cancellieri, Guidi, Boschi, Lotti, Azzolina, Bonafede, Lamorgese, Speranza, Conte, Draghi. Ma su Santanchè, Delmastro e La Russa guai a chi li tocca.
Stop al gioco d’azzardo
Nel 2023 il giro d’affari che ruota attorno al gioco d’azzardo ha toccato il record di 136 miliardi di euro. Ma il governo Meloni non ha preso alcun provvedimento per combattere la ludopatia.
Caro bollette
A gennaio 2023 l’Arera ha reso noto che i consumi per dicembre della bolletta del gas per una famiglia sono cresciuti del +23,3%, rispetto al mese di novembre 2022. A giugno 2023 il prezzo è cresciuto ancora del 7,3%.
No pnrr
Giorgia Meloni il 3 luglio 2023 afferma convinta: “Il Pnrr è una grande occasione. Come ogni grande occasione serve che remiamo tutti nella stessa direzione”. Ma nel 2021 Fratelli d’Italia si astenne sull’invio del piano a Bruxelles.
“No sanzioni alla Russia”
Nel suo primo intervento al G7 del 12 dicembre 2022 la premier Meloni, in collegamento da Palazzo Chigi con i leader mondiali, annuncia con fermezza che, contro la Russia, “rimaniamo impegnati sulle sanzioni”.
“In europa la pacchia è finita”
Nel dicembre 2022, dopo i rilievi della Commissione europea, salta il tetto dei 60 euro nel pagamento con Pos in sede di legge di bilancio. Le regole del Pnrr non lo permettono.
No euro
”Ho letto che la vittoria di Fratelli d’Italia alle elezioni di settembre comporterebbe un disastro, porterebbe all’uscita dell’Italia dall’Euro e altre sciocchezze del genere. Niente di tutto ciò è vero” (Giorgia Meloni, 10 agosto 2022).
Superbonus
A febbraio 2023 Meloni annuncia che la misura verrà definanziata, lasciando solo la detrazione nella dichiarazione dei redditi. Spiega che “a ogni italiano il superbonus è costato circa 2mila euro“ e numerose truffe allo Stato.
No Cingolani
Appena insediato il governo, ad ottobre, Giorgia Meloni nomina il fisico Roberto Cingolani, già ministro nel Governo Draghi, consigliere di Palazzo Chigi per l’emergenza energetica. L’incarico è stato concordato con Mario Draghi.
(da Il Fatto Quotidiano)
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Luglio 18th, 2023 Riccardo Fucile
NON SANNO DOVE SONO MA VOGLIONO FAR SAPERE A TUTTI CHE CI SONO
Dopo che l’ennesimo turista per caso ha autografato un mattoncino del Colosseo, la direttrice del parco archeologico ha ammesso che, dei venticinquemila portatori insani di telefono che ogni giorno lo invadono, la stragrande maggioranza non ha la minima idea di che cosa sia l’Anfiteatro Flavio e vi si reca soltanto per scattare selfie.
Non sanno dove sono, eppure vogliono far sapere a tutti che ci sono. Ma non è del rincoglionimento, fenomeno non meno globale del riscaldamento, che intendo parlare in questa sede.
Vorrei occuparmi, pensate un po’, di democrazia. Siamo sicuri che il turismo di massa sia democratico?
È democratico che un povero possa godere della cultura quanto un ricco. Ma è democratico che un turista minimamente consapevole, cioè uno che prima di visitarlo ha almeno letto la voce «Colosseo» su Google, debba condividere lo spazio con dei passanti che scambiano i monumenti storici per i gabinetti dell’autogrill?
Una selezione ottenuta alzando il prezzo del biglietto sarebbe, quella sì, antidemocratica (senza contare che oggi la ricchezza abbonda spesso nelle tasche degli stolti). La mia modesta proposta è di sottoporre gli aspiranti visitatori a un piccolo quiz. Che cos’è il Colosseo: a) un centro commerciale bombardato; b) un anfiteatro del I secolo; c) il nuovo stadio della Roma?
La metà dei turisti, e mi tengo stretto, resterebbe fuori (ma le farei pagare il biglietto lo stesso).
(da il Corriere della Sera)
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Luglio 18th, 2023 Riccardo Fucile
INDENNITA’, RIMBORSI E DIARIA
È un po’ come le annate della vendemmia: quando abbondante e
quando meno. Perciò la domanda non è pregiudizialmente anti casta, ma solo di clima (politico), che evidentemente è oggi più propenso all’abbondanza per parlamentari e amministratori pubblici. Quindi nel 2012, e poi nel 2018, furono le annate più magre. Vennero tagliati i residui vitalizi (pochi giorni fa ripristinati) e anche gli stipendi dei senatori ritoccati al ribasso. Ma restano pur sempre più ricchi di quelli dei deputati. Che però hanno proprio in questi giorni deciso un premio per i capigruppo pari a 1.269,43 euro al mese e pensano a un ritocco delle indennità al rialzo.
Passando alle cifre, l’attuale indennità lorda mensile di un senatore è di 10.385,3 euro (che si abbassa un po’ se mantieni il precedente lavoro, ovviamente non nella Pa, perché è vietato).
Al netto, decurtati dai contributi per il trattamento previdenziale, per l’assegno di fine mandato e per l’assistenza sanitaria, in tasca restano sui 5 mila e 300 euro. Ovviamente le decurtazioni non finiscono qui, perché c’è l’Irpef da pagare.
Però il senatore può contare sulla diaria: pre 2012 era di 4 mila euro, ora di 3.500. Piccolo appunto: la diaria è pari alla buona volontà del senatore a svolgere il suo compito. Se non è presente almeno un terzo delle volte in cui si vota nel tal giorno (oppure in commissione per le votazioni), zac: decurtazione di circa 206 euro ogni volta che bigia.
Però ci sono i rimborsi forfettari: 1.650 al mese. A cui vanno sommati i 2.090 come quota mensile a forfait. Sempre dal 2012. L’incasso mensile attuale, tutto incluso, è quindi di oltre 12 mila euro al mese.
Da non ritoccare al rialzo, vogliamo dirlo preventivamente? Come invece è accaduto con l’assegno di pensione tanto discusso, sforbiciato dai grillini, messo sotto accusa e già in parte ripristinato e che ora rivive del tutto. Per ammissione dell’ex senatore ed ex componente del Consiglio di garanzia di Palazzo Madama Luigi Vitali, può aggirarsi fino a 500 euro in più per i beneficiari.
Di aumenti salariali con l’inflazione che c’è, dio solo sa quanto ce ne sia bisogno. Però non a queste latitudini alte (di reddito), perché la domanda successiva e inevitabile è: spira vento di casta? Si ridesta la corsa al privilegio invece di pensare al salario minimo e a come combattere il lavoro povero?
Ps. Per completezza. Dallo stipendio mensile i senatori, come i deputati, devolvono un tot ai rispettivi partiti: dai 1.500 dei Dem al Nazareno (oltre a quelli al partito regionale, circa mille), al 50% dell’indennità mensile chiesta da Sinistra italiana, fino ai 2.000 euro dei 5Stelle e ai 1.000 a testa di Fratelli d’Italia.
(da agenzie)
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Luglio 18th, 2023 Riccardo Fucile
I NUOVI SOCI DI VISIBILIA SONO VICINI A FRATELLI D’ITALIA
Perché mai Alberto Campagnoli, un geometra di 37 anni senza esperienza specifica di giornali e affini, a metà giugno è entrato nel consiglio di amministrazione di Visibilia editore poco dopo averne comprato in Borsa il 5,8 per cento del capitale? Campagnoli, a quanto pare, non è tipo che si scoraggi facilmente.
Il giovane imprenditore di Corsico, alle porte di Milano, titolare di una ditta di lavori edilizi, ha investito poche decine di migliaia di euro e si è così comprato il biglietto d’ingresso nel board della piccola società editrice fondata da Daniela Santanchè, ora indagata dalla procura di Milano per falso in bilancio.
Ad aprirgli le porte è stato Luca Ruffino, che è diventato il principale azionista, nonché presidente, di Visibilia editore dopo che nell’ottobre scorso Santanchè si è fatta da parte.
Toccherà al nuovo socio forte salvare il salvabile di un piccolo gruppo editoriale che nelle settimane scorse ha evitato in extremis il fallimento. Ruffino, a differenza di Campagnoli, può già vantare un lungo curriculum da imprenditore. La sua Sif Italia è un’azienda specializzata nella gestione di grandi condomini (amministra circa 80 mila appartamenti concentrati nell’area di Milano).
Entrambi gli aspiranti risanatori di Visibilia si occupano quindi di immobili, anche se su fronti diversi. A unirli, però, c’è un altro filo sottile. Un filo nero, per meglio dire, che scorre sottotraccia e che Domani è in grado di rivelare. Ruffino e Campagnoli, che si conoscono bene tra loro, vantano un consolidato rapporto con gli ambienti della destra milanese, un mondo che da decenni ha il suo punto di riferimento nella famiglia La Russa: oltre a Ignazio, il presidente del Senato, anche il fratello Romano, assessore alla Sicurezza in Lombardia.
LA PARABOLA DI VISIBILIA
Insomma, uscita di scena Santanchè, la parabola di Visibilia si è conclusa tra le braccia di due imprenditori che riportano allo stesso partito della ministra del Turismo. Una sorta di soccorso nero, con il marchio di Fratelli d’Italia, che si è fatto carico del salvataggio dell’azienda. È vero che tra debiti e perdite i conti lasciano pochi margini di manovra, ma per il momento sembra scongiurato il fallimento, che avrebbe aggravato la posizione giudiziaria di Santanchè.
I nuovi azionisti di Visibilia vantano anche un altro rapporto che data molto indietro negli anni ed è quello con Marco Osnato, deputato di Fratelli d’Italia che con i La Russa è imparentato, visto che ha sposato la figlia di Romano.
Di Ruffino è già stata segnalata sui giornali la disavventura giudiziaria che cinque anni fa lo ha infine visto assolto in Cassazione da un’accusa di finanziamento illecito ai partiti che risaliva al 2011. Nello stesso processo era imputato anche Osnato, prosciolto in appello.
Ora però si scopre, come Domani ha ricostruito, che anche il nome di Campagnoli è finito nelle carte di un’inchiesta giudiziaria insieme a quello di Osnato. L’inchiesta è quella ribattezzata “Mensa dei poveri”, avviata nel 2019 dalla procura di Milano su una trama di corruzione e denaro nero che travolse i vertici lombardi di Forza Italia.
Campagnoli non è mai stato indagato, ma il suo nome viene citato più volte dagli investigatori che hanno ricostruito gli affari dell’imprenditore Daniele D’Alfonso, descritto come il grande corruttore dei politici coinvolti.
Ebbene, secondo quanto si legge negli atti giudiziari, D’Alfonso faceva provvista di denaro nero che poi girava ad alcune aziende. Tra queste c’era anche la Servicehome, di cui Campagnoli è unico azionista e amministratore. Contattato da Domani, Campagnoli non ha ancora risposto alle nostre domande.
«Daniele (cioè D’Alfonso, ndr) passerà (…) a ritirare i contanti che poco dopo dovrà dare a Campagnoli (…) per il solito giro di false fatture», annotano gli investigatori in uno dei numerosi passaggi in cui viene tirato in ballo il nuovo azionista di Visibilia editore.
Negli atti d’indagine vengono anche segnalati gli stretti rapporti d’affari tra Campagnoli e Osnato, alla sua seconda legislatura da deputato di Fratelli d’Italia.
Fino al giugno di due anni fa i due soci si spartivano il capitale della Building solution, un’azienda di servizi immobiliari, e ancora oggi controllano il 45 per cento ciascuno di ABC servizi, un’azienda milanese che si occupa di impianti idrosanitari. Poi, solo poche settimane fa, Campagnoli ha fatto il grande salto nell’editoria. Raccogliendo l’eredità di Daniela Santanchè.
(da editorialedomani.it)
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Luglio 18th, 2023 Riccardo Fucile
NEL FRATTEMPO TAGLIA NASTRI, MANGIA SALCICCE E INAUGURA STRADE DEI SUOI PREDECESSORI
Meloni s’impantana sulla riforma dell’abuso d’ufficio per evitare
che i sindaci italiani vadano in galera, Salvini esce fresco con la testa al vento e propone il condono tombale delle tasse. Non si pagano. Basta. Mai più. Ma vuoi mettere? Lei se ne va a Vilnius con le scarpe che le fanno male a discutere di allargamento della Nato e altre cose impopolari, poi deve pure spiegare che il patto europeo sull’immigrazione è complicato visto che i tunisini fanno cose da turchi, mentre lui la mattina è a una festa della Lega con salsicciata a Parco Lagozza e infine annuncia l’alta velocità Bari-Napoli (che va più lenta dell’autobus, ma sono dettagli). Adesso ha all’incirca in programma Luino, Ponte Seveso e Pallanza. E lo hanno anche richiesto in qualche sperduto casolare dove mancano le distrazioni.
Ogni tappa un nastro. Ogni paesino ecco l’inaugurazione d’una strada provinciale (i cui cantieri però aveva aperto un altro ministro, ma anche questo è un dettaglio).
Vuoi mettere? Altro che Giorgia Meloni. Uno nella vita vuole essere come Matteo Salvini. “Non posso pensare che un terzo degli italiani, tolti i minorenni, sono persone che hanno avuto un problema con il fisco”, ha detto ieri quest’uomo circolare che ha capito tutto della vita.
Lui sa che sulla bandiera italiana, dopo tengo famiglia, c’è scritto ho problemi col fisco. E allora siamo tutti con Salvini e malediciamo il Papeete che ci ha impedito d’averlo oggi a Palazzo Chigi. Lui le tasse le elimina. E come Bello Figo, il rapper nero e immigrato, cantava “io no pago affitto”, adesso con Salvini è tutto un “io no pago tasse”. Un disco per l’estate. E’ già un successo.
E che nella delega fiscale approvata mercoledì scorso (relatore un leghista) sia stato previsto addirittura un severissimo prelievo diretto dai conti correnti degli evasori fiscali, come dire, questo è un po’ come l’alta velocità Bari-Napoli che va a bassa velocità. Dettagli.
(da Il Foglio)
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