Destra di Popolo.net

A DESTRA HANNO SCOPERTO DI ESSERE “ARROGANTI” DOPO UN ANNO E MEZZO DI “IO SO’ GIORGIA E VOI NON SIETE UN CAZZO”.

Febbraio 27th, 2024 Riccardo Fucile

L’EDITORIALE DI AUGUSTO MINZOLINI SUL “GIORNALE” DI SALLUSTI (BIOGRAFO DELLA DUCETTA): “PER VINCERE LA COALIZIONE DI GOVERNO DEVE METTERE DA PARTE INNANZITUTTO L’ARROGANZA CHE L’HA CONTAGIATA FATALMENTE DOPO LA VITTORIA ALLE ULTIME POLITICHE”

Non è la prima volta che lo scrivo, ma come dicevano i latini«repetita iuvant». Un mese prima di morire Silvio Berlusconi mi affidò questa analisi sulla politica italiana: «Giuseppe Conte mi ha spiegato che fino alle elezioni europee Pd e 5stelle saranno divisi, ma dopo è ineluttabile che ci sia un’intesa.
Per cui alla fine, la distanza tra i due schieramenti resta quella di sempre 2-2,5%. Se vuoi vincere, o va rilanciata Forza Italia o devi portare dalla tua parte qualcuno che è nel mezzo».
Non è passato neppure anno e la premonizione del Cav si è avverata, le elezioni in Sardegna offrono più o meno questo quadro: il centrodestra d`ora in avanti avrà di fronte un`alleanza Pd-5stelle e, se non corre ai ripari, dopo le europee una sorta di Unione, cioè uno schieramento che vedrà tutti gli altri insieme.
Un orizzonte problematico perché se già solo l`alleanza tra Pd e 5stelle si è assicurata la vittoria in una regione che il centrodestra ha governato fino a ieri, immaginate che margine di successo avrebbe avuto uno schieramento che avesse messo insieme tutti dai «centrini», alla sinistra, ai grillini.
Quindi, per vincere la coalizione di governo deve mettere da parte innanzitutto l`arroganza che l`ha contagiata fatalmente dopo la vittoria alle ultime politiche. Osserva la vecchia volpe di Maurizio Gasparri: «Abbiamo vinto le elezioni politiche ma questo non significa che abbiamo vinto per sempre. Ci vuole meno arroganza e una maggiore attenzione nella scelta dei candidati. Non puoi sostituire Solinas che nella classifica del Sole 24 Ore sul gradimento dei governatori era ultimo, con Truzzu che era terzultimo nella graduatoria dei sindaci. Forza Italia aveva candidati più competitivi ma non ha più le percentuali di voto di una volta, solo che il problema della qualità del candidato dovrebbe porselo l`intera coalizione. Ecco perché sulla vicenda Zaia bisogna essere cauti».
Magari ci vorrebbe davvero una salutare bagno d`umiltà collettivo nel centrodestra per evitare che, come in Sardegna, quella che doveva essere una passeggiata si trasformi prima in un patema d`animo e poi in una tragedia.
Che avrà degli strascichi dolorosi visto che è cominciato il processo alla Lega con l`accusa di aver praticato il voto «disgiunto». Accuse che non puoi riportare al governatore del Friuli, Massimiliano Fedriga, astro nascente del Carroccio, perché altrimenti si inalbera. «Prendersela ora con Salvini – ragiona – è un altro errore. Abbiamo toccato con mano i rischi del cesaro-papismo, altroché! Qui tutti debbono convincersi che gli elettori hanno un`anima. Nessuno può decidere sulla testa dei territori. Questa non è politica, è solo arroganza».
Ed ancora: «Se vogliono ripetere la stessa esperienza in Veneto, mettendo in discussione Zaia, allora rischiano davvero di rompersi la testa”.
Anche perché l`errore commesso in Sardegna potrebbe costare caro: potrebbe far da volano per la costruzione di uno schieramento competitivo alternativo. Ora sull’altro fronte si sono accorti che insieme possono vincere».
È un altro dei problemi che si porranno d’ora in avanti a Meloni e soci. Com’è successo nel centrodestra anche nell’arcipelago del centrosinistra la vittoria potrebbe appianare le diversità, aprire la strada al pragmatismo e al compromesso.§
Alla fine, però, torniamo al punto di partenza. Quella parola «arroganza» ricorre spesso a destra come a sinistra. È il limite che Vincenzo De Luca ha rimproverato alla premier: «Non sa vincere». Tradotto: la difficoltà ad interpretare lo spirito di coalizione che è un requisito essenziale per il leader un`alleanza e a confrontarsi con l`opposizione.
«La verità è che non ci risparmiamo le sofferenze – confida il forzista Giorgio Mulè -, ci piace soffrire. Vedrete tra poco più di un mese ci sono le elezioni in Basilicata e ci sarà di nuovo il derby interno su chi dovrà essere il candidato. Si ricomincerà da capo: puro masochismo».
Augusto Minzolini
(da il Giornale)

argomento: Politica | Commenta »

TRUZZU, LO «SCHIAFFO» DI CAGLIARI E I QUATTRO PUNTI DI DIFFERENZA DECISIVI CON LA COALIZIONE

Febbraio 27th, 2024 Riccardo Fucile

PERCHÉ HA PERSO LE ELEZIONI IN SARDEGNA

Lo spettro del voto disgiunto avrà agitato i pensieri di Paolo Truzzu (e forse, navigando verso il continente, pure quelli di Giorgia Meloni). Evocato a più riprese in campagna elettorale si è materializzato alle urne. Anzi, smaterializzato: nelle circa cinquemila schede che mancano all’appello per il candidato di centrodestra.
Truzzu ha raccolto circa 327 mila voti (quando lo spoglio è a 1.822 sezioni su 1.844); le liste di centrodestra che lo sostengono, insieme, 333 mila. Tra il suo 45% e il 49 della coalizione ci sono quattro punti di differenza. Oltre cinquemila elettori sulla scheda hanno scelto una lista di centrodestra, ma hanno tracciato la X sul nome di un altro candidato presidente. Chi? Alessandra Todde, Renato Soru? Entrambi hanno preso più preferenze delle loro coalizioni. Ma sembra sia Todde ad aver beneficiato di più dai voti in libera uscita: per lei oltre 40 mila preferenze più della coalizione. La differenza per Mr. Tiscali è di oltre 8 mila voti.
Il vantaggio di Todde ovviamente non si spiega tutto con il voto disgiunto: a differenza di Truzzu, lei è stata capace di attrarre migliaia di preferenze di cittadini che hanno votato solo per lei.
«L’evidenza più netta di questa elezione è che c’è un candidato giusto e uno sbagliato», commenta Salvatore Vassallo, politologo, presidente dell’Istituto Cattaneo: «Meloni ha un problema, quello del reclutamento della classe dirigente».
Ma la mappa politica della Sardegna mostra anche una netta distinzione tra il voto delle città, dove vince il centrosinistra, e quello dei piccoli Comuni, dove è in vantaggio il centrodestra.
«Nei Comuni capoluogo Todde è in vantaggio anche di 10-15 punti, negli altri centri prevale invece Truzzu, di circa 5 punti», è quanto nota, a spoglio ancora in corso, Lorenzo Pregliasco, cofondatore di YouTrend .
Lo smacco di Cagliari. La città dove Truzzu è sindaco uscente adesso fa da traino al centrosinistra. Qui Todde arriva al 53% mentre il centrodestra si ferma sotto al 35. Cinque anni fa Truzzu aveva vinto al primo turno, oltre il 50%. Meno di un anno e mezzo fa, alle politiche, il centrodestra sfiorava il 40, con FdI oltre il 23. «Da un lato è uno smacco notevole perdere di quasi 20 punti nella città dove hai amministrato. Dall’altra parte è una città che, anche quando la Regione andò a destra, votava per Zedda», commenta Pregliasco. Di certo il dato di Cagliari sarà centrale, nei vertici di partito, nelle discussioni sul post voto.
(da La Stampa)

argomento: Politica | Commenta »

MARIO SECHI, FINALMENTE “LIBERO” DAI FAZZOLARI E DALLE SCURTI CHE LO CACCIARONO DA PALAZZO CHIGI, SI PRENDE LA SUA RIVINCITA: “TRUZZU È IL PRIMO VERO ERRORE DI VALUTAZIONE FATTO DA GIORGIA MELONI DA QUANDO È PREMIER”

Febbraio 27th, 2024 Riccardo Fucile

SIAMO ALL’INIZIO DI UN BIG BANG: “I CICLI POLITICI SONO ACCELERATI, GLI ANNI PASSANO VELOCI, IL CENTRODESTRA DOVRÀ TROVARE UN ASSETTO DIVERSO DA QUELLO CHE ABBIAMO VISTO FINORA. GLI ELETTORI HANNO SUONATO LA SVEGLIA”

Dove eravamo rimasti? A Francesco Cossiga che ricordava: «La Sardegna è un laboratorio politico». Le elezioni hanno confermato le parole del Presidente, i dettagli locali diventano quadro nazionale.
Il primo fatto è la dimostrazione della legge dell’alternanza sarda, quando gli elettori dell’isola non sono convinti, i calcoli sono vani, la lista Soru doveva consegnare una facile vittoria al centrodestra e invece abbiamo visto una sfida serratissima.
Il secondo fatto è una conseguenza del primo, Paolo Truzzu è stato bocciato a Cagliari, il capoluogo della Regione di cui era primo cittadino, ha preso meno voti della coalizione che lo sosteneva. Doveva essere una corsa in scioltezza e invece…
Il terzo punto è un passaggio di logica politica, la scelta del candidato del centrodestra è stata comunque sbagliata. Errore nel metodo, nell’analisi e nella qualità della scelta.
Il quarto elemento discende dal terzo, la candidatura di Truzzu è, in ogni caso, il primo vero errore di valutazione fatto da Giorgia Meloni da quando è premier.
Il quinto punto è un bagliore dal futuro: l’arrivo di Meloni a Palazzo Chigi ha innescato una semplificazione della mappa politica, la sua guida favorisce un modello bipolare, la riforma del Premierato va in questo senso, la conseguenza è che “il campo largo” è destinato a saldarsi, nonostante Schlein e Conte. Divisi hanno perso le elezioni politiche, insieme hanno corso bene in Sardegna.
Siamo all’inizio di un Big Bang, ci sarà un consolidamento della mappa politica che passerà per le elezioni europee, fino ad atterrare nel voto nazionale, quando ci sarà. I cicli politici sono accelerati, gli anni passano veloci, il centrodestra dovrà trovare un assetto diverso da quello che abbiamo visto finora. Gli elettori hanno suonato la sveglia.
Mario Sechi
per “Libero quotidiano”

argomento: Politica | Commenta »

“I SARDI HANNO RISPOSTO AI MANGANELLI CON LE MATITE”

Febbraio 27th, 2024 Riccardo Fucile

IL GIORNO DOPO DI ALESSANDRA TODDE: “SONO CONTENTA DI ESSERE LA PRIMA PRESIDENTE DONNA DELLA MIA TERRA, QUI LA MELONI E’ STATA VERGOGNOSA, L’ARROGANZA AI SARDI NON PIACE”

E’ un giorno dopo di orgoglio quello di Alessandra Todde, eletta governatrice della Sardegna con una battaglia all’ultimo voto contro il sindaco uscente di Cagliari, Paolo Truzzu. Todde, ex deputata ed ex vicepresidente del Movimento cinque stelle, parla di Sardegna ma non disdegna la dimensione nazionale: «Sono orgogliosa di essere la prima presidente della Sardegna, dopo 75 anni siamo riusciti a rompere un altro tetto di cristallo», dice in conferenza stampa.
E sul fatto che la Sardegna sia il primo tentativo andato a segno del Campo largo che unisce M5s, Pd e Avs, risponde: «La Sardegna non è un laboratorio, i sardi non sono delle cavie. Ma sono felice di condividere questa vittoria con Giuseppe Conte ed Elly Schlein, sono contenta che la Sardegna sia il luogo in cui si dimostra che questa alleanza può funzionare. Mi ha molto colpito quello che è successo a Pisa, città dove io ho studiato, sono felice che i sardi si siano ricordati della loro storia e abbiano risposto ai manganelli con le matite».
Todde dice anche che andrà in Abruzzo a fare campagna elettorale: «Andrò, c’è stata generosità con me e voglio fare altrettanto. Sono convinta che anche a livello nazionale e negli altri territori ci vogliano progetti solidi e progetti che coinvolgono un popolo che vuole unità». L’attacco più duro è per Giorgia Meloni e la sua campagna elettorale in Sardegna: «La sua è stata una passeggiata, un’apparizione vergognosa, i sardi non si meritano il cabaret, strafottente. La risposta è stata delle grandi città ma anche delle piccole realtà. L’arroganza ai sardi non piace».
I temi nazionali sono tanti, anche se Todde ribadisce di aver fatto una scelta di campo e di non temere la tagliola pentastallata che dopo due mandati le imporrà di lasciare le cariche elettive (e quindi di rinunciare a tentare al bis). E per Flavio Briatore che ha detto «se vince Todde non vado più in Sardegna», la stoccata è spietata: «E’ un problema suo, noi stiamo bene anche senza».
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

CAMILLA E RENATO SORU: LA VITTORIA DELLA FIGLIA SUL PADRE E IL FALLIMENTO DEL TERZO POLO IN SARDEGNA

Febbraio 27th, 2024 Riccardo Fucile

VOTI BRUCIATI, L’EX GOVERNATORE NON ENTRERA’ IN CONSIGLIO… E LA SFIDA GENERAZIONALE LA PERDE MALISSIMO

«Ci è stato detto: “O la candidata del M5s o morte. Evidentemente non c’era la volontà di tenere assieme i riformisti». Il giorno dopo le elezioni regionali in Sardegna Carlo Calenda tiene il punto sulla strategia di Azione e del Terzo Polo nonostante i risultati non l’abbiano premiata. Eppure l’ex governatore Renato Soru nell’isola era sostenuto (tiepidamente) anche da Italia Viva.
Mentre Matteo Renzi ha detto sì alla lista di scopo per gli Stati Uniti d’Europa proposta dalla leader di +Europa Emma Bonino. Ma anche su questo il leader di Azione sembra irremovibile: «Noi ci presenteremo, ma io non farò più l’errore di allearmi con Renzi». Il dato di fatto però è che Soru non ha superato la soglia del 10%. Quella che serve per entrare in consiglio regionale. E quindi tutti i voti del Terzo Polo sono stati buttati.
Il Campo Largo
In più, dalle parti del Terzo Polo è necessario anche ingoiare la prima vittoria in una Regione del Campo Largo. La candidata grillina Todde è stata appoggiata da Elly Schlein, che si è spesa per la sua vittoria come Giuseppe Conte. Il Pd ora è il primo partito in Sardegna mentre l’accoppiata con +Europa ha restituito ad Azione poco più di diecimila voti e l’1,5%. Certo, più di quelli di Rifondazione Comunista che appoggiava, chissà perché, l’ex governatore. Ma comunque un risultato risibile per le ambizioni di Calenda & Co.
E a simboleggiare una sconfitta indiscutibile – peraltro ammessa dal candidato – c’è anche la sconfitta in famiglia per l’imprenditore di Tiscali: la figlia Camilla entrerà in Consiglio, lui no. Per lei è stata anche una liberazione, come spiega oggi a Repubblica: «Sono contenta che mio padre non finirà per essere ricordato come il responsabile della sconfitta del centrosinistra».
Staffetta generazionale
«Spero stia bene, in campagna elettorale non ci siamo mai incontrati», aggiunge lei. Che poi rinuncia a rigirare il coltello nella piaga: «Ha perso un sindaco che è stato bocciato senza appello dai suoi cittadini, anche perché in una campagna elettorale da grande assente si è notato solo per le sue offese ignobili a Michela Murgia, mentre Todde andava casa per casa. Ha perso chi l’ha scelto e un governo che ha politicizzato la sfida locale, e inizia a deludere pure i suoi elettori».
Anche per lei il voto nell’isola è un buon viatico per il Campo Largo: «Spero il voto sardo lo imponga, di rilanciarlo. Noi l’abbiamo provato sul campo, non è più stagione di autosufficienza nel Pd, e mi auguro la Sardegna dimostri anche al M5s che l’unica strada percorribile è quella comune. L’alternativa c’è, quando fanno squadra le forze del campo e si condividono i programmi».
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

GIORGIA MELONI FURIOSA: “LA LEGA HA TRADITO”. MA IL FLOP E’ TUTTO SUO

Febbraio 27th, 2024 Riccardo Fucile

INUTILE PRENDERSELA CON IL VOTO DISGIUNTO SE IMPONI UN CANDIDATO CHE PRENDE IL 4% IN MENO DELLA PROPRIA COALIZIONE

Il dato più importante delle elezioni regionali in Sardegna è il confronto tra i voti di lista e quelli per il candidato del centrodestra Paolo Truzzu. Mentre i partiti che lo appoggiavano hanno ottenuto il 49% dei voti, lui si è fermato al 45%. Ma c’è anche l’incredibile sconfitta di Cagliari: nonostante fosse il primo cittadino, Trux è arrivato al 34,54% mentre la sua sfidante Alessandra Todde ha portato a casa più del 53%. Ce n’è abbastanza per dire che il centrodestra nell’isola ha sbagliato il candidato. Ma quel candidato l’ha voluto fortissimamente Fratelli d’Italia, rifiutando il bis a Christian Solinas e facendo arrabbiare la Lega. Eppure Giorgia Meloni è furiosa. E i circa cinquemila voti che mancano a Truzzu sono il numero che la fa gridare al complotto.
La strategia della Lega
L’idea è che ci sia stata una strategia di Matteo Salvini per boicottare Truzzu. Se ne parlava sui giornali alla vigilia del voto, sostenendo che la ripicca del Carroccio fosse legata al niet di Fratelli d’Italia sul terzo mandato.
Secondo questa prospettiva i leghisti (e i loro alleati nell’isola) avrebbero deciso di punire il sindaco di Cagliari con la “complicità” del Partito Sardo d’Azione: per la defenestrazione di Solinas e per l’intenzione di tarpare le ali ai governatori del Nord rifiutando loro la terza corsa. Un dato arriva a dare consistenza a questa lettura: la differenza tra le liste che appoggiavano il candidato governatore e i voti a Truzzu è di circa cinquemila voti, che ammontano a poco più del 3% del totale: ovvero proprio la percentuale presa dalla Lega alle urne. La Stampa riporta anche il commento di un dirigente sardista: «Andate a vedere l’effetto del voto disgiunto a Cagliari e Quartu».
Il voto disgiunto
E ancora: «A Roma devono capire che non possono imporci nulla a casa nostra». E a questo punto dentro FdI e nel governo crescono i timori per i prossimi appuntamenti elettorali. Come per le regionali in Abruzzo, dove corre un altro candidato di FdI: Marco Marsilio. E dove la Lega aveva fatto un po’ di resistenza sul nome. Anche se qui i sondaggi gli attribuiscono un grande vantaggio, potrebbe non bastare a lasciare tranquilla la premier il 10 marzo. Da qui l’accusa di «tradimento» alla Lega, riportata oggi dal Fatto Quotidiano. Ma anche un appello: «Comunque vada, dobbiamo stare uniti». Anche per fronteggiare l’emorragia nel suo partito: FdI era la prima realtà della Sardegna alle elezioni politiche, adesso è stato superato dal Partito Democratico.
Il flop di Meloni
Ma in realtà il fallimento è tutto della premier. Se è vero che la giunta Solinas aveva deluso l’elettorato e quindi era giusto cambiare cavallo, è lei che ha imposto il candidato presidente scegliendo Truzzu a discapito di altri. Una critica velata in questo senso arriva da Forza Italia, dove il senatore Maurizio Gasparri nota il buon risultato degli azzurri ma aggiunge anche che la regola nella scelta del candidato non deve essere quella di lasciar scegliere chi ha più voti. Serve invece il candidato giusto a prescindere dal partito di appartenenza. La presidente del Consiglio, è il ragionamento sotteso, si è incaponita su quello sbagliato. E ha anche sottovalutato la potenza di fuoco della Lega andando a scontrarsi con il Carroccio sul terzo mandato alla vigilia delle urne.
Le elezioni e le lezioni
Una prospettiva ribadita da Fi anche attraverso Giorgio Mulé in un’intervista a Repubblica: «Non si devono fare prove di forza pesando i voti su elezioni differenti e non si deve arrivare a ridosso delle elezioni per scegliere i candidati. Il centrodestra quando fa le cose in fretta va male: vedasi quello che è accaduto a Roma. La lezione del voto sardo è questa». E non solo. Come ha ricordato Youtrend, con la vittoria di Todde in Sardegna il M5s conquista per la prima volta una regione, il centrosinistra strappa una regione al centrodestra e non accadeva dal 2015 (con Vincenzo De Luca in Campania), il centrodestra perde la sua prima elezione regionale dal 2020. Le lezioni sono tante. La premier le avrà imparate?
(da Open)

argomento: Politica | Commenta »

“IL VENTO E CAMBIATO”: IL COLPO IN SARDEGNA DI SCHLEIN E CONTE PUO’ TOGLIERE SICUREZZE ALLA MELONI

Febbraio 27th, 2024 Riccardo Fucile

L’ARROGANZA DI CHI HA VOLUTO IMPORRE UN CANDIDATO CHE A CAGLIARI NESSUNO PUO’ VEDERE

Ce n’hanno messo di tempo. I leader del centrosinistra questa volta riescono nel miracolo: la foto l’hanno fatta dopo il voto e non prima. Le immagini di gruppo “di Vasto” e poi “di Narni” e infine “di Campobasso“, che nessuno comprensibilmente si ricorderà, furono buone solo ad anticipare il disastro e farsi additare per mesi.
Ora la foto di Cagliari, a cose fatte e fatte bene: nello scatto entrano Elly Schlein e Giuseppe Conte che, insieme ad Alessandra Todde, neopresidente della Regione Sardegna, sorridono di una vittoria per certi versi insperata, o comunque solo sognata, dopo anni di delusioni, waterloo, ripartenze e paziente e sfibrante lavoro di cucitura tra anime a volte così vicine e a volte così lontane.
Chissà come va chiamato questo rinnovato tentativo di centrosinistra – o campo progressista, o campo largo che largo non è, o schieramento alternativo alla destra – ma almeno per oggi i leader di questa coalizione che somiglia al cantiere della Sagrada Familia vedono la prima piccola contropartita di questo sforzo immane che è la risalita dalla valle delle lacrime, cominciata il 25 settembre 2022, quando il centrodestra ha fatto del Parlamento un sol boccone.
Ora la coalizione di governo che stava dritta sul cassero sente il moto ondoso in aumento, il blocco di marmo si presenta incrinato, il monolite sembra all’improvviso un po’ basculante: il candidato di centrodestra che a guardare i sondaggi aspettava solo questa barbosa formalità delle elezioni per essere intronato dopo un trionfale ingresso a cavallo esce sconfitto a sorpresa. Di poco, ma sconfitto, dopo essere stato imposto a suon di spintoni da Fratelli d’Italia – il partito imbattibile, primissimo, fortissimo – e dalle mani presidenziali della premier Giorgia Meloni, la leader che non sbaglia mai, dicevano, che studia ogni mossa, che parla quando deve parlare e sta zitta quando le conviene, che parla d’altro quando ci sono problemi.
In questo caso invece la presidente del Consiglio, pur di fare spazio a uno dei suoi, ha preso a spallate il governatore uscente – il sardista Christian Solinas – e soprattutto il suo socio elettorale Matteo Salvini.
Per Truzzu ha perso la voce in una campagna elettorale col turbo. E’ finita a carte quarantotto e intorno ora le si faranno incontro gli alleati pronti a rinfacciarle come si fa la leader di una coalizione, come ci si comporta, Berlusconi non faceva così, a segnalarle l’errore atavico di chi crede che per vincere sia sufficiente comandare, a rammentarle che al 30 per cento – e pure oltre – ci sono arrivati Renzi, Salvini, Di Maio e guarda ora.
Alla prima prova del percorso che porta alle Europee il centrodestra inciampa ed è costretto a ritrovare l’equilibrio prima che sopraggiunga l’Abruzzo, dove si vota il 10 marzo, praticamente domani, e dove corre un altro fratello patriota, Marco Marsilio, e in quel caso non ci sarà nemmeno un Solinas come antistress al quale dare la colpa all’occorrenza perché Marsilio è il governatore uscente. Se Meloni vede cadere il suo pedone e con lui le sicurezze dell’ultimo anno e mezzo e scruta l’orizzonte per capire se ora deve temere l’effetto trascinamento sulle altre Regioni, non si può non mettere a verbale lo psicodramma della Lega che in Sardegna fa il 3 per cento (partendo dall’11 di 5 anni fa quando qui era secondo partito) e viene doppiata da Forza Italia, costringendo il Capitano-ministro a battere in ritirata rinviando a data da destinarsi un’intervista già programmata in prima serata su Rete4, da Nicola Porro.
Sarebbe stato un po’ complicato spiegare come mai proprio in Sardegna – dove aveva difeso quasi col suo corpo la ricandidatura di Solinas – l’alleanza ha smesso di vincere le Regionali, come succedeva ininterrottamente dal 2020.
“Cambia il vento, c’era chi non scommetteva neanche che arrivassimo fino a qui” dice Schlein. “I cittadini sardi hanno chiuso la porta a Meloni e soci e l’hanno aperta all’alternativa. L’aria è cambiata” aggiunge Conte. E’ chiaro a tutti che la Sardegna è un po’ pochino perché faccia da manica a vento. C’è lì la matematica, severa guastafeste, a segnalare che le liste del centrodestra tutto insieme ha fatto comunque di nuovo la bellezza del 49 per cento mentre il campo largo non è ancora abbastanza largo e al massimo è arrivato al 42.
Il rischio di adagiarsi sulle coste dolcissime della Sardegna è dietro l’angolo: potrebbe essere un caso isolato, potrebbe essere davvero solo tutta colpa di Truzzu o di Solinas. Ma anche no. Per esempio: l’ultima volta che il centrosinistra ha tolto il controllo della Regione al centrodestra è stato nel 2015 (c’era riuscito De Luca che sfrattò Caldoro). L’apparente immagine di un punto di svolta in una trama che sembrava sotto incantesimo – l’invincibile centrodestra che l’opposizione se la fa soltanto per conto suo – passa da un tweet di Dario Franceschini, come noto soprannominato Ohio, lo swing state che fa da barometro.
L’ex ministro della Cultura non faceva parlare i suoi social dal 22 settembre, 5 mesi fa, e ora scrive: “La Sardegna indica che la strada imboccata tra mille difficoltà nel settembre 2019 era quella giusta. Ora va percorsa con convinzione e generosità”. Il riferimento è all’inizio del governo Conte 2. C’è una luce in fondo al tunnel e quella speranza la dà una grillina del corso governativo, una ex viceministra che si occupava di crisi industriali, una ingegnera con due lauree che di lavoro fa la manager, che conosce 4 lingue, ha vissuto e lavorato in mezza Europa e negli Usa.
Intanto la Sardegna sarà la prima Regione guidata da una governatrice espressa dai 5 Stelle, che però prendono un po’ più della metà dei voti del Pd, ed è troppo presto per dire se questo significa forza o fragilità. E’ una rivincita per Conte che ha l’ha spuntata al tavolo delle candidature, si è fatto dire di sì da Schlein e ha conquistato una tappa storica per il Movimento, sempre perdente alle Regionali.
E’ la riscossa della segretaria che, proprio al rintocco di un anno da leader del più grande partito della coalizione, sventola questo risultato davanti al naso dei vedovi di Renzi e della corrente di minoranza guidata da Stefano Bonaccini che l’avevano appena minacciata brandendo nientemeno che il terzo mandato, un tema che – c’è da crederci – qualsiasi elettore di centrosinistra ha al centro del suo cuore.
Alessandra Todde diventa la prima presidente donna della Regione Sardegna e porta in dote 40mila voti in più del totale delle liste che la appoggiavano: i sardi hanno scelto lei più dei simboli e questa può essere la lesson number one per il centrosinistra o come si chiama. Non è un caso che sia Conte che Schlein sottolineino che questo era un “progetto serio e credibile“: l’unione fa la forza ma non fa necessariamente la differenza, non è sempre sufficiente per rispondere a tutte le domande degli elettori che cercano alternativa e cambiamento, rispetto alla destra e rispetto a ciò che la sinistra è stata fino a ieri.
(da ilfattoquotidiano.it)

argomento: Politica | Commenta »

ORGOGLIO SARDO: DONNA, MANAGER E CON IL “QUID”

Febbraio 27th, 2024 Riccardo Fucile

CHI E’ ALESSANDRA TODDE, IL CERVELLO IN FUGA CON CAZZIMMA

Più che con l’accusa di essere la quinta colonna del centrodestra, Renato Soru lo ha messo a cuccia come Grazia Deledda al tempo della vittoria del premio Nobel, aveva liquidato l’invidia di Luigi Pirandello: “Tutto potrà forse essere vinto per mezzo dell’amore e della buona volontà”. Alessandra Todde non è tipa da battaglia nel fango, ma la misura nei toni non fa velo alla sua determinazione per non dire cazzimma.
Di lei Pier Luigi Bersani dice che è un perfetto mix di “sardità e innovazione”. L’attuale segretaria del Pd Elly Schlein ha invece riconosciuto nella sua stessa candidatura quel quid che serve come il pane all’unità del centrosinistra: competenza più che appartenenza. Musica per le orecchie di Giuseppe Conte: il profilo di Todde, già da lui indicata come sottosegretaria e poi viceministra oltre che sua vice nel M5S, incarna idealmente la classe dirigente pentastellata che vuole essere il suo marchio di fabbrica.
Nuorese, classe 1969, famiglia democristiana, nonno finito al confino e dunque strutturalmente antifascista, Alessandra Todde è però soprattutto orgogliosamente sarda. Al cubo in quanto sarda di nascita e di ritorno. “Ho vissuto gran parte della mia vita tra l’Italia e l’estero, lavorando in otto Paesi diversi, tra cui Stati Uniti, Spagna, Inghilterra, Francia, Olanda, occupandomi di tecnologia, energia e finanza per poi rientrare stabilmente in Italia nel 2018. Parlo 4 lingue, tra cui il sardo. Mi sono subito resa conto di quanto siano importanti e indispensabili, soprattutto in politica, competenze, capacità di gestire complessità e dedizione al lavoro. Con questi strumenti e i valori che ho ricevuto dalla mia famiglia, ho deciso di iniziare la mia nuova avventura personale e umana” si legge in una sua bio pubblicata cinque anni fa sul sito del Movimento 5 Stelle. Nel 2019 Luigi Di Maio aveva pensato a lei, allora manager di Olidata, come innesto di lusso: capolista all’Europee nella circoscrizione isole anche se poi il seggio non era scattato. Poco male.
Todde era stata nominata sottosegretaria nel governo Conte-2 e poi viceministra allo sviluppo nel governo Draghi fino alla candidatura, da ultimo, alla Camera per le elezioni del 2022. Incarichi onorati sempre con lo stesso piglio dimostrato anche durante la corsa per la successione a Christian Solinas.
“La Sardegna non è un laboratorio e i sardi non sono delle cavie” ha detto a una settimana dalla chiusura dei seggi cercando di riportare sui temi regionali il dibattito della campagna elettorale che l’ha vista contrapposta al sindaco di Cagliari, il meloniano Paolo Truzzu. Che ha sfidato a misurarsi sul merito: “Dobbiamo definire quali politiche industriali vogliamo. Abbiamo proposto un’agenzia che si occupi di attrarre investimenti, perché serve mantenere quelli che già ci sono e creare leve di competitività”.
E ancora. “Serve guardare alle nuove filiere: un polo nazionale per le bonifiche perché i problemi diventino opportunità. Penso al Sulcis e a ciò che si può fare con le nuove tecnologie sfruttando gli scarti minerari per l’estrazione di terre rare”.
E che dire dell’autonomia? “Lo statuto sardo va attuato sulla cultura, sull’insegnamento della lingua e della nostra storia affinché i nostri ragazzi capiscano chi sono e da dove vengono. Sull’istruzione potremo fare da subito una legge quadro in deroga ai parametri nazionali, potremo agire sulla produzione di energia e su altre prerogative primarie sulle quali la Sardegna può finalmente esercitare la sua specialità, cosa che non ha fatto fino a questo momento”.
Questo dopo essersi lavorata il terzo incomodo, ossia il fondatore di Tiscali: “Soru rappresenta la decima lista a favore di Truzzu. Non ha alcuna possibilità di essere eletto: ci sono due coalizioni in campo, quella che vuole portare avanti la continuità e quella che chiede il cambiamento”.
(da ilfattoquotidiano.it)

argomento: Politica | Commenta »

LA VITTORIA DELLA TODDE HA FATTO CAPIRE CHE I SOVRANISTI NON SONO AFFATTO IMBATTIBILI

Febbraio 27th, 2024 Riccardo Fucile

L’UNICA VIA CHE L’OPPOSIZIONE PUO’ PERCORRERE SE VUOLE ESSERE COMPETITIVA RESTA IL CAMPO LARGO

La vittoria di Alessandra Todde e della sinistra in Sardegna, data da addetti ai lavori per “impossibile” fino a qualche giorno fa, pur nei limiti di un voto che resta regionale, fa crollare un assioma che in troppi davano ormai per scontato: la destra di Giorgia Meloni non è affatto imbattibile, se le opposizioni riescono a trovare candidati credibili e se allargano l’alleanza proponendo nel contempo programmi plausibili.
Una rondine non fa primavera, ma è innegabile che il voto sardo segnali la fine della luna di miele tra la destra e il paese – dopo un anno e mezzo di pessimo governo – e che lo stesso avrà effetti politici sulla maggioranza, che torna dall’isola malconcia e spaccata come mai era accaduto dal 25 settembre di due anni fa.
IL PRIMO CAMPANELLO D’ALLARME
La premier ha imposto personalmente il candidato perdente. E ha deciso di personalizzare la tenzone, mettendo la sua faccia su tutti gli autobus tra Cagliari e Sassari e sulla fine della campagna elettorale: è lei la grande sconfitta della tornata, è per lei che squilla il primo campanello d’allarme sul tema – per lei sensibilissimo – del consenso.
Non solo. La scelta scellerata di indicare Paolo Truzzu (considerato dai sondaggi uno dei sindaci meno amati d’Italia) evidenzia debolezze politiche che si riverberano pari pari anche sul continente: la cronica assenza dentro Fratelli d’Italia di una classe dirigente spendibile va di pari passo con la volontà, ferrea, di pescare candidati esclusivamente tra fedelissimi e seguaci. Un paradosso a cui in politica è difficile, alla lunga, non pagare pegno.
Meloni ha perso la sua scommessa e contemporaneamente è riuscita a rovinare i rapporti già infetti con la Lega di Salvini, che con ogni probabilità da ieri sera starà festeggiando a champagne e mirto: umiliato sulla defenestrazione del “suo” Christian Solinas, governatore uscente indagato per corruzione, e pochi giorni fa sul terzo mandato, in molti sostengono che la sconfitta sia figlia pure del voto disgiunto dei leghisti, ridotti tra l’altro come partito a percentuali residuali.
Sia vero o meno un complotto salviniano, tra le forze dell’estrema destra veleni e sospetti incrociati cominciano a essere troppi: se Meloni non troverà nuovi equilibri per migliorare i rapporti con gli alleati, assicurare una navigazione tranquilla al governo fino alla fine della legislatura sarà arduo. Soprattutto se le divisioni dovessero portare nuovi rovesci su altre elezioni date già per vinte, ma da oggi meno scontate: quella in Abruzzo, dove si gioca la riconferma il meloniano Marco Marsilio, e l’altra in Basilicata, regione in cui la maggioranza sta ancora litigando sul candidato (manche a sinistra non sono messi benissimo).
L’UNICA VIA
Dall’altro lato il blitz inatteso di Todde dimostra che l’unica via che l’opposizione può percorrere se vuole essere competitiva resta il campo largo. Elly Schlein ha vinto la sua scommessa appoggiando – come a Foggia – un pretendente scelto da Giuseppe Conte, ma aver abbozzato in nome dell’unità della coalizione ha pagato. Non era affatto facile, visto il tentativo di boicottaggio dell’ex dem Renato Soru. La speranza della segretaria adesso è che l’alchimia tra Pd e M5s funzioni anche a parti inverse alle prossime sfide locali: vittorie ravvicinate darebbero un booster non banale per il big match dell’8 e 9 giusto.
Il problema, per il Pd e per chi crede che una larga alleanza riformista sia l’unica opzione vincente contro le destre, è che Conte – vero trionfatore del voto sardo – non è affatto un partner affidabile e coerente: finora ha dato lui le carte, accettando a macchia di leopardo solo le soluzioni a lui più convenienti. Qualcuno al Nazareno sostiene che dopo le europee il camaleontico professore arriverà a più miti consigli. Speriamo abbia ragione: perché a destra quando il gioco si fa duro il patto per il potere scalza ogni alterco, almeno per un po’. Mentre a sinistra il masochismo resta ancora uno dei passatempi preferiti.
(editorialedomani.it)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.058)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Marzo 2026 (145)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Febbraio 2024
    L M M G V S D
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    26272829  
    « Gen   Mar »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • FOGNA SOVRANISTA: KRISTI NOEM, EX SEGRETARIA ALLA SICUREZZA INTERNA SILURATA DA TRUMP, VIAGGIAVA SULL’AEREO DI STATO (COSTATO 70 MILIONI) CON L’AMANTE, IL SUO CONSIGLIERE COREY LEWANDOWSKI, IL VELIVOLO AVEVA ANCHE UNA CAMERA DA LETTO MATRIMONIALE, POLTRONE DA PRIMA CLASSE E UN BAR
    • DOPO UNA SETTIMANA DI GUERRA IN MEDIORIENTE, IL GOVERNO E’ ALLO SBANDO, MELONI NON SI È FATTA VEDERE IN PARLAMENTO. IL SUO UNICO INTERVENTO? UNA BREVE INTERVISTA RADIOFONICA
    • DAL CASO BUTTAFUOCO AI MUSEI, TUTTE LE SPINE DI ALESSANDRO GIULI; GIORGIA MELONI E’ INCAZZATA CON IL MINISTRO PER LA SCELTA DEL PRESIDENTE DELLA BIENNALE PIETRANGELO BUTTAFUOCO DI INVITARE I RUSSI ALLA MOSTRA. UNA DECISIONE PASSATA SOPRA LA TESTA DI GIULI TENUTO ALL’OSCURO DI TUTTO
    • LA BATTAGLIA DI SILVIA PER I GENOVESI: LA TASSA D’IMBARCO DI 3 EURO STABILITA DAL GOVERNO TRE ANNI FA E MAI COLPEVOLMENTE RISCOSSA DALLA PRECEDENTE GIUNTA SOVRANISTA (PER FARE UN FAVORE AGLI ARMATORI)
    • REFERENDUM SONDAGGIO SWG: NO 52%, SI’ 48%
    • IL RAPPER CHE SI E’ PRESO IL NEPAL
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA