Maggio 29th, 2024 Riccardo Fucile
L’OPERATORE POSTALE BRITANNICO, DA TEMPO IN DIFFICOLTÀ FINANZIARIA, HA ACCETTATO L’OFFERTA DA 4,2 MILIARDI DI EURO FATTA DAL MILIARDARIO CECO DANIEL KRETINSKY… L’UNICO CHE HA APERTO BOCCA, CHIEDENDO GARANZIE PER I LAVORATORI, È STATO KEIR STARMER, LEADER DEI LABURISTI FAVORITO ALLE PROSSIME ELEZIONI: MA I “PATRIOTI” NON ERANO I CONSERVATORI?
Royal Mail, lo storico operatore postale britannico con oltre 500 anni di storia alle spalle, è pronto a passare nelle mani di un acquirente straniero dopo aver accettato l’offerta da 3,6 miliardi di sterline (4,2 miliardi di euro) fatta dal miliardario ceco Daniel Kretinsky, a capo di EP Corporate Group. Il consiglio di amministrazione di International Distributions Services (Ids), società madre di Royal Mail da tempo in difficoltà, ha definito l’offerta del gruppo EP da 370 pence per azione “giusta e ragionevole”.
L’acquisizione di Ids, che comprende oltre a Royal Mail anche il corriere Gls e impiega complessivamente più di 150.000 persone, verrà ora sottoposta agli azionisti. Intanto il titolo della società sulla borsa di Londra è aumentato di oltre il 3% in mattinata.
Come si legge sui media del Regno Unito il governo conservatore di Rishi Sunak teoricamente potrebbe opporsi all’accordo in base al National Security and Investment Act, che regolamenta le acquisizioni di attività nazionali considerate strategiche da parte di gruppi stranieri.
In merito comunque si era già espresso il cancelliere dello Scacchiere Jeremy Hunt, secondo cui l’esecutivo non intendeva opporsi in linea di principio. Preoccupazioni erano state espresse dall’opposizione laburista di Keir Starmer, grande favorito in vista delle elezioni politiche del 4 luglio, che pur accogliendo positivamente l’interesse per Royal Mail aveva sollecitato “garanzie” da Kretinsky sui livelli occupazionali e sull’intenzione di mantenere nel Regno la gestione del servizio e di non trasferire attivita’ all’estero.
Fondate a Londra nel lontano 1516, le Poste Reali britanniche, orgoglio e punto di riferimento dell’isola per molti secoli, cessarono di essere un monopolio per essere esposte alla concorrenza a partire dal 2006: sullo sfondo di un’ultima fase di privatizzazioni di servizi pubblici varate sotto i governi del New Labour, dopo le ondate della stagione Tory thatcheriana.
Nel 2011 fu poi completata la privatizzazione del 90% delle sue azioni, culminata con la quotazione alla borsa di Londra nel 2013, all’epoca dell’esecutivo di coalizione fra conservatori e liberaldemocratici guidato da David Cameron: processo sfociato tuttavia in una situazione d’instabilita’ endemica
(da agenzie)
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Maggio 29th, 2024 Riccardo Fucile
E ANCHE IL POPULISTA OLANDESE MARCEL DE GRAAF FINISCE NEL MIRINO DEGLI INQUIRENTI PER PRESUNTE INTERFERENZE RUSSE
La polizia giudiziaria del Belgio ha effettuato questa mattina alcune
perquisizioni a Bruxelles e a Strasburgo, rispettivamente nella casa e nell’ufficio di un dipendente del Parlamento europeo, nell’ambito delle indagini sulle possibili ingerenze russe. Lo rende noto la procura federale belga.
A quanto si apprende, a essere finito nel mirino degli inquirenti è un ex assistente dell’eurodeputato tedesco di Alternative fuer Deutschland, Maximilian Krah, che di recente si è dimesso dai vertici del partito dopo le sue frasi sugli ufficiali delle SS che – aveva detto in un’intervista a Repubblica – “non erano tutti criminali”. La perquisizione a Bruxelles è avvenuta sia nella residenza dell’assistente, nel quartiere di Schaerbeek, sia presso il suo ufficio al Parlamento europeo, spiega la procura.
Allo stesso tempo, viene riferito, “in stretta collaborazione con Eurojust e le autorità giudiziarie francesi”, su richiesta del giudice istruttore belga è stata effettuata anche una perquisizione nell’ufficio dello stesso dipendente nei locali dell’Eurocamera a Strasburgo. Le perquisizioni, evidenzia la procura federale belga, “rientrano nel caso di ingerenza, corruzione passiva e appartenenza a un’organizzazione criminale” con “sospetti di ingerenza russa” emersi alla fine di marzo.
Secondo quanto riferito dal premier belga, Alexander De Croo, Mosca avrebbe assoldato “alcuni eurodeputati” per “diffondere la sua propaganda”. Una rete d’influenza partita dal sito Voice of Europe, veicolo della disinformazione russa con sede a Praga, oscurato prima dal governo ceco e ora da tutti i Ventisette.
Partita dagli 007 di Praga, l’indagine è stata presa in mano dal Belgio e si è allargata anche a Germania, Francia, Polonia, Paesi Bassi e Ungheria. Krah è l’unico eurodeputato finito finora ufficialmente sul registro degli indagati: lo scorso 7 maggio le forze dell’ordine del Belgio avevano perquisito i suoi uffici all’Eurocamera a Bruxelles e quelli dell’assistente Jian Guo.
“Il Parlamento europeo coopera pienamente con le forze dell’ordine e le autorità giudiziarie per assistere il corso della giustizia e continuerà a farlo. È in questo contesto che è stato concesso l’accesso ad un ufficio”. Lo comunicano dall’ufficio di presidenza dell’Eurocamera in merito alle perquisizioni di questa mattina a Bruxelles e Strasburgo.
Gli uffici dell’ex assistente del parlamentare europeo di Afd Maximilian Krah sono stati perquisiti stamani dalle forze dell’ordine, nell’ambito dell’inchiesta sull’influenza russa sulla politica europea.
Stando allo Spiegel, che ne riferisce, nel mirino degli inquirenti ci sono anche gli uffici di un assistente del parlamentare olandese populista di destra Marcel de Graaff, dove pure ci sarebbe stata un’ispezione.
Si tratta di Guillaume P., estremista di destra francese, secondo quanto riporta il magazine. Le operazioni avvengono nell’ambito di un’operazione condotta da inquirenti del Belgio e della Francia a Bruxelles e a Strasburgo sullo scandalo sollevato nelle scorse settimane e mesi sul portale pro-russo Voice of Europe.
(da agenzie)
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Maggio 29th, 2024 Riccardo Fucile
L’ANNUNCIO DEL PREMIO STREGA: “CONTINUA L’INGERENZA DELLA PREMIER ACCOMPAGNATA DA “PUTINIANA IPOCRISIA”
«Senza Roberto Saviano non sarò allo Buchmesse». Sandro Veronesi rinuncia a far parte della delegazione italiana alla 76esima Fiera del Libro, in programma dal 16 al 20 ottobre prossimo, dove l’Italia sarà Ospite d’Onore. «Le ragioni balorde e ridicole con cui il commissario Mazza ha giustificato l’esclusione di Saviano – sottolinea – non mi permettono di accettare l’invito che ho ricevuto». Per il Premio Strega, «continua questa pratica di ingerenza del Presidente del Consiglio e dei suoi più fidati collaboratori – prosegue -, accompagnata da “putiniana ipocrisia” su decisioni che non devono seguire logiche politiche».
Ad annunciare l’esclusione di Saviano era stato ieri Mauro Mazza, commissario straordinario del governo per il coordinamento delle attività relative alla Fiera. Durante la conferenza stampa di presentazione alla Literaturhaus Frankfurt, Mazza ha fatto sapere che «il criterio adottato è stato scegliere autori le cui opere fossero integralmente originali». Tra gli altri nomi che risultano assenti nella lista della delegazione italiana, ci sono quelli di Antonio Scurati che, stando alle parole di Mazza, «ha declinato l’invito», Alessandro Piperno che ha «altri impegni» e Paolo Giordano che, infine, «non può venire». Saviano, che in un’intervista a La Stampa ha fatto sapere che non si sente censurato per il mancato invito, sarà ospite delle case editrici tedesche. Mentre Veronesi ha sottolineato che «se si renderà necessario per il mio lavoro» andrà a Francoforte «privatamente».
(da agenzie)
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Maggio 29th, 2024 Riccardo Fucile
IL PREMIO STREGA 2014: “NON SI TRATTA DI POLITICA, MA DI LETTERATURA, IL GOVERNO NON DIMOSTRA LEALTA’ E BASI CULTURALI SE ESCLUDE SAVIANO”
Devo dire che mi mette a disagio dire un no almeno quanto mi
mette a disagio andare a Francoforte dopo questa scelta di esclusione di Roberto Saviano. Non mi piace prendere posizioni pubbliche, ancorché virtuose, me ne vergogno. Ma qui non c’è in ballo la politica, bensì la letteratura.
Avevo accettato l’invito a essere parte della delegazione italiana perché ritengo insensato che le circostanze politiche del presente condizionino una così prestigiosa vetrina culturale: l’Italia è paese ospite alla Fiera di Francoforte non per circostanze presenti, ma per una storia che prescinde da queste. E in più, ritengo fino a prova contraria che accettare il verdetto di elezioni democratiche e i governi che ne conseguono sia una delle leggi fondamentali della Costituzione: anche, e soprattutto, quando al governo ci va chi non senti ti rappresenta. È su questo punto di partenza che costruisco anche il mio pensiero pubblico, la mia funzione intellettuale.
Ma i patti devono essere reciproci: io accetto pienamente il potere di una parte politica che non condivido; la parte politica si comporta secondo lealtà, sensatezza, consapevolezza e basi culturali solide. E non usa il suo potere (frutto di circostanze presenti) per decidere su (in questo caso) scrittori che lavorano da molto tempo prima delle circostanze presenti e dai commissari straordinari del momento.
Ritengo semplicemente che l’Italia non possa non essere rappresentata anche dall’autore di Gomorra, un libro tradotto in tutto il mondo (e a seguire tutti i suoi altri). Non mi sento legittimato a rappresentare un gruppo di lavoro se manca qualcuno che evidentemente doveva esserci.
(da agenzie)
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Maggio 29th, 2024 Riccardo Fucile
ALL’EVENTO PIU’ IMPORTANTE DELL’EDITORIA MONDIALE L’ITALIA DA OSPITE D’ONORE A OSPITE DEL DISONORE
Non si placa la polemica tra una parte del mondo della letteratura italiana e il governo in vista della Fiera dell’editoria di Francoforte dove il nostro paese è quest’anno ospite d’onore. Dopo il “no” a Roberto Saviano – che sarà comunque alla Buchmesse ma ospite della Germania – arriva anche la durissima presa di posizione di Sandro Veronesi, due volte Premio Strega.
Veronesi: “Le ragioni balorde e ridicole con cui il Commissario Mazza ha giustificato l’esclusione di Roberto Saviano non mi permettono di accettare l’invito che ho ricevuto. Continua questa pratica di ingerenza del Presidente del Consiglio e dei suoi più fidati collaboratori, accompagnata da “putiniana ipocrisia”, su decisioni che non devono seguire logiche politiche. Se si renderà necessario per il mio lavoro andrò a Francoforte privatamente”.
Ieri pomeriggio, dopo l’esclusione di Saviano da parte del capo della delegazione a Francoforte Mauro Mazza – “L’Italia ha scelto di non invitarlo per dare voce a chi finora non l’ha avuta” è stata la motivazione ufficiale – c’erano state altre due importanti defezioni in solidarietà llo scrittore napoletano. Alcuni scrittori, da Francesco Piccolo a Paolo Giordano al poeta Franco Buffoni, avevano fatto sapere che declineranno l’invito della delegazione.
Insomma la delegazione italiana sembra aver piazzato un tremendo autogoal. Paolo Giordano è intervenuto su X con un thread articolato in tre parti, dove sottolinea prima di tutto i criteri dell’esclusione di Saviano sono politici: “Purtroppo Roberto è diventato una cartina al tornasole di certi criteri politici di inclusione ed esclusione. Inaccettabili nella cultura. Essere ospiti alla Buchmesse è un appuntamento importante per gli scrittori e le scrittrici, non esserci o rinunciare ha un costo”. Il post prosegue così: “Non è solo una questione politica, ma di banale opportunità: credo che Roberto sia l’unico di noi ad aver parlato all’Accademia di Svezia. Come si può anche solo pensare di non invitarlo in una delegazione italiana?”. Infine un accenno all’affaire Scurati: “Se l’affaire Antonio Scurati fosse accaduto prima degli inviti, sarebbe successo lo stesso anche a lui. Io credo che tutto questo abbia raggiunto un livello di esplicitezza inaccettabile. Peccato, la #Buchmesse era una grande occasione per tutti e tutte noi, e per il paese”.
Lo scontro inevitabilmente si fa politico. Elly Schlein interviene durante il suo tour elettorale in Sardegna esprimendo solidarietà e vicinanza a Saviano ”per la incomprensibile esclusione dalla Buchmesse da parte della delegazione italiana”. E denuncia: “C’è un clima che non è accettabile verso gli intellettuali e gli scrittori in questo Paese, l’abbiamo visto anche in episodi precedenti, addirittura con censure di monologhi”. Il riferimento a Scurati è evidente. Riguardo a Saviano, “uno dei più grandi intellettuali del Paese”, Schlein ricorda e sottolinea che “sarà comunque presente alla manifestazione, non certo per merito dell’Italia”.
L’elenco dei 100 partecipanti alla Buchmesse con il sigillo del commissario Mazza inizia dunque a perdere pezzi importanti, autori di primo piano. Nella lista, tra gli altri, ci sono: Alessandro Baricco, Emanuele Trevi, Rosella Postorino, Paolo Rumiz, Valeria Parrella, Melania Mazzucco, Daniele Mencarelli, Marco Missiroli, Erri De Luca, Paolo Cognetti, Gianrico Carofiglio, Silvia Avallone, Pietrangelo Buttafuoco e Marcello Veneziani. E i tre testimonial scelti da tempo: Susanna Tamaro, Stefano Zecchi e Carlo Rovelli.
Non ci sarà, come abbiamo detto, Antonio Scurati, al centro dell’episodio della censura Rai per il suo monologo sul 25 aprile, il quale, a sentire ancora Mazza, “ha preferito non esserci”. Diversa la versione dell’autore, premio Strega per M.: “Ho rifiutato l’invito del commissario governativo mesi fa perché non intendo far parte di questa delegazione. Ma ci sarò, invitato dagli editori tedeschi”.
(da agenzie)
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Maggio 29th, 2024 Riccardo Fucile
“NON AVEVO SENTITO LE COSE DETTE DALLA PREMIER. HO APPRESO DAI SOCIAL DELLA RAFFINATA ELEGANZA CON CUI SI ERA AVVICINATA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE CHE ERA LÌ PER DARLE IL BENVENUTO”
“Ho visto che la Meloni ci ha tenuto a comunicare la sua nuova e
vera identità e noi non possiamo che concordare ovviamente”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca replicando alle parole rivoltegli dalla premier in occasione della visita a Caivano (‘Presidente De Luca, sono quella stronza della Meloni. Come sta?’). “Ieri – ha detto De Luca rispondendo a margine di un convegno al’ospedale Cardarelli di Napoli – non ho sentito le cose dette dalla premier, ho sentito solo quando si è avvicinata a me per dire ‘presidente come sta?’ e infatti ho risposto ‘sto bene in salute e benvenuta qui’.
“Ho appreso nel pomeriggio dai social della performance che era cominciata qualche metro prima ma non avevo sentito sinceramente. Ho appreso dai social della raffinata eleganza con cui si era avvicinata al presidente della Regione che era lì per accoglierla e darle il benvenuto”.
(da agenzie)
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Maggio 29th, 2024 Riccardo Fucile
“CREDO CHE VOLESSERO MANDARE UN MESSAGGIO: CHI SI COMPORTA SAVIANO NON AVRA’ RISORSE, SPAZI E PROTEZIONE”
Lo scrittore Roberto Saviano non si sente censurato per il mancato invito alla fiera dell’editoria italiana a Francoforte: «Io censurato? Non esattamente. Credo piuttosto che volessero mandare un messaggio: chi si comporta come lui non viene con noi e non avrà risorse, spazi e protezione», dice oggi in un’intervista a La Stampa. Aggiungendo che questo «mi inorgoglisce. Sono fiero di non essere stato invitato da quello che ritengo il più ignorante governo della storia italiana. E mi fa sorridere quanto siano inefficaci questi ostracismi: più censurano e bloccano, più la società culturale e civile si fa sentire, e va dalla parte opposta agli schemini punitivi e alle azioni di rivalsa». In ogni caso, spiega, «non ho mai pensato che sarei stato coinvolto: mi aspettavo che sarebbe andata com’è puntualmente andata».
I testi non originali
Il fatto di non essere autore di testi integralmente originali «sono banali scuse, servono a velare malamente il messaggio, del resto chiaro: fate i bravi e sarete parte della banda».
Infine, rispetto all’altro criterio enunciato per giustificare la sua assenza, e cioè che si è voluto dare voce a chi finora non l’ha avuta, Saviano dice che «Mauro Mazza non ha le competenze per decidere e capire quali scrittori invitare all’evento editoriale più importante del mondo. Fa solo scelte politiche. Sul presunto spazio che si vuole dare alle voci che finora sarebbero state tenute in silenzio (come se poi la mia presenza possa zittire qualcuno), dico solo che basta dare un’occhiata ai cento nomi in cartellone: nella maggior parte dei casi si tratta di intellettuali che hanno visibilità su tutti i media, che sono spesso in tv, che sono popolari e partecipano frequentemente al dibattito pubblico».
(da agenzie)
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Maggio 29th, 2024 Riccardo Fucile
L’IMPRENDITORE SI VANTA CON IL FIGLIO NELLE INTERCETTAZIONI
Nell’inchiesta per corruzione a Genova ballano 30 milioni di euro.
Sono quelli che l’imprenditore Aldo Spinelli si vanta di aver ricevuto per la vendita del 4% del terminal al porto al fondo inglese Icon.
E che potrebbero essere arrivati in tasca «con modalità diverse» rispetto a quelle usuali. E da qualcuno di cui Spinelli non vuole fare il nome. O almeno questo sembra dalle intercettazioni riportate oggi dal Corriere della Sera: «Tu pensa adesso il valore che prende l’azienda entrando questi qua. Perché questi portano volumi di lavoro quanto ne vuoi», dice a Paolo Signorini, arrestato con lui e Giovanni Toti. Icon, dice Sciò Aldo, dovrebbe riconoscergli un premio da 50 milioni. Ma Spinelli dice anche altro: «a Icon c’han dato una barcata di soldi che tu non hai idea».
300 milioni
E ancora: «C’han dato quasi 300 milioni». Poi la cifra diminuisce: «Si son portati a casa 280 milioni puliti. A noi c’han dato una castagna secca! 73 milioni! Ma come potevamo dire di no? Ma poi cash eh? Hai capito?». Di questi 73, 50 sarebbero andati a Roberto Spinelli, il figlio indagato di Aldo. Poi però tocca proprio a lui vantarsi: «M’hanno dato 30 milioni di premio, perché dovevano darmi un premio di 50 milioni, me l’han dato di 20. Gli altri 30 me l’han dati…vabeh», dice.
E gli investigatori pensano che sia entrato in scena un terzo soggetto che ha dato a Spinelli la differenza. E in un’altra intercettazione parlano padre e figlio: «Trenta milioni due e cinquanta», dice Roberto. «Belin, la Carige adesso sviene», risponde il padre.
(da agenzie)
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Maggio 29th, 2024 Riccardo Fucile
IL GOVERNO DANNEGGIA CENTINAIA DI AZIENDE ITALIANE E MIGLIAIA DI LAVORATORI AGRICOLI
Che c’entra la sicurezza con l’agricoltura? Voi direte: se stiamo parlando di sicurezza sul lavoro, c’entra molto. Ma no, non stiamo parlando di sicurezza sul lavoro. Stiamo parlando del disegno di legge sulla sicurezza, presentato dal governo, nel quale si vietano la coltivazione e il commercio della cannabis leggera: quella a basso contenuto del principio attivo Thc.
Chi ha tempo e pazienza può provare a ricostruire l’allucinante e annoso tira e molla legislativo che ha prima concesso, poi vietato, poi riconcesso, poi rivietato la coltivazione di questa magnifica famiglia di piante, la cui secolare alleanza con gli uomini ha qualcosa a che fare con le sostanze psicotrope e la farmacopea, molto con i tessuti e la navigazione (quasi tutto il cordame di terra e di mare, prima della plastica, era di canapa).
Centinaia di piccole aziende ci hanno creduto, hanno preparato il campo e poi seminato cannabis light. Contadini. Popolo, come vanno blaterando quelli al potere. Gente che lavora con la natura e ha i tempi della natura: cicli di anni.
Non si può estirpare e ripiantare un campo ogni sei mesi, a seconda dei tiramenti dei capoccia. Non si può veder crescere una pianta dicendola legale, illegale, legale, illegale ad ogni nuova scartoffia prodotta da gente che vede il mondo da un ufficio.
Il ministro Lollobrigida, così trepidante per le sorti della produzione agricola italiana, lo sa che centinaia di piccole aziende, fidandosi dei pronunciamenti di “quelli di Roma”, hanno puntato sulla cannabis, e ora si ritrovano fuorilegge?
Non ha niente da dire su questo schifo, su questa paranoia securitaria che pretende di espiantare il male e invece espianta lavoro, foglie, radici, fusti, tempo, investimenti, speranze, sbagliando orribilmente bersaglio?
La canapa si coltiva, in Italia, da secoli. Che diavolo devono coltivare, gli agricoltori che hanno puntato sulla cannabis, per mettersi in regola: edamame giapponesi?
(da repubblica.it)
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