Novembre 27th, 2009 Riccardo Fucile
QUALCUNO CHIAMA IN QUESTURA PER SAPERE SE C’E’ UN VIDEO COMPROMETTENTE CHE LO RIGUARDA….ALTRI SEMBRANO IMPEGNATI SOLO DA PROCESSI BREVI, LEGITTIMI IMPEDIMENTI, IMMUNITA’ E PRESCRIZIONI….IL TEST CHE RILEVA SE UNO USA COCAINA NON LO FA NESSUNO…LA CLASSE POLITICA DEL CASINO’ ITALIA
Fioccano le telefonate in Questura a Roma: molti personaggi importanti da un paio di giorni sondano gli amici che hanno tra le forze dell’ordine per avere indiscrezioni, circa la loro presenza nelle foto e nei filmini ritrovati nel computer di Brenda, la transessuale ritrovata senza vita nell’appartamento di via Due Ponti, a Roma.
Il pc viene trattato come materiale quasi radioattivo, superprotetto e scortato: il suo contenuto è stato trasferito su un hard disk esterno.
Esiste una sola copia che il dirigente della squadra mobile ha preso dalle mani del perito nominato dal pm e trasferito negli uffici giudiziari.
Nessuno ha potuto dare un’occhiata, l’hard disk è “blindato” dal divieto categorico del procuratore di accedervi.
Il materiale trovato è pari a 130 gigabyte, diviso in 61.000 file, pari a 44 video di 90 minuti, tanto per dare un’idea.
Un 5% dei dati erano stati cancellati dalla memoria visibile, ma saranno recuperati dagli esperti dalla scheda madre.
Al di là della vicenda giudiziaria, resta un primo elemento sconcertante: un presidente di Regione coinvolto in uno scandalo, testimonianze di trans che confermano la presenza di politici di alto livello tra i loro “frequentatori abituali”, con festini a base anche di cocaina.
Non è un caso se sono in molti ora a cercare di sapere se in quei video non sono per caso “protagonisti”.
La gente comune si chiede: ma come è possibile che in Italia vi siano politici di livello che si fanno filmare in incontri di quel genere, quando già il solo frequentare certi ambienti li rende potenziali vittime di ricatti? Continua »
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Novembre 26th, 2009 Riccardo Fucile
IL SONDAGGIO IPSOS LO CONFERMA: IL 51% E’ CONTRARIO AL DECRETO SUL PROCESSO BREVE, IL 74% ALLA SOSPENSIONE DEI PROCESSI, IL 90% AL RITORNO DELL’IMMUNITA’ PARLAMENTARE…. DISAGIO DIFFUSO TRA L’ELETTORE DI CENTRODESTRA CHE LA PENSA DIVERSAMENTE DAI SUOI PARTITI DI RIFERIMENTO E DAL PREMIER
Abituati come siamo a prendere posizioni scomode, ma anche ad anticipare e segnalare gli
“umori popolari”, non essendo a libro paga di nessuno, quando opinioni da noi espresse trovano conferma nei dati reali non sappiamo se esserne lieti o rattristarci.
Non volendo appartenere a quella genia italica del “io l’avevo detto” (magari il giorno dopo la disfatta), non ci fa piacere trovare conferma degli errori che sta commettendo il centrodestra e che denunciamo inascoltati da tempo.
Purtroppo, avendo una concezione della politica come servizio al nostro popolo e non come interesse a incassare privilegi, ci rendiamo conto che ciò mal si concili con una classe dirigente di “miracolati” da Berlusconi e quindi proni e zitti ai suoi tragici errori.
Ma grazie a voi, lettori dallo spirito “libero”, che ci seguite a centinaia ogni giorno, comunque la pensiate, queste pagine hanno successo proprio perchè non amiamo (come voi) il “pensiero unico” e cerchiamo di interpretare il pensiero di tanti, di riflettere, ascoltare, capire.
Tutto l’opposto di quello che fa una Casta di privilegiati che pensa solo a risolvere i propri problemi, a rimpinguare i conti all’estero, a godersi il “momento di gloria” nel salire sull’auto blu, a non presentarsi al controllo antidroga di Giovanardi, a scattare sull’attenti agli ordini del sultano.
C’è chi fa carriera piegato sulla scrivania, chi sotto.
E per fortuna c’è anche chi non si piega davanti a nulla e mantiene la propria dignità , le proprie idee, i propri valori.
E noi a questi ultimi facciamo riferimento.
Nel caso specifico che andiamo ad affrontare (e non sarebbe la prima volta), sembra che in sintonia con il popolo italiano e con l’elettorato di centrodestra ci siamo più noi che il governo.
Quanto scriviamo da tempo trova infatti regolare conferma nel sondaggio Ipsos che peraltro era stato già illustrato a Ballarò da Nando Pagnoncelli. Continua »
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Novembre 26th, 2009 Riccardo Fucile
PERSINO “LIBERO” PARLA DI UN “PERICOLOSO AUTOGOL DEL GOVERNO” E DI UNA “CLAMOROSA MARCIA INDIETRO”… IL PROBLEMA E’ FARE PROMESSE A VUOTO E NON MANTENERLE MAI… ASPETTARE LE ENTRATE DELLO SCUDO FISCALE CERTIFICA SOLO UNO STATO ACCATTONE CHE ATTENDE LA MANCETTA DAGLI EVASORI
Ormai è stato chiarito: nella legge finanziaria non è prevista alcuna riduzione dell’Irap, dell’Irpef e nemmeno la cedolare secca sugli affitti.
In pratica il governo non intende operare alcun taglio alle tasse, smentendo quello che aveva annunciato poche settimane fa.
Lo avevamo ampiamente previsto, attirandoci le solite critiche di “inguaribili pessimisti”: era evidente a chiunque che quelle promesse inattuabili non avrebbero mai dovuto essere fatte.
Oggi leggiamo che non siamo improvvisamente più soli , nell’area di centrodestra, a esprimere critiche al modus operandi del governo.
Ecco cosa scrive Maurizio Belpietro su “Libero”: “Il problema non è la cancellazione di un singolo provvedimento, bensì la negazione di un programma politico sulla base del quale si è chiesta la fiducia degli elettori…Berlusconi le elezioni le ha vinte promettendo di diminuire le imposte, non certo annunciando il ponte sullo Stretto, le ha vinte cavalcando l’aspettativa di un cambiamento radicale rispetto a chi c’era prima e che sfilava nottetempo i soldi dalle tasche dei contribuenti”.
Conclude Belpietro: “Adesso che qualche segnale di ripresa dalla crisi si intravede, non mantenere la promessa è un errore grave”.
E a chi sostiene che “non ci sono soldi”, Belpietro ricorda la battaglia per l’abolizione delle Province e la necessità dell’innalzamento dell’eta pensionabile.
Cerchiamo di andare per ordine: se un padre di famiglia ha a malapena la possibilità di far coniugare ai figli il pranzo con la cena, non promette certo loro per Natale le vacanze a Cortina.
A maggior ragione un governo serio dovrebbe evitare continue sparate propagandiste senza dar poi mai seguito a nulla.
Secondo quesito: è vero o no che in cassa non c’è un euro?
E’ verissimo, tanto che per racimolare 3,8 miliardi si deve fare la figura dello “Stato accattone” che si mette all’angolo della strada e spera entro Natale che i ricchi supervasori mettano nel cappello qualche banconota. Continua »
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Novembre 26th, 2009 Riccardo Fucile
DOPO IL PACCO SICUREZZA SI IMPONE IL PACCO NATALIZIO: CON TANTI PADANI INDIGENTI, NON SI VORRANNO TENERE I SOLDI DI ROMA LADRONA? ….E I 12 MILIONI DI VALORE DI IMMOBILI E TERRENI LI VOGLIAMO DARE AI GIOVANI PADANI PER SPOSARSI O NO?
Con 17 milioni di rimborsi elettorali arrivati da “Roma Ladrona” e senza più il mutuo, estinto
da un anno, per il quartier generale di via Bellerio, la Lega ha il portafoglio gonfio e può finalmente fare del bene al popolo padano.
Il rendiconto dell’esercizio 2008 parla chiaro: il saldo patrimoniale al 31 dicembre si attesta a 24 milioni di euro, con un avanzo di esercizio di 7 milioni di euro.
Senza contare i terreni e gli immobili di proprietà per un valore stimato di 12 milioni di eurini.
E già che ci siamo ricordiamo anche i movimenti consolidati, divisi su due società : la Pontida Srl che gestisce i beni immobili e la Fin Group spa, la holding cui fanno capo tutte le attività commerciali e industriali, compresa la organizzazione di viaggi e l’elaborazione di sondaggi e ricerche di mercato. Un partito “ricco” di ideali insomma: a testimonianza del quale, ecco anche i contributi che arrivano dai parlamentari.
Si tratta della solita percentuale che tutti i partiti cercano di riscuotere dai propri deputati e senatori per consolidare la cassa.
Un partito fatto di militanti vedrà tutti i combattenti in coda per versare l’obolo alle casse del partito: leggiamo invece che sono “ben 39” tra deputati, senatori, ministri e sottosegretari coloro che hanno finanziato le casse. Peccato che 26 senatori più 60 deputati facciano un totale di 86.
E ci sembra che 39 versanti siano circa il 45%, un po’ pochino per i martiri dell’idea.
Qualcuno fa osservare che il ministro Zaia non ha versato nulla, ma non ci sembra il solo.
Poi lui avrà da pensare al radicchio trevigiano, al grana padano ed è anche risaputo che si è dato all’ippica, che volete pretendere…
Certo che vedere tre deputati peones che hanno versato cifre due-tre volte superiori a quelle di Calderoli, Castelli, Cota e Bricolo e sei volte a quelle di Maroni fa un po’ pensare. Continua »
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Novembre 25th, 2009 Riccardo Fucile
DUE SENATORI PRESENTANO UNA PROPOSTA PER GARANTIRE MINIMI DIRITTI A 300.000 COPPIE DI FATTO: SEPARAZIONE BREVE E PENSIONE DI REVERSIBILITA’…. I CAPICASERMA DEL PDL: “INACCETTABILE, PRIMA IL QUOZIENTE FAMILIARE”… E PERCHE’ NON LO FATE? IL QUOZIENTE ERA NEL PROGRAMMA, LE LEGGI AD PERSONAM NO
Diritti alle coppie di fatto da inserire in Costituzione, separazione breve per i coniugi senza figli minori e pensione di reversibilità anche per i conviventi. Due senatori del Pdl, Ida Germontani, di area finiana, e Salvo Fleres, forzista di area laico-repubblicana, hanno presentato tre disegni di legge per legittimare le 300.000 coppie italiane che oggi convivono senza matrimonio. Ma due ore prima della conferenza stampa di presentazione a Montecitorio, arrivano, come a Teheran, le guardie della rivoluzione ( peraltro mai fatta) in moto, nelle vesti dei capigruppo-colonnelli del Pdl che bloccano tutto.
I due senatori vengono chiamati a rapporto dai due rispettivi capimanipolo, Gasparri e Quagliarello, che li sottopongono al “processo interno”, contestando loro la mancata comunicazione dell’iniziativa, come se un parlamentare dovesse chiedere loro il permesso per svolgere i compiti per cui è stato eletto dagli italiani.
I due capigruppo a quel punto ricordano che “in campagna elettorale abbiamo promesso il quoziente familiare, per essere credibili dobbiamo realizzarlo e aiutare la famiglia tradizionale, prima di riconoscere diritti ad altre forme di unione”.
Concordiamo: non siete credibili, di quoziente familiare ne parlate da anni durante le campagne elettorali, non avrebbe certo un costo devastante e aiuterebbe più equamente le famiglie con figli a carico, ma poi ve ne dimenticate.
Salvo usarlo come alibi ridicolo: prima il quoziente familiare? E fatelo, siete voi al governo, non altri. Chi cazzo lo deve approvare? Continua »
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Novembre 25th, 2009 Riccardo Fucile
ORA IL MINISTRO SE LA PRENDE PURE CON MEDIASET….IL SUO CONSIGLIERE VEDE SOLO STUDENTI ENTUSIASTI DEL GOVERNO E QUINDI “MEDIASET VA NELLA DIREZIONE OPPOSTA, INCREDIBILE PER UNA TV CHE DOVREBBE PIACERE ALLA GENTE”… SIAMO ALLO SPROLOQUIO UNICO
Non crediamo che la fiction “Liceali 2” sia un capolavoro che resterà negli annali delle Tv
commerciali, in ogni caso viaggia tra i 3,5 /4 milioni di telespettatori, liberi di vedere quello che gli pare.
Anche perchè il telecomando è una delle poche cose permesse e che ci consente ancora di fare zapping, passando da un canale all’altro.
Non tanto per seguire i Tg che sono omogenei al governo del momento, ma per scegliere tra diverse opzioni di programmazione.
Se a uno non piace “Liceali 2”, schiaccia il pomellino e si guarda le comiche, se un altro non sopporta vedere la Gelmini fa la stessa cosa e passa a guardare la Hunziker o i reperti archelogici in Egitto.
La notizia sull’incazzatura del Ministro della Istruzione nei confronti del “fuoco amico” di Mediaset ci lascia parecchio stupiti ( facciamo finta di esserlo, per una volta…).
Quale sarebbe il problema? Che la serie con Claudia Pandolfi e Giorgio Tirabassi, trasmessa in prima serata da Mediaset, avrebbe dedicato una intera puntata a ragazzi che occupano il proprio istituto scolastico, con frasi che criticano i “tagli alla finanziaria che rubano il futuro ai giovani”, con riferimenti negativi alla riforma Gelmini e un po’di retorica movimentista, tipica da fiction televisiva.
Dall’entourage ministeriale della Gelmini sono trapelati malumori per la puntata a causa delle critiche circa i tagli alla scuola e qualcuno è arrivato a parlare di “fiction scandalosa”.
E qua ecco apparire il novello paroliere incrociato del Pdl forzaitaliota, Giorgio Stracquadanio, consigliere politico e di comunicazione della Gelmini.
Già solo per gli esiti infelici degli incarichi che svolge, avrebbe dovuto essere dimissionato da tempo, vista l’incapacità di azzeccarne una in termini di comunicazione di quanto fa il ministro, ma per questa volta passiamo oltre.
Il soggetto in questione è uno dei mastini latranti che avrebbero già espulso, dopo averli morsicati ai polpacci, quasi tutti i finiani del Pdl, rei di non osservare il vangelo che lui ha acquistato di seconda mano in qualche libreria antiquaria.
Per la causa di beatificazione dei santi, ora gli uffici vaticani sanno a chi rivolgersi, nella fase di impostare delle pratiche. Continua »
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Novembre 25th, 2009 Riccardo Fucile
MENTRE BERLUSCONI PREPARA IL DISCORSO “IO NON CI STO”, EMULO DI SCALFARO NEL 1993, TREMONTI CERCA DI DIRE DI NO A TUTTI….E SULLA LEGGE AD PERSONAM E IL PROCESSO BREVE IL GOVERNO NON SA COME USCIRNE
Berlusconi non pare orientato a prendere la parola al Senato per fare un discorso in cui rivendicare la sua estraneità ai fatti che gli addebitano i giudici e la necessità di approvare subito il processo breve.
Otterrebbe un palcoscenico, certo, ma lo garantirebbe anche all’opposizione, col risultato che poi sui Tg risulterebbero anche le tesi della minoranza.
Per questo sta prendendo corpo l’ipotesi di un discorso alla nazione, stile “Io non ci sto” di Scalfaro versione 1993, in cui il premier potrà dire agli italiani, in perfetto regime di monopolio, che il processo breve serve ai cittadini perchè la giustizia è troppo lunga e che lui deve essere protetto “dai giudici comunisti” perchè gli italiani lo hanno votato .
La data potrebbe essere il 4 dicembre a reti unificate: in quel giorno è prevista la deposizione di Gaspare Spatuzza a Palermo nel processo per mafia che vede coinvolto Dell’Utri.
A palazzo Chigi si teme che in quei giorni venga spedito al premier dalle procure di Firenze, Caltanissetta e Palermo un avviso di garanzia per associazione mafiosa ( sulle basi delle dichiarazioni di pentiti).
Nel frattempo crescono le perplessità sulla strada da seguire sul processo breve: l’idea è di depurarlo di molti elementi di palese incostituzionalità , ma anche così è a rischio: non puoi togliere la distinzione tra incensurati e chi ha precedenti, altrimenti saltano tutti i processi, ma se la lasci è a rischio incostituzionalità , tanto per fare un esempio.
E’ un decreto fatto coi piedi, come ha sottolineato persino l’ex avvocato del premier, Pecorella, in aperta polemica con Ghedini.
Una legge costituzionale poi non serve perchè ci vorrebbe un anno per approvarla e qua urge una legge ad personam, anche se poi si nega la verità . Il centrodestra si sta impiccando alla sua corda, a parer nostro, contorcendosi in tante soluzioni pretestuose e patetiche che finiscono solo per ritorcersi contro chi le vuole. Continua »
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Novembre 24th, 2009 Riccardo Fucile
NELL’INCHIESTA GIUDIZIARIA IN CORSO, EMERGE CHE LA FORNITURA DI PASTI COSTA 10 MILIONI DI EURO…PER 30 ANZIANI SOLO 20 PEZZI DI FRITTATINA, PASTI FREDDI E LA NOTTE 1 INFERMIERE PER 120 RICOVERATI… E PAGANO PURE 1.400 EURO: UNA VERGOGNA
Per quattro secoli era noto e caro ai genovesi con la denominazione di “Albergo dei poveri”:
oggi nello storico e monumentale palazzo settecentesco i “poveri” non ci sono più, sono stati alloggiati in sei sedi distaccate.
Mentre risuona ancora la lettura del testamento di Emanuele Brignole, fondatore del rifugio, datato 1786, dove al punto 83 si legge “che serva in perpetuo per uso e abitazione dei poveri”, la Guardia di Finanza continua a indagare sugli appalti per le forniture dei pasti agli ospiti delle residenze per anziani.
La fornitura è un affare da quasi 10 milioni di euro e il dubbio che gli inquirenti sono chiamati ad accertare è se l’asta aggiudicatrice sia stata truccata.
Ma al di là della vicenda giudiziaria, quello che è emerso dal racconto dei parenti dei ricoverati, dà l’immagine di una società senza controlli e senza rispetto per gli anziani.
Sono emersi dettagli per cui per il pasto di 30 ricoverati erano disponibili 4 pezzi di frittata e 14 hamburger, oppure in altra occasione 20 pezzi di frittata sempre per 30 persone..
Spesso i pasti arrivano freddi e con sfasamento di orari, per cui si pranza alle 14 e si cena alle 17.
Altri esposti riguardano il fatto che spesso la cena è costituita da una ricottina di 100 grammi, oppure un formaggino o una fetta di prosciutto cotto.
I panini sono vecchi e la frutta fresca inesistente.
Eppure nessuno ha mai fatto nulla, nonostante le rimostranze dei parenti presentate alle autorità .
Speso mancano posate, tovaglioli, piatti, sovente i ricoverati non autosufficienti non hanno aiuto per mangiare, l’assistenza notturna per 120 ricoverati è affidata a un solo infermiere che dovrebbe controllare quattro piani. Continua »
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Novembre 24th, 2009 Riccardo Fucile
NELL’ULTIMO ANNO LE ASSENZE PER MALATTIA NEGLI UFFICI PUBBLICI SONO AUMENTATE IN TUTTE LE REGIONI, ESCLUSO TOSCANA E MOLISE… PUNTA DEL 46,8% IN PIEMONTE, MA 16,9% ANCHE IN VENETO, 15% IN LOMBARDIA E 149% IN COMUNE A GENOVA
I dati parlano chiaro e sono quelli ufficiali: rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, da ottobre 2008 a ottobre 2009, le assenze per malattia nella pubblica amministrazione (escluse le scuole, le università e la pubblica sicurezza) sono cresciute del 28,3%.
E non c’entra l’influenza, che al massimo avrebbe inciso solo per il 7%.
Siamo di fronte, come era prevedibile, alla fine dell’effetto Brunetta e al fallimento della ricetta anti-fannulloni: i dipendenti di regioni, comuni, province e ospedali rivelano una ritrovata vocazione all’assenteismo italico?
Brunetta replica seccato che si tratta solo di “un aggiustamento dei comportamenti individuali e di una ripresa dei comportamenti opportunistici”, ma non può nascondere che il fenomeno è ritornato diffuso in tutta la penisola, ministeri compresi.
Il dicastero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, rispetto all’anno precedente, mostra un aumento degli assenteisti per malattia del 45,2%.
Tra le Regioni, gli aumenti sono stati del 46,8% in Piemonte, del 44,2% in Puglia, del 43% in Campania, del 37,9% nelle Marche, del 34,6 in Liguria, del 26,4% nel Lazio, del 24,7% in Sicilia, del 22,2% in Emilia Romagna, del 18,3% in Calabria, del 17,6% in Umbria, del 16,9% in Veneto, del 15% in Lombardia,del 13,7% in Abruzzo, del 11,5% in Basilicata.
Migliore la situazione, con un calo di assenteisti, solo in Toscana (-8,8%) e Molise (- 33,8%).
Ormai in quasi tutta Italia il trend rimane in progressione mensile: le assenze schizzano in avanti nel corso dell’anno.
A Genova ad assentarsi sono stati i dipendenti delle categorie più basse, chi guadagna meno, in pratica. Continua »
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